Rosmira fedele

Dramma per musica in tre atti


Testo del libretto


ATTO PRIMO

Scena prima

Piazza vicino al mare apparata con Trono di Partenope, e statua d'Apollo nel mezzo, Ara con fuoco acceso, popolo numeroso, e corteggio.

Partenope in Trono, Arsace, e Armindo.
Partenope
Tu dell'eccelse mura
Di questa, che inalzai Cittade altera,
O luminoso Dio, prendi la cura:
Spargi dalla tua sfera
Nel Tuo fecondo sen raggi benigni,
E parlino di lei Sirene, e Cigni.
A lei, Regal mia Figlia,
Che desta a meraviglia e terra, e mare,
Oh come lieta, oh come
Or Partenope dona anche il suo Nome.
Coro
Viva viva Partenope viva
Chiara al pari del Sole, che adora,
Le sue spiagge fecondi l'Aurora,
E ogni Musa ne canti, e ne scriva.
Viva viva Partenope viva.
(Le Donzelle, e i Donzelli ballano spargendo fiori, e frondi.

Scena seconda

Rosmira in abito di Armeno, che sbarca col seguito di comparse Armene, e detti.
Armindo
Arsace,
Arsace
Armindo,
Armindo
Osserva.
Arsace
(E qual volto è presente agli occhi miei?)
Armindo
Mira Signora mira.
Arsace
(Parmi Rosmira)
Partenope
Olà, che vuoi, chi sei?
Rosmira
(Finger degg'io, voi m'assistete o Dei)
Generosa Reina,
Delle campagne Armene
Il Prencipe Eurimene a te s'inchina.
Partenope
Sorgi, e dì la tua brama.
Rosmira
(Arsace è quì, non m'ingannò la fama)
Con cento vele, e cento
Dell'infido elemento
L'onde vaste io scorrea, quando si desta
Orgogliosa tempesta,
Che di ricchezze gravi,
Fuor che la mia, tutte assorbi le navi,
Al fin l'empia procella
Mi tragge in questo lido,
Odo l'alto tuo grido,
E vengo a te, che sei sì degna, e bella.
Partenope
Eurimene, che chiedi?
Rosmira
Alle miserie mie soccorso, e aita,
Ch'io per scampar la vita
Donai le merci, e preziose, e rare
Tutte all'ingorda avidità del mare.
Partenope
Prencipe, che ben tale
D'alta idea ti palesa,
Hò pietà del tuo male,
Il tuo danno mi pesa,
E al merto tuo m'impegno
Dar nella Reggia mia posto condegno.

Scena terza

Ormonte con un Messagiero d'Emilio, e detti.
Ormonte
Regina, in folte schiere
Il Popolo Cumano
Ingombra tutto il vicin monte, e il piano.
Partenope
Nulla intendesti?
Ormonte
Solo,
Ch'Emilio, il primo lor Prencipe, e Duca
Teco parlar desia,
E questo Messaggier dal campo invia.
(Partenope pensa.)
Armindo
Che pensi?
Arsace
Non temere.
Rosmira
E ti sovvenga,
Che qui giunse Eurimene,
Partenope
Emilio venga,
(Al Messaggiero, che subito parte.)
Mi troverà nemica
Se vuol del Soglio mio turbar la pace;
Seguimi Ormonte, e tu mi segui Arsace.
(Arsace nel partire và guardando Rosmira, e dice,)
Arsace
O Eurimene ha l'idea di Rosmira,
O Rosmira si finge Eurimene:
Più lo sguardo in quel volto si aggira,
Più confusa quest'alma diviene,
O Eurimene.

Scena quarta

Rosmira, e Armindo.
Rosminda
Cavalier, se gli Dei
Rendan pago il tuo cor, dimmi chi sei?
Armindo
Armindo, e trassi in Rodi
Natali illustri, e con temuto impero
Sotto quel Ciel sono il Signor primiero.
Rosmira
Sembrami il tuo sembiante
Sparso di duol, giovar ti può Eurimene?
Armindo
Non si trova rimedio alle mie pene.
Rosmira
Dimmi il ver, del tuo core
Il tormento crudele è amore?
Armindo
E' amore.
Rosmira
Genio, che a te mi lega
Fa provarmi il tuo male.
Armindo
E perche genio eguale
Mi stringe a te, quanto nel petto io celo;
Tutto in liberi sensi, ora ti svelo.
Partenope è il mio Nume.
Rosmira
Ed ella sente
Dell'amor tuo pietà?
Armindo
O fìnge non saperlo, o non lo sà.
Rosmira
Non ti scopristi?
Armindo
Ed a che pro?
Rosmira
Perche?
Armindo
Ad Arsace giurò costanza, e fè.
Rosmiea
E Arsace?
Armindo
E pena, e more
Di Partenope amante.
Rosmira
(Ah traditore)
Armindo, se palesi i dolor tuoi
Forse goder tu puoi,
Ma se ascondi i sospiri,
Se con lagrime occulte il ciglio bagni,
Perche d'amore, e del destin ti lagni?

Spiegati, e di che l'ami,
Dì che pietà tu brami,
Dille, che vuoi mercé.
Scoprendole il tuo foco,
Vedrai, che a poco a poco
Sospirerà per te.

Scena quinta

Armindo.
Armindo
Armindo ardisci, e prova
Di palesarti amante: ahi che non giova.
Non giova ? e come il sai,
Se non tentasti mai
Chieder conforto agli aspri tuoi tormenti?
Può giovarti il tentar, dunque si tenti.

Al mio tesoro
Dirò, che peno,
Dirò, che moro,
E ch'abbia almeno
Di me pietà.

A dar ristoro
Alle mie pene
Forse il mio bene
Si moverà.

Scena sesta

Giardino del Palazzo di Partenope.

Arsace, e Rosmira.
Arsace
O che Arsace delira,
O' che d'esser tu nieghi, e sei Rosmira.
Veggio che il tuo sembiante
L'immago di Rosmira in se ritiene,
E quale amai Rosmira, amo Eurimene.
Rosmira
Ma da tè non vorrei
Al pari di Rosmira esser tradito
Arsace
Come?
Rosmira
Arsace, ti sei
Così presto smarrito?
Senti per seguir te, tutto abbandono,
E' pur ti giungo al fin, Rosmira io sono.
Arsace
Bella . . . .
Rosmira
Bella mi chiami
Tu, che fede non hai, tu che non m'ami?
Arsace
T'amo . . . .
Rosmira
Non può chi aspira
Di Partenope al soglio amor Rosmira.
Di questa Reggia al trono
Aspira, ingrato Arsace, io ti perdono:
Vedi quanto in amor fina son'io,
Che vaga del tuo ben trascuro il mio.
Arsace
Conosco il fallo
Rosmira
Ascolta:

Io da' valori tuoi
Chiedo lieve merce.
Arsace
Dimmi, che vuoi?
Rosmira
Non voglio già sdegnata
Rimproverarti dalla fede a questa
Delusa Principessa un di giurata
Perche a te non desio d'esser molesta:
E non bramo, che noja
Rechino coi miei teneri lamenti
Gli andati amori a gli amor tuoi presenti.
Bramo se mel concedi
Favor non grande: ma
Arsace
Dimmi, che chiedi?
Rosmira
Sai, che chiedo? ma prima
Per esser ben sicura
D'ottenere quanto io vò, prometti, e giura.
Arsace
Di far ciò, che vorrai
Giuro ad Amore, al Cielo, ai Numi.
Rosmira
Ah frena
La sacrilega lingua, e a chi giurasti?
E non sai, che mancasti
Con perfidi costumi
Altre volte ad Amore, al Cielo, ai Numi.
Se ad eseguir t'impegni
Ciò che Rosmira chiede;
Giura, non su la tua, su la mia fede.
Arsace
Io su la fede . . . .
Rosmira
Su la fede mia,
Arsace
Giuro far pago il tuo desio:
Rosmira
Non devi
Dir, ch'io sia Donna, e che Rosmira io sia:
A scoprirmi non hai
Da qual sia mai barbaro caso astretto.
Mi prometti cosi?
Arsace
Così prometto.
(parte Rosmira.)

Scena settima

Arsace.
Arsace
Rosmira, o Dio, Rosmira
Sotto mentite spoglie
Di me sen viene in traccia
Rinnova le mie doglie, e vuol, ch'io taccia,
Tacerò come chiede:
Ma già vacilla, e cede
Al primo ardor la mia feconda face;
E appena gli occhi miei
Riveggono Rosmira,
Che quest'alma sospira, e torna a lei.

La Rondinella, che a noi sen riede,
Trascorre il lido,
E appena il vede,
Che torna al nido,
Che abbandonò:

E' ver, che fece del mar tragitto,
Ma nell'Egitto,
Benché lasciata in lontananza,
Della sua stanza
Non si scordò.

Scena ottava

Armindo da una parte, Partenope dall'altra.
Armindo
Signora . . . .
Partenope
O Armindo, e sempre
Così dolente, e mesto?
Che mai t'affligge, e che infortunio è questo?
Armindo
Alfin gli occulti miei
Pur m'è forza svelar gravi tormenti:
Deh, se cruda non sei,
Abbi pietà del mio dolore, e senti.
Partenope
Narrami il tuo cordoglio,
Ch'io pietosa sarò:
Armindo
Narrar nol voglio.
Partenope
E qual pensier t'ha mosso
A non scoprirlo più?
Armindo
Scoprir nol posso.
Partenope
Sol per giovarti io chieggio
Qual sia la pena tua:
Armindo
Dirla non deggio.
Partenope
Ma perche?
Armindo
Temo solo,
Che sia d'offesa tua questo mio duolo.
Partenope
Tanto crudel non sono,
Spiegami la tua pena,
E se questa m'offende, io ti perdono.
Armindo
Regina, io vivo amante:
Partenope
Segui, di qual sembiante
Vada acceso il tuo cor saper desio:
Armindo
Troppo chiedesti, Addio.
Partenope
Fermati, e per tua pace
Scoprimi l'Idol tuo;
Armindo
No, viene Arsace.
Partenope
Odimi Armindo, e quale
Prendi sdegno d'Arsace?
Armindo
E' mio rivale
Partenope
Quella dunque son'io,
Che sospirar ti fa?
Armindo
Regina, Addio.
(parte.)
Partenope
Non posso amarti, e non poter mi spiace
Ma non è colpa mia, colpa è d'Arsace.

Scena nona

Partenope, Arsace, e dopo Rosmira.
Arsace
E di che reo son'io?
Partenope
D'aver fatto del tuo servo il cor mio.
Per me languisce Armindo.
Arsace
Armindo?
Partenope
E sai
Quanto ad Armindo io devo, egli sen venne
Con mille armate antenne
E delle vele mie si fè seguace:
Ma se amar nol poss'io colpa è d'Arsace.
Arsace
Ah, che l'anima mia
Fissando il guardo in tè (Rosmira oblia.)
Partenope
L'anima tua che fa
Fissando il guardo in me?
Arsace
Viver non sa.
Per te moro,
Partenope
Ed io per tè,
Arsace
Cara gioja,
Partenope
Amato bene . . . .
Arsace
Taci, basta
Partenope
Perche?
Arsace
Giunge Eurimene?
Partenope
E se giunge Eurimene?
Arsace
E vuoi, che sappia
Straniero Cavaliere i nostri amori?
Partenope
Non soggiace a rossori
Acceso cor di puro foco onesto:
Senti Eurimene, il mio bel Nume è questo,
Rosmira
E tu sei riamata
Partenope
Son riamata
Arsace
(Ohimè)
Partenope
E ci giurammo fè:
Rosmira
Sorte spietata.
(vuol partire.)
Partenope
Dove, Eurimene, dove?
Rosmira
A lagrimar la mia sventura altrove.
Partenope
Quale sventura?
Rosmira
Ascolta.
Arsace
(Ora mi scopre)
Rosmira
Vidi la tua sembianza, e chiaro in quella
Vidi l'anima tua quanto sia bella:
Onde in un tratto amore
Della parte migliore,
Che la fragile adorna il cor m'accese;
Ma perche m'è palese,
Che già d'altri tu sei
Sperar più non poss'io conforto, e pace;
Nascesti sol per tormentarmi Arsace.
Arsace
(Respira il core amante,
E confuso or s'aggira
A Partenope intorno, ora a Rosmira,)
Partenope
Con affetto sì degno
Prencipe se tu m'ami, io non ti sdegno.
Rosmira
Lieve ristoro.
Partenope
Altro sperar non puoi,
Ch'esser non voglio infida agli amor suoi,
Rosmira
Partenope, se fede
Giurassi a me, come giustasti a lui,
Io per qual sia mercede
Non saprei ribellarmi agli amor tui,
E se pure si dasse
Della bellezza tua beltà maggiore,
Non farei mai, che il core
Avvampasse all'ardor di nuova face:
Credo però, che lo farebbe Arsace.
Arsace
T'inganni, anch'io ben sò quanto disdica
Lasciar per nuovo ardor la fiamma antica:
Oprar saprò ciò, che d'oprar conviene
Alla mia fedeltà credi Eurimene.
Rosmira
Scusa; ti veggio in volto
Un non sò che, che poca fede addita,
E se donna foss'io, sò ben che molto
Temerei dal tuo genio esser tradita:
Regina, io già non sono
Di sì deboli tempre,
In amor fido sempre
Eurimene vedrassi,
E se tu lungi andassi,
Del tuo piede il mio piè farei seguace:
Non credo già, che lo farebbe Arsace.
Partenope
Compatisco gli accenti
Che ad onta del mio ben dal labro sciogli!
Farti caro a me tenti,
E di sì dolce amor vuoi, ch'io mi spogli;
Ciò far non posso, ma perche tu veda
Quanto il mio spirto a tuo favore inclina,
Sarai mio Cavaliere, io tua Reina.

Non posso amarti, o Dio,
Sol questo è l'idol mio,
Il caro Bene.

Mi piace averti a canto
Tu godi un sì bel vanto
E tu riserba in sen
D'amor la spene:

Non ecc.

Scena decima

Rosmira, e Arsace.
Rosmira
I novelli amor tuoi
Io stessa udii, nega infedel, se puoi.
Arsace
Rosmira, e tanto sei
Vaga delle mie pene?
Rosmira
Rosmira non son'io, sono Eurimene.
Arsace
Cara non più.
Rosmira
T'accheta:
Mossa da gelosia
Sarai dell'ira mia bersaglio, e meta.
Arsace
Ecco pentito io riedo
Ad offrirti il mio cor,
Rosmira
Più non ti credo.

Tortora, che il suo bene
Cerca dal bosco al prato,
Se lo ritrova ingrato
Nemica sua diviene,
E non gli crede più.

S'egli pietà le chiede,
Ella nemmen l'ascolta,
Pensa, che un'altra volta
Pria le promise fede
Poi traditor le fù.

Tortora, che il suo bene
Cerca dal bosco al prato,
Se lo ritrova ingrato
Nemica sua diviene,
E non gli crede più.

Ingrata anima bella
Io son la Tortorella,
Il traditor sei tu.

Scena undicesima

Arsace.
Arsace
O Rosmira gradita
Bella cagion della mia prima piaga
O Partenope mia cagion pur vaga
Della seconda dolce mia ferita,
Se in due non mi divido
O sono ingrato all'una, o all'altra infido.

Dimmi pietoso Ciel,
Di queste belle mie quale abbandono?
Se torno al primo amore
Per che il secondo dica: ah traditore.

Se a questo poi mi volto
Quello gridare ascolto
Con lamentevol suono:
Ricordati infedel, che il primo io sono,

Scena dodicesima

Stanza di udienza.

Partenope, e poi Ormonte, il quale parte, e poi torna con Emilio, Rosmira, Arsace, e Armindo.
Ormonte
Regina, Emilio arriva:
L'inclita Reggia osserva,
E i tuoi grand'Avi effigiati in fasti.
Partenope
Vanne, incontralo, e passi
(parte Ormondo.)
Guerra avrà se vuol guerra,
E se stringer gli piace
Meco amicizia, ed amicizia, e pace.

S'apre la portiera, e si vede una fuga di stanze con numeroso corteggio, torna Ormonte, e vengono con lui Emilio, e gli altri, e subito entrati si richiude la portiera.
Emilio
Regina alle tue piante
Par ch'io venga nemico, e vengo amante
Partenope
Amante già non parmi
Chi viene a me cinto di squadre, e d'armi.
Emilio
Partenope, se vuoi
Sudditi i miei guerrieri aver tu puoi,
Partenope
Come?
Emilio
Il letto, ed il trono a me destina.
E de' Popoli miei sarai Reina.
Armindo
(Ahi che richiesta!)
Rosmira
(Udisti?)
(tra loro due.)
Arsace
(A me non spiace
Ch'ella d'Emilio sia:)
Rosmira
(Povero Arsace)
Partenope
Principe, e quando amore
Per me t'accese il core?
Emilio
Dal di, che in queste rive
Posaste il piè ti vidi ignoto, ed arsi,
E da quel di mille sospiri ho sparsi.
Armindo
(S'ella cede, io perisco)
Rosmira
E tu sospiri?
(tra loro due.)
Arsace
(Io nò,)
Rosmira
(Ti compatisco.)
Partenope
L'intense fiamme tue tanto ascondesti?
Ed or, del fuoco antico
Per chiedermi pietà giungi nemico?
In mal punto giungesti:
Armindo
(O dolce sdegno!)
Rosmira
(Arsace ti ristora:)
Arsace
Deh non m'affligger più.
Rosmira
(Non basta ancora.)
Emilio
Io le Cumane genti
Non mossi già, nè tuo nemico io sono:
Le tue moli eminenti
Poiché videro alzate in sì bel lido,
Destar di guerra un grido
E a danno tuo per gelosia sì armaro:
Per farmi tuo riparo
Mi fò lor Duce, e qui furtivo io vengo:
Se te per Sposa ottengo
Tutti i Popoli miei paghi saranno,
E superbi godranno
Con nozze cosi illustri, e memorande
Scorgere il lor Signor fatto più grande.
Partenope
Non deggio, ne vogl'io
Perdere il cor per acquistar la pace:
E non piace al cor mio ciò, che a te piace.
Ormondo
(Che magnanimo cor!)
Emilio
Deh non sforzarmi
Contro di chi tant'amo a prender l'armi,
Partenope
Prendile pur se vuoi, vieni al cimento
Che se tù forse temi, io non pavento.
Emilio
Guerra non voglio, e quando
Tu la volessi, ecco a tuoi piedi il brando
Già de' tuoi lumi al lampo
Vinto mi chiamo, ed abbandono il campo,
Partenope
En ilio sorgi, nulla
Con sì vil cortesia degno ti rendi.
Vanne, e i Popoli tuoi reggi, e difendi.
Emilio
Quest'anima accesa
Da lumi sì belli
Ritorna all'impresa,
E vincer saprà.

Ma il core nel seno
Dal dardo di quelli
Ferito vien meno,
E chiede pietà.

Scena tredicesima

Partenope, Arsace, Rosmira, Armindo, Ormonte.
Partenope
Arsace tu sarai
Degli eserciti miei Duce primiero.
Armindo
Forse valor guerriero
Non è in me pari al suo?
Ormonte
Non hò fors'io
Core eguale al suo cor' nel petto mio?
Rosmira
Forse, di me perche t'è ignoto il merto,
Poco forte mi stimi in campo aperto?
Arsace
Giuro, qual si richiede
In tanta impresa invitta fè:
Rosmira
Che fede?
Sai pur, che ti ravviso
Segni di poca fè scolpiti in viso.
Partenope
Troppo ardisci Eurimene
Armindo
(E il soffre Arsace?)
Ormonte
(Così l'offende, e tace?)
Partenope
A Partenope innanzi . . . .
Arsace
Ah frena l'ire,
Di giovanetta età scusa l'ardire.
Rosmira
Tu dell'ardir mi scusi,
E me d'incauto, e di leggiero accusi?
Partenope
Non più, voglio, che questo
Principe di Corinto
Abbia dell'armi il general comando.
Armindo
Andrà dunque indistinto
Il mio nome?
Ormonte
Il mio brando
Rosmira
E confuso tra gli altri
Anch'io stringer dovrò la spada, e l'asta?
Armindo
Non è ragion,
Rosmira
Non è giustizia,
Partenope
Basta.
Con generosa lite
Cessate omai di garreggiare, e udite.
Amazona guerriera
D'ogni armata mia schiera,
Perche uniti a pugnar l'onor vi sproni,
Io la scorta farò, voi miei Campioni.

A far straggi à far vendetta
Il mio braccio ormai s'affretta
Ma tu caro non temer.

E aggitata il seno l'alma,
Abbandona la sua calma,
Sol fra l'armi per goder.

A far ecc.

Scena quattordicesima

Arsace, Rosmira, Armindo.
Arsace
Eurimene, a i cimenti
Venir tù vuoi? (nol permettete o stelle).
Rosmira
Forse in petto racchiuso,
Quasi femmina imbelle,
Cor non avrò dell'armi avvezzo all'uso?
Arsace
Ciò dir non posso, io chieggio
Se combatter tu bramì (e tacer deggio)
Rosmira
M'avvalorano il core
Al conflitto vicin gloria, ed amore:
Quella per farmi degno,
Questi perche son'io
Dì Partenone acceso, e tu ben sai,
Che il mio duol te presente io le spiegai.
Armindo
E già per lei ti saettò Cupido?
Rosmira
Mi saettò nol niego:
Armindo
(Amico infido.)
Arsace
In sì tenera età.
Aver cuore si può, forza non già:
Onde tu con gran rischio
Brami degli anni in sù 'l fiorito Aprile
Farti in guerra immortal.
(parte Arsace.)
Rosmiea
Tema chi è vile.

Scena quindicesima

Armindo, e Rosmira.
Armindo
Deggio di te lagnarmi,
Ti fido le mie pene, poi sleale
Tu degli amori miei ti fai rivale?
Rosmira
Non ti dolere, a tuo favor mi fingo
Di Partenone amante
Per deviar dalla sua mente Arsace.
Armindo
Se il tuo gentil sembiante
A Partenope piace?
Rosmira
A te la cedo,
Armindo
E s'ella
Tè per sposo desia?
Rosmira
Non potrà, benché voglia, esser già mia.
Armindo
Forse con altra bella
Ne' lacci d'Imeneo stretto sei tù?
Rosmira
Di mè ti fida, e non cercar di più.
(parte Armindo.)

Scena sedicesima

Rosmira.
Rosmira
Vo meditando sempre
Contro l'infido Arsace ingiurie nuove;
E tenerezza a crudeltà mi move.
Piena d'affetto, e d'ira
Or minaccia, or sospira
Quest'alma innamorata,
Che per lui pena, e di schernirlo hà core:
Sono gli sdegni miei figli d'amore.

Sò che il riso, e sò che il vezzo
Dolcemente accende un core.
Ma il disprezzo
Lo fa struggere d'amore
Domandar gli fà pietà.

Poi la pace
Oh quanto piace!
Par che dia
Maggior contento
Dopo il barbaro tormento
O di fredda gelosia,
O di fiera crudeltà.

Scena diciassettesima

Campo con padiglioni dove sta schierato l'esercito di Emilio. Poi viene con trombe, e tamburi alla testa delle sue squadre Partenope, Arsace, Rosmira, Armindo, e Ormonte.
Emilio
Forti schiere, vicino è il cimento
E alle palme vi chiama il mio core
Benché grande è l'impresa ch'io tento,
E' men grande del vostro valore.
Partenope
Siamo d'Emilio a fronte
E' chiaro a me dimostra
Ciascun di voi, che la vittoria è nostra.
Col favor degli Dei,
Emilio
Con valorosa mano
Partenope
L'esercito Cumano,
Emilio
Gli Eroi Partenopei,
Partenope
Ognuno feroce abbatta,
Emilio
Ognun assaglia:
Tutti
A battaglia, a battaglia.

Segue la pugna, e si vede uscir Partenope da una parte incalzata da alcuni guerrieri Cumani, viene Armindo dall'altra, e li pone in fuga.
Partenope
Soccorso
Armindo
Armindo è teco
Partenope
Armindo aita:
A te deggio la libertà, la vita.
Armindo
S'uccida,
Partenope
Si disarmi
Armindo
L'inimico, che fugge,
A 2
All'armi, all'armi.

Partono seguitando i Cumani, e torna un breve, ma caldo combattimento, e vien fuori Rosmira incalzata, e già abbattuta da Emilio, sopragiunge Arsace con alcuni Soldati, e libera Rosmira, e fa prigioniero Emilio.
Emilio
Renditi o pure estinto
Ora a piè mi cadrai:
Arsace
Cedi, sei vinto.
Emilio
Getto il brando tradito, e disperato,
Non cedo al tuo valor, cedo al mio fato,
Rosmira
Arsace, i meno arditi
A soccorrer ten vola:
D'uopo non n'hò, che a trionfar mi aiti,
Perche la spada mia sa vincer sola.
Emilio
Guerrier non tanto orgoglio,
De' miei casi infelici
Vada altiero il Destin:

Torna Partenope, e Armindo con alcuni Soldati.
Partenope
Vincemmo o Amici.
Ma de' trionfi miei
Tu gloriosa pompa Emilio sei?
Preda cotanto illustre
Vò saper di chi sia:
Arsace
La preda è d'ambo noi.
Rosmira
La preda è mia.
Emilio
Io de' tuoi crini d'oro
Son prigioniero, e non d'alcun di loro.

Arriva Ormonte con molti prigionieri fatti; e spoglie conquistate
Ormonte
Ecco Regina invitta
Schiave al tuo piè le trionfate schiere,
Ecco l'armi, le spoglie, e le bandiere.
Partenope
Cadesti Emilio, e mi donaste voi,
Palme si degne o generosi Eroi.
Coro
Ti circondi la gloria di allori,
La tua fama traascorra ogni riva,
Empia i lidi
Degli alti tuoi gridi.
Et onori
Con tromba festiva,
Viva, viva, Partenope viva.

Fine dell'atto primo.

ATTO SECONDO.

Scena prima

Strada addobbata con vari adornamenti, e con arco trionfale di trofei di frondi, e di fiori, la quale corrisponde fuori della Città. Partenope sopra un gran Carro, preceduto da uno stuolo di Baccanti, che vengono ballando, e da numeroso corteggio, parte del quale porta diverse insegne, armi, e spoglie conquistate.

Arsace, Armindo, Rosmira, Ormonte, ed Emilio incatenato con altri prigionìeri.
Partenope
Care mura in sì bel giorno
A voi torno
E vi porto i lauri miei.

E che poi
Sarà di voi,
Se v'ornate
Appena alzate,
E di palme, e di trofei?

Emilio.
Emilio
Alta Reina.
Partenope
Bastami aver pria reso
Più degno co' tuoi lacci il mio trionfo:
Olà, de ferri il peso
Più non l'aggravi.
(Gli vengono tolte le catene.)
Emilio
Con gentil rigore
Le catene mi togli
Se al piè le sciogli, e le radoppi al core.
Partenope
Emilio esprimi invan sensi d'amore.
Rosmira
Partenope, ti piaccia,
Che i miei sensi io palesi:
Colà nel Campo intesi,
Che il forte Armindo con valor guerriero
Si fè tuo scampo in gran periglio.
Partenope
E vero.
Rosmira
Vidi, che trasse Ormonte
Prigioneri, armi, e insegne a te d'innanzi.
Io già vinto poc'anzi
Emilio avea: Regina, con tua pace,
E che di grande in guerra ha fatto Arsace?
Emilio
Cavalier, cinto andrebbe
Il brando mio di bella palma altera,
Se da Arsace soccorso il tuo non era.
Partenope
(a Rosmira.)
Dunqne?
Arsace
Lascia, che sia
Anche gloria di lui la gloria mia,
Rosmira
Emilio co' tuoi detti
Nulla offendi Eurimene,
Scusar la tua caduta a te conviene.
(ad Arsace.)
Ma superbo tu sei
Mentre donar mi vuoi
Vanti, che non son tuoi, che son già miei.
Ormonte
(Tanto Euriemene ardisce?)
Armindo
(Ed Arsace ammutisce?)
Partenope
Sì temerario ancora?
Rosmira
Non t'adirar Signora,
Per far che tu ravvisi,
Che inutilmente in mio soccorso ei venne,
E che il mio braccio ottenne
Solo il trionfo, e ch'io di lui mi rido,
A singolar battaglia ora lo sfido.
Partenope
Questo di più? s'arresti.
Da ingiusto ardir sei mosso
A pugnar seco.
Arsace
(E favellar non posso.)
Rosmira
S'ei ricusa il cimento
E segno di timore il suo rifiuto.
Armindo
(E non risponde Arsace?)
Ormondo
(E Arsace è muto?)
Partenope
Frena gli accenti audaci,
Vanne in disparte, e taci.
(si mette Rosmira da banda.)
Emilio
Regina a far, ch'io cada
Erra chi stima, che bastante sia
Sola una spada.
Rosmira
E pur bastò la mia.
Partenope
Taci, diss'io.
Emilio
Vinto da te non fui.
Partenope
(ad Arsace.)
L'arroganza di lui
Contraria tanto ai dolci modi tuoi
Di non chiari natali
Par che il dimostri.
Rosmira
Io son d'eguali a i suoi.
Partenope
E tacer tu non vuoi?
Ormondo
(Che orgoglio insano!)
Rosmira
piano ad Armindo.)
(Parlo solo a tuo prò.)
Armindo
(Ma parli in vano.)
Partenope
Arsace per qual brama
Eurimene cosi t'offende ognora?
Rosmira
Sol perche t'ama.
Partenope
E tu non taci ancora?
(ad Arsace.)
Se tu me non amassi,
Ei che sperar potria?
Rosmira
Sperar potrei
Viver negli amor miei lieto, e contento:
(piano ad Armindo.)
(Parlo solo a tuo prò.)
Armindo
(Ma parli al vento.)
Partenope
(ad Arsace.)
Se tu me non amassi
Egli potrebbe allor sperar mercè?
Non intenda perche.
Rosmira
Perche tu forse
Cesseresti di amarlo
Partenope
Devi tacer.
Rosmira
Non parlo.
Partenope
Amerò sempre Arsace
Perche Arsace m'alletta,
Per trionfo di lui, per tua vendetta.

(Partono Partenope, e Ormonte seguitati da tutto il corteggio restando solo i soldati, che custodiscono Rosmira.)

Scena seconda

Arsace, Rosmira, Armindo, ed Emilio.
Arsace
Ti bramo amico, e teco
Non vuol guerra il mio core.
Emilio
(Che viltà!)
Armindo
(Che timore!)
Rosmira
Tu vuoi placarmi ed io
Solo guerra desio,
Se vendetta non fò, non son contento.
Armindo
(Che valor.)
Emilio
(Che ardimento!)
Arsace
Tanto rigore oblia.
Rosmira
Non lò farò se pria
Non giungo à vendicarmi.
Arsace
Senti . . . .
Rosmira
Di pace mai più non parlarmi.
Arsace
E vuoi con dure tempere
Di fiero sdegno armato
Cosî schermirmi sempre?
Rosmira
(piano ad Arsace.)
(Infidio ingrato)
Arsace
(piano tra loro.)
E contro me tant'ira,
Ha nel tuo petto il nido?
(Rosmira, o Dio, Rosmira)
Rosmira
(Infido, infido.)
Arsace
In me lo sguardo gira,
Non esser sì spietato
(Rosmira, o Dio, Rosmira.)
Rosmira
(Ingrato, ingrato.)

Scena terza

Rosmira, Armido, Emilio.
Emilio
Non può darsi in un petto
Armido
Mai non vidi in un core
Emilio
Spirto più vile,
Armido
E codardia maggiore.
Rosmira
Alternar falsi accenti
Contro il valor d'un inclito guerriero,
Non è da Cavaliero
Armido
Eurimene, convienti
Ingrandir per tua gloria il tuo nemico.
Rosmira
Soffrite voi, s'io dico,
Che Arsace hà spirto in seno
Eguale al vostro, e forse il vostro è meno:
Dunque a parlar di lui meglio imparate;
Che se voi l'oltraggiate, io lo difendo.
Armido
(Io per me son confuso)
Emilio
(Io non l'intendo)
Armido
(Ma s'egli hà si grand'alma
Perche all'offese tue muto diventa)
Emilio
Perche quando lo sfidi egli paventa?
Rosmira
Forte Leon tra cento, e cento belve
Nell'Africane Selve
Grave, e superbo stassi,
Move ruggendo i passi,
É maestoso in faccia
Tutte con ciglio altier sfida, e minaccia:
E pur, se il lampo vede
D'un'accesa facella,
L'audacia del Leon non è più quella.
Tale a fronte di voi
A fronte ancora d'altri Arsace, è prode,
E se vacilla poi
Solo alla vista mia, questa è mia lode:
Che ben chiaro egli vede
Una agli sguardi vostri ignota face,
Che in me scintilla, e che sgomenta Arsace.
Emilio
Non scorgo
Armido
Non ravviso
Emilio
Altro lampo,
Armido
Altro lume,
Emilio
Che quel dell'Idol mio,
Armido
Quel del mio Nume.
(partono.)
Rosmira
Tradita innammorata
Pace trovar non so mà il cor la spera
Egli ancor è qual'era
Ma qual'era non è quello d'Arsace
Forse per ingannarmi e soffre, e tace.

Tormentosa crudel gelosia
Già comincia nel anima mia,
A versare il mortale velen.
Ella è solo che dentro il mio core
Gelo, e ardore mi sparge nel sen.

Tormentosa ecc.

Scena quarta

Galleria.

Partenope, e Arsace.
Partenope
A prò di che t'offese
Perche tante preghiere
Perche tante difese?
Arsace
Pugnò per te,
Partenope
Ma con parole altere,
E con incaute risse
Ardì troppo Eurimene, e troppo disse.
Arsace
Partenope deh rendi
Di belle grazie adorno
Questo delle tue glorie inclito giorno.
Partenope
E che ti muove Arsace
A favor d'Eurimene?
Arsace
Un non inteso impulso, un certo che,
Che sento in me, ma non sò dir, che sia:
Sò che muove a pietà l'anima mia.
Partenope
Voglio appagarti, o là
(al paggio.)
Volgi ad Ormonte i passi:
Dì ch'Eurimene in libertà si lassi:
Digli, che gli palesi,
Che della grazia intercessor fù Arsace:
Gli vieti, che a me innanzi
Divenir più non osi:
Parti, e sappi eseguir quanto t'imposi.
Arsace
Molto ti devo.
Partenope
Or ti consola, e lieto
Rasserena i tuoi lumi.
Arsace
Far nol posso.
Partenope
Perche?
Arsace
Par che vogliano i Numi
Fulminar contro me strana sventura.
Partenope
Questo è vano timore.
Arsace
Non è così me lo predice il core.
Tutto dolente, e mesto
Palpita in sen, qualche infortunio è questo.
Partenope
Son pronta a darti aita,
Cerca saper dal core
Il previsto dolore, e a me l'addita.
Arsace
Sento che va coprendo
Priva delia sua calma
Quest'alma
Il suo martir.

Peno ma non intendo
Qual sia
La pena mia,
E non la sò ridir.

Scena quinta

Emilio, e Partenope.
Emilio
Permettemi Regina,
Ch'io d'amor ti favelli:
Sò che troppo ti chiedo,
E Sò, che per dar pace al suo dolore
Emilio esprime invan sensi d'amore
Partenope
Parlane pur se vuoi,
Io però ti ricordo,
Che il cor non sente, e che l'orecchio è sordo.
Emilio
Pria ch'io fossi tua preda,
Preda del tuo bel volto era il mio core.
Ma sò ch'esprimo invan sensi d'amore.
Partenope
Se invan delle tue faci
Sai, ch'esprimi l'ardor, perche non taci?

In vano s'affanna
L'amante tuo core,
Sì scordi d'amore,
Sì scordi di mè.

La speme t'inganna
Con falsi pensieri,
Ne mai più tu speri
D'avere mercè.

Scena sesta

Emilio.
Emilio
Credea, che la sventura
Vaga de' mali miei
Contro di me potesse
E muover guerra, e riportarne il vanto,
Ma non credea, che mai giungesse a tanto.

Agitata in mezzo all'onde,
Senza remi, e senza vele,
Dove brama il mar crudele
La mia Nave errando va:

Al Nocchiero il dì s'asconde
Sente i tuoni, e vede i lampi,
Ma non vede
Chi lo scampi
Per mercede,
O per pietà.

Scena settima

Ormonte, e Rosmira.
Ormonte
Pincipe ti narrai
Con qual divieto libertà concede
Partenope al tuo piede.
Rosmira
Non disse, che alla Reggia
Io non volga le piante,
Disse, che a lei più non mi porti avante.
Ormonte
Ti piaccia il mio consiglio,
Lascia in riposo Arsace,
E non scherzar così col tuo periglio.
Rosmira
Io lascerò la vita
Pria di lasciare il mio nemico in pace.
Ormonte
Tempra la brama ardita.
Che d'ira tal mentre te stesso accendi,
Oltraggi Arsace, e la Regina offendi.
Rosmira
Tu del mio sdegno la cagion non sai.
Ormonte
Vien da' rivalità,
Rosmira
T'inganni assai.
Ormonte
Celar la gelosia,
Nascondere l'amore
Facile par che sia;
Ma facile non è:

Del gelo, e dell'ardore,
Che porti in seno accolto,
Ravviso nel tuo volto
Un certo non so che.

Scena ottava

Armindo, e Rosmira.
Armindo
Quanto godo Eurimene
Vederti in libertà!
Rosmira
Godi perche non sà
Scorger la vista tua le mie catene.
Armindo
E qual nodo ti stringe,
Qual beltà t'innamora?
Rosmira
Tempo verrà, che lo saprai tu ancora.
Dimmi scopristi mai
A Partenope tua l'ascoso ardore?
Armindo
Sì, ma timido il core,
E svelò le sue fiamme, e non svelò.
Rosmira
Mercè chiedesti?
Armindo
No.
Rosmira
E che vil tema è questa?
Armindo
Ahi, che vana conosco ogni richiesta.
Rosmira
Armindo io vò, che lieto
Goda di tue faville:
Sentimi, vanne alla Regina, e dille,
Ch'io le deggio scoprire altro secreto:
Fà che parlar le possa, ed io m'impegno,
Che a te si volga, e prenda Arsace a sdegno.
Armindo
Un impossibil tenti.
Rosmira
A miei voti acconsenti.
Armindo
Farò quanto tu chiedi.
Rosminda
Prencipe và, spera conforto, e credi.
Armindo
Vanne, e spera:
Lusinghiera
La speranza così dice,
E credendo il cor le va.

Spero sì d'esser felice,
Che speranza menzognera
Questa speme non farà.

Scena nona

Emilio, e Rosmira.
Emilio
Gran coraggio, Eurimene,
Superbo sostener, che a te mi resi.
Rosmira
Sì, ch'io ti vinsi, e prigionier ti presi.
Emilio
Se non veniva Arsace
Vinto non già, ma vincitor sarei.
Rosmira
Come? Principe sei,
E m'oltraggi così? Se a te ben noto,
Fosse chi sia questo straniero oggetto
Meno ardimento avresti, e più rispetto.
Emilio
Parla più cauto.
Rosmira
Emilio
Tu più cauto ragiona,
Ne mostrarti con me di sdegno acceso,
Che sarà tuo rossore avermi offeso.
E scoprendo chi sono
Mi chiederai pietà, non che perdono.
Emilio
Emilio non è Arsace.
Rosmira
Emilio, e tutti i Cavalier più audaci
Con me si cangeranno in tanti Arsaci.
Emilio
Troppo è l'orgoglio.
Rosmira
Ascolta.
Se mai cieco nell'ire
Ti movesse ad offendermi la sorte,
Ti recheresti a vile il far da forte:
Anzi all'impresa accinto
Rimaner ti vedrei confuso, e vinto:
Che in ravvisar qual pregio in me s'aduna,
Non oseresti farmi ingiuria alcuna.
Emilio
Nulla teco mi adiro
Scorgo l'eta, scorgo lo spirto, e godo
Dell'alterezza tua, ma non la lodo.
Rosmira
Or non la lodi, e poi
So che degna sarà de' vanti tuoi.
(parte Emilio.)

Scena decima

Rosmira, e poi Arsace.
Rosmira
Giva guardando intorno,
Se vedea, se veniva,
E al fin giungo a veder, che Arsace arriva.
Arsace
Rosmira mia, mio bene.
Rosmira
Rosmira non son'io, sono Eurimene.
Sono Eurimene, e in libertà già sono,
E sò, che la Reina
Per opra tua me ne concesse il dono:
E perch'è dono suo
La libertà mi piace,
Non perche funne intercessore Arsace.
Arsace
E ancor la tua vendetta,
Vaga di offese, all'alma mia sovrasta?
Basti la pena al fallo mio.
Rosmira
Non basta.
Arsace
Dà pace al mio dolore,
Rendo il mio core a te,
Torno a giurarti fè, prometto amore.
Rosmira
Veggo dimesso il mare, e al mar non credo,
Piane son l'onde sue, ma non mi fido.
Sò che non è costante, e a lui non riedo
Ne mi farà mai più partir dal lido.

Scena undicesima

Arsace.
Arsace
Rosmira, a me deh riedi,
Dammi pace, ecco il cor, fidati, e credi.
Ma sorda a i voti miei
Sdegno altrove la guida,
Non torna, non mi crede, e non si fida.

Amante,
Che incostante
Amor cangiando và,
Or vien chiamato
Ingrato,
Or senza fedeltà.

Or traditore:
Al fin pietà non trova,
Ne sospirar gli giova,
E sò ben'io perche,
Perche mancò di fè,
Al primo amore.

Fine dell'Atto Secondo.

ATTO TERZO.

Scena prima.

Sala.

Partenope, Arsace, Armindo, Emilio, e poi Rosmira.
Armindo
Regina, ti compiaci,
Che a te venga Eurimene
L'arcano; che racchiude udir conviene
Partenope
Non m'induce a sentirlo
Curioso desio:
Ma dal tuo merto sol mossa son'io.
(ad un paggio.)
Eurimene si chiami:
Arsace
(Ecco per me nuovi disastri)
Partenope
Arsace
Così turbato ancor?
Arsace
Parmi, o Reina,
Scorger la mia sventura esser vicina.
Partenope
Non paventar del fato
Quand'hai propizio amore:
Armindo
Godrei, che sventurato
Al pari del tuo cor fosse il mio core.
Emilio
(ad Armindo.)
Anch'io vorrei tanto infelice il mio:
Arsace
(ad Emilio.)
Ma l'accorto voler,
Cieco desio.
Partenope
Vo, che mi sieno espressi
I tuoi pensieri:
Arsace
(Ah favellar potessi)
Rosmira
Partenope, Eurimene,
Mercè de tuoi favori, ecco a te viene.
Partenope
Narra gli arcani tuoi:
Rosmira
Dirò.
Partenope
(a tutti gl'altri.)
Partite voi.
Rosmira
Desio non vieto,
Che a tutti noto sia l'alto secreto.
Partenope
Dunque restate:
Rosmira
Ascolta,
E senza sdegno il tuo voler m'arrida,
Devi sforzare Arsace
Ad accettar la sfida.
Partenope
E pur sei tanto audace
Quando ragion non hai?
Rosmira
Altra ragion cercai
Per non turbare agli amor tuoi la pace:
Ma della pugna mia la giusta brama,
Or ti svelo il segreto, è di gran Dama.
Partenope
E chi sdegnata aspira
Ad oltraggiar l'Idolo mio?
Rosmira
Rosmira.
Partenope
Rosmira?
Rosmira
Sì, di Cipro
La Principessa offesa
Di là mandommi al singolar cimento:
Arsace
(oh se potessi favellar)
Partenope
Che sento!
Qua l'ingiuria l'ha resa
Contro si nobil vita
Tanto crudel?
Rosmira
L'esser da lui tradita
Partenope
L'amò?
Rosmira
Quanto se stesso;
Lo dica l'infedel,
Partenope
Dillo,
Arsace
Il confesso.
Rosmira
Di più, giurolle fede.
Armindo
(Che angustia!)
Emilio
(Che rossore!)
Arsace
Arsace lo concedé;
Partenope
(Ingannatore)
Rosmira
Crescono ancor gli eccessi,
Senti,
Partenope
T'ascolto
Arsace
(Ah favellar potessi)
Rosmira
Suo Sposo esser promise
Partenope
E poi?
Arsace
Per seguir te . . .
Rosmira
Quella derise

Arsace, oh Dio, cosi
Infido l'ingannò.
Pria l'alma le rapì,
E poi l'abbandonò.
Partenope
Chi m'apre i lumi, e chi mi scioglie il core
Da quell'amore, onde legata io fui?
(a Rosmira.)
Principe, Arsace oblio
Che rapir non degg'io gli amanti altrui.
Ne più da me si prezza
Un alma ingrata a i tradimenti avezza.
Emilio
(Emilio spera.)
Armindo
(Anima mia respira)
Partenope
Resti paga Rosmra,
E spettatrice alla moral tenzone
Esser vogl'io nel provocato Agone.
Arsace
Se a Rosmira mi rendi
E se a Rosmira io torno,
Al pentimento mio
La pace, che desio
Chi sa che non permetta?
Rosmira
Rosmira è tua nemica, e vuol vendetta,
Anch'ella il core ha già sottratto, e scosso
Dalle catene:
Arsace
(E favellar non posso.)
Partenope
Armindo spera, e godi,
Che de' tuoi dolci modi,
Or che cieca non son me stessa appago.
Armindo
(a Partenope.)
Son io felice,
(a Rosmira.)
E fosti tu presago.
Emilio
Emilio ancor t'adora:
Partenope
Formi vane querele
Emilio
(Si scoprisse infedele Armindo ancora)
Partenope
Godi, e spera, e sai perchè?
(ad Armindo.)
Perche bella è la tua fè,
(ad Arsace.)
Perche Àrsace è un traditor.
(ad Armindo.)
Quanto vago agli occhi miei,
(ad Arsace.)
Tanto orribile tu sei
Infedele, ingannator.

Scena seconda

Arsace, Rosmira, Armindo, Emilio.
Emilio
(ad Arsace piano.)
Principe ardir,
Armindo
(piano a Rosmira.)
Quanto ti devo!
Emilio
(ad Arsace piano.)
E temi
D'uno, che sa stringere il brando appena?
Rosmira
(piano ad Armindo.)
In marziale arena
Te per compagno io chiamo.
Armindo
Acconsento all'impegno, anzi lo bramo.
Emilio
(piano ad Arsace.)
Io da lui provocato
Andrei nel campo
Certo di trionfar con alma audace.
Arsace
Non diresti così se fossi Arsace.
Emilio
E qual tema t'affanna?
Arsace
(Oh potessi parlar)
Rosmira
(Son pur tiranna)
Armindo
Veggio, che il tuo nemico oppresso giace
Da gran timor.
Rosmira
Non avvilire Arsace
Armindo
Ubbidito sarai:
Rosmira
(ad Arsace.)
Prencipe, dì, che fai;
Dal cupo tuo letargo alfin riscosso,
Parla, rispondi.
Arsace
(E favellar non posso)
Emilio
Non ti mostrar confuso,
Tuo campione esser voglio:
Arsace
L'onor tuo non ricuso:
Rosmira
Ma che prò?
Emilio
Meno orgoglio
Principe usar conviene;
Arsace
Deh non parlar così contro Eurimene.
Emilio
Mi spronano a giovarti
D'Armindo la fortuna
D'Eurimene l'ardire.
L'uno a invidia mi muove, e l'altro all'ire
Armindo
Sovrasta al tuo desio
La fortuna d'Armindo.
(parte.)
Rosmira
E l'ardir mio
(finge partire, e resta indietro osservando.)
Arsace
Parte Eurimene? (ahi che tormento è questo)
Emilio
Non ti perdere Arsace
Rosmira
(Osservo, e resto)
Emilio
Men superba andrà la sorte
Più che sorte
La disprezza il nostro core;
E nemici avendo i fati,
Pugneremo sventurati
Ma non privi di valore.

Scena terza

Arsace, e poi Rosmira, che torna.
Arsace
Romira, ove ti guida
Sdegno tiranno, e cieco?
Dove o Rosmira, e dove sei?
Rosmira
Son teco.
Arsace
E pur de' miei tormenti
Non ben sazia sei tù?
Rosmira
Vi resta ancora un non sò che di più.
Arsace
Dovresti al fin placarti.
Perdonando a chi t'ama.
Rosmira
Arsace parti.
Arsace
Ch'io parta? e agli occhi tuoi
Son d'orrore così?
Rosmira
Partir non vuoi?
Arsace
Non adirarti, Addio.
(parte a passo lento.)
Rosmira
(Quanto strana son'io!
Da me lo scaccio, e in seno
Idolo del mio core egli soggiorna.)
Arsace
Mi richiamasse almeno;
Rosmira
Arsace! torna.
Eccomi, deh pietosa
Al grave affanno mio
Porgi gualche ristoro.
Rosmira
Arsace Addio.
Arsace
Cara, le piante arresta
Rosmira
Taci, partir mi voglio, e tu qui resta.
Arsace
(Oh come le sventure
Scorgo, che in questo dì vengono, e vanno
Congiurate a mio danno a me d'intorno!
Parlar potessi almeno.)
Rosmira
Arsace, io torno.
Arsace
Pietà del mio dolore.
Rosmira
Per te di sasso ho il core, altro è il pensiero
Arsace
Forse cangiasti amor?
Rosmira
Sì (non è vero.)
Arsace
Come? ahi nuova dolente,
Rosmira
Farfalletta innocente
Quando intorno a una face ìl volo gira,
Se delusa rimira estinto il lume,
Va in altre fiamme a incenerir le piume.
Arsace
Ecco l'antica face in me risorta.
Rosmira
Ma in altro ardor già la farfalla è morta.
Arsace
S'ella è morta cosi
Visse fedele, ed infedel mori.
Rosmira
No, non sono infedele,
T'amo bell'Idol mio,
Sai perche son crudele?
Perche, da te ingannata,
Non ancora son'io ben vendicata.
Arsace
Barbara mi schernisci, e questa è fede?
Tiranna mi disprezzi, e questo è amore?
Ahi, che negar perdono a chi tel chiede
E troppa crudeltà, troppo rigore.

Scena quarta

Rostmira.
Rosmira
Par, che d'Arsace sia
Implacabil'nemica, e sono amante.
In un medesmo istante,
Piena di gelosia, piena d'amore,
Lo sgrida il labbro, e lo sospira il core,
Egli torna io lo scaccio,
E pure alfin dovrà posarmi in braccio.

Vuol tornare alla sua sponda
La rubella
Navicella,
Che la sponda abbandonò:

Ma quel lido,
Rispingendo indietro ogn'onda,
Da se scaccia il legno infido:
Tanto poi tornando viene,
Che a posarsi alfine arriva
Sù l'arene
Della riva,
Che da se lo discacciò.

Scena quinta

Partenope, Armindo, Ormonte.
Partenope
Ormonte, ti destino
Giudice della pugna:
Ormonte
A te m'inchino.
Armindo
A favor d'Eurimene
Assiste il braccio mio:
Invitommi, accettai:
Partenope
Paga son'io,
Ormonte
E di Arsace in difesa?
Armindo
Emilio s'impegnò:
Partenope
Segua l'impresa.
Vanne, l'armi prepara,
Ed il campo disponi,
Poi vengano a cimento i due campioni.
Ormonte
Saprò; servo fedel de' tuoi comandi
Disporre il campo, e preparare i brandi.
(parte.)
Partenope
Co i tuoi sospiri ardenti
Pur giunse al fine ad avvamparmi amore
Armindo
A si pietosi accenti
Rapir mi sento: ah se vedessi il core.
Partenope
Ben sù le tue pupille
Ravvisando lo vò tutto favile.
Armindo
Nascono da tuoi lumi
L'intense fiamme mie, lo sanno i Numi.
Partenope
Spera, che sarai mio,
Quanto fedel tu sei, grata son'io.
(parte.)
Armindo
Splendan per me sereni
Di Partenope i lumi,
E mi seconderanno, e Sorte, e Numi.

Dal chiaro splendore
Di stelle
Si belle
Al porto bramato
Guidato
Sarò.

Un'aura feconda
Conforta il mio core
E lieto per l'onda
Godendo men vò.

Scena sesta

Logge Pensili, che per andar al Boschetto del Giardino del Palazzo di Partenope

Arsace, e poi Rosmira.
Arsace
Non chiedo o miei tormenti,
Che mi lasciate in pace,
Sol per brevi momenti
Date qualche respiro al cor d'Arsace.
Stanche son queste luci
Di vegliar sempre al duolo:
Deh con placido volo
Vieni o pietoso obblio,
Ristora il petto mio cadente, e lasso:
E de'riposi miei sia letto un sasso.
(Si mette a dormire al suono di breve sinfonia.)
Rosmira
Ancor temo di Arsace,
Pria mi promette fede,
Poi Partenope brama,
Indi quella disama, e a me sen riede.
Vedi, che instabil core,
E come varia agevolmente amore,
S'egli tacer saprà
Sino a quel punto, che Rosmira chiede,
Altro segno darà d'una gran fede.
Che miro? Arsace dorme,
Sogno infausto, ombra ria
Non funesti il tuo sonno anima mia.

Begli occhi del mio? ben dormite in pace
Dormite in pace sì, ma vegli il core . . .

Scena settima

Partenope, e detti.
Rosmira
Vien la Regina, ardire,
Che simulare io deggio:
Dormi Arsace?
(Partenope resta in dietro osservando.)
Partenope
Che veggio?
Rosmira
Potrei con questa spada
Del tuo sangue infedele aprir le vene:
Ma l'alma d'Eurimene
D'esser rea di viltà non è capace.
Partenope
Che ardito Cavalier!
Rosmira
Destati Arsace.
(lo scuote, e lo sveglia.)
Ardace
Rosmira . . . .
Rosmira
In van la chiami.
Arsace
Rosmira . . . .
Rosmira
Anima stolta
E' lontana, e non t'ascolta.
Arsace
Ecco il brando ti cedo.
Rosmira
A me basta il mio brando, il tuo non chiedo,
Arsace
Deh non segua il cimento,
Renditi al voler mio.
Rosmira
Vuol, ch'io pugni Rosmira.
Partenope
(facendosi avanti.)
E il voglio anchio
Rosmira
Regina udisti?
Partenope
Io tutto intesi.
Arsace
E pure
Vi restano per me nuove sventure.
Partenope
Se la tradisti, e come
Ardisci di chiamar Rosmira a nome?
Rosmira
Parla con chi nol sente,
E da Rosmira aver pietade aspetta,
E Rosmira lo sdegna, e vuol vendetta.
Partenope
Voglio vendetta anch'io
Rosmira
La vuole il braccio mio,
Da forte impegno a prò di lei son messo.
Partenope
Sì sì vendetta.
Arsace
(E favellar non posso.)
Partenope
Un core infedele
Si deve punir.
Arsace
(Che pena crudele!
Mi sento morir.)
Rosmira
Un'anima ingrata
Si deve sprezzar.
Arsace
(piano a Rosmira.)
Sei troppo spietata
(Potessi parlar.)
Partenope e Rosmira
Amante
Incostante
Nel regno d'amore,
Che pensi di far?
Arsace
(Che fiero dolore
Tacere, e penar!)

Scena ultima

Luogo destinato per il duello attorniato da chiuso steccato con luogo da coprirsi nel mezzo e Circondato da numeroso Popolo, spettatore, Trono di Partenope Tavolino con foglio della disfida, e due spade nude sopra Partenope, e Ormonte, e poi Rosmira, e Armindo, Arsace, ed Emilio.
Ormonte
(legge il foglio della disfida in piedi.)
Regina in queste arene Il Principe Eurimene,
Cavalier di Rosmira,
A pugnar con Arsace il campo chiede
Perche a Rosmira egli mancò di fede.
Partenope
Qui vengano a cimento
Eurimene, ed Arsace, io mi contento.

Ormonte siede: suonano le trombe, e calate le catne a destra, e a sinistra, le quali subito tornano ad esser alzate; vengono da una banda Rosmira, e Armindo, dall'altra Arsace, ed Emilio.
Emilio
Arsace t'avvalora,
Perche tanto smarrito?
Rosmira
Già del conflitto è l'ora:
Armindo
(a Rosmira.)
Più cauto, e meno ardito
Ti bramo negli assalti:
Arsace
(Oh Dio)
Rosmira
Già parmi,
Che il trionfo sia mio:
Partenope
Sì venga all'armi.
Ormonte
Armindo, Emilio,
(vanno avanti a Ormonte.)
Armindo
Ormonte:
Ormonte
E' questo il campo, e pari
Di misura, e di pondo ecco gli acciari:
Ciascun di voi sen vada
Al suo contrario a presentar la spada.

(Armindo presenta la spada ad Arsace, ed Emilio a Rosmira, e poi tornano Armindo accanto à Rosmira, ed Emilio ad Arsace.)
Rosmira
(Quanto son cruda!)
Arsace
(E pur tacer conviene)
Armindo
Prendi Arsace:
(da la spada ad Arsace.)
Arsace
(Ahi destin!)
Emilio
Prendi Eurimene.
(dà la spada a Rosmira.)
Rosmira
Pronto già stringo il brando,
Vieni à pugnar:
Emilio
Coraggio:
Rosmira
Arsace, e quando?
Ormonte
(Come confuso ei resta!)
Emilio
E di che temi?
Rosmira
E che tardanza è questa?
Armindo
Tanto non ti fidar del tuo valore:
Rosmira
Hò già vinto:
Emilio
(ad Arsace.)
A battaglia:
Arsace
(ad Emilio.)
E con qual core
Emilio
E che t'opprime i sensi?
Ormonte
(Quanto sospeso stà!)
Rosmira
Che fai, che pensi?
Partenope
Arsace più non tardi,
Al cimento sia mosso
Dal mio comando
Arsace
(E favellar non posso)
Rosmira
Dunque non più dimora:
Emilio
(ad Arsace.)
Ardir,
Armindo
(a Rosmira.)
Consiglio,
Rosmira
E non risolvi ancora?
Arsace
Eccomi al fine ogni pensiero escludo:
Ma combattere io voglio a petto ignudo.
Rosmira
Arsace tu m'offendi,
Temi forse, ch'io porti o maglia, o squama?
Emilio
Tu devi far quello, che Arsace brama.
Rosmira
(ad Ormonte.)
Ch'io denudi il mio petto?
Ormonte
E sei così dalla ragione astretto.
Rosmira
(ad Armindo.)
Ch'io scopra il seno mio?
Armindo
E legge al tuo volere il suo desio.
Rosmira
(Così strano ripiego
Chi mai gli suggeri?)
Così far deggio?
Partenope
Devi far così,
(a Partenope resta Rosmira pensosa, e confusa come stava Arsace.)
Arsace
Pronto già stringo il brando
Vieni a pugnar, ma scopri il petto: e quando
Emilio
Gran dubbio in me si desta
D'occulta frode:
Arsace
E che tardanza è questa?
Armindo
Dove sono Eurimene
Gli alteri del tuo cor nobili sensi?
Ormonte
(Certo è l'inganno suo)
Arsace
Che fai! Che pensi?
Armindo
Qual timor discolora
La tua sembianza?
Arsace
E non risolvi ancora?
Partenope
Togli l'altrui sospetto
Rosmira
Che io denudi il mio petto?
Ch'io scopra il seno mio
Dove un Popolo intier m'osserva, e mira?
Ah Reina non posso: io son Rosmira.
Partenope
Tu Rosmira?
(si leva in piedi, e poi scende dal soglio.)
Rosmira
(s'inginocchia.)
A tuoi piedi
Ecco Rosmira giace:
Sallo amor s'io son ella, e sallo Arsace
Emilio
Che ascolto mai!
Ormonte
Che sento!
Armindo
Inaspettato evento
Partenope
(a Rosmira.)
Sorgi, t'abbraccio:
(ad Arsace.)
E tu perche tacesti?
Arsace
Ella impose cosi.
Rosmira
Fu mio volere
Per far di lui vendetta,
Per provar la sua fé nel suo tacere.
Ormonte
Ora intendo,
Emilio
Or conosco,
Ormonte
(ad Arsace.)
Perche senza parlar soffristi tanto.
Emilio
(a Rosmira.)
Che l'alterezza tua degna è di vanto
Armindo
(a Rosmira.)
Or sò qual'è la face,
Che in tè scintilla, e che sgomenta Arsace.
Partenope
Armindo sia mio sposo:
Armindo
Sospirato riposo:
Partenope
Sia tua Rosmira
Arsace
Alfin pur mia sei tu
Rosmira
Idolo mio non mi tradir mai più.
Partenope
Tu vanne in libertà
Regna di Cuma in sul bel lido aprico,
Se amante non ti vò, ti voglio amico.
Coro
Viva viva Partenope bella
Viva viva Partenope viva:
Tutt'adorna di luce novella
Splenda sempre quest'inclita riva.

IL FINE.


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Ultimo aggiornamento 18 agosto 2025