ECCELLENZA
LA Partenope opera si rinomata, à qual Personaggio più degno dedicata esser deve che ad un Principe come Voi Ecc. Sign. il quale essendo del suo Cielo il più sublime ornamento, vi rendete da pertutto cosi distinto. Sono troppo note le Glorie del Vostro sanque, come quelle che vantano l'origine cosi dalli Despoti Regnanti dell'antica Achaja, come da Ferdinando Rè di Napoli, oltre l'altri moderni freggi della Famiglia Sanseverina, e Cantelmi, e perciò le tralascio; solo restringendomi à quelle che rendono amabile la Vostra Ecc. persona: come la saviezza della Mente, il discernimento delle vere scienze, e la disinvoltura del tratto, con la quale trattate con chi che sia senza punto degradare della Vostra nativa Grandezza. Ad un Principe così amabile, io dunque questo Dramma offerendo, sono certo per mezzo dell'altrui merito porgerle in tributo quell'ossequioso rispetto, che per tante ragioni le devo, e con profondo inchino protrandomi resto.
D. V. E.
Devotiss. Obligatiss. & Huimiliss. Servit.
N. N.
Fù Partenope figlia di Eumelo Rè di Fera, in Tessaglia la quale si partì da Calcide dell'isola di Euboa, oggi Negroponte, seguendo l'augurio d'una bianca Colomba, e fece edificare una Città presso le sponde del Mar tirreno, che fù detta Partenope, e poi chiamata Napoli. Ciò troverai nel Cap. II. del primo Libro delia Storia della Città, e Regno di Napoli, di Giovanni Antonio Summonte. Il resto si finge.