La Promessa ci riporta indietro di alcuni anni, al 1835, quando furono pubblicate le Soirées musicales, che raccoglievano otto ariette e quattro duetti scritti a partire dal 1830, subito dopo che Rossini aveva dato l'addio alle scene operistiche con il Guillaume Tell. L'ultimo di questi dodici pezzi è Li marinari, la cui drammaticità attrasse l'attenzione del giovane Wagner, che lo trascrisse per orchestra e lo eseguì in concerto a Riga nel 1838. Opposto il carattere del brano che apre la raccolta, La promessa: il testo è di Metastasio e Rossini lo mette in musica con grande leggerezza, passando da un tono lievemente sentimentale su un ondeggiante accompagnamento da barcarola a momenti più ardenti, il tutto condito da tocchi giocosi ed ironici.
Mauro Mariani
La promessa
Ch'io mai vi possa lasciar d'amare,
No, nol credete, pupille care,
Nemmen per gioco v'ingannerò.
Voi sole siete le mie faville,
E voi sarete, care pupille,
Il mio bel foco fìnch'io vivrò,, ah!
Ch'io mai vi possa lasciar d'amare.