Edgar, SC 62

Dramma lirico in quattro atti

Musica: Giacomo Puccini (1858 - 1924)
Libretto: Ferdinando Fontana da "La Coupe et les lèvres" di Alfred de Musset

Ruoli: Organico: 3 flauti (3 anche ottavino), 2 oboi (2 anche corno inglese), 2 clarinetti (2 anche clarinetto basso), 2 fagotti, 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, basso tuba, timpani, grancassa, piatti, piatto sospeso, triangolo, tam-tam, tamburello, glockenspiel, organo, arpa, archi
Fuori scena: 8 trombe, 4 tamburi, campana
Composizione: aprile 1885 - 1888 (revisioni 1889 - 1891 e 1905)
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 21 aprile 1889
Edizione: Ricordi, Milano, 1890
Dedica: Giulio Ricordi

Nuova versione in tre atti rappresentata a Ferrara, Teatro Comunale, 28 febbraio 1892
Sinossi

Atto primo.

È l'alba: nella piazza del villaggio contadini e pastori si recano al lavoro. Fidelia, figlia di Gualtiero, è innamorata di Edgar, ma il giovane è soggiogato dal fascino perverso di Tigrana, una bellissima cortigiana. Anche Frank, il fratello di Fidelia, è innamorato di Tigrana; ma questa lo respinge, cercando di conquistare definitivamente Edgar. Così, davanti alla chiesa, dove si sta svolgendo una funzione, Tigrana intona una canzone sboccata e provocatoria. I contadini, offesi, cercano di scacciarla, ma Edgar interviene in sua difesa; poi, ormai follemente innamorato, brucia la casa paterna e fugge con la donna. Frank cerca di fermarli, ma Edgar lo affronta in duello e lo ferisce.

Atto secondo.

In un sontuoso palazzo si sta svolgendo una festa, ma Edgar è ormai annoiato e disgustato dalla vita perversa con Tigrana, e pensa invece con nostalgia alla purezza di Fidelia; Tigrana cerca di riconquistarlo, ma invano. Davanti al palazzo passa un plotone di soldati, capitanati da Frank. Edgar ha deciso: per espiare le sue colpe andrà a combattere contro i francesi; chiede perdono a Frank e si arruola. Tigrana, sconfitta, giura di vendicarsi.

Atto terzo.

Una fortezza vicino a Courtrai: si celebra il funerale di Edgar, caduto per la patria. Fidelia piange l'amato, mentre Frank pronuncia l'elogio funebre. Ma un frate, con il volto coperto dal cappuccio, ricorda a tutti le colpe di Edgar; Fidelia invece ne difende la memoria, poi si ritira in chiesa a pregare. Giunge Tigrana, che appare addolorata per la morte dell'uomo; il frate e Frank le promettono una lauta ricompensa se accuserà Edgar di tradimento. I soldati credono all'accusa pronunciata dalla donna e vogliono far scempio del cadavere di Edgar, ma nella bara c'è solo la sua armatura: Edgar è vivo, ed è in realtà il frate incappucciato. Fidelia esulta insieme ai soldati; ma Tigrana, che non accetta di esser stata beffata e di aver perso Edgar, uccide Fidelia con una pugnalata.


Guida all'ascolto (nota 1)

Dopo Le Villi, la sua prima opera, il giovane Puccini era alla ricerca di un nuovo soggetto. Ferdinando Fontana, che era già stato il librettista delle Villi, gli propose La coupe et les lèvres di Alfred de Musset, un poema drammatico che faceva parte della raccolta Le Spectacle sans fauteuil.

Le ragioni principali dell'insuccesso e delle numerose versioni dell'opera (ben tre: 1889, 1892 e 1905, nelle quali venne suddivisa in tre atti, invece dei quattro della prima) vanno attribuite al libretto, che cerca le dimensioni del grand-opéra, così lontane dalle corde di Puccini. Inoltre il soggetto esaspera i contrasti tra virtù e peccato, colpa e redenzione, cercando di trasformare Fidelia in Micaela e Tigrana in Carmen; mentre Edgar è una sorta di Faust, che non sa resistere alle tentazioni e cerca poi di redimersi. I successivi rimaneggiamenti di Puccini servirono proprio ad alleggerire l'opera ma, oppresso da un libretto alquanto incongruente, il compositore non riuscì ad apportare modifiche sostanziali. Di questa sua seconda prova, tuttavia, si segnalano già alcune felici intuizioni. Nel primo atto è d'effetto il contrasto tra il Kyrie, intonato dai fedeli, e la voce di Tigrana, che intona la canzone dai toni provocatori: sacro e profano sono subito uno contro l'altro, come avverrà più volte nel corso dell'opera. E se il finale del primo atto, un concertato concitato, ricorda un po' troppo certi finali d'atto di Ponchielli (che era stato insegnante di Puccini), il finto funerale di Edgar è invece una pagina di alta drammaticità; le note del Requiem di Edgar vennero poi scelte da Toscanini per accompagnare, nel duomo di Milano, i funerali di Puccini. All'eroina femminile positiva, Fidelia, Puccini riserva poi nel terzo atto una romanza ricca di emotività: il suo toccante pianto ("Addio, mio dolce amor") davanti al cadavere dell'amato. Dopo due sole repliche l'opera venne ritirata, perché Puccini potesse modificarla. Molti anni dopo, ricordando i dispiaceri legati a Edgar, Puccini scrisse all'amica Sybil Seligman: «E Dio ti Guardi da quest'opera».

Susanna Franchi


(1) "Dizionario dell'Opera 2008", a cura di Piero Gelli, edito da Baldini Castoldi Dalai editore, Firenze

I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 22 ottobre 2023