Les mamelles de Tirésias

Opera buffa in due atti

Libretto (nota 1)

PROLOGO
Il sipario si alza su un sipario all’italiana. Il direttore della compagnia scosta il sipario e avanza verso il pubblico. Ha un vestito da sera.
IL DIRETTORE
(Si mette a camminare febbrilmente su e giù per la scena come un venditore ambulante che offra la propria merce)
Vous trouverez ici des actions qui s’ajoutent
au drame principal et l’ornent.
Les changements de ton du pathétique au burlesque
et l’usage raisonnable des invraisemblances.
Il est juste que le dramaturge se serve
de tous les mirages dont il dispose,
comme fasait Morgane sur le Mont Gibel.
Il est juste qu’il fasse parler les foules,
les objets inanimés s’il lui plaît.
Et qu’il ne tienne pas plus compte
du temps que de l’espace.
Son univers est sa pièce
à l’interieur de laquelle il est le Dieu créateur
qui dispose à son gré les sons, les gestes, les couleurs
pour faire surgir la vie même dans toute sa
vérité.
Voi troverete qui delle azioni che vanno ad aggiungersi
al dramma principale e lo abbelliscono.
I cambiamenti di tono dal patetico al burlesco
e il ragionevole uso delle inverosimiglianze.
È giusto che il drammaturgo si serva
di tutti i trucchi di cui dispone,
come faceva la Fata Morgana sul Monte Etna.
È giusto che faccia parlare la folla,
gli oggetti inanimati, se ciò gli aggrada.
E che non tenga più conto
del tempo e dello spazio.
Il suo universo è il suo lavoro,
all’interno del quale egli è il Dio Creatore,
che dispone a proprio piacere di suoni, movimenti, colori
per far sorgere la vita in tutta la sua verità.
(Ritorna insensibilmente verso il davanti)
Car la pièce doit être un univers complet
avec son créateur.
Pardonnez-moi cher public de vous avoir parlé un peu
longuement mais il y a encore là-bas un brasier
où l’on abat des étoiles toutes fumantes,
et ceux qui les rallument vous demandent
de vous hausser jusqu’à ces flammes sublimes
et de flamber aussi.
O public, soyez la torche inextinguible du feu
noveau, et faites des enfants, vous qui n’en faisiez
guère.
Perché il lavoro teatrale deve essere un universo
completo con il suo creatore,
Perdonatemi, caro pubblico di avervi parlato un po’
lungamente, ma c’è ancora laggiù un braciere
dove cadono stelle ancora fumanti,
e quelli che le accendono vi chiedono
di alzarvi fino a queste sublimi fiamme
e di infiammarvi voi stessi.
O pubblico, siate la torcia inestinguibile
di un fuoco nuovo, e fate dei figli, voi quasi non
ne fate.
(Scompare attraverso una botola.)
ATTO PRIMO
La grande piazza di Zanzibar al mattino. Gli arredi scenici rappresentano: sul lato destro, in primo piano, un caffè sulla cui terrazza c’è un tavolino rotondo e due sedie. In secondo piano, una vista sul porto. Sul fondo: davanti al pubblico, un immobile di stile meridionale con, al primo piano, una finestra aperta, a pian terreno un “Bar e Tabacchi”. Dal lato sinistro, in primo piano un bazar, in secondo piano una veduta su un giardino pubblico con un’edicola.
Scena I°
Teresa
(Eccentrica, giovane e carina, Teresa esce dalla casa con una scopa in mano)
TERESA
Non, Monsieur mon mari !
Non, Monsieur mon mari !
Vous ne me ferez pas faire ce que vous voulez.
Je suis féministe, je suis féministe.
Et je ne connais pas l’autorité de l’homme.
Du reste, je veux agir à ma guise.
Il y a longtemps que les hommes
font ce qu’il leur plaît.
Après tout, je veux aussi aller me
battre contre les ennemis.
No, monsignor mio marito!
No, monsignor mio marito!
Voi non mi farete fare quello che volete.
Sono una femminista, sono una femminista.
E non riconosco l’autorità dell’uomo.
Del resto voglio agire alla mia maniera.
È molto tempo che gli uomini
fanno quello che piace loro.
Dopo tutto io voglio andare
a battermi contro i nemici.
(Si serve della scopa come di un fucile, come se fosse un’esercitazione)
J’ai envie d’être soldat
Un, deux, un, deux !
Je veux faire la guerre et non pas faire des enfants.
Non, Monsieur mon mari,
vous n me commanderez plus !
Ce n’est pas parce que vous m’avez fait la cour
dans le Connecticut
que je dois vous faire la cuisine à Zanzibar.
Io mi immagino di essere un soldato
Un, due, un, due!
Voglio fare la guerra e non fare dei figli.
No, monsignor mio marito,
voi non mi comanderete più!
Non è perché voi mi avete fatto la corte
nel Connecticut
che io devo far da cucina a Zanzibar.
(Dalla finestra aperta si sente la voce del marito)
VOCE DEL MARITO
Donnez-moi du lard, je te dis, donnez-moi du lard ! Dammi del lardo, ti dico, dammi del lardo!
TERESA
(al pubblico)
Vous l’entendes, il ne pense qu’à l’amour.
Mais tu ne te doutes pas, imbécile,
qu’après avoir été soldat, je veux être artiste,
je veux aussi être député, avocat, sénateur,
ministre, président de la chose publique
Et je veux, médecin physique ou bien psychique,
diafoirer à mon gré l’Europe et l’Amerique !
Faire des enfants, faire de la cuisine !
Non, c’est trop.
Je veux être mathématicienne,
groom dans les restaurants,
petit télégraphiste,
et je veux, s’il me plaît, entretenir à l’an
cette vieille danseuse qui a tant de talent.
Voi lo sentite, non pensa che all’amore.
Ma non devi dubitare, imbecille,
che dopo essere stata soldato, io voglio essere artista,
voglio anche essere deputato, avvocato, senatore,
ministro, presidente della Repubblica.
E voglio, come medico o come psichiatra
fare discorsi a mio piacimento in Europa e in America!
Fare dei figli, fare la cuoca!
No, è troppo.
Voglio essere matematica,
groom nei ristoranti,
piccolo telegrafista,
e voglio, se mi piacesse, tenere in efficienza
questa vecchia ballerina che ha tanto talento.
(esegue un passo di danza)
VOCE DEL MARITO
Donnez-moi du lard, je te dis, donnez-moi du lard ! Dammi del lardo, ti dico, dammi del lardo!
TERESA
Vous l’entendez, il ne pense qu’à l’amour !
Mais il me semble que la barbe me pousse !
Voi lo sentite, non pensa che all’amore!
Ma mi sembra che mi spunti la barba!
(Si apre la camicetta dalla quale fuoriescono le mammelle. Una rossa, l’altra blu, e come le libera, esse si innalzano come palloncini per bambini, ma restano trattenute da dei fili)
Ma poitrine se détache !
Ah ! ah ! ah ! ah ! ah…
Envolez-vous, oiseaux de ma faiblesse,
Comme c’est joli les appas feminins,
c’est mignon tout plein,
on ne mangerait !
Comme c’est joli
Ah, ah, ah, ah, ah…
Mais, trêve de bêtises,
ne nous livrons pas à l’aéronautique.
Il y a toujours quelque avantage à pratiquer la vertu.
Le vice est après tout une chose dangereuse.
Il mio petto si è staccato!
Ah! ah! ah! ah! ah…
Volate via, uccelli della mia debolezza.
Come sono graziose le forme femminili,
sono piccole e piene,
le si mangerebbero!
Come sono graziose
Ah! ah! ah! ah! ah!…
Ma basta con le sciocchezze,
non ci diamo all’aeronautica.
C’è sempre qualche vantaggio a praticare la virtù.
Il vizio è, dopo tutto, una cosa pericolosa.
(accarezza i palloncini)
C’est pourquoi il vaut mieux sacrifier une beauté
qui peut être une occasion de péché.
Débarrassons-nous de nos mamelles.
È perché vale di più sacrificare una bellezza
che può essere occasione di peccato.
Sbarazziamoci delle nostre mammelle.
(accende un accendino e le fa esplodere… poi corre a guardarsi nello specchio del bar. Volta le spalle al pubblico e si attacca una falsa barba)
Mais qu’est-ce à dire ?
Non seulement la barbe me pousse,
mais ma moustache aussi !
Eh diable, j’ai l’air d’un champ de blé
qui attend la moissonneuse mécanique.
Ma che cosa c’è?
Non solamente la barba mi spunta,
ma anche i baffi!
Eh, diavolo, ho l’aria di un campo di grano
che attende la mietitrice meccanica.
(Si gira bruscamente e fa qualche passo di una danza spagnola)
Je me sens viril en diable.
Je suis un étalon.
De la tête aux talons me voilà taureau !
Me ferai-je torero ?
Mais n’étalons pas mon avenir au grand jour.
Héros, cache tes armes,
et toi, mari moins viril que moi,
fais tout le vacarme que tu voudras !
Mi sento molto virile.
Sono uno stallone.
Dalla testa ai piedi eccomi un toro!
Farò il torero?
Ma non anticipiamo il mio avvenire al grande
giorno.
Eroe, nascondi le tue armi,
e tu, marito meno virile di me,
fa tutto il baccano che vuoi!
(corre a guardarsi in uno specchio)
Scena II°
(Il marito esce dalla casa con un grosso mazzo di fiori. Cerca Teresa. Ella, sempre girata verso lo specchio, gli risponde mettendosi di profilo, poi torna a tacere)
IL MARITO
Donnez-moi du lard, je te dis ! Dammi del lardo, ti dico.
TERESA
Mange tes pieds à la Sainte Menehould ! Mangiati i piedi, come la Santa Menehould!
IL MARITO
(spaventato, getta i fiori verso il pubblico)
Ah mais ce n’est pas Thérèse ma femme !
Quel malotru a mis ses vêtements ?
Aucun doute, c’est un assassin et il l’a tueé.
Ah, ma non Teresa, mia moglie!
Che villanzone ha messo i suoi vestiti?
Senza dubbio, è un assassino, l’ha ammazzata.
(si mette a correre come un matto, a cercarla nel caffè, al bar, al bazar. Teresa passeggia con un’aria perfettamente indifferente)
Thérèse, Thérèse, Thérèse,
ma petit Thérèse, où est tu ?
Mais toi, vil personnage
qui t’es déguisé en Thérèse, je te tuerai !
Teresa, Teresa, Teresa,
mia piccola Teresa, dove sei?
Ma tu, vile personaggio
che ti sei travestito da Teresa, ti ammazzerò!
TERESA
(Con un gesto, lo ferma)
Tu as raison, je ne suis plus ta femme. Hai ragione, non sono più tua moglie.
IL MARITO
Par exemple ! Per esempio!
TERESA
Et cependant, c’est moi qui suis Thérèse ! E intanto, sono io che sono Teresa!
IL MARITO
Par exemple ! Per esempio!
TERESA
Mais Thérèse, qui ‘est plus femme. Ma Teresa non è più una donna.
IL MARITO
C’est trop fort ! È troppo!
TERESA
Et comme je suis devenue un beau gars… E poiché io sono diventata un bel ragazzo…
IL MARITO
Détail que l’ignorais ! Dettaglio che ignoravo!
TERESA
Je porterai désprmais un nom d’homme : Tirésias ! Porterò ormai un nome d’uomo: Tiresia!
(Rientra con passo militare nella casa dove la sua voce si perde. Il marito cade in ginocchio in mezzo alla scena, con le mani giunte)
IL MARITO
Adiouslas ! Addioslas!
Scena III°
Il marito
VOCE DI TIRESIA
(all’interno)
Je déménage ! Io trasloco!
(Un vaso da notte vola giù dalla finestra…)
IL MARITO
Le piano ! Il piano!
(poi un urinale)
Le violon !
La situation devient grave.
Il violino!
La situazione diventa grave.
(Rientra, con le spalle abbassate)
Scena IV°
Lacouf, Presto
(Proprio nel momento in cui il marito rientra, escono dal Caffè danzando insieme una polka, e visibilmente ubriachi, un grosso piccolo signore e uno alto e magro, tipo classico di giocatore di carte francese)
PRESTO
Avec vous, vieux Lacouf,
j’ai perdu au zanzi
tout ce que j’ai voulu.
Con voi, vecchio Lacouf,
ho perduto a zanzi
tutto quello che ho voluto.
LACOUF
Monsieur Presto,
je n’ai rien gagné, et d’abord
Zanzibar n’est pas en question,
vous êtes à Paris.
Signor Presto,
io non ho guadagnato nulla, e ora
Zanzibar non è in questione,
voi siete a Parigi
PRESTO
A Zanzibar. A Zanzibar.
LACOUF
A Paris, A Parigi.
(Presto prende Lacouf per il collo con una tenerezza da ubriaco)
PRESTO
C’en est trop après dix ans d’amitié
et tout le mal que je n’ai cessé de dire sur votre
compte.
È troppo dopo dieci anni di amicizia
e tutto il male che io non ho cessato di dire sul
vostro conto.
LACOUF
Tant pis, vous ai-je demandé de la réclame ?
Vous êtes à Paris.
Tanto peggio, vi ho chiesto di fare della pubblicità?
Voi siete a Parigi.
PRESTO
A Zanzibar, la preuve, c’est que j’ai tout perdu. A Zanzibar, e la prova è che io ho perso.
LACOUF
Monsieur Presto, il faut nous battre. Signor Presto, dobbiamo batterci.
PRESTO
Il le faut. Dobbiamo.
LACOUF
Monsieur Presto, il faut nous battre. Signor Presto, dobbiamo batterci.
PRESTO
Certes il le faut. Certo, dobbiamo.
LACOUF
Il le faut. Dobbiamo
(Danzano cantando ciascuno dalla sua parte)
PRESTO
Avec vous, vieux Lacouf, etc. Con voi, vecchio Lacouf, etc.
LACOUF
Monsieur Presto, je n’ai rien gagné, etc. Signor Presto, io non ho guadagnato nulla, etc.
(Essi si portano con gravità sul fondo della scena, tirano fuori delle loro tasche due grossi revolver, e si mettono l’uno di fronte all’altro)
LACOUF, PRESTO
A armes égales ! Ad armi uguali!
PRESTO
A volonté ! Come volete!
LACOUF, PRESTO
Tous les coups sont dans la nature !
Feu !
Niente colpi proibiti!
Fuoco!
(Sparano e cadono morti entrambi)
Scena V°
Gli stessi, Tiresia, il marito, il popolo di Zanzibar
(Molto alla moda, in un elegante vestito Teresa-Tiresia, rasata di fresco. esce dalla casa correndo, seguita dal marito, vestito da donna e le mani legate. Teresa gesticola mentre suo marito si affloscia su una sedia del Caffè)
TERESA
Ah, chère liberté, te voilà enfin conquise,
mais d’abord achetons un journal
por savoir ce qui vient de se passer.
Ah, cara libertà, eccoti infine conquistata,
ma ora acquistiamo un giornale
per sapere quello che succede.
(Teresa corre a prendere il giornale. Poi scende lentamente verso il davanti della scena dispiegando il “Piccolo Zanzibar”)
TERESA
(leggendo)
Comme il perdait au zanzibar,
Monsieur Presto a perdu son pari,
puisque nous sommes à Paris.
Avendo perso a Zanzibar,
il signor Presto ha perduto la sua scommessa,
poiché noi siamo a Parigi.
(Distende il giornale sotto il naso del marito che legge il seguito)
IL MARITO
Monsieur Lacouf n’a rien gagné
puisque la scène se passe à Zanzibar,
autant que la Seine passe à Paris.
Il signor Lacouf non ha guadagnato nulla
poiché la scena si è svolta a Zanzibar,
mentre la Senna passa per Parigi.
(Otto signori escono dal Caffè, leggendo il loro giornale, mentre Teresa esca dalla scena per il fondo)
CORO DEI SIGNORI
Comm’il perdait au zanzibar,
Monsieur Presto a perdu son pari,
puisque nous sommes à Paris.
Avendo perso a Zanzibar,
il signor Presto ha perduto la sua scommessa,
poiché noi siamo a Parigi.
(Otto signore escono dal bazar, leggendo il loro giornale, mentre gli uomini metto il loro in tasca)
CORO DELLE SIGNORE
Monsieur Lacouf n’a rien gagné,
puisque la scène se passe à Zanzibar,
autant que la Seine passe à Paris.
Il signor Lacouf non ha guadagnato nulla
poiché la scena si è svolta a Zanzibar,
mentre la Senna passa per Parigi.
(Esse mettono il giornale nella loro borsa della spesa)
TUTTI
Comm’il perdait au zanzibar, etc. Avendo perso a Zanzibar, etc.
(Teresa rientra in scena e costeggia la ringhiera, una sigaretta in mano, mentre il popolo di Zanzibar, girando bruscamente la schiena al pubblico, si dirige verso i cadaveri di Presto e Lacouf)
TERESA
Monsieur Lacouf n’a rien gagné, etc. Il signor Lacouf non ha guadagnato nulla, etc.
IL MARITO
Comm’il perdait au zanzibar, etc. Avendo perso a Zanzibar, etc.
(Il popolo di Zanzibar, con i gesti più convenzionali del teatro lirico – braccia levate al cielo – ridiscende la scala, facendo gemiti, mentre Teresa si siede sul tavolino del Caffè.)
IL CORO
Ah ah ah ah…
Monsieur Lacouf n’a rien gagné, etc
Ah ah ah ah…
Il signor Lacouf non ha guadagnato nulla, etc.
TERESA
(distratta, si alza e si dirige verso la buca del suggeritore)
Ah ah ah ah… Ah ah ah ah…
IL MARITO
Ah… Ah...
(I tenori caricano Presto sulle spalle. I baritoni fanno la stessa cosa con Lacouf. Andando a dare un’occhiata ai cadaveri, le donne si dividono in due gruppi e seguono, le une Presto che viene portato fuori a sinistra, le altre Lacouf che è portato fuori a destra, mentre Teresa scende sul davanti della scena e passeggia tranquillamente)
TERESA, IL MARITO, IL CORO
Ah ! A Paris. Ah! A Parigi!
TERESA
Maintenant, à moi l’univers,
à moi les femmes, l’administration !
Je vais me faire conseiller municipal.
E ora, a me l’universo,
a me le donne, l’amministrazione!
Voglio diventare consigliere municipale.
(Il marito collassa sul tavolino)
Mais j’entends du bruit.
Il vaudrait mieux s’en aller.
Ma sento del rumore.
Sarebbe meglio che me ne andassi.
(Esce)
Scena VI°
Il marito, il gendarme
(Preceduto da un breve rullo di tamburo, un gendarme del tipo più classico entra su un cavallo a dondolo. Depone la sua cavalcatura davanti al bar)
IL GENDARME
Ca sent le crime ici. Qui si sente puzza di crimine.
IL MARITO
Ah, puisqu’enfin voici un agent de l’autorité
zanzibarienne, je vais l’interpeller.
Eh, Monsieur, si c’est une affaire que vous me
cherchez, ayez donc l’obligeance
de prendre mon livret militaire dans ma poche
gauche.
Ah, ecco finalmente un agente dell’autorità di
Zanzibar. Vado ad interpellarlo.
Eh, signore, se è per un affare che mi cercate,
abbiate la compiacenza
di prendere il mio libretto militare nella mia
tasca sinistra.
IL GENDARME
(avvicinandosi al marito, vestito da donna)
La belle fille ! La bella ragazza!
(Con la mano sul cuore si avvicina al marito e vede che ha le mani legate)
Dites, ma belle enfant, qui donc vous a traitée
si méchamment ?
Ditemi, bella fanciulla, chi vi ha trattato così
malvagiamente?
IL MARITO
(a parte)
Il me prend pour une demoiselle, ah, ah !
Ce gendarme est un vieux fou !
Coucou !
Mi prende per una signorina, ah, ah!
Questo gendarme è un vecchio scemo!
Cucù!
IL GENDARME
Cucù! Cucù!
(si arriccia i baffi)
Dites, ma belle enfant,
qui donc vous a traitée si méchamment ?
Ditemi, bella fanciulla,
chi vi ha trattato così malvagiamente?
(Vuole prenderla per la vita)
IL MARITO
Il me prend pour une demoiselle !
Si c’est un mariage que vous me cerchez…
Mi prende per una signorina!
Se mi cercate per sposarmi…
IL GENDARME
Quelle belle fille ! Che bella ragazza!
IL MARITO
Commencez donc par me détacher ! Cominciate allora con lo slegarmi!
IL GENDARME
(slegandogli le mani)
Les duellistes du paysage
ne m’empêcheront pas de dire
que je vous trouve agréable
au toucher comme une balle en caoutchou.
I duellanti del paese
non mi impediranno di dire
che vi trovo piacevole
a toccarvi come una palla di caucciù.
IL MARITO
(Starnutisce)
Atchou ! Etciù!
IL GENDARME
Un rhume, c’est exquis ! Un raffreddore, è squisito!
IL MARITO
(prendendo la gonna che lo intralcia)
Atchi, atchi, atchi ! Etcì! Etcì! Etcì!
IL GENDARME
(strizzando l’occhio)
Femme légère, ah, ah, ah ! Donna leggera, ah, ah, ah!
IL MARITO
Ma foi il a raison,
puisque ma femma est homme
il est juste que je sois femme.
In fede mia ha ragione,
poiché mia moglie è un uomo
è giusto che io sia una donna.
IL GENDARME
Dites, ma belle enfant,
qui donc vous a traitée si méchamment ?
Dite, mia bella bambina,
chi dunque vi ha trattato così malvagiamente?
(Vuole abbracciare il marito che si spoglia)
IL MARITO
Je suis une honnête femme, monsieur.
Ma femme est un homme madame.
Elle est soldat, télegraphiste, ministre, merdecin,
mais comme ils ont fait explosion,
disons plutôt merdecine !
Sono una donna onesta, signore.
Mia moglie è una signora uomo.
Ella è soldato, telegrafista, ministro, merdico,
ma poiché esse sono esplose,
diciamo piuttosto merdichessa.
IL GENDARME
Merdecine ? Elle est mère de cygnes ?
Ah, combien chantent qui vont périr !
Ecoutez !
Merdichessa? È la madre dei cigni?
Ah! come cantano prima di morire!
Ascoltate!
POPOLO DI ZANZIBAR
(fuori scena)
Vive le général Tirésias !
Vive le deputé Tirésias !
Plus d’enfant, plus d’enfant !
Viva il generale Tiresia!
Viva il deputato Tiresia!
Mai più bambini, mai più bambini!
IL GENDARME
(tirando fuori una pipa dalla sua tasca ed offrendola al marito)
Et fumez la pipe, bergère,
moi, je vous jouerai du pipeau !
E fumate la pipa pastora,
io suonerò per voi il mio zufolo!
IL MARITO
(accettando la pipa)
Et cependant la boulangère
Tous les sept ans change de peau.
E intanto la panettiera
cambia la pelle ogni sette anni.
(ballano)
IL GENDARME
Tous les sept ans, elle exagère ! Ogni sette anni, ella esagera.
IL MARITO
Tous les sept ans, elle exagère !
Et fumez la pipe, bergère !
Ogni sette anni ella esagera!
Eh, fumate la pipa, pastore!
IL GENDARME
Moi, je vous jouerai du pipeau ! Io voglio suonare per voi lo zufolo!
IL MARITO
Et cependant la boulangère. E intanto la panettiera.
IL GENDARME
(precipitandosi sul marito)
Mademoiselle je suis amoreux fou de vous ! Signora, sono innamorato pazzo di voi!
IL MARITO
Atchou, atchou ! Etciù! Etciù!
IL GENDARME
Et je veux devenir votre épuox. E io voglio sposarvi.
(Il marito si arrabbia e con un gesto brusco si sbarazza delle vesti femminili)
IL MARITO
Mais, ne voyez-vous pas que je suis un homme !
Vous feriez mieux de faire des enfants
Ma non vedete che sono un uomo!
Voi fareste meglio a fare dei bambini!
IL GENDARME
Ah par exemple ! Ah! per esempio!
POPOLO
(fuori scena)
Vive le général Tirésias !
Vive le deputé Tirésias !
Plus d’enfant, plus d’enfant !
Viva il generale Tiresia!
Viva il deputato Tiresia!
Mai più bambini, mai più bambini!
Scena VII°
Gli stessi, il popolo di Zanzibar
IL MARITO
(al gendarme)
Fameux représentant de toute autorité,
vous l’entendez, c’est dit je crois avec clarté.
La femme à Zanzibar veut des droits politiques.
Et renonce soudain aux amours prolifiques.
Vous l’entendez crier :
“Plus d’enfant, plus d’enfant !”
Pour peupler Zanzibar
il suffit d’éléphants, de singes,
de serpents, de moustiques, d’autruches.
Et stérile comme est l’habitante des ruches,
qui du moins fait la cire et butine le miel,
la femme n’est qu’un neutre à la face du ciel.
Et moi je vous le dis,
cher monsieur le gendarme,
Zanzibar a besoin d’enfants !
Donnez l’alarme,
criez au carrefour et sur le boulevard
qu’il faut refaire des enfants a Zanzibar !
La femme n’en fait plus, tant pis,
que l’homme en fasse !
Mais oui, parfaitement,
je vous regarde en face
et j’en ferai, moi !
Famoso rappresentante di tutte le autorità,
voi lo capite, è stato detto credo con chiarezza,
che la donna a Zanzibar vuole dei diritti politici.
E rinuncia improvvisamente agli amori prolifici.
Voi le sentite gridare:
“Mai più bambini, mai più bambini!”
Per popolare Zanzibar
sono sufficienti elefanti, scimmie,
serpenti, zanzare e struzzi.
E sterile come è l’abitante degli alveari,
che fanno solo la cera e raccolgono il miele,
la donna non è che un neutro di fronte al cielo.
E io vi dico,
caro signor gendarme,
Zanzibar ha bisogno di bambini!
Date l’allarme,
gridate ai crocevia e sui viali
che è necessario fare dei bambini a Zanzibar!
La donna non ne fa più, tanto peggio,
che li faccia l’uomo!
Ma sì, perfettamente,
vi guardo in faccia,
e ne farò uno io stesso!
POPOLO DI ZANZIBAR
Vous ! Voi!
Scena VIII°
Gli stessi, la giornalaia, Presto, Lacouf
Finale
(La giornalaia esce dal chiosco con un megafono in mano)
IL GENDARME
Elle sort un bobard ! Ecco una frottola.
IL GENDARME, LA GIORNALAIA
Bien digne qu’on l’entende ailleurs qu’à Zanzibar.
Un bobard, un bobard !
Degna di essere ascoltata qui a Zanzibar.
Una frottola, una frottola!
POPOLO
Elle sort un bobard !
Bien digne qu’on l’entende ailleurs qu’à Zanzibar.
Un bobard, un bobard !
Ecco una frottola.
Degna di essere ascoltata qui a Zanzibar.
Una frottola, una frottola!
LA GIORNALAIA
(usando il megafono, al pubblico)
Vous qui pleurez en voyant la pièce,
souhaltez les enfants vainqueurs.
Voi che piangete vedendo questo dramma,
augurate che i bambini siano vincitori.
LA GIORNALAIA, IL MARITO
(senza megafono)
Voyez l’impodérable ardeur
naître du changement de sexe.
Guardate l’imponderabile ardore
nato dal cambiamento dei sessi.
POPOLO
Vous qui pleurez, etc. Voi che piangete, etc.
(Il marito esce dal bazar carico di enormi pacchi che depone sul tavolo del Caffè)
LA GIORNALAIA, IL MARITO, IL GENDARME, IL POPOLO
Vous qui pleurez, etc. Voi che piangete, etc.
IL MARITO
(al gendarme)
Revenez des ce soir
voir comme la nature
me donnera sans femme une progéniture.
Ritornate questa sera
per vedere come la natura
mi darà senza donna una progenitura.
IL GENDARME
Je reviendrai ce soir
voir comme la nature
vous donnera sans femme une progéniture.
Io tornerò questa sera
per vedere come la natura
vi darà senza donna una progenitura.
LA GIORNALAIA, IL POPOLO
Ne faites pas qu’en vain il croque le marmot,
il reviendra ce soir et vous prendra au mot.
Non fate che invano egli aspetti a lungo,
egli tornerà questa sera e vi prenderà in parola.
(Il gendarme entra nel Caffè)
IL MARITO
Comme est ignare le gendarme
qui gouverne le Zanzibar.
Come è ignorante il gendarme
che governa Zanzibar.
LA GIORNALAIA, IL MARITO, IL POPOLO
Le music-hall et le grand bar…
n’ont-ils pas pour lui plus de charmes…
que repeupler le Zanzibar.
I music hall e i grandi bar
non hanno per lui più attrazione…
che ripopolare Zanzibar.
LA GIORNALAIA
Comme est ignare, etc. Come è ignorante il gendarme etc.
LA GIORNALAIA, IL MARITO
La music-hall et le grand bar, etc. I music hall e i grandi bar etc.
(Lacouf e Presto entrano in scena molto rapidamente scivolando su dei pattini, venendo da destra e da sinistra)
LACOUF
Comment faut-il que tu les nommes ? Come le si devono chiamare?
PRESTO
Elles sont tout ce que nous sommes. Elle sono tutto quello che noi siamo.
(Lacouf e Presto solleticano il marito)
LACOUF E PRESTO
Et cependant ne sont pas des hommes. E intanto non sono degli uomini.
IL GENDARME
(uscendo dal Caffè con un bicchiere in mano)
Je reviendrai ce soir voir comme la nature
vous donnera sans femme une progeniture.
Io tornerò questa sera per vedere come la natura
vi darà senza donna una progenitura.
(Lacouf e Presto allineano i loro pattini davanti al bazar)
IL MARITO
Revenez des ce soir voir comme la nature
me donnera sans femme une progeniture.
Ritornate questa sera per vedere come la natura
mi darà senza donna una progenitura.
POPOLO
Comment faut-il que tu les nommes ?
Elles sont tout ce que nous sommes…
Come le si devono chiamare?
Elle sono tutto quello che noi siamo…
IL POPOLO, LACOUF, PRESTO
Et cependant ne sont pas des hommes. …e intanto non sono uomini!
LA GIORNALAIA, IL GENDARME, LACOUF, PRESTO
Ah ! Ah!
IL MARITO, IL GENDARME
Revenez des ce soir voir comme la nature
me donnera sans femme une progeniture.
Ritornate questa sera per vedere come la natura
mi darà senza donna una progenitura.
PRESTO
(tendendo un pipa alla giornalaia)
Et fumez la pipe, bergère ! E fumate la pipa, pastora!
(gli otto uomini tendono le pipe alle donne. Intanto il marito danza da solo)
LACOUF
Moi, je vous jouerai du pipeau ! Io, voglio suonarvi lo zufolo.
POPOLO
Et cependant la boulangère… E intanto la panettiera…
LA GIORNALAIA, IL GENDARME, LACOUF, PRESTO
Tous les sept ans change de peau. ogni sette anni cambia la pelle.
(le donne fumano la pipa)
IL MARITO
Et fumez la pipe, bergère ! E fumate la pipa, pastora!
POPOLO
Moi, je vous jouerai du pipeau. Io, voglio suonarvi lo zufolo.
LA GIORNALAIA, IL MARITO, IL GENDARME, LACOUF, PRESTO
Et cependant la boulangère
tous les sept ans change de peau.
E intanto la panettiera…
ogni sette anni cambia la pelle.
TUTTI
Tous les sept ans,
elle exagère !
Ogni sette anni
ella esagera!
POPOLO
Vous, qui pleurez ! Voi che piangete!
(Con un brusco gesto delle due mani, il marito lo interrompe. Tutti si raggruppano in due schiere. Nella prima la giornalaia, Lacouf, Presto, il gendarme; nella seconda il popolo. Con la schiena al pubblico, il marito fa da direttore d’orchestra)
TUTTI
Et cependant la boulangère, etc. E intanto la panettiera etc.
(Un sipario speciale discende e si arresta bruscamente a metà dei corpi dei cantanti, dei quali non si vedono che le gambe. Tutti si accoccolano per dare l’ultima replica, tranne il marito di cui ancora si vedono solo le gambe.)
INTERLUDIO
(Tutto quello che segue avviene davanti al sipario speciale. Una coppia di coristi del teatro entra ballando. Si tengono per mano come per una gavotta. Un’altra coppia entra danzando. Poi entrano danzando nello stesso modo altre quattro coppie. I coristi cessano di danzare; si raggruppano in due schiere, faccia al pubblico.)
IL CORO
Vous qui pleurez en voyant la pièce,
souhaltez les enfants vainqueurs.
Voyez l’impodérable ardeur
naître du changement de sexe.
Voi che piangete vedendo questo dramma,
augurate che i bambini siano vincitori.
Guardate l’imponderabile ardore
nato dal cambiamento dei sessi.
BARITONO SOLO, IL CORO
Vous qui pleurez… Voi che piangete…
CORO DEI NEONATI
(nella fossa dell’orchestra)
Papa, papa ! Papà, papà!
(i coristi si guardano inquieti poiché un rumore estraneo fuoriesce dalla fossa dell’orchestra. Sbalorditi, si chinano sulla fossa dell’orchestra)
IL CORO
Ah ! Ah ! Ah! Ah!
(si raddrizzano meravigliati)
CORO DEI NEONATI
Papa, papa… Ah ! Papà papà… Ah!
IL CORO
Vous qui pleurez en voyant la pièce,
souhaltez les enfants vainqueurs.
Voi che piangete vedendo questo dramma,
augurate che i bambini siano vincitori.
ATTO SECONDO
(Nello stesso posto, lo stesso giorno, poco prima del tramonto. I medesimi arredi scenici, ornati di numerose culle, tutte dipinte a trompe-l’oeil, ad eccezione di sette dove sono sdraiati dei neonati (bambolotti). Sul davanti della scena una culla vuota vicino alla quale sono posate un’enorme bottiglia d’inchiostro, uno smisurato porta-penne, un vaso di colla gigantesco, e un paio di forbici di buona taglia. Un gruppo di palloni è sospeso davanti al bazar. Come si leva il sipario il marito tiene due bambini, un per braccio. Egli passeggia in lungo e in largo, vestito con un lungo camice da infermiere)
Scena I°
Il marito, i neonati
IL MARITO
(entra)
Ah, c’est fou les joies de la paternité !
Quarante mille quarante-neuf enfants en un
seul jour !
Mon bonheur est complet.
Ah! È pazzesca la gioia della paternità!
Quarantamila e quarantanove bambini in un
solo giorno!
La mia felicità è completa.
CORO DEI NEONATI
(si levano dalle loro culle)
Tra la la… Tra la la…
IL MARITO
Silence, silence ! Silenzio, silenzio!
CORO DEI NEONATI
Tra la la… Tra la la…
IL MARITO
Silence, silence ! Silenzio, silenzio!
(I neonati si sdraiano)
Le boheur en familie,
pas de femmes sur les bras…
La felicità in famiglia,
nessuna donna fra le braccia…
CORO DEI NEONATI
(si levano ancora)
Tra la la… Tra la la…
IL MARITO
Silence, silence ! Silenzio, silenzio!
(I neonati si sdraiano)
Il faudrait peut-être les mener à la baguette.
Mais il vaut mieux ne pas brusquer les choses.
Je vais leur acheter des bicyclettes
Et tous ces virtuoses
iront faire des concerts en plein air !
Forse sarebbe meglio dirigerli a bacchetta.
Ma è meglio non trattare duramente le cose.
Vado a comprar loro delle biciclette
e tutti questi virtuosi
daranno di concerti all’aperto!
CORO DEI NEONATI
(si levano ancora)
Tra la la… Tra la la…
IL MARITO
Silence, silence ! Silenzio, silenzio!
CORO DEI NEONATI
Tra la la… Tra la la…
IL MARITO, CORO DEI NEONATI
Bravo, bravo, bravo, bravo, bravo. Bravo, bravo, bravo, bravo, bravo.
(Sull’ultima nota i neonati si sdraiano bruscamente. Il marito rimette i due bambini nelle loro culle.)
Scena II°
Gli stessi, il giornalista parigino
(Si bussa)
IL MARITO
Entrez ! Entrate!
IL GIORNALISTA
(entrando)
Hands up !
Bonjour, Monsieur le mari,
je suis correspondant d’un journal de Paris.
Hands up!
Buongiorno signor marito,
io sono il corrispondente di un giornale di Parigi.
IL MARITO
De Paris, soyez le bienvenu ! Da Parigi, siate il benvenuto.
IL GIORNALISTA
Les journaux de Paris ont annoncé
que vous avez trouvé le moyen
pour les hommes de faire des enfants.
I giornali di Parigi hanno annunziato
che voi avete trovato il mezzo
perché gli uomini facciano dei figli.
IL MARITO
Cela est vrai. È vero.
IL GIORNALISTA
Et comment ça ? E com’è questo modo?
IL MARITO
La volonté monsieur,
elle nous mène à tout.
La volontà, caro signore,
essa ci fa arrivare a tutto.
IL GIORNALISTA
Sont ils nègres ou comme tout le monde ? Sono negri o sono come tutti gli altri.
IL MARITO
Cela dépend du point de vue où l’on se place. Questo dipende dal punto di vista in cui uno si mette.
IL GIORNALISTA
Vous êtes riche sans doute. Siete senza dubbio ricco.
IL MARITO
Point de tout ! Per niente.
IL GIORNALISTA
Alors comment les élèverez-vous ? Allora come li alleverete?
IL MARITO
Après les avoir nourris au biberon,
j’espère que ce sont eux qui me nourriront.
Dopo averli nutriti col biberon
spero che siano essi a nutrire me.
IL GIORNALISTA
En somme vous êtes quelque chose
comme une fille père,
Ne serait-ce pas chez vous
un instinct paternel maternisé ?
Insomma, siete qualche cosa
come un figlio padre.
Non ci sarebbe presso di voi
un istinto paterno maternizzato?
IL MARITO
Non, c’est, cher monsieur, tout à fait intéressé.
L’enfant est la richesse des ménages,
bien plus que la monnaie et tous les héritages.
No, caro signore, non è per nulla disinteressato.
Il bambino è a ricchezza dei matrimoni,
molto più che i soldi e tutte le eredità.
(indicando un neonato nella sua culla)
Voyez ce tout petit qui dort dans son berceau.
Il se prénomme Arthur et m’a déjà gagné un million
comme accapareur de lait caillé.
Vedete questo piccolo che dorme nella sua culla,
si chiama Arturo e mi ha già fatto guadagnare un milione
come accaparratore di latte cagliato.
IL GIORNALISTA
Avancé pour son âge ! Avanzato per la sua età!
IL MARITO
(indicando un altro neonato)
Celui-là, Joseph, est romancier.
Son dernier roman s’est vendu
à six cent mille exemplaires.
Permettez que je vous en offre un.
Quello là, Giuseppe, è un romanziere.
Il suo ultimo romanzo s’è venduto
in seicentomila copie.
Permettete che ve ne offra una.
(con le due braccia disegna il cielo. Dall’alto discende un grande libro – volume a più fogli – nel quale si legge sul primo foglio: “Che fortuna! Romanzo”)
IL GIORNALISTA
Quelle chance ! Che fortuna!
IL MARITO
Lisez-le à votre aise. Leggete con vostro comodo.
(In silenzio il giornalista si distende ventre a terra e comincia a leggere molto lentamente, con difficoltà. Durante questo tempo il marito si occupa della sua famiglia.)
IL GIORNALISTA
Une dame qui s’appelait Cambron… Una signora che si chiama Cambron…
(si rialza con il libro, stupefatto, ma rapito nelle lettura)
Une dame qui s’appelait Cambron, ah ah ah ! Una signora che si chiama Cambron, ah ah ah!
IL MARITO
Il y a cependant une manière polie de s’exprimer.
Une certaine préciosité…
qui ne court point les rues !
Comunque ha un modo raffinato di esprimersi.
Certi preziosismi…
che non si trovano certo per strada!
IL GIORNALISTA
Eh eh! Uh uh! Eh eh! Uh uh!
IL MARITO
(riprendendo il libro al giornalista e posandolo contro il muro del Caffè)
Enfin, tel qu’il est ce roman m’a rapporté
plus de deux cente mille francs.
Infine, così com’è questo romanzo mi ha portato
più di duecentomila franchi.
IL GIORNALISTA
Hands up !
Mais n’avez-vous pas de filles ?
Hands up!
Ma non avete delle figlie?
(La luce si abbassa bruscamente quando il marito solleva da una culla un neonato sontuosamente vestito di una lunga veste tutta lustrini. Un proiettore crea un’atmosfera notturna.)
IL MARITO
Si fait, celle-ci, plus artiste que quiconque à Zanzibar,
récite des beaux vers par les mornes soirées,
ses feu et ses cachets lui rapportent chaque an
ce qu’un poète gagne en cinquante mille ans.
Questa è più artista di chiunque altro a Zanzibar,
recita dei bei versi per le serate noiose,
il suo fuoco e il suo talento portano ogni anno
quello che un poeta guadagna in cinquantamila anni.
IL GIORNALISTA
Je vous félicite, my dear,
mais vous avez de la poussière
sur votre cache-poussière.
Mi felicito con voi, mio caro,
ma avete della polvere
sul vostro spolverino.
(Passa il suo braccio sul marito, che sorride come per ringraziare il giornalista che tiene un granello di polvere sulla mano)
Puisque vous êtes si riche,
prêtez-moi cent sous !
Poiché siete così ricco,
prestatemi cento sous!
IL MARITO
Remettez la poussière ! Rimettete la polvere!
(Il giornalista rimette il granello di polvere, e il marito lo caccia con un calcio)
Scena III°
Il marito solo
(La luce ritorna bruscamente. Il marito, dopo avere congedato il giornalista, si avvicina alla grande culla vuota, dopo avere rimesso nella sua culla la bambola “Star”)
Eh oui… c’est simple comme un périscope…
Plus l’aurai d’enfants,
plus je serai riche et mieux je pourrai me nourrir…
Nous disons que la morue produit
assez d’oeufs en un jour
pour, qu’éclos, ils suffident à nourrir de brandade
et d’aïoli
le monde entier pendant une année entière…
N’est-ce pas que c’est épatant
d’avoir une nombreuse familie !
Queis sont donc ces économistes imbéciles
qui nous ont fait croire que l’enfant
c’était la pauvreté,
tandis que c’est tout le contraire…
Est-ce qu’on a jamais entendu parler
de morue morte dans la misère…
Aussi vais-je continuer à faire des enfants.
Eh sì… è semplice come un periscopio…
Più avrò bambini,
più sarò ricco e meglio li potrò nutrire…
Noi diciamo che il merluzzo produce
abbastanza uova in un giorno
che, se schiuse, sarebbero sufficienti a nutrire
il mondo intero,
il mondo intero nel corso di un intero anno…
Non è questo che fa stupire
di avere una famiglia numerosa!
Quali sono dunque questi economisti imbecilli
che ci fanno credere che il bambino
sia la povertà,
quando invece è tutto il contrario…
È che non si è mai sentito parlare
di merluzzi morti nella miseria…
Così continuerò a fare dei bambini.
IL MARITO
Faisons d’abord un journaliste,
comme ça je saurai tout !
Anzitutto facciamo un giornalista,
così potrò sapere tutto!
(strappando i giornali)
Je devinerai le surplus.
Et j’inventerai le reste.
Il faut qu’il soit apte à toutes les besognes
et puisse écrire pour tous les partis.
Io prevedrei il surplus
e inventerei il resto.
È necessario che egli sia atto a tutte le necessità
e possa scrivere per tutti i partiti.
(mettendo i giornali strappati nella culla vuota)
Quel beau journaliste ce sera, reportage,
articles de fond, et caetera.
Che bel giornalista che sarà, reportage,
articoli di fondo, eccetera.
(prendendo la bottiglia di inchiostro e versandola nella culla)
Il lui faut un sang puisé dans l’encrier. Ha bisogno di sangue attinto nel calamaio
(mettendo l’enorme porta-penne nella culla)
Il faut une épine dorsale. Ha bisogno di una spina dorsale.
(Versando il vaso di colla nella culla)
De la cervelle por ne pas penser. Del cervello per non pensare
(mettendo le forbici nella culla)
Une langue pour mieux bavarder.
Il faut encore qu’il connaisse le chant.
Una lingua per meglio chiacchierare.
È necessario anche che conosca il canto
(facendo dei passi da prestigiatore in direzione della culla)
Allons, allons, chantez ! Andiamo, andiamo, cantate!
(Il figlio – 18 anni – si drizza nella sua culla, con un bastone da passeggio in mano)
Scena IV°
Il marito, il figlio
IL FIGLIO
Mon cher papa,
si vous voulez savoir enfin
tout ce qu’ont fait les algrefins,
faut me donner un petit peu d’argent de poche !
Si vous me donnez cinq cents francs,
je ne dis rien de vos affaires !
Si non je dis tout, je suis franc,
et je compromets père, soeurs et frères.
J’écrirai que vous avez épousé
une femme triplement enceinte !
Je vous comprometterai !
Je dirai que vous avez volé,
tué, donné, sonné, barbé !
Mio caro papà,
se volete sapere infine
tutto quello che fanno gli imbroglioni,
occorre che mi diate qualche soldo!
Se mi date cinquecento franchi,
io non dico niente dei vostri affari!
Altrimenti dico tutto, sono franco,
e comprometto padre, sorelle e fratelli.
Scriverò quello che avete sposato
una donna triplamente incinta!
Vi comprometterò!
Dirò che avete rubato,
ucciso, dato, suonato, annoiato!
IL MARITO
Bravo ! bravo ! Voilà un maître-chanteur. Bravo! bravo! Ecco un maestro cantore.
IL FIGLIO
Mes chers parents en un seul homme,
si vous voulez savoir ce qui s’est passé hier soir
voici : un grand incendie
a détruit les chutes du Niagara.
Miei cari genitori in un solo uomo,
se volete sapere quello che c’è stato ieri sera
ecco: un grande incendio
ha distrutto le cascate del Niagara.
IL MARITO
Tant pis ! Tanto peggio.
IL FIGLIO
Le beau constructeur Alcindor,
masqué comme les fantassins,
jusqu’à minuit jouait du cor
pour un parterre d’assassins.
Et je sui sûr qu’il sonne encore !
Il bel costruttore Alcindoro,
mascherato come un fantaccino,
fino a mezzanotte suonava il corno
per una platea di assassini.
E sono sicuro che suona ancora!
IL MARITO
Pourvu que ce ne soit pas dans cette salle ! Provveduto che non ce ne siano in questo teatro!
IL FIGLIO
Mais la princesse de Bergame
épouse demain une dame
simple rencontre de métro.
Ma la principessa di Bergamo
sposa domani una signora
che ha semplicemente incontrato sul metro.
IL MARITO
Est-ce que je connais ces gens-là ?
Je veux de bonnes informations
qui me parlent de mes amis.
Conosco forse quella gente là?
Voglio delle buone informazioni
che mi dicano sui miei amici.
IL FIGLIO
(Muovendo la culla)
On apprend de Mountrouge
que monsieur Picasso
fait un tableau qui bouge
ainsi que ce berceau.
Si apprende da Monterosso
che il signor Ricasso
fa un quadro che si muove
come questa culla.
IL MARITO
Et vive le pinceau de l’ami Picasso.
O mon fils,
à une autre fois.
Je connais maintenant suffisamment
la journée d’hier.
Evviva il pennello dell’amico Ricasso.
O mio figlio,
a un’altra volta.
Ora conosco abbastanza
la giornata di ieri.
IL FIGLIO
Je m’en vais alfin d’imaginer celle de demain. Me ne vado per immaginare quella di domani.
(esce)
IL MARITO
Bon voyage ! Buon viaggio!
Scena V°
Il marito
IL MARITO
Celui-ci n’est pas réussi.
J’ai envie de le déshériter.
Pas de bouches inutiles,
économisons !
Quello non è riuscito.
Ho intenzione di diseredarlo.
Nessuna bocca inutile,
economizziamo.
(accudendo alla sua famiglia)
Avant tout je vais faire un enfant tailleur,
je pourrai bien vètu aller en promenade
et, nétant pas trop mal de ma personne,
plaire à mainte jolie personne.
Prima di tutto vado a fare un bambino sarto,
potrei andare a passeggiare ben vestito
e, avendo un aspetto non troppo male,
piacere a più di una ragazza graziosa.
(va a controllare il nodo della cravatta nello specchio del bar e va per uscire. Si scontra col gendarme che lo ferma per la spalla)
Scena VI°
Il marito, il gendarme
IL GENDARME
Ah !
Il paraît que vous en faites de belles !
Vous avez tenu parole.
Quarante mille cinquante enfants en un jour,
vous secouez le pot de fleurs !
Ah!
Sembra che voi ne facciate delle belle!
Voi avete mantenuto la parola.
Quarantamila cinquanta bambini in un giorno,
voi scuotete il vaso di fiori!
IL MARITO
Je m’enrichis. Mi arricchisco.
IL GENDARME
Mais la population zanzibarienne,
affamée par ce surcroit de bouches à nourrir,
est en passe de mourir de faim.
Ma la popolazione di Zanzibar,
affamata per questo aumento di bocche da nutrire
è a un passo dal morire di fame.
IL MARITO
Donnez-lui des cartes, ça remplace tout. Datele delle carte, questo rimpiazza tutto.
IL GENDARME
Où se les procure-t-on ? E dove si possono procurare?
IL MARITO
Chez la cartomancienne ! Dalla cartomante!
IL GENDARME
Extra-lucide ! Ultrabrillante!
IL MARITO
Parbleu, puisqu’il s’agit de prévoyance ! Perbacco, si tratta di preveggenza.
Scena VII°
Gli stessi, la cartomante
(La cartomante arriva, coperta da un ricco velo e tenendo in mano una lira di cartone. Ella pizzica la lira a ogni arpeggio del piano e canta per la platea, girandosi a destra, a sinistra, lanciando all’improvviso un vocalizzo al loggione. La platea si illumina violentemente)
LA CARTOMANTE
Castes citoyens de Zanzibar, me voici ! Casti cittadini di Zanzibar, eccomi!
IL MARITO
Encore quelqu’un, je n’y suis pour personne. Ancora qualcuno, io non vi sono per nessuno.
LA CARTOMANTE
Ah ! Ah!
(mettendosi la lira sotto il braccio, comincia a interpellare il pubblico)
J’ai pensé que vous ne seriez pas fâchés
de savoir la bonne aventure.
Io penso che voi non siate contrariati
a sapere la buona ventura.
IL GENDARME
(alla cartomante)
Vous n’ignorez pas, madame,
que vous exercez un métier illecite.
C’est étonnant ce que font les gens
pour ne pas travailler.
Voi non ignorate, signora,
che voi esercitate un mestiere illecito.
È stupefacente quello che fa la gente
per non lavorare.
IL MARITO
(al gendarme)
Pas de scandale chez moi ! Non voglio scandali qui.
LA CARTOMANTE
(a uno spettatore)
Vous, Monsieur,
prochainement vous accoucherez de trois jumeaux !
Voi, signore,
prossimamente avrete tre gemelli!
IL MARITO
Déjà la concurrence ! Già con la concorrenza!
UNA SPETTATRICE
(alzandosi)
Madame la cartomancienne,
je crois bien qu’il me trompe !
Signora cartomante,
io credo che egli mi inganni!
LA CARTOMANTE
Conservez-le dans la marmite norvégienne ! Conservatelo nella cassa di cottura!
(Tutto ad un tratto, si avvicina alle culle sulla scena e le indica col dito. Si avvicina alla fossa dell’orchestra e si siede sulla rampa della fossa)
Tiens, une couveuse artificielle ! Ecco, un’incubatrice artificiale!
IL MARITO
Serierz-vous le coifeur,
coupez-moi les cheveux !
Se foste un parrucchiere,
mi tagliereste i capelli!
LA CARTOMANTE
Les demoiselles de New-York
ne cueillent que les mirabelles,
ne mangent que du jambon d’York.
C’est là ce qui les rend si belles.
Le signorine di New York
non raccolgono che le mirabelle
ne mangiano che del prosciutto di York.
E questo che le rende così belle.
(Allontanandosi dalla fossa dell’orchestra, si avvicina a una passerella che porta sul palcoscenico)
IL MARITO
Ma foi, les dames de Paris
sont bien plus belles que les autres.
Si les chats aiment les souris,
mesdames nous aimons les vôtres.
In fede mia, le signore di Parigi
sono molto più belle delle altre.
Se i gatti amano i sorci,
signore noi amiamo voi.
LA CARTOMANTE
C’est-à-dire vous sourires ! Cioè i vostri sorrisi!
IL GENDARME
(ballando)
Et puis chantez matin et soir.
Grattez si ça vous démange !
E poi cantate mattina e sera.
Grattatevi se vi prude!
IL MARITO
(ballando)
Aimez le blanc ou bien le noir,
c’est bien plus drôle quand ça change !
Amate il bianco o anche il nero,
c’è molto più divertimento quando cambia!
IL MARITO, IL GENDARME
Suffit de s’en apercevoir ! Basta accorgersene.
LA CARTOMANTE
(avvicinandosi a loro)
J’ai pensé que vous ne seriez pas fâchés
de savoir la bonne aventure.
Io penso che voi non siate contrariati
a sapere la buona ventura.
IL MARITO, IL GENDARME
Elle a pensé ! Ella ha pensato!
LA CARTOMANTE
(Respingendo con un gesto il gendarme e il marito, troppo familiari, riprende la sua lira)
Chastes citoyens de Zanzibar,
qui ne faites plus d’enfants,
sachez que la fortune et la gloire,
les forêts d’ananas, les troupeaux d’éléphants
appartiennent de droit dans un proche avenir
à ceux qui pour les prendre auront fait des
enfants.
Casti cittadini di Zanzibar,
che non fate più bambini,
sappiate che la fortuna e la gloria,
le foreste di ananas, le mandrie di elefanti
appartengono di diritto in un prossimo avvenire
a coloro che per prenderli avranno fatto dei
bambini.
(al marito)
Ainsi vous, monsieur, qui êtes si fécond… Così voi, signore, che siete così fecondo…
IL MARITO, IL GENDARME
Féecond, fécond, fécond ! Fecondo, fecondo, fecondo!
LA CARTOMANTE
…vous deviendrez dix fois milliardaire ! …diventerete dieci volte miliardario!
(al gendarme)
Vous, qui ne faites pas d’enfants,
vous mourrez dans la plus affreuse des débines.
Voi, che non fate bambini,
morirete nella più abbietta povertà.
IL GENDARME
Vous m’insultez !
Au nom de Zanzibar, je vous arrête !
Voi mi insultate!
In nome di Zanzibar, vi arresto!
LA CARTOMANTE
Toucher une femme, quelle honte ! Mettere le mani addosso a una donna, che onta!
(si batte con il gendarme)
Ah ah ah ! Ah ah ah!
IL GENDARME
Ah ! Ah!
IL MARITO
(tendendo una pipa al gendarme)
Eh fumez le pipe, bergère,
moi je vous jouerai du pipeau !
Fumate la pipa, pastore,
io suonerò per voi il mio zufolo!
IL GENDARME
Et cependant la boulangère
tous les sept ans changeait de peau…
E intanto la panettiera
cambia la pelle ogni sette anni.
LA CARTOMANTE
(sfuggendo al gendarme)
Tous les sept ans elle exagère ! Ogni sette anni ella esagera!
(Riacciuffata dal gendarme, ella lo graffia e lo strangola. Il gendarme si dibatte come può, poi cade morto su una sedia del Caffè. Il marito si precipita sulla cartomante, che si sveste)
IL MARITO
En attendant, je vais vous livrer
au commissaire, assassine !
Nel frattempo, vado a consegnarvi
al commissario, assassina!
(Teresa, sbarazzatasi dei veli, appare in un elegante abito da sera)
LA CARTOMANTE
Mon cher mari, ne me reconnais-tu pas ? Mio caro marito, non mi riconosci?
IL MARITO
(cadendo in ginocchio)
Thérèse, Thérèse! Teresa, Teresa!
IL GENDARME
(risuscitato, la mano sul cuore)
Thérèse ! Teresa!
(con indifferenza, entra nel bar)
IL MARITO
(orribilmente deluso)/td>
Mais te voilà plate comme une punaise ! Ma eccoti piatta come una cimice!
TERESA
Qu’importe, viens cueillir
la fraise avec la fleur du bananier !
Chassons à la zanzibaraise les éléphants
et viens régner sur le grand coeur dela Thérèse.
Che importa, vieni a cogliere
la fragola con il fiore di banana!
Diamo la caccia alla zanzibarese agli elefanti
e vieni a regnare sul grande cuore di Teresa.
IL MARITO
(pazzo d’amore)
Thérèse ! Teresa!
(Il marito, con un gesto brusco si leva il suo abito e appare vestito. Tutto si illumina sulla scena. Atmosfera di festa notturna)
TERESA
Qu’importe le trône ou la tombe,
il faut s’aimer ou je succombe
avant que ce rideau ne tombe !
Che importa il trono o la tomba,
bisogna amarsi, o io soccombo
prima che cali il sipario.
IL MARITO
Avant que ce rideau ne tombe. Prima che cali il sipario.
(Danzano amorosamente)
Scena VIII°
Gli stessi, la giornalaia, il popolo di Zanzibar, due spettatori
TERESA
Il faut s’aimer ou je succombe
avant que ce rideau ne tombe !
Bisogna amarsi, o io soccombo
prima che cali il sipario.
IL MARITO
Ah ! Ah!
(Il popolo di Zanzibar, in abito da sera e con vestiti, la giornalaia in abito da sera molto appariscente, e il gendarme entrano danzando)
TERESA, IL MARITO, IL POPOLO
Il faut s’aimer, etc. Bisogna amarsi, etc.
IL MARITO
(dirigendosi verso il gruppo di palloni attaccati davanti al bazar, lo offre a Teresa)
Chère Thérèse, il ne faut plus
que tu sois plate comme une punaise.
Cara Teresa, non è più necessario
che tu sia piatta come una cimice.
TERESA
Bah, ne compliquons pas les choses ! Beh, non complichiamo le cose!
(lanciando i palloncini verso la platea)
Envolez-vous ! Volate via!
LA GIORNALAIA, IL MARITO, IL GENDARME, IL POPOLO
Il faut s’aimer ! Bisogna amarsi!
(Tutti rivolti verso il pubblico, su due file, i solisti davanti, i coristi dietro)
TUTTI
Et puis chantez matin et soir ! E poi cantate mattino e sera!
IL MARITO
Grattez-vous si ça vous démange ! Grattatevi se vi prude!
TERESA, LA GIORNALAIA, IL GENDARME
Aimez le blanc… Amate il bianco…
IL POPOLO
Ou bien le noir… O anche il nero…
TERESA
C’est bien plus drôle quand ça change ! C’è molto più gusto quando si cambia!
TUTTI
Suffit… Basta…
IL POPOLO
…de s’en apercevoir ! non notarlo!
TUTTI
Grattez-vous, etc. Grattatevi, etc.
IL MARITO
Ecoutez, ô Français,
les leçons de la guerre,
et faites des enfants,
vous qui n’en faisiez guére !
Ascoltate, Francesi,
la lezione della guerra,
e fate dei bambini,
voi che quasi non ne fate!
TUTTI
Des enfants ! Dei bambini!
GROSSA SIGNORA
(Si alza da una poltrona del balcone e arringa il popolo)
Cher public, faites des enfants,
vous qui n’en faisiez guére,
vous qui n’en faisiez plus !
Caro pubblico, fate dei bambini,
voi che quasi non ne fate,
voi che non ne fate più!
SIGNORE BARBUTO
(davanti a lei)
Cher public, faites des enfants,
vous qui n’en faisiez guére,
vous qui n’en faisiez plus !
Caro pubblico, fate dei bambini,
voi che quasi non ne fate,
voi che non ne fate più!
TUTTI
(Travolgendo il gendarme)
Vieux gendarme, faites des enfants ! Vecchio gendarme, fate dei bambini!
IL GENDARME
Ah ! Ah!
GROSSA SIGNORA, SIGNORE BARBUTO
Vous qui n’en faisiez guére,
vous qui n’en faisiez plus !
Voi che quasi non ne fate,
voi che non ne fate più!
(si risiedono bruscamente)
TUTTI
Grattez-vous, etc. Grattatevi, etc.
TERESA
Ecoutez, ô Français,
les leçons de la guerre,
et faites des enfants,
vous qui n’en faisiez guére !
Ascoltate, Francesi,
la lezione della guerra,
e fate dei bambini,
voi che quasi non ne fate!
TUTTI
Des enfants ! Dei bambini!
(il signore e la signora si alzano)
TUTTI
Grattez-vous, etc. Grattatevi, etc.
(Le donne si rannicchiano amorosamente contro gli uomini. Teresa e il marito si abbracciano. La giornalaia e il gendarme si abbracciano. La grossa signora prende uno spettatore per il collo. Il signore prende la mano di una spettatrice.)
TUTTI
Des enfants ! Dei bambini!
(al pubblico)
Cher public, faites des enfants ! Caro pubblico, fate dei bambini!
(Sull’ultimo accordo, il signore e la signora si siedono bruscamente)
FINE DELL’OPERA

(1) Testo tratto dal sito Di cose un po' al quale rimandiamo per la consultazione di altri libretti d'opera

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Ultimo aggiornamento 16 marzo 2020