Il responsorio O magnum mysterium, uno dei testi più belli dell'ufficiatura del Natale nel rito romano, è stato posto in musica da vari compositori nel corso dei secoli, e la versione mottettistica per quattro voci composta da Poulenc nel 1952, facente parte della raccolta Quatre Motets pour le temps de Noël, è una perfetta miniatura che amplifica sino al parossismo il significato testuale del racconto della Natività. Al di sopra delle tre voci procedenti con un lento ritmo armonico e quasi sempre in pianissimo, la voce del soprano esegue una melodia struggente e dolorosa nella sua intensa cantabilità: la dinamica aumenta di sonorità solo sulla parola iacentem, per sussurrare subito dopo in praesepio. Poulenc conferisce maggior enfasi proprio a questi versi, reiterandoli due volte: nella densità di significati in essi contenuti il compositore francese sembra aver privilegiato quello dell'umiliazione dell'abbassamento, sperimentata dal Signore appena nato affinché l'umanità tutta potesse diventare destinataria del mirabile mistero del Natale.
Tiziana Affortunato