Attilio Regolo

Dramma per musica in tre atti

Musica: Johann Adolf Hasse (1699 - 1783)
Libretto: Pietro Metastasio

Ruoli: Organico: 2 flauti, 2 oboi, fagotto, 2 corni, archi, basso continuo
Composizione: 1750
Prima rappresentazione: Dresda, Teatro di corte, 12 gennaio 1750
Edizione: vedova Harpeter, Dresda, 1750 (solo il libretto)
Il testo qui di seguito riportato è una dichiarazione inserita all'inizio del libretto originale.

Argomento

Fra i nomi più gloriosi de' quali andò superba la romana repubblica ha, per consenso di tutta l'antichità, occupato sempre distinto luogo il nome d'Attilio Regolo, poiché non sacrificò solo a pro della patria il sangue, i sudori e le cure sue, ma seppe rivolgere a vantaggio della medesima fin le proprie disavventure.

Carico già d'anni e di merito trovossi egli sventuratamente prigioniero in Cartagine, quando quella città atterrita dalla fortuna dell'emula Roma si vide costretta, per mezzo d'ambasciatori, a procurar pace da quella o il cambio almeno de' prigionieri. La libertà che sarebbe ridondata ad Attilio Regolo dalla esecuzione di tai proposte fe' crederlo a' cartaginesi opportuno strumento per conseguirla; onde insieme con l'ambasciatore africano lo inviarono a Roma, avendolo prima obbligato a giurar solennemente di rendersi alle sue catene, quando nulla ottenesse. All'inaspettato arrivo di Regolo proruppero in tanti trasporti di tenera allegrezza i romani, in quanti di mestizia e desolazione eran già cinque anni innanzi trascorsi all'infausto annuncio della sua schiavitù. E per la libertà di sì grande eroe sarebbe certamente paruta loro leggera qualunque gravissima condizione. Ma Regolo invece di valersi a suo privato vantaggio del credito e dell'amore ch'egli avea fra' suoi cittadini, l'impiegò tutto a dissuader loro d'accettar le nemiche insidiose proposte; e lieto d'avergli persuasi, fra le lagrime de' figli, fra le preghiere de' congiunti, fra le istanze degli amici, del senato e del popolo tutto, che affollati d'intorno a lui si affannavano per trattenerlo, tornò religiosamente all'indubitata morte che in Africa l'attendeva, lasciando alla posterità un così portentoso esempio di fedeltà e di costanza.

Appiano, Zonara, Cicerone, Orazio ed altri.


I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 14 luglio 2023