L'8 settembre 1857 Wagner termina il dramma poetico del Tristano e dona il manoscritto a Mathilde Wesendonch, alla quale era dedicato. Si era appena iniziata la loro passione romantica, celebre allora e oggi. Noi stupiamo al pensiero che proprio in quei giorni Wagner aveva ospiti Hans von Bülow e la moglie ventenne Cosima Liszt, che alle letture poetiche assisteva emozionata, pensierosa e con gli occhi bassi (come ricorda Wagner nell'Autobiografia). Solo sei anni dopo sarà lei, l'abbiamo visto, la grande attrice di un nuovo amore romantico con Wagner.
Non seguiremo le sofferenze e le disavventure della passione nata "attorno" al Tristano, perché sono troppo famose (e sono anche troppo incerte). Ma ad esse è legato, se direttamente o indirettamente è questione insolubile, non solo il Tristano (che da solo basterebbe a dar fama non che a una biografìa, a un'epoca intera) - è legato, dicevo, un ciclo di cinque Lieder che Wagner compose dal 30 novembre 1857 al 21 maggio 1858 su versi della Wesendonck. Il titolo che egli dava alla raccolta è sottilmente condiscendente ma non proprio lusinghiero per la giovane poetessa (forse intendeva essere paternamente affettuoso), Fünf Dilettanten-Cedichte, Cinque poesie di una dilettante, la musica è splendida, fremente di sospiri e di celate dichiarazioni, è arte, pura arte vissuta. E con accorta diplomazia Wagner donò il manoscritto originale dei cinque Lieder a Otto Wesendonck, munifico benefattore fino a quel momento.
L'ordine dei Lieder nell'edizione definitiva non è il cronologico: ed è simbolico che ad apertura e a chiusura del ciclo stiano Der Engel, la discesa dell'angelo consolatore (Mathilde), e Träume, il canto dei sogni "che ogni ora, ogni giorno sbocciano più belli" (il "celeste annuncio" che il musicista ha avuto). Nella sistemazione della raccolta possiamo scorgere, o meglio possiamo ascoltare, senza insisterci, un diario sentimentale in musica.
Träume e Im Treibhaus nel manoscritto per l'editore Schott sono presentati come Studien zu Tristan und Isolde, Studi per Tristan und Isolde, ma tali veramente sono tutti e cinque, quale più quale meno, cioè sono cartoni, sinopie che preparano o echeggiano il grande lavoro, non solo nelle citazioni esplicite, come è in Im Treibhaus (preludio del III atto) e in Träume (duetto del II atto) ma anche in un "gesto" musicale qual è l'avvio di Schmerzen (inizio del II atto) o nei diversi segmenti di ascensioni della voce per gradi cromatici (il tipico stile "tristaniano"), quali, ad esempio, in Der Engel alle parole "schwebt und es sanft gen Himmel hebt" o in Stehe still! alle parole "Seele ganz in Seele (versinken)", che è quasi una citazione. Nella versione originale per pianoforte il carattere espressivo passa, con grande naturalezza, dal melodismo liederistico a figure di stile drammatico e quasi teatrale.
Wagner trascrisse per orchestra da camera, con violino solista, Träume, per una serenata a Mathilde Wesendonck nel suo 29° compleanno (23 dicembre 1857: di lì a tredici anni precisi l'Idillio fu una serenata per Cosima). Felix Mottl, fedele direttore wagneriano, trascrisse gli altri, dopo la morte di Wagner.
Franco Serpa