Die Walküre (La Valchiria), WWV 86b

Testo del libretto (nota 1)

ATTO PRIMO
L’interno di un’abitazione
(Nel mezzo c’è il tronco di un frassino robusto, le cui radici molto sporgenti si perdono lontano nel suolo; l’albero è separato dalla sua cima da un tetto di legno, in cui sono state tagliate aperture per dare libero spazio al tronco e ai suoi rami estesi in lungo e in largo; della cima frondosa si intuisce che essa si allarghi al di sopra di questo tetto. Intorno al tronco del frassino, che segna il centro, è stata costruita una stanza con pareti di legname rozzamente lavorato da cui pendono qua e là stuoie intrecciate e tessute. A destra sul davanti c’è il focolare il cui camino arriva lateralmente fino al tetto; dietro al focolare si trova uno spazio interno, una specie di dispensa, a cui si sale per alcuni scalini di legno: davanti è stesa mezzo aperta una stuoia intrecciata. Nel fondo una porta d’entrata con semplice chiavistello di legno. A sinistra si va ad una stanza interna salendo per alcuni gradini anche questi di legno; molto più avanti dalla stessa parte una tavola con dietro una larga panca fissata alla parete e davanti alcuni sgabelli di legno.
Fa da introduzione un breve preludio orchestrale di tempestosa violenza.
Come si alza il sipario, da fuori Siegmund spalanca con furia la porta d’ingresso ed entra; è quasi sera, la bufera è sul punto di calmarsi.
Per un attimo Siegmund tiene in mano il chiavistello e percorre con lo sguardo l’abitazione: sembra sfinito da un’enorme fatica; l’abito e l’aspetto mostrano che egli è un uomo in fuga.
Non vedendo nessuno, Siegmund chiude la porta dietro di sé, con l’ultimo sforzo di chi muore di stanchezza si avanza verso il focolare e si butta esausto sopra una coperta di pelle d’orso)
Scena prima
Siegmund
Wes Herd dies auch sei,
hier muß ich rasten.
Sia di chiunque la casa,
qui mi riposo.
(Cade a terra e per un po’ di tempo rimane disteso e immobile)
(Dalla porta della stanza interna esce Sieglinde. Dal rumore che ha sentito, ha creduto che sia tornato il suo uomo: la serietà del suo volto diventa stupore quando vede un uomo ignoto disteso presso il focolare)
Sieglinde
(ancora in fondo alla scena)
Ein fremder Mann!
Ihn muß ich fragen.
Uno straniero!
Io devo interrogarlo.
(Tranquilla si avvicina di qualche passo)
Wer kam ins Haus
und liegt dort am Herd?
Chi è entrato in casa
e giace presso il fuoco?
(Poiché Siegmund non si muove, lei si avvicina ancora di più e lo osserva)
Müde liegt er,
vonWeges Müh’n.
Schwanden die Sinne ihm?
Wäre er siech?
Giace ed è stanco
per un lungo cammino.
Ha perso i sensi?
Forse è malato?
(Si china verso di lui e ascolta)
Noch schwillt ihm der Atem;
das Auge nur schloß er: –
Mutig dünkt mich der Mann,
sank er müd’ auch hin.
Trema ancora il respiro,
ha solo chiuso gli occhi: –
ardito mi sembra,
se anche si è accasciato.
Siegmund
(sussulta sollevando di scatto il capo)
Ein Quell! Ein Quell! Acqua! Dell’acqua!
Sieglinde
Erquickung schaff’ ich. Cerco un ristoro.
(In fretta prende un corno per bere, esce di casa, rientra dopo averlo riempito e lo porge a Siegmund)
Labung biet’ ich
dem lechzenden Gaumen:
Wasser, wie du gewollt!
Ti offro conforto
alle aride fauci:
acqua, come chiedevi!
(Siegmund beve e le restituisce il corno. Dopo che egli l’ha ringraziata con un cenno del capo, il suo sguardo resta fermo più a lungo e con interesse crescente sul volto di lei)
Siegmund
Kühlende Labung
gab mir der Quell,
des Müden Last
machte er leicht;
erfrischt ist der Mut,
dasAug’ erfreut
des Sehens selige Lust.
Wer ist’s, der so mir es labt?
L’acqua mi ha dato
fresco conforto,
la mia stanchezza
ha alleggerito;
l’animo è rinfrancato,
l’occhio ora vede
e si bea della vista.
Chi mi dona tanto conforto?
Sieglinde
Dies Haus und dies Weib
sind Hundings Eigen;
gastlich gönn’ er dir Rast:
harre, bis heim er kehrt!
Questa casa e la donna
Hunding possiede;
e ospitale ti offra il riposo:
aspetta fino a che torna!
Siegmund
Waffenlos bin ich:
dem wunden Gast
wird dein Gatte nicht wehren.
Sono senz’armi:
l’ospite ferito
dal tuo sposo non sarà respinto.
Sieglinde
(sollecita)
Die Wunden weise mir schnell! Le ferite mostrami presto!
Siegmund
(si alza con scatto vivace dal giaciglio e si mette a sedere)
Gering sind sie,
der Rede nicht wert;
noch fügen des Leibes
Glieder sich fest.
Hätten halb so stark wie meinArm
Schild und Speer mir gehalten,
nimmer floh ich dem Feind; –
doch zerschellten mir Speer und Schild.
Der Feinde Meute
hetzte mich müd’,
Gewitter–Brunst
brach meinen Leib;
doch schneller, als ich der Meute,
schwand die Müdigkeit mir:
sank auf die Lider mir Nacht,
die Sonne lacht mir nun neu.
Non sono nulla,
e non vale parlarne;
ben salde ancora
sono le membra del corpo.
Se forti metà del mio braccio
scudo e spada mi fossero restati,
mai avrei fuggito il nemico; –
ma spada e scudo mi si sono spezzati.
Il branco nemico
mi ha braccato a morte,
la furiosa bufera
mi ha fiaccato il corpo;
ma più rapida di come io dal branco,
da me la stanchezza è sparita;
se era scesa sul ciglio la notte,
ecco che ora mi sorride il sole.
Sieglinde
(ha riempito di sidro un corno e glielo porge)
Des seimigen Metes
süßen Trank
mögst du mir nicht verschmäh’n.
Un dolce sorso
del denso sidro
non vorrai rifiutarmi.
Siegmund
Schmecktest du mir ihn zu? Vuoi gustarlo tu prima?
(Sieglinde accosta le labbra al corno e glielo rende; Siegmund ne beve una lunga sorsata, quindi allontana in fretta il corno e lo restituisce, i due si guardano per un po’ in silenzio, con crescente emozione. Egli cupo abbassa lo sguardo a terra)
Siegmund
(con voce tremante)
Einen Unseligen labtest du:
Unheil wende
der Wunsch1 von dir!
Un infelice hai confortato:
da te sventura
tenga lontana l’augurio!
(Rapido fa per andarsene)
Gerastet hab’ ich
und süß geruht.
Weiter wend’ ich den Schritt.
Riposo ho avuto
e dolce quiete.
Ora allontano i miei passi.
(Si avvia verso il fondo)
Sieglinde
(voltandosi vivacemente)
Wer verfolgt dich, daß du schon fliehst? Chi ti perseguita che già vuoi fuggire?
Siegmund
(trattenuto dal grido di lei, si volta ancora: poi lento e cupo)
Mißwende folgt mir,
wohin ich fliehe;
Mißwende naht mir,
wo ich mich neige.
Dir, Frau, doch bleibe sie fern!
Fort wend’ ich Fuß und Blick.
Disgrazia mi segue
ovunque io fugga;
disgrazia mi è accanto
quando mi volto.
Ma stia, donna, lontana da te!
Volgo via passo e sguardo.
(arriva in fretta fino alla porta e alza il chiavistello)
Sieglinde
(ardentemente dimentica di sé gli grida)
So bleibe hier!
Nicht bringst du Unheil dahin,
wo Unheil im Hause wohnt!
Rimani dunque!
Tu non rechi sventura lì
dove sventura è in casa!
(Profondamente turbato Siegmund si arresta e scruta il volto di Sieglinde: lei vergognosa e triste con gli occhi bassi. Lungo silenzio)
Siegmund
(torna indietro)
Wehwalt hieß ich mich selbst: –
Hunding will ich erwarten.
Wehwalt ho chiamato me stesso: – voglio attendere Hunding.
(Si appoggia al focolare: il suo sguardo è fermo su Sieglinde con un interesse tranquillo e deciso; lentamente lei alza di nuovo gli occhi; entrambi si guardano in profondo silenzio con negli occhi l’espressione di una grande emozione. All’improvviso Sieglinde sussulta, ascolta, e sente Hunding che all’esterno porta il cavallo nella stalla: lei va in fretta alla porta e la apre)
Scena seconda
(Armato di scudo e lancia entra Hunding e si arresta sulla soglia quando scorge Siegmund)
Sieglinde
(per rispondere allo sguardo severamente interrogativo che Hunding le rivolge)
Müd’ am Herd
fand ich den Mann:
Not führt’ ihn ins Haus.
Sfinito al focolare
ho trovato quest’uomo:
miseria l’ha spinto in questa casa.
Hunding
Du labtest ihn? Tu l’hai soccorso?
Sieglinde
Den Gaumen letzt’ ich ihm,
gastlich sorgt’ ich sein!
Gli ho calmato la sete,
l’ho curato da ospite!
Siegmund
(che osserva Hunding con tranquilla decisione)
Dach und Trank
dank’ ich ihr:
willst du deinWeib drum schelten?
Riparo e acqua
a lei devo:
vorrai biasimare tua moglie?
Hunding
Heilig ist mein Herd: –
heilig sei dir mein Haus!
Sacro è il mio focolare: –
sacra sia a te la casa!
(a Sieglinde, mentre depone le armi e le consegna a lei)
Rüst’ uns Männern das Mahl! Prepara il pasto a noi uomini!
(Sieglinde appende le armi al tronco del frassino, trae cibo e bevanda dalla dispensa e allestisce sulla tavola la cena)
Hunding
(scruta fisso e stupito i tratti di Siegmund, che mette a confronto con quelli della sua sposa; tra sé)
Wie gleicht er dem Weibe!
Der gleißende Wurm
glänzt auch ihm aus dem Auge.
Come assomiglia alla donna!
Il bagliore del serpe
brilla dagli occhi anche a lui.
(Nasconde la sua sorpresa e si rivolge disinvolto a Siegmund)
Weit her, traun,
kamst du des Wegs;
ein Roß nicht ritt,
der Rast hier fand:
welch’ schlimme Pfade
schufen dir Pein?
Fin qui da lontano, davvero,
hai fatto la strada;
non ha montato un cavallo
colui che qui sosta:
quali tristi sentieri
ti davano pena?
Siegmund
Durch Wald und Wiese,
Heide und Hain,
jagte mich Sturm
und starke Not:
nicht kenn’ ich den Weg, den ich kam.
Wohin ich irrte,
weiß ich noch minder:
Kunde gewänn’ ich des gern.
Per bosco e prato,
macchia e brughiera,
mi cacciavano l’uragano
e l’estrema miseria:
ignoro il cammino che ho fatto.
Dove son giunto,
so ancora meno:
notizia averne io vorrei.
Hunding
(a tavola e offrendo un posto a Siegmund)
Des Dach dich deckt,
des Haus dich hegt,
Hunding heißt der Wirt;
wendest von hier du
nach West den Schritt,
in Höfen reich
hausen dort Sippen,
die Hundings Ehre behüten.
Gönnt mir Ehre mein Gast,
wird sein Name nun mir gennant.
L’oste il cui tetto
te copre e la casa difende,
Hunding ha nome;
se da qui volgi
i tuoi passi a occidente,
in borghi laggiù
ricche dimorano stirpi,
che vegliano sull’onore di Hunding.
E se l’ospite a me fa l’onore,
il suo nome io ora saprò.
(Siegmund, che si è seduto a tavola, fissa pensieroso lo sguardo davanti a sé. Sieglinde si è seduta accanto a Hunding, di fronte a Siegmund, e tiene immobili gli occhi su di lui con straordinaria partecipazione e ansia)
Hunding
(che li osserva entrambi)
Trägst du Sorge,
mir zu vertrau’n,
der Frau hier gib doch Kunde:
sieh, wie gierig sie dich frägt!
Se hai sospetto
di dare a me fiducia,
narra i fatti a questa donna:
guarda con che avidità ella chiede!
Sieglinde
(con semplicità e simpatia)
Gast, wer du bist,
wüßt’ ich gern.
Ospite, chi tu sia,
io saprei con piacere.
Siegmund
(alza a lei lo sguardo, la fissa negli occhi e comincia serio)
Friedmund darf ich nicht heißen;
Frohwalt möcht’ ich wohl sein:
doch Wehwalt muß ich mich nennen.
Wolfe, der war mein Vater;
zu zwei kam ich zur Welt,
eine Zwillingsschwester und ich.
Früh schwanden mir
Mutter und Maid;
die mich gebar
und die mit mir sie barg,
kaum hab’ ich je sie gekannt. –
Wehrlich und stark war Wolfe;
der Feinde wuchsen ihm viel.
Zum Jagen zog
mit dem Jungen der Alte,
von Hetze und Harst
einst kehrten wir heim:
da lag das Wolfsnest leer.
Zu Schutt gebrannt
der prangende Saal,
zum Stumpf der Eiche
blühender Stamm;
erschlagen der Mutter
mutiger Leib,
verschwunden in Gluten
der Schwester Spur:
uns schuf die herbe Not
der Neidinge harte Schar.
Geächtet floh
derAlte mit mir;
lange Jahre
lebte der Junge
mit Wolfe im wilden Wald:
manche Jagd
ward auf sie gemacht;
doch mutig wehrte
das Wolfspaar sich.
Friedmund non posso dirmi;
Frohwalt vorrei certo essere:
ma Wehwalt devo chiamarmi.
Wolfe, lui era mio padre;
in due sono venuto al mondo,
una mia gemella ed io.
Presto mi sono scomparse
la bambina e la madre;
chi mi ha partorito
e chi con me lei tenne in sé,
a stento le ho mai conosciute. –
Guerriero e forte era Wolfe;
nemici gli crescevano in molti.
In caccia partiva
con il giovane il vecchio,
da battute e da scontri
un giorno tornammo a casa:
ma lì la tana era vuota.
Bruciata e distrutta
la sala grandiosa,
ridotto a un ciocco
il ceppo fiorente;
trafitto il gagliardo
corpo della madre,
perso nelle braci
ogni segno della sorella:
questa cruda miseria a noi fece
la schiatta crudele dei Neidinge.
Sbandato fuggiva
il vecchio con me;
lunghi anni
visse il ragazzo
con Wolfe in selve solitarie:
e molti agguati
gli furono fatti;
ma con valore si difese
la coppia dei lupi.
(rivolto a Hunding)
Ein Wölfing kündet dir das,
den als Wölfing mancher wohl kennt.
Questo un Wölfing ti narra,
il giovane lupo a molti ben noto.
Hunding
Wunder und wilde Märe
kündest du, kühner Gast,
Wehwalt – der Wölfing!
Mich dünkt, von dem wehrlichen Paar
vernahm ich dunkle Sage,
kannt’ ich auch Wolfe
und Wölfing nicht.
Favolose e fosche avventure
ci narri, ospite intrepido,
tu Wehwalt – il giovane lupo!
Della coppia feroce, mi pare,
storia oscura conobbi,
anche se mai non vidi
Wolfe e il giovane lupo.
Sieglinde
Doch weiter künde, Fremder:
wo weilt dein Vater jetzt?
Narra ancora, straniero:
dov’è ora tuo padre?
Siegmund
Ein starkes Jagen auf uns
stellten die Neidinge an:
der Jäger viele
fielen den Wölfen,
in Flucht durch den Wald
trieb sie das Wild:
wie Spreu zerstob uns der Feind.
Doch ward ich vom Vater versprengt,
seine Spur verlor ich,
je länger ich forschte;
eines Wolfes Fell
nur traf ich im Forst:
leer lag das vor mir,
den Vater fand ich nicht.
Aus dem Wald trieb es mich fort;
mich drängt’ es zu Männern und Frauen.
Wie viel ich traf,
wo ich sie fand,
ob ich um Freund’,
um Frauen warb,
immer doch war ich geächtet:
Unheil lag auf mir.
Was rechtes je ich riet,
andern dünkte es arg,
was schlimm immer mir schien,
andre gaben ihm Gunst.
In Fehde fiel ich,
wo ich mich fand;
Zorn traf mich,
wohin ich zog;
gehrt’ ich nach Wonne,
weckt’ ich nur Weh:
drum mußt’ ich mich Wehwalt nennen,
des Wehes waltet’ ich nur.
Furibonda caccia su noi
allestirono i Neidinge:
ma molti dei cacciatori
caddero ai colpi dei lupi,
in fuga via per le selve
le due prede li spinsero:
e noi sperdemmo come sabbia il nemico.
Ma da mio padre fui separato,
la sua traccia ho smarrito
quanto più l’ho cercata;
solo la pelle di un lupo
ho visto nella foresta:
vuota l’avevo di fronte,
il padre non l’ho trovato.
Una forza mi cacciò dal bosco;
fui spinto accanto a uomini e donne.
Quanti ne ho incontrato,
dovunque li ho trovati,
se amici chiedevo,
se donne,
io fui sempre respinto:
sventura pesava su me.
Ciò che giusto stimavo,
agli altri sembrava malvagio,
a quel che sempre mi appariva indegno,
davano gli altri favore.
In contese caddi,
ove che fossi;
mi colpì l’ira,
ovunque giunsi;
se ho chiesto amore,
solo odio ho destato:
devo chiamarmi Wehwalt,
perché solo sul dolore ho potere.
(volge gli occhi verso Sieglinde e ne scorge lo sguardo di compassione)
Hunding
Die so leidig Los dir beschied,
nicht liebte dich die Norn’:
froh nicht grüßt dich der Mann,
dem fremd als Gast du nahst.
Certo non ti amava la Norna
che così trista sorte ti ha assegnato:
né lieto ti saluta l’uomo
cui forestiero tu chiedi accoglienza.
Sieglinde
Feige nur fürchten den,
der waffenlos einsam fährt! –
Künde noch,Gast,
wie du im Kampf
zuletzt die Waffe verlorst!
Solo i vigliacchi temono
chi passa solo e senza armi! –
Ospite, narra ancora
come nello scontro
hai perduto all’ultimo l’arma!
Siegmund
(con vivacità crescente)
Ein trauriges Kind
rief mich zum Trutz:
vermählen wollte
der Magen Sippe
dem Mann ohne Minne die Maid.
Wider den Zwang
zog ich zum Schutz;
der Dränger Troß
traf ich im Kampf:
dem Sieger sank der Feind.
Erschlagen lagen die Brüder;
die Leichen umschlang da die Maid,
den Grimm verjagt’ ihr der Gram.
Mit wilder Tränen Flut
betroff sie weinend die Wal:
um des Mordes der eignen Brüder
klagte die unsel’ge Braut [Maid]. –
Der Erschlagnen Sippen
stürmten daher;
übermächtig
ächzten nach Rache sie:
rings um die Stätte
ragten mir Feinde.
Doch von der Wal
wich nicht die Maid;
mit Schild und Speer
schirmt’ ich sie lang’,
bis Speer und Schild
im Harst mir zerhaun.
Wund und waffenlos stand ich –
sterben sah ich die Maid:
mich hetzte das wütende Heer –
auf den Leichen lag sie tot. –
Una triste creatura
mi invocò per soccorso:
la stirpe dei parenti
congiungere voleva
la donna all’uomo senza amore.
Contro il sopruso
scesi suo difensore;
la violenta masnada
affrontai nello scontro:
al vittorioso cedette il nemico.
Uccisi giacevano i fratelli;
la donna allora strinse a sé i corpi,
il dolore respinse in lei il rancore.
Con un’onda di pianto disperato
inondò di lagrime il campo:
per la morte dei propri fratelli
levò lamento l’infelice sposa. –
I congiunti degli uccisi
irruppero in furia;
troppo superiori
ringhiavano vendetta:
tutt’attorno in quel luogo
mi sorsero nemici.
Però dal campo
non fuggì la donna;
con scudo e con spada
a lungo la protessi,
fino a che scudo e spada
nella mischia caddero in pezzi.
Ero lì ferito e inerme –
vidi morire la donna:
me attaccò la furibonda schiera –
lei restò morta sui corpi. –
(a Sieglinde con uno sguardo pieno di doloroso fuoco)
Nun weißt du, fragende Frau,
warum ich Friedmund – nicht heiße!
Ora tu sai, donna che a me domandi,
perché Friedmund – non è il mio nome!
(Si alza e si avvia verso il focolare. Sieglinde pallida e molto commossa fissa lo sguardo a terra)
Hunding
(molto cupo)
Ich weiß ein wildes Geschlecht,
nicht heilig ist ihm,
was andern hehr:
verhasst ist es allen und mir.
Zur Rache ward ich gerufen,
Sühne zu nehmen
für Sippenblut:
zu spät kam ich,
und kehre nun heim,
des flucht’gen Frevlers Spur
im eignen Haus zu erspähn. –
Mein Haus hütet,
Wölfing, dich heut’;
für die Nacht nahm ich dich auf:
mit starker Waffe
doch wehre dich morgen;
zum Kampfe kies’ ich den Tag:
für Tote zahlst du mir Zoll.
So di una razza selvaggia,
cui non è sacro
ciò che onorano gli altri:
a tutti essa è odiosa ed a me.
Alla vendetta io fui chiamato,
per ottenere riscatto
del sangue comune:
tardi arrivai,
e torno ora a casa
per scoprire qui nel mio tetto
l’orma dell’infame fuggiasco. –
Dà riparo il mio tetto
oggi, Wölfing, a te;
per la notte ti ho accolto:
ma con arma robusta
difenditi domani;
per lo scontro fisso io il giorno:
di quei morti mi paghi il tributo.
(a Sieglinde, che si è posta tra i due uomini con gesti di spavento)
Fort aus dem Saal!
Säume hier nicht!
Den Nachttrunk rüste mir drin,
und harre mein’ zur Ruh’.
Tu via da questa stanza!
Non restar qui!
Prepara l’infuso della notte,
e aspettami per il riposo.
(Pensierosa Sieglinde prende dalla tavola un corno per bere, si avvicina a una madia da cui trae erbe e si avvia verso la stanza laterale: sull’ultimo gradino giunta presso alla porta, si gira ancora una volta e dirige a Siegmund – il quale sta fermo presso il focolare con rabbia trattenuta e tiene d’occhio soltanto lei – un lungo sguardo appassionato, con il quale ella alla fine indica con intensa esortazione un punto sul tronco del frassino. Hunding, a cui non sfugge l’esitazione di lei, la scaccia via con un cenno di comando, al che Sieglinde con il corno e con la lanterna scompare oltre la porta)
Hunding
(prende dall’albero le sue armi)
Mit Waffen wahrt sich der Mann. –
Dich Wölfing treffe ich morgen:
mein Wort hörtest du –
hüte dich wohl!
Con le armi l’uomo si protegge. –
Te Wölfing incontro domani:
hai udito la mia parola –
sta’ bene in guardia!
Scena terza
(Siegmund solo. È ormai piena notte; ora la sala è illuminata soltanto da una debole fiamma nel focolare. Siegmund si abbandona sul giaciglio vicino al fuoco e per un certo tempo medita silenzioso tra sé in grande agitazione interiore)
Siegmund
Ein Schwert verhieß mir der Vater,
ich fänd’ es in höchster Not. –
Waffenlos fiel ich
in Feindes Haus;
seiner Rache Pfand,
raste ich hier: –
ein Weib sah ich,
wonnig und hehr;
entzückend Bangen
zehrt mein Herz: –
zu der mich nun Sehnsucht zieht,
die mit süßem Zauber mich sehrt –
im Zwange hält sie der Mann,
der mich – Wehrlosen höhnt! –
Wälse! Wälse!
Wo ist dein Schwert?
Das starke Schwert,
das im Sturm ich schwänge,
bricht mir hervor aus der Brust,
was wütend das Herz noch hegt?
Una spada mi promise il padre,
in rischio estremo l’avrei trovata. –
Inerme sono caduto
in mano di un nemico;
e pegno di vendetta
io qui riposo: –
una donna mi apparve,
soave e generosa;
timore estatico
mi tormenta il cuore: –
ora un anelito mi trae
a lei che col suo incanto mi soggioga –
lei in potere dell’uomo
che me ora – disarmato schernisce! –
Wälse! Wälse!
Dov’è la spada?
La forte spada,
ch’io brandisca furente,
se dal mio petto erompe
l’ira che il cuore ancora chiude?
(Il fuoco si disfa; dalla vampata che ne sfavilla cade una vivida luce sul tronco del frassino, nel punto che lo sguardo di Sieglinde aveva indicato, lì dove ora con chiarezza si vede infitta l’elsa di una spada)
Was gleißt dort hell
im Glimmerschein?
Welch ein Strahl bricht
aus der Esche Stamm? –
Des Blinden Auge
leuchtet ein Blitz:
lustig lacht da der Blick. –
Wie der Schein so hehr
das Herz mir sengt!
Ist es der Blick
der blühenden Frau,
den dort haftend
sie hinter sich ließ,
als aus dem Saal sie schied?
Che brilla là chiaro
entro il bagliore?
Che raggio erompe
dal tronco del frassino? –
Un lampo illumina
l’occhio del cieco:
là si rallegra lo sguardo. –
Come arde il mio cuore
nel sublime bagliore!
È forse lo sguardo
della donna radiosa,
che ella fermo nel tronco
ha lasciato dietro di sé,
quando si è allontanata?
(Da qui in poi la fiamma del focolare va spegnendosi)
Nächtiges Dunkel
deckte mein Aug’;
ihres Blickes Strahl
streifte mich da:
Wärme gewann ich und Tag.
Selig schien mir
der Sonne Licht,
den Scheitel umgliß mir
ihr wonniger Glanz –
bis hinter Bergen sie sank.
Notturna tenebra
mi copriva gli occhi;
quando lo sguardo di lei
mi accarezzò raggiante,
calore n’ebbi e luce.
Beata mi apparve
la luce di un sole,
mi avvolse il capo
il suo soave splendore –
finché dietro i monti è discesa.
(Ricompare debole una fiamma)
Noch einmal, da sie schied,
traf mich abends ihr Schein:
selbst der alten Esche Stamm
erglänzte in goldner Glut:
da bleicht die Blüte –
das Licht verlischt –
nächtiges Dunkel
deckt mir das Auge:
tief in des Busens Berge
glimmt nur noch lichtlose Glut!
Ma anche ora, da che si allontanò,
nella sera mi arriva il suo chiarore:
il tronco stesso del vecchio frassino
rifulse in vampa d’oro:
ma impallidisce il fiore –
muore la luce –
notturna tenebra
mi copre gli occhi:
accolta nell’asilo del cuore
mi splende solo una vampa senza luce!
(Il fuoco si è spento del tutto: notte fonda. – La porta della stanza laterale si apre senza rumore: ne esce Sieglinde in abito bianco e procede in silenzio, ma in fretta, verso il focolare)
Sieglinde
Schläfst du, Gast? Ospite, dormi?
Siegmund
(balza in piedi lietamente sorpreso)
Wer schleicht daher? Chi si accosta in segreto?
Sieglinde
(con misteriosa urgenza)
Ich bin’s: höre mich an!
In tiefem Schlaf liegt Hunding;
ich würzt’ ihm betäubenden Trank:
nütze die Nacht dir zum Heil!
Sono io: e tu ascolta!
Giace Hunding in sonno profondo;
gli ho servito un succo che stordisce:
sfrutta la notte per salvarti!
Siegmund
(interrompendola con ardore)
Heil macht mich dein Nah’n! La tua vicinanza è mia salvezza!
Sieglinde
Eine Waffe laß mich dir weisen –
o wenn du sie gewännst!
Den hehrsten Helden
dürft’ ich dich heißen:
dem Stärksten allein
ward sie bestimmt.
O merke wohl, was ich dir melde! –
Der Männer Sippe
saß hier im Saal,
von Hunding zur Hochzeit geladen:
er freite ein Weib,
das ungefragt
Schächer ihm schenkten zur Frau.
Traurig saß ich,
während sie tranken:
ein Fremder trat da herein –
ein Greis in grauem Gewand;
tief hing ihm der Hut,
der deckt’ ihm der Augen eines;
doch des andren Strahl,
Angst schuf es [er] allen,
traf die Männer
sein mächtiges Dräu’n:
mir allein
weckte das Auge
süß sehnenden Harm,
Tränen und Trost zugleich.
Auf mich blickt’ er
und blitzte auf jene,
als ein Schwert in Händen er schwang:
das stieß er nun
in der Esche Stamm,
bis zum Heft haftet’ es drin: –
dem sollte der Stahl geziemen,
der aus dem Stamm es zög’.
Der Männer alle,
so kühn sie sich mühten,
dieWehr sich keiner gewann;
Gäste kamen
und Gäste gingen,
die stärksten zogen am Stahl –
keinen Zoll entwich er dem Stamm:
dort haftet schweigend das Schwert. –
Da wusst’ ich, wer der war,
der mich Gramvolle gegrüßt;
ich weiß auch,
wem allein
im Stamm das Schwert er bestimmt.
O fänd’ ich ihn heut’
und hier, den Freund;
käm’ er aus Fremden
zur ärmsten Frau:
was je ich gelitten
in grimmigem Leid,
was je mich geschmerzt
in Schande und Schmach, –
süßeste Rache
sühnte dann alles!
Erjagt hätt’ ich,
was je ich verlor,
was je ich beweint,
wär’ mir gewonnen, –
fänd’ ich den heiligen Freund,
umfing’ den Helden mein Arm!
Lascia che un’arma io ti additi –
se tu la conquistassi!
Il più nobile eroe
potrei chiamarti:
solo al più forte
essa è stata destinata.
Ora sta’ attento bene al mio racconto! –
Tutti i parenti maschi
sedevano a convito,
qui invitati da Hunding per le nozze:
egli sposava una donna,
che forzata
gli infami gli donavano in moglie.
Triste sedevo,
mentre essi bevevano:
ed ecco che uno straniero entrò –
un vecchio in grigia veste;
calcato a fondo il cappello
gli copriva uno degli occhi;
ma dell’altro il lampo
dette angoscia a tutti,
spaventò gli uomini
la sua potente sfida:
in me sola
destò quell’occhio
dolce afflizione e attesa,
e pena e pace a un tempo.
Su me volse lo sguardo,
gli altri li fulminò,
quando brandì con le mani una spada:
egli poi la piantò
nel tronco del frassino,
e fino all’elsa lì è restata salda: –
doveva esser l’acciaio di colui
che lo strappasse al tronco.
Degli uomini tutti,
quale che fosse il valoroso sforzo,
nessuno s’è guadagnato l’arma;
vennero ospiti
ospiti partirono,
con l’acciaio tentarono i più forti –
d’un pollice neppure sfuggì al tronco:
là salda sta silente la spada. –
Allora io seppi chi fosse colui
che salutò me afflitta;
e so anche
a chi soltanto
egli destina la spada nel tronco.
Oh, lo trovassi oggi
e qui, l’amico;
se egli anche venisse da lontano
alla più sventurata delle donne:
quello che sempre ho subìto
in atroce dolore,
tutti i tormenti miei
d’ignominia e d’infamia, –
la più dolce vendetta
risanerebbe tutto!
Raggiunto avrei
ogni bene perduto,
ogni cosa rimpianta
sarebbe ora un guadagno, –
se trovassi il consacrato amico,
se il mio braccio stringesse quell’eroe!
Siegmund
(la abbraccia con ardore)
Dich selige Frau
hält nun der Freund,
dem Waffe und Weib bestimmt!
Heiß in der Brust
brennt mir der Eid,
der mich dir Edlen vermählt.
Was je ich ersehnt,
ersah ich in dir;
in dir fand ich,
was je mir gefehlt!
Littest du Schmach,
und schmerzte mich Leid;
war ich geächtet,
und warst du entehrt:
freudige Rache
lacht nun den Frohen!
Auf lach’ ich
in heiliger Lust,
halt’ ich dich Hehre umfangen,
fühl’ ich dein schlagendes Herz!
Donna beata,
ti tiene ora l’amico,
alla sposa e a quell’arma destinato!
Rovente in cuore
m’arde la promessa,
che a te nobile mi lega.
Ciò cui sempre ho anelato,
vedo ora in te;
in te ho trovato
ciò che non ho mai avuto!
Se tu subivi infamia,
e tormentava me pena;
se io fui scacciato,
e tu disonorata;
lieta vendetta
sorride ora ai felici!
E forte io rido
in esultanza sacra,
se te sublime io stringo
e sento il tuo cuore fremente!
Sieglinde
(sussulta atterrita e si stacca da lui)
Ha, wer ging?Wer kam herein? Ah, chi è uscito? Chi è entrato?
(La porta posteriore si è spalancata e resta interamente aperta: all’esterno una stupenda notte di primavera; entra la luce della luna piena e versa il suo fulgore sui due giovani che ora d’un tratto possono osservarsi nel pieno chiarore)
Siegmund
(in un lieve rapimento)
Keiner ging –
doch einer kam:
siehe, der Lenz
lacht in den Saal!
Nessuno è uscito –
ma qualcuno è entrato:
guarda, il sorriso
del maggio è in questa stanza!
(Con dolce violenza Siegmund la trae a sé sul giaciglio)
Winterstürme wichen
dem Wonnemond,
in mildem Lichte
leuchtet del Lenz;
auf linden Lüften
leicht und lieblich,
Wunder webend
er sich wiegt;
durch Wald und Auen
weht sein Atem,
weit geöffnet
lacht sein Aug’.
Aus sel’ger Vöglein Sange
süß er tönt,
holde Düfte
haucht er aus;
seinem warmen Blut entblühen
wonnige Blumen,
Keim und Sproß
entspringt seiner Kraft.
Mit zarter Waffen Zier
bezwingt er die Welt;
Winter und Sturm wichen
der starken Wehr: –
wohl mußte den tapfern Streichen
die strenge Türe auch weichen,
die trotzig und starr
uns – trennte von ihm. –
Zu seiner Schwester
schwang er sich her;
die Liebe lockte den Lenz;
in unsrem Busen
barg sie sich tief:
nun lacht sie selig dem Licht.
Die bräutliche Schwester
befreite der Bruder;
zertrümmert liegt,
was je sie getrennt;
jauchzend grüßt sich
das junge Paar:
vereint sind Liebe und Lenz!
Si è arreso il gelo
al chiaro tepore,
in mite chiarore
maggio risplende;
su soffi soavi
lieve e mite,
creando prodigi
egli si culla;
per prati e selve
soffia il suo fiato,
e spalancato
l’occhio sorride.
Nel canto di uccelli gioiosi
è la dolce sua voce,
amabili aromi
egli espande;
fiori dal caldo suo sangue
sbocciano ardenti,
a gemme e germogli
la sua forza dà vita.
Adorno di armi gentili
egli domina il mondo;
cedono freddo e bufera
al suo fermo potere: –
e ai duri suoi colpi ha ceduto
anche la solida porta,
che tenace e ostinata
noi – separava da lui. –
Verso sua sorella
qui maggio irrompe,
da lei sedotto, dalla passione,
che prima nascosta
nel buio del cuore
oggi beata sorride alla luce.
Ha liberato il fratello
la sposa sorella;
infranto giace
ciò che li aveva divisi;
si riconosce esultante
la giovane coppia:
uniti sono la passione e il maggio!
Sieglinde
Du bist der Lenz,
nach dem ich verlangte
in frostigen Winters Frist;
dich grüßte mein Herz
mit heiligem Grau’n,
als dein Blick zuerst mir erblühte. –
Fremdes nur sah ich von je,
freudlos war mir das Nahe;
als hätt’ ich nie es gekannt,
war, was immer mir kam.
Doch dich kannt’ ich
deutlich und klar:
als meinAuge dich sah,
warst du mein Eigen;
was im Busen ich barg,
was ich bin,
hell wie der Tag
taucht’ es mir auf,
wie tönender Schall
schlug’s an mein Ohr,
als in frostig öder Fremde
zuerst ich den Freund ersah.
Maggio sei tu,
che anelante aspettavo,
costretta nel gelido inverno;
te ha salutato il mio cuore
con brivido santo,
quando su me si è dischiuso il tuo occhio. –
Da sempre vedevo estraneo il mondo,
e ostile ciò che m’era vicino;
quasi a me sconosciuta restava
ogni cosa che sempre incontravo.
Ma te, sì, riconobbi
sicuro e chiaro:
come il mio occhio ti vide,
tu sei stato mio;
quello che nel mio cuore celavo,
quello che io sono,
raggiante come il giorno
in me è risorto,
come eco sonora
ha percosso il mio orecchio,
subito quando nel desolato gelo
ho riconosciuto l’amico.
(Ella si stringe estatica al collo di lui e fissa il suo volto da vicino)
Siegmund
(con trasporto)
O süßeste Wonne!
O seligstes Weib!
O ebbrezza dolcissima!
O beatissima donna!
Sieglinde
(vicinissima ai suoi occhi)
O laß in Nähe
zu dir mich neigen,
daß hell ich schaue
den hehren Schein,
der dir aus Aug’
und Antlitz bricht,
und so süß die Sinne mir zwingt!
O lascia che da presso
io verso te mi chini,
perché chiaro io contempli
il nobile fulgore
che ti si effonde
dallo sguardo e dal volto,
e che dolce lega i miei sensi!
Siegmund
Im Lenzesmond
leuchtest du hell;
hehr umwebt dich
das Wellenhaar;
was mich berückt,
errat’ ich nun leicht –
denn wonnig weidet mein Blick.
Nella luna di maggio
tu chiara splendi;
nobile ti circonda
l’onda dei tuoi capelli;
ciò che mi abbaglia,
facilmente intendo –
perché rapito si incanta il mio sguardo.
Sieglinde
(gli libera la fronte dai riccioli e lo contempla con stupore)
Wie dir die Stirn
so offen steht,
der Adern Geäst
in den Schläfen sich schlingt!
Mir zagt es vor der Wonne,
die mich entzückt! –
Ein Wunder will mich gemahnen: –
den heut’ zuerst ich erschaut,
mein Auge sah dich schon!
Come è larga
la tua fronte,
come si intreccia nelle tempie
la trama delle vene!
In questo incanto io tremo,
e in rapimento! –
Un prodigio vuole ch’io rammenti: –
te che mai prima di oggi ho visto,
il mio sguardo un tempo già vide!
Siegmund
Ein Minnetraum
gemahnt auch mich:
in heißem Sehnen
sah ich dich schon!
Un tenero sogno
rammento anche io:
in un ardente anelito
io già ti vidi!
Sieglinde
Im Bach erblickt’ ich
mein eigen Bild –
und jetzt gewahr’ ich es wieder:
wie einst dem Teich es enttaucht,
bietest mein Bild mir nun du!
Nel ruscello guardavo
l’immagine di me stessa –
ed ora di nuovo la osservo:
come un giorno emergeva dall’acqua,
la mia immagine ora tu mi porgi!
Siegmund
Du bist das Bild,
das ich in mir barg.
Tu sei l’immagine
che io in me nascondevo.
Sieglinde
(voltando rapida lo sguardo)
O still! Laß mich
der Stimme lauschen:
mich dünkt, ihren Klang
hört’ ich als Kind –
doch nein! Ich hörte sie neulich,
als meiner Stimme Schall
mir widerhallte der Wald.
Aspetta! Lascia
che io ascolti la voce:
il suo suono, mi sembra,
udivo da bambina –
ma no! Da poco l’ho udito
quando il bosco mi rimandava
l’eco della mia voce.
Siegmund
O lieblichste Laute,
denen ich lausche!
O suoni dolcissimi
che ora ascolto!
Sieglinde
(torna rapida a fissarlo negli occhi)
Deines Auges Glut
erglänzte mir schon: –
so blickte der Greis
grüßend auf mich,
als der Traurigen Trost er gab.
An dem [kühnen] Blick
erkannt’ ihn sein Kind –
schon wollt’ ich beim Namen ihn nennen!
Il fuoco del tuo occhio
mi illuminò già un tempo: –
questo era lo sguardo del vecchio
quando mi salutò,
e offerse conforto all’afflitta.
Nel suo sguardo [ardito]
lo riconobbe sua figlia –
già volevo chiamarlo per nome!
(si interrompe, poi continua sottovoce)
Wehwalt heißt du fürwahr? Wehwalt davvero ti chiami?
Siegmund
Nicht heiß’ ich so,
seit du mich liebst:
nun walt’ ich der hehrsten Wonnen!
No, non mi chiamo così
da quando tu mi ami:
possiedo ora la più alta gioia!
Sieglinde
Und Friedmund darfst du
froh dich nicht nennen?
E non potresti felice
darti nome Friedmund?
Siegmund
Nenne [Heiße] mich du,
wie du liebst, daß ich heiße:
den Namen nehm’ ich von dir!
Dammi tu il nome,
come vuoi che io mi chiami:
il nome lo prendo da te!
Sieglinde
Doch nanntest du Wolfe den Vater? Ma Wolfe hai chiamato tuo padre?
Siegmund
Ein Wolf war er feigen Füchsen!
Doch dem so stolz
strahlte das Auge,
wie, Herrliche, hehr dir es strahlt,
der war – Wälse genannt.
Per le pavide volpi era un lupo!
Ma lui al quale l’occhio
raggiava fierissimo,
quanto sublime il tuo raggia, o sovrana,
lui – Wälse aveva nome.
Sieglinde
(fuori di sé)
War Wälse dein Vater,
und bist du ein Wälsung,
stieß er für dich
sein Schwert in den Stamm,
so laß mich dich heißen,
wie ich dich liebe:
Siegmund –
so nenn’ ich dich!
Se era Wälse tuo padre,
e tu sei un Wälside,
per te ha piantato
la spada nel tronco,
e lascia dunque che io ti chiami
al modo ch’io t’amo:
Siegmund –
così ti chiamo!
Siegmund
(si slancia verso il tronco e afferra l’elsa della spada)
Siegmund heiß’ ich
und Siegmund bin ich:
bezeug’ es dies Schwert,
das zaglos ich halte!
Wälse verhieß mir,
in höchster Not
fänd’ ich es einst:
ich faß’ es nun!
Heiligster Minne
höchste Not,
sehnender Liebe
sehrende Not,
brennt mir hell in der Brust,
drängt zu Tat und Tod:
Notung! Notung!
So nenn’ ich dich Schwert –
Notung! Notung!
Neidlicher Stahl!
Zeig’ deiner Schärfe
schneidenden Zahn:
heraus aus der Scheide zu mir!
Siegmund ho nome
e Siegmund io sono:
lo provi la spada
che impavido stringo!
A me Wälse promise
che nel bisogno estremo
l’avrei trovata un giorno:
e ora io l’afferro!
Di un sacro affetto
bisogno estremo,
di ardente amore
aspro bisogno,
in me brilla e brucia nel petto,
costringe ad agire e a morire:
Notung! Notung!
Così, spada, io ti chiamo –
Notung! Notung!
Nemico acciaio!
Del tuo rigido taglio
mostra l’artiglio:
via dalla guaina, a me!
(Con sforzo potente estrae la spada dal tronco e la mostra a Sieglinde presa dallo stupore e dalla commozione)
Siegmund, den Wälsung,
siehst du, Weib!
Als Brautgabe
bringt er dies Schwert:
so freit er sich
die seligste Frau;
dem Feindeshaus
entführt er dich so.
Fern von hier
folge mir nun,
fort in des Lenzes
lachendes Haus:
dort schützt dich Notung, das Schwert,
wenn Siegmund dir liebend erlag!
Siegmund, il Wälside,
donna, tu vedi!
In dono di nozze
questa spada egli porta:
così egli si unisce
alla donna felice;
dalla casa nemica
ti rapisce così.
Lontano da qui
tu seguimi ora,
via, nella casa
dove maggio sorride:
lì ti protegge Notung, la spada,
se Siegmund cade per amor tuo!
(l’abbraccia per trascinarla via con sé)
Sieglinde
(al colmo dell’ebbrezza)
Bist du Siegmund,
den ich hier sehe –
Sieglinde bin ich,
die dich ersehnt:
die eigne Schwester
gewannst du zu eins mit dem Schwert!
Se tu sei Siegmund,
chi io qui vedo –
Sieglinde io sono
che a te anelava:
la tua vera sorella
hai conquistato con la tua spada!
Siegmund
Braut und Schwester
bist du dem Bruder –
so blühe denn Wälsungen–Blut!
Sposa e sorella
sei tu al fratello –
fiorisca così il sangue dei Wälsidi!
(La attira a sé con infuocata passione; con un grido ella si abbandona sul suo petto)
(Il sipario scende rapidamente)
ATTO SECONDO
Una catena di monti rocciosi e selvaggi
(Sullo sfondo dal basso sale un crepaccio che termina in un elevato giogo rupestre; da qui il terreno scende di nuovo in giù verso il davanti della scena)
Scena prima
(Wotan in tenuta di guerra, con la lancia; davanti a lui sta Brünnhilde la Walkiria, anche lei in pieno assetto d’armi)
Wotan
Nun zäume dein Roß,
reisige Maid!
Bald entbrennt
brünstiger Streit:
Brünnhilde stürme zum Kampf,
dem Wälsung kiese sie Sieg!
Hunding wähle sich,
wem er gehört;
nach Walhall taugt er mir nicht.
Drum rüstig und rasch
reite zur Wal!
Frena il cavallo,
figlia guerriera!
Presto si accende
ardente scontro:
voli Brünnhilde alla lotta,
e per il Wälside scelga vittoria!
Hunding si volga
a chi lui appartiene;
a me per il Walhall non serve.
Robusta e rapida
cavalca al campo!
Brünnhilde
(esultante sale da destra alla vetta balzando di roccia in roccia)
Hojotoho! Hojotoho!
Heiaha! Heiaha!
Hojotoho! Heiaha!
Hojotoho! Hojotoho!
Heiaha! Heiaha!
Hojotoho! Heiaha!
(si arresta su un alto picco roccioso, guarda giù nel dirupo dello sfondo e grida volgendosi a Wotan)
Dir rat’ ich,Vater,
rüste dich selbst;
harten Sturm
sollst du bestehn.
Fricka naht, deine Frau,
im Wagen mit dem Widdergespann.
Hei! Wie die goldne
Geißel sie schwingt!
Die armen Tiere
ächzen vor Angst;
wild rasseln die Räder:
zornig fährt sie zum Zank!
In solchem Strauße
streit’ ich nicht gern,
lieb’ ich auch mutiger
Männer Schlacht:
drum sieh’, wie den Sturm du bestehst;
ich Lustige laß’ dich im Stich!
Hojotoho! Hojotoho!
Heiaha! Heiaha!
Heiahaha!
Io ti consiglio, padre,
sii preparato;
devi affrontare
una dura bufera.
Si avvicina Fricka, tua moglie,
sul suo carro di arieti.
Ehi! Come scuote
la sferza dorata!
Le povere bestie
gemono in pena;
stridono aspre le ruote:
irata lei arriva all’alterco!
In tali lotte
mai mi cimento,
più ardita io amo
gli scontri di uomini:
perciò vedi tu di sostener la tempesta;
io, allegra, ti lascio nei guai!
Hojotoho! Hojotoho!
Heiaha! Heiaha!
Heiahaha!
(Brünnhilde è sparita di lato dietro la cima del monte, mentre su dal dirupo, su un carro tirato da due arieti, Fricka arriva in cima al giogo: lì smonta in fretta e si dirige poi con ira verso Wotan sul davanti della scena)
Wotan
(mentre la vede giungere)
Der alte Sturm,
die alte Müh’!
Doch stand muß ich hier [ihr] halten!
L’antica furia,
l’antica pena!
Ma qui [a lei] devo resistere!
Fricka
(quanto più si avvicina tanto più frena il passo e si ferma con dignità davanti a Wotan)
Wo in Bergen du dich birgst,
der Gattin Blick zu entgehn,
einsam hier
such’ ich dich auf,
daß Hilfe du mir verhießest.
Qui dove tra montagne ti celi,
per evitare l’occhio della sposa,
da sola vengo
a scoprirti,
che mi prometta aiuto.
Wotan
Was Fricka kümmert,
künde sie frei.
Fricka ciò che la affligge
dica liberamente.
Fricka
Ich vernahm Hundings Not,
um Rache rief er mich an:
der Ehe Hüterin
hörte ihn,
verhieß, streng
zu strafen die Tat
des frech frevelnden Paars,
das kühn den Gatten gekränkt. –
[Von dir nun heisch’ ich
harte Buße
an Sieglinde und Siegmund.]
Conobbi l’angustia di Hunding,
egli implorava vendetta:
io la custode
delle nozze ascoltai,
e promisi di punire
con rigore il reato
della coppia sfrontata,
che ardita ha offeso lo sposo. –
[Da te ora reclamo
penitenza dura
di Sieglinde e Siegmund.]
Wotan
Was so Schlimmes
schuf das Paar,
das liebend einte der Lenz?
Der Minne Zauber
entzückte sie:
wer büsst mir der Minne Macht?
Che slealtà mai
ha commesso la coppia,
che maggio e passione hanno unito?
Li ammaliò
la magia dell’amore:
del suo potere chi deve pentirsi?
Fricka
Wie töricht und taub du dich stellst,
als wüßtest fürwahr du nicht,
daß um der Ehe
heiligen Eid,
den hart gekränkten, ich klage!
Ah, stolto e sordo ti fingi,
come se tu ignorassi
che per il sacro
patto di nozze,
mortalmente ferito, io accuso!
Wotan
Unheilig
acht’ ich den Eid,
der Unliebende eint;
und mir wahrlich
mute nicht zu,
daß mit Zwang ich halte,
was dir nicht haftet:
denn wo kühn Kräfte sich regen,
da rat’ ich offen zum Krieg.
Empio
giudico il patto,
che lega chi non si ama;
e davvero da me
tu non pretendere
che io sia obbligato per forza
a ciò che te non riguarda:
ché dove ardite forze si destano,
tocca a me esortare alla lotta.
Fricka
Achtest du rühmlich
der Ehe Bruch,
so prahle nun weiter
und preis’ es heilig,
daß Blutschande entblüht
dem Bund eines Zwillingspaars!
Mir schaudert das Herz,
es schwindelt mein Hirn:
bräutlich umfing
die Schwester der Bruder!
Wann – ward es erlebt,
daß leiblich Geschwister sich liebten?
Se giudichi gloriosa
l’offesa alle nozze,
continua a vantarti
e celebra come atto castissimo
che fiorisca un incesto
dal legame d’una coppia gemella!
Ribrezzo ne ho in cuore,
la mia mente delira:
come sposa ha abbracciato
il fratello la sorella!
Quando – si è visto mai
che nella carne si amassero i fratelli?
Wotan
Heut’ – hast du’s erlebt:
erfahre so,
was von selbst sich fügt,
sei zuvor auch noch nie es geschehn.
Daß jene sich lieben,
leuchtet dir hell;
drum höre redlichen Rat!
Soll süße Lust
deinen Segen dir lohnen,
so segne, lachend der Liebe,
Siegmunds und Sieglindes Bund!
Oggi – l’hai visto:
e così impara
quel che spontaneo accade,
anche se mai sia prima avvenuto.
Che i due si amino,
a te è ben chiaro;
ascolta quindi retto consiglio!
Se dolce gioia deve
ripagare una tua benedizione,
benedici, sorridendo all’amore,
l’abbraccio di Sieglinde e Siegmund!
Fricka
(prorompendo al massimo dello sdegno)
So ist es denn aus
mit den ewigen Göttern,
seit du die wilden
Wälsungen zeugtest?
Heraus sagt’ich’s –
traf ich den Sinn?
Nichts gilt dir der Hehren
heilige Sippe;
hin wirfst du alles,
was einst du geachtet;
zerreißest die Bande,
die selbst du gebunden;
lösest lachend
des Himmels Haft –
daß nach Lust und Laune nur walte
dies frevelnde Zwillingspaar,
deiner Untreue zuchtlose Frucht! –
O, was klag’ ich
um Ehe und Eid,
da zuerst du selbst sie versehrt!
Die treue Gattin
trogest du stets;
wo eine Tiefe,
wo eine Höhe,
dahin lugte
lüstern dein Blick,
wie des Wechsels Lust du gewännest
und höhnend kränktest mein Herz.
Trauernden Sinnes
mußt’ ich’s ertragen,
zogst du zur Schlacht
mit den schlimmen Mädchen,
die wilder Minne
Bund dir gebar;
denn dein Weib noch scheutest du so,
daß der Walküren Schar
und Brünnhilde selbst,
deines Wunsches Braut,
in Gehorsam der Herrin du gabst.
Doch jetzt, da dir neue
Namen gefielen,
als «Wälse» wölfisch
im Walde du schweiftest;
jetzt, da zu niedrigster
Schmach du dich neigtest,
gemeiner Menschen
ein Paar zu erzeugen:
jetzt dem Wurfe der Wölfin
wirfst du zu Füßen dein Weib! –
So führ’ es denn aus,
fülle das Maß:
die Betrog’ne laß auch zertreten!
Tutto è finito dunque
per gli eterni dèi,
da quando hai messo al mondo
i brutali Wälsidi?
L’ho detto chiaro –
ho colto il segno?
Per te nulla vale dei sovrani
la sacra stirpe;
via getti tutto
ciò che un giorno stimavi;
spezzi i legami
che tu stesso hai stretto;
allegro sciogli
i nodi celesti –
sì che trionfi a suo gaudio e genio
questa coppia sfrontata,
frutto indecente della tua infedeltà! –
Oh, perché piango
per nozze e promesse,
se proprio tu le calpesti per primo!
La sposa fedele
sempre hai ingannato;
in ogni valle,
su ogni vetta,
spiava là
spudorato il tuo sguardo,
come potevi goderti il gusto del nuovo,
e insolente ferire il mio cuore.
Col tormento nel petto
sopportarlo dovevo,
se tu scendevi in campo
con le fiere fanciulle,
nate a te dall’amplesso
di un amore feroce;
sì, la tua donna allora tanto riverivi,
che la schiera delle Walkirie
e perfino Brünnhilde,
compagna del tuo desiderio,
mettesti al servizio della sovrana.
Ma ora nuovi nomi
ti hanno incantato,
e come «Wälse» il lupo
nella foresta hai vagato;
ora che ti sei abbassato
alla più infame vergogna
di generare una coppia
di uomini comuni:
ora butta la tua donna in preda
della nidiata della lupa! –
Dunque, finisci l’opera,
colma la misura:
lascia che si calpesti l’ingannata!
Wotan
(tranquillo)
Nichts lerntest du,
wollt’ ich dich lehren,
was nie du erkennen kannst,
eh’ nicht [dir] ertagte die Tat.
Stets Gewohntes
nur magst du verstehn:
doch was noch nie sich traf,
danach trachtet mein Sinn! –
Eines höre!
Not tut ein Held,
der, ledig göttlichen Schutzes,
sich löse vom Göttergesetz:
so nur taugt er
zu wirken die Tat,
die, wie not sie den Göttern,
dem Gott doch zu wirken verwehrt.
Nulla puoi imparare,
se ti volessi insegnare
quel che non riconosci
avanti che l’evento non sia in luce [per te].
Sempre e solo il già noto
tu vuoi comprendere:
ma a ciò che mai si è visto,
là mira la mia mente! –
Ascolta questo!
Un eroe è necessario
che senza un riparo divino
si liberi dalla legge degli dèi:
solo così egli ha forza
di compiere l’azione,
che, pur necessaria agli dèi,
al dio è vietato di compiere.
Fricka
Mit tiefem Sinne
willst du mich täuschen!
Was Hehres sollten
Helden je wirken,
das ihren Göttern wäre verwehrt,
deren Gunst in ihnen nur wirkt?
Con oscuro concetto
tu mi vuoi confondere!
Che mai di grande
compirebbero eroi,
che fosse vietato ai loro dèi,
il cui favore solo agisce in essi?
Wotan
Ihres eignen Mutes17
achtest du nicht?
Del loro spirito
a te nulla importa?
Fricka
Wer hauchte Menschen ihn ein?
Wer hellte den Blöden den Blick?
In deinem Schutz
scheinen sie stark,
durch deinen Stachel
streben sie auf:
du – reizest sie einzig,
die so mir Ew’gen du rühmst.
Mit neuer List
willst du mich belügen,
durch neue Ränke
mir jetzt entrinnen;
doch diesen Wälsung
gewinnst du dir nicht:
in ihm treff’ ich nur dich,
denn durch dich trotzt er allein!
Chi l’ha soffiato negli uomini?
Chi ai vigliacchi ha illuminato l’occhio?
Nel tuo riparo
sembrano saldi,
con il tuo stimolo
tendono in alto:
sei tu – che solo li spingi,
quelli che a me, un’eterna, tanto esalti.
Con nuova frode
tu mi vuoi ingannare,
per nuove astuzie
a me ora sottrarti;
ma con il tuo Wälside
tu non la vinci:
soltanto te in lui colpisco,
perché solo per te egli mi sfida!
Wotan
In wildem Leiden
erwuchs er sich selbst:
mein Schutz schirmte ihn nie.
In aspri dolori,
egli è cresciuto da solo:
non l’ha protetto mai un mio riparo.
Fricka
So schütz’ auch heut’ ihn nicht!
Nimm ihm das Schwert,
das du ihm geschenkt!
Allora non proteggerlo oggi!
A lui togli la spada
che gli hai donato!
Wotan
Das Schwert? La spada?
Fricka
Ja – das Schwert,
das zauberstark
zuckende Schwert,
das du Gott dem Sohne gabst.
Sì – la spada,
la portentosa
spada saettante,
che tu dio hai dato al figlio.
Wotan
(con impeto)
Siegmund gewann es sich Siegmund se l’è conquistata
(con un tremito represso)
selbst in der Not. da sé nel pericolo.
(Da qui in avanti in tutto il suo contegno Wotan esprime un oscuro sdegno, profondo e sempre crescente.)
Fricka
(continuando con calore)
Du schufst ihm die Not,
wie das neidliche Schwert:
willst du mich täuschen,
die Tag und Nacht
auf den Fersen dir folgt?
Für ihn stießest du
das Schwert in den Stamm,
du verhießest ihm
die hehre Wehr:
willst du es leugnen,
daß nur deine List
ihn lockte, wo er es fänd’?
Tu gli hai creato il pericolo,
e con esso la spada indomabile:
tu vuoi confondere me,
quella che giorno e notte
segue ogni tuo passo?
Per lui hai confitto
la spada nel tronco,
tu gli hai promesso
l’arma sublime:
e puoi negare
che fu solo tua astuzia
ad attrarlo dove potesse trovarla?
(Wotan fa un gesto d’ira; Fricka è sempre più sicura, perché vede l’impressione che ha fatto su Wotan)
Mit Unfreien
streitet kein Edler,
den Frevler straft nur der Freie.
Wider deine Kraft
führt’ ich wohl Krieg;
doch Siegmund verfiel mir als Knecht!
Con un abbietto
nessun generoso si batte,
soltanto il libero castiga l’iniquo.
Al tuo potere,
sì, potrei portare battaglia:
ma Siegmund mi è assegnato per servo!
(Irritato Wotan volta il capo, e poi è sommerso dal sentimento della propria impotenza)
Der dir als Herren
hörig und eigen,
gehorchen soll ihm
dein ewig Gemahl?
Soll mich in Schmach
der Niedrigste schmähen,
dem Frechen zum Sporn,
dem Freien zum Spott?
Das kann mein Gatte nicht wollen,
die Göttin entweiht er nicht so!
A un sottoposto e vassallo
della tua signoria
deve obbedire colei
che è in eterno tua sposa?
Deve con onta
beffarmi il più vile,
per sprone ai protervi,
per spasso dei liberi?
No, questo non vuole il mio sposo,
un tal sacrilegio alla dea!
Wotan
(cupo)
Was verlangst du? Tu che pretendi?
Fricka
Laß von dem Wälsung! Abbandona il Wälside!
Wotan
(con voce soffocata)
Er geh’ seines Wegs. Vada per la sua strada.
Fricka
Doch du – schütze ihn nicht,
wenn zur Schlacht ihn der Rächer ruft.
Tu – non proteggerlo,
se il punitore lo sfida.
Wotan
Ich – schütze ihn nicht. Io – non lo proteggo.
Fricka
Sieh mir ins Auge,
sinne nicht Trug!
Die Walküre wend’ auch von ihm!
Guardami in viso,
non meditare un inganno!
Allontana da lui la Walkiria!
Wotan
Die Walküre walte frei. Sia lei padrona di sé.
Fricka
Nicht doch! Deinen Willen
vollbringt sie allein:
verbiete ihr Siegmunds Sieg!
Ah no! Lei agisce
soltanto come tu vuoi:
vieta a lei che Siegmund vinca!
Wotan
(in un violento contrasto interiore)
Ich kann ihn nicht fällen:
er fand mein Schwert!
Io non posso atterrarlo:
ha trovato lui la mia spada!
Fricka
Entzieh’ dem den Zauber,
zerknick’ es dem Knecht!
Schutzlos schau’ [find’] ihn der Feind!
Togli ad essa gli incanti,
infrangila al servo!
E inerme lo veda [trovi] il nemico!
(Fricka ode Brünnhilde che dall’alto lancia il gioioso grido delle Walkirie: poi appare Brünnhilde stessa col suo cavallo sulla rupe)
Dort kommt deine kühne Maid:
jauchzend jagt sie daher.
Là arriva la fiera tua figlia:
giù corre gridando.
Wotan
(tra sé, cupo)
Ich rief sie für Siegmund zu Roß! Io l’ho mandata a cavallo per Siegmund!
Fricka
Deiner ew’gen Gattin
heilige Ehre
beschirme heut’ ihr Schild!
Von Menschen verlacht,
verlustig der Macht,
gingen wir Götter zugrund,
würde heut’ nicht hehr
und herrlich mein Recht
gerächt von der mutigen Maid. –
Der Wälsung fällt meiner Ehre: –
Empfah’18 ich vonWotan den Eid?
Il suo scudo oggi difenda
il sacro onore
della tua sposa eterna!
Derisi dagli uomini,
impotenti noi dèi
cadremmo in rovina,
se oggi la mia autorità
tutelata non fosse dalla forte
fanciulla con degno rispetto. –
Cade in mio onore il Wälside: –
Wotan mi dà giuramento?
Wotan
(terribilmente indignato e in preda a un’intima collera abbandonandosi su un sedile di roccia)
Nimm den Eid! Hai il mio giuramento!
(Brünnhilde, come ha visto Fricka dall’alto, ha subito interrotto il suo canto, e poi è discesa giù lungo il sentiero roccioso tenendo il cavallo per la briglia; ora lo spinge in una grotta, nel momento in cui Fricka, tornando verso il suo carro, le passa accanto)
Fricka
(a Brünnhilde)
Heervater
harret dein:
laß’ ihn dir künden,
wie das Los er gekiest!
Heervater
ti attende:
lui ti dirà
quale sorte ha deciso!
(sale sul carro e si allontana in fretta)
Sdena seconda
(Con volto stupito e preoccupato Brünnhilde giunge alla presenza di Wotan, che, reclinato sul sedile di roccia, il capo appoggiato sulla mano, è immerso in cupi pensieri)
Brünnhilde
Schlimm, fürcht’ ich,
schloß der Streit,
lachte Fricka dem Lose! –
Vater, was soll
dein Kind erfahren?
Trübe scheinst du und traurig!
Male, temo,
si è concluso lo scontro,
se Fricka rise alla sorte! –
Padre, che deve
sapere tua figlia?
Triste appari e turbato!
Wotan
(sentendosi impotente lascia cadere il braccio e getta indietro la testa)
In eigner Fessel fing ich mich:
ich Unfreiester aller!
Mi ritrovo preso nei miei lacci:
io il più servo di tutti!
Brünnhilde
So sah ich dich nie!
Was nagt dir das Herz?
Così non ti ho mai visto!
Che tortura hai nel cuore?
Wotan
(sollevando ora il braccio in un sfogo terribile d’ira)
O heilige Schmach!
O schmählicher Harm!
Götternot!
Götternot!
Endloser Grimm!
Ewiger Gram!
Der Traurigste bin ich von allen!
O disonore sacro!
O sconcio dolore!
Miseria degli dèi!
Miseria degli dèi!
Collera immensa!
Cruccio infinito!
Tra tutti sono io il più afflitto!
Brünnhilde
(atterrita getta lontano scudo, lancia ed elmo e cade ai piedi di Wotan con sollecita intimità)
Vater! Vater!
Sage, was ist dir?
Wie erschreckst du mit Sorge dein Kind?
Vertraue mir:
ich bin dir treu;
sieh, Brünnhilde bittet!
Padre! Padre!
Dimmi, che hai?
Così spaventi con ansie tua figlia?
Fida in me:
ti sono fedele;
guarda, Brünnhilde implora!
(con allarmato affetto ella posa il capo e le mani sulle ginocchia e sul grembo di lui)
Wotan
(la guarda a lungo negli occhi e poi le accarezza i capelli: come tornando in sé da profondi pensieri, alla fine comincia in un sussurro)
Laß’ ich’s verlauten,
lös’ ich dann nicht
meines Willens haltenden Haft?
Se a voce alta lo dico,
allora non perdo
il saldo sostegno della mia volontà?
Brünnhilde
(gli risponde anche lei sussurrando)
Zu Wotans Willen sprichst du,
sagst du mir, was du willst:
wer – bin ich,
wär’ ich dein Wille nicht?
Al volere di Wotan tu parli,
se mi dici ciò che tu vuoi:
chi – sono io,
se il tuo volere non sono?
Wotan
Was keinem inWorten ich künde,
unausgesprochen
bleib’ es denn ewig:
mit mir nur rat’ ich,
red’ ich zu dir. –
Ciò che a nessuno io dico in parole,
inespresso
resti per sempre:
con me soltanto io rifletto,
se parlo con te. –
(con voce ancora più opaca e più trepidante, mentre tiene fisso lo sguardo negli occhi di Brünnhilde)
Als junger Liebe
Lust mir verblich,
verlangte nach Macht mein Mut:
von jäher Wünsche Wüten gejagt,
gewann ich mir die Welt.
Unwissend trugvoll,
Untreue übt’ ich,
band durch Verträge,
was Unheil barg:
listig verlockte mich Loge,
der schweifend nun verschwand. –
Von der Liebe doch
mocht’ ich nicht lassen,
in der Macht verlangt’ ich nach Minne.
Den Nacht gebar,
der bange Nibelung,
Alberich brach ihren Bund;
er fluchte der Lieb’
und gewann durch den Fluch
des Rheines glänzendes Gold
und mit ihm maßlose Macht.
Den Ring, den er schuf,
entriß ich ihm listig:
doch nicht dem Rhein
gab ich ihn zurück;
mit ihm bezahlt’ ich
Walhalls Zinnen,
der Burg, die Riesen mir bauten,
aus der ich der Welt nun gebot. –
Die alles weiß,
was einstens war,
Erda, die weihlich
weiseste Wala,
riet mir ab von dem Ring,
warnte vor ewigem Ende.
Von dem Ende wollt’ ich
mehr noch wissen;
doch schweigend entschwandmir das Weib.
Da verlor ich den leichten Mut;
zu wissen begehrt’ es den Gott:
in den Schoß der Welt
schwang ich mich hinab,
mit Liebes–Zauber
zwang ich die Wala,
stört’ ihres Wissens Stolz,
daß sie Rede nun mir stand.
Kunde empfing ich von ihr;
von mir doch barg sie ein Pfand:
der Welt weisestes Weib
gebar mir, Brünnhilde, dich.
Mit acht Schwestern
zog ich dich auf:
durch euch Walküren
wollt’ ich wenden,
was mir die Wala
zu fürchten schuf –
ein schmähliches Ende der Ew’gen.
Daß stark zum Streit
uns fände der Feind,
hieß ich euch Helden mir schaffen:
die herrisch wir sonst
in Gesetzen hielten,
die Männer, denen
den Mut wir gewehrt,
die durch trüber Verträge
trügende Bande
zu blindem Gehorsam
wir uns gebunden –
die solltet zu Sturm
und Streit ihr nun stacheln,
ihre Kraft reizen
zu rauhem Krieg,
daß kühner Kämpfer Scharen
ich sammle in Walhalls Saal.
Quando in me languì
diletto di giovane amore,
l’animo mio desiderò potenza:
incitato dalla furia di brame sfrenate,
mi conquistai il mondo.
Mentitore ignaro,
un inganno ho commesso,
vincolando per contratto
un bene colmo di male:
astuto Loge mi aveva sedotto,
il vagabondo che ora è sparito. –
Non mi piacque però
ricusare l’amore,
e con la potenza volli la passione.
Ma il nato dalla notte,
l’inquieto Nibelungo,
Alberich ne ha spezzato i nodi;
l’amore ha maledetto,
così conquistandosi
il fulgido oro del Reno,
e con l’oro smisurata potenza.
L’anello che ha creato,
astuto gli ho sottratto:
ma non al Reno
l’ho restituito;
con l’oro ho pagato
le mura del Walhall,
fortezza eretta per me dai giganti,
da cui ho dominato il mondo. –
Colei che tutto conosce
quanto esistette un giorno,
Erda, la Wala
di veneranda sapienza,
mi sconsigliò quell’anello,
mi mise in guardia dalla fine eterna.
Di questa fine volli
sapere di più;
ma muta la donna mi sparì dalla vista.
Io la serenità dell’animo ho perduto;
il dio ebbe bisogno di sapere:
nel grembo del mondo
giù mi immersi,
col sortilegio d’amore
sforzai la Wala,
ne turbai la superba sapienza,
sì che ella mi rese ragione.
Da lei ottenni notizie;
da me però accolse ella un pegno:
la donna più saggia del mondo,
o Brünnhilde, mi ha generato te.
Con le otto sorelle
io ti ho allevata:
con voi Walkirie
volli stornare
quel che la Wala
mi fece temere –
una turpe fine degli eterni.
A che forti allo scontro
ci trovasse il nemico,
vi imposi di crearmi eroi:
quelli che da sovrani un giorno
forzammo alle leggi,
gli uomini, la cui audacia
avevamo represso,
loro che con gli inganni
di oscuri patti,
a cieca obbedienza
avevamo costretto –
loro voi dovevate spronare
all’assalto e allo scontro,
la forza incitarne
a crudo conflitto,
sì che guerrieri gagliardi
io adunassi a schiere nel Walhall.
Brünnhilde
Deinen Saal füllten wir weidlich;
viele schon führt’ ich dir zu.
Was macht dir nun Sorge,
da nie wir gesäumt?
La tua sala presto riempimmo;
e molti io già te ne ho condotti.
Che ti dà ora affanno,
se noi mai abbiamo esitato?
Wotan
Ein andres ist’s:
achte es wohl,
wess’ mich dieWala gewarnt! –
Durch Alberichs Heer
droht uns das Ende:
mit neidischem Grimm
grollt mir der Niblung;
doch scheu’ ich nun nicht
seine nächtigen Scharen –
meine Helden schüfen mir Sieg.
Nur wenn je den Ring
zurück er gewänne –
dann wäre Walhall verloren:
der der Liebe fluchte,
er allein
nützte neidisch
des Ringes Runen
zu aller Edlen
endloser Schmach;
der Helden Mut
entwendet’ er mir;
die kühnen selber
zwäng’ er zum Kampf;
mit ihrer Kraft
bekriegte er mich.
Sorgend sann ich nun selbst,
den Ring dem Feind zu entreißen:
der Riesen einer,
denen ich einst
mit verfluchtem Gold
den Fleiß vergalt,
Fafner hütet den Hort,
um den er den Bruder gefällt.
Ihm müsst’ ich den Reif entringen,
den selbst als Zoll ich ihm zahlte:
doch mit dem ich vertrug,
ihn darf ich nicht treffen;
machtlos vor ihm
erläge mein Mut.
Si tratta d’altro:
ascolta bene
che mi predice la Wala! –
Dalle orde di Alberich
su noi incombe la fine:
con livida rabbia
il Nibelungo mi avversa;
ma ormai io non temo
le notturne sue schiere –
vittoriosi sarebbero i miei eroi.
Solo se mai l’anello
egli si riprendesse, –
sarebbe perduto il Walhall:
chi maledisse l’amore,
lui solo
userebbe con rabbia
le rune dell’anello,
a immensa vergogna
di tutti gli dèi;
il coraggio degli eroi
egli a me rapirebbe,
quei prodi stessi
obbligando a battaglia;
e con la loro forza
mi farebbe guerra.
Inquieto dunque meditai io stesso
di strappare l’anello al nemico:
uno dei giganti,
ai quali un giorno
con l’oro maledetto
io ripagai lo zelo,
Fafner sorveglia il tesoro,
per cui ha ammazzato il fratello.
A lui dovrei strappare l’anello,
il compenso che io stesso gli ho pagato:
ma colui col quale ho stretto il patto,
non posso incontrare;
davanti a lui cadrebbe
inerte il mio coraggio.
(con amarezza)
Das sind die Bande,
die mich binden:
der durch Verträge ich Herr,
den Verträgen bin ich nun Knecht.
Nur Einer könnte,
was ich nicht darf:
ein Held, dem helfend
nie ich mich neigte;
der fremd dem Gotte,
frei seiner Gunst,
unbewußt,
ohne Geheiß,
aus eigner Not,
mit der eignen Wehr
schüfe die Tat,
die ich scheuen muß,
die nie mein Rat ihm riet,
wünscht sie auch einzig mein Wunsch. –
Der, entgegen dem Gott,
für mich föchte,
den freundlichen Feind,
wie fände ich ihn?
Wie schüf’ ich den Freien,
den nie ich schirmte,
der im eignen [in eignem] Trotze
der Trauteste mir?
Wie macht’ ich den Andren,
der nicht mehr ich,
und aus sich wirkte,
was ich nur will? –
O göttliche Not!
Grässliche Schmach!
Zum Ekel find’ ich
ewig nur mich
in allem, was ich erwirke!
DasAndre, das ich ersehne,
das Andre erseh’ ich nie;
denn selbst muß der Freie sich schaffen –
Knechte erknet’ ich mir nur!
Da questi lacci
sono legato:
io in forza dei patti sovrano
ai patti ora devo servire.
Uno solo saprebbe
fare ciò che non posso io:
un eroe, al cui soccorso
io non sia mai disceso;
estraneo al dio,
libero dal suo favore,
innocente,
senza altrui ordini,
per suo bisogno,
con le sue armi
compisse l’opera
che me spaventa,
che mai gli suggerirei,
anche se essa sola è il mio desiderio. –
Colui che contro il dio
combattesse per me,
l’avversario amico,
come potrei trovarlo?
Come far sorgere il libero,
che non ho mai difeso,
che nella sua fierezza
fosse a me il più fedele?
Come creare l’Altro,
che non sia più me stesso,
e che da solo adempia
l’unico mio desiderio? –
O divina miseria!
Atroce offesa!
Fino allo schifo scopro
in eterno me stesso
in tutto ciò che faccio!
L’Altro, che attendo ansioso,
l’Altro mai non lo scorgo;
perché il libero da sé stesso si forma –
ed io solo servi mi creo!
Brünnhilde
Doch derWälsung, Siegmund,
wirkt er nicht selbst?
Ma Siegmund, il Wälside,
non agisce da solo?
Wotan
Wild durchschweift’ ich
mit ihm die Wälder;
gegen der Götter Rat
reizte kühn ich ihn auf:
gegen der Götter Rache
schützt ihn nun einzig das Schwert,
das eines Gottes
Gunst ihm beschied. –
Wie wollt’ ich listig
selbst mich belügen?
So leicht ja entfrug mir
Fricka den Trug!
Zu tiefster Scham
durchschaute sie mich:
ihrem Willen muß ich gewähren!
In corse selvagge con lui
percorrevo le selve;
contro l’avviso degli dèi
ne aizzavo l’ardire:
contro la vendetta degli dèi
lo difende ora solo la spada
che il favore
di un dio gli ha fornito. –
Ma come ho potuto mentire
con astuzia a me stesso?
Con domande Fricka ha scoperto
facilmente l’inganno!
Per mia estrema vergogna
mi ha guardato nell’anima:
la sua volontà devo esaudire!
Brünnhilde
So nimmst du von Siegmund den Sieg? E togli a Siegmund la vittoria?
Wotan
(con l’impeto selvaggio di un disperato dolore)
Ich berührte Alberichs Ring –
gierig hielt ich das Gold!
Der Fluch, den ich floh,
nicht flieht er nun mich: –
was ich liebe,muß ich verlassen,
morden, wen je ich minne,
trügend verraten,
wer mir traut!
Fahre denn hin,
herrische Pracht,
göttlichen Prunkes
prahlende Schmach!
Zusammen breche,
was ich gebaut!
Auf geb’ ich mein Werk,
nur eines will ich noch:
das Ende – –
das Ende! –
Ho toccato l’anello di Alberich –
avidamente strinsi quell’oro!
La maledizione che io ho scansato,
ora non scansa più me: –
ciò che amo, devo abbandonare,
uccidere chi prediligo,
infido tradire,
chi in me confida!
Sparisci, dunque,
superbo sfarzo,
vuota vergogna
di divino orgoglio!
Vada in rovina
ciò che ho innalzato!
Abbandono la mia opera,
voglio una cosa sola:
la fine – –
la fine! –
(si interrompe pensieroso)
Und für das Ende
sorgt Alberich! –
Jetzt versteh’ ich
den stummen Sinn
des wilden Wortes der Wala: –
«Wenn der Liebe finstrer Feind
zürnend zeugt einen Sohn,
der Sel’gen Ende
säumt dann nicht!» –
Vom Niblung jüngst
vernahm ich die Mär,
daß ein Weib der Zwerg bewältigt,
dess’ Gunst Gold ihm erzwang:
des Hasses Frucht
hegt eine Frau,
des Neides Kraft
kreißt ihr im Schoß:
das Wunder gelang
dem Liebelosen;
doch der in Lieb’ ich freite,
den Freien erlang’ ich mir nicht! –
E la fine
Alberich prepara! –
Ora comprendo
il silenzioso senso
del detto tremendo della Wala: –
«Se il tristo nemico dell’amore
con odio genera un figlio,
la fine dei beati
non tarderà!» –
Del Nibelungo da poco
ho udito notizia,
che il nano ha asservito una donna,
il cui favore gli ha prodotto l’oro:
seme dell’odio
quella nutre in sé,
la forza dell’invidia
le si agita in grembo:
il senza amore
ha ottenuto il prodigio;
ma il libero che nell’amore cercavo,
io non posso ottenerlo! –
(si solleva con rabbia amara)
So nimm meinen Segen,
Niblungen-Sohn!
Was tief mich ekelt,
dir geb’ ich’s zum Erbe,
der Gottheit nichtigen Glanz:
zernage ihn [sie] gierig dein Neid!
Sii da me benedetto,
figlio del Nibelungo!
Del mio schifo profondo
ti destino mio erede,
del vano splendore divino:
avida lo roda la tua invidia!
Brünnhilde
(spaventata)
O sag’, künde!
Was soll nun dein Kind?
Oh parla, dimmi!
Che farà ora tua figlia?
Wotan
(con amarezza)
Fromm streite für Fricka;
hüte ihr Eh’ und Eid!
Was sie erkor,
das kiese auch ich:
was frommte mir eigner Wille?
Einen Freien kann ich nicht wollen –
für Frickas Knechte
kämpfe nun du!
Fedele combatti per Fricka;
a lei proteggi promesse e nozze!
Ciò che lei ha scelto,
scelgo anche io:
mi servirebbe un volere mio proprio?
Un uomo libero non posso volerlo –
per i servi di Fricka
tu ora lotti!
Brünnhilde
Weh! Nimm reuig
zurück das Wort!
Du liebst Siegmund:
dir zulieb –
ich weiß es – schütz’ ich den Wälsung.
Ahimè! Pentito
ritira la tua parola!
Tu ami Siegmund:
per amor tuo –
lo so – io proteggo il Wälside.
Wotan
Fällen sollst du Siegmund,
für Hunding erfechten den Sieg!
Hüte dich wohl
und halte dich stark,
all deiner Kühnheit
entbiete im Kampf:
ein Siegschwert
schwingt Siegmund –
schwerlich fällt er dir feig!
Tu devi abbattere Siegmund,
per Hunding ottenere vittoria!
Sta’ bene in guardia
e agisci da forte,
tutta la tua audacia
nello scontro raccogli:
una spada vittoriosa
agita Siegmund –
non facilmente cadrà tua vittima!
Brünnhilde
Den du zu lieben
stets mich gelehrt,
der in hehrer Tugend
dem Herzen dir teuer –
gegen ihn zwingt mich nimmer
dein zwiespältig Wort!
Tu mi hai sempre insegnato
ad amare colui
che nel suo alto valore
è caro al tuo cuore –
contro di lui mai può obbligarmi
la tua parola discorde!
Wotan
Ha, Freche du!
Frevelst du mir?
Wer bist du, als meines Willens
blind wählende Kür? –
Da mit dir ich tagte,
sank ich so tief,
daß zum Schimpf der eignen
Geschöpfe ich ward?
Kennst du, Kind, meinen Zorn?
Verzage dein Mut,
wenn je zermalmend
auf dich stürzte sein Strahl!
In meinem Busen
berg’ ich den Grimm,
der in Graun und Wust
wirft eine Welt,
die einst zur Lust mir gelacht: –
wehe dem, den er trifft!
Trauer schüf’ ihm sein Trotz! –
Drum rat’ ich dir,
reize mich nicht;
besorge, was ich befahl: –
Siegmund falle! –
Dies sei der Walküre Werk.
Ah, sfrontata!
Tu mi contrasti?
Chi sei se non strumento
cieco del mio volere? –
Per essermi con te confidato
tanto sono caduto,
da diventar ludibrio
di chi è mia creatura?
La mia ira, figlia, conosci?
Il tuo animo arretri,
se mai annientatore
piombi il suo lampo su te!
Nel mio petto
chiudo la collera,
che in spaventosa rovina
scaglia un mondo
che mi era luce e letizia: –
guai a colui su cui cade!
Sfidarmi gli darebbe sventura! –
Ed io ti consiglio,
non provocarmi;
esegui quello che ho detto: –
Siegmund cada! –
Questo il dovere della Walkiria.
(Corre via in furia e scompare rapido a sinistra tra i monti)
Brünnhilde
(resta a lungo spaventata e stordita)
So – sah ich
Siegvater nie,
erzürnt’ ihn sonst wohl auch ein Zank!
Così – non ho mai visto
Siegvater,
quand’anche l’accendesse un alterco!
(si china turbata e raccoglie le armi che di nuovo indossa)
Schwer wiegt mir
der Waffen Wucht: –
wenn nach Lust ich focht,
wie waren sie leicht! –
Zu böser Schlacht
schleich’ ich heut’ so bang.
Grave mi opprime
il peso delle armi: –
se per mio piacere lottassi,
quanto leggere sarebbero! –
A iniquo scontro oggi
trepidante mi avvio.
(medita, lo sguardo fisso innanzi a sé, poi sospira)
Weh’,mein Wälsung!
Im höchsten Leid
muß dich treulos die Treue verlassen! –
Ahimè, mio Wälside!
Con dolore la tua fedele
senza fedeltà ti abbandona! –
(Si volge verso il fondo e vede Siegmund e Sieglinde che salgono fuori dal crepaccio: per un momento Brünnhilde osserva i due che si appressano, poi si dirige nella grotta verso il suo cavallo, in maniera che scompare del tutto alla vista dello spettatore)
Scena terza
(Compaiono Siegmund e Sieglinde. Lei procede in fretta; Siegmund tenta di trattenerla)
Siegmund
Raste nun hier:
gönne dir Ruh’!
Fermati qui:
concediti un riposo!
Sieglinde
Weiter!Weiter! Avanti!Avanti!
Siegmund
(l’abbraccia con dolce violenza)
Nicht weiter nun!
Verweile, süßestes Weib!
Aus Wonne–Entzücken
zucktest du auf,
mit jäher Hast
jagtest du fort;
kaum folgt’ ich der wilden Flucht:
durch Wald und Flur,
über Fels und Stein,
sprachlos, schweigend
sprangst du dahin,
kein Ruf hielt dich zur Rast.
No, ora no!
Attendi, dolce creatura!
Dall’ebbrezza d’amore
ti sei strappata,
con furia impetuosa
via sei fuggita;
a stento seguivo la corsa selvaggia:
per selve e campi,
su rupi e pietre,
tacita, muta,
avanti balzavi,
non ci fu grido che ti ha fermato!
(Sieglinde selvaggiamente tiene gli occhi fissi)
Ruhe nun aus:
rede zu mir!
Ende des Schweigens Angst!
Sieh, dein Bruder
hält seine Braut:
Siegmund ist dir Gesell’!
Ora riposati:
parlami!
Metti fine al silenzio angoscioso!
Guarda, il fratello
stringe la sposa:
Siegmund ti è accanto!
(con cautela l’ha guidata verso il sedile di pietra)
Sieglinde
(guarda Siegmund negli occhi con crescente rapimento; poi gli cinge con passione il collo. Alla fine sussulta per improvviso spavento, mentre Siegmund la stringe con impeto)
Hinweg! Hinweg!
Flieh’ die Entweihte!
Unheilig
umfängt dich ihr Arm;
entehrt, geschändet
schwand dieser Leib:
flieh’ die Leiche,
lasse sie los!
Der Wind mag sie verwehn,
die ehrlos dem Edlen sich gab! – –
Da er sie liebend umfing,
da seligste Lust sie fand,
da ganz sie minnte der Mann,
der ganz ihre Minne geweckt: –
vor der süßesten Wonne
heiligster Weihe,
die ganz ihr Sinn
und Seele durchdrang,
Grauen und Schauder
ob gräßlichster Schande
mußte mit Schreck
die Schmähliche fassen,
die je dem Manne gehorcht,
der ohne Minne sie hielt! –
Laß die Verfluchte,
laß sie dich fliehn!
Verworfen bin ich,
der Würde bar!
Dir reinstem Manne
muß ich entrinnen,
dir Herrlichem darf ich
nimmer gehören:
Schande bring’ ich dem Bruder,
Schmach dem freienden Freund!
Via! Via da qui!
Fuggi l’impura!
Con empietà
ti cinge il suo braccio;
in infamia, in vergogna
questo corpo si è spento:
fuggi, abbandona
il cadavere!
Sperda il vento la donna
che indegna a un degno si è data! – –
Quand’egli d’amore la strinse
e lei raggiunse una gioia suprema,
totalmente amata dall’uomo
che in lei accendeva un amore totale: –
nella consacrazione
dell’estasi dolcissima,
che tutti i sensi
le ha invaso e l’anima,
ribrezzo e orrore
per l’onta infame
dovevano opprimere
la svergognata,
lei fatta serva dell’uomo
che senza amore la possedeva! –
Lascia la maledetta,
lascia che da te fugga!
Abbietta io sono,
disonorata!
A te purissimo
devo sottrarmi,
tua mai, o sublime,
non potrò essere:
onta porto al fratello,
vergogna all’amico mio sposo!
Siegmund
Was je Schande dir schuf,
das büßt nun des Frevlers Blut!
Drum fliehe nicht weiter;
harre des Feindes;
hier – soll er mir fallen:
wenn Notung ihm
das Herz zernagt,
Rache dann hast du erreicht!
La pena che l’onta ti ha dato,
la paga ora il sangue del malvagio!
Dunque non fuggir più;
aspetta il nemico;
qui – io l’abbatto:
quando Notung il cuore
gli frantuma,
tu hai avuto vendetta!
Sieglinde
(trasale di spavento e ascolta)
Horch! Die Hörner –
hörst du den Ruf? –
Ringsher tönt
wütend Getös’;
aus Wald und Gau
gellt es herauf.
Hunding erwachte
aus hartem Schlaf;
Sippen und Hunde
ruft er zusammen;
mutig gehetzt
heult die Meute,
wild bellt sie zum Himmel
um der Ehe gebrochenen Eid!
Odi! I corni –
senti il richiamo? –
Tutt’intorno echeggia
furioso un fragore;
da spazi e boschi
s’alza rombando.
Si è destato Hunding
da sonno pesante;
parenti e cani
egli raccoglie;
aizzata senza sosta
urla la muta,
al cielo latra selvaggia
per l’infranta promessa di nozze!
(Sieglinde ride come in un delirio: – poi è presa da un angoscioso tremore)
Wo bist du, Siegmund?
Seh’ ich dich noch?
Brünstig geliebter,
leuchtender Bruder?
Deines Auges Stern
laß noch einmal mir strahlen:
wehre dem Kuß
des verworfnen Weibes nicht! –
Horch! O horch!
Das ist Hundings Horn!
Seine Meute naht
mit mächt’ger Wehr.
Kein Schwert frommt
vor der Hunde Schwall: –
wirf es fort, Siegmund! –
Siegmund – wo bist du? –
Ha dort – ich sehe dich –
schrecklich Gesicht! –
Rüden fletschen
die Zähne nach Fleisch;
sie achten nicht
deines edlen Blicks;
bei den Füßen packt dich
das feste Gebiß –
du fällst –
in Stücken zerstaucht das Schwert:
die Esche stürzt –
es bricht der Stamm! –
Bruder! Mein Bruder!
Siegmund – ha! –
Dove sei, Siegmund?
Ti vedo ancora?
Ardentemente amato,
lucente fratello?
Fa’ che ancora mi splenda
la stella del tuo occhio:
non rifiutare il bacio
della donna reietta! –
Ascolta! Oh, ascolta!
Questo è il corno di Hunding!
Il suo branco s’appressa
armato e forte.
Nessuna spada basta
per l’assalto dei cani: –
gettala via, Siegmund! –
Siegmund – dove sei? –
Ah, là – ti vedo –
spaventosa visione! –
I lupi che fiutano carne
arrotano i denti;
non hanno timore
del fiero tuo sguardo;
ai piedi ti stringe
il morso feroce –
tu cadi –
colpita e in pezzi è la spada:
rovina il frassino –
il ceppo si spezza! –
Fratello! Fratello mio!
Siegmund – ah! –
(con un grido cade svenuta tra le braccia di Siegmund)
Siegmund
Schwester! Geliebte! Sorella! Mia amata!
(ne ascolta il respiro e si convince che vive ancora. La fa scivolare sul suo corpo, in modo che il capo di lei viene a giacere sulle sue ginocchia quando egli stesso si lascia cadere sul sedile. In questa posizione rimangono tutti e due fino alla fine della scena seguente)
(Lungo silenzio, durante il quale Siegmund con tenera sollecitudine si china su Sieglinde e posa un lungo bacio sulla sua fronte)
Scena quarta
(Calma e solenne, tenendo il cavallo alla briglia, Brünnhilde è uscita dalla grotta verso il proscenio e resta ora, avendo Siegmund da un lato, a poca distanza da lui. Tiene scudo e lancia in una mano e si appoggia con l’altra al collo del cavallo e osserva così, in austero silenzio, Siegmund per un certo tempo)
Brünnhilde
Siegmund! –
Sieh auf mich!
Ich – bin’s,
der bald du folgst!
Siegmund! –
Gli occhi alza a me!
Io – sono colei
che tu ora segui!
Siegmund
(dirige lo sguardo a lei)
Wer bist du, sag’,
die so schön und ernst mir erscheint?
Dimmi, chi sei
che così bella e severa mi appari?
Brünnhilde
Nur Todgeweihten
taugt mein Anblick:
wer mich erschaut,
der scheidet vom Lebens-Licht.
Auf der Walstatt allein
erschein’ ich Edlen:
wer mich gewahrt,
zur Wal kor ich ihn mir.
I consacrati alla morte
solo assiste il mio sguardo:
chi mi vede,
rinuncia alla luce vitale.
Soltanto in battaglia
io compaio agli eroi:
chi mi ha conosciuto,
è scelto da me per la strage.
Siegmund
(la guarda a lungo negli occhi, poi pensieroso abbassa il capo, e infine si volge nuovamente verso di lei con solenne serietà)
Der dir nun folgt,
wohin führst du den Helden?
Colui che ora ti segue,
l’eroe, dove tu lo conduci?
Brünnhilde
Zu Walvater,
der dich gewählt,
führ’ ich dich:
nach Walhall folgst du mir.
Al Walvater
che ti ha eletto,
ti condurrò:
mi seguirai al Walhall.
Siegmund
In Walhalls Saal
Walvater find’ ich allein?
Nella sala del Walhall
trovo solo il Walvater?
Brünnhilde
Gefall’ner Helden
hehre Schar
umfängt dich hold
mit hoch-heiligem Gruß.
Di eroi caduti
una nobile schiera
ti onora
con santissimo omaggio.
Siegmund
Fänd’ ich in Walhall
Wälse, den eignen Vater?
Nel Walhall trovo
Wälse, mio padre?
Brünnhilde
Den Vater findet
der Wälsung dort.
Là il Wälside
trova suo padre.
Siegmund
Grüßt mich in Walhall
froh eine Frau?
Nel Walhall mi accoglie
dolce una donna?
Brünnhilde
Wunschmädchen
walten dort hehr:
Wotans Tochter
reicht dir traulich den Trank!
Divine vergini
là hanno dominio nobile:
la figlia di Wotan
costante ti offre la coppa!
Siegmund
Hehr bist du,
und heilig
gewahr’ ich das Wotanskind:
doch eines sag’ mir, du Ew’ge!
Begleitet den Bruder
die bräutliche Schwester?
Umfängt Siegmund
Sieglinde dort?
Sublime sei tu,
e con devozione
io guardo la figlia di Wotan:
pure una cosa dimmi, o Eterna!
La sposa sorella
accompagna il fratello?
Abbraccia Siegmund
là Sieglinde?
Brünnhilde
Erdenluft
muß sie noch atmen:
Sieglinde
sieht Siegmund dort nicht!
L’aria terrena
respirerà ella ancora:
Sieglinde
non vede là Siegmund!
Siegmund
So grüße mir Walhall,
grüße mir Wotan,
grüße mir Wälse
und alle Helden –
grüß’ auch die holden
Wunsches-Mädchen:
zu ihnen folg’ ich dir nicht.
Saluta tu il Walhall allora,
per me Wotan saluta
e Wälse saluta
con tutti gli eroi –
saluta poi le nobili
vergini divine:
da loro io non ti seguo.
Brünnhilde
Du sahest der Walküre
sehrenden Blick:
mit ihr mußt du nun ziehn!
Tu hai visto della Walkiria
lo sguardo bruciante:
con me tu devi venire!
Siegmund
Wo Sieglinde lebt
in Lust und Leid,
da will Siegmund auch säumen:
noch machte dein Blick
nicht mich erbleichen:
vom Bleiben zwingt er mich nie!
Dove Sieglinde vive
in pena e piacere,
lì anche Siegmund rimane:
non ancora il tuo sguardo
mi ha portato la morte:
qui resto e altrove non mi costringe!
Brünnhilde
So lang’ du lebst,
zwäng’ dich wohl nichts;
doch zwingt dich Toren der Tod: –
ihn dir zu künden,
kam ich her.
Finché sei vivo,
nulla, lo so, ti costringe;
ma te folle costringe la morte: –
per annunziartela
io sono qui.
Siegmund
Wo wäre der Held,
dem heut’ ich fiel?
Dove sarebbe l’eroe,
davanti a cui cadrei?
Brünnhilde
Hunding fällt dich im Streit. Hunding ti uccide in battaglia.
Siegmund
Mit Stärk’rem drohe,
als Hundings Streichen!
Lauerst du hier
lüstern auf Wal,
jenen kiese zum Fang:
ich denk’ ihn zu fällen im Kampf!
Minaccia un danno più forte
che i colpi di Hunding!
Se sei qui in agguato
avida di strage,
lui scegli per preda:
so che lo uccido sul campo!
Brünnhilde
(scuotendo il capo)
Dir, Wälsung –
höre mich wohl! –
Dir ward das Los gekiest.
Il tuo, o Wälside –
odimi bene! –
il tuo destino è scelto.
Siegmund
Kennst du dies Schwert?
Der mir es schuf,
beschied mir Sieg:
deinem Drohen trotz’ ich mit ihm!
Conosci questa spada?
Chi me l’ha fatta,
a me assegnò la vittoria:
con la spada sfido le tue minacce!
Brünnhilde
(con voce molto elevata)
Der dir es schuf,
beschied dir jetzt Tod:
seine Tugend nimmt er dem Schwert!
Chi te l’ha fatta,
a te ora ha assegnato la morte:
e toglie alla spada il potere!
Siegmund
(impetuoso)
Schweig, und schrecke
die Schlummernde nicht! –
Taci, e non spaventare
lei che è assopita! –
(in uno scoppio di dolore si china teneramente su Sieglinde)
Weh! Weh!
Süßestes Weib!
Du traurigste aller Getreuen!
Gegen dich wütet
in Waffen die Welt:
und ich, dem du einzig vertraut,
für den du ihr einzig getrotzt –
mit meinem Schutz
nicht soll ich dich schirmen,
die Kühne verraten im Kampf?
Ha, Schande ihm,
der das Schwert mir schuf,
beschied er mir Schimpf für Sieg!
Muß ich denn fallen,
nicht fahr’ ich nach Walhall –
Hella halte mich fest!
Ahi! Ahimè!
Donna adorata!
La più infelice delle fedeli!
Infuria contro te
il mondo in armi:
ed io il solo in cui speravi,
per il quale hai sfidato il mondo –
con la mia difesa
non devo proteggerti,
e il tuo coraggio tradirò in campo?
Ah, infamia a lui
che mi foggiò la spada,
se per vittoria mi assegna la vergogna!
Bene, se devo cadere,
al Walhall non vado –
Hella mi tenga forte!
Brünnhilde
(scossa)
So wenig achtest du
ewige Wonne?
Alles wär’ dir
das arme Weib,
das müd’ und harmvoll
matt von dem Schoße dir hängt?
Nichts sonst hieltest du hehr?
Tanto poco ti curi
di un’eterna delizia?
Per te sarebbe tutto
questa povera donna,
che stanca e afflitta
senza forza giace sui tuoi ginocchi?
Niente altro mai tu hai creduto degno?
Siegmund
(a lei con uno sguardo amaro)
So jung und schön
erschimmerst du mir:
doch wie kalt und hart
erkennt dich mein Herz! –
Kannst du nur höhnen,
so hebe dich fort,
du arge, fühllose Maid!
Doch mußt du dich weiden
an meinem Weh’,
mein Leiden letze dich denn;
meine Not labe
dein neidvolles Herz: –
nur von Walhalls spröden Wonnen
sprich du wahrlich mir nicht!
Tanto giovane e bella
tu risplendi a me:
ma quanto fredda e dura
ti riconosce il mio cuore! –
Se tu sai deridere solo,
vattene allora,
giovane falsa e spietata!
Ma se devi godere
del mio dolore,
ti ricrei, sì, la mia pena;
la mia miseria conforti
il tuo cuore invidioso: –
però delle fredde delizie del Walhall
davvero non mi parlare!
Brünnhilde
(con crescente commozione)
Ich sehe die Not,
die das Herz dir zernagt;
ich fühle des Helden
heiligen Harm – –
Siegmund, befiehl mir dein Weib!
Mein Schutz umfange sie fest!
La pena io vedo
che ti corrode il cuore;
sento l’angoscia
santa dell’eroe – –
Siegmund, affidami la sposa!
Salda la mia difesa la circondi!
Siegmund
Kein andrer als ich
soll die Reine lebend berühren:
verfiel ich dem Tod,
die Betäubte töt’ ich zuvor!
Io e nessun altro
può toccare la pura finché vive:
se io cadessi preda della morte,
la ucciderei prima nel suo sonno!
Brünnhilde
Wälsung! Rasender!
Hör’ meinen Rat:
befiehl mir dein Weib
um des Pfandes willen,
das wonnig von dir es empfing!
Wälside! Delirante!
Ascolta il mio consiglio:
affidami la sposa
per amore del pegno
che ha ricevuto da te nell’amore!
Siegmund
(traendo la spada)
Dies Schwert –
das dem Treuen ein Trugvoller schuf;
dies Schwert –
das feig vor dem Feind mich verrät: –
frommt es nicht gegen den Feind,
so fromm’ es denn wider den Freund! –
Questa spada –
che al fedele un infido ha forgiato;
questa spada –
che vilmente in campo mi tradisce: –
se è inutile contro il nemico,
sia utile contro l’amico! –
(alzando la spada su Sieglinde)
Zwei Leben
lachen dir hier: –
nimm sie, Notung,
neidischer Stahl!
Nimm sie mit einem Streich!
Due vite
qui ti sorridono: –
prendile, Notung,
acciaio ostile!
E prendile in un colpo!
Brünnhilde
(nel più impetuoso slancio della compassione)
Halt’ein, Wälsung!
Höre mein Wort!
Sieglinde lebe –
und Siegmund lebe mit ihr!
Beschlossen ist’s;
das Schlachtlos wend’ ich:
dir, Siegmund,
schaff’ ich Segen und Sieg!
Fermati, o Wälside!
Odi la mia parola!
Sieglinde viva –
e Siegmund viva con lei!
È deciso;
io cambio la sorte dello scontro:
a te, Siegmund,
dono col mio favore la vittoria!
(Lontano dallo sfondo si odono echeggiare i richiami dei corni)
Hörst du den Ruf?
Nun rüste dich, Held!
Traue dem Schwert
und schwing’ es getrost:
treu hält dir die Wehr,
wie die Walküre treu dich schützt! –
Leb’ wohl, Siegmund,
seligster Held!
Auf der Walstatt seh’ ich dich wieder!
Ascolti i richiami?
Eroe, preparati in armi!
Fida nella tua spada
e vibrala sicuro:
l’arma ti resta fedele,
come fedele ti protegge la Walkiria! –
Siegmund, ti saluto,
eroe felice!
Ti rivedrò sul campo di battaglia!
(Si slancia via e scompare a destra col suo cavallo in un crepaccio laterale. Siegmund la segue con gli occhi, lieto e sollevato)
(Gradualmente la scena si è oscurata; dense nubi tempestose scendono sullo sfondo e a mano a mano avvolgono del tutto le pareti di roccia, la gola e l’alto giogo montano. –
Da tutti i lati e da lontano si possono sentire i richiami dei corni, che gradualmente risuonano più vicini durante la scena seguente)
Scena quinta
Siegmund
(chinandosi su Sieglinde)
Zauberfest
bezähmt ein Schlaf
der Holden Schmerz und Harm: –
da die Walküre zu mir trat,
schuf sie ihr den wonnigen Trost?
Sollte die grimmige Wahl [Wal]
nicht schrecken ein gramvolles Weib? –
Leblos scheint sie,
die dennoch lebt:
der Traurigen kost
ein lächelnder Traum. –
Come un incantesimo
il sonno vince
la pena e il dolore della mia amata: –
accostandosi a me la Walkiria,
forse anche a lei recò il soave ristoro?
Non dovrebbe la truce scelta
spaventare una donna dolente? –
Lei sembra priva di vita,
ma è viva:
un sogno ridente
accarezza la triste. –
(Altri squilli di corno)
So schlummre nun fort,
bis die Schlacht gekämpft
und Friede dich erfreu’!
Dunque prosegui il tuo sonno,
finché sia concluso il conflitto
e pace ti allieti!
(la depone con delicatezza sul sedile di pietra, le bacia la fronte, quindi si avvia dopo ripetuti richiami dei corni)
Der dort mich ruft,
rüste sich nun;
was ihm gebührt,
biet’ ich ihm:
Notung zahl’ ihm den Zoll!
Colui che mi chiama,
si armi, dunque;
ciò che a lui spetta,
gli presento:
Notung gli paghi il tributo!
(si affretta verso il fondo e sulla giogaia scompare subito nell’oscura nube tempestosa)
Sieglinde
(sognando)
Kehrte der Vater nur heim!
Mit dem Knaben noch weilt er im Wald [Forst].
Mutter! Mutter!
Mir bangt der Mut: –
nicht freund und friedlich
scheinen die Fremden! –
Schwarze Dämpfe –
schwüles Gedünst –
feurige Lohe
leckt schon nach uns –
es brennt das Haus –
zu Hilfe, Bruder!
Siegmund! Siegmund!
Tornasse il padre a casa!
Col figlio sta ancora nel bosco [nella selva].
Madre! Madre!
In me l’animo teme: –
non familiari e miti
sembrano gli stranieri! –
Oscure nebbie –
vapore afoso –
vampa di fuoco
quasi ci tocca –
brucia la casa –
fratello, aiuto!
Siegmund! Siegmund!
(Violenti lampi guizzano entro le nubi; un tuono spaventoso desta Sieglinde, che balza in piedi di scatto)
Siegmund! – Ha! Siegmund! – Ah!
Voce di Hunding
(dal giogo del monte sullo sfondo)
Wehwalt! Wehwalt!
Steh’ mir zum Streit,
sollen dich Hunde nicht halten!
Wehwalt! Wehwalt!
Resta lì per lo scontro,
se non tocca ai cani fermarti!
Voce di Siegmund
(più indietro, dal dirupo)
Wo birgst du dich,
daß ich vorbei dir schoß?
Steh’, daß ich dich stelle!
Dove ti nascondi,
che ti ho mancato col tiro?
Resta, che io ti affronti!
Sieglinde
(che ascolta con terribile agitazione)
Hunding – Siegmund –
könnt’ ich sie sehen!
Hunding – Siegmund –
potessi vederli!
Voce di Hunding
Hieher, du frevelnder Freier:
Fricka fälle dich hier!
Qui a me, seduttore sfrontato:
Fricka ti uccida qui!
Siegmund
(ora anche lui è sulla giogaia)
Noch wähnst du mich waffenlos,
feiger Wicht?
Drohst du mit Frauen,
so ficht nun selber,
sonst läßt dich Fricka im Stich!
Denn sieh: deines Hauses
heimischem Stamm
entzog ich zaglos das Schwert;
seine Schneide schmecke jetzt du!
Ti illudi ancora che io sia senz’armi,
vile canaglia?
Se duro sei con le donne,
combatti ora tu stesso,
o Fricka ti lascia nei guai!
E guarda: dal famigliare ceppo
della tua casa
ho tratto senza un tremito la spada;
ora tu assaggiane il taglio!
(Un lampo illumina per un attimo il giogo montano, su cui ora si vedono combattere Hunding e Siegmund)
Sieglinde
(con la massima forza)
Haltet ein, ihr Männer!
Mordet erst mich!
Voi uomini, fermi!
Me prima uccidete!
(si slancia verso il giogo montano: ma all’improvviso la abbaglia una luce che erompe da sinistra sui due duellanti tanto violenta che lei barcolla da un lato come accecata)
(Nel luminoso splendore appare sospesa su Siegmund Brünnhilde che lo ripara col suo scudo)
Voce di Brünnhilde
Triff ihn, Siegmund!
traue dem Schwert!
Colpiscilo, Siegmund!
Confida nella spada!
(Proprio nel momento in cui Siegmund stende il braccio per un colpo mortale su Hunding, erompe da sinistra tra le nubi una fiammeggiante luce rossastra, entro cui appare sopra Hunding Wotan che oppone la sua lancia di traverso a Siegmund)
Voce di Wotan
Zurück vor dem Speer!
In Stücken das Schwert!
Arretra, è la mia lancia!
Sia spezzata la spada!
(Brünnhilde con lo scudo si è ritratta spaventata di fronte a Wotan; la spada di Siegmund si infrange contro la lancia che si è opposta ad essa; Hunding spinge la sua lancia nel petto di Siegmund disarmato che cade morto a terra. – Sieglinde, che ha udito il suo gemito di morte, cade con un grido a terra, come senza vita. Con la rovina di Siegmund si è subito estinta dalle due parti la vivida luce; una fitta oscurità si posa come nebbia fino al proscenio: in essa si vede confusamente Brünnhilde, nel momento in cui ella con fretta precipitosa si dirige verso Sieglinde)
Brünnhilde
Zu Roß, daß ich dich rette! In sella, ch’io ti salvi!
(rapida solleva a sé Sieglinde sul cavallo che stava nella grotta laterale lì presso e subito con lei scompare del tutto)
(Immediatamente dopo si divide l’ammasso di nubi al centro, sì che si vede bene Hunding che trae la sua spada dal petto del caduto Siegmund. – Dietro su una roccia gli sta Wotan, circondato da una nube, appoggiato alla sua lancia, e guarda con dolore il cadavere di Siegmund)
Wotan
(volgendosi a Hunding dopo un breve silenzio)
Geh’ hin, Knecht!
Kniee vor Fricka:
meld’ ihr, daß Wotans Speer
gerächt, was Spott ihr schuf. –
Geh’! – Geh’!
Va’ da lei, servo!
Inginòcchiati a Fricka:
dille che la lancia di Wotan
ha vendicato ciò che la offendeva. –
Va’! – Va’!
(Al gesto sprezzante della sua mano Hunding cade morto a terra)
Wotan
(con uno scoppio improvviso d’ira tremenda)
Doch Brünnhilde –
weh’ der Verbrecherin!
Furchtbar sei
die Freche gestraft,
erreicht mein Roß ihre Flucht!
Ma Brünnhilde –
guai alla scellerata!
Ferocemente sia
punita quell’audace,
se il mio cavallo fermi la sua fuga!
(scompare tra lampi e tuoni)
(Scende rapidamente il sipario)
ATTO TERZO
Sulla cima di una montagna rocciosa
(Una foresta di abeti circoscrive a destra la scena. A sinistra, l’entrata di una caverna rupestre, che forma una sala naturale: al di sopra la roccia si erge alla sua vetta più alta. Verso il fondo la vista è tutta libera; massi più e meno alti segnano il margine del pendio, il quale – si immagina – scende molto ripido verso il fondo. – Davanti al ciglio della rupe fasce di nubi passano in corsa una dopo l’altra come spinte dalla bufera)
Scena prima
(Gerhilde, Ortlinde, Waltraute e Schwertleite stanno distese sulla cima rocciosa, presso e sopra la caverna e sono in pieno assetto di guerra)
Gerhilde
(piazzata sul punto più alto e rivolta verso il fondo)
Hojotoho! Hojotoho!
Heiaha! Heiaha!
Helmwige! Hier!
Hieher mit dem Roß!
Hojotoho! Hojotoho!
Heiaha! Heiaha!
Helmwige! Qui!
Qui col cavallo!
Voce di Helmwige
(da fuori scena)
Hojotoho! Hojotoho! Hojotoho! Hojotoho!
(In una nuvolaglia che passa erompe il bagliore di un lampo: in essa si scorge una Walkiria a cavallo; sulla sua sella giace un guerriero ucciso)
Gerhilde, Waltraute e Schwertleite
(rispondendo al grido di quella che arriva)
Heiaha! Heiaha! Heiaha! Heiaha!
(A destra è sparita dietro l’abetaia la nube con la figura)
Ortlinde
(gridando nell’abetaia)
Zu Ortlindes Stute
stell deinen Hengst:
mit meiner Grauen
grast gern dein Brauner!
Alla cavalla di Ortlinde
accosta il tuo maschio:
con la mia Bigia
bene bruca il Morello!
Waltraute
(come l’altra)
Wer hängt dir im Sattel? Chi hai appeso in sella?
Helmwige
(uscendo dal bosco)
Sintolt, der Hegeling! Sintolt, lo Hegeling!
Schwertleite
Führ’ deinen Brauen
fort von der Grauen:
Ortlindes Mähre
trägt Wittig, den Irming!
Tieni il Morello
via dalla Bigia:
la brenna di Ortlinde
porta Wittig, lo Irming!
Gerhilde
(è scesa un po’ più vicina)
Als Feinde nur sah ich
Sintolt und Wittig!
Sempre nemici ho visto
Sintolt e Wittig!
Ortlinde
(balza su rapida e corre verso il bosco)
Heiaha! Die Stute
stößt mir der Hengst!
Heiaha! La cavalla
urta il mio maschio!
(Schwertleite, Gerhilde e Helmwige scoppiano a ridere forte)
Gerhilde
Der Recken Zwist
entzweit noch die Rosse!
L’odio dei prodi
ancora divide i cavalli!
Helmwige
(si gira e grida verso gli abeti)
Ruhig, Brauner!
Brich nicht den Frieden!
Buono, Morello!
Non guastare la pace!
Waltraute
(ha sostituito Gerhilde al posto di guardia sulla cima più alta)
Hojoho! Hojoho!
Siegrune, hier!
Wo säumst du so lang?/td>
Hojoho! Hojoho!
Siegrune, qui!
Dove ti attardi?
(Come Helmwige prima, ora con gli stessi indumenti passa Siegrune cavalcando verso l’abetaia)
Voce di Siegrune
(da destra)
Arbeit gab’s!
Sind die andren schon da?
C’era da fare!
Le altre già qui?
Le Walkirie
Hojotoho! Hojotoho!
Heiaha!
Hojotoho! Hojotoho!
Heiaha!
(Siegrune è scomparsa dietro gli abeti. Dal fondo si odono due voci insieme)
Grimgerde e Roßweiße
(dal basso)
Hojotoho! Hojotoho!
Heiaha! Heiaha!
Hojotoho! Hojotoho!
Heiaha! Heiaha!
Waltraute
Grimgerd’ und Roßweiße! Grimgerde e Roßweiße!
Gerhilde
Sie reiten zu zwei. Galoppano in due.
(Ortlinde con Helmwige e con Siegrune, che è appena arrivata, è uscita fuori dal bosco: in tre dal margine della rupe posteriore fanno segni verso il basso)
Ortlinde, Helmwige e Siegrune
Gegrüßt, ihr Reisige!
Roßweiß’ und Grimgerde!
Salute, o guerriere!
Roßweiße e Grimgerde!
Tutte le altre Walkirie
Hojotoho! Hojotoho!
Heiaha! Heiaha!
Hojotoho! Hojotoho!
Heiaha! Heiaha!
(In una fascia di nubi sfolgorante di lampi, che sale su dal basso e che poi scompare dietro il bosco di abeti, appaiono Grimgerde e Roßweiße, anche loro a cavallo, traendo ciascuna sulla sella un guerriero ucciso)
Gerhilde
In Wald mit den Rossen
zu Rast und Weid’!
I cavalli nel bosco
al pascolo e al riposo!
Ortlinde
(gridando verso l’abetaia)
Führet die Mähren
fern von einander,
bis unsrer Helden
Haß sich gelegt!
Lontane le brenne
l’una dall’altra,
finché non sia estinto
l’odio dei nostri eroi!
Helmwige
(mentre le altre ridono)
Der Helden Grimm
büßte schon die Graue!
Per l’astio degli eroi
la Bigia ha già pagato!
(Grimgerde e Roßweiße escono dal bosco di abeti)
Le Walkirie
Willkommen! Willkommen! Ben giunte! Ben giunte!
Schwertleite
Wart ihr Kühnen zu zwei? Insieme, o ardite, eravate?
Grimgerde
Getrennt ritten wir
und trafen uns heut’.
Cavalcammo divise
e ci incontrammo oggi.
Roßweiße
Sind wir alle versammelt,
so säumt nicht lange:
nach Walhall brechen wir auf,
Wotan zu bringen die Wal.
Se tutte siamo riunite,
non perdete altro tempo:
in schiera verso il Walhall
portiamo a Wotan gli uccisi.
Helmwige
Acht sind wir erst:
eine noch fehlt.
Siamo otto soltanto:
una ancora ne manca.
Gerhilde
Bei dem braunen Wälsung
weilt wohl noch Brünnhild’.
Presso il bruno Wälside
si attarda forse Brünnhilde.
Waltraute
Auf sie noch harren
müssen wir hier:
Walvater gäb’ uns
grimmigen Gruß,
säh’ ohne sie er uns nahn!
Attenderla ancora
qui tutte dobbiamo:
ben truce saluto
a noi darebbe Walvater,
se senza di lei ci vedesse tornare!
Siegrune
(sulla vetta della rupe, da dove sta scrutando)
Hojotoho! Hojotoho! Hojotoho! Hojotoho!
(verso il fondo)
Hieher! Hieher! Qui! Scendi qui!
(alle altre)
In brünstigem Ritt
jagt Brünnhilde her.
Con furia Brünnhilde
cavalca verso di noi.
Le Walkirie
(correndo verso la vetta della rupe)
Hojotoho! Hojotoho!
Brünnhilde! Hei!
Hojotoho! Hojotoho!
Brünnhilde! Salve!
(Scrutano con crescente stupore)
Waltraute
Nach demTann lenkt sie
das taumelnde Roß.
All’abetaia dirige
il cavallo spossato.
Grimgerde
Wie schnaubt Grane
vom schnellen Ritt!
Come ansima Grane
per la rapida corsa!
Roßweiße
So jach sah ich nie
Walküren jagen!
In un impeto tale nessuna
Walkiria ho mai visto!
Ortlinde
Was hält sie im Sattel? E in sella chi tiene?
Helmwige
Das ist kein Held! Non è un eroe!
Siegrune
Eine Frau führt sie! Porta una donna!
Gerhilde
Wie fand sie die Frau? Come ha trovato la donna?
Schwertleite
Mit keinem Gruß
grüßt sie die Schwestern!
Non ha un saluto
per le sorelle!
Waltraute
(gridando forte verso il basso)
Heiaha! Brünnhilde!
Hörst du uns nicht?
Ehi là! Brünnhilde!
Non puoi sentirci?
Ortlinde
Helft der Schwester
vom Roß sich schwingen!
Aiutate la sorella
a saltare giù dal cavallo!
(Gerhilde e Helmwige si lanciano verso l’abetaia. Siegrune e Roßweiße corrono loro dietro)
Waltraute
(guardando nel bosco)
Zu Grunde stürzt
Grane, der starke!
Grane il robusto
si abbatte a terra!
Grimgerde
Aus dem Sattel hebt sie
hastig das Weib.
Lei dalla sella solleva
svelta la donna.
Le altre Walkirie
(affrettandosi tutte verso il bosco)
Schwester! Schwester!
Was ist geschehn?
Sorella! Sorella!
Che mai è accaduto?
(Tutte le Walkirie ritornano in scena; con loro giunge Brünnhilde che conduce Sieglinde sorreggendola)
Brünnhilde
(senza respiro)
Schützt mich und helft
in höchster Not!
Date a me un riparo, un aiuto
nell’estremo pericolo!
Le Walkirie
Wo rittest du her
in rasender Hast?
So fliegt nur, wer auf der Flucht!
Da dove in furiosa
fretta cavalchi?
Solo chi è in fuga, vola così!
Brünnhilde
Zum erstenmal flieh’ ich
und bin verfolgt:
Heervater hetzt mir nach!
Per la prima volta
fuggo e sono inseguita:
Heervater mi insegue!
Le Walkirie
(in preda a violento spavento)
Bist du von Sinnen?
Sprich! Sage uns!
Verfolgt dich Heervater?
Fliehst du vor ihm?
Hai perso il senno?
Parla! Racconta!
Heervater ti insegue?
Tu fuggi da lui?
Brünnhilde
(con angoscia)
O Schwestern, späht
von des Felsens Spitze!
Schaut nach Norden,
ob Walvater naht!
O sorelle, avvistate
dalla vetta della rupe!
Guardate a nord,
seWalvater è vicino!
(Ortlinde e Waltraute corrono su alla vedetta)
Schnell! Seht ihr ihn schon? Presto! È già in vista?
Ortlinde
Gewittersturm
naht von Norden.
Un turbine nero
viene dal nord.
Waltraute
Starkes Gewölk
staut sich dort auf!
Cariche nubi
laggiù si ammassano!
Le Walkirie
Heervater reitet
sein heiliges Roß!
Il padre è in sella
del cavallo suo sacro!
Brünnhilde
Der wilde Jäger,
der wütend mich jagt,
er naht, er naht von Norden!
Schützt mich, Schwestern!
Wahret dies Weib!
Il fiero cacciatore
che furioso m’incalza,
viene dal nord, già arriva!
Salvatemi, sorelle!
Proteggete questa donna!
Le Walkirie
Was ist mit dem Weibe? A lei che accade?
Brünnhilde
Hört mich in Eile!
Sieglinde ist es,
Siegmunds Schwester und Braut:
gegen die Wälsungen
wüte tWotan in Grimm: –
dem Bruder sollte
Brünnhilde heut’
entziehen den Sieg;
doch Siegmund schützt’ ich
mit meinem Schild,
trotzend dem Gott: –
der traf ihn da selbst mit dem Speer.
Siegmund fiel:
doch ich floh
fern mit der Frau:
sie zu retten,
eilt’ ich zu euch,
Udite in fretta!
Lei è Sieglinde,
sorella di Siegmund e sposa:
contro i Wälsidi
la sua rabbia Wotan scatena: –
al fratello doveva
Brünnhilde oggi
sottrarre la vittoria;
ma Siegmund ho difeso
con il mio scudo,
sfidando il dio: –
e il dio stesso lo colpì con la lancia.
Siegmund cadde:
ma io sono fuggita
lontano con la donna:
per salvarla
sono corsa da voi,
(sbigottita)
ob mich Bange auch
ihr berget vor dem strafenden Streich!
se mai me, la derelitta,
difendiate dal colpo di condanna!
Le Walkirie
(nel massimo sgomento)
Betörte Schwester!
Was tatest du?
Wehe! Wehe!
Brünnhilde, wehe!
Brach ungehorsam
Brünnhilde
Heervaters heilig Gebot?
Sorella sventata!
Che mai hai fatto?
Ahimè! Ahi!
Brünnhilde, ahimè!
Ribelle ruppe
Brünnhilde
il sacro comando di Heervater?
Waltraute
(dalla vetta)
Nächtig zieht es
von Norden heran.
Da nord qui soffia
notturno nembo.
Ortlinde
(anche lei)
Wütend steuert
hieher der Sturm.
Furioso viaggia
verso noi l’uragano.
Le Walkirie
(rivolte verso il fondo)
Wild wiehert
Walvaters Roß.
Schrecklich schnaubt es daher!
Selvaggio nitrisce
il cavallo di Walvater.
Verso di noi orribilmente soffia!
Brünnhilde
Wehe der Armen,
wenn Wotan sie trifft:
den Wälsungen allen
droht er Verderben!
Wer leiht mir von euch
das leichteste Roß,
das flink die Frau ihm entführ’?
Disgraziata la misera,
se Wotan la raggiunge:
egli ai Wälsidi tutti
minaccia perdizione!
Di voi chi mi presta
il cavallo più agile
che a lui sottragga rapido la donna?
Le Walkirie
Auch uns rätst du
rasenden Trotz?
Anche a noi tu consigli
demente ribellione?
Brünnhilde
Roßweiße, Schwester!
Leih’ mir deinen Renner!
Roßweiße, sorella!
Prestami il tuo destriero!
Roßweiße
Vor Walvater floh
der Fliegende nie.
Davanti a Walvater mai
il mio Alato fuggì.
Brünnhilde
Helmwige, höre! Helmwige, ascolta!
Helmwige
Dem Vater gehorch’ ich. Al padre io obbedisco.
Brünnhilde
Grimgerde! Gerhilde!
Gönnt mir eu’r Roß!
Schwertleite! Siegrune!
Seht meine Angst!
O seid mir treu,
wie traut ich euch war:
rettet dies traurige Weib!
Grimgerde! Gerhilde!
Cedetemi il cavallo!
Schwertleite! Siegrune!
Guardate la mia angoscia!
Oh, siate a me fedeli,
come leale a voi ero:
salvate questa donna infelice!
Sieglinde
(che fin qui torva e fredda ha guardato fisso davanti a sé, sussulta con un gesto di ripulsa, quando Brünnhilde – come per proteggerla – l’abbraccia vivacemente)
Nicht sehre dich Sorge um mich:
einzig taugt mir der Tod!
Wer hieß dich Maid,
dem Harst mich entführen?
Im Sturm dort hätt’ ich
den Streich empfah’n
von derselben Waffe,
der Siegmund fiel:
das Ende fand ich
vereint mit ihm!
Fern von Siegmund –
Siegmund, von dir!
O deckte mich Tod,
daß ich’s denke! –
Soll um die Flucht
dir, Maid, ich nicht fluchen,
so erhöre heilig mein Fleh’n –
stoße dein Schwert mir ins Herz!
Non ti turbi ansia per me:
solo la morte a me giova!
Chi impose a te fanciulla
di sottrarmi alla lotta?
Là nell’assalto io avrei
ricevuto il colpo
dall’arma stessa
cui Siegmund cadde:
e unita a lui
trovavo la fine!
Lontana da Siegmund –
Siegmund, da te!
Oh mi salvasse la morte
da questo pensiero! –
Se non devo, fanciulla,
maledirti per questa fuga,
con pietà la mia supplica ascolta –
spingimi la tua spada nel cuore!
Brünnhilde
Lebe, o Weib,
um der Liebe willen!
Rette das Pfand,
das von ihm du empfingst:
ein Wälsung wächst dir im Schoß!
Vivi, o donna,
nel nome dell’amore!
Salva il pegno
che da lui ricevesti:
un Wälside cresce nel tuo seno!
Sieglinde
(è violentemente sconvolta:ma all’improvviso il suo volto si illumina di una gioia sublime)
Rette mich, Kühne!
Rette mein Kind!
Schirmt mich, ihr Mädchen,
mit mächtigstem Schutz!
Salvami, o coraggiosa!
Salva mio figlio!
Proteggetemi, o fanciulle,
con potente difesa!
(Nel fondo si alza una terribile bufera: fragore di tuoni che si avvicina)
Waltraute
(dalla vetta)
Der Sturm kommt heran. Giunge qui il temporale.
Ortlinde
(anche lei)
Flieh’, wer ihn fürchtet! Fugga via chi lo teme!
Le Walkirie
Fort mit demW eibe,
droht ihm Gefahr:
der Walküren keine
wag’ ihren Schutz!
Sparisca la donna,
se un rischio la minaccia:
nessuna di noi
ardisca difenderla!
Sieglinde
(in ginocchio davanti a Brünnhilde)
Rette mich, Maid!
Rette die Mutter!
Fanciulla, salvami!
Salva questa madre!
Brünnhilde
(con decisione improvvisa solleva Sieglinde)
So fliehe denn eilig,
und fliehe allein!
Ich – bleibe zurück,
biete mich Wotans Rache:
an mir zögr’ ich
den Zürnenden hier,
während du seinem Rasen entrinnst.
Allora fuggi in fretta,
e fuggi sola!
Io – resto qui,
e offro me al furore di Wotan:
su me trattengo
l’irato qui,
finché tu ti sottrai alla sua rabbia.
Sieglinde
Wohin soll ich mich wenden? Verso dove mi volgo?
Brünnhilde
Wer von euch Schwestern
schweifte nach Osten?
Quale di voi sorelle
vagò mai verso oriente?
Siegrune
Nach Osten weithin
dehnt sich ein Wald:
der Niblungen Hort
entführte Fafner dorthin.
Verso oriente laggiù
un bosco si estende:
il tesoro dei Nibelunghi
Fafner là ha trascinato.
Schwertleite
Wurmesgestalt
schuf sich der Wilde:
in einer Höhle
hütet er Alberichs Reif!
Un corpo di drago
quel feroce si è fatto:
in una grotta
nasconde l’anello di Alberich!
Grimgerde
Nicht geheu’r ist’s dort
für ein hilflos’ Weib.
Non è sicuro il posto
per lei priva d’aiuto.
Brünnhilde
Und doch vor Wotans Wut
schützt sie sicher der Wald:
ihn scheut der Mächt’ge
und meidet den Ort.
Ma dall’ira di Wotan
il riparo del bosco è più sicuro:
ne ha timore il Potente
ed evita quel luogo.
Waltraute
(in vedetta)
Furchtbar fährt
dort Wotan zum Fels.
Terribile Wotan
si dirige a questa rupe.
Le Walkirie
Brünnhilde, hör’
seines Nahens Gebraus’!
Brünnhilde, ascolta
lo strepito della sua corsa!
Brünnhilde
(indicando a Sieglinde la direzione)
Fort denn eile,
nach Osten gewandt!
Mutigen Trotzes
ertrag’ alle Müh’n, –
Hunger und Durst,
Dorn und Gestein;
lache, ob Not,
ob Leiden dich nagt!
Denn eines wiss’
und wahr’ es immer:
den hehrsten Helden der Welt
hegst du, o Weib,
im schirmenden Schoß! –
Fuggi via, dunque,
diretta verso oriente!
D’animo coraggioso
reggi tutti gli stenti, –
fame e sete,
spine e sassi;
ridi se il bisogno,
se ti corrode la pena!
Ma una cosa sappi
e in te serbala sempre:
il più nobile eroe del mondo
tu nutri, o donna,
nel protettivo tuo seno! –
(trae fuori da sotto la corazza i frammenti della spada di Siegmund e li porge a Sieglinde)
Verwahr’ ihm die starken
Schwertesstücken;
seines Vaters Walstatt
entführt’ ich sie glücklich:
der neu gefügt
das Schwert einst schwingt,
den Namen nehm’ er von mir –
«Siegfried» erfreu’ sich des Siegs!
Per lui conserva i forti
frammenti della spada;
dal campo dove morì suo padre
con fortuna li ho tratti:
chi un giorno vibrerà
la spada riforgiata,
prenda il nome da me –
«Siegfried» esulti della vittoria!
Sieglinde
(nella massima commozione)
O hehrstes Wunder!
Herrlichste Maid!
Dir Treuen dank’ ich
heiligen Trost!
Für ihn, den wir liebten,
rett’ ich das Liebste:
meines Dankes Lohn
lache dir einst!
Lebe wohl!
Dich segnet Sieglindes Weh’!
O sublime prodigio!
O fanciulla gloriosa!
A te leale io devo
santa consolazione!
Per lui, che noi amammo,
io salvo la creatura amata:
un mio grato compenso
ti rallegri un giorno!
Addio!
Ti benedice il pianto di Sieglinde!
(Fugge a destra, sul davanti della scena. La cima della rupe è avvolta da nere nubi di bufera; dal fondo ulula un terribile vento di tempesta: un chiarore fiammante illumina il bosco di abeti da un lato. In mezzo ai tuoni si ode il grido di Wotan)
Voce di Wotan
Steh’! Brünnhilde! Ferma! Brünnhilde!
Le Walkirie
Den Fels erreichten
Roß und Reiter:
Weh’ dir, Brünnhilde!
Rache entbrennt!
Corsiero e cavaliere
hanno raggiunto la rupe:
guai a te, Brünnhilde!
Divampa la vendetta!
Brünnhilde
(dopo che per un po’ ha seguito Sieglinde con lo sguardo, si gira verso il fondo, guarda nell’abetaia e di nuovo viene avanti)
Ach, Schwestern, helft!
Mir schwankt das Herz!
Sein Zorn zerschellt mich,
wenn euer Schutz ihn nicht zähmt.
Ahimè, sorelle, aiuto!
Mi trema il cuore!
La sua ira mi stritola,
se la vostra difesa non lo placa.
Le Walkirie
Hieher, Verlor’ne!
Laß dich nicht sehn!
Schmiege dich an uns,
und schweige dem Ruf!
Vieni qui, disperata!
Fa’ che non ti veda!
Stringiti a noi,
e al grido non rispondere!
(salgono atterrite all’orlo della rupe, e nel frattempo nascondono Brünnhilde tra loro. Guardano con angoscia verso l’abetaia, che ora è illuminata da un vivido bagliore di fuoco, mentre il fondo è diventato completamente buio)
Weh’! Wütend schwingt sich
Wotan vom Roß!
Hieher rast
sein rächender Schritt!
Ohi! Furente salta
Wotan dal cavallo!
Verso di noi precipita
la vendetta a gran passi!
Scena seconda
(Nella massima agitazione dell’ira Wotan esce dal bosco di abeti e si arresta davanti al gruppo delle Walkirie, che sulla cima si sono radunate in maniera da poter proteggere Brünnhilde)
Wotan
Wo ist Brünnhild’?
Wo die Verbrecherin?
Wagt ihr, die Böse
vor mir zu bergen?
Dov’è Brünnhilde?
Dove la rea?
Voi osate nascondere
da me la perfida?
Le Walkirie
Schrecklich ertost dein Toben!
Was taten, Vater, die Töchter,
daß sie dich reizten
zu rasender Wut?
Tremendo tuona il tuo grido!
Padre, qual è la colpa delle tue figlie,
tale da accenderti
a cieca collera?
Wotan
Wollt ihr mich höhnen?
Hütet euch, Freche!
Ich weiß: Brünnhilde
bergt ihr vor mir.
Weichet von ihr,
der ewig Verworfnen,
wie ihren Wert
von sich sie warf!
Voi mi schernite?
Badate, audaci!
Lo so: Brünnhilde
mi nascondete.
Allontanatevi da lei,
la respinta per sempre,
come il suo onore
ella ha respinto!
Le Walkirie
Zu uns floh die Verfolgte.
Unsern Schutz flehte sie an!
Mit Furcht und Zagen
faßt sie dein Zorn.
Für die bange Schwester
bitten wir nun,
daß den ersten Zorn du bezähmst.
Laß dich erweichen für sie,
zähme deinen Zorn!
Inseguita si rifugiò da noi.
Una difesa ella implorava!
Spaurita e tremante
lei coglie la tua collera.
Per l’atterrita sorella
ora preghiamo,
che il primo furore tu plachi.
Lasciati mitigare,
frena il furore!
Wotan
Weichherziges
Weibergezücht!
So matten Mut
gewannt ihr von mir?
Erzog ich euch kühn,
zum Kampfe zu zieh’n,
schuf ich die Herzen
euch hart und scharf,
daß ihr Wilden nun weint und greint,
wenn mein Grimm eine Treulose straft?
So wißt denn, Winselnde,
was sie verbrach,
um die euch Zagen
die Zähre entbrennt!
Keine wie sie
kannte mein innerstes Sinnen;
keine wie sie
wußte den Quell meines Willens!
Sie selbst war
meines Wunsches schaffender Schoß: –
und so nun brach sie
den seligen Bund,
daß treulos sie
meinemWillen getrotzt,
mein herrschend Gebot
offen verhöhnt,
gegen mich die Waffe gewandt,
die mein Wunsch allein ihr schuf! –
Hörst du’s, Brünnhilde?
Du, der ich Brünne,
Helm und Wehr,
Wonne und Huld,
Namen und Leben verlieh?
Hörst du mich Klage erheben,
und birgst dich bang dem Kläger,
daß feig du der Straf’ entflöhst?
Codarda
razza di donne!
Così scarso coraggio
riceveste da me?
Vi allevai audaci
a scendere in campo,
vi ho fatto cuori
duri e inclementi,
perché voi goffe gridiate in lacrime,
se la mia ira punisce un’infida?
Sappiate allora, o gementi,
quel che commise lei
per la quale a voi paurose
arde la lacrima!
Nessuna come lei
conobbe i miei pensieri profondi;
nessuna come lei
seppe la sorgente del mio volere!
Lei era perfino
l’attiva origine del mio desiderio: –
ora ella ha infranto
il legame beato,
sì che l’infida,
ribelle alla mia volontà,
il mio sovrano comando
apertamente ha deriso,
contro me ha volto l’arma
che solo il mio desiderio le aveva creato! –
Mi ascolti, Brünnhilde?
A te io corazza,
elmo e arma,
gioia e amore,
nome e vita non ho donato?
Odi tu che io presento l’accusa,
e pavida tu eviti l’accusatore,
sì che da vile ti sottrai alla pena?
Brünnhilde
(esce dalla schiera delle Walkirie, scende con passo umile ma deciso dalla cima della rupe e si presenta così a Wotan restando a breve distanza)
Hier bin ich, Vater:
gebiete die Strafe!
Sono qui, padre:
comanda la punizione!
Wotan
Nicht straf’ ich dich erst:
deine Strafe schufst du dir selbst.
Durch meinen Willen
warst du allein:
gegen ihn doch hast du gewollt;
meinen Befehl nur
führtest du aus:
gegen ihn doch hast du befohlen;
Wunschmaid
warst du mir:
gegen mich doch hast du gewünscht;
Schildmaid
warst du mir:
gegen mich doch hobst du den Schild;
Loskieserin
warst du mir:
gegen mich doch kiestest du Lose;
Heldenreizerin
warst du mir:
gegen mich doch reiztest du Helden.
Was sonst du warst,
sagte dir Wotan:
was jetzt du bist,
das sage dir selbst!
Wunschmaid bist du nicht mehr;
Walküre bist du gewesen:
Non ti punisco io per primo:
la punizione tu hai dato a te stessa.
Per mia volontà
solo esistevi:
ma contro di essa hai voluto;
i miei decreti solo
tu compivi:
ma contro di essi hai decretato;
figlia del desiderio
tu mi eri:
ma contro me hai desiderato;
fanciulla-scudo
per me tu eri:
ma contro me hai alzato lo scudo;
per me i destini
tu fissavi:
ma contro me hai fissato un destino;
sprone di eroi
tu eri per me:
ma contro me un eroe hai spronato.
Quel che un giorno tu eri,
Wotan ti disse:
quel che ora tu sei,
tu dillo a te stessa!
Figlia del desiderio tu non sei più;
Walkiria sei stata:
(aspro)
nun sei fortan,
was so du noch bist!
sii d’ora in poi
quel che sei anche adesso!
Brünnhilde
(in preda a violento terrore)
Du verstößest mich?
Versteh’ ich den Sinn?
Tu mi scacci?
Comprendo ciò che dici?
Wotan
Nicht send’ ich dich mehr aus Walhall;
nicht weis’ ich dir mehr
Helden zur Wal;
nicht führst du mehr Sieger
in meinen Saal:
bei der Götter trautem Mahle
das Trinkhorn nicht reichst
du traulich mir mehr;
nicht kos’ ich dir mehr
den kindischen Mund.
Von göttlicher Schar
bist du geschieden,
ausgestoßen
aus der Ewigen Stamm;
gebrochen ist unser Bund;
aus meinem Angesicht bist du verbannt.
Mai più per me dal Walhall muoverai;
non più per te io scelgo
gli eroi per la battaglia;
né sei tu che i vincitori guidi
nella mia sala:
nel tranquillo convito degli dèi
non tu tendi la coppa
più a me teneramente;
non più io ti accarezzo
le puerili labbra.
Dalla schiera divina
sei tu divisa,
respinta
dalla stirpe degli immortali;
il nostro legame è spezzato;
dalla mia vista tu sei esiliata.
Le Walkirie
(in uno scoppio di disperazione)
Wehe! Weh’!
Schwester! Ach Schwester!
Ahi! Ahimè!
Sorella! Ah, sorella!
Brünnhilde
Nimmst du mir alles,
was einst du gabst?
Mi prendi tutto
ciò che un giorno donasti?
Wotan
Der dich zwingt, wird dir’s entziehn!
Hieher auf den Berg
banne ich dich;
in wehrlosen Schlaf
schließ’ ich dich fest;
der Mann dann fange die Maid,
der amWege sie findet und weckt.
Chi ti assoggetta, lui te lo ruba!
Su questo monte
per magia ti condanno;
in un sonno indifeso
io ti rinchiudo;
e si prenda la vergine colui
che sul cammino la trova e la desta.
Le Walkirie
Halt’ ein, o Vater!
Halt’ ein den Fluch!
Soll die Maid verblüh’n
und verbleichen dem Mann?
Hör’ unser Fleh’n!
Schrecklicher Gott,
wende von ihr
die schreiende Schmach:
wie die Schwester träfe uns selber der Schimpf.
Fermati, o padre!
Ferma la maledizione!
Deve la vergine sfiorire
e intristire per l’uomo?
La nostra supplica ascolta!
Terribile dio,
allontana da lei
la straziante sventura:
con la sorella noi colpirebbe l’offesa.
Wotan
Hörtet ihr nicht,
was ich verhängt?
Aus eurer Schar
ist die treulose Schwester geschieden;
mit euch zu Roß
durch die Lüfte nicht reitet sie länger;
die magdliche Blume
verblüht der Maid;
ein Gatte gewinnt
ihre weibliche Gunst;
dem herrischen Manne
gehorcht sie fortan;
am Herde sitzt sie und spinnt,
aller Spottenden Ziel und Spiel.
Voi non udiste
il mio decreto?
Dalla vostra schiera
la sorella sleale è divisa;
mai più lei con voi
a cavallo vola nell’aria;
il puro fiore
sfiorisce alla vergine;
uno sposo conquista
la sua grazia di donna;
al suo padrone
lei obbedisce per sempre;
al focolare siede e fila,
gioco e bersaglio di tutti i beffardi.
(Brünnhilde cade a terra con un grido; le Walkirie fanno un gesto di orrore)
Schreckt euch ihr Los?
So flieht die Verlor’ne!
Weichet von ihr
und haltet euch fern!
Wer von euch wagte
bei ihr zu weilen,
wer mir zum Trotz
zu der Traurigen hielt’ –
die Törin teilte ihr Los:
das künd’ ich der Kühnen an! –
Fort jetzt von hier!
Meidet den Felsen!
Hurtig jagt mir von hinnen,
sonst erharrt Jammer euch hier!
Vi spaventa la sua sorte?
Fuggite dunque la reietta!
Staccatevi da lei
e statene lontane!
Chi di voi osasse
trattenersi con lei,
chi me sfidando
sostenesse l’afflitta –
la folle avrebbe la stessa sorte:
questo è il mio annuncio all’audace! –
Via ora di qua!
Questa rupe scansate!
Svelte sparitemi dinnanzi,
o qui vi aspetta sventura!
(Con furiose grida di dolore le Walkirie si allontanano una dall’altra e si danno a precipitosa fuga nel bosco di abeti: subito dopo si ode uno strepito selvaggio. Un accecante bagliore di fulmine scoppia nelle nubi; in esse si vedono le Walkirie, strette tutte insieme, che, a briglia sciolta, fuggono via in corsa selvaggia. Presto la tempesta si calma; le nubi del temporale a poco a poco si dissipano. Col tempo rasserenato scendono il crepuscolo serale e alla fine la notte)
Scena terza
(Wotan e Brünnhilde, che ancora giace distesa ai piedi di lui, sono rimasti soli. – Un lungo e solenne silenzio: Wotan e Brünnhilde rimangono immobili)
Brünnhilde
(alla fine alza lentamente il capo, cerca gli occhi di Wotan che ancora non la guarda, e durante la scena seguente si alza in piedi del tutto)
War es so schmählich,
was ich verbrach,
daß mein Verbrechen so schmählich du bestrafst?
War es so niedrig,
was ich dir tat,
daß du so tief mir Erniedrigung schaffst?
War es so ehrlos,
was ich beging,
daß mein Vergehn nun die Ehre mir raubt?
O sag’, Vater!
Sieh mir ins Auge;
schweige den Zorn,
zähme die Wut,
und deute mir hell
die dunkle Schuld,
die mit starrem Trotze dich zwingt,
zu verstoßen dein trautestes Kind!
Tanto fu turpe
quello che ho fatto,
che il mio misfatto all’infamia condanni?
Tanto fu vile
per te il mio gesto,
che così in basso tu mi avvilisci?
Tanto fu ignobile
quel che ho intrapreso,
che la mia colpa mi dà ignominia?
Oh dimmi, padre!
Guardami in volto;
quieta lo sdegno,
frena il furore,
e chiara mostrami
l’oscura colpa
che con dura costanza ti costringe
a scacciare la tua figlia più cara!
Wotan
(rimane immobile, severo e cupo)
Frag deine Tat –
sie deutet dir deine Schuld!
Chiedi al tuo gesto –
ti sarà chiara la colpa!
Brünnhilde
Deinen Befehl
führte ich aus.
Il tuo comando
io l’ho compiuto.
Wotan
Befahl ich dir,
für den Wälsung zu fechten?
Ti comandai
di combattere per il Wälside?
Brünnhilde
So hießest du mich
als Herrscher der Wal.
Questo mi hai ingiunto
tu, signore di stragi.
Wotan
Doch meine Weisung
nahm ich wieder zurück.
Ma quel mio ordine
poi l’ho smentito.
Brünnhilde
Als Fricka den eignen
Sinn dir entfremdet:
da ihrem Sinn du dich fügtest,
warst du selber dir Feind.
Quando Fricka ha distolto
la tua mente da te:
se alla sua mente ti sei adattato,
ti sei fatto tu stesso tuo nemico.
Wotan
(a bassa voce, con amarezza)
Daß du mich verstanden, wähnt’ ich
und strafte den wissenden Trotz;
doch feig und dumm
dachtest du mich!
So hätt’ ich Verrat nicht zu rächen,
so gering wärst du meinem Grimm?
Che tu avessi compreso, ho creduto
e ho punito la cosciente sfida;
ma vile e stolto
tu mi hai creduto!
E non dovrei vendicarmi dell’inganno,
tanto indegna saresti della mia ira?
Brünnhilde
Nicht weise bin ich;
doch wußt’ ich das eine –
daß den Wälsung du liebtest.
Ich wußte den Zwiespalt,
der dich zwang,
dies eine ganz zu vergessen.
Das andre mußtest
einzig du sehn,
was zu schaun so herb
schmerzte dein Herz,
daß Siegmund Schutz du versagtest.
Non sono saggia;
pure una cosa sapevo –
che tu amavi il Wälside.
Io sapevo il contrasto
che ti costringeva
a obliare questa cosa del tutto.
L’altra cosa sola
dovevi vedere,
quella che ti affliggeva il cuore
tanto amara a guardarsi,
che a Siegmund tu negavi difesa.
Wotan
Du wußtest es so,
und wagtest dennoch den Schutz?
Tu lo sapevi,
ma hai osato difenderlo?
Brünnhilde
Weil für dich im Auge
das eine ich hielt,
dem, im Zwange des andren
schmerzlich entzweit,
ratlos den Rücken du wandtest.
Die im Kampfe Wotan
den Rücken bewacht,
die sah nun das nur,
was du nicht sahst: –
Siegmund mußt’ ich sehn.
Tod kündend
trat ich vor ihn,
gewahrte sein Auge,
hörte sein Wort;
ich vernahm des Helden
heilige Not;
tönend erklang mir
des Tapfersten Klage –
freiester Liebe
furchtbares Leid,
traurigsten Mutes
mächtigster Trotz!
Meinem Ohr erscholl,
mein Aug’ erschaute,
was tief im Busen das Herz
zu heil’gem Beben mir traf!
Scheu und staunend
stand ich in Scham:
ihm nur zu dienen
konnt’ ich noch denken;
Sieg oder Tod
mit Siegmund zu teilen:
dies nur erkannt’ ich
zu kiesen als Los!
Der diese Liebe
mir ins Herz gehaucht [gelegt],
dem Willen, der
dem Wälsung mich gesellt,
ihm innig vertraut,
trotzt’ ich deinem Gebot.
Perché ho tenuto davanti agli occhi
per te la sola cosa
cui tu, da altri costretto,
in penoso contrasto,
incauto volgevi le spalle.
Colei che a Wotan sul campo
copre le spalle,
lei sola ha visto
ciò che tu non vedevi: –
Siegmund ho dovuto vedere.
Messaggera di morte
giunsi davanti a lui,
ho visto il suo sguardo,
la sua voce ho sentito;
di quell’eroe ho appreso
la miseria sublime;
alto mi suonò
il pianto del più prode –
la spaventosa amarezza
del più schietto amore,
la fierezza potente
del più affranto coraggio!
Echeggiò al mio orecchio,
il mio occhio vide
ciò che profondo nel petto mi scosse
il cuore ad un tremito sacro!
Stupita e timida
stavo lì vergognosa:
solo di servirlo
potevo ancora pensare;
con lui condividere
vittoria o morte:
e seppi scegliere
solo questo destino!
E nel profondo sicura
della volontà che mi ha ispirato [messo]
questo amore nel petto,
la volontà che mi legò al wälside,
io sicura di essa
ho tradito il tuo ordine.
Wotan
So tatest du,
was so gern zu tun ich begehrt;
doch was nicht zu tun
die Not zwiefach mich zwang?
So leicht wähntest du
Wonne des Herzens erworben,
wo brennend Weh
in das Herz mir brach,
wo gräßliche Not
den Grimm mir schuf,
einer Welt zuliebe
der Liebe Quell
im gequälten Herzen zu hemmen?
Wo gegen mich selber
ich sehrend mich wandte,
aus Ohnmacht-Schmerzen
schäumend ich aufschoß,
wütender Sehnsucht
sengender Wunsch
den schrecklichen Willen mir schuf,
in den Trümmern der eignen Welt
meine ew’ge Trauer zu enden: –
da labte süß
dich selige Lust;
wonniger Rührung
üppigen Rausch
enttrankst du lachend
der Liebe Trank,
als mir göttlicher Not
nagende Galle gemischt? –
Così tu hai fatto
quello che io tanto desideravo fare,
ma che a non fare
la necessità due volte mi forzava?
Così facilmente conquistate
speravi le gioie del cuore,
quando bruciante una pena
a me entrava nel cuore,
quando una necessità atroce
in me accendeva lo sdegno
di arrestare nel torturato mio cuore
per amore d’un mondo
la fonte dell’amore?
Quando contro me stesso
mi rivoltai in tormento,
nel mio impotente dolore
balzai sbavando,
arso dal desiderio
di accendere in me
la volontà tremenda
di dar fine all’eterno mio lutto
nei rottami del mondo che era mio: –
allora grato te ristorò
un felice diletto;
la piena ebbrezza
di un beato fremito,
il filtro dell’amore
tutto sorbivi ridendo,
quando a me si mesceva
l’amaro fiele di un dovere divino? –
(secco e rapido)
Deinen leichten Sinn
laß dich denn leiten:
von mir sagtest du dich los.
Dich muß ich meiden,
gemeinsam mit dir
nicht darf ich Rat mehr raunen;
getrennt, nicht dürfen
traut wir mehr schaffen:
so weit Leben und Luft
darf der Gott dir nicht mehr begegnen!
Dall’animo tuo frivolo
fatti dunque guidare:
da me ti sei detta libera.
Te io devo scansare,
accanto a te in segreto
mai più mediterò consigli;
divisi, mai più potremo
agire come intimi insieme:
per dove è vita ed aria,
più il dio non può incontrarsi con te!
Brünnhilde
Wohl taugte dir nicht
die tör’ge Maid,
die staunend im Rate
nicht dich verstand,
wie mein eigner Rat
nur das eine mir riet:
zu lieben, was du geliebt.
Muss ich denn scheiden
und scheu dich meiden,
musst du spalten,
was einst sich umspannt,
die eigne Hälfte
fern von dir halten,
dass sonst sie ganz dir gehörte,
du Gott, vergiss das nicht!
Dein ewig Teil
nicht wirst du entehren,
Schande nicht wollen,
die dich beschimpft:
dich selbst ließest du sinken,
sähst du dem Spott mich zum Spiel!
Certo non ti fu utile
la stolida fanciulla,
che stupita del tuo proposito
non ti comprese,
se il mio proposito
solo una cosa mi suggeriva:
di amare ciò che tu avevi amato.
Se devo allontanarmi
e con timore evitarti,
se tu devi spezzare
ciò che un giorno era stretto,
e una metà di te
tenere da te lontana,
mai non scordare, o dio,
che un giorno lei ti appartenne tutta!
A chi è tua parte in eterno
non vorrai fare oltraggio,
né volere un’infamia
che te disonori:
tu affonderesti te stesso,
se me vedessi vittima di scherni!
Wotan
Du folgtest selig
der Liebe Macht:
folge nun dem,
den du lieben musst!
Tu hai seguito felice
la forza dell’amore:
segui ora dunque
colui che devi amare!
Brünnhilde
Soll ich aus Walhall scheiden,
nicht mehr mit dir schaffen und walten,
dem herrischen Manne
gehorchen fortan:
dem feigen Prahler
gib mich nicht preis!
Nicht wertlos sei er,
der mich gewinnt.
Se dal Walhall devo allontanarmi,
non più con te agire e dominare,
se devo ormai ubbidire
all’uomo prepotente:
non lasciarmi preda
dell’imbelle borioso!
Non sia indegno colui
che me conquista.
Wotan
Von Walvater schiedest du –
nicht wählen darf er für dich.
Da Walvater tu ti allontanasti –
egli non può scegliere per te.
Brünnhilde
(sottovoce, con fiduciosa intimità)
Du zeugtest ein edles Geschlecht;
kein Zager kann je ihm entschlagen:
der weihlichste Held – ich weiß es –
entblüht dem Wälsungenstamm.
Hai generato una nobile stirpe;
ad essa un pauroso non può appartenere:
l’eroe più sacro – io lo so –
fiorisce dal tronco dei Wälsidi.
Wotan
Schweig’ von dem Wälsungenstamm!
Von dir geschieden,
schied ich von ihm:
vernichten mußt’ ihn der Neid!
Taci del tronco dei Wälsidi!
Da te diviso,
da esso mi sono diviso:
l’odio doveva annientarlo!
Brünnhilde
Die von dir sich riß,
rettete ihn.
L’ha salvato colei
che da te si è strappata.
(in segreto)
Sieglinde hegt
die heiligste Frucht;
in Schmerz und Leid,
wie kein Weib sie gelitten,
wird sie gebären,
was bang sie birgt.
Sieglinde nutre
il frutto più santo;
in dolore e affanno,
quali mai ha sofferto una donna,
ella partorirà
ciò che la sua paura protegge.
Wotan
Nie suche bei mir
Schutz für die Frau,
noch für ihres Schoßes Frucht!
Mai non cercare con me
difesa per la donna,
né per il frutto del suo grembo!
Brünnhilde
Sie wahret das Schwert,
das du Siegmund schufest.
Custodisce la spada,
che tu hai fatto a Siegmund.
Wotan
(con impeto)
Und das ich ihm in Stücken schlug! –
Nicht streb’, o Maid,
den Mut mir zu stören!
erwarte dein Los,
wie sich’s dir wirft;
nicht kiesen kann ich es dir! –
Doch fort muß ich jetzt,
fern mich verziehn;
zu viel schon zögert’ ich hier.
Von der Abwendigen
wend’ ich mich ab;
nicht wissen darf ich,
was sie sich wünscht:
die Strafe nur
muß vollstreckt ich sehn!
E che io ho colpito e spezzato! –
Non tentare, giovinetta,
di turbarmi la mente;
aspetta la tua sorte,
quale a te si darà;
scegliertela io non posso! –
Ma ora io devo andar via,
trarmi lontano da qui;
già troppo ho indugiato.
Da chi si è sottratta
io mi sottraggo;
non m’è dato sapere,
quel che lei spera:
la pena soltanto
devo vedere eseguita!
Brünnhilde
Was hast du erdacht,
daß ich erdulde?
Che hai previsto
che io patisca?
Wotan
In festen Schlaf
verschließ’ ich dich:
wer so die Wehrlose weckt,
dem ward, erwacht, sie zum Weib!
In forte sonno
io ti chiudo:
chi poi desta l’inerme,
a lui tocca in sposa colei che è svegliata!
Brünnhilde
(gli si getta alle ginocchia)
Soll fesselnder Schlaf
fest mich binden,
dem feigsten Manne
zur leichten Beute:
dies eine mußt du erhören,
was heil’ge Angst zu dir fleht!
Die Schlafende schütze
mit scheuchenden Schrecken,
daß nur ein furchtlos
freiester Held
hier auf dem Felsen
einst mich fänd’!
Se le catene del sonno
salde devono stringermi,
facile preda
all’uomo più vigliacco:
devi esaudire almeno
la supplica di un timore santo!
Difendi la dormiente
con terrori indomabili,
sì che solo un libero
eroe senza paura
qui sulla rupe
mi trovi un giorno!
Wotan
Zu viel begehrst du –
zu viel der Gunst!
Troppo domandi –
un dono troppo grande!
Brünnhilde
(abbracciandogli i ginocchi)
Dies eine
mußt du erhören!
Zerknicke dein Kind,
das dein Knie umfaßt;
zertritt die Traute,
zertrümmre die Maid,
ihres Leibes Spur
zerstöre dein Speer:
doch gib, Grausamer, nicht
der gräßlichsten Schmach sie preis!
Questo soltanto
devi esaudire!
Schianta tua figlia,
che abbraccia i tuoi ginocchi;
schiaccia colei che ami,
stritola la fanciulla,
le tracce del suo corpo
devasti la tua lancia:
ma non lasciarla, o spietato,
preda dell’onta atroce!
(con esaltazione selvaggia)
Auf dein Gebot
entbrenne ein Feuer;
den Felsen umglühe
lodernde Glut;
es leck’ ihre Zung’,
es fresse ihr Zahn
den Zagen, der frech sich wagte,
dem freislichen Felsen zu nahn!
Al tuo comando
divampi un fuoco;
la rupe avvolgano
ardenti vampe;
lambiscano le fiamme,
divorino le fauci
il codardo che tracotante osi
salire alla rupe mortale!
Wotan
(sopraffatto e intimamente commosso, si volge vivacemente verso Brünnhilde, la solleva e la guarda intenerito negli occhi)
Leb’ wohl, du kühnes,
herrliches Kind!
Du meines Herzens
heiligster Stolz!
Leb’ wohl! Leb’ wohl! Leb’ wohl!
Addio, intrepida,
superba figlia!
Tu del mio cuore
sublime orgoglio!
Addio! Addio! Addio!
(con grande passione)
Muß ich dich meiden,
und darf nicht minnig
mein Gruß dich mehr grüßen;
sollst du nun nicht mehr
neben mir reiten,
noch Met beim Mahl mir reichen;
muß ich verlieren
dich, die ich liebe,
du lachende Lust meines Auges:
ein bräutliches Feuer
soll dir nun brennen,
wie nie einer Braut es gebrannt!
Flammende Glut
umglühe den Fels;
mit zehrenden Schrecken
scheuch’ es den Zagen;
der Feige fliehe
Brünnhildes Fels!
Denn einer nur freie die Braut,
der freier als ich, der Gott!
Se devo lasciarti,
se più non posso donarti
il mio amoroso saluto;
se a te non è più dato
di galoppare al mio fianco,
né offrirmi il sidro al banchetto;
se devo perdere
te che io amo,
te, ridente letizia dei miei occhi:
un fuoco nuziale
arda ora per te
quale per una sposa mai non arse!
Rovente vampa
la rupe avvolga;
con vorace terrore
respinga il vigliacco;
fugga il codardo
la rupe di Brünnhilde!
E uno solo liberi la sposa,
che più libero sia di me, un dio!
(Brünnhilde si abbandona, commossa e rapita, sul petto di Wotan, che la tiene a lungo abbracciata. Lei rialza il capo e guarda con solenne emozione Wotan negli occhi, tenendolo sempre abbracciato)
Der Augen leuchtendes Paar,
das oft ich lächelnd gekost,
wenn Kampfeslust
ein Kuß dir lohnte,
wenn kindisch lallend
der Helden Lob
von holden Lippen dir floß:
dieser Augen strahlendes Paar,
das oft im Sturm mir geglänzt,
wenn Hoffnungssehnen
das Herz mir sengte,
nach Weltenwonne
mein Wunsch verlangte
aus wild webendem Bangen:
zum letztenmal
letz’ es mich heut’
mit des Lebewohles
letztem Kuß!
Dem glücklichern Manne
glänze sein Stern:
dem unseligen Ew’gen
muß es scheidend sich schließen.
Questi due occhi lucenti
che sorridendo spesso ho sfiorato,
quando un mio bacio premiava
la tua guerresca esultanza,
quando con cinguettio infantile
dalle dolci labbra sgorgava
la lode degli eroi:
questi due occhi raggianti,
che mi brillavano nella tempesta,
quando un bisogno di speranza
mi incendiava il cuore,
e al piacere del mondo
smanioso aspiravo
per un’angoscia violenta:
per l’ultima volta
mi diano conforto
con un ultimo bacio
di addio!
All’uomo più felice
brilli la loro stella:
per lo sventurato immortale
nel congedo si chiudano.
(le prende il capo con le mani)
Denn so – kehrt
der Gott sich dir ab,
so küßt er die Gottheit von dir!
Ecco – si allontana
il dio da te,
e ti prende la divinità con un bacio!
(La bacia su entrambi gli occhi, che subito restano chiusi: con un dolce abbandono lei ricade tra le sue braccia. Egli teneramente la conduce a giacere su un basso poggio di muschio, sopra il quale si distende un abete dai grandi rami. Ancora una volta Wotan contempla il volto di lei e poi serra saldamente l’elmo; quindi il suo sguardo indugia ancora sulla figura di Brünnhilde, che alla fine ricopre col grande scudo d’acciaio della Walkiria. – Quindi avanza con solenne decisione nel mezzo della scena e volge la punta della sua lancia contro un enorme macigno)
Loge, hör’!
Lausche hieher!
Wie zuerst ich dich fand,
als feurige Glut,
wie dann einst du mir schwandest,
als schweifende Lohe;
wie ich dich band,
bann ich dich heut’!
Herauf, wabernde Lohe,
umlodre mir feurig den Fels!
Loge! Loge! Hieher!
Odimi, Loge!
Qui a me porgi ascolto!
Come un giorno ti trovai
ardente fiamma,
come poi mi sparisti,
sfuggente vampa;
come io ti legai,
ti incanto oggi!
Sorgi, guizzante vampa,
di rosse fiamme avvolgi la rupe!
Loge! Loge! Qui!
(Con l’ultima invocazione egli colpisce tre volte la pietra con la punta della lancia e dalla pietra sfugge un raggio di fuoco, che in un momento si gonfia fino a essere un mare di fiamme, a cui Wotan fa segno con la punta della lancia di circondare la rupe come una corrente; immediatamente il fuoco si dirige verso il fondo, dove ormai le fiamme avvolgono senza interruzione l’orlo del monte)
Wer meines Speeres
Spitze fürchtet,
durchschreite das Feuer nie!
Chi teme la punta
della mia lancia
non passi mai questo fuoco!
(Stende la lancia come per un incantesimo. Si volge indietro a guardare con dolore verso Brünnhilde e lentamente comincia ad avviarsi. Ancora una volta gira la testa e guarda indietro, poi scompare nel fondo, in mezzo al fuoco)
(Cala il sipario)
(Traduzione italiana di Franco Serpa)

(1) Testo tratto dal programma di sala della Fondazione Teatro alla Scala,
Milano, Teatro alla Scala, 24 giugno 2013

I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 24 aprile 2024