| ATTO PRIMO | |
| L’interno di un’abitazione | |
| (Nel mezzo c’è il tronco di un frassino
robusto, le cui radici molto sporgenti si
perdono lontano nel suolo; l’albero è
separato dalla sua cima da un tetto di
legno, in cui sono state tagliate aperture
per dare libero spazio al tronco e ai suoi
rami estesi in lungo e in largo; della cima
frondosa si intuisce che essa si allarghi al
di sopra di questo tetto. Intorno al tronco
del frassino, che segna il centro, è stata
costruita una stanza con pareti di
legname rozzamente lavorato da cui
pendono qua e là stuoie intrecciate e
tessute. A destra sul davanti c’è il
focolare il cui camino arriva
lateralmente fino al tetto; dietro al
focolare si trova uno spazio interno, una
specie di dispensa, a cui si sale per alcuni
scalini di legno: davanti è stesa mezzo
aperta una stuoia intrecciata. Nel fondo
una porta d’entrata con semplice
chiavistello di legno. A sinistra si va ad
una stanza interna salendo per alcuni
gradini anche questi di legno; molto più
avanti dalla stessa parte una tavola con
dietro una larga panca fissata alla parete
e davanti alcuni sgabelli di legno. Fa da introduzione un breve preludio orchestrale di tempestosa violenza. Come si alza il sipario, da fuori Siegmund spalanca con furia la porta d’ingresso ed entra; è quasi sera, la bufera è sul punto di calmarsi. Per un attimo Siegmund tiene in mano il chiavistello e percorre con lo sguardo l’abitazione: sembra sfinito da un’enorme fatica; l’abito e l’aspetto mostrano che egli è un uomo in fuga. Non vedendo nessuno, Siegmund chiude la porta dietro di sé, con l’ultimo sforzo di chi muore di stanchezza si avanza verso il focolare e si butta esausto sopra una coperta di pelle d’orso) |
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| Scena prima | |
| Siegmund | |
| Wes Herd dies auch sei, hier muß ich rasten. |
Sia di chiunque la casa, qui mi riposo. |
| (Cade a terra e per un po’ di tempo rimane disteso e immobile) | |
| (Dalla porta della stanza interna esce Sieglinde. Dal rumore che ha sentito, ha creduto che sia tornato il suo uomo: la serietà del suo volto diventa stupore quando vede un uomo ignoto disteso presso il focolare) | |
| Sieglinde | |
| (ancora in fondo alla scena) | |
| Ein fremder Mann! Ihn muß ich fragen. |
Uno straniero! Io devo interrogarlo. |
| (Tranquilla si avvicina di qualche passo) | |
| Wer kam ins Haus und liegt dort am Herd? |
Chi è entrato in casa e giace presso il fuoco? |
| (Poiché Siegmund non si muove, lei si avvicina ancora di più e lo osserva) | |
| Müde liegt er, vonWeges Müh’n. Schwanden die Sinne ihm? Wäre er siech? |
Giace ed è stanco per un lungo cammino. Ha perso i sensi? Forse è malato? |
| (Si china verso di lui e ascolta) | |
| Noch schwillt ihm der Atem; das Auge nur schloß er: – Mutig dünkt mich der Mann, sank er müd’ auch hin. |
Trema ancora il respiro, ha solo chiuso gli occhi: – ardito mi sembra, se anche si è accasciato. |
| Siegmund | |
| (sussulta sollevando di scatto il capo) | |
| Ein Quell! Ein Quell! | Acqua! Dell’acqua! |
| Sieglinde | |
| Erquickung schaff’ ich. | Cerco un ristoro. |
| (In fretta prende un corno per bere, esce di casa, rientra dopo averlo riempito e lo porge a Siegmund) | |
| Labung biet’ ich dem lechzenden Gaumen: Wasser, wie du gewollt! |
Ti offro conforto alle aride fauci: acqua, come chiedevi! |
| (Siegmund beve e le restituisce il corno. Dopo che egli l’ha ringraziata con un cenno del capo, il suo sguardo resta fermo più a lungo e con interesse crescente sul volto di lei) | |
| Siegmund | |
| Kühlende Labung gab mir der Quell, des Müden Last machte er leicht; erfrischt ist der Mut, dasAug’ erfreut des Sehens selige Lust. Wer ist’s, der so mir es labt? |
L’acqua mi ha dato fresco conforto, la mia stanchezza ha alleggerito; l’animo è rinfrancato, l’occhio ora vede e si bea della vista. Chi mi dona tanto conforto? |
| Sieglinde | |
| Dies Haus und dies Weib sind Hundings Eigen; gastlich gönn’ er dir Rast: harre, bis heim er kehrt! |
Questa casa e la donna Hunding possiede; e ospitale ti offra il riposo: aspetta fino a che torna! |
| Siegmund | |
| Waffenlos bin ich: dem wunden Gast wird dein Gatte nicht wehren. |
Sono senz’armi: l’ospite ferito dal tuo sposo non sarà respinto. |
| Sieglinde | |
| (sollecita) | |
| Die Wunden weise mir schnell! | Le ferite mostrami presto! |
| Siegmund | |
| (si alza con scatto vivace dal giaciglio e si mette a sedere) | |
| Gering sind sie, der Rede nicht wert; noch fügen des Leibes Glieder sich fest. Hätten halb so stark wie meinArm Schild und Speer mir gehalten, nimmer floh ich dem Feind; – doch zerschellten mir Speer und Schild. Der Feinde Meute hetzte mich müd’, Gewitter–Brunst brach meinen Leib; doch schneller, als ich der Meute, schwand die Müdigkeit mir: sank auf die Lider mir Nacht, die Sonne lacht mir nun neu. |
Non sono nulla, e non vale parlarne; ben salde ancora sono le membra del corpo. Se forti metà del mio braccio scudo e spada mi fossero restati, mai avrei fuggito il nemico; – ma spada e scudo mi si sono spezzati. Il branco nemico mi ha braccato a morte, la furiosa bufera mi ha fiaccato il corpo; ma più rapida di come io dal branco, da me la stanchezza è sparita; se era scesa sul ciglio la notte, ecco che ora mi sorride il sole. |
| Sieglinde | |
| (ha riempito di sidro un corno e glielo porge) | |
| Des seimigen Metes süßen Trank mögst du mir nicht verschmäh’n. |
Un dolce sorso del denso sidro non vorrai rifiutarmi. |
| Siegmund | |
| Schmecktest du mir ihn zu? | Vuoi gustarlo tu prima? |
| (Sieglinde accosta le labbra al corno e glielo rende; Siegmund ne beve una lunga sorsata, quindi allontana in fretta il corno e lo restituisce, i due si guardano per un po’ in silenzio, con crescente emozione. Egli cupo abbassa lo sguardo a terra) | |
| Siegmund | |
| (con voce tremante) | |
| Einen Unseligen labtest du: Unheil wende der Wunsch1 von dir! |
Un infelice hai confortato: da te sventura tenga lontana l’augurio! |
| (Rapido fa per andarsene) | |
| Gerastet hab’ ich und süß geruht. Weiter wend’ ich den Schritt. |
Riposo ho avuto e dolce quiete. Ora allontano i miei passi. |
| (Si avvia verso il fondo) | |
| Sieglinde | |
| (voltandosi vivacemente) | |
| Wer verfolgt dich, daß du schon fliehst? | Chi ti perseguita che già vuoi fuggire? |
| Siegmund | |
| (trattenuto dal grido di lei, si volta ancora: poi lento e cupo) | |
| Mißwende folgt mir, wohin ich fliehe; Mißwende naht mir, wo ich mich neige. Dir, Frau, doch bleibe sie fern! Fort wend’ ich Fuß und Blick. |
Disgrazia mi segue ovunque io fugga; disgrazia mi è accanto quando mi volto. Ma stia, donna, lontana da te! Volgo via passo e sguardo. |
| (arriva in fretta fino alla porta e alza il chiavistello) | |
| Sieglinde | |
| (ardentemente dimentica di sé gli grida) | |
| So bleibe hier! Nicht bringst du Unheil dahin, wo Unheil im Hause wohnt! |
Rimani dunque! Tu non rechi sventura lì dove sventura è in casa! |
| (Profondamente turbato Siegmund si arresta e scruta il volto di Sieglinde: lei vergognosa e triste con gli occhi bassi. Lungo silenzio) | |
| Siegmund | |
| (torna indietro) | |
| Wehwalt hieß ich mich selbst: – Hunding will ich erwarten. |
Wehwalt ho chiamato me stesso: – voglio attendere Hunding. |
| (Si appoggia al focolare: il suo sguardo è fermo su Sieglinde con un interesse tranquillo e deciso; lentamente lei alza di nuovo gli occhi; entrambi si guardano in profondo silenzio con negli occhi l’espressione di una grande emozione. All’improvviso Sieglinde sussulta, ascolta, e sente Hunding che all’esterno porta il cavallo nella stalla: lei va in fretta alla porta e la apre) | |
| Scena seconda | |
| (Armato di scudo e lancia entra Hunding e si arresta sulla soglia quando scorge Siegmund) | |
| Sieglinde | |
| (per rispondere allo sguardo severamente interrogativo che Hunding le rivolge) | |
| Müd’ am Herd fand ich den Mann: Not führt’ ihn ins Haus. |
Sfinito al focolare ho trovato quest’uomo: miseria l’ha spinto in questa casa. |
| Hunding | |
| Du labtest ihn? | Tu l’hai soccorso? |
| Sieglinde | |
| Den Gaumen letzt’ ich ihm, gastlich sorgt’ ich sein! |
Gli ho calmato la sete, l’ho curato da ospite! |
| Siegmund | |
| (che osserva Hunding con tranquilla decisione) | |
| Dach und Trank dank’ ich ihr: willst du deinWeib drum schelten? |
Riparo e acqua a lei devo: vorrai biasimare tua moglie? |
| Hunding | |
| Heilig ist mein Herd: – heilig sei dir mein Haus! |
Sacro è il mio focolare: – sacra sia a te la casa! |
| (a Sieglinde, mentre depone le armi e le consegna a lei) | |
| Rüst’ uns Männern das Mahl! | Prepara il pasto a noi uomini! |
| (Sieglinde appende le armi al tronco del frassino, trae cibo e bevanda dalla dispensa e allestisce sulla tavola la cena) | |
| Hunding | |
| (scruta fisso e stupito i tratti di Siegmund, che mette a confronto con quelli della sua sposa; tra sé) | |
| Wie gleicht er dem Weibe! Der gleißende Wurm glänzt auch ihm aus dem Auge. |
Come assomiglia alla donna! Il bagliore del serpe brilla dagli occhi anche a lui. |
| (Nasconde la sua sorpresa e si rivolge disinvolto a Siegmund) | |
| Weit her, traun, kamst du des Wegs; ein Roß nicht ritt, der Rast hier fand: welch’ schlimme Pfade schufen dir Pein? |
Fin qui da lontano, davvero, hai fatto la strada; non ha montato un cavallo colui che qui sosta: quali tristi sentieri ti davano pena? |
| Siegmund | |
| Durch Wald und Wiese, Heide und Hain, jagte mich Sturm und starke Not: nicht kenn’ ich den Weg, den ich kam. Wohin ich irrte, weiß ich noch minder: Kunde gewänn’ ich des gern. |
Per bosco e prato, macchia e brughiera, mi cacciavano l’uragano e l’estrema miseria: ignoro il cammino che ho fatto. Dove son giunto, so ancora meno: notizia averne io vorrei. |
| Hunding | |
| (a tavola e offrendo un posto a Siegmund) | |
| Des Dach dich deckt, des Haus dich hegt, Hunding heißt der Wirt; wendest von hier du nach West den Schritt, in Höfen reich hausen dort Sippen, die Hundings Ehre behüten. Gönnt mir Ehre mein Gast, wird sein Name nun mir gennant. |
L’oste il cui tetto te copre e la casa difende, Hunding ha nome; se da qui volgi i tuoi passi a occidente, in borghi laggiù ricche dimorano stirpi, che vegliano sull’onore di Hunding. E se l’ospite a me fa l’onore, il suo nome io ora saprò. |
| (Siegmund, che si è seduto a tavola, fissa pensieroso lo sguardo davanti a sé. Sieglinde si è seduta accanto a Hunding, di fronte a Siegmund, e tiene immobili gli occhi su di lui con straordinaria partecipazione e ansia) | |
| Hunding | |
| (che li osserva entrambi) | |
| Trägst du Sorge, mir zu vertrau’n, der Frau hier gib doch Kunde: sieh, wie gierig sie dich frägt! |
Se hai sospetto di dare a me fiducia, narra i fatti a questa donna: guarda con che avidità ella chiede! |
| Sieglinde | |
| (con semplicità e simpatia) | |
| Gast, wer du bist, wüßt’ ich gern. |
Ospite, chi tu sia, io saprei con piacere. |
| Siegmund | |
| (alza a lei lo sguardo, la fissa negli occhi e comincia serio) | |
| Friedmund darf ich nicht heißen; Frohwalt möcht’ ich wohl sein: doch Wehwalt muß ich mich nennen. Wolfe, der war mein Vater; zu zwei kam ich zur Welt, eine Zwillingsschwester und ich. Früh schwanden mir Mutter und Maid; die mich gebar und die mit mir sie barg, kaum hab’ ich je sie gekannt. – Wehrlich und stark war Wolfe; der Feinde wuchsen ihm viel. Zum Jagen zog mit dem Jungen der Alte, von Hetze und Harst einst kehrten wir heim: da lag das Wolfsnest leer. Zu Schutt gebrannt der prangende Saal, zum Stumpf der Eiche blühender Stamm; erschlagen der Mutter mutiger Leib, verschwunden in Gluten der Schwester Spur: uns schuf die herbe Not der Neidinge harte Schar. Geächtet floh derAlte mit mir; lange Jahre lebte der Junge mit Wolfe im wilden Wald: manche Jagd ward auf sie gemacht; doch mutig wehrte das Wolfspaar sich. |
Friedmund non posso dirmi; Frohwalt vorrei certo essere: ma Wehwalt devo chiamarmi. Wolfe, lui era mio padre; in due sono venuto al mondo, una mia gemella ed io. Presto mi sono scomparse la bambina e la madre; chi mi ha partorito e chi con me lei tenne in sé, a stento le ho mai conosciute. – Guerriero e forte era Wolfe; nemici gli crescevano in molti. In caccia partiva con il giovane il vecchio, da battute e da scontri un giorno tornammo a casa: ma lì la tana era vuota. Bruciata e distrutta la sala grandiosa, ridotto a un ciocco il ceppo fiorente; trafitto il gagliardo corpo della madre, perso nelle braci ogni segno della sorella: questa cruda miseria a noi fece la schiatta crudele dei Neidinge. Sbandato fuggiva il vecchio con me; lunghi anni visse il ragazzo con Wolfe in selve solitarie: e molti agguati gli furono fatti; ma con valore si difese la coppia dei lupi. |
| (rivolto a Hunding) | |
| Ein Wölfing kündet dir das, den als Wölfing mancher wohl kennt. |
Questo un Wölfing ti narra, il giovane lupo a molti ben noto. |
| Hunding | |
| Wunder und wilde Märe kündest du, kühner Gast, Wehwalt – der Wölfing! Mich dünkt, von dem wehrlichen Paar vernahm ich dunkle Sage, kannt’ ich auch Wolfe und Wölfing nicht. |
Favolose e fosche avventure ci narri, ospite intrepido, tu Wehwalt – il giovane lupo! Della coppia feroce, mi pare, storia oscura conobbi, anche se mai non vidi Wolfe e il giovane lupo. |
| Sieglinde | |
| Doch weiter künde, Fremder: wo weilt dein Vater jetzt? |
Narra ancora, straniero: dov’è ora tuo padre? |
| Siegmund | |
| Ein starkes Jagen auf uns stellten die Neidinge an: der Jäger viele fielen den Wölfen, in Flucht durch den Wald trieb sie das Wild: wie Spreu zerstob uns der Feind. Doch ward ich vom Vater versprengt, seine Spur verlor ich, je länger ich forschte; eines Wolfes Fell nur traf ich im Forst: leer lag das vor mir, den Vater fand ich nicht. Aus dem Wald trieb es mich fort; mich drängt’ es zu Männern und Frauen. Wie viel ich traf, wo ich sie fand, ob ich um Freund’, um Frauen warb, immer doch war ich geächtet: Unheil lag auf mir. Was rechtes je ich riet, andern dünkte es arg, was schlimm immer mir schien, andre gaben ihm Gunst. In Fehde fiel ich, wo ich mich fand; Zorn traf mich, wohin ich zog; gehrt’ ich nach Wonne, weckt’ ich nur Weh: drum mußt’ ich mich Wehwalt nennen, des Wehes waltet’ ich nur. |
Furibonda caccia su noi allestirono i Neidinge: ma molti dei cacciatori caddero ai colpi dei lupi, in fuga via per le selve le due prede li spinsero: e noi sperdemmo come sabbia il nemico. Ma da mio padre fui separato, la sua traccia ho smarrito quanto più l’ho cercata; solo la pelle di un lupo ho visto nella foresta: vuota l’avevo di fronte, il padre non l’ho trovato. Una forza mi cacciò dal bosco; fui spinto accanto a uomini e donne. Quanti ne ho incontrato, dovunque li ho trovati, se amici chiedevo, se donne, io fui sempre respinto: sventura pesava su me. Ciò che giusto stimavo, agli altri sembrava malvagio, a quel che sempre mi appariva indegno, davano gli altri favore. In contese caddi, ove che fossi; mi colpì l’ira, ovunque giunsi; se ho chiesto amore, solo odio ho destato: devo chiamarmi Wehwalt, perché solo sul dolore ho potere. |
| (volge gli occhi verso Sieglinde e ne scorge lo sguardo di compassione) | |
| Hunding | |
| Die so leidig Los dir beschied, nicht liebte dich die Norn’: froh nicht grüßt dich der Mann, dem fremd als Gast du nahst. |
Certo non ti amava la Norna che così trista sorte ti ha assegnato: né lieto ti saluta l’uomo cui forestiero tu chiedi accoglienza. |
| Sieglinde | |
| Feige nur fürchten den, der waffenlos einsam fährt! – Künde noch,Gast, wie du im Kampf zuletzt die Waffe verlorst! |
Solo i vigliacchi temono chi passa solo e senza armi! – Ospite, narra ancora come nello scontro hai perduto all’ultimo l’arma! |
| Siegmund | |
| (con vivacità crescente) | |
| Ein trauriges Kind rief mich zum Trutz: vermählen wollte der Magen Sippe dem Mann ohne Minne die Maid. Wider den Zwang zog ich zum Schutz; der Dränger Troß traf ich im Kampf: dem Sieger sank der Feind. Erschlagen lagen die Brüder; die Leichen umschlang da die Maid, den Grimm verjagt’ ihr der Gram. Mit wilder Tränen Flut betroff sie weinend die Wal: um des Mordes der eignen Brüder klagte die unsel’ge Braut [Maid]. – Der Erschlagnen Sippen stürmten daher; übermächtig ächzten nach Rache sie: rings um die Stätte ragten mir Feinde. Doch von der Wal wich nicht die Maid; mit Schild und Speer schirmt’ ich sie lang’, bis Speer und Schild im Harst mir zerhaun. Wund und waffenlos stand ich – sterben sah ich die Maid: mich hetzte das wütende Heer – auf den Leichen lag sie tot. – |
Una triste creatura mi invocò per soccorso: la stirpe dei parenti congiungere voleva la donna all’uomo senza amore. Contro il sopruso scesi suo difensore; la violenta masnada affrontai nello scontro: al vittorioso cedette il nemico. Uccisi giacevano i fratelli; la donna allora strinse a sé i corpi, il dolore respinse in lei il rancore. Con un’onda di pianto disperato inondò di lagrime il campo: per la morte dei propri fratelli levò lamento l’infelice sposa. – I congiunti degli uccisi irruppero in furia; troppo superiori ringhiavano vendetta: tutt’attorno in quel luogo mi sorsero nemici. Però dal campo non fuggì la donna; con scudo e con spada a lungo la protessi, fino a che scudo e spada nella mischia caddero in pezzi. Ero lì ferito e inerme – vidi morire la donna: me attaccò la furibonda schiera – lei restò morta sui corpi. – |
| (a Sieglinde con uno sguardo pieno di doloroso fuoco) | |
| Nun weißt du, fragende Frau, warum ich Friedmund – nicht heiße! |
Ora tu sai, donna che a me domandi, perché Friedmund – non è il mio nome! |
| (Si alza e si avvia verso il focolare. Sieglinde pallida e molto commossa fissa lo sguardo a terra) | |
| Hunding | |
| (molto cupo) | |
| Ich weiß ein wildes Geschlecht, nicht heilig ist ihm, was andern hehr: verhasst ist es allen und mir. Zur Rache ward ich gerufen, Sühne zu nehmen für Sippenblut: zu spät kam ich, und kehre nun heim, des flucht’gen Frevlers Spur im eignen Haus zu erspähn. – Mein Haus hütet, Wölfing, dich heut’; für die Nacht nahm ich dich auf: mit starker Waffe doch wehre dich morgen; zum Kampfe kies’ ich den Tag: für Tote zahlst du mir Zoll. |
So di una razza selvaggia, cui non è sacro ciò che onorano gli altri: a tutti essa è odiosa ed a me. Alla vendetta io fui chiamato, per ottenere riscatto del sangue comune: tardi arrivai, e torno ora a casa per scoprire qui nel mio tetto l’orma dell’infame fuggiasco. – Dà riparo il mio tetto oggi, Wölfing, a te; per la notte ti ho accolto: ma con arma robusta difenditi domani; per lo scontro fisso io il giorno: di quei morti mi paghi il tributo. |
| (a Sieglinde, che si è posta tra i due uomini con gesti di spavento) | |
| Fort aus dem Saal! Säume hier nicht! Den Nachttrunk rüste mir drin, und harre mein’ zur Ruh’. |
Tu via da questa stanza! Non restar qui! Prepara l’infuso della notte, e aspettami per il riposo. |
| (Pensierosa Sieglinde prende dalla tavola un corno per bere, si avvicina a una madia da cui trae erbe e si avvia verso la stanza laterale: sull’ultimo gradino giunta presso alla porta, si gira ancora una volta e dirige a Siegmund – il quale sta fermo presso il focolare con rabbia trattenuta e tiene d’occhio soltanto lei – un lungo sguardo appassionato, con il quale ella alla fine indica con intensa esortazione un punto sul tronco del frassino. Hunding, a cui non sfugge l’esitazione di lei, la scaccia via con un cenno di comando, al che Sieglinde con il corno e con la lanterna scompare oltre la porta) | |
| Hunding | |
| (prende dall’albero le sue armi) | |
| Mit Waffen wahrt sich der Mann. – Dich Wölfing treffe ich morgen: mein Wort hörtest du – hüte dich wohl! |
Con le armi l’uomo si protegge. – Te Wölfing incontro domani: hai udito la mia parola – sta’ bene in guardia! |
| Scena terza | |
| (Siegmund solo. È ormai piena notte; ora la sala è illuminata soltanto da una debole fiamma nel focolare. Siegmund si abbandona sul giaciglio vicino al fuoco e per un certo tempo medita silenzioso tra sé in grande agitazione interiore) | |
| Siegmund | |
| Ein Schwert verhieß mir der Vater, ich fänd’ es in höchster Not. – Waffenlos fiel ich in Feindes Haus; seiner Rache Pfand, raste ich hier: – ein Weib sah ich, wonnig und hehr; entzückend Bangen zehrt mein Herz: – zu der mich nun Sehnsucht zieht, die mit süßem Zauber mich sehrt – im Zwange hält sie der Mann, der mich – Wehrlosen höhnt! – Wälse! Wälse! Wo ist dein Schwert? Das starke Schwert, das im Sturm ich schwänge, bricht mir hervor aus der Brust, was wütend das Herz noch hegt? |
Una spada mi promise il padre, in rischio estremo l’avrei trovata. – Inerme sono caduto in mano di un nemico; e pegno di vendetta io qui riposo: – una donna mi apparve, soave e generosa; timore estatico mi tormenta il cuore: – ora un anelito mi trae a lei che col suo incanto mi soggioga – lei in potere dell’uomo che me ora – disarmato schernisce! – Wälse! Wälse! Dov’è la spada? La forte spada, ch’io brandisca furente, se dal mio petto erompe l’ira che il cuore ancora chiude? |
| (Il fuoco si disfa; dalla vampata che ne sfavilla cade una vivida luce sul tronco del frassino, nel punto che lo sguardo di Sieglinde aveva indicato, lì dove ora con chiarezza si vede infitta l’elsa di una spada) | |
| Was gleißt dort hell im Glimmerschein? Welch ein Strahl bricht aus der Esche Stamm? – Des Blinden Auge leuchtet ein Blitz: lustig lacht da der Blick. – Wie der Schein so hehr das Herz mir sengt! Ist es der Blick der blühenden Frau, den dort haftend sie hinter sich ließ, als aus dem Saal sie schied? |
Che brilla là chiaro entro il bagliore? Che raggio erompe dal tronco del frassino? – Un lampo illumina l’occhio del cieco: là si rallegra lo sguardo. – Come arde il mio cuore nel sublime bagliore! È forse lo sguardo della donna radiosa, che ella fermo nel tronco ha lasciato dietro di sé, quando si è allontanata? |
| (Da qui in poi la fiamma del focolare va spegnendosi) | |
| Nächtiges Dunkel deckte mein Aug’; ihres Blickes Strahl streifte mich da: Wärme gewann ich und Tag. Selig schien mir der Sonne Licht, den Scheitel umgliß mir ihr wonniger Glanz – bis hinter Bergen sie sank. |
Notturna tenebra mi copriva gli occhi; quando lo sguardo di lei mi accarezzò raggiante, calore n’ebbi e luce. Beata mi apparve la luce di un sole, mi avvolse il capo il suo soave splendore – finché dietro i monti è discesa. |
| (Ricompare debole una fiamma) | |
| Noch einmal, da sie schied, traf mich abends ihr Schein: selbst der alten Esche Stamm erglänzte in goldner Glut: da bleicht die Blüte – das Licht verlischt – nächtiges Dunkel deckt mir das Auge: tief in des Busens Berge glimmt nur noch lichtlose Glut! |
Ma anche ora, da che si allontanò, nella sera mi arriva il suo chiarore: il tronco stesso del vecchio frassino rifulse in vampa d’oro: ma impallidisce il fiore – muore la luce – notturna tenebra mi copre gli occhi: accolta nell’asilo del cuore mi splende solo una vampa senza luce! |
| (Il fuoco si è spento del tutto: notte fonda. – La porta della stanza laterale si apre senza rumore: ne esce Sieglinde in abito bianco e procede in silenzio, ma in fretta, verso il focolare) | |
| Sieglinde | |
| Schläfst du, Gast? | Ospite, dormi? |
| Siegmund | |
| (balza in piedi lietamente sorpreso) | |
| Wer schleicht daher? | Chi si accosta in segreto? |
| Sieglinde | |
| (con misteriosa urgenza) | |
| Ich bin’s: höre mich an! In tiefem Schlaf liegt Hunding; ich würzt’ ihm betäubenden Trank: nütze die Nacht dir zum Heil! |
Sono io: e tu ascolta! Giace Hunding in sonno profondo; gli ho servito un succo che stordisce: sfrutta la notte per salvarti! |
| Siegmund | |
| (interrompendola con ardore) | |
| Heil macht mich dein Nah’n! | La tua vicinanza è mia salvezza! |
| Sieglinde | |
| Eine Waffe laß mich dir weisen – o wenn du sie gewännst! Den hehrsten Helden dürft’ ich dich heißen: dem Stärksten allein ward sie bestimmt. O merke wohl, was ich dir melde! – Der Männer Sippe saß hier im Saal, von Hunding zur Hochzeit geladen: er freite ein Weib, das ungefragt Schächer ihm schenkten zur Frau. Traurig saß ich, während sie tranken: ein Fremder trat da herein – ein Greis in grauem Gewand; tief hing ihm der Hut, der deckt’ ihm der Augen eines; doch des andren Strahl, Angst schuf es [er] allen, traf die Männer sein mächtiges Dräu’n: mir allein weckte das Auge süß sehnenden Harm, Tränen und Trost zugleich. Auf mich blickt’ er und blitzte auf jene, als ein Schwert in Händen er schwang: das stieß er nun in der Esche Stamm, bis zum Heft haftet’ es drin: – dem sollte der Stahl geziemen, der aus dem Stamm es zög’. Der Männer alle, so kühn sie sich mühten, dieWehr sich keiner gewann; Gäste kamen und Gäste gingen, die stärksten zogen am Stahl – keinen Zoll entwich er dem Stamm: dort haftet schweigend das Schwert. – Da wusst’ ich, wer der war, der mich Gramvolle gegrüßt; ich weiß auch, wem allein im Stamm das Schwert er bestimmt. O fänd’ ich ihn heut’ und hier, den Freund; käm’ er aus Fremden zur ärmsten Frau: was je ich gelitten in grimmigem Leid, was je mich geschmerzt in Schande und Schmach, – süßeste Rache sühnte dann alles! Erjagt hätt’ ich, was je ich verlor, was je ich beweint, wär’ mir gewonnen, – fänd’ ich den heiligen Freund, umfing’ den Helden mein Arm! |
Lascia che un’arma io ti additi – se tu la conquistassi! Il più nobile eroe potrei chiamarti: solo al più forte essa è stata destinata. Ora sta’ attento bene al mio racconto! – Tutti i parenti maschi sedevano a convito, qui invitati da Hunding per le nozze: egli sposava una donna, che forzata gli infami gli donavano in moglie. Triste sedevo, mentre essi bevevano: ed ecco che uno straniero entrò – un vecchio in grigia veste; calcato a fondo il cappello gli copriva uno degli occhi; ma dell’altro il lampo dette angoscia a tutti, spaventò gli uomini la sua potente sfida: in me sola destò quell’occhio dolce afflizione e attesa, e pena e pace a un tempo. Su me volse lo sguardo, gli altri li fulminò, quando brandì con le mani una spada: egli poi la piantò nel tronco del frassino, e fino all’elsa lì è restata salda: – doveva esser l’acciaio di colui che lo strappasse al tronco. Degli uomini tutti, quale che fosse il valoroso sforzo, nessuno s’è guadagnato l’arma; vennero ospiti ospiti partirono, con l’acciaio tentarono i più forti – d’un pollice neppure sfuggì al tronco: là salda sta silente la spada. – Allora io seppi chi fosse colui che salutò me afflitta; e so anche a chi soltanto egli destina la spada nel tronco. Oh, lo trovassi oggi e qui, l’amico; se egli anche venisse da lontano alla più sventurata delle donne: quello che sempre ho subìto in atroce dolore, tutti i tormenti miei d’ignominia e d’infamia, – la più dolce vendetta risanerebbe tutto! Raggiunto avrei ogni bene perduto, ogni cosa rimpianta sarebbe ora un guadagno, – se trovassi il consacrato amico, se il mio braccio stringesse quell’eroe! |
| Siegmund | |
| (la abbraccia con ardore) | |
| Dich selige Frau hält nun der Freund, dem Waffe und Weib bestimmt! Heiß in der Brust brennt mir der Eid, der mich dir Edlen vermählt. Was je ich ersehnt, ersah ich in dir; in dir fand ich, was je mir gefehlt! Littest du Schmach, und schmerzte mich Leid; war ich geächtet, und warst du entehrt: freudige Rache lacht nun den Frohen! Auf lach’ ich in heiliger Lust, halt’ ich dich Hehre umfangen, fühl’ ich dein schlagendes Herz! |
Donna beata, ti tiene ora l’amico, alla sposa e a quell’arma destinato! Rovente in cuore m’arde la promessa, che a te nobile mi lega. Ciò cui sempre ho anelato, vedo ora in te; in te ho trovato ciò che non ho mai avuto! Se tu subivi infamia, e tormentava me pena; se io fui scacciato, e tu disonorata; lieta vendetta sorride ora ai felici! E forte io rido in esultanza sacra, se te sublime io stringo e sento il tuo cuore fremente! |
| Sieglinde | |
| (sussulta atterrita e si stacca da lui) | |
| Ha, wer ging?Wer kam herein? | Ah, chi è uscito? Chi è entrato? |
| (La porta posteriore si è spalancata e resta interamente aperta: all’esterno una stupenda notte di primavera; entra la luce della luna piena e versa il suo fulgore sui due giovani che ora d’un tratto possono osservarsi nel pieno chiarore) | |
| Siegmund | |
| (in un lieve rapimento) | |
| Keiner ging – doch einer kam: siehe, der Lenz lacht in den Saal! |
Nessuno è uscito – ma qualcuno è entrato: guarda, il sorriso del maggio è in questa stanza! |
| (Con dolce violenza Siegmund la trae a sé sul giaciglio) | |
| Winterstürme wichen dem Wonnemond, in mildem Lichte leuchtet del Lenz; auf linden Lüften leicht und lieblich, Wunder webend er sich wiegt; durch Wald und Auen weht sein Atem, weit geöffnet lacht sein Aug’. Aus sel’ger Vöglein Sange süß er tönt, holde Düfte haucht er aus; seinem warmen Blut entblühen wonnige Blumen, Keim und Sproß entspringt seiner Kraft. Mit zarter Waffen Zier bezwingt er die Welt; Winter und Sturm wichen der starken Wehr: – wohl mußte den tapfern Streichen die strenge Türe auch weichen, die trotzig und starr uns – trennte von ihm. – Zu seiner Schwester schwang er sich her; die Liebe lockte den Lenz; in unsrem Busen barg sie sich tief: nun lacht sie selig dem Licht. Die bräutliche Schwester befreite der Bruder; zertrümmert liegt, was je sie getrennt; jauchzend grüßt sich das junge Paar: vereint sind Liebe und Lenz! |
Si è arreso il gelo al chiaro tepore, in mite chiarore maggio risplende; su soffi soavi lieve e mite, creando prodigi egli si culla; per prati e selve soffia il suo fiato, e spalancato l’occhio sorride. Nel canto di uccelli gioiosi è la dolce sua voce, amabili aromi egli espande; fiori dal caldo suo sangue sbocciano ardenti, a gemme e germogli la sua forza dà vita. Adorno di armi gentili egli domina il mondo; cedono freddo e bufera al suo fermo potere: – e ai duri suoi colpi ha ceduto anche la solida porta, che tenace e ostinata noi – separava da lui. – Verso sua sorella qui maggio irrompe, da lei sedotto, dalla passione, che prima nascosta nel buio del cuore oggi beata sorride alla luce. Ha liberato il fratello la sposa sorella; infranto giace ciò che li aveva divisi; si riconosce esultante la giovane coppia: uniti sono la passione e il maggio! |
| Sieglinde | |
| Du bist der Lenz, nach dem ich verlangte in frostigen Winters Frist; dich grüßte mein Herz mit heiligem Grau’n, als dein Blick zuerst mir erblühte. – Fremdes nur sah ich von je, freudlos war mir das Nahe; als hätt’ ich nie es gekannt, war, was immer mir kam. Doch dich kannt’ ich deutlich und klar: als meinAuge dich sah, warst du mein Eigen; was im Busen ich barg, was ich bin, hell wie der Tag taucht’ es mir auf, wie tönender Schall schlug’s an mein Ohr, als in frostig öder Fremde zuerst ich den Freund ersah. |
Maggio sei tu, che anelante aspettavo, costretta nel gelido inverno; te ha salutato il mio cuore con brivido santo, quando su me si è dischiuso il tuo occhio. – Da sempre vedevo estraneo il mondo, e ostile ciò che m’era vicino; quasi a me sconosciuta restava ogni cosa che sempre incontravo. Ma te, sì, riconobbi sicuro e chiaro: come il mio occhio ti vide, tu sei stato mio; quello che nel mio cuore celavo, quello che io sono, raggiante come il giorno in me è risorto, come eco sonora ha percosso il mio orecchio, subito quando nel desolato gelo ho riconosciuto l’amico. |
| (Ella si stringe estatica al collo di lui e fissa il suo volto da vicino) | |
| Siegmund | |
| (con trasporto) | |
| O süßeste Wonne! O seligstes Weib! |
O ebbrezza dolcissima! O beatissima donna! |
| Sieglinde | |
| (vicinissima ai suoi occhi) | |
| O laß in Nähe zu dir mich neigen, daß hell ich schaue den hehren Schein, der dir aus Aug’ und Antlitz bricht, und so süß die Sinne mir zwingt! |
O lascia che da presso io verso te mi chini, perché chiaro io contempli il nobile fulgore che ti si effonde dallo sguardo e dal volto, e che dolce lega i miei sensi! |
| Siegmund | |
| Im Lenzesmond leuchtest du hell; hehr umwebt dich das Wellenhaar; was mich berückt, errat’ ich nun leicht – denn wonnig weidet mein Blick. |
Nella luna di maggio tu chiara splendi; nobile ti circonda l’onda dei tuoi capelli; ciò che mi abbaglia, facilmente intendo – perché rapito si incanta il mio sguardo. |
| Sieglinde | |
| (gli libera la fronte dai riccioli e lo contempla con stupore) | |
| Wie dir die Stirn so offen steht, der Adern Geäst in den Schläfen sich schlingt! Mir zagt es vor der Wonne, die mich entzückt! – Ein Wunder will mich gemahnen: – den heut’ zuerst ich erschaut, mein Auge sah dich schon! |
Come è larga la tua fronte, come si intreccia nelle tempie la trama delle vene! In questo incanto io tremo, e in rapimento! – Un prodigio vuole ch’io rammenti: – te che mai prima di oggi ho visto, il mio sguardo un tempo già vide! |
| Siegmund | |
| Ein Minnetraum gemahnt auch mich: in heißem Sehnen sah ich dich schon! |
Un tenero sogno rammento anche io: in un ardente anelito io già ti vidi! |
| Sieglinde | |
| Im Bach erblickt’ ich mein eigen Bild – und jetzt gewahr’ ich es wieder: wie einst dem Teich es enttaucht, bietest mein Bild mir nun du! |
Nel ruscello guardavo l’immagine di me stessa – ed ora di nuovo la osservo: come un giorno emergeva dall’acqua, la mia immagine ora tu mi porgi! |
| Siegmund | |
| Du bist das Bild, das ich in mir barg. |
Tu sei l’immagine che io in me nascondevo. |
| Sieglinde | |
| (voltando rapida lo sguardo) | |
| O still! Laß mich der Stimme lauschen: mich dünkt, ihren Klang hört’ ich als Kind – doch nein! Ich hörte sie neulich, als meiner Stimme Schall mir widerhallte der Wald. |
Aspetta! Lascia che io ascolti la voce: il suo suono, mi sembra, udivo da bambina – ma no! Da poco l’ho udito quando il bosco mi rimandava l’eco della mia voce. |
| Siegmund | |
| O lieblichste Laute, denen ich lausche! |
O suoni dolcissimi che ora ascolto! |
| Sieglinde | |
| (torna rapida a fissarlo negli occhi) | |
| Deines Auges Glut erglänzte mir schon: – so blickte der Greis grüßend auf mich, als der Traurigen Trost er gab. An dem [kühnen] Blick erkannt’ ihn sein Kind – schon wollt’ ich beim Namen ihn nennen! |
Il fuoco del tuo occhio mi illuminò già un tempo: – questo era lo sguardo del vecchio quando mi salutò, e offerse conforto all’afflitta. Nel suo sguardo [ardito] lo riconobbe sua figlia – già volevo chiamarlo per nome! |
| (si interrompe, poi continua sottovoce) | |
| Wehwalt heißt du fürwahr? | Wehwalt davvero ti chiami? |
| Siegmund | |
| Nicht heiß’ ich so, seit du mich liebst: nun walt’ ich der hehrsten Wonnen! |
No, non mi chiamo così da quando tu mi ami: possiedo ora la più alta gioia! |
| Sieglinde | |
| Und Friedmund darfst du froh dich nicht nennen? |
E non potresti felice darti nome Friedmund? |
| Siegmund | |
| Nenne [Heiße] mich du, wie du liebst, daß ich heiße: den Namen nehm’ ich von dir! |
Dammi tu il nome, come vuoi che io mi chiami: il nome lo prendo da te! |
| Sieglinde | |
| Doch nanntest du Wolfe den Vater? | Ma Wolfe hai chiamato tuo padre? |
| Siegmund | |
| Ein Wolf war er feigen Füchsen! Doch dem so stolz strahlte das Auge, wie, Herrliche, hehr dir es strahlt, der war – Wälse genannt. |
Per le pavide volpi era un lupo! Ma lui al quale l’occhio raggiava fierissimo, quanto sublime il tuo raggia, o sovrana, lui – Wälse aveva nome. |
| Sieglinde | |
| (fuori di sé) | |
| War Wälse dein Vater, und bist du ein Wälsung, stieß er für dich sein Schwert in den Stamm, so laß mich dich heißen, wie ich dich liebe: Siegmund – so nenn’ ich dich! |
Se era Wälse tuo padre, e tu sei un Wälside, per te ha piantato la spada nel tronco, e lascia dunque che io ti chiami al modo ch’io t’amo: Siegmund – così ti chiamo! |
| Siegmund | |
| (si slancia verso il tronco e afferra l’elsa della spada) | |
| Siegmund heiß’ ich und Siegmund bin ich: bezeug’ es dies Schwert, das zaglos ich halte! Wälse verhieß mir, in höchster Not fänd’ ich es einst: ich faß’ es nun! Heiligster Minne höchste Not, sehnender Liebe sehrende Not, brennt mir hell in der Brust, drängt zu Tat und Tod: Notung! Notung! So nenn’ ich dich Schwert – Notung! Notung! Neidlicher Stahl! Zeig’ deiner Schärfe schneidenden Zahn: heraus aus der Scheide zu mir! |
Siegmund ho nome e Siegmund io sono: lo provi la spada che impavido stringo! A me Wälse promise che nel bisogno estremo l’avrei trovata un giorno: e ora io l’afferro! Di un sacro affetto bisogno estremo, di ardente amore aspro bisogno, in me brilla e brucia nel petto, costringe ad agire e a morire: Notung! Notung! Così, spada, io ti chiamo – Notung! Notung! Nemico acciaio! Del tuo rigido taglio mostra l’artiglio: via dalla guaina, a me! |
| (Con sforzo potente estrae la spada dal tronco e la mostra a Sieglinde presa dallo stupore e dalla commozione) | |
| Siegmund, den Wälsung, siehst du, Weib! Als Brautgabe bringt er dies Schwert: so freit er sich die seligste Frau; dem Feindeshaus entführt er dich so. Fern von hier folge mir nun, fort in des Lenzes lachendes Haus: dort schützt dich Notung, das Schwert, wenn Siegmund dir liebend erlag! |
Siegmund, il Wälside, donna, tu vedi! In dono di nozze questa spada egli porta: così egli si unisce alla donna felice; dalla casa nemica ti rapisce così. Lontano da qui tu seguimi ora, via, nella casa dove maggio sorride: lì ti protegge Notung, la spada, se Siegmund cade per amor tuo! |
| (l’abbraccia per trascinarla via con sé) | |
| Sieglinde | |
| (al colmo dell’ebbrezza) | |
| Bist du Siegmund, den ich hier sehe – Sieglinde bin ich, die dich ersehnt: die eigne Schwester gewannst du zu eins mit dem Schwert! |
Se tu sei Siegmund, chi io qui vedo – Sieglinde io sono che a te anelava: la tua vera sorella hai conquistato con la tua spada! |
| Siegmund | |
| Braut und Schwester bist du dem Bruder – so blühe denn Wälsungen–Blut! |
Sposa e sorella sei tu al fratello – fiorisca così il sangue dei Wälsidi! |
| (La attira a sé con infuocata passione; con un grido ella si abbandona sul suo petto) | |
| (Il sipario scende rapidamente) | |
| ATTO SECONDO | |
| Una catena di monti rocciosi e selvaggi | |
| (Sullo sfondo dal basso sale un crepaccio che termina in un elevato giogo rupestre; da qui il terreno scende di nuovo in giù verso il davanti della scena) | |
| Scena prima | |
| (Wotan in tenuta di guerra, con la lancia; davanti a lui sta Brünnhilde la Walkiria, anche lei in pieno assetto d’armi) | |
| Wotan | |
| Nun zäume dein Roß, reisige Maid! Bald entbrennt brünstiger Streit: Brünnhilde stürme zum Kampf, dem Wälsung kiese sie Sieg! Hunding wähle sich, wem er gehört; nach Walhall taugt er mir nicht. Drum rüstig und rasch reite zur Wal! |
Frena il cavallo, figlia guerriera! Presto si accende ardente scontro: voli Brünnhilde alla lotta, e per il Wälside scelga vittoria! Hunding si volga a chi lui appartiene; a me per il Walhall non serve. Robusta e rapida cavalca al campo! |
| Brünnhilde | |
| (esultante sale da destra alla vetta balzando di roccia in roccia) | |
| Hojotoho! Hojotoho! Heiaha! Heiaha! Hojotoho! Heiaha! |
Hojotoho! Hojotoho! Heiaha! Heiaha! Hojotoho! Heiaha! |
| (si arresta su un alto picco roccioso, guarda giù nel dirupo dello sfondo e grida volgendosi a Wotan) | |
| Dir rat’ ich,Vater, rüste dich selbst; harten Sturm sollst du bestehn. Fricka naht, deine Frau, im Wagen mit dem Widdergespann. Hei! Wie die goldne Geißel sie schwingt! Die armen Tiere ächzen vor Angst; wild rasseln die Räder: zornig fährt sie zum Zank! In solchem Strauße streit’ ich nicht gern, lieb’ ich auch mutiger Männer Schlacht: drum sieh’, wie den Sturm du bestehst; ich Lustige laß’ dich im Stich! Hojotoho! Hojotoho! Heiaha! Heiaha! Heiahaha! |
Io ti consiglio, padre, sii preparato; devi affrontare una dura bufera. Si avvicina Fricka, tua moglie, sul suo carro di arieti. Ehi! Come scuote la sferza dorata! Le povere bestie gemono in pena; stridono aspre le ruote: irata lei arriva all’alterco! In tali lotte mai mi cimento, più ardita io amo gli scontri di uomini: perciò vedi tu di sostener la tempesta; io, allegra, ti lascio nei guai! Hojotoho! Hojotoho! Heiaha! Heiaha! Heiahaha! |
| (Brünnhilde è sparita di lato dietro la cima del monte, mentre su dal dirupo, su un carro tirato da due arieti, Fricka arriva in cima al giogo: lì smonta in fretta e si dirige poi con ira verso Wotan sul davanti della scena) | |
| Wotan | |
| (mentre la vede giungere) | |
| Der alte Sturm, die alte Müh’! Doch stand muß ich hier [ihr] halten! |
L’antica furia, l’antica pena! Ma qui [a lei] devo resistere! |
| Fricka | |
| (quanto più si avvicina tanto più frena il passo e si ferma con dignità davanti a Wotan) | |
| Wo in Bergen du dich birgst, der Gattin Blick zu entgehn, einsam hier such’ ich dich auf, daß Hilfe du mir verhießest. |
Qui dove tra montagne ti celi, per evitare l’occhio della sposa, da sola vengo a scoprirti, che mi prometta aiuto. |
| Wotan | |
| Was Fricka kümmert, künde sie frei. |
Fricka ciò che la affligge dica liberamente. |
| Fricka | |
| Ich vernahm Hundings Not, um Rache rief er mich an: der Ehe Hüterin hörte ihn, verhieß, streng zu strafen die Tat des frech frevelnden Paars, das kühn den Gatten gekränkt. – [Von dir nun heisch’ ich harte Buße an Sieglinde und Siegmund.] |
Conobbi l’angustia di Hunding, egli implorava vendetta: io la custode delle nozze ascoltai, e promisi di punire con rigore il reato della coppia sfrontata, che ardita ha offeso lo sposo. – [Da te ora reclamo penitenza dura di Sieglinde e Siegmund.] |
| Wotan | |
| Was so Schlimmes schuf das Paar, das liebend einte der Lenz? Der Minne Zauber entzückte sie: wer büsst mir der Minne Macht? |
Che slealtà mai ha commesso la coppia, che maggio e passione hanno unito? Li ammaliò la magia dell’amore: del suo potere chi deve pentirsi? |
| Fricka | |
| Wie töricht und taub du dich stellst, als wüßtest fürwahr du nicht, daß um der Ehe heiligen Eid, den hart gekränkten, ich klage! |
Ah, stolto e sordo ti fingi, come se tu ignorassi che per il sacro patto di nozze, mortalmente ferito, io accuso! |
| Wotan | |
| Unheilig acht’ ich den Eid, der Unliebende eint; und mir wahrlich mute nicht zu, daß mit Zwang ich halte, was dir nicht haftet: denn wo kühn Kräfte sich regen, da rat’ ich offen zum Krieg. |
Empio giudico il patto, che lega chi non si ama; e davvero da me tu non pretendere che io sia obbligato per forza a ciò che te non riguarda: ché dove ardite forze si destano, tocca a me esortare alla lotta. |
| Fricka | |
| Achtest du rühmlich der Ehe Bruch, so prahle nun weiter und preis’ es heilig, daß Blutschande entblüht dem Bund eines Zwillingspaars! Mir schaudert das Herz, es schwindelt mein Hirn: bräutlich umfing die Schwester der Bruder! Wann – ward es erlebt, daß leiblich Geschwister sich liebten? |
Se giudichi gloriosa l’offesa alle nozze, continua a vantarti e celebra come atto castissimo che fiorisca un incesto dal legame d’una coppia gemella! Ribrezzo ne ho in cuore, la mia mente delira: come sposa ha abbracciato il fratello la sorella! Quando – si è visto mai che nella carne si amassero i fratelli? |
| Wotan | |
| Heut’ – hast du’s erlebt: erfahre so, was von selbst sich fügt, sei zuvor auch noch nie es geschehn. Daß jene sich lieben, leuchtet dir hell; drum höre redlichen Rat! Soll süße Lust deinen Segen dir lohnen, so segne, lachend der Liebe, Siegmunds und Sieglindes Bund! |
Oggi – l’hai visto: e così impara quel che spontaneo accade, anche se mai sia prima avvenuto. Che i due si amino, a te è ben chiaro; ascolta quindi retto consiglio! Se dolce gioia deve ripagare una tua benedizione, benedici, sorridendo all’amore, l’abbraccio di Sieglinde e Siegmund! |
| Fricka | |
| (prorompendo al massimo dello sdegno) | |
| So ist es denn aus mit den ewigen Göttern, seit du die wilden Wälsungen zeugtest? Heraus sagt’ich’s – traf ich den Sinn? Nichts gilt dir der Hehren heilige Sippe; hin wirfst du alles, was einst du geachtet; zerreißest die Bande, die selbst du gebunden; lösest lachend des Himmels Haft – daß nach Lust und Laune nur walte dies frevelnde Zwillingspaar, deiner Untreue zuchtlose Frucht! – O, was klag’ ich um Ehe und Eid, da zuerst du selbst sie versehrt! Die treue Gattin trogest du stets; wo eine Tiefe, wo eine Höhe, dahin lugte lüstern dein Blick, wie des Wechsels Lust du gewännest und höhnend kränktest mein Herz. Trauernden Sinnes mußt’ ich’s ertragen, zogst du zur Schlacht mit den schlimmen Mädchen, die wilder Minne Bund dir gebar; denn dein Weib noch scheutest du so, daß der Walküren Schar und Brünnhilde selbst, deines Wunsches Braut, in Gehorsam der Herrin du gabst. Doch jetzt, da dir neue Namen gefielen, als «Wälse» wölfisch im Walde du schweiftest; jetzt, da zu niedrigster Schmach du dich neigtest, gemeiner Menschen ein Paar zu erzeugen: jetzt dem Wurfe der Wölfin wirfst du zu Füßen dein Weib! – So führ’ es denn aus, fülle das Maß: die Betrog’ne laß auch zertreten! |
Tutto è finito dunque per gli eterni dèi, da quando hai messo al mondo i brutali Wälsidi? L’ho detto chiaro – ho colto il segno? Per te nulla vale dei sovrani la sacra stirpe; via getti tutto ciò che un giorno stimavi; spezzi i legami che tu stesso hai stretto; allegro sciogli i nodi celesti – sì che trionfi a suo gaudio e genio questa coppia sfrontata, frutto indecente della tua infedeltà! – Oh, perché piango per nozze e promesse, se proprio tu le calpesti per primo! La sposa fedele sempre hai ingannato; in ogni valle, su ogni vetta, spiava là spudorato il tuo sguardo, come potevi goderti il gusto del nuovo, e insolente ferire il mio cuore. Col tormento nel petto sopportarlo dovevo, se tu scendevi in campo con le fiere fanciulle, nate a te dall’amplesso di un amore feroce; sì, la tua donna allora tanto riverivi, che la schiera delle Walkirie e perfino Brünnhilde, compagna del tuo desiderio, mettesti al servizio della sovrana. Ma ora nuovi nomi ti hanno incantato, e come «Wälse» il lupo nella foresta hai vagato; ora che ti sei abbassato alla più infame vergogna di generare una coppia di uomini comuni: ora butta la tua donna in preda della nidiata della lupa! – Dunque, finisci l’opera, colma la misura: lascia che si calpesti l’ingannata! |
| Wotan | |
| (tranquillo) | |
| Nichts lerntest du, wollt’ ich dich lehren, was nie du erkennen kannst, eh’ nicht [dir] ertagte die Tat. Stets Gewohntes nur magst du verstehn: doch was noch nie sich traf, danach trachtet mein Sinn! – Eines höre! Not tut ein Held, der, ledig göttlichen Schutzes, sich löse vom Göttergesetz: so nur taugt er zu wirken die Tat, die, wie not sie den Göttern, dem Gott doch zu wirken verwehrt. |
Nulla puoi imparare, se ti volessi insegnare quel che non riconosci avanti che l’evento non sia in luce [per te]. Sempre e solo il già noto tu vuoi comprendere: ma a ciò che mai si è visto, là mira la mia mente! – Ascolta questo! Un eroe è necessario che senza un riparo divino si liberi dalla legge degli dèi: solo così egli ha forza di compiere l’azione, che, pur necessaria agli dèi, al dio è vietato di compiere. |
| Fricka | |
| Mit tiefem Sinne willst du mich täuschen! Was Hehres sollten Helden je wirken, das ihren Göttern wäre verwehrt, deren Gunst in ihnen nur wirkt? |
Con oscuro concetto tu mi vuoi confondere! Che mai di grande compirebbero eroi, che fosse vietato ai loro dèi, il cui favore solo agisce in essi? |
| Wotan | |
| Ihres eignen Mutes17 achtest du nicht? |
Del loro spirito a te nulla importa? |
| Fricka | |
| Wer hauchte Menschen ihn ein? Wer hellte den Blöden den Blick? In deinem Schutz scheinen sie stark, durch deinen Stachel streben sie auf: du – reizest sie einzig, die so mir Ew’gen du rühmst. Mit neuer List willst du mich belügen, durch neue Ränke mir jetzt entrinnen; doch diesen Wälsung gewinnst du dir nicht: in ihm treff’ ich nur dich, denn durch dich trotzt er allein! |
Chi l’ha soffiato negli uomini? Chi ai vigliacchi ha illuminato l’occhio? Nel tuo riparo sembrano saldi, con il tuo stimolo tendono in alto: sei tu – che solo li spingi, quelli che a me, un’eterna, tanto esalti. Con nuova frode tu mi vuoi ingannare, per nuove astuzie a me ora sottrarti; ma con il tuo Wälside tu non la vinci: soltanto te in lui colpisco, perché solo per te egli mi sfida! |
| Wotan | |
| In wildem Leiden erwuchs er sich selbst: mein Schutz schirmte ihn nie. |
In aspri dolori, egli è cresciuto da solo: non l’ha protetto mai un mio riparo. |
| Fricka | |
| So schütz’ auch heut’ ihn nicht! Nimm ihm das Schwert, das du ihm geschenkt! |
Allora non proteggerlo oggi! A lui togli la spada che gli hai donato! |
| Wotan | |
| Das Schwert? | La spada? |
| Fricka | |
| Ja – das Schwert, das zauberstark zuckende Schwert, das du Gott dem Sohne gabst. |
Sì – la spada, la portentosa spada saettante, che tu dio hai dato al figlio. |
| Wotan | |
| (con impeto) | |
| Siegmund gewann es sich | Siegmund se l’è conquistata |
| (con un tremito represso) | |
| selbst in der Not. | da sé nel pericolo. |
| (Da qui in avanti in tutto il suo contegno Wotan esprime un oscuro sdegno, profondo e sempre crescente.) | |
| Fricka | |
| (continuando con calore) | |
| Du schufst ihm die Not, wie das neidliche Schwert: willst du mich täuschen, die Tag und Nacht auf den Fersen dir folgt? Für ihn stießest du das Schwert in den Stamm, du verhießest ihm die hehre Wehr: willst du es leugnen, daß nur deine List ihn lockte, wo er es fänd’? |
Tu gli hai creato il pericolo, e con esso la spada indomabile: tu vuoi confondere me, quella che giorno e notte segue ogni tuo passo? Per lui hai confitto la spada nel tronco, tu gli hai promesso l’arma sublime: e puoi negare che fu solo tua astuzia ad attrarlo dove potesse trovarla? |
| (Wotan fa un gesto d’ira; Fricka è sempre più sicura, perché vede l’impressione che ha fatto su Wotan) | |
| Mit Unfreien streitet kein Edler, den Frevler straft nur der Freie. Wider deine Kraft führt’ ich wohl Krieg; doch Siegmund verfiel mir als Knecht! |
Con un abbietto nessun generoso si batte, soltanto il libero castiga l’iniquo. Al tuo potere, sì, potrei portare battaglia: ma Siegmund mi è assegnato per servo! |
| (Irritato Wotan volta il capo, e poi è sommerso dal sentimento della propria impotenza) | |
| Der dir als Herren hörig und eigen, gehorchen soll ihm dein ewig Gemahl? Soll mich in Schmach der Niedrigste schmähen, dem Frechen zum Sporn, dem Freien zum Spott? Das kann mein Gatte nicht wollen, die Göttin entweiht er nicht so! |
A un sottoposto e vassallo della tua signoria deve obbedire colei che è in eterno tua sposa? Deve con onta beffarmi il più vile, per sprone ai protervi, per spasso dei liberi? No, questo non vuole il mio sposo, un tal sacrilegio alla dea! |
| Wotan | |
| (cupo) | |
| Was verlangst du? | Tu che pretendi? |
| Fricka | |
| Laß von dem Wälsung! | Abbandona il Wälside! |
| Wotan | |
| (con voce soffocata) | |
| Er geh’ seines Wegs. | Vada per la sua strada. |
| Fricka | |
| Doch du – schütze ihn nicht, wenn zur Schlacht ihn der Rächer ruft. |
Tu – non proteggerlo, se il punitore lo sfida. |
| Wotan | |
| Ich – schütze ihn nicht. | Io – non lo proteggo. |
| Fricka | |
| Sieh mir ins Auge, sinne nicht Trug! Die Walküre wend’ auch von ihm! |
Guardami in viso, non meditare un inganno! Allontana da lui la Walkiria! |
| Wotan | |
| Die Walküre walte frei. | Sia lei padrona di sé. |
| Fricka | |
| Nicht doch! Deinen Willen vollbringt sie allein: verbiete ihr Siegmunds Sieg! |
Ah no! Lei agisce soltanto come tu vuoi: vieta a lei che Siegmund vinca! |
| Wotan | |
| (in un violento contrasto interiore) | |
| Ich kann ihn nicht fällen: er fand mein Schwert! |
Io non posso atterrarlo: ha trovato lui la mia spada! |
| Fricka | |
| Entzieh’ dem den Zauber, zerknick’ es dem Knecht! Schutzlos schau’ [find’] ihn der Feind! |
Togli ad essa gli incanti, infrangila al servo! E inerme lo veda [trovi] il nemico! |
| (Fricka ode Brünnhilde che dall’alto lancia il gioioso grido delle Walkirie: poi appare Brünnhilde stessa col suo cavallo sulla rupe) | |
| Dort kommt deine kühne Maid: jauchzend jagt sie daher. |
Là arriva la fiera tua figlia: giù corre gridando. |
| Wotan | |
| (tra sé, cupo) | |
| Ich rief sie für Siegmund zu Roß! | Io l’ho mandata a cavallo per Siegmund! |
| Fricka | |
| Deiner ew’gen Gattin heilige Ehre beschirme heut’ ihr Schild! Von Menschen verlacht, verlustig der Macht, gingen wir Götter zugrund, würde heut’ nicht hehr und herrlich mein Recht gerächt von der mutigen Maid. – Der Wälsung fällt meiner Ehre: – Empfah’18 ich vonWotan den Eid? |
Il suo scudo oggi difenda il sacro onore della tua sposa eterna! Derisi dagli uomini, impotenti noi dèi cadremmo in rovina, se oggi la mia autorità tutelata non fosse dalla forte fanciulla con degno rispetto. – Cade in mio onore il Wälside: – Wotan mi dà giuramento? |
| Wotan | |
| (terribilmente indignato e in preda a un’intima collera abbandonandosi su un sedile di roccia) | |
| Nimm den Eid! | Hai il mio giuramento! |
| (Brünnhilde, come ha visto Fricka dall’alto, ha subito interrotto il suo canto, e poi è discesa giù lungo il sentiero roccioso tenendo il cavallo per la briglia; ora lo spinge in una grotta, nel momento in cui Fricka, tornando verso il suo carro, le passa accanto) | |
| Fricka | |
| (a Brünnhilde) | |
| Heervater harret dein: laß’ ihn dir künden, wie das Los er gekiest! |
Heervater ti attende: lui ti dirà quale sorte ha deciso! |
| (sale sul carro e si allontana in fretta) | |
| Sdena seconda | |
| (Con volto stupito e preoccupato Brünnhilde giunge alla presenza di Wotan, che, reclinato sul sedile di roccia, il capo appoggiato sulla mano, è immerso in cupi pensieri) | |
| Brünnhilde | |
| Schlimm, fürcht’ ich, schloß der Streit, lachte Fricka dem Lose! – Vater, was soll dein Kind erfahren? Trübe scheinst du und traurig! |
Male, temo, si è concluso lo scontro, se Fricka rise alla sorte! – Padre, che deve sapere tua figlia? Triste appari e turbato! |
| Wotan | |
| (sentendosi impotente lascia cadere il braccio e getta indietro la testa) | |
| In eigner Fessel fing ich mich: ich Unfreiester aller! |
Mi ritrovo preso nei miei lacci: io il più servo di tutti! |
| Brünnhilde | |
| So sah ich dich nie! Was nagt dir das Herz? |
Così non ti ho mai visto! Che tortura hai nel cuore? |
| Wotan | |
| (sollevando ora il braccio in un sfogo terribile d’ira) | |
| O heilige Schmach! O schmählicher Harm! Götternot! Götternot! Endloser Grimm! Ewiger Gram! Der Traurigste bin ich von allen! |
O disonore sacro! O sconcio dolore! Miseria degli dèi! Miseria degli dèi! Collera immensa! Cruccio infinito! Tra tutti sono io il più afflitto! |
| Brünnhilde | |
| (atterrita getta lontano scudo, lancia ed elmo e cade ai piedi di Wotan con sollecita intimità) | |
| Vater! Vater! Sage, was ist dir? Wie erschreckst du mit Sorge dein Kind? Vertraue mir: ich bin dir treu; sieh, Brünnhilde bittet! |
Padre! Padre! Dimmi, che hai? Così spaventi con ansie tua figlia? Fida in me: ti sono fedele; guarda, Brünnhilde implora! |
| (con allarmato affetto ella posa il capo e le mani sulle ginocchia e sul grembo di lui) | |
| Wotan | |
| (la guarda a lungo negli occhi e poi le accarezza i capelli: come tornando in sé da profondi pensieri, alla fine comincia in un sussurro) | |
| Laß’ ich’s verlauten, lös’ ich dann nicht meines Willens haltenden Haft? |
Se a voce alta lo dico, allora non perdo il saldo sostegno della mia volontà? |
| Brünnhilde | |
| (gli risponde anche lei sussurrando) | |
| Zu Wotans Willen sprichst du, sagst du mir, was du willst: wer – bin ich, wär’ ich dein Wille nicht? |
Al volere di Wotan tu parli, se mi dici ciò che tu vuoi: chi – sono io, se il tuo volere non sono? |
| Wotan | |
| Was keinem inWorten ich künde, unausgesprochen bleib’ es denn ewig: mit mir nur rat’ ich, red’ ich zu dir. – |
Ciò che a nessuno io dico in parole, inespresso resti per sempre: con me soltanto io rifletto, se parlo con te. – |
| (con voce ancora più opaca e più trepidante, mentre tiene fisso lo sguardo negli occhi di Brünnhilde) | |
| Als junger Liebe Lust mir verblich, verlangte nach Macht mein Mut: von jäher Wünsche Wüten gejagt, gewann ich mir die Welt. Unwissend trugvoll, Untreue übt’ ich, band durch Verträge, was Unheil barg: listig verlockte mich Loge, der schweifend nun verschwand. – Von der Liebe doch mocht’ ich nicht lassen, in der Macht verlangt’ ich nach Minne. Den Nacht gebar, der bange Nibelung, Alberich brach ihren Bund; er fluchte der Lieb’ und gewann durch den Fluch des Rheines glänzendes Gold und mit ihm maßlose Macht. Den Ring, den er schuf, entriß ich ihm listig: doch nicht dem Rhein gab ich ihn zurück; mit ihm bezahlt’ ich Walhalls Zinnen, der Burg, die Riesen mir bauten, aus der ich der Welt nun gebot. – Die alles weiß, was einstens war, Erda, die weihlich weiseste Wala, riet mir ab von dem Ring, warnte vor ewigem Ende. Von dem Ende wollt’ ich mehr noch wissen; doch schweigend entschwandmir das Weib. Da verlor ich den leichten Mut; zu wissen begehrt’ es den Gott: in den Schoß der Welt schwang ich mich hinab, mit Liebes–Zauber zwang ich die Wala, stört’ ihres Wissens Stolz, daß sie Rede nun mir stand. Kunde empfing ich von ihr; von mir doch barg sie ein Pfand: der Welt weisestes Weib gebar mir, Brünnhilde, dich. Mit acht Schwestern zog ich dich auf: durch euch Walküren wollt’ ich wenden, was mir die Wala zu fürchten schuf – ein schmähliches Ende der Ew’gen. Daß stark zum Streit uns fände der Feind, hieß ich euch Helden mir schaffen: die herrisch wir sonst in Gesetzen hielten, die Männer, denen den Mut wir gewehrt, die durch trüber Verträge trügende Bande zu blindem Gehorsam wir uns gebunden – die solltet zu Sturm und Streit ihr nun stacheln, ihre Kraft reizen zu rauhem Krieg, daß kühner Kämpfer Scharen ich sammle in Walhalls Saal. |
Quando in me languì diletto di giovane amore, l’animo mio desiderò potenza: incitato dalla furia di brame sfrenate, mi conquistai il mondo. Mentitore ignaro, un inganno ho commesso, vincolando per contratto un bene colmo di male: astuto Loge mi aveva sedotto, il vagabondo che ora è sparito. – Non mi piacque però ricusare l’amore, e con la potenza volli la passione. Ma il nato dalla notte, l’inquieto Nibelungo, Alberich ne ha spezzato i nodi; l’amore ha maledetto, così conquistandosi il fulgido oro del Reno, e con l’oro smisurata potenza. L’anello che ha creato, astuto gli ho sottratto: ma non al Reno l’ho restituito; con l’oro ho pagato le mura del Walhall, fortezza eretta per me dai giganti, da cui ho dominato il mondo. – Colei che tutto conosce quanto esistette un giorno, Erda, la Wala di veneranda sapienza, mi sconsigliò quell’anello, mi mise in guardia dalla fine eterna. Di questa fine volli sapere di più; ma muta la donna mi sparì dalla vista. Io la serenità dell’animo ho perduto; il dio ebbe bisogno di sapere: nel grembo del mondo giù mi immersi, col sortilegio d’amore sforzai la Wala, ne turbai la superba sapienza, sì che ella mi rese ragione. Da lei ottenni notizie; da me però accolse ella un pegno: la donna più saggia del mondo, o Brünnhilde, mi ha generato te. Con le otto sorelle io ti ho allevata: con voi Walkirie volli stornare quel che la Wala mi fece temere – una turpe fine degli eterni. A che forti allo scontro ci trovasse il nemico, vi imposi di crearmi eroi: quelli che da sovrani un giorno forzammo alle leggi, gli uomini, la cui audacia avevamo represso, loro che con gli inganni di oscuri patti, a cieca obbedienza avevamo costretto – loro voi dovevate spronare all’assalto e allo scontro, la forza incitarne a crudo conflitto, sì che guerrieri gagliardi io adunassi a schiere nel Walhall. |
| Brünnhilde | |
| Deinen Saal füllten wir weidlich; viele schon führt’ ich dir zu. Was macht dir nun Sorge, da nie wir gesäumt? |
La tua sala presto riempimmo; e molti io già te ne ho condotti. Che ti dà ora affanno, se noi mai abbiamo esitato? |
| Wotan | |
| Ein andres ist’s: achte es wohl, wess’ mich dieWala gewarnt! – Durch Alberichs Heer droht uns das Ende: mit neidischem Grimm grollt mir der Niblung; doch scheu’ ich nun nicht seine nächtigen Scharen – meine Helden schüfen mir Sieg. Nur wenn je den Ring zurück er gewänne – dann wäre Walhall verloren: der der Liebe fluchte, er allein nützte neidisch des Ringes Runen zu aller Edlen endloser Schmach; der Helden Mut entwendet’ er mir; die kühnen selber zwäng’ er zum Kampf; mit ihrer Kraft bekriegte er mich. Sorgend sann ich nun selbst, den Ring dem Feind zu entreißen: der Riesen einer, denen ich einst mit verfluchtem Gold den Fleiß vergalt, Fafner hütet den Hort, um den er den Bruder gefällt. Ihm müsst’ ich den Reif entringen, den selbst als Zoll ich ihm zahlte: doch mit dem ich vertrug, ihn darf ich nicht treffen; machtlos vor ihm erläge mein Mut. |
Si tratta d’altro: ascolta bene che mi predice la Wala! – Dalle orde di Alberich su noi incombe la fine: con livida rabbia il Nibelungo mi avversa; ma ormai io non temo le notturne sue schiere – vittoriosi sarebbero i miei eroi. Solo se mai l’anello egli si riprendesse, – sarebbe perduto il Walhall: chi maledisse l’amore, lui solo userebbe con rabbia le rune dell’anello, a immensa vergogna di tutti gli dèi; il coraggio degli eroi egli a me rapirebbe, quei prodi stessi obbligando a battaglia; e con la loro forza mi farebbe guerra. Inquieto dunque meditai io stesso di strappare l’anello al nemico: uno dei giganti, ai quali un giorno con l’oro maledetto io ripagai lo zelo, Fafner sorveglia il tesoro, per cui ha ammazzato il fratello. A lui dovrei strappare l’anello, il compenso che io stesso gli ho pagato: ma colui col quale ho stretto il patto, non posso incontrare; davanti a lui cadrebbe inerte il mio coraggio. |
| (con amarezza) | |
| Das sind die Bande, die mich binden: der durch Verträge ich Herr, den Verträgen bin ich nun Knecht. Nur Einer könnte, was ich nicht darf: ein Held, dem helfend nie ich mich neigte; der fremd dem Gotte, frei seiner Gunst, unbewußt, ohne Geheiß, aus eigner Not, mit der eignen Wehr schüfe die Tat, die ich scheuen muß, die nie mein Rat ihm riet, wünscht sie auch einzig mein Wunsch. – Der, entgegen dem Gott, für mich föchte, den freundlichen Feind, wie fände ich ihn? Wie schüf’ ich den Freien, den nie ich schirmte, der im eignen [in eignem] Trotze der Trauteste mir? Wie macht’ ich den Andren, der nicht mehr ich, und aus sich wirkte, was ich nur will? – O göttliche Not! Grässliche Schmach! Zum Ekel find’ ich ewig nur mich in allem, was ich erwirke! DasAndre, das ich ersehne, das Andre erseh’ ich nie; denn selbst muß der Freie sich schaffen – Knechte erknet’ ich mir nur! |
Da questi lacci sono legato: io in forza dei patti sovrano ai patti ora devo servire. Uno solo saprebbe fare ciò che non posso io: un eroe, al cui soccorso io non sia mai disceso; estraneo al dio, libero dal suo favore, innocente, senza altrui ordini, per suo bisogno, con le sue armi compisse l’opera che me spaventa, che mai gli suggerirei, anche se essa sola è il mio desiderio. – Colui che contro il dio combattesse per me, l’avversario amico, come potrei trovarlo? Come far sorgere il libero, che non ho mai difeso, che nella sua fierezza fosse a me il più fedele? Come creare l’Altro, che non sia più me stesso, e che da solo adempia l’unico mio desiderio? – O divina miseria! Atroce offesa! Fino allo schifo scopro in eterno me stesso in tutto ciò che faccio! L’Altro, che attendo ansioso, l’Altro mai non lo scorgo; perché il libero da sé stesso si forma – ed io solo servi mi creo! |
| Brünnhilde | |
| Doch derWälsung, Siegmund, wirkt er nicht selbst? |
Ma Siegmund, il Wälside, non agisce da solo? |
| Wotan | |
| Wild durchschweift’ ich mit ihm die Wälder; gegen der Götter Rat reizte kühn ich ihn auf: gegen der Götter Rache schützt ihn nun einzig das Schwert, das eines Gottes Gunst ihm beschied. – Wie wollt’ ich listig selbst mich belügen? So leicht ja entfrug mir Fricka den Trug! Zu tiefster Scham durchschaute sie mich: ihrem Willen muß ich gewähren! |
In corse selvagge con lui percorrevo le selve; contro l’avviso degli dèi ne aizzavo l’ardire: contro la vendetta degli dèi lo difende ora solo la spada che il favore di un dio gli ha fornito. – Ma come ho potuto mentire con astuzia a me stesso? Con domande Fricka ha scoperto facilmente l’inganno! Per mia estrema vergogna mi ha guardato nell’anima: la sua volontà devo esaudire! |
| Brünnhilde | |
| So nimmst du von Siegmund den Sieg? | E togli a Siegmund la vittoria? |
| Wotan | |
| (con l’impeto selvaggio di un disperato dolore) | |
| Ich berührte Alberichs Ring – gierig hielt ich das Gold! Der Fluch, den ich floh, nicht flieht er nun mich: – was ich liebe,muß ich verlassen, morden, wen je ich minne, trügend verraten, wer mir traut! Fahre denn hin, herrische Pracht, göttlichen Prunkes prahlende Schmach! Zusammen breche, was ich gebaut! Auf geb’ ich mein Werk, nur eines will ich noch: das Ende – – das Ende! – |
Ho toccato l’anello di Alberich – avidamente strinsi quell’oro! La maledizione che io ho scansato, ora non scansa più me: – ciò che amo, devo abbandonare, uccidere chi prediligo, infido tradire, chi in me confida! Sparisci, dunque, superbo sfarzo, vuota vergogna di divino orgoglio! Vada in rovina ciò che ho innalzato! Abbandono la mia opera, voglio una cosa sola: la fine – – la fine! – |
| (si interrompe pensieroso) | |
| Und für das Ende sorgt Alberich! – Jetzt versteh’ ich den stummen Sinn des wilden Wortes der Wala: – «Wenn der Liebe finstrer Feind zürnend zeugt einen Sohn, der Sel’gen Ende säumt dann nicht!» – Vom Niblung jüngst vernahm ich die Mär, daß ein Weib der Zwerg bewältigt, dess’ Gunst Gold ihm erzwang: des Hasses Frucht hegt eine Frau, des Neides Kraft kreißt ihr im Schoß: das Wunder gelang dem Liebelosen; doch der in Lieb’ ich freite, den Freien erlang’ ich mir nicht! – |
E la fine Alberich prepara! – Ora comprendo il silenzioso senso del detto tremendo della Wala: – «Se il tristo nemico dell’amore con odio genera un figlio, la fine dei beati non tarderà!» – Del Nibelungo da poco ho udito notizia, che il nano ha asservito una donna, il cui favore gli ha prodotto l’oro: seme dell’odio quella nutre in sé, la forza dell’invidia le si agita in grembo: il senza amore ha ottenuto il prodigio; ma il libero che nell’amore cercavo, io non posso ottenerlo! – |
| (si solleva con rabbia amara) | |
| So nimm meinen Segen, Niblungen-Sohn! Was tief mich ekelt, dir geb’ ich’s zum Erbe, der Gottheit nichtigen Glanz: zernage ihn [sie] gierig dein Neid! |
Sii da me benedetto, figlio del Nibelungo! Del mio schifo profondo ti destino mio erede, del vano splendore divino: avida lo roda la tua invidia! |
| Brünnhilde | |
| (spaventata) | |
| O sag’, künde! Was soll nun dein Kind? |
Oh parla, dimmi! Che farà ora tua figlia? |
| Wotan | |
| (con amarezza) | |
| Fromm streite für Fricka; hüte ihr Eh’ und Eid! Was sie erkor, das kiese auch ich: was frommte mir eigner Wille? Einen Freien kann ich nicht wollen – für Frickas Knechte kämpfe nun du! |
Fedele combatti per Fricka; a lei proteggi promesse e nozze! Ciò che lei ha scelto, scelgo anche io: mi servirebbe un volere mio proprio? Un uomo libero non posso volerlo – per i servi di Fricka tu ora lotti! |
| Brünnhilde | |
| Weh! Nimm reuig zurück das Wort! Du liebst Siegmund: dir zulieb – ich weiß es – schütz’ ich den Wälsung. |
Ahimè! Pentito ritira la tua parola! Tu ami Siegmund: per amor tuo – lo so – io proteggo il Wälside. |
| Wotan | |
| Fällen sollst du Siegmund, für Hunding erfechten den Sieg! Hüte dich wohl und halte dich stark, all deiner Kühnheit entbiete im Kampf: ein Siegschwert schwingt Siegmund – schwerlich fällt er dir feig! |
Tu devi abbattere Siegmund, per Hunding ottenere vittoria! Sta’ bene in guardia e agisci da forte, tutta la tua audacia nello scontro raccogli: una spada vittoriosa agita Siegmund – non facilmente cadrà tua vittima! |
| Brünnhilde | |
| Den du zu lieben stets mich gelehrt, der in hehrer Tugend dem Herzen dir teuer – gegen ihn zwingt mich nimmer dein zwiespältig Wort! |
Tu mi hai sempre insegnato ad amare colui che nel suo alto valore è caro al tuo cuore – contro di lui mai può obbligarmi la tua parola discorde! |
| Wotan | |
| Ha, Freche du! Frevelst du mir? Wer bist du, als meines Willens blind wählende Kür? – Da mit dir ich tagte, sank ich so tief, daß zum Schimpf der eignen Geschöpfe ich ward? Kennst du, Kind, meinen Zorn? Verzage dein Mut, wenn je zermalmend auf dich stürzte sein Strahl! In meinem Busen berg’ ich den Grimm, der in Graun und Wust wirft eine Welt, die einst zur Lust mir gelacht: – wehe dem, den er trifft! Trauer schüf’ ihm sein Trotz! – Drum rat’ ich dir, reize mich nicht; besorge, was ich befahl: – Siegmund falle! – Dies sei der Walküre Werk. |
Ah, sfrontata! Tu mi contrasti? Chi sei se non strumento cieco del mio volere? – Per essermi con te confidato tanto sono caduto, da diventar ludibrio di chi è mia creatura? La mia ira, figlia, conosci? Il tuo animo arretri, se mai annientatore piombi il suo lampo su te! Nel mio petto chiudo la collera, che in spaventosa rovina scaglia un mondo che mi era luce e letizia: – guai a colui su cui cade! Sfidarmi gli darebbe sventura! – Ed io ti consiglio, non provocarmi; esegui quello che ho detto: – Siegmund cada! – Questo il dovere della Walkiria. |
| (Corre via in furia e scompare rapido a sinistra tra i monti) | |
| Brünnhilde | |
| (resta a lungo spaventata e stordita) | |
| So – sah ich Siegvater nie, erzürnt’ ihn sonst wohl auch ein Zank! |
Così – non ho mai visto Siegvater, quand’anche l’accendesse un alterco! |
| (si china turbata e raccoglie le armi che di nuovo indossa) | |
| Schwer wiegt mir der Waffen Wucht: – wenn nach Lust ich focht, wie waren sie leicht! – Zu böser Schlacht schleich’ ich heut’ so bang. |
Grave mi opprime il peso delle armi: – se per mio piacere lottassi, quanto leggere sarebbero! – A iniquo scontro oggi trepidante mi avvio. |
| (medita, lo sguardo fisso innanzi a sé, poi sospira) | |
| Weh’,mein Wälsung! Im höchsten Leid muß dich treulos die Treue verlassen! – |
Ahimè, mio Wälside! Con dolore la tua fedele senza fedeltà ti abbandona! – |
| (Si volge verso il fondo e vede Siegmund e Sieglinde che salgono fuori dal crepaccio: per un momento Brünnhilde osserva i due che si appressano, poi si dirige nella grotta verso il suo cavallo, in maniera che scompare del tutto alla vista dello spettatore) | |
| Scena terza | |
| (Compaiono Siegmund e Sieglinde. Lei procede in fretta; Siegmund tenta di trattenerla) | |
| Siegmund | |
| Raste nun hier: gönne dir Ruh’! |
Fermati qui: concediti un riposo! |
| Sieglinde | |
| Weiter!Weiter! | Avanti!Avanti! |
| Siegmund | |
| (l’abbraccia con dolce violenza) | |
| Nicht weiter nun! Verweile, süßestes Weib! Aus Wonne–Entzücken zucktest du auf, mit jäher Hast jagtest du fort; kaum folgt’ ich der wilden Flucht: durch Wald und Flur, über Fels und Stein, sprachlos, schweigend sprangst du dahin, kein Ruf hielt dich zur Rast. |
No, ora no! Attendi, dolce creatura! Dall’ebbrezza d’amore ti sei strappata, con furia impetuosa via sei fuggita; a stento seguivo la corsa selvaggia: per selve e campi, su rupi e pietre, tacita, muta, avanti balzavi, non ci fu grido che ti ha fermato! |
| (Sieglinde selvaggiamente tiene gli occhi fissi) | |
| Ruhe nun aus: rede zu mir! Ende des Schweigens Angst! Sieh, dein Bruder hält seine Braut: Siegmund ist dir Gesell’! |
Ora riposati: parlami! Metti fine al silenzio angoscioso! Guarda, il fratello stringe la sposa: Siegmund ti è accanto! |
| (con cautela l’ha guidata verso il sedile di pietra) | |
| Sieglinde | |
| (guarda Siegmund negli occhi con crescente rapimento; poi gli cinge con passione il collo. Alla fine sussulta per improvviso spavento, mentre Siegmund la stringe con impeto) | |
| Hinweg! Hinweg! Flieh’ die Entweihte! Unheilig umfängt dich ihr Arm; entehrt, geschändet schwand dieser Leib: flieh’ die Leiche, lasse sie los! Der Wind mag sie verwehn, die ehrlos dem Edlen sich gab! – – Da er sie liebend umfing, da seligste Lust sie fand, da ganz sie minnte der Mann, der ganz ihre Minne geweckt: – vor der süßesten Wonne heiligster Weihe, die ganz ihr Sinn und Seele durchdrang, Grauen und Schauder ob gräßlichster Schande mußte mit Schreck die Schmähliche fassen, die je dem Manne gehorcht, der ohne Minne sie hielt! – Laß die Verfluchte, laß sie dich fliehn! Verworfen bin ich, der Würde bar! Dir reinstem Manne muß ich entrinnen, dir Herrlichem darf ich nimmer gehören: Schande bring’ ich dem Bruder, Schmach dem freienden Freund! |
Via! Via da qui! Fuggi l’impura! Con empietà ti cinge il suo braccio; in infamia, in vergogna questo corpo si è spento: fuggi, abbandona il cadavere! Sperda il vento la donna che indegna a un degno si è data! – – Quand’egli d’amore la strinse e lei raggiunse una gioia suprema, totalmente amata dall’uomo che in lei accendeva un amore totale: – nella consacrazione dell’estasi dolcissima, che tutti i sensi le ha invaso e l’anima, ribrezzo e orrore per l’onta infame dovevano opprimere la svergognata, lei fatta serva dell’uomo che senza amore la possedeva! – Lascia la maledetta, lascia che da te fugga! Abbietta io sono, disonorata! A te purissimo devo sottrarmi, tua mai, o sublime, non potrò essere: onta porto al fratello, vergogna all’amico mio sposo! |
| Siegmund | |
| Was je Schande dir schuf, das büßt nun des Frevlers Blut! Drum fliehe nicht weiter; harre des Feindes; hier – soll er mir fallen: wenn Notung ihm das Herz zernagt, Rache dann hast du erreicht! |
La pena che l’onta ti ha dato, la paga ora il sangue del malvagio! Dunque non fuggir più; aspetta il nemico; qui – io l’abbatto: quando Notung il cuore gli frantuma, tu hai avuto vendetta! |
| Sieglinde | |
| (trasale di spavento e ascolta) | |
| Horch! Die Hörner – hörst du den Ruf? – Ringsher tönt wütend Getös’; aus Wald und Gau gellt es herauf. Hunding erwachte aus hartem Schlaf; Sippen und Hunde ruft er zusammen; mutig gehetzt heult die Meute, wild bellt sie zum Himmel um der Ehe gebrochenen Eid! |
Odi! I corni – senti il richiamo? – Tutt’intorno echeggia furioso un fragore; da spazi e boschi s’alza rombando. Si è destato Hunding da sonno pesante; parenti e cani egli raccoglie; aizzata senza sosta urla la muta, al cielo latra selvaggia per l’infranta promessa di nozze! |
| (Sieglinde ride come in un delirio: – poi è presa da un angoscioso tremore) | |
| Wo bist du, Siegmund? Seh’ ich dich noch? Brünstig geliebter, leuchtender Bruder? Deines Auges Stern laß noch einmal mir strahlen: wehre dem Kuß des verworfnen Weibes nicht! – Horch! O horch! Das ist Hundings Horn! Seine Meute naht mit mächt’ger Wehr. Kein Schwert frommt vor der Hunde Schwall: – wirf es fort, Siegmund! – Siegmund – wo bist du? – Ha dort – ich sehe dich – schrecklich Gesicht! – Rüden fletschen die Zähne nach Fleisch; sie achten nicht deines edlen Blicks; bei den Füßen packt dich das feste Gebiß – du fällst – in Stücken zerstaucht das Schwert: die Esche stürzt – es bricht der Stamm! – Bruder! Mein Bruder! Siegmund – ha! – |
Dove sei, Siegmund? Ti vedo ancora? Ardentemente amato, lucente fratello? Fa’ che ancora mi splenda la stella del tuo occhio: non rifiutare il bacio della donna reietta! – Ascolta! Oh, ascolta! Questo è il corno di Hunding! Il suo branco s’appressa armato e forte. Nessuna spada basta per l’assalto dei cani: – gettala via, Siegmund! – Siegmund – dove sei? – Ah, là – ti vedo – spaventosa visione! – I lupi che fiutano carne arrotano i denti; non hanno timore del fiero tuo sguardo; ai piedi ti stringe il morso feroce – tu cadi – colpita e in pezzi è la spada: rovina il frassino – il ceppo si spezza! – Fratello! Fratello mio! Siegmund – ah! – |
| (con un grido cade svenuta tra le braccia di Siegmund) | |
| Siegmund | |
| Schwester! Geliebte! | Sorella! Mia amata! |
| (ne ascolta il respiro e si convince che vive ancora. La fa scivolare sul suo corpo, in modo che il capo di lei viene a giacere sulle sue ginocchia quando egli stesso si lascia cadere sul sedile. In questa posizione rimangono tutti e due fino alla fine della scena seguente) | |
| (Lungo silenzio, durante il quale Siegmund con tenera sollecitudine si china su Sieglinde e posa un lungo bacio sulla sua fronte) | |
| Scena quarta | |
| (Calma e solenne, tenendo il cavallo alla briglia, Brünnhilde è uscita dalla grotta verso il proscenio e resta ora, avendo Siegmund da un lato, a poca distanza da lui. Tiene scudo e lancia in una mano e si appoggia con l’altra al collo del cavallo e osserva così, in austero silenzio, Siegmund per un certo tempo) | |
| Brünnhilde | |
| Siegmund! – Sieh auf mich! Ich – bin’s, der bald du folgst! |
Siegmund! – Gli occhi alza a me! Io – sono colei che tu ora segui! |
| Siegmund | |
| (dirige lo sguardo a lei) | |
| Wer bist du, sag’, die so schön und ernst mir erscheint? |
Dimmi, chi sei che così bella e severa mi appari? |
| Brünnhilde | |
| Nur Todgeweihten taugt mein Anblick: wer mich erschaut, der scheidet vom Lebens-Licht. Auf der Walstatt allein erschein’ ich Edlen: wer mich gewahrt, zur Wal kor ich ihn mir. |
I consacrati alla morte solo assiste il mio sguardo: chi mi vede, rinuncia alla luce vitale. Soltanto in battaglia io compaio agli eroi: chi mi ha conosciuto, è scelto da me per la strage. |
| Siegmund | |
| (la guarda a lungo negli occhi, poi pensieroso abbassa il capo, e infine si volge nuovamente verso di lei con solenne serietà) | |
| Der dir nun folgt, wohin führst du den Helden? |
Colui che ora ti segue, l’eroe, dove tu lo conduci? |
| Brünnhilde | |
| Zu Walvater, der dich gewählt, führ’ ich dich: nach Walhall folgst du mir. |
Al Walvater che ti ha eletto, ti condurrò: mi seguirai al Walhall. |
| Siegmund | |
| In Walhalls Saal Walvater find’ ich allein? |
Nella sala del Walhall trovo solo il Walvater? |
| Brünnhilde | |
| Gefall’ner Helden hehre Schar umfängt dich hold mit hoch-heiligem Gruß. |
Di eroi caduti una nobile schiera ti onora con santissimo omaggio. |
| Siegmund | |
| Fänd’ ich in Walhall Wälse, den eignen Vater? |
Nel Walhall trovo Wälse, mio padre? |
| Brünnhilde | |
| Den Vater findet der Wälsung dort. |
Là il Wälside trova suo padre. |
| Siegmund | |
| Grüßt mich in Walhall froh eine Frau? |
Nel Walhall mi accoglie dolce una donna? |
| Brünnhilde | |
| Wunschmädchen walten dort hehr: Wotans Tochter reicht dir traulich den Trank! |
Divine vergini là hanno dominio nobile: la figlia di Wotan costante ti offre la coppa! |
| Siegmund | |
| Hehr bist du, und heilig gewahr’ ich das Wotanskind: doch eines sag’ mir, du Ew’ge! Begleitet den Bruder die bräutliche Schwester? Umfängt Siegmund Sieglinde dort? |
Sublime sei tu, e con devozione io guardo la figlia di Wotan: pure una cosa dimmi, o Eterna! La sposa sorella accompagna il fratello? Abbraccia Siegmund là Sieglinde? |
| Brünnhilde | |
| Erdenluft muß sie noch atmen: Sieglinde sieht Siegmund dort nicht! |
L’aria terrena respirerà ella ancora: Sieglinde non vede là Siegmund! |
| Siegmund | |
| So grüße mir Walhall, grüße mir Wotan, grüße mir Wälse und alle Helden – grüß’ auch die holden Wunsches-Mädchen: zu ihnen folg’ ich dir nicht. |
Saluta tu il Walhall allora, per me Wotan saluta e Wälse saluta con tutti gli eroi – saluta poi le nobili vergini divine: da loro io non ti seguo. |
| Brünnhilde | |
| Du sahest der Walküre sehrenden Blick: mit ihr mußt du nun ziehn! |
Tu hai visto della Walkiria lo sguardo bruciante: con me tu devi venire! |
| Siegmund | |
| Wo Sieglinde lebt in Lust und Leid, da will Siegmund auch säumen: noch machte dein Blick nicht mich erbleichen: vom Bleiben zwingt er mich nie! |
Dove Sieglinde vive in pena e piacere, lì anche Siegmund rimane: non ancora il tuo sguardo mi ha portato la morte: qui resto e altrove non mi costringe! |
| Brünnhilde | |
| So lang’ du lebst, zwäng’ dich wohl nichts; doch zwingt dich Toren der Tod: – ihn dir zu künden, kam ich her. |
Finché sei vivo, nulla, lo so, ti costringe; ma te folle costringe la morte: – per annunziartela io sono qui. |
| Siegmund | |
| Wo wäre der Held, dem heut’ ich fiel? |
Dove sarebbe l’eroe, davanti a cui cadrei? |
| Brünnhilde | |
| Hunding fällt dich im Streit. | Hunding ti uccide in battaglia. |
| Siegmund | |
| Mit Stärk’rem drohe, als Hundings Streichen! Lauerst du hier lüstern auf Wal, jenen kiese zum Fang: ich denk’ ihn zu fällen im Kampf! |
Minaccia un danno più forte che i colpi di Hunding! Se sei qui in agguato avida di strage, lui scegli per preda: so che lo uccido sul campo! |
| Brünnhilde | |
| (scuotendo il capo) | |
| Dir, Wälsung – höre mich wohl! – Dir ward das Los gekiest. |
Il tuo, o Wälside – odimi bene! – il tuo destino è scelto. |
| Siegmund | |
| Kennst du dies Schwert? Der mir es schuf, beschied mir Sieg: deinem Drohen trotz’ ich mit ihm! |
Conosci questa spada? Chi me l’ha fatta, a me assegnò la vittoria: con la spada sfido le tue minacce! |
| Brünnhilde | |
| (con voce molto elevata) | |
| Der dir es schuf, beschied dir jetzt Tod: seine Tugend nimmt er dem Schwert! |
Chi te l’ha fatta, a te ora ha assegnato la morte: e toglie alla spada il potere! |
| Siegmund | |
| (impetuoso) | |
| Schweig, und schrecke die Schlummernde nicht! – |
Taci, e non spaventare lei che è assopita! – |
| (in uno scoppio di dolore si china teneramente su Sieglinde) | |
| Weh! Weh! Süßestes Weib! Du traurigste aller Getreuen! Gegen dich wütet in Waffen die Welt: und ich, dem du einzig vertraut, für den du ihr einzig getrotzt – mit meinem Schutz nicht soll ich dich schirmen, die Kühne verraten im Kampf? Ha, Schande ihm, der das Schwert mir schuf, beschied er mir Schimpf für Sieg! Muß ich denn fallen, nicht fahr’ ich nach Walhall – Hella halte mich fest! |
Ahi! Ahimè! Donna adorata! La più infelice delle fedeli! Infuria contro te il mondo in armi: ed io il solo in cui speravi, per il quale hai sfidato il mondo – con la mia difesa non devo proteggerti, e il tuo coraggio tradirò in campo? Ah, infamia a lui che mi foggiò la spada, se per vittoria mi assegna la vergogna! Bene, se devo cadere, al Walhall non vado – Hella mi tenga forte! |
| Brünnhilde | |
| (scossa) | |
| So wenig achtest du ewige Wonne? Alles wär’ dir das arme Weib, das müd’ und harmvoll matt von dem Schoße dir hängt? Nichts sonst hieltest du hehr? |
Tanto poco ti curi di un’eterna delizia? Per te sarebbe tutto questa povera donna, che stanca e afflitta senza forza giace sui tuoi ginocchi? Niente altro mai tu hai creduto degno? |
| Siegmund | |
| (a lei con uno sguardo amaro) | |
| So jung und schön erschimmerst du mir: doch wie kalt und hart erkennt dich mein Herz! – Kannst du nur höhnen, so hebe dich fort, du arge, fühllose Maid! Doch mußt du dich weiden an meinem Weh’, mein Leiden letze dich denn; meine Not labe dein neidvolles Herz: – nur von Walhalls spröden Wonnen sprich du wahrlich mir nicht! |
Tanto giovane e bella tu risplendi a me: ma quanto fredda e dura ti riconosce il mio cuore! – Se tu sai deridere solo, vattene allora, giovane falsa e spietata! Ma se devi godere del mio dolore, ti ricrei, sì, la mia pena; la mia miseria conforti il tuo cuore invidioso: – però delle fredde delizie del Walhall davvero non mi parlare! |
| Brünnhilde | |
| (con crescente commozione) | |
| Ich sehe die Not, die das Herz dir zernagt; ich fühle des Helden heiligen Harm – – Siegmund, befiehl mir dein Weib! Mein Schutz umfange sie fest! |
La pena io vedo che ti corrode il cuore; sento l’angoscia santa dell’eroe – – Siegmund, affidami la sposa! Salda la mia difesa la circondi! |
| Siegmund | |
| Kein andrer als ich soll die Reine lebend berühren: verfiel ich dem Tod, die Betäubte töt’ ich zuvor! |
Io e nessun altro può toccare la pura finché vive: se io cadessi preda della morte, la ucciderei prima nel suo sonno! |
| Brünnhilde | |
| Wälsung! Rasender! Hör’ meinen Rat: befiehl mir dein Weib um des Pfandes willen, das wonnig von dir es empfing! |
Wälside! Delirante! Ascolta il mio consiglio: affidami la sposa per amore del pegno che ha ricevuto da te nell’amore! |
| Siegmund | |
| (traendo la spada) | |
| Dies Schwert – das dem Treuen ein Trugvoller schuf; dies Schwert – das feig vor dem Feind mich verrät: – frommt es nicht gegen den Feind, so fromm’ es denn wider den Freund! – |
Questa spada – che al fedele un infido ha forgiato; questa spada – che vilmente in campo mi tradisce: – se è inutile contro il nemico, sia utile contro l’amico! – |
| (alzando la spada su Sieglinde) | |
| Zwei Leben lachen dir hier: – nimm sie, Notung, neidischer Stahl! Nimm sie mit einem Streich! |
Due vite qui ti sorridono: – prendile, Notung, acciaio ostile! E prendile in un colpo! |
| Brünnhilde | |
| (nel più impetuoso slancio della compassione) | |
| Halt’ein, Wälsung! Höre mein Wort! Sieglinde lebe – und Siegmund lebe mit ihr! Beschlossen ist’s; das Schlachtlos wend’ ich: dir, Siegmund, schaff’ ich Segen und Sieg! |
Fermati, o Wälside! Odi la mia parola! Sieglinde viva – e Siegmund viva con lei! È deciso; io cambio la sorte dello scontro: a te, Siegmund, dono col mio favore la vittoria! |
| (Lontano dallo sfondo si odono echeggiare i richiami dei corni) | |
| Hörst du den Ruf? Nun rüste dich, Held! Traue dem Schwert und schwing’ es getrost: treu hält dir die Wehr, wie die Walküre treu dich schützt! – Leb’ wohl, Siegmund, seligster Held! Auf der Walstatt seh’ ich dich wieder! |
Ascolti i richiami? Eroe, preparati in armi! Fida nella tua spada e vibrala sicuro: l’arma ti resta fedele, come fedele ti protegge la Walkiria! – Siegmund, ti saluto, eroe felice! Ti rivedrò sul campo di battaglia! |
| (Si slancia via e scompare a destra col suo cavallo in un crepaccio laterale. Siegmund la segue con gli occhi, lieto e sollevato) | |
|
(Gradualmente la scena si è oscurata;
dense nubi tempestose scendono sullo
sfondo e a mano a mano avvolgono del
tutto le pareti di roccia, la gola
e l’alto giogo montano. – Da tutti i lati e da lontano si possono sentire i richiami dei corni, che gradualmente risuonano più vicini durante la scena seguente) |
|
| Scena quinta | |
| Siegmund | |
| (chinandosi su Sieglinde) | |
| Zauberfest bezähmt ein Schlaf der Holden Schmerz und Harm: – da die Walküre zu mir trat, schuf sie ihr den wonnigen Trost? Sollte die grimmige Wahl [Wal] nicht schrecken ein gramvolles Weib? – Leblos scheint sie, die dennoch lebt: der Traurigen kost ein lächelnder Traum. – |
Come un incantesimo il sonno vince la pena e il dolore della mia amata: – accostandosi a me la Walkiria, forse anche a lei recò il soave ristoro? Non dovrebbe la truce scelta spaventare una donna dolente? – Lei sembra priva di vita, ma è viva: un sogno ridente accarezza la triste. – |
| (Altri squilli di corno) | |
| So schlummre nun fort, bis die Schlacht gekämpft und Friede dich erfreu’! |
Dunque prosegui il tuo sonno, finché sia concluso il conflitto e pace ti allieti! |
| (la depone con delicatezza sul sedile di pietra, le bacia la fronte, quindi si avvia dopo ripetuti richiami dei corni) | |
| Der dort mich ruft, rüste sich nun; was ihm gebührt, biet’ ich ihm: Notung zahl’ ihm den Zoll! |
Colui che mi chiama, si armi, dunque; ciò che a lui spetta, gli presento: Notung gli paghi il tributo! |
| (si affretta verso il fondo e sulla giogaia scompare subito nell’oscura nube tempestosa) | |
| Sieglinde | |
| (sognando) | |
| Kehrte der Vater nur heim! Mit dem Knaben noch weilt er im Wald [Forst]. Mutter! Mutter! Mir bangt der Mut: – nicht freund und friedlich scheinen die Fremden! – Schwarze Dämpfe – schwüles Gedünst – feurige Lohe leckt schon nach uns – es brennt das Haus – zu Hilfe, Bruder! Siegmund! Siegmund! |
Tornasse il padre a casa! Col figlio sta ancora nel bosco [nella selva]. Madre! Madre! In me l’animo teme: – non familiari e miti sembrano gli stranieri! – Oscure nebbie – vapore afoso – vampa di fuoco quasi ci tocca – brucia la casa – fratello, aiuto! Siegmund! Siegmund! |
| (Violenti lampi guizzano entro le nubi; un tuono spaventoso desta Sieglinde, che balza in piedi di scatto) | |
| Siegmund! – Ha! | Siegmund! – Ah! |
| Voce di Hunding | |
| (dal giogo del monte sullo sfondo) | |
| Wehwalt! Wehwalt! Steh’ mir zum Streit, sollen dich Hunde nicht halten! |
Wehwalt! Wehwalt! Resta lì per lo scontro, se non tocca ai cani fermarti! |
| Voce di Siegmund | |
| (più indietro, dal dirupo) | |
| Wo birgst du dich, daß ich vorbei dir schoß? Steh’, daß ich dich stelle! |
Dove ti nascondi, che ti ho mancato col tiro? Resta, che io ti affronti! |
| Sieglinde | |
| (che ascolta con terribile agitazione) | |
| Hunding – Siegmund – könnt’ ich sie sehen! |
Hunding – Siegmund – potessi vederli! |
| Voce di Hunding | |
| Hieher, du frevelnder Freier: Fricka fälle dich hier! |
Qui a me, seduttore sfrontato: Fricka ti uccida qui! |
| Siegmund | |
| (ora anche lui è sulla giogaia) | |
| Noch wähnst du mich waffenlos, feiger Wicht? Drohst du mit Frauen, so ficht nun selber, sonst läßt dich Fricka im Stich! Denn sieh: deines Hauses heimischem Stamm entzog ich zaglos das Schwert; seine Schneide schmecke jetzt du! |
Ti illudi ancora che io sia senz’armi, vile canaglia? Se duro sei con le donne, combatti ora tu stesso, o Fricka ti lascia nei guai! E guarda: dal famigliare ceppo della tua casa ho tratto senza un tremito la spada; ora tu assaggiane il taglio! |
| (Un lampo illumina per un attimo il giogo montano, su cui ora si vedono combattere Hunding e Siegmund) | |
| Sieglinde | |
| (con la massima forza) | |
| Haltet ein, ihr Männer! Mordet erst mich! |
Voi uomini, fermi! Me prima uccidete! |
| (si slancia verso il giogo montano: ma all’improvviso la abbaglia una luce che erompe da sinistra sui due duellanti tanto violenta che lei barcolla da un lato come accecata) | |
| (Nel luminoso splendore appare sospesa su Siegmund Brünnhilde che lo ripara col suo scudo) | |
| Voce di Brünnhilde | |
| Triff ihn, Siegmund! traue dem Schwert! |
Colpiscilo, Siegmund! Confida nella spada! |
| (Proprio nel momento in cui Siegmund stende il braccio per un colpo mortale su Hunding, erompe da sinistra tra le nubi una fiammeggiante luce rossastra, entro cui appare sopra Hunding Wotan che oppone la sua lancia di traverso a Siegmund) | |
| Voce di Wotan | |
| Zurück vor dem Speer! In Stücken das Schwert! |
Arretra, è la mia lancia! Sia spezzata la spada! |
| (Brünnhilde con lo scudo si è ritratta spaventata di fronte a Wotan; la spada di Siegmund si infrange contro la lancia che si è opposta ad essa; Hunding spinge la sua lancia nel petto di Siegmund disarmato che cade morto a terra. – Sieglinde, che ha udito il suo gemito di morte, cade con un grido a terra, come senza vita. Con la rovina di Siegmund si è subito estinta dalle due parti la vivida luce; una fitta oscurità si posa come nebbia fino al proscenio: in essa si vede confusamente Brünnhilde, nel momento in cui ella con fretta precipitosa si dirige verso Sieglinde) | |
| Brünnhilde | |
| Zu Roß, daß ich dich rette! | In sella, ch’io ti salvi! |
| (rapida solleva a sé Sieglinde sul cavallo che stava nella grotta laterale lì presso e subito con lei scompare del tutto) | |
| (Immediatamente dopo si divide l’ammasso di nubi al centro, sì che si vede bene Hunding che trae la sua spada dal petto del caduto Siegmund. – Dietro su una roccia gli sta Wotan, circondato da una nube, appoggiato alla sua lancia, e guarda con dolore il cadavere di Siegmund) | |
| Wotan | |
| (volgendosi a Hunding dopo un breve silenzio) | |
| Geh’ hin, Knecht! Kniee vor Fricka: meld’ ihr, daß Wotans Speer gerächt, was Spott ihr schuf. – Geh’! – Geh’! |
Va’ da lei, servo! Inginòcchiati a Fricka: dille che la lancia di Wotan ha vendicato ciò che la offendeva. – Va’! – Va’! |
| (Al gesto sprezzante della sua mano Hunding cade morto a terra) | |
| Wotan | |
| (con uno scoppio improvviso d’ira tremenda) | |
| Doch Brünnhilde – weh’ der Verbrecherin! Furchtbar sei die Freche gestraft, erreicht mein Roß ihre Flucht! |
Ma Brünnhilde – guai alla scellerata! Ferocemente sia punita quell’audace, se il mio cavallo fermi la sua fuga! |
| (scompare tra lampi e tuoni) | |
| (Scende rapidamente il sipario) | |
| ATTO TERZO | |
| Sulla cima di una montagna rocciosa | |
| (Una foresta di abeti circoscrive a destra la scena. A sinistra, l’entrata di una caverna rupestre, che forma una sala naturale: al di sopra la roccia si erge alla sua vetta più alta. Verso il fondo la vista è tutta libera; massi più e meno alti segnano il margine del pendio, il quale – si immagina – scende molto ripido verso il fondo. – Davanti al ciglio della rupe fasce di nubi passano in corsa una dopo l’altra come spinte dalla bufera) | |
| Scena prima | |
| (Gerhilde, Ortlinde, Waltraute e Schwertleite stanno distese sulla cima rocciosa, presso e sopra la caverna e sono in pieno assetto di guerra) | |
| Gerhilde | |
| (piazzata sul punto più alto e rivolta verso il fondo) | |
| Hojotoho! Hojotoho! Heiaha! Heiaha! Helmwige! Hier! Hieher mit dem Roß! |
Hojotoho! Hojotoho! Heiaha! Heiaha! Helmwige! Qui! Qui col cavallo! |
| Voce di Helmwige | |
| (da fuori scena) | |
| Hojotoho! Hojotoho! | Hojotoho! Hojotoho! |
| (In una nuvolaglia che passa erompe il bagliore di un lampo: in essa si scorge una Walkiria a cavallo; sulla sua sella giace un guerriero ucciso) | |
| Gerhilde, Waltraute e Schwertleite | |
| (rispondendo al grido di quella che arriva) | |
| Heiaha! Heiaha! | Heiaha! Heiaha! |
| (A destra è sparita dietro l’abetaia la nube con la figura) | |
| Ortlinde | |
| (gridando nell’abetaia) | |
| Zu Ortlindes Stute stell deinen Hengst: mit meiner Grauen grast gern dein Brauner! |
Alla cavalla di Ortlinde accosta il tuo maschio: con la mia Bigia bene bruca il Morello! |
| Waltraute | |
| (come l’altra) | |
| Wer hängt dir im Sattel? | Chi hai appeso in sella? |
| Helmwige | |
| (uscendo dal bosco) | |
| Sintolt, der Hegeling! | Sintolt, lo Hegeling! |
| Schwertleite | |
| Führ’ deinen Brauen fort von der Grauen: Ortlindes Mähre trägt Wittig, den Irming! |
Tieni il Morello via dalla Bigia: la brenna di Ortlinde porta Wittig, lo Irming! |
| Gerhilde | |
| (è scesa un po’ più vicina) | |
| Als Feinde nur sah ich Sintolt und Wittig! |
Sempre nemici ho visto Sintolt e Wittig! |
| Ortlinde | |
| (balza su rapida e corre verso il bosco) | |
| Heiaha! Die Stute stößt mir der Hengst! |
Heiaha! La cavalla urta il mio maschio! |
| (Schwertleite, Gerhilde e Helmwige scoppiano a ridere forte) | |
| Gerhilde | |
| Der Recken Zwist entzweit noch die Rosse! |
L’odio dei prodi ancora divide i cavalli! |
| Helmwige | |
| (si gira e grida verso gli abeti) | |
| Ruhig, Brauner! Brich nicht den Frieden! |
Buono, Morello! Non guastare la pace! |
| Waltraute | |
| (ha sostituito Gerhilde al posto di guardia sulla cima più alta) | |
| Hojoho! Hojoho! Siegrune, hier! Wo säumst du so lang?/td> | Hojoho! Hojoho! Siegrune, qui! Dove ti attardi? |
| (Come Helmwige prima, ora con gli stessi indumenti passa Siegrune cavalcando verso l’abetaia) | |
| Voce di Siegrune | |
| (da destra) | |
| Arbeit gab’s! Sind die andren schon da? |
C’era da fare! Le altre già qui? |
| Le Walkirie | |
| Hojotoho! Hojotoho! Heiaha! |
Hojotoho! Hojotoho! Heiaha! |
| (Siegrune è scomparsa dietro gli abeti. Dal fondo si odono due voci insieme) | |
| Grimgerde e Roßweiße | |
| (dal basso) | |
| Hojotoho! Hojotoho! Heiaha! Heiaha! |
Hojotoho! Hojotoho! Heiaha! Heiaha! |
| Waltraute | |
| Grimgerd’ und Roßweiße! | Grimgerde e Roßweiße! |
| Gerhilde | |
| Sie reiten zu zwei. | Galoppano in due. |
| (Ortlinde con Helmwige e con Siegrune, che è appena arrivata, è uscita fuori dal bosco: in tre dal margine della rupe posteriore fanno segni verso il basso) | |
| Ortlinde, Helmwige e Siegrune | |
| Gegrüßt, ihr Reisige! Roßweiß’ und Grimgerde! |
Salute, o guerriere! Roßweiße e Grimgerde! |
| Tutte le altre Walkirie | |
| Hojotoho! Hojotoho! Heiaha! Heiaha! |
Hojotoho! Hojotoho! Heiaha! Heiaha! |
| (In una fascia di nubi sfolgorante di lampi, che sale su dal basso e che poi scompare dietro il bosco di abeti, appaiono Grimgerde e Roßweiße, anche loro a cavallo, traendo ciascuna sulla sella un guerriero ucciso) | |
| Gerhilde | |
| In Wald mit den Rossen zu Rast und Weid’! |
I cavalli nel bosco al pascolo e al riposo! |
| Ortlinde | |
| (gridando verso l’abetaia) | |
| Führet die Mähren fern von einander, bis unsrer Helden Haß sich gelegt! |
Lontane le brenne l’una dall’altra, finché non sia estinto l’odio dei nostri eroi! |
| Helmwige | |
| (mentre le altre ridono) | |
| Der Helden Grimm büßte schon die Graue! |
Per l’astio degli eroi la Bigia ha già pagato! |
| (Grimgerde e Roßweiße escono dal bosco di abeti) | |
| Le Walkirie | |
| Willkommen! Willkommen! | Ben giunte! Ben giunte! |
| Schwertleite | |
| Wart ihr Kühnen zu zwei? | Insieme, o ardite, eravate? |
| Grimgerde | |
| Getrennt ritten wir und trafen uns heut’. |
Cavalcammo divise e ci incontrammo oggi. |
| Roßweiße | |
| Sind wir alle versammelt, so säumt nicht lange: nach Walhall brechen wir auf, Wotan zu bringen die Wal. |
Se tutte siamo riunite, non perdete altro tempo: in schiera verso il Walhall portiamo a Wotan gli uccisi. |
| Helmwige | |
| Acht sind wir erst: eine noch fehlt. |
Siamo otto soltanto: una ancora ne manca. |
| Gerhilde | |
| Bei dem braunen Wälsung weilt wohl noch Brünnhild’. |
Presso il bruno Wälside si attarda forse Brünnhilde. |
| Waltraute | |
| Auf sie noch harren müssen wir hier: Walvater gäb’ uns grimmigen Gruß, säh’ ohne sie er uns nahn! |
Attenderla ancora qui tutte dobbiamo: ben truce saluto a noi darebbe Walvater, se senza di lei ci vedesse tornare! |
| Siegrune | |
| (sulla vetta della rupe, da dove sta scrutando) | |
| Hojotoho! Hojotoho! | Hojotoho! Hojotoho! |
| (verso il fondo) | |
| Hieher! Hieher! | Qui! Scendi qui! |
| (alle altre) | |
| In brünstigem Ritt jagt Brünnhilde her. |
Con furia Brünnhilde cavalca verso di noi. |
| Le Walkirie | |
| (correndo verso la vetta della rupe) | |
| Hojotoho! Hojotoho! Brünnhilde! Hei! |
Hojotoho! Hojotoho! Brünnhilde! Salve! |
| (Scrutano con crescente stupore) | |
| Waltraute | |
| Nach demTann lenkt sie das taumelnde Roß. |
All’abetaia dirige il cavallo spossato. |
| Grimgerde | |
| Wie schnaubt Grane vom schnellen Ritt! |
Come ansima Grane per la rapida corsa! |
| Roßweiße | |
| So jach sah ich nie Walküren jagen! |
In un impeto tale nessuna Walkiria ho mai visto! |
| Ortlinde | |
| Was hält sie im Sattel? | E in sella chi tiene? |
| Helmwige | |
| Das ist kein Held! | Non è un eroe! |
| Siegrune | |
| Eine Frau führt sie! | Porta una donna! |
| Gerhilde | |
| Wie fand sie die Frau? | Come ha trovato la donna? |
| Schwertleite | |
| Mit keinem Gruß grüßt sie die Schwestern! |
Non ha un saluto per le sorelle! |
| Waltraute | |
| (gridando forte verso il basso) | |
| Heiaha! Brünnhilde! Hörst du uns nicht? |
Ehi là! Brünnhilde! Non puoi sentirci? |
| Ortlinde | |
| Helft der Schwester vom Roß sich schwingen! |
Aiutate la sorella a saltare giù dal cavallo! |
| (Gerhilde e Helmwige si lanciano verso l’abetaia. Siegrune e Roßweiße corrono loro dietro) | |
| Waltraute | |
| (guardando nel bosco) | |
| Zu Grunde stürzt Grane, der starke! |
Grane il robusto si abbatte a terra! |
| Grimgerde | |
| Aus dem Sattel hebt sie hastig das Weib. |
Lei dalla sella solleva svelta la donna. |
| Le altre Walkirie | |
| (affrettandosi tutte verso il bosco) | |
| Schwester! Schwester! Was ist geschehn? |
Sorella! Sorella! Che mai è accaduto? |
| (Tutte le Walkirie ritornano in scena; con loro giunge Brünnhilde che conduce Sieglinde sorreggendola) | |
| Brünnhilde | |
| (senza respiro) | |
| Schützt mich und helft in höchster Not! |
Date a me un riparo, un aiuto nell’estremo pericolo! |
| Le Walkirie | |
| Wo rittest du her in rasender Hast? So fliegt nur, wer auf der Flucht! |
Da dove in furiosa fretta cavalchi? Solo chi è in fuga, vola così! |
| Brünnhilde | |
| Zum erstenmal flieh’ ich und bin verfolgt: Heervater hetzt mir nach! |
Per la prima volta fuggo e sono inseguita: Heervater mi insegue! |
| Le Walkirie | |
| (in preda a violento spavento) | |
| Bist du von Sinnen? Sprich! Sage uns! Verfolgt dich Heervater? Fliehst du vor ihm? |
Hai perso il senno? Parla! Racconta! Heervater ti insegue? Tu fuggi da lui? |
| Brünnhilde | |
| (con angoscia) | |
| O Schwestern, späht von des Felsens Spitze! Schaut nach Norden, ob Walvater naht! |
O sorelle, avvistate dalla vetta della rupe! Guardate a nord, seWalvater è vicino! |
| (Ortlinde e Waltraute corrono su alla vedetta) | |
| Schnell! Seht ihr ihn schon? | Presto! È già in vista? |
| Ortlinde | |
| Gewittersturm naht von Norden. |
Un turbine nero viene dal nord. |
| Waltraute | |
| Starkes Gewölk staut sich dort auf! |
Cariche nubi laggiù si ammassano! |
| Le Walkirie | |
| Heervater reitet sein heiliges Roß! |
Il padre è in sella del cavallo suo sacro! |
| Brünnhilde | |
| Der wilde Jäger, der wütend mich jagt, er naht, er naht von Norden! Schützt mich, Schwestern! Wahret dies Weib! |
Il fiero cacciatore che furioso m’incalza, viene dal nord, già arriva! Salvatemi, sorelle! Proteggete questa donna! |
| Le Walkirie | |
| Was ist mit dem Weibe? | A lei che accade? |
| Brünnhilde | |
| Hört mich in Eile! Sieglinde ist es, Siegmunds Schwester und Braut: gegen die Wälsungen wüte tWotan in Grimm: – dem Bruder sollte Brünnhilde heut’ entziehen den Sieg; doch Siegmund schützt’ ich mit meinem Schild, trotzend dem Gott: – der traf ihn da selbst mit dem Speer. Siegmund fiel: doch ich floh fern mit der Frau: sie zu retten, eilt’ ich zu euch, |
Udite in fretta! Lei è Sieglinde, sorella di Siegmund e sposa: contro i Wälsidi la sua rabbia Wotan scatena: – al fratello doveva Brünnhilde oggi sottrarre la vittoria; ma Siegmund ho difeso con il mio scudo, sfidando il dio: – e il dio stesso lo colpì con la lancia. Siegmund cadde: ma io sono fuggita lontano con la donna: per salvarla sono corsa da voi, |
| (sbigottita) | |
| ob mich Bange auch ihr berget vor dem strafenden Streich! |
se mai me, la derelitta, difendiate dal colpo di condanna! |
| Le Walkirie | |
| (nel massimo sgomento) | |
| Betörte Schwester! Was tatest du? Wehe! Wehe! Brünnhilde, wehe! Brach ungehorsam Brünnhilde Heervaters heilig Gebot? |
Sorella sventata! Che mai hai fatto? Ahimè! Ahi! Brünnhilde, ahimè! Ribelle ruppe Brünnhilde il sacro comando di Heervater? |
| Waltraute | |
| (dalla vetta) | |
| Nächtig zieht es von Norden heran. |
Da nord qui soffia notturno nembo. |
| Ortlinde | |
| (anche lei) | |
| Wütend steuert hieher der Sturm. |
Furioso viaggia verso noi l’uragano. |
| Le Walkirie | |
| (rivolte verso il fondo) | |
| Wild wiehert Walvaters Roß. Schrecklich schnaubt es daher! |
Selvaggio nitrisce il cavallo di Walvater. Verso di noi orribilmente soffia! |
| Brünnhilde | |
| Wehe der Armen, wenn Wotan sie trifft: den Wälsungen allen droht er Verderben! Wer leiht mir von euch das leichteste Roß, das flink die Frau ihm entführ’? |
Disgraziata la misera, se Wotan la raggiunge: egli ai Wälsidi tutti minaccia perdizione! Di voi chi mi presta il cavallo più agile che a lui sottragga rapido la donna? |
| Le Walkirie | |
| Auch uns rätst du rasenden Trotz? |
Anche a noi tu consigli demente ribellione? |
| Brünnhilde | |
| Roßweiße, Schwester! Leih’ mir deinen Renner! |
Roßweiße, sorella! Prestami il tuo destriero! |
| Roßweiße | |
| Vor Walvater floh der Fliegende nie. |
Davanti a Walvater mai il mio Alato fuggì. |
| Brünnhilde | |
| Helmwige, höre! | Helmwige, ascolta! |
| Helmwige | |
| Dem Vater gehorch’ ich. | Al padre io obbedisco. |
| Brünnhilde | |
| Grimgerde! Gerhilde! Gönnt mir eu’r Roß! Schwertleite! Siegrune! Seht meine Angst! O seid mir treu, wie traut ich euch war: rettet dies traurige Weib! |
Grimgerde! Gerhilde! Cedetemi il cavallo! Schwertleite! Siegrune! Guardate la mia angoscia! Oh, siate a me fedeli, come leale a voi ero: salvate questa donna infelice! |
| Sieglinde | |
| (che fin qui torva e fredda ha guardato fisso davanti a sé, sussulta con un gesto di ripulsa, quando Brünnhilde – come per proteggerla – l’abbraccia vivacemente) | |
| Nicht sehre dich Sorge um mich: einzig taugt mir der Tod! Wer hieß dich Maid, dem Harst mich entführen? Im Sturm dort hätt’ ich den Streich empfah’n von derselben Waffe, der Siegmund fiel: das Ende fand ich vereint mit ihm! Fern von Siegmund – Siegmund, von dir! O deckte mich Tod, daß ich’s denke! – Soll um die Flucht dir, Maid, ich nicht fluchen, so erhöre heilig mein Fleh’n – stoße dein Schwert mir ins Herz! |
Non ti turbi ansia per me: solo la morte a me giova! Chi impose a te fanciulla di sottrarmi alla lotta? Là nell’assalto io avrei ricevuto il colpo dall’arma stessa cui Siegmund cadde: e unita a lui trovavo la fine! Lontana da Siegmund – Siegmund, da te! Oh mi salvasse la morte da questo pensiero! – Se non devo, fanciulla, maledirti per questa fuga, con pietà la mia supplica ascolta – spingimi la tua spada nel cuore! |
| Brünnhilde | |
| Lebe, o Weib, um der Liebe willen! Rette das Pfand, das von ihm du empfingst: ein Wälsung wächst dir im Schoß! |
Vivi, o donna, nel nome dell’amore! Salva il pegno che da lui ricevesti: un Wälside cresce nel tuo seno! |
| Sieglinde | |
| (è violentemente sconvolta:ma all’improvviso il suo volto si illumina di una gioia sublime) | |
| Rette mich, Kühne! Rette mein Kind! Schirmt mich, ihr Mädchen, mit mächtigstem Schutz! |
Salvami, o coraggiosa! Salva mio figlio! Proteggetemi, o fanciulle, con potente difesa! |
| (Nel fondo si alza una terribile bufera: fragore di tuoni che si avvicina) | |
| Waltraute | |
| (dalla vetta) | |
| Der Sturm kommt heran. | Giunge qui il temporale. |
| Ortlinde | |
| (anche lei) | |
| Flieh’, wer ihn fürchtet! | Fugga via chi lo teme! |
| Le Walkirie | |
| Fort mit demW eibe, droht ihm Gefahr: der Walküren keine wag’ ihren Schutz! |
Sparisca la donna, se un rischio la minaccia: nessuna di noi ardisca difenderla! |
| Sieglinde | |
| (in ginocchio davanti a Brünnhilde) | |
| Rette mich, Maid! Rette die Mutter! |
Fanciulla, salvami! Salva questa madre! |
| Brünnhilde | |
| (con decisione improvvisa solleva Sieglinde) | |
| So fliehe denn eilig, und fliehe allein! Ich – bleibe zurück, biete mich Wotans Rache: an mir zögr’ ich den Zürnenden hier, während du seinem Rasen entrinnst. |
Allora fuggi in fretta, e fuggi sola! Io – resto qui, e offro me al furore di Wotan: su me trattengo l’irato qui, finché tu ti sottrai alla sua rabbia. |
| Sieglinde | |
| Wohin soll ich mich wenden? | Verso dove mi volgo? |
| Brünnhilde | |
| Wer von euch Schwestern schweifte nach Osten? |
Quale di voi sorelle vagò mai verso oriente? |
| Siegrune | |
| Nach Osten weithin dehnt sich ein Wald: der Niblungen Hort entführte Fafner dorthin. |
Verso oriente laggiù un bosco si estende: il tesoro dei Nibelunghi Fafner là ha trascinato. |
| Schwertleite | |
| Wurmesgestalt schuf sich der Wilde: in einer Höhle hütet er Alberichs Reif! |
Un corpo di drago quel feroce si è fatto: in una grotta nasconde l’anello di Alberich! |
| Grimgerde | |
| Nicht geheu’r ist’s dort für ein hilflos’ Weib. |
Non è sicuro il posto per lei priva d’aiuto. |
| Brünnhilde | |
| Und doch vor Wotans Wut schützt sie sicher der Wald: ihn scheut der Mächt’ge und meidet den Ort. |
Ma dall’ira di Wotan il riparo del bosco è più sicuro: ne ha timore il Potente ed evita quel luogo. |
| Waltraute | |
| (in vedetta) | |
| Furchtbar fährt dort Wotan zum Fels. |
Terribile Wotan si dirige a questa rupe. |
| Le Walkirie | |
| Brünnhilde, hör’ seines Nahens Gebraus’! |
Brünnhilde, ascolta lo strepito della sua corsa! |
| Brünnhilde | |
| (indicando a Sieglinde la direzione) | |
| Fort denn eile, nach Osten gewandt! Mutigen Trotzes ertrag’ alle Müh’n, – Hunger und Durst, Dorn und Gestein; lache, ob Not, ob Leiden dich nagt! Denn eines wiss’ und wahr’ es immer: den hehrsten Helden der Welt hegst du, o Weib, im schirmenden Schoß! – |
Fuggi via, dunque, diretta verso oriente! D’animo coraggioso reggi tutti gli stenti, – fame e sete, spine e sassi; ridi se il bisogno, se ti corrode la pena! Ma una cosa sappi e in te serbala sempre: il più nobile eroe del mondo tu nutri, o donna, nel protettivo tuo seno! – |
| (trae fuori da sotto la corazza i frammenti della spada di Siegmund e li porge a Sieglinde) | |
| Verwahr’ ihm die starken Schwertesstücken; seines Vaters Walstatt entführt’ ich sie glücklich: der neu gefügt das Schwert einst schwingt, den Namen nehm’ er von mir – «Siegfried» erfreu’ sich des Siegs! |
Per lui conserva i forti frammenti della spada; dal campo dove morì suo padre con fortuna li ho tratti: chi un giorno vibrerà la spada riforgiata, prenda il nome da me – «Siegfried» esulti della vittoria! |
| Sieglinde | |
| (nella massima commozione) | |
| O hehrstes Wunder! Herrlichste Maid! Dir Treuen dank’ ich heiligen Trost! Für ihn, den wir liebten, rett’ ich das Liebste: meines Dankes Lohn lache dir einst! Lebe wohl! Dich segnet Sieglindes Weh’! |
O sublime prodigio! O fanciulla gloriosa! A te leale io devo santa consolazione! Per lui, che noi amammo, io salvo la creatura amata: un mio grato compenso ti rallegri un giorno! Addio! Ti benedice il pianto di Sieglinde! |
| (Fugge a destra, sul davanti della scena. La cima della rupe è avvolta da nere nubi di bufera; dal fondo ulula un terribile vento di tempesta: un chiarore fiammante illumina il bosco di abeti da un lato. In mezzo ai tuoni si ode il grido di Wotan) | |
| Voce di Wotan | |
| Steh’! Brünnhilde! | Ferma! Brünnhilde! |
| Le Walkirie | |
| Den Fels erreichten Roß und Reiter: Weh’ dir, Brünnhilde! Rache entbrennt! |
Corsiero e cavaliere hanno raggiunto la rupe: guai a te, Brünnhilde! Divampa la vendetta! |
| Brünnhilde | |
| (dopo che per un po’ ha seguito Sieglinde con lo sguardo, si gira verso il fondo, guarda nell’abetaia e di nuovo viene avanti) | |
| Ach, Schwestern, helft! Mir schwankt das Herz! Sein Zorn zerschellt mich, wenn euer Schutz ihn nicht zähmt. |
Ahimè, sorelle, aiuto! Mi trema il cuore! La sua ira mi stritola, se la vostra difesa non lo placa. |
| Le Walkirie | |
| Hieher, Verlor’ne! Laß dich nicht sehn! Schmiege dich an uns, und schweige dem Ruf! |
Vieni qui, disperata! Fa’ che non ti veda! Stringiti a noi, e al grido non rispondere! |
| (salgono atterrite all’orlo della rupe, e nel frattempo nascondono Brünnhilde tra loro. Guardano con angoscia verso l’abetaia, che ora è illuminata da un vivido bagliore di fuoco, mentre il fondo è diventato completamente buio) | |
| Weh’! Wütend schwingt sich Wotan vom Roß! Hieher rast sein rächender Schritt! |
Ohi! Furente salta Wotan dal cavallo! Verso di noi precipita la vendetta a gran passi! |
| Scena seconda | |
| (Nella massima agitazione dell’ira Wotan esce dal bosco di abeti e si arresta davanti al gruppo delle Walkirie, che sulla cima si sono radunate in maniera da poter proteggere Brünnhilde) | |
| Wotan | |
| Wo ist Brünnhild’? Wo die Verbrecherin? Wagt ihr, die Böse vor mir zu bergen? |
Dov’è Brünnhilde? Dove la rea? Voi osate nascondere da me la perfida? |
| Le Walkirie | |
| Schrecklich ertost dein Toben! Was taten, Vater, die Töchter, daß sie dich reizten zu rasender Wut? |
Tremendo tuona il tuo grido! Padre, qual è la colpa delle tue figlie, tale da accenderti a cieca collera? |
| Wotan | |
| Wollt ihr mich höhnen? Hütet euch, Freche! Ich weiß: Brünnhilde bergt ihr vor mir. Weichet von ihr, der ewig Verworfnen, wie ihren Wert von sich sie warf! |
Voi mi schernite? Badate, audaci! Lo so: Brünnhilde mi nascondete. Allontanatevi da lei, la respinta per sempre, come il suo onore ella ha respinto! |
| Le Walkirie | |
| Zu uns floh die Verfolgte. Unsern Schutz flehte sie an! Mit Furcht und Zagen faßt sie dein Zorn. Für die bange Schwester bitten wir nun, daß den ersten Zorn du bezähmst. Laß dich erweichen für sie, zähme deinen Zorn! |
Inseguita si rifugiò da noi. Una difesa ella implorava! Spaurita e tremante lei coglie la tua collera. Per l’atterrita sorella ora preghiamo, che il primo furore tu plachi. Lasciati mitigare, frena il furore! |
| Wotan | |
| Weichherziges Weibergezücht! So matten Mut gewannt ihr von mir? Erzog ich euch kühn, zum Kampfe zu zieh’n, schuf ich die Herzen euch hart und scharf, daß ihr Wilden nun weint und greint, wenn mein Grimm eine Treulose straft? So wißt denn, Winselnde, was sie verbrach, um die euch Zagen die Zähre entbrennt! Keine wie sie kannte mein innerstes Sinnen; keine wie sie wußte den Quell meines Willens! Sie selbst war meines Wunsches schaffender Schoß: – und so nun brach sie den seligen Bund, daß treulos sie meinemWillen getrotzt, mein herrschend Gebot offen verhöhnt, gegen mich die Waffe gewandt, die mein Wunsch allein ihr schuf! – Hörst du’s, Brünnhilde? Du, der ich Brünne, Helm und Wehr, Wonne und Huld, Namen und Leben verlieh? Hörst du mich Klage erheben, und birgst dich bang dem Kläger, daß feig du der Straf’ entflöhst? |
Codarda razza di donne! Così scarso coraggio riceveste da me? Vi allevai audaci a scendere in campo, vi ho fatto cuori duri e inclementi, perché voi goffe gridiate in lacrime, se la mia ira punisce un’infida? Sappiate allora, o gementi, quel che commise lei per la quale a voi paurose arde la lacrima! Nessuna come lei conobbe i miei pensieri profondi; nessuna come lei seppe la sorgente del mio volere! Lei era perfino l’attiva origine del mio desiderio: – ora ella ha infranto il legame beato, sì che l’infida, ribelle alla mia volontà, il mio sovrano comando apertamente ha deriso, contro me ha volto l’arma che solo il mio desiderio le aveva creato! – Mi ascolti, Brünnhilde? A te io corazza, elmo e arma, gioia e amore, nome e vita non ho donato? Odi tu che io presento l’accusa, e pavida tu eviti l’accusatore, sì che da vile ti sottrai alla pena? |
| Brünnhilde | |
| (esce dalla schiera delle Walkirie, scende con passo umile ma deciso dalla cima della rupe e si presenta così a Wotan restando a breve distanza) | |
| Hier bin ich, Vater: gebiete die Strafe! |
Sono qui, padre: comanda la punizione! |
| Wotan | |
| Nicht straf’ ich dich erst: deine Strafe schufst du dir selbst. Durch meinen Willen warst du allein: gegen ihn doch hast du gewollt; meinen Befehl nur führtest du aus: gegen ihn doch hast du befohlen; Wunschmaid warst du mir: gegen mich doch hast du gewünscht; Schildmaid warst du mir: gegen mich doch hobst du den Schild; Loskieserin warst du mir: gegen mich doch kiestest du Lose; Heldenreizerin warst du mir: gegen mich doch reiztest du Helden. Was sonst du warst, sagte dir Wotan: was jetzt du bist, das sage dir selbst! Wunschmaid bist du nicht mehr; Walküre bist du gewesen: |
Non ti punisco io per primo: la punizione tu hai dato a te stessa. Per mia volontà solo esistevi: ma contro di essa hai voluto; i miei decreti solo tu compivi: ma contro di essi hai decretato; figlia del desiderio tu mi eri: ma contro me hai desiderato; fanciulla-scudo per me tu eri: ma contro me hai alzato lo scudo; per me i destini tu fissavi: ma contro me hai fissato un destino; sprone di eroi tu eri per me: ma contro me un eroe hai spronato. Quel che un giorno tu eri, Wotan ti disse: quel che ora tu sei, tu dillo a te stessa! Figlia del desiderio tu non sei più; Walkiria sei stata: |
| (aspro) | |
|
nun sei fortan, was so du noch bist! |
sii d’ora in poi quel che sei anche adesso! |
| Brünnhilde | |
| (in preda a violento terrore) | |
| Du verstößest mich? Versteh’ ich den Sinn? |
Tu mi scacci? Comprendo ciò che dici? |
| Wotan | |
| Nicht send’ ich dich mehr aus Walhall; nicht weis’ ich dir mehr Helden zur Wal; nicht führst du mehr Sieger in meinen Saal: bei der Götter trautem Mahle das Trinkhorn nicht reichst du traulich mir mehr; nicht kos’ ich dir mehr den kindischen Mund. Von göttlicher Schar bist du geschieden, ausgestoßen aus der Ewigen Stamm; gebrochen ist unser Bund; aus meinem Angesicht bist du verbannt. |
Mai più per me dal Walhall muoverai; non più per te io scelgo gli eroi per la battaglia; né sei tu che i vincitori guidi nella mia sala: nel tranquillo convito degli dèi non tu tendi la coppa più a me teneramente; non più io ti accarezzo le puerili labbra. Dalla schiera divina sei tu divisa, respinta dalla stirpe degli immortali; il nostro legame è spezzato; dalla mia vista tu sei esiliata. |
| Le Walkirie | |
| (in uno scoppio di disperazione) | |
| Wehe! Weh’! Schwester! Ach Schwester! |
Ahi! Ahimè! Sorella! Ah, sorella! |
| Brünnhilde | |
| Nimmst du mir alles, was einst du gabst? |
Mi prendi tutto ciò che un giorno donasti? |
| Wotan | |
| Der dich zwingt, wird dir’s entziehn! Hieher auf den Berg banne ich dich; in wehrlosen Schlaf schließ’ ich dich fest; der Mann dann fange die Maid, der amWege sie findet und weckt. |
Chi ti assoggetta, lui te lo ruba! Su questo monte per magia ti condanno; in un sonno indifeso io ti rinchiudo; e si prenda la vergine colui che sul cammino la trova e la desta. |
| Le Walkirie | |
| Halt’ ein, o Vater! Halt’ ein den Fluch! Soll die Maid verblüh’n und verbleichen dem Mann? Hör’ unser Fleh’n! Schrecklicher Gott, wende von ihr die schreiende Schmach: wie die Schwester träfe uns selber der Schimpf. |
Fermati, o padre! Ferma la maledizione! Deve la vergine sfiorire e intristire per l’uomo? La nostra supplica ascolta! Terribile dio, allontana da lei la straziante sventura: con la sorella noi colpirebbe l’offesa. |
| Wotan | |
| Hörtet ihr nicht, was ich verhängt? Aus eurer Schar ist die treulose Schwester geschieden; mit euch zu Roß durch die Lüfte nicht reitet sie länger; die magdliche Blume verblüht der Maid; ein Gatte gewinnt ihre weibliche Gunst; dem herrischen Manne gehorcht sie fortan; am Herde sitzt sie und spinnt, aller Spottenden Ziel und Spiel. |
Voi non udiste il mio decreto? Dalla vostra schiera la sorella sleale è divisa; mai più lei con voi a cavallo vola nell’aria; il puro fiore sfiorisce alla vergine; uno sposo conquista la sua grazia di donna; al suo padrone lei obbedisce per sempre; al focolare siede e fila, gioco e bersaglio di tutti i beffardi. |
| (Brünnhilde cade a terra con un grido; le Walkirie fanno un gesto di orrore) | |
| Schreckt euch ihr Los? So flieht die Verlor’ne! Weichet von ihr und haltet euch fern! Wer von euch wagte bei ihr zu weilen, wer mir zum Trotz zu der Traurigen hielt’ – die Törin teilte ihr Los: das künd’ ich der Kühnen an! – Fort jetzt von hier! Meidet den Felsen! Hurtig jagt mir von hinnen, sonst erharrt Jammer euch hier! |
Vi spaventa la sua sorte? Fuggite dunque la reietta! Staccatevi da lei e statene lontane! Chi di voi osasse trattenersi con lei, chi me sfidando sostenesse l’afflitta – la folle avrebbe la stessa sorte: questo è il mio annuncio all’audace! – Via ora di qua! Questa rupe scansate! Svelte sparitemi dinnanzi, o qui vi aspetta sventura! |
| (Con furiose grida di dolore le Walkirie si allontanano una dall’altra e si danno a precipitosa fuga nel bosco di abeti: subito dopo si ode uno strepito selvaggio. Un accecante bagliore di fulmine scoppia nelle nubi; in esse si vedono le Walkirie, strette tutte insieme, che, a briglia sciolta, fuggono via in corsa selvaggia. Presto la tempesta si calma; le nubi del temporale a poco a poco si dissipano. Col tempo rasserenato scendono il crepuscolo serale e alla fine la notte) | |
| Scena terza | |
| (Wotan e Brünnhilde, che ancora giace distesa ai piedi di lui, sono rimasti soli. – Un lungo e solenne silenzio: Wotan e Brünnhilde rimangono immobili) | |
| Brünnhilde | |
| (alla fine alza lentamente il capo, cerca gli occhi di Wotan che ancora non la guarda, e durante la scena seguente si alza in piedi del tutto) | |
| War es so schmählich, was ich verbrach, daß mein Verbrechen so schmählich du bestrafst? War es so niedrig, was ich dir tat, daß du so tief mir Erniedrigung schaffst? War es so ehrlos, was ich beging, daß mein Vergehn nun die Ehre mir raubt? O sag’, Vater! Sieh mir ins Auge; schweige den Zorn, zähme die Wut, und deute mir hell die dunkle Schuld, die mit starrem Trotze dich zwingt, zu verstoßen dein trautestes Kind! |
Tanto fu turpe quello che ho fatto, che il mio misfatto all’infamia condanni? Tanto fu vile per te il mio gesto, che così in basso tu mi avvilisci? Tanto fu ignobile quel che ho intrapreso, che la mia colpa mi dà ignominia? Oh dimmi, padre! Guardami in volto; quieta lo sdegno, frena il furore, e chiara mostrami l’oscura colpa che con dura costanza ti costringe a scacciare la tua figlia più cara! |
| Wotan | |
| (rimane immobile, severo e cupo) | |
| Frag deine Tat – sie deutet dir deine Schuld! |
Chiedi al tuo gesto – ti sarà chiara la colpa! |
| Brünnhilde | |
| Deinen Befehl führte ich aus. |
Il tuo comando io l’ho compiuto. |
| Wotan | |
| Befahl ich dir, für den Wälsung zu fechten? |
Ti comandai di combattere per il Wälside? |
| Brünnhilde | |
| So hießest du mich als Herrscher der Wal. |
Questo mi hai ingiunto tu, signore di stragi. |
| Wotan | |
| Doch meine Weisung nahm ich wieder zurück. |
Ma quel mio ordine poi l’ho smentito. |
| Brünnhilde | |
| Als Fricka den eignen Sinn dir entfremdet: da ihrem Sinn du dich fügtest, warst du selber dir Feind. |
Quando Fricka ha distolto la tua mente da te: se alla sua mente ti sei adattato, ti sei fatto tu stesso tuo nemico. |
| Wotan | |
| (a bassa voce, con amarezza) | |
| Daß du mich verstanden, wähnt’ ich und strafte den wissenden Trotz; doch feig und dumm dachtest du mich! So hätt’ ich Verrat nicht zu rächen, so gering wärst du meinem Grimm? |
Che tu avessi compreso, ho creduto e ho punito la cosciente sfida; ma vile e stolto tu mi hai creduto! E non dovrei vendicarmi dell’inganno, tanto indegna saresti della mia ira? |
| Brünnhilde | |
| Nicht weise bin ich; doch wußt’ ich das eine – daß den Wälsung du liebtest. Ich wußte den Zwiespalt, der dich zwang, dies eine ganz zu vergessen. Das andre mußtest einzig du sehn, was zu schaun so herb schmerzte dein Herz, daß Siegmund Schutz du versagtest. |
Non sono saggia; pure una cosa sapevo – che tu amavi il Wälside. Io sapevo il contrasto che ti costringeva a obliare questa cosa del tutto. L’altra cosa sola dovevi vedere, quella che ti affliggeva il cuore tanto amara a guardarsi, che a Siegmund tu negavi difesa. |
| Wotan | |
| Du wußtest es so, und wagtest dennoch den Schutz? |
Tu lo sapevi, ma hai osato difenderlo? |
| Brünnhilde | |
| Weil für dich im Auge das eine ich hielt, dem, im Zwange des andren schmerzlich entzweit, ratlos den Rücken du wandtest. Die im Kampfe Wotan den Rücken bewacht, die sah nun das nur, was du nicht sahst: – Siegmund mußt’ ich sehn. Tod kündend trat ich vor ihn, gewahrte sein Auge, hörte sein Wort; ich vernahm des Helden heilige Not; tönend erklang mir des Tapfersten Klage – freiester Liebe furchtbares Leid, traurigsten Mutes mächtigster Trotz! Meinem Ohr erscholl, mein Aug’ erschaute, was tief im Busen das Herz zu heil’gem Beben mir traf! Scheu und staunend stand ich in Scham: ihm nur zu dienen konnt’ ich noch denken; Sieg oder Tod mit Siegmund zu teilen: dies nur erkannt’ ich zu kiesen als Los! Der diese Liebe mir ins Herz gehaucht [gelegt], dem Willen, der dem Wälsung mich gesellt, ihm innig vertraut, trotzt’ ich deinem Gebot. |
Perché ho tenuto davanti agli occhi per te la sola cosa cui tu, da altri costretto, in penoso contrasto, incauto volgevi le spalle. Colei che a Wotan sul campo copre le spalle, lei sola ha visto ciò che tu non vedevi: – Siegmund ho dovuto vedere. Messaggera di morte giunsi davanti a lui, ho visto il suo sguardo, la sua voce ho sentito; di quell’eroe ho appreso la miseria sublime; alto mi suonò il pianto del più prode – la spaventosa amarezza del più schietto amore, la fierezza potente del più affranto coraggio! Echeggiò al mio orecchio, il mio occhio vide ciò che profondo nel petto mi scosse il cuore ad un tremito sacro! Stupita e timida stavo lì vergognosa: solo di servirlo potevo ancora pensare; con lui condividere vittoria o morte: e seppi scegliere solo questo destino! E nel profondo sicura della volontà che mi ha ispirato [messo] questo amore nel petto, la volontà che mi legò al wälside, io sicura di essa ho tradito il tuo ordine. |
| Wotan | |
| So tatest du, was so gern zu tun ich begehrt; doch was nicht zu tun die Not zwiefach mich zwang? So leicht wähntest du Wonne des Herzens erworben, wo brennend Weh in das Herz mir brach, wo gräßliche Not den Grimm mir schuf, einer Welt zuliebe der Liebe Quell im gequälten Herzen zu hemmen? Wo gegen mich selber ich sehrend mich wandte, aus Ohnmacht-Schmerzen schäumend ich aufschoß, wütender Sehnsucht sengender Wunsch den schrecklichen Willen mir schuf, in den Trümmern der eignen Welt meine ew’ge Trauer zu enden: – da labte süß dich selige Lust; wonniger Rührung üppigen Rausch enttrankst du lachend der Liebe Trank, als mir göttlicher Not nagende Galle gemischt? – |
Così tu hai fatto quello che io tanto desideravo fare, ma che a non fare la necessità due volte mi forzava? Così facilmente conquistate speravi le gioie del cuore, quando bruciante una pena a me entrava nel cuore, quando una necessità atroce in me accendeva lo sdegno di arrestare nel torturato mio cuore per amore d’un mondo la fonte dell’amore? Quando contro me stesso mi rivoltai in tormento, nel mio impotente dolore balzai sbavando, arso dal desiderio di accendere in me la volontà tremenda di dar fine all’eterno mio lutto nei rottami del mondo che era mio: – allora grato te ristorò un felice diletto; la piena ebbrezza di un beato fremito, il filtro dell’amore tutto sorbivi ridendo, quando a me si mesceva l’amaro fiele di un dovere divino? – |
| (secco e rapido) | |
| Deinen leichten Sinn laß dich denn leiten: von mir sagtest du dich los. Dich muß ich meiden, gemeinsam mit dir nicht darf ich Rat mehr raunen; getrennt, nicht dürfen traut wir mehr schaffen: so weit Leben und Luft darf der Gott dir nicht mehr begegnen! |
Dall’animo tuo frivolo fatti dunque guidare: da me ti sei detta libera. Te io devo scansare, accanto a te in segreto mai più mediterò consigli; divisi, mai più potremo agire come intimi insieme: per dove è vita ed aria, più il dio non può incontrarsi con te! |
| Brünnhilde | |
| Wohl taugte dir nicht die tör’ge Maid, die staunend im Rate nicht dich verstand, wie mein eigner Rat nur das eine mir riet: zu lieben, was du geliebt. Muss ich denn scheiden und scheu dich meiden, musst du spalten, was einst sich umspannt, die eigne Hälfte fern von dir halten, dass sonst sie ganz dir gehörte, du Gott, vergiss das nicht! Dein ewig Teil nicht wirst du entehren, Schande nicht wollen, die dich beschimpft: dich selbst ließest du sinken, sähst du dem Spott mich zum Spiel! |
Certo non ti fu utile la stolida fanciulla, che stupita del tuo proposito non ti comprese, se il mio proposito solo una cosa mi suggeriva: di amare ciò che tu avevi amato. Se devo allontanarmi e con timore evitarti, se tu devi spezzare ciò che un giorno era stretto, e una metà di te tenere da te lontana, mai non scordare, o dio, che un giorno lei ti appartenne tutta! A chi è tua parte in eterno non vorrai fare oltraggio, né volere un’infamia che te disonori: tu affonderesti te stesso, se me vedessi vittima di scherni! |
| Wotan | |
| Du folgtest selig der Liebe Macht: folge nun dem, den du lieben musst! |
Tu hai seguito felice la forza dell’amore: segui ora dunque colui che devi amare! |
| Brünnhilde | |
| Soll ich aus Walhall scheiden, nicht mehr mit dir schaffen und walten, dem herrischen Manne gehorchen fortan: dem feigen Prahler gib mich nicht preis! Nicht wertlos sei er, der mich gewinnt. |
Se dal Walhall devo allontanarmi, non più con te agire e dominare, se devo ormai ubbidire all’uomo prepotente: non lasciarmi preda dell’imbelle borioso! Non sia indegno colui che me conquista. |
| Wotan | |
| Von Walvater schiedest du – nicht wählen darf er für dich. |
Da Walvater tu ti allontanasti – egli non può scegliere per te. |
| Brünnhilde | |
| (sottovoce, con fiduciosa intimità) | |
| Du zeugtest ein edles Geschlecht; kein Zager kann je ihm entschlagen: der weihlichste Held – ich weiß es – entblüht dem Wälsungenstamm. |
Hai generato una nobile stirpe; ad essa un pauroso non può appartenere: l’eroe più sacro – io lo so – fiorisce dal tronco dei Wälsidi. |
| Wotan | |
| Schweig’ von dem Wälsungenstamm! Von dir geschieden, schied ich von ihm: vernichten mußt’ ihn der Neid! |
Taci del tronco dei Wälsidi! Da te diviso, da esso mi sono diviso: l’odio doveva annientarlo! |
| Brünnhilde | |
| Die von dir sich riß, rettete ihn. |
L’ha salvato colei che da te si è strappata. |
| (in segreto) | |
| Sieglinde hegt die heiligste Frucht; in Schmerz und Leid, wie kein Weib sie gelitten, wird sie gebären, was bang sie birgt. |
Sieglinde nutre il frutto più santo; in dolore e affanno, quali mai ha sofferto una donna, ella partorirà ciò che la sua paura protegge. |
| Wotan | |
| Nie suche bei mir Schutz für die Frau, noch für ihres Schoßes Frucht! |
Mai non cercare con me difesa per la donna, né per il frutto del suo grembo! |
| Brünnhilde | |
| Sie wahret das Schwert, das du Siegmund schufest. |
Custodisce la spada, che tu hai fatto a Siegmund. |
| Wotan | |
| (con impeto) | |
| Und das ich ihm in Stücken schlug! – Nicht streb’, o Maid, den Mut mir zu stören! erwarte dein Los, wie sich’s dir wirft; nicht kiesen kann ich es dir! – Doch fort muß ich jetzt, fern mich verziehn; zu viel schon zögert’ ich hier. Von der Abwendigen wend’ ich mich ab; nicht wissen darf ich, was sie sich wünscht: die Strafe nur muß vollstreckt ich sehn! |
E che io ho colpito e spezzato! – Non tentare, giovinetta, di turbarmi la mente; aspetta la tua sorte, quale a te si darà; scegliertela io non posso! – Ma ora io devo andar via, trarmi lontano da qui; già troppo ho indugiato. Da chi si è sottratta io mi sottraggo; non m’è dato sapere, quel che lei spera: la pena soltanto devo vedere eseguita! |
| Brünnhilde | |
| Was hast du erdacht, daß ich erdulde? |
Che hai previsto che io patisca? |
| Wotan | |
| In festen Schlaf verschließ’ ich dich: wer so die Wehrlose weckt, dem ward, erwacht, sie zum Weib! |
In forte sonno io ti chiudo: chi poi desta l’inerme, a lui tocca in sposa colei che è svegliata! |
| Brünnhilde | |
| (gli si getta alle ginocchia) | |
| Soll fesselnder Schlaf fest mich binden, dem feigsten Manne zur leichten Beute: dies eine mußt du erhören, was heil’ge Angst zu dir fleht! Die Schlafende schütze mit scheuchenden Schrecken, daß nur ein furchtlos freiester Held hier auf dem Felsen einst mich fänd’! |
Se le catene del sonno salde devono stringermi, facile preda all’uomo più vigliacco: devi esaudire almeno la supplica di un timore santo! Difendi la dormiente con terrori indomabili, sì che solo un libero eroe senza paura qui sulla rupe mi trovi un giorno! |
| Wotan | |
| Zu viel begehrst du – zu viel der Gunst! |
Troppo domandi – un dono troppo grande! |
| Brünnhilde | |
| (abbracciandogli i ginocchi) | |
| Dies eine mußt du erhören! Zerknicke dein Kind, das dein Knie umfaßt; zertritt die Traute, zertrümmre die Maid, ihres Leibes Spur zerstöre dein Speer: doch gib, Grausamer, nicht der gräßlichsten Schmach sie preis! |
Questo soltanto devi esaudire! Schianta tua figlia, che abbraccia i tuoi ginocchi; schiaccia colei che ami, stritola la fanciulla, le tracce del suo corpo devasti la tua lancia: ma non lasciarla, o spietato, preda dell’onta atroce! |
| (con esaltazione selvaggia) | |
| Auf dein Gebot entbrenne ein Feuer; den Felsen umglühe lodernde Glut; es leck’ ihre Zung’, es fresse ihr Zahn den Zagen, der frech sich wagte, dem freislichen Felsen zu nahn! |
Al tuo comando divampi un fuoco; la rupe avvolgano ardenti vampe; lambiscano le fiamme, divorino le fauci il codardo che tracotante osi salire alla rupe mortale! |
| Wotan | |
| (sopraffatto e intimamente commosso, si volge vivacemente verso Brünnhilde, la solleva e la guarda intenerito negli occhi) | |
| Leb’ wohl, du kühnes, herrliches Kind! Du meines Herzens heiligster Stolz! Leb’ wohl! Leb’ wohl! Leb’ wohl! |
Addio, intrepida, superba figlia! Tu del mio cuore sublime orgoglio! Addio! Addio! Addio! |
| (con grande passione) | |
| Muß ich dich meiden, und darf nicht minnig mein Gruß dich mehr grüßen; sollst du nun nicht mehr neben mir reiten, noch Met beim Mahl mir reichen; muß ich verlieren dich, die ich liebe, du lachende Lust meines Auges: ein bräutliches Feuer soll dir nun brennen, wie nie einer Braut es gebrannt! Flammende Glut umglühe den Fels; mit zehrenden Schrecken scheuch’ es den Zagen; der Feige fliehe Brünnhildes Fels! Denn einer nur freie die Braut, der freier als ich, der Gott! |
Se devo lasciarti, se più non posso donarti il mio amoroso saluto; se a te non è più dato di galoppare al mio fianco, né offrirmi il sidro al banchetto; se devo perdere te che io amo, te, ridente letizia dei miei occhi: un fuoco nuziale arda ora per te quale per una sposa mai non arse! Rovente vampa la rupe avvolga; con vorace terrore respinga il vigliacco; fugga il codardo la rupe di Brünnhilde! E uno solo liberi la sposa, che più libero sia di me, un dio! |
| (Brünnhilde si abbandona, commossa e rapita, sul petto di Wotan, che la tiene a lungo abbracciata. Lei rialza il capo e guarda con solenne emozione Wotan negli occhi, tenendolo sempre abbracciato) | |
| Der Augen leuchtendes Paar, das oft ich lächelnd gekost, wenn Kampfeslust ein Kuß dir lohnte, wenn kindisch lallend der Helden Lob von holden Lippen dir floß: dieser Augen strahlendes Paar, das oft im Sturm mir geglänzt, wenn Hoffnungssehnen das Herz mir sengte, nach Weltenwonne mein Wunsch verlangte aus wild webendem Bangen: zum letztenmal letz’ es mich heut’ mit des Lebewohles letztem Kuß! Dem glücklichern Manne glänze sein Stern: dem unseligen Ew’gen muß es scheidend sich schließen. |
Questi due occhi lucenti che sorridendo spesso ho sfiorato, quando un mio bacio premiava la tua guerresca esultanza, quando con cinguettio infantile dalle dolci labbra sgorgava la lode degli eroi: questi due occhi raggianti, che mi brillavano nella tempesta, quando un bisogno di speranza mi incendiava il cuore, e al piacere del mondo smanioso aspiravo per un’angoscia violenta: per l’ultima volta mi diano conforto con un ultimo bacio di addio! All’uomo più felice brilli la loro stella: per lo sventurato immortale nel congedo si chiudano. |
| (le prende il capo con le mani) | |
| Denn so – kehrt der Gott sich dir ab, so küßt er die Gottheit von dir! |
Ecco – si allontana il dio da te, e ti prende la divinità con un bacio! |
| (La bacia su entrambi gli occhi, che subito restano chiusi: con un dolce abbandono lei ricade tra le sue braccia. Egli teneramente la conduce a giacere su un basso poggio di muschio, sopra il quale si distende un abete dai grandi rami. Ancora una volta Wotan contempla il volto di lei e poi serra saldamente l’elmo; quindi il suo sguardo indugia ancora sulla figura di Brünnhilde, che alla fine ricopre col grande scudo d’acciaio della Walkiria. – Quindi avanza con solenne decisione nel mezzo della scena e volge la punta della sua lancia contro un enorme macigno) | |
| Loge, hör’! Lausche hieher! Wie zuerst ich dich fand, als feurige Glut, wie dann einst du mir schwandest, als schweifende Lohe; wie ich dich band, bann ich dich heut’! Herauf, wabernde Lohe, umlodre mir feurig den Fels! Loge! Loge! Hieher! |
Odimi, Loge! Qui a me porgi ascolto! Come un giorno ti trovai ardente fiamma, come poi mi sparisti, sfuggente vampa; come io ti legai, ti incanto oggi! Sorgi, guizzante vampa, di rosse fiamme avvolgi la rupe! Loge! Loge! Qui! |
| (Con l’ultima invocazione egli colpisce tre volte la pietra con la punta della lancia e dalla pietra sfugge un raggio di fuoco, che in un momento si gonfia fino a essere un mare di fiamme, a cui Wotan fa segno con la punta della lancia di circondare la rupe come una corrente; immediatamente il fuoco si dirige verso il fondo, dove ormai le fiamme avvolgono senza interruzione l’orlo del monte) | |
| Wer meines Speeres Spitze fürchtet, durchschreite das Feuer nie! |
Chi teme la punta della mia lancia non passi mai questo fuoco! |
| (Stende la lancia come per un incantesimo. Si volge indietro a guardare con dolore verso Brünnhilde e lentamente comincia ad avviarsi. Ancora una volta gira la testa e guarda indietro, poi scompare nel fondo, in mezzo al fuoco) | |
| (Cala il sipario) | |
| (Traduzione italiana di Franco Serpa) | |