Sinfonia in mi maggiore, WWV 35

per orchestra

Musica: Richard Wagner (1813 - 1883)
  1. Allegro con spirito
  2. Adagio cantabile
Organico: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, timpani, archi
Composizione: Lauchstädt (Halle), 4 agosto - Rudolstadt, settembre 1834
Prima esecuzione: Monaco, Bayerische Staats-bibliothek, 13 ottobre 1988

Incompiuta, completato solo il primo movimento e l’inizio del secondo
Guida all'ascolto (nota 1)

Tra le prime composizioni di un Wagner giovanissimo figurano due sinfonie, o meglio una sinfonia completa e una sinfonia incompiuta, che è quella eseguita oggi, formata da un tempo abbastanza esteso e ben sviluppato (Allegro con spirito) e da un secondo movimento (Adagio cantabile) breve e piuttosto frammentario. La Sinfonia in do maggiore, più volte riproposta nei programmi dei concerti, fu scritta nel marzo 1832, mentre la Sinfonia in mi maggiore fu composta nell'estate 1834 da Wagner ventunenne e mai eseguita quando l'autore era in vita. Lo stesso musicista nella sua autobiografia "Mein Leben" dettata alla moglie Cosima e comprendente il periodo dalla nascita (1813) al 1864, il momento della protezione di Luigi II di Baviera, fa un accenno a questa composizione nei seguenti termini: «Abbozzai anche una Sinfonia in mi maggiore (di cui finii il primo movimento in 3/4), ispirata alla Settima e all'Ottava di Beethoven; se avessi potuto terminarla e poi conservarla, penso che oggi non ne avrei vergogna. In quell'epoca cominciavo a capire come fosse impossibile, dopo Beethoven, creare qualcosa di buono e di nuovo nel genere sinfonico».

L'Allegro con spirito si basa su due temi ben distinti: il primo è costruito su un arpeggio di mi maggiore esposto due volte, dapprima con una dinamica basata su sonorità smorzate, e successivamente in fortissimo. L'elemento caratterizzante del tema è dato dal ritmo puntato, in cui una marcata accentuazione melodica si unisce ad una vivace brillantezza sonora. Il secondo tema è affidato all'esposizione dei fiati (due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni) che viene ripresa dai violoncelli con i fagotti in raddoppio. Quindi si avverte uno sviluppo in si maggiore con un procedimento di modulazioni inserito in un contesto di forti "crescendo" e intensi "diminuendo". È chiaro come questo tipo di orchestrazione si richiami a Beethoven ed anche a Schubert, dimostrando come il linguaggio musicale wagneriano tenga conto in questo caso della grande tradizione sinfonica tedesca. Dopo un pedale di dominante l'orchestra esplode con molta intensità nella fase della ripresa tematica. Il timpano da solo anticipa il secondo tema, affidato ai soli archi. Il primo movimento termina con una lunga coda, in cui si alternano fasi contrappuntistiche ed episodi solistici (flauto e oboe).

L'Adagio cantabile è particolarmente stringato e può considerarsi una specie di foglio d'album. Tre episodi si dispiegano ora negli archi e ora nei fiati con una accentuata tensione melodica, che costituisce uno degli aspetti fondamentali della successiva produzione operistica wagneriana. L'organico della sinfonia in mi maggiore, della durata di circa 18 minuti, comprende due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, quattro corni, due trombe, tre tromboni, timpani e archi.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 21 ottonre 1989

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Ultimo aggiornamento 24 aprile 2025