Varie opere musicali giovanili sono da Richard Wagner ricordate nella sua autobiografia: una Introduzione in do maggiore, una Sonata per pianoforte a quattro mani in si bemolle maggiore, da lui stesso poi trascritta per orchestra, un'altra Introduzione in si bemolle maggiore, che egli dice «nata dalla nona sinfonia di Beethoven» e sulla scrittura e l'esecuzione della quale ci ha lasciato dei curiosi particolari; una terza Introduzione, per la Fidanzata di Messina di Schiller; una Fantasia per pianoforte, in fa diesis minore; tre altre Introduzioni, la prima delle quali, in re minore, «influenzata dal Coriolano di Beethoven», e la seconda, in do maggiore, con « un fugato terminale che risente dell'influsso mozartiano udella sinfonia Jupiter», nello stesso tono; infine una Introduzione per il Re Enzio, di Raupach, pure ispirata a Beethoven.
Tutte queste opere furono composte fra il 1828 e il 1830; nel quale ultimo anno stesso, soggiunge il Maestro, «mi diedi a comporre una grande sinfonia in do maggiore, in cui mostrai tutto quello che avevo imparato e dove fusi il risultato dei miei studi su Beethoven e su Mozart, per fare un'opera musicale veramente eseguibile e di gradevole effetto. La fuga finale non vi mancava e i temi vi erano di natura tale da poter essere disposti strettamente in contrappunto. Ciò nonostante l'elemento appassionato e ardito di Beethoven, specialmente quello della prima parte della Sinfonia Eroica, non aveva mancato di esercitare una rimarchevole influenza sulla mia concezione. Nell'Andante si distinguevano anche degli echi del mio vecchio misticismo musicale. Un effeto interrogativo ripetuto, prodotto dal passaggio dalla terza minore alla quinta, collegava, nel mio pensiero, alle mie prime fantasticherie di fanciullo quest'opera scritta con un sincero desiderio di chiarezza. Quando, l'anno seguente, cercai di far eseguire la sinfonia al Gewandhaus e, con questa intenzione, andai a far visita a Federico Rochlitz, il Nestore degli amici della musica a Lipsia e presidente della Società dei concerti, egli fu stupito di vedere in me un uomo così giovane: dal carattere della mia partitura, che gli era stata data a leggere, si attendeva un musicista d'esperienza».
La prima esecuzione per circostanze varie, non ebbe però luogo a Lipsia, ma a Praga nell'estate del 1832 sotto la bacchetta di Dionigi Weber, direttore di quel Conservatorio. Al Gewandhans la sinfonia fu data il 10 gennaio 1833 ed ebbe esito favorevole. In Italia venne diretta dallo stesso Wagner la sera di Natale del 1882 a Venezia con l'orchestra degli allievi del Conservatorio (che aveva allora sede nella Sala del Ridotto della Fenice) in occasione di una festa familiare.