Nel 1870 l'amore di Richard Wagner e di Cosima Liszt, signora von Bülow in precedenza, era ormai un legame fermo, familiare, ornato da tre figli, l'ultimo dei quali (dopo due bimbe un maschio finalmente, un atteso e adorato Siegfried) era nato il 6 giugno dell'anno precedente. Il mirabile Idillio sinfonico fu il dono di sposo e di padre felice che Wagner offrì a Cosima il giorno del compleanno di lei, con una festosa sorpresa preparata in segreto. Leggiamo dai Diari (Tagebüucher) di Cosima.
«Domenica 25 [dicembre 1870]: Di questa giornata, bimbi miei, non posso dirvi niente, niente dei miei sentimenti, niente del mio umore, niente, niente. In modo sobrio e asciutto voglio dirvi solo che cosa è accaduto: come mi sono destata, al mio orecchio giunse un suono che sempre più si espandeva, non poteva più essere un mio sogno ingannevole, era musica quella che risonava, e che musica! Quando l'eco cessò, nella stanza è entrato R. con i cinque bambini e mi ha donato la partitura del "Saluto sinfonico per il compleanno" -, io ero in lacrime, ma anche tutta la casa; R. aveva collocato l'orchestra sulle scale e così il nostro Tribschen è consacrato per sempre! L'Idillio di Tribschen, il lavoro si chiama così. - - - A mezzogiorno è venuto il dottor Sulzer, forse il primo degli amici di R.! Dopo il pranzo l'orchestra ha ripreso posto, e di nuovo è risonato l'Idillio, con nostra emozione (avevo invitato per l'occasione anche la contessa B.); quindi La marcia nuziale del Lohengrin, il Settimino di Beethoven, e per finire un'altra volta la musica mai udita abbastanza! - Comprendo ora il lavoro segreto di R., e anche la tromba del buon Richter (ha lanciato con impeto magnifico il tema di Siegfried e aveva imparato la tromba apposta), che gli ha procurato tanti rimproveri da parte mia. "Lascia ch'io muoia [Laß mich sterben]" ho gridato a R. "Era più facile morire per me che per me vivere" ha replicato lui».
È una pagina piena di commozione (le lacrime di tutti, la citazione del Tristano) e di umorismo (Hans Richter che si esercita con la tromba), scritta, si vede, nella felicità di ore uniche.
Quel giorno, dunque, fu una festa, che doveva essere intima, un'amorevole serenata, e si era fatta celebrazione, cerimonia di ringraziamento di un amore familiare. Sebbene suonata in privato, sulle scale di casa (in famiglia era chiamata, per scherzo, Treppen-Musik, musica per le scale), era pur sempre la "prima" di una musica di Wagner, "e che musica!": musica, tramata di immagini, di ricordi, di richiami segreti, l'eco delicata di una passione.
Ma in che senso ne è solo l'eco; e la passione quando era cominciata? È strano, ma noi conosciamo, con una certa sicurezza, la data dell'inizio, poi così grave di effetti: a Berlino il 28 novembre 1863 Cosima ventiseienne (e da sei anni signora von Bülow, già madre di due figlie) e Wagner, ospite in casa dell'amico Hans von Bülow, giurano l'una all'altro, "tra lagrime e singhiozzi", amore e fedeltà in eterno (ce lo racconta Wagner stesso nell'Autobiografia). Un adulterio e un tradimento di amicizia, causa di inganni e sofferenze, di esaltazioni e anche di ipocrisie, insomma un romanzo passionale come altri. Solo che in questo i personaggi sono Wagner e Cosima, figlia di Liszt e moglie di Bülow: e se sappiamo di dover mettere ordine nelle notizie esterne, ma anche intime, di questa musica meravigliosa, sentiamo anche con disagio che la musica, nella quale i fatti si sono consacrati, poco ne è chiarita (anzi, in parte ne è intralciata, come da indiscrezioni).
L'anno seguente, 1864, per tutta l'estate, Cosima è ospite di Wagner nella villa in Baviera sul lago di Starnberg (presa in affitto per Wagner dall'adorante sovrano Luigi II, ignaro di tutto). L'amore ebbe l'ultima conferma e due idee musicali, che entreranno nel terzo atto del Siegfried e saranno il nucleo generatore del Siegfried-ldyll, nacquero in Wagner allora. In questo senso l'Idillio è, come ho detto, musica dei ricordi e dei richiami segreti, che Wagner trasferì in un appunto di due temi già nel 1864, ben prima del III atto del Siegfried (1869-71). I due temi, destinati a un poema lirico di musica pura, forse un Quartetto (progetto poi scartato), ricomparvero nel Siegfried e nell'Idillio, ma entrando, diciamo così, nel Siegfried dall'Idillio, o almeno dalla commossa memoria che chiudeva in sé questa musica di 'idillio': è essa il prima del dramma musicale, non viceversa.
Di un breve poema sinfonico, o di una lirica rievocazione di affetti e di momenti familiari, l'Idillio ha carattere inimitabile nella grande libertà della forma e nello stile rapsodico, governato, certo, da una sapienza costruttiva suprema. Diffìcile fissare, se non per approssimazioni, uno schema sinfonico tradizionale, perché i temi, quasi tutti brevi, si avvicendano rapidamente e si sottraggono alla tipica elaborazione sinfonica per una sorta di fervida urgenza emotiva, dalla passione alla paterna tenerezza, dal trasporto amoroso all'immaginazione fiabesca (il cinguettio dell'uccellino di Siegfried: ma di quale Siegfried, l'eroe nel bosco o il bimbo in culla?). Dieci anni prima (in una lettera a Mathilde Wesendonck, del 29 ottobre 1859) Wagner aveva scritto: «Oggi direi che la mia arte più raffinata e più profonda è l'arte della transizione (Übergang), perché tutto il mio tessuto artistico consiste in queste transizioni: ciò che è rigido {das Schroffe) e improvviso (das Jähe) mi è divenuto odioso». Parlava del Tristano. Ma la sapienza magica di colorire e velare i passaggi, le transizioni da un sentimento a un altro, da un'immagine a un'altra, rapidamente e senza rudezze, ha nel breve e raccolto Siegfried-ldyll un documento forse superiore. Non a caso Wagner disse una volta a Cosima che questa era la sua musica preferita.
Franco Serpa