Das Rheingold (L’oro del Reno), WWV 86a

Testo del libretto (nota 1)

Nel fondo del Reno; regione aperta su cime montane, vicino al Reno; i sotterranei abissi di Nibelheim.
Prima scena
Sul fondo del Reno
Chiarore verdastro, più luminoso sopra, più scuro in basso. Occupano tutta la parte alta acque fluttuanti che scorrono senza sosta verso sinistra. Nel profondo i flutti si dissolvono in nebbiosa umidità sempre più sottile, in modo che lo spazio, a cominciare dal fondo e per l’altezza d’un uomo, sembra completamente libero dall’acqua, che sopra il fondo tenebroso scorre via come in banchi di nubi. Da per tutto si ergono dalla profondità irte scogliere, le quali segnano lo spazio della scena. Tutto il suolo è un frantumato groviglio di punte, sì che in nessun luogo è completamente piano e fa supporre giù in ogni parte più profonde voragini in densissima tenebra.
(Al centro della scena, intorno ad uno scoglio, che con la sua punta sottile raggiunge in alto le onde più dense e in luce più chiara, gira una Figlia del Reno nuotando in cerchio con gesti graziosi)
Woglinde
Weia! Waga!
Woge, du Welle,
walle zur Wiege!
Wagalaweia!
Wallala weiala weia!
Weia! Waga!
Rotola, onda,
ondeggia e cúllami!
Wagalaweia!
Wallala weiala weia!
La voce di Wellgunde
(dall’alto)
Woglinde, wachst du allein? Woglinde, vigili sola?
Woglinde
Mit Wellgunde wär’ ich zu zwei. Con Wellgunde saremmo in due.
Wellgunde
(dalla corrente scende giù sullo scoglio)
Lass’ sehn, wie du wachst! Vedrò come vigili!
(vuole afferrareWoglinde)
Woglinde
(nuotando le sfugge)
Sicher vor dir! Al sicuro da te!
(deridendosi cercano per gioco di prendersi)
La voce di Flosshilde
(dall’alto)
Heiala weia!
Wildes Geschwister!
Heiala weia!
Sorelle folli!
Wellgunde
Flosshilde, schwimm’!
Woglinde flieht:
hilf mir die Fliessende fangen!
Nuota, Flosshilde!
Woglinde scappa:
quell’agile prendi con me!
Flosshilde
(si immerge infilandosi nel loro gioco)
Des Goldes Schlaf
hütet ihr schlecht!
Besser bewacht
des Schlummernden Bett,
sonst büsst ihr beide das Spiel!
L’aureo suo sonno
mal proteggete!
Se non custodite
il letto del dormiente,
i vostri giochi in due sconterete!
(Con chiassosa allegria le due si allontanano una dall’altra. Flosshilde cerca di afferrare ora questa ora quella, ma loro le sfuggono e alla fine si uniscono per dare insieme la caccia a Flosshilde: guizzano così come pesci da scoglio a scoglio ridendo e giocando. Per un’oscura caverna nel frattempo Alberico è salito dall’abisso arrampicandosi su uno scoglio. Si arresta, ancora avvolto dall’oscurità, e osserva i giochi delle Figlie del Reno con crescente soddisfazione.)
Alberico
He he! Ihr Nicker!
Wie seid ihr niedlich,
neidliches Volk!
Aus Nibelheims Nacht
naht’ ich mich gern,
neigtet ihr euch zu mir!
Ehi voi! Acquatiche
bimbe invitanti,
razza invidiabile!
Dal nero del Nibelheim
mi accosterei qui beato,
se voi a me vi volgeste!
(le fanciulle interrompono i loro giochi, appena odono la voce di Alberico)
Woglinde
Hei!Wer ist dort? Ehi, chi c’è là?
Wellgunde
Es dämmert und ruft! Un’ombra che chiama!
Flosshilde
Lugt, wer uns lauscht! Guardate la spia!
Woglinde e Wellgunde
(si immergono più giù e riconoscono il Nibelungo)
Pfui! Der Garstige! Ohi! Che schifoso!
Flosshilde
(risalendo veloce)
Hütet das Gold!
Vater warnte
vor solchem Feind.
Attente all’oro!
Ci avvertì il padre
contro un tale nemico.
(Le altre due la seguono e tutte e tre si raccolgono in fretta allo scoglio dimezzo)
Alberico
Ihr, da oben! Voi, lassù!
Le tre figlie del Reno
Was willst du dort unten? Che vuoi tu laggiù?
Alberico
Stör’ ich eu’r Spiel,
wenn staunend ich still hier steh’?
Tauchtet ihr nieder,
mit euch tollte
und neckte der Niblung sich gern!
Vi sciupo i giochi,
se qui sto quieto e vi ammiro?
E se giù vi immergeste,
con voi il Nibelungo
in allegria può scherzare!
Woglinde
Mit uns will er spielen? Vuole giocare con noi?
Wellgunde
Ist ihm das Spott? O ci canzona?
Alberico
Wie scheint im Schimmer
ihr hell und schön!
Wie gern umschlänge
der Schlanken eine meinArm,
schlüpfte hold sie herab!
Quanto belle nel chiarore
mi apparite e lucenti!
Come vorrei col braccio
cingerne una, o snelle,
se qui lieta guizzasse!
Flosshilde
Nun lach’ ich der Furcht:
der Feind ist verliebt!
Ridicolo timore:
il nemico ci ama!
(Ridono)
Wellgunde
Der lüsterne Kauz! Un tipo lascivo!
Woglinde
Laßt ihn uns kennen! Vedrà chi siamo!
(Scende giù sulla cima dello scoglio ai piedi del quale è arrivato Alberico)
Alberico
Die neigt sich herab. Scende verso di me.
Woglinde
Nun nahe dich mir! E ora tu accostati!
(Alberico si arrampica con rapidità da gnomo verso la cima dello scoglio, ma ne è impedito più volte)
Alberico
Garstig glatter
glitschiger Glimmer!
Wie gleit’ ich aus!
Mit Händen und Füßen
nicht fasse noch halt’ ich
das schlecke Geschlüpfer!
Lurida liscia
viscida ghiaia!
Scivolo giù!
Con mani e piedi
non stringo né tengo
la bava cremosa!
(starnutisce)
Feuchtes Naß
füllt mir die Nase:
verfluchtes Niesen!
Umida nebbia
m’entra nel naso:
starnuti odiosi!
(è ormai vicino a Woglinde)
Woglinde
(ride)
Prustend naht
meines Freiers Pracht!
Soffiando arriva
lo sposo illustre!
Alberico
Mein Friedel sei,
du fräuliches Kind!
Sia tu la mia amata,
ingenua bimba!
(tenta di abbracciarla)
Woglinde
(sfuggendogli)
Willst du mich frei’n,
so freie mich hier!
Se vuoi sposarmi,
sposami qui!
(è arrivata su un altro scoglio, le sorelle ridono)
Alberico
(si gratta la testa)
O weh! Du entweichst?
Komm’ doch wieder!
Schwer ward mir,
was so leicht du erschwingst.
Ohimè! Tu mi sfuggi?
Ma torna indietro!
Per me è stato arduo
ciò che tu presto raggiungi!
Woglinde
(si slancia su un terzo scoglio ancora più in profondo)
Steig’ nur zu Grund:
da greifst du mich sicher!
Scendi sul fondo:
là certo mi prendi!
Alberico
(scende in fretta a tentoni)
Wohl besser da unten! Sì, è meglio là in basso!
Woglinde
(si slancia rapida in su verso un alto scoglio laterale)
Nun aber nach oben! Ma ora tu sali!
(Tutte le fanciulle ridono)
Alberico
Wie fang’ ich im Sprung
den spröden Fisch?
Warte, du Falsche!
Come prendo in un salto
quel pesce smorfioso?
Perfida, aspetta!
(vuole inerpicarsi in fretta verso di lei)
Wellgunde
(si è immersa su un altro scoglio più profondo sul lato opposto)
Heia, du Holder!
Hörst du mich nicht?
Ehi tu, grazioso!
Non vuoi ascoltarmi?
Alberico
(girandosi)
Rufst du nach mir? Son io che tu chiami?
Wellgunde
Ich rate dir wohl:
zu mir wende dich,
Woglinde meide!
Ti do un consiglio:
volgiti a me,
lascia Woglinde!
Alberico
(sul fondo si trascina rapido verso Wellgunde)
Viel schöner bist du
als jene Scheue,
die minder gleißend
und gar zu glatt.
Nur tiefer tauche,
willst du mir taugen.
Sei assai più bella
di quella pavida,
che meno è lucida
e troppo viscida.
Solo più immergiti,
se vuoi appagarmi.
Wellgunde
(scendendo ancor più verso di lui)
Bin nun ich dir nah? Ora sono vicino a te?
Alberico
Noch nicht genug!
Die schlanken Arme
schlinge um mich,
daß ich den Nacken
dir neckend betaste,
mit schmeichelnder Brunst
an die schwellende Brust mich dir schmiege!
Non abbastanza!
Le braccia snelle
intorno allacciami,
che il tuo bel collo
con carezze io stuzzichi,
con languido ardore
al petto tuo ansante mi stringa!
Wellgunde
Bist du verliebt
und lüstern nach Minne,
lass’ sehn, du Schöner,
wie bist du zu schaun? –
Pfui! Du haariger,
höckriger Geck!
Schwarzes, schwieliges
Schwefelgezwerg!
Such’ dir ein Friedel,
dem du gefällst!
Se sei sedotto
e fremi d’amore,
fammi veder, mio bello,
come sei a guardarti? –
Aah! Tu irsuto
gobbo vanesio!
Nera razza callosa
di nani sulfurei!
Cercati un’altra amata,
a cui tu piaccia!
Alberico
(cerca di trattenerla con la forza)
Gefall’ ich dir nicht,
dich fass’ ich doch fest!
Se non ti piaccio,
però io ti afferro!
Wellgunde
(nuotando veloce verso lo scoglio centrale)
Nur fest, sonst fließ ich dir fort! Afferra bene, se no ti scappo!
(Ridono tutte e tre)
Alberico
(incattivito la insegue con ingiurie)
Falsches Kind!
Kalter, grätiger Fisch!
Schein’ ich nicht schön dir,
niedlich und neckisch,
glatt und glau –
hei, so buhle mitAalen,
ist dir eklig mein Balg!
Bimba bugiarda!
Freddo pesce squamoso!
Se non ti sembro bello,
ben fatto e allegro,
lucido e liscio –
bene, corteggia le anguille,
se ti fa schifo il mio cuoio!
Flosshilde
Was zankst du,Alp?
Schon so verzagt?
Du freitest um zwei:
frügst du die dritte,
süßen Trost
schüfe die Traute dir!
Gnomo, che strilli?
Già sconfortato?
Due ne hai richieste:
se interrogassi la terza,
dolce conforto
a te darebbe l’amata!
Alberico
Holder Sang
singt zu mir her!
Wie gut, daß ihr
eine nicht seid!
Von vielen gefall’ ich wohl einer:
bei einer kieste mich keine!
Soll ich dir glauben,
so gleite herab!
Che suono dolce
qui mi risuona!
È bello che voi
non siate una sola!
Di tante certo una mi prende:
con una non mi vorrebbe nessuna!
Se devo crederti,
allora scendi!
Flosshilde
(nuota verso Alberico)
Wie töricht seid ihr,
dumme Schwestern,
dünkt euch dieser nicht schön!
Che stolte siete,
sorelle stupide,
se bello costui non vi sembra!
Alberico
(le si accosta in fretta)
Für dumm und häßlich
darf ich sie halten,
seit ich dich Holdeste seh’.
Stupide e odiose
le posso ben dire,
ora che guardo te gentilissima.
Flosshilde
(lusingandolo)
O singe fort
so süß und fein;
wie hehr verführt es mein Ohr!
O canta ancora
con tanta grazia;
che seduzione sublime all’orecchio!
Alberico
(la tocca con confidenza)
Mir zagt, zuckt
und zehrt sich das Herz,
lacht mir so zierliches Lob.
Timido trasale
e trepida il mio cuore,
se mi sorride la lode gentile.
Flosshilde
(respingendolo con garbo)
Wie deineAnmut
meinAug’ erfreut,
deines Lächelns Milde
den Mut mir labt!
La grazia tua
consola l’occhio,
il tuo mite sorriso
ristora il cuore!
(Lo tira a sé con tenerezza)
Seligster Mann! Uomo beato!
Alberico
Süßeste Maid! Donna dolcissima!
Flosshilde
Wärst du mir hold! Se tu mi amassi!
Alberico
Hielt dich immer! Stringerti sempre!
Flosshilde
(tenendolo stretto tra le braccia)
Deinen stechenden Blick,
deinen struppigen Bart,
o säh’ ich ihn, faßt’ ich ihn stets!
Deines stachligen Haares
strammes Gelock,
umflöß’ es Flosshilde ewig!
Deine Krötengestalt,
deiner Stimme Gekrächz,
o dürft’ ich, staunend und stumm,
sie nur hören und sehn!
La tua fiera pupilla,
la barba tua folta,
oh guardarla, oh stringerla sempre!
Dell’irta tua chioma
i ricci ispidi,
sempre a me intorno fluissero!
Il tuo aspetto di rospo,
della tua voce il raschio,
oh potessi io, stupita e tacita,
null’altro vedere e udire!
(Woglinde e Wellgunde si sono avvicinate scendendo a nuoto e scoppiano in una sonora risata)
Alberico
(con un sussulto si libera dalle braccia di Flosshilde)
Lacht ihr Bösen mich aus? Maligne voi mi beffate?
Flosshilde
(si strappa all’improvviso da lui)
Wie billig am Ende vom Lied. Come è giusto alla fine del canto.
(veloce nuota verso l’alto con le sorelle e si unisce alle loro risate)
Alberico
(con voce stridula)
Wehe! Ach wehe!
O Schmerz! O Schmerz!
Die dritte, so traut,
betrog sie mich auch?
Ihr schmählich schlaues,
lüderlich schlechtes Gelichter!
Nährt ihr nur Trug,
ihr treuloses Nickergezücht?
Ahimè! Ahi ahi!
O pena! O pena!
La terza, amabile,
anche lei mi ingannava?
Sleale e scaltra
razza viziosa!
Solo trame nutrite,
infami ninfe bugiarde!
Le tre figlie del Reno
Wallala! Lalaleia! Leialalei!
Heia! Heia! Haha!
Schäme dich,Albe!
Schilt nicht dort unten!
Höre, was wir dich heißen!
Warum, du Banger,
bandest du nicht
das Mädchen, das du minnst?
Treu sind wir
und ohne Trug
dem Freier, der uns fängt.
Greife nur zu,
und grause dich nicht!
In der Flut entfliehn wir nicht leicht!
Wallala! Lalaleia! Leialalei!
Heia! Heia! Haha!
Gnomo, vergognati!
Laggiù non strillare!
Ascolta il nostro comando!
Perché, o pavido,
non ti sei preso
colei che desideri?
Fedeli siamo
senza menzogne
a chi ci vuole e ci afferra.
Non hai che da prenderci,
non spaventarti!
Non ci è facile fuggire tra i flutti!
(Si dividono nuotando, qua e là, ora più in basso ora più in alto per aizzare Alberico a dar loro la caccia)
Alberico
Wie in den Gliedern
brünstige Glut
mir brennt und glüht!
Wut und Minne,
wild und mächtig,
wühlt mir den Mut auf!
Wie ihr auch lacht und lügt,
lüstern lechz’ ich nach euch,
und eine muß mir erliegen!
Una vampa ardente
tutte le membra
in me arroventa!
Furia e brama,
selvaggia e forte,
mi scuote l’animo!
Ridete pure, bugiarde,
io avido anelo a voi,
e vittima una sarà!
(In uno sforzo disperato si lancia alla caccia; con orrida agilità si arrampica su uno scoglio dopo l’altro, salta su questo e su quello e tenta di ghermire ora una ora un’altra delle fanciulle, che sempre gli sfuggono gridando allegramente; lui inciampa, cade giù sul fondo, rapido si inerpica di nuovo verso l’alto per continuare la caccia. Le fanciulle scendono un poco. Alberico quasi le raggiunge, ma cade giù per la seconda volta, poi ripete il tentativo. Alla fine si arresta, schiumante di rabbia, senza fiato e tende in alto il pugno chiuso contro le fanciulle.)
Alberico
(quasi fuori di sé)
Fing’ eine diese Faust!... Ne prendesse una il mio pugno!...
(Si arresta in muto furore, lo sguardo diretto in alto, lì dove poi è attratto e catturato dall’azione che segue. Da sopra attraverso le onde penetra un chiarore sempre più vivo, che su un punto elevato dello scoglio di mezzo a mano a mano si accende fino ad irradiare un luminosissimo, abbagliante fulgore d’oro; da lì una magica luce aurea si diffonde nell’acqua)
Woglinde
Lugt, Schwestern!
DieWeckerin lacht in den Grund.
Guardate, sorelle!
La prima luce ride giù in fondo.
Wellgunde
Durch den grünen Schwall
den wonnigen Schläfer sie grüßt.
Per le verdi correnti
saluta il dormiente beato.
Flosshilde
Jetzt küßt sie sein Auge,
daß er es öffne.
Ora l’occhio gli bacia,
che egli lo apra.
Wellgunde
Schaut, er lächelt
in lichtem Schein.
E lui, ecco, sorride
in vivo chiarore.
Woglinde
Durch die Fluten hin
fließt sein strahlender Stern!
Là in mezzo alle onde
passa la stella raggiante!
Le tre figlie del Reno
(nuotano insieme serenamente intorno allo scoglio)
Heia jaheia!
Heia jaheia!
Wallala lalala leia jahei!
Rheingold!
Rheingold!
Leuchtende Lust,
wie lachst du so hell und hehr!
Glühender Glanz
entgleißt dir weihlich imWag’!
Heia jahei! Heia jaheia!
Wache, Freund,
wache froh!
Wonnige Spiele
spenden wir dir:
flimmert der Fluß,
flammet die Flut,
umfließen wir tauchend,
tanzend und singend
im seligen Bade dein Bett!
Rheingold!
Rheingold!
Heia jaheia!Wallala lalala leia jahei!
Heia jaheia!
Heia jaheia!
Wallala lalala leia jahei!
Oro!
Oro!
Del Reno tu gioia,
sorridi splendido e puro!
L’ardente tua luce
santa si effonde nell’onda!
Heia jahei! Heia jaheia!
Déstati, amico,
ilare déstati!
Giochi graziosi
noi ti doniamo:
sfavilla l’acqua,
s’infiamma l’onda,
nuotando felici,
con danze e canzoni,
giriamo intorno al tuo letto!
Oro!
Oro!
Heia jaheia!Wallala lalala leia jahei!
(Con allegria via via più sfrenata le fanciulle nuotano intorno allo scoglio. L’acqua da per tutto risplende del fulgore dell’oro)
Alberico
(i cui occhi, potentemente attratti dal fulgore, restano fissi sull’oro)
Was ist’s, ihr Glatten,
das dort so glänzt und gleißt?
Che è mai, o flessuose,
quel che lassù risplende?
Le tre figlie del Reno
Wo bist du Rauher denn heim,
daß vom Rheingold nie du gehört?
Ma tu dove abiti, zotico,
che mai hai udito dell’oro del Reno?
Wellgunde
Nichts weiß der Alp
von des Goldes Auge,
das wechselnd wacht und schläft?
Nulla sa questo gnomo
dell’aureo occhio
che ora veglia ora dorme?
Woglinde
Von derWassertiefe
wonnigem Stern,
der hehr dieWogen durchhellt? –
Della amabile stella
delle acque profonde,
che irradia mirabile i flutti? –
Le tre figlie del Reno
Sieh, wie selig
im Glanze wir gleiten!
Willst du Banger
in ihm dich baden,
so schwimm’ und schwelge mit uns!
Wallala lala leia lalei!
Wallala lala leia jahei!
Guarda come guizziamo
felici nello splendore!
Se vuoi, o vigliacco,
tuffarti in esso,
gèttati e gira con noi!
Wallala lala leia lalei!
Wallala lala leia jahei!
Alberico
Eurem Taucherspiele
nur taugte das Gold?
Mir gält’ es dann wenig!
Ai vostri acquatici giochi
l’oro serve soltanto?
Allora per me vale poco!
Woglinde
Des Goldes Schmuck
schmähte er nicht,
wüßte er all seineWunder!
Al prezioso gioiello
ingiurie non direbbe,
se ne sapesse i prodigi!
Wellgunde
Der Welt Erbe
gewänne zu eigen,
wer aus dem Rheingold
schüfe den Ring,
der maßlose Macht ihm verlieh’.
Il dominio del mondo
si prenderebbe intero
colui che dall’oro
forgiasse l’anello
che gli può dare immensa potenza.
Flosshilde
Der Vater sagt’ es,
und uns befahl er,
klug zu hüten
den klaren Hort,
daß kein Falscher der Flut ihn entführe:
drum schweigt, ihr schwatzendes Heer!
Il padre ci ha detto
e ci ha comandato
di custodire con cura
il chiaro tesoro,
che nessun traditore lo tragga dai flutti:
dunque tacete, gregge loquace!
Wellgunde
Du klügste Schwester,
verklagst du uns wohl?
Weißt du denn nicht,
wem nur allein
das Gold zu schmieden vergönnt?
Sorella saggia,
ci stai accusando?
Quindi non sai
a chi soltanto
è concesso di temprare l’oro?
Woglinde
Nur wer der Minne
Macht entsagt,
nur wer der Liebe
Lust verjagt,
nur der erzielt sich den Zauber,
zum Reif zu zwingen das Gold.
Solo colui che dell’amore
la forza rinnega,
solo colui che del piacere
il diletto respinge,
a lui soltanto tocca il miracolo
di costringere l’oro in un cerchio.
Wellgunde
Wohl sicher sind wir
und sorgenfrei:
denn was nur lebt, will lieben,
meiden will keiner die Minne.
Noi stiamo al sicuro,
libere d’ansia:
ché ciò che è vita, cerca amore,
e nessuno la passione scansa.
Woglinde
Am wenigsten er,
der lüsterneAlp:
vor Liebesgier
möcht’ er vergehn!
Meno di tutti
lo gnomo lascivo:
lui di lussuria
sta consumandosi!
Flosshilde
Nicht fürcht’ ich den,
wie ich ihn erfand:
seiner Minne Brunst
brannte fast mich.
Io non lo temo,
per come mi è noto:
l’amoroso suo fuoco
mi ha quasi bruciata.
Wellgunde
Ein Schwefelbrand
in derWogen Schwall:
vor Zorn der Liebe
zischt er laut!
Un sulfureo incendio
tra onde e marosi:
per amoroso furore
sibila forte!
Le tre figlie del Reno
Wallala!Wallaleialala!
Lieblichster Albe!
Lachst du nicht auch?
In des Goldes Scheine
wie leuchtest du schön!
O komm’, Lieblicher, lache mit uns!
Heiajaheia! Heiajaheia! Wallalalala leiajahei!
Wallala! Wallaleialala!
Gnomo leggiadro!
Tu non ridi con noi?
Nella luce dell’oro
risplendi e sei bello!
Vieni, o leggiadro, ridi con noi!
Heiajaheia! Heiajaheia! Wallalalala leiajahei!
(Nuotano in su e in giù ridendo nello splendore)
Alberico
(con gli occhi che guardano fissi l’oro, quasi non ha prestato ascolto alle chiacchiere delle sorelle)
Der Welt Erbe
gewänn’ ich zu eigen durch dich?
Erzwäng’ ich nicht Liebe,
doch listig erzwäng’ ich mir Lust?
Il dominio del mondo
per te mi prenderei intero?
Se non posso afferrare l’amore,
non so afferrare scaltro il godimento?
(orribilmente gridando)
Spottet nur zu! –
Der Niblung naht eurem Spiel!
Sì, beffatemi voi! –
Il Nibelungo si avvicina al gioco!
(rabbioso salta verso lo scoglio centrale e con furia minacciosa si inerpica verso la cima. Le fanciulle fuggono una dall’altra strillando e in diverse direzioni salgono verso l’alto)
Le tre figlie del Reno
Heia! Heia! Heiajahei!
Rettet euch!
Es raset der Alp:
in den Wassern sprüht’s,
wohin er springt:
die Minne macht ihn verrückt!
Heia! Heia! Heiajahei!
Salvatevi!
Lo gnomo dà in smanie:
l’acqua ribolle
dove lui salta:
la passione lo fa pazzo!
(ridono con la più insolente spavalderia)
Alberico
(con un ultimo salto arriva sulla cima dello scoglio)
Bangt euch noch nicht?
So buhlt nun im Finstern,
feuchtes Gezücht!
Ancora non tremate?
Svagatevi al buio,
umida razza!
(tende la mano verso l’oro)
Das Licht lösch’ ich euch aus,
entreiße dem Riff das Gold,
schmiede den rächenden Ring;
denn hör’ es die Flut:
so verfluch’ ich die Liebe!
La vostra luce io spengo,
strappo alla roccia l’oro,
tempro l’anello della vendetta;
odano i flutti:
io maledico l’amore!
(Con spaventosa violenza strappa l’oro dallo scoglio e con esso subito si getta nel profondo, dove scompare in fretta. Una fitta oscurità si diffonde all’improvviso su tutto. Le fanciulle si immergono rapidissime all’inseguimento del ladro)
Le tre figlie del Reno
(gridando)
Haltet den Räuber!
Rettet das Gold!
Hilfe! Hilfe!
Weh! Weh!
Fermate il ladro!
Salvate l’oro!
Aiuto! Aiuto!
Ahimè! Ahimè!
(Le acque scendono con loro nel profondo. Dal più oscuro abisso si ode la stridula risata beffarda di Alberico. – In un fittissimo buio scompaiono gli scogli; tutta la scena è invasa dalla cima al fondo da ondate nere, che per un certo tempo sembrano continuare a scendere sempre più in giù.)
Seconda scena
Lentamente le onde si cambiano in nuvole che a mano a mano si schiariscono, e quando finalmente si disperdono del tutto come in una nebbia leggera, appare una aperta pianura su una sommità montana da principio ancora in una luce notturna. – Il giorno che nasce illumina con splendore crescente una rocca con scintillanti mura merlate, che nello sfondo si erge sulla vetta di una rupe; tra la vetta rocciosa coronata dalla roccaforte e il proscenio si intuisce esserci una valle profonda, nella quale scorre il Reno. – Da una parte su un terreno fiorito è disteso Wotan, accanto a lui è Fricka, entrambi addormentati.
Fricka
(si desta: stupisce e trema quando il suo sguardo cade sulla roccaforte)
Wotan, Gemahl! Erwache! Wotan! Déstati, sposo!
Wotan
(a bassa voce, sognando)
Der Wonne seligen Saal
bewachen mir Tür und Tor:
Mannes Ehre,
ewige Macht,
ragen zu endlosem Ruhm!
La sacra sala della letizia
difendono porte e portali:
onore d’uomo,
potenza eterna,
svettano a gloria infinita!
Fricka
(lo scuote)
Auf, aus der Träume
wonnigem Trug!
Erwache, Mann, und erwäge!
Su, lascia l’inganno
dolce dei sogni!
Déstati, uomo, e ragiona!
Wotan
(si sveglia e si solleva un poco, il suo occhio è subito attratto dalla visione della roccaforte)
Vollendet das ewigeWerk!
Auf Berges Gipfel
die Götterburg,
prächtig prahlt
der prangende Bau!
Wie imTraum ich ihn trug,
wie meinWille ihn wies,
stark und schön
steht er zur Schau:
hehrer, herrlicher Bau!
Compiuta l’opera eterna!
Sulla cima del monte
la rocca divina,
grandiosa si gloria
nel fulgore la reggia!
Come lo concepì il mio sogno,
ed il volere lo volle,
forte e bello
s’erge allo sguardo:
alto, augusto edificio!
Fricka
Nur Wonne schafft dir,
was mich erschreckt?
Dich freut die Burg,
mir bangt es um Freia!
Achtloser, laß mich erinnern
des ausbedungenen Lohns!
Die Burg ist fertig,
verfallen das Pfand:
vergaßest du, was du vergabst?
Soltanto diletto ti dona
quel che me impaurisce?
Se te rallegra la rocca,
io temo per Freia!
Sventato, devo io rammentarti
il salario che fu pattuito!
Compiuta è la rocca,
dovuto ora è il patto:
dimentichi ciò che hai concesso?
Wotan
Wohl dünkt mich’s, was sie bedangen,
die dort die Burg mir gebaut;
durch Vertrag zähmt’ ich
ihr trotzig Gezücht,
daß sie die hehre
Halle mir schüfen;
die steht nun – dank den Starken: –
um den Sold sorge dich nicht.
Ricordo bene ciò che chiedeva
chi ha innalzato la rocca;
con un patto ho domato
la razza arrogante,
sì che a me la divina
dimora creassero;
lì ora sta – grazie a quei forti: –
della paga non darti pena.
Fricka
O lachend frevelnder Leichtsinn!
Liebelosester Frohmut!
Wußt’ ich um euren Vertrag,
demTruge hätt’ ich gewehrt;
doch mutig entferntet
ihr Männer die Frauen,
um taub und ruhig vor uns,
allein mit den Riesen zu tagen.
So ohne Scham
verschenktet ihr Frechen
Freia,mein holdes Geschwister,
froh des Schächergewerbs!
Was ist euch Harten
doch heilig und wert,
giert ihr Männer nach Macht!
O criminale ilare incoscienza!
O indifferente allegria!
Se avessi saputo del patto,
avrei impedito l’inganno;
ma valorosi voi uomini
allontanaste le donne,
per incontrarvi sordi e al sicuro da noi
voi soli con i giganti.
Così senza vergogna
sfrontati avete svenduto
Freia, la mia dolce sorella,
paghi della truffa da ladri!
Per voi duri che cosa
è mai sacro e prezioso,
quando bramate il potere!
Wotan
(tranquillo)
Gleiche Gier
war Fricka wohl fremd,
als selbst um den Bau sie mich bat?
E questa brama
estranea era a Fricka,
quando ella stessa a me chiedeva il castello?
Fricka
Um des Gatten Treue besorgt,
muß traurig ich wohl sinnen,
wie an mich er zu fesseln,
zieht’s in die Ferne ihn fort:
herrlicheWohnung,
wonniger Hausrat,
sollten dich binden zu säumender Rast.
Doch du bei demWohnbau sannst
aufWehr undWall allein;
Herrschaft und Macht
soll er dir mehren;
nur rastlosern Sturm zu erregen,
erstand dir die ragende Burg.
Incerta della fede del consorte,
tristemente devo pensare
come a me vincolarlo,
se egli è attratto lontano:
una casa regale,
comodi arredi,
possono invitarti a riposante quiete.
Ma nella costruzione non vedesti
che baluardi e bastioni;
dominio e potenza
deve accrescerti;
solo per scatenare tempeste senza sosta
ti è sorto l’edificio eccelso.
Wotan
(sorridendo)
Wolltest du Frau
in der Feste mich fangen,
mir Gotte mußt du schon gönnen,
daß, in der Burg
gebunden, ich mir
von außen gewinne die Welt.
Wandel und Wechsel
liebt, wer lebt;
das Spiel drum kann ich nicht sparen!
Se tu volevi, o donna,
serrarmi nella fortezza,
a me, al dio, devi concedere
che io, nella rocca
preso, il mondo
là fuori mi conquisti.
Tutti i viventi amano
ciò che si alterna e cambia;
perciò il gioco io non posso evitare!
Fricka
Liebeloser,
leidigster Mann!
Um der Macht und Herrschaft
müßigen Tand
verspielst du in lästerndem Spott
Liebe und Weibes Wert?
O senza cuore
uomo spietato!
Per il trastullo futile
di potere e dominio
perdi in un gioco empio
l’amore e il valore d’una sposa?
Wotan
(serio)
Um dich zumWeib zu gewinnen,
mein eines Auge
setzt’ ich werbend daran:
wie törig tadelst du jetzt!
Ehr’ ich die Frauen
doch mehr, als dich freut!
Und Freia, die gute,
geb’ ich nicht auf:
nie sann dies ernstlich mein Sinn.
Per conquistarti mia sposa
l’occhio mio unico
da pretendente posi per posta:
quanto stolti sono ora i rimproveri!
Onoro le donne
più di quanto a te piaccia!
Freia, la amabile,
non abbandono:
non l’ho mai seriamente pensato.
Fricka
So schirme sie jetzt:
in schutzloser Angst
läuft sie nach Hilfe dort her!
Dunque difendila ora:
con inerme terrore
lei corre qui per aiuto!
Freia
(giungendo in corsa)
Hilf mir, Schwester!
Schütze mich, Schwäher!
Vom Felsen drüben
drohte mir Fasolt,
mich Holde käm’ er zu holen.
Aiuto, sorella!
Cognato, salvami!
Dalla roccia laggiù
Fasolt minaccia
di portar via Freia la bella.
Wotan
Laß’ ihn drohn! –
Sahst du nicht Loge?
Lascia che gridi! –
Non hai visto Loge?
Fricka
Daß am liebsten du immer
dem Listigen traust!
Viel Schlimmes schuf er uns schon,
doch stets bestrickt er dich wieder.
E volentieri tu sempre
in quell’astuto confidi!
Ci ha fatto già molti danni,
ma lui continua a ingannarti.
Wotan
Wo freier Mut frommt,
allein frag’ ich nach keinem;
doch des Feindes Neid
zum Nutz sich fügen,
lehrt nur Schlauheit und List,
wie Loge verschlagen sie übt.
Der zum Vertrage mir riet,
versprach mir, Freia zu lösen:
auf ihn verlass’ ich mich nun.
Dove basti franco ardimento,
da solo io non chiedo nessuno;
ma a servirsi in vantaggio
di un nemico maligno,
insegnano astuzia e scaltrezza,
che sagace esercita Loge.
Lui che il contratto mi ha consigliato,
la libertà di Freia mi promise:
e su di lui ora io conto.
Fricka
Und er läßt dich allein!
Dort schreiten rasch
die Riesen heran:
wo harrt dein schlauer Gehilf’?
E invece ti abbandona!
Guarda là, a gran passi
arrivano i giganti:
che aspetta il tuo astuto collega?
Freia
Wo harren meine Brüder,
daß Hilfe sie brächten,
da mein Schwäher die Schwache verschenkt?
Zu Hilfe,Donner!
Hieher! Hieher!
Rette Freia,mein Froh!
Che aspettano i fratelli,
a venirmi in aiuto,
ché senza difesa il cognato mi cede?
Aiuto,Donner!
Qui a me! A me!
Salva Freia,mio Froh!
Fricka
Die in bösem Bund dich verrieten,
sie alle bergen sich nun!
Quelli che in alleanza infame ti tradirono,
ora si nascondono tutti!
(Entrano Fasolt e Fafner, entrambi di statura gigantesca, armati di forti randelli)
Fasolt
Sanft schloß
Schlaf deinAug’:
wir beide bauten
Schlummers bar die Burg.
Mächt’ger Müh’
müde nie,
stauten starke
Stein’ wir auf;
steiler Turm,
Tür und Tor,
deckt und schließt
im schlanken Schloß den Saal.
Un sonno soave
ti serrava gli occhi;
noi due senza dormire
ti innalzammo la rocca.
Del grande sforzo
mai stanchi,
pietre enormi
stipammo;
svettante torre,
porta e portale,
coprono e chiudono
nell’alto castello la sala.
(accennando alla rocca)
Dort steht’s,
was wir stemmten,
schimmernd hell
bescheint’s der Tag:
zieh nun ein,
uns zahl’ den Lohn!
Là si erge
quel che noi alzammo,
di scintillante luce
lo rischiara il giorno:
entra dunque,
e pagaci il compenso!
Wotan
Nennt, Leute, den Lohn:
was dünkt euch zu bedingen?
Dite, gente, il compenso:
quale pensate vi spetti?
Fasolt
Bedungen ist’s,
was tauglich uns dünkt:
gemahnt es dich so matt?
Freia, die holde,
Holda, die freie, –
vertragen ist’s,
sie tragen wir heim.
È già fissato
quel che pensiamo utile:
hai la memoria fiacca?
Freia, la dolce,
Holda, la libera, –
è questo il patto,
noi la portiamo a casa.
Wotan
(rapido)
Seid ihr bei Trost
mit eurem Vertrag?
Denkt auf andern Dank:
Freia ist mir nicht feil!
Siete impazziti
col vostro patto?
Pensate un altro premio:
non è in vendita Freia!
Fasolt
(in furioso stupore senza parola per qualche momento)
Was sagst du? Ha!
Sinnst du Verrat?
Verrat am Vertrag?
Die dein Speer birgt,
sind sie dir Spiel,
des berat’nen Bundes Runen?
Che dici? Ah!
Mediti un tradimento?
Tradimento al patto?
Quel che è chiuso nella tua lancia,
tu vuoi schernire,
le Rune del fissato accordo?
Fafner
(sprezzante)
Getreu’ster Bruder,
merkst du Tropf nun Betrug?
Leale fratello,
vedi tu sciocco la truffa?
Fasolt
Lichtsohn du,
leicht gefügter,
hör’ und hüte dich:
Verträgen halte Treu’!
Was du bist,
bist du nur durch Verträge;
bedungen ist,
wohl bedacht deine Macht.
Bist weiser du
als witzig wir sind,
bandest uns Freie
zum Frieden du:
all deinem Wissen fluch’ ich,
fliehe weit deinen Frieden,
weißt du nicht offen,
ehrlich und frei,
Verträgen zu wahren die Treu’! –
Ein dummer Riese
rät dir das:
duWeiser, wiss’ es von ihm.
Figlio di luce,
lieve di indole,
ascolta e bada:
rispetta i patti!
Quel che tu sei,
lo devi ai patti;
costretto,
ben misurato è il tuo potere.
Se sei più saggio tu
che noi astuti,
hai legato noi liberi
alla pace:
tutta la tua saggezza io maledico,
via dalla tua pace fuggo,
se onestamente non sai,
leale e libero,
ai patti garantire fede! –
Un ottuso gigante
te lo avverte:
tu saggio, impara da lui!
Wotan
Wie schlau für Ernst du achtest,
was wir zum Scherz nur beschlossen!
Die liebliche Göttin,
licht und leicht,
was taugt euch Tölpeln ihr Reiz?
O quanto scaltro tu credi serio
quel nostro accordo scherzoso!
La dea amabile,
limpida e lieve,
a che vi serve rozzi la sua grazia?
Fasolt
Höhnst du uns?
Ha, wie unrecht!
Die ihr durch Schönheit herrscht,
schimmernd hehres Geschlecht,
wie töricht strebt ihr
nach Türmen von Stein,
setzt um Burg und Saal
WeibesWonne zum Pfand!
Wir Plumpen plagen uns
schwitzend mit schwieliger Hand,
ein Weib zu gewinnen,
das wonnig und mild
bei uns Armen wohne: –
und verkehrt nennst du den Kauf?
Tu ci schernisci?
Ah, quanto a torto!
Voi che con la bellezza dominate,
splendida, nobile stirpe,
con che stupidità bramate
torri di pietra,
per un castello e una sala
barattate la dolcezza di donna!
Noi grossi ci affanniamo
sudando con mano callosa
a conquistare una donna,
la quale mite e amorosa
stia a casa con noi poveretti: –
e tu dici falso l’acquisto?
Fasolt
Schweig’ dein faules Schwatzen!
Gewinn werben wir nicht:
Freias Haft
hilft wenig,
doch viel gilt’s,
den Göttern sie zu entreißen.
Smetti le stupide chiacchiere!
Noi non cerchiamo guadagni:
prenderci Freia
ci serve poco,
ma molto importa
strapparla agli dèi.
(sottovoce)
Goldne Äpfel
wachsen in ihrem Garten,
sie allein
weiß die Äpfel zu pflegen:
der Frucht Genuss
frommt ihren Sippen
zu ewig nie
alternder Jugend;
siech und bleich
doch sinkt ihre Blüte,
alt und schwach
schwinden sie hin,
müssen Freia sie missen.
Ihrer Mitte drum sei sie entführt!
Mele d’oro
crescono nel loro giardino,
e le mele
lei sola sa coltivare:
l’uso del frutto
dona alla stirpe
un’eterna
giovinezza immutabile;
ma infermo e pallido
il loro fiore cade,
deboli e vecchi,
loro scompaiono,
dovessero perdere Freia.
Perciò a loro dobbiamo rapirla!
Wotan
(tra sé)
Loge säumt zu lang! Loge ritarda troppo!
Fasolt
Schlicht gib nun Bescheid! Schietto adesso rispondi!
Wotan
Sinnt auf andern Sold! Chiedete altra paga!
Fasolt
Kein andrer: Freia allein! Nient’altro: Freia!
Fafner
Du da, folge uns! Tu, via con noi!
(Si gettano su Freia)
Freia
(in fuga)
Helft! Helft vor den Harten! Aiuto! Salvatemi dai bruti!
(Donner e Froh arrivano correndo)
Froh
(stringendo Freia tra le braccia)
Zu mir, Freia! –
Meide sie, Frecher!
Froh schützt die Schöne.
Qui a me, Freia! –
Lasciala, sfrontato!
Froh difende la bella.
Donner
(si piazza davanti ai due giganti)
Fasolt und Fafner,
fühltet ihr schon
meines Hammers harten Schlag?
Fasolt e Fafner,
sentiste mai
il duro colpo del mio martello?
Fafner
Was soll das Drohn? A che le minacce?
Fasolt
Was dringst du her?
Kampf kiesten wir nicht,
verlangen nur unsern Lohn.
Perché ci aggredisci?
Non cercavamo lite,
solo desideriamo il nostro premio.
Donner
Schon oft zahlt’ ich
Riesen den Zoll.
[Schuldig blieb ich
Schächern nie;]
Kommt her, des Lohnes Last
wäg’ ich mit gutem Gewicht!
Già spesso ho pagato
il dovuto ai giganti.
[Con i furfanti mai
sono restato in debito;]
Qui, su una buona bilancia
so pesarvi il premio!
(agita il martello)
Wotan
(stende la sua lancia tra i litiganti)
Halt, du Wilder!
Nichts durch Gewalt!
Verträge schützt
meines Speeres Schaft:
spar’ deines Hammers Heft!
Feroce, férmati!
Non con violenza!
Protegge i patti
l’asta della mia lancia:
trattieni il manico del tuo martello!
Freia
Wehe! Wehe!
Wotan verläßt mich!
Ahimè! Ahimè!
Wotan mi abbandona!
Fricka
Begreif’ ich dich noch,
grausamer Mann?
Posso capirti ancora,
uomo crudele?
Wotan
(si volta e vede arrivare Loge)
Endlich Loge!
Eiltest du so,
den du geschlossen,
den schlimmen Handel zu schlichten?
Loge finalmente!
Non avevi gran fretta
di rimediare al tristo
affare che tu hai concluso?
Loge
(nel fondo si vede salire su dalla valle)
Wie? Welchen Handel
hätt’ ich geschlossen?
Wohl was mit den Riesen
dort im Rate du dangst? –
Zu Tiefen und Höhen
treibt mich mein Hang;
Haus und Herd
behagt mir nicht.
Donner und Froh,
die denken an Dach und Fach;
wollen sie frei’n,
ein Haus muß sie erfreu’n.
Ein stolzer Saal,
ein starkes Schloß,
danach stand Wotans Wunsch.
Haus und Hof,
Saal und Schloß,
die selige Burg,
sie steht nun fest gebaut.
Das Prachtgemäuer
prüft’ ich selbst,
ob alles fest,
forscht’ ich genau:
Fasolt und Fafner
fand ich bewährt:
kein Stein wankt in Gestemm’.
Nicht müßig war ich,
wie mancher hier;
der lügt, wer lässig mich schilt!
Che? Quale affare
io avrei concluso?
Forse quello che tu negoziavi
quando hai incontrato i giganti? –
Agli abissi e alle cime
il mio impulso mi spinge;
famiglia e tetto
non mi si adattano.
Donner e Froh
pensano al tetto e al mestiere;
se vogliono nozze,
deve piacergli una casa.
Una sala grandiosa,
un possente castello,
questo era il voto di Wotan.
Casa e corte,
sala e castello,
la rocca sublime
s’alza ora ben costruita.
Le mura potenti
provai io stesso,
se tutto è solido,
scrutai con cura:
Fasolt e Fafner
potei approvare:
nell’edificio non trema una pietra.
Non fui pigro,
come qui è più d’uno;
mente chi di indolenza mi accusa!
Wotan
Arglistig
weichst du mir aus:
mich zu betrügen
hüte in Treuen dich wohl!
Von allen Göttern
dein einz’ger Freund,
nahm ich dich
auf in der übel trauenden Troß. –
Nun red’ und rate klug!
Da einst die Bauer der Burg
zum Dank Freia bedangen,
du weißt, nicht anders
willigt’ ich ein,
als weil auf Pflicht du gelobtest,
zu lösen das hehre Pfand.
Fraudolento
mi sfuggi:
attento, guardati bene
dal raggirarmi!
Di tutti gli dèi
tuo solo amico,
ti ho fatto accogliere
nell’assemblea mal disposta. –
Dunque parla e consigliami giusto!
Quando i fabbri della rocca
per premio imposero Freia,
lo sai, non per altro
ho accettato,
perché hai promesso per obbligo
di riscattare l’eletta.
Loge
Mit höchster Sorge
drauf zu sinnen,
wie es zu lösen,
das – hab’ ich gelobt!
Doch, daß ich fände,
was nie sich fügt,
was nie gelingt, –
wie ließ sich das wohl geloben?
Di pensare
con massimo zelo
a riscattarla,
questo – ho promesso!
Che avrei trovato
quello che mai riesce,
quello che non accade, –
si poteva promettere mai?
Fricka
(a Wotan)
Sieh, welch trugvollem
Schelm du getraut!
Ecco di che brigante
bugiardo ti sei fidato!
Froh
Loge heißt du,
doch nenn’ ich dich Lüge!
Hai nome Loge,
ma Ladro io ti chiamo!
Donner
Verfluchte Lohe,
dich lösch’ ich aus!
Perfida fiamma,
ora ti soffoco!
Loge
Ihre Schmach zu decken,
schmähen mich Dumme!
Per coprire il loro smacco
gli stupidi mi ingiuriano!
(Donner cerca di colpire Loge)
Wotan
(si interpone)
In Frieden laßt mir den Freund!
Nicht kennt ihr Loges Kunst:
reicher wiegt
seines RatesWert,
zahlt er zögernd ihn aus.
Lasciatemi in pace l’amico!
Non conoscete l’arte di Loge:
più ricco pesa
il pregio del suo consiglio,
se lo paga in ritardo.
Fafner
Nichts gezögert!
Rasch gezahlt!
Nessun ritardo!
E paghi in fretta!
Fasolt
Lang währt’s mit dem Lohn! Si fa aspettare il compenso!
Wotan
(si rivolge a Loge con durezza)
Jetzt hör’, Störrischer!
Halte Stich!
Wo schweiftest du hin und her?
Ora ascolta, cocciuto!
E sii pronto!
Dove sei andato girando?
Loge
Immer ist Undank
Loges Lohn!
Für dich nur besorgt,
sah ich mich um,
durchstöbert’ im Sturm
alle Winkel der Welt,
Ersatz für Freia zu suchen,
wie er den Riesen wohl recht.
Umsonst sucht’ ich,
und sehe nun wohl,
in der Welten Ring
nichts ist so reich,
als Ersatz zu muten dem Mann
für Weibes Wonne und Wert!
Ingrati tutti
sempre con Loge!
A te solo pensando,
mi guardai intorno,
con la mia furia frugai
ogni angolo al mondo,
per trovare chi al posto di Freia
potesse appagare i giganti.
Invano ho cercato
e ora comprendo,
nel cerchio dei mondi
niente è tanto prezioso
da contare per l’uomo a compenso
della soave virtù di donna!
(Sorpresa e stupore di tutti)
So weit Leben und Weben,
in Wasser, Erd’ und Luft,
viel frug ich,
forschte bei allen,
wo Kraft nur sich rührt,
und Keime sich regen:
was wohl dem Manne
mächt’ger dünk’,
als Weibes Wonne und Wert?
Doch so weit Leben und Weben,
verlacht nur ward
meine fragende List:
in Wasser, Erd’ und Luft,
lassen will nichts
von Lieb’ und Weib.
Nur einen sah’ ich,
der sagte der Liebe ab:
um rotes Gold
entriet er des Weibes Gunst.
Des Rheines klare Kinder
klagten mir ihre Not:
der Nibelung,
Nacht-Alberich,
buhlte vergebens
um der Badenden Gunst;
das Rheingold da
raubte sich rächend der Dieb:
das dünkt ihn
nun das teuerste Gut,
hehrer als Weibes Huld.
Um den gleißenden Tand,
der Tiefe entwandt,
erklang mir der Töchter Klage:
an dich, Wotan,
wenden sie sich,
daß zu Recht du zögest den Räuber,
das Gold dem Wasser
wieder gebest,
und ewig es bliebe ihr Eigen.
Dir’s zu melden,
gelobt’ ich den Mädchen:
nun löste Loge sein Wort.
Ove sia vita e moto,
in acqua, in terra, nell’aria,
molto richiesi,
con tutti indagai,
dove s’agita solo una forza,
e germogliano gemme:
che cosa all’uomo
più sembra potente,
della soave virtù di donna?
Ma ovunque c’è vita e moto,
non fu che derisa
la mia astuzia indiscreta:
in acqua, in terra, nell’aria,
nulla vuole privarsi
di amore e di donna.
Un unico ho visto,
che ha rinunziato all’amore:
per l’oro fulvo
ha respinto la grazia della donna.
Le chiare Figlie del Reno
piansero con me la sventura:
il Nibelungo,
Alberico l’oscuro,
anelava invano
alla grazia delle bagnanti;
l’oro del Reno allora
rubò vendicandosi il ladro:
e ora gli sembra
il bene più caro,
più sublime che favore di donna.
Per lo splendente gioiello,
strappato al profondo,
mi raggiunse il pianto delle fanciulle:
a te, Wotan,
elle si volgono,
che a giudizio tu tragga il brigante,
e l’oro all’acqua
tu renda,
e per sempre loro bene esso resti.
Di denunciarti il fatto
alle fanciulle ho promesso:
e la parola ora Loge mantiene.
Wotan
Törig bist du,
wenn nicht gar tückisch!
Mich selbst siehst du in Not:
wie hülft’ ich andern zum Heil?
Sei pazzo,
o perfido proprio!
Tu vedi qui me nel bisogno:
come sarei ad altri di aiuto?
Fasolt
(che ha ascoltato attentamente, a Fafner)
Nicht gönn’ ich das Gold demAlben;
viel Not schon schuf uns der Niblung,
doch schlau entschlüpfte
unserm Zwange immer der Zwerg.
Mi spiace che l’elfo abbia l’oro;
già molti guai il Nibelungo ci ha dato,
ma furbo è sfuggito sempre
al nostro pugno lo gnomo.
Fafner
Neue Neidtat
sinnt uns der Niblung,
gibt das Gold ihm Macht. –
Du da, Loge!
Sag’ ohne Lug:
was Großes gilt denn das Gold,
daß dem Niblung es genügt?
A noi nuova insidia
il Nibelungo prepara,
se l’oro gli dona potere. –
Ei tu, Loge!
dì’ senza inganni:
tanta potenza è nell’oro
che il Nibelungo ne goda?
Loge
Ein Tand ist’s
in des Wassers Tiefe,
lachenden Kindern zur Lust:
doch, ward es zum runden
Reife geschmiedet,
hilft es zur höchsten Macht,
gewinnt dem Manne die Welt.
È un gioiello
nel profondo dell’acqua,
per le allegre fanciulle una festa;
ma esso, se sia in rotondo
anello forgiato,
sospinge al supremo potere,
all’uomo conquista il mondo.
Wotan
(riflettendo)
Von des Rheines Gold
hört’ ich raunen:
Beute-Runen
berge sein roter Glanz;
Macht und Schätze
schüf ohne Maß ein Reif.
Dell’oro del Reno
udii mormorare:
che magie di conquiste
celi il suo rosso fulgore;
che potenza e tesori
enormi darebbe un anello.
Fricka
(sottovoce a Loge)
Taugte wohl
des goldnen Tandes
gleißend Geschmeid
auch Frauen zu schönem Schmuck?
Utile forse sarebbe
anche alle donne
per bell’ornamento
l’aureo gioiello splendente?
Loge
Des Gatten Treu’
ertrotzte die Frau,
trüge sie hold
den hellen Schmuck,
den schimmernd Zwerge schmieden,
rührig im Zwange des Reifs.
Fedeltà dello sposo
otterrebbe la donna,
se portasse con grazia
il chiaro ornamento,
che operosi i nani forgiano
fulgente, costretti da quel cerchio.
Fricka
(carezzevole a Wotan)
Gewänne mein Gatte
sich wohl das Gold?
Forse potrebbe il mio sposo
procurare a sé l’oro?
Wotan
(quasi in uno stato di crescente incantesimo)
Des Reifes zu walten,
rätlich will es mich dünken.
Doch wie, Loge,
lernt’ ich die Kunst?
Wie schüf’ ich mir das Geschmeid’?
Disporre di quel cerchio
conveniente mi sembra.
Ma, come, o Loge,
potrei apprendere l’arte?
Come potrei procurarmi il gioiello?
Loge
Ein Runenzauber
zwingt das Gold zum Reif:
keiner kennt ihn;
doch einer übt ihn leicht,
der sel’ger Lieb’ entsagt.
Incantesimi di rune
piegano l’oro in anello:
non li conosce nessuno;
ma senza sforzo li pratica
chi alle gioie d’amore rinunzi.
(Wotan si volta con irritazione)
Das sparst du wohl;
zu spät auch kämst du:
Alberich zauderte nicht.
Zaglos gewann er
des Zaubers Macht:
geraten ist ihm der Ring!
Ma a te questo non tocca;
e arriveresti anche tardi:
non ha indugiato Alberico.
Senza esitare ha ottenuto
la potenza degli incantesimi:
ha nelle mani l’anello!
Donner
(a Wotan)
Zwang uns allen
schüfe der Zwerg,
würd’ ihm der Reif nicht entrissen.
Prepotenze a noi tutti
farebbe il nano,
se non gli fosse sottratto l’anello.
Wotan
Den Ring muß ich haben! E l’anello io devo avere!
Froh
Leicht erringt
ohne Liebesfluch er sich jetzt.
Ormai facilmente si ottiene
senza imprecare all’amore.
Loge
Spott-leicht,
ohne Kunst, wie im Kinderspiel!
E senza espedienti,
uno scherzo, giocando!
Wotan
So rate, wie? Consigliami, come?
Loge
Durch Raub!
Was ein Dieb stahl,
das stiehlst du dem Dieb;
ward leichter ein Eigen erlangt?
Doch mit arger Wehr
wahrt sich Alberich;
klug und fein
mußt du verfahren,
ziehst den Räuber du zu Recht,
um des Rheines Töchtern
den roten Tand,
das Gold, wiederzugeben;
denn darum flehen sie dich.
Tu ruba!
Quel che un ladro ha sottratto,
al ladro tu lo sottrai;
con più agio si ottenne mai un bene?
Ma con robusti ripari
Alberico sta in guardia;
accorto e scaltro
tu devi agire,
se costringi alla ragione il rapitore,
per rendere il rosso
gingillo dell’oro
alle figlie del Reno;
di questo, infatti, ti supplicano.
Wotan
Des Rheines Töchtern?
Was taugt mir der Rat!
Le figlie del Reno?
Un utile consiglio!
Fricka
Von dem Wassergezücht
mag ich nichts wissen;
schon manchen Mann
– mir zum Leid –
verlockten sie buhlend im Bad.
Della razza d’acqua
non voglio sapere:
già molti uomini
– con sdegno mio –
smorfiose nuotando sedussero.
(Wotan resta silenzioso lottando con se stesso; gli altri dèi tengono fissi gli occhi su di lui in tacita ansia. – Nel frattempo in un angolo Fafner si è consultato con Fasolt)
Fafner
Glaub’ mir,mehr als Freia
frommt das gleißende Gold:
auch ew’ge Jugend erjagt,
wer durch Goldes Zauber sie zwingt.
Credi a me, più che Freia
ci conviene l’oro fulgente:
giovinezza ha anche eterna
chi la conquista col magico oro.
(Il contegno di Fasolt dimostra che egli si sente persuaso contro voglia. I due tornano verso Wotan.)
Hör’, Wotan,
der Harrenden Wort!
Freia bleib’ euch in Frieden;
leicht’ren Lohn
fand ich zur Lösung:
uns rauhen Riesen genügt
des Niblungen rotes Gold.
Wotan, ascolta
la parola di chi sta in attesa!
Resti con voi Freia in pace;
compenso più comodo
trovai per l’accordo:
basta a noi rozzi giganti
il rosso oro del Nibelungo.
Wotan
Seid ihr bei Sinn?
Was nicht ich besitze,
soll ich euch Schamlosen schenken?
Siete impazziti?
Ciò che io non posseggo,
devo donarlo a voi spudorati?
Fafner
Schwer baute
dort sich die Burg:
leicht wird dir’s
mit list’ger Gewalt
was im Neidspiel nie uns gelang,
den Niblungen fest zu fah’n.
Faticosa la fabbrica
fu laggiù della rocca:
facile a te sarà
con forza astuta
ciò che non ci riuscì nello scontro,
catturare il Nibelungo.
Wotan
Für euch müht’ ich
mich um den Alben?
Für euch fing’ ich den Feind?
Unverschämt
und überbegehrlich
macht euch Dumme mein Dank!
Adoperarmi dovrei per voi
contro l’elfo?
Per voi catturare il nemico?
Voi già stupidi
il mio obbligo rende
svergognati e avidissimi!
Fasolt
(d’un tratto afferra Freia e con Fafner la trascina di lato)
Hieher, Maid!
In unsre Macht!
Als Pfand folgst du uns jetzt,
bis wir Lösung empfah’n!
A noi, donna!
In nostro potere!
Come ostaggio tu ora ci segui
fino a che paga non otteniamo!
(Freia leva alte grida: tutti gli dèi sono al colmo della costernazione)
Fafner
Fort von hier
sei sie entführt!
BisAbend, achtet’s wohl,
pflegen wir sie als Pfand;
wir kehren wieder;
doch kommen wir,
und bereit liegt nicht als Lösung
das Rheingold licht und rot –
Via da qui
sia rapita!
Fino a sera, fate attenzione,
la tratteremo da ostaggio;
ritorneremo;
però se arriviamo
e non c’è qui per riscatto
l’oro fulgido e rosso –
Fasolt
Zu End’ ist die Frist dann,
Freia verfallen:
für immer folge sie uns!
Allora il tempo scade,
Freia è nostra:
resti per sempre con noi!
Freia
(gridando)
Schwester! Brüder!
Rettet! Helft!
Fricka! Fratelli!
Salvatemi! Aiuto!
(ella è trascinata via dai giganti che fuggono in furia: gli dèi costernati odono in lontananza echeggiare le sue grida di aiuto)
Froh
Auf, ihnen nach! Su, inseguiamoli!
Donner
Breche denn alles! E crolli tutto!
(Guardano Wotan con occhio interrogativo)
Loge
(segue con lo sguardo i giganti)
Über Stock und Stein zu Tal
stapfen sie hin;
durch des Rheines Wasserfurt
waten die Riesen:
fröhlich nicht
hängt Freia
den Rauhen über dem Rücken! –
Heia! Hei!
Wie taumeln die Tölpel dahin!
Durch das Tal talpen sie schon:
wohl an Riesenheims Mark
erst halten sie Rast!
Via a rotta di collo grevi
giù scendono a valle;
per il guado del Reno
sguazzano i giganti:
non certo felice
pende Freia
a quei bruti sul dorso! –
Heia! hei!
Barcollando i balordi
già varcano goffi la valle:
solo entrati nel loro paese,
non prima, avranno riposo!
(si gira verso gli dèi)
Was sinnt nunWotan so wild? –
Den sel’gen Göttern wie geht’s?
Wotan cupo a che pensa? –
Come va a voi altri beati?
(Una scialba nebbia invade via via più fitta la scena; in essa gli dèi assumono un aspetto sempre più pallido e vecchio: sono tutti immobili e in trepida attesa guardano Wotan, il quale assorto nei pensieri tiene l’occhio fisso a terra)
Loge
Trügt mich ein Nebel?
Neckt mich ein Traum?
Wie bang und bleich
verblüht ihr so bald!
Euch erlischt der Wangen Licht;
der Blick eures Auges verblitzt! –
Frisch,mein Froh,
noch ist’s ja früh! –
Deiner Hand, Donner,
entsinkt ja der Hammer! –
Was ist’s mit Fricka?
Freut sie sich wenig
obWotans grämlichem Grau,
das schier zum Greisen ihn schafft?
Mi illude una nebbia?
Un sogno mi beffa?
Impauriti e pallidi
subito voi appassite!
Vi si stinge la luce delle guance;
si smorza il lampo dello sguardo! –
Mio Froh, coraggio,
non è ancora il momento! –
Donner, dalla tua mano
scivola giù il martello!
E che succede a Fricka?
Poco ella gradisce
il cupo cruccio di Wotan,
che ne fa quasi un vecchio?
Fricka
Wehe! Wehe! Was ist geschehen? Ahimè! Ahi! Che è successo?
Donner
Mir sinkt die Hand! Mi cade il braccio!
Froh
Mir stockt das Herz! Mi si arresta il cuore!
Froh
Jetzt fand’ ich’s: hört, was euch fehlt!
Von Freias Frucht
genosset ihr heute noch nicht.
Die goldnen Äpfel
in ihrem Garten,
sie machten euch tüchtig und jung,
aßt ihr sie jeden Tag.
Des Gartens Pflegerin
ist nun verpfändet;
an den Ästen darbt
und dorrt das Obst,
bald fällt faul es herab. –
Mich kümmert’s minder;
an mir ja kargte
Freia von je
knausernd die köstliche Frucht:
denn halb so echt
nur bin ich wie, Selige, ihr!
Doch ihr setztet alles
auf das jüngende Obst:
das wußten die Riesen wohl;
auf eurer Leben
legten sie ’s an:
nun sorgt, wie ihr das wahrt!
Ohne die Äpfel,
alt und grau,
greis und grämlich,
welkend zum Spott aller Welt
erstirbt der Götter Stamm.
Ora capisco: udite che cosa vi manca!
Del frutto di Freia oggi
non avete ancora goduto.
Con le mele d’oro
nel suo giardino
vi facevate giovani e forti,
mangiandole voi ogni giorno.
Colei che cura il giardino
ora è in ostaggio;
sui rami deperisce
e si dissecca il frutto;
ecco già cade guasto. –
A me importa poco;
con me è stata avara
Freia da sempre,
e risparmiava gli squisiti frutti:
io sono una metà soltanto
di quel che voi siete, o Beati!
Ma voi tutto poneste
sul frutto che dà giovinezza:
ben lo sapevano i giganti;
alla vostra vita
hanno mirato:
ora cercate il modo di difenderla!
Senza le mele,
logora e grigia,
triste e decrepita,
derisa dal mondo, sfiorisce
e muore la stirpe degli dèi.
Fricka
(spaventata)
Wotan, Gemahl,
unsel’ger Mann!
Sieh, wie dein Leichtsinn
lachend uns allen
Schimpf und Schmach erschuf!
Wotan, mio sposo,
tu sventurato!
Vedi, la tua imprudenza
ilare a noi tutti
affronto e onta ci ha fatto!
Wotan
(balzando con decisione improvvisa)
Auf, Loge,
hinab mit mir!
Nach Nibelheim fahren wir nieder:
gewinnen will ich das Gold.
Via, Loge,
scendi con me!
Noi ci immergiamo nel Nibelheim:
voglio che l’oro sia mio.
Loge
Die Rheintöchter
riefen dich an:
so dürfen Erhörung sie hoffen?
Le Figlie del Reno
ti hanno invocato:
possono sperare che le ascolti?
Wotan
(violento)
Schweige, Schwätzer!
Freia, die Gute,
Freia gilt es zu lösen!
Ma taci, ciarliero!
Freia, la buona,
Freia importa salvare!
Loge
Wie du befiehlst
führ’ ich dich gern:
steil hinab
steigen wir denn durch den Rhein?
Come comandi,
sono pronto a guidarti:
direttamente
scendiamo giù per il Reno?
Wotan
Nicht durch den Rhein! Non per il Reno!
Loge
So schwingen wir uns
durch die Schwefelkluft:
dort schlüpfe mit mir hinein!
Saltiamo allora
nel crepaccio sulfureo:
là dentro scivola con me!
(Va avanti e sparisce lateralmente in un crepaccio, dal quale subito scaturisce un vapore di zolfo)
Wotan
Ihr andern harrt
bisAbend hier:
verlorner Jugend
erjag’ ich erlösendes Gold!
Aspettate voi
qui fino a sera:
della perduta giovinezza
il riscatto raggiungo, l’oro!
(Dietro a Loge scende giù nel crepaccio: il vapore di zolfo che ne esce con forza, si diffonde su tutta la scena e presto la riempie di una fitta nube. Ormai gli dèi restati indietro sono invisibili)
Donner
Fahre wohl, Wotan! Buon viaggio,Wotan!
Froh
Glück auf! Glück auf! Buona, buona fortuna! Auguri! Auguri!
Fricka
O kehre bald
zur bangenden Frau!
Torna presto
alla sposa che è in ansia!
(Il vapore di zolfo si oscura fino a diventare una nerissima nube, che sale dal basso in alto; poi essa si muta in una solida, buia spaccatura di roccia che continuamente si muove verso l’alto, in modo da dare l’impressione che la scena scenda sempre più profondamente giù nella terra)
Terza scena
(Alla fine da diverse parti lontane si espande un chiarore rosso scuro: e per ogni dove risuona un crescente frastuono, come un lavoro di fabbri. Il rumore delle incudini si sperde. Senza che se ne veda il fondo appare un enorme antro sotterraneo che da lì in ogni direzione sembra sboccare in stretti pozzi.
Da una delle caverne laterali Alberico trascina via per le orecchie Mime urlante)
Alberico
Hehe! Hehe!
Hieher! Hieher!
Tückischer Zwerg!
Tapfer gezwickt
sollst du mir sein,
schaffst du nicht fertig,
wie ich’s bestellt,
zur Stund’ das feine Geschmeid’!
Ehi! Ehi!
Qui! Vieni qui!
Nano maligno!
Pestato forte
sarai da me,
se non mi dai pronto
come l’ho chiesto,
il bel gioiello all’istante!
Mime
(ululando)
Ohe! Ohe!
Au! Au!
Laß mich nur los!
Fertig ist’s,
wie du befahlst,
mit Fleiß und Schweiß
ist es gefügt:
nimm nur die Nägel vom Ohr!
Ohe! Ohe!
Ahi! Ahi!
Lasciami!
È pronto,
come hai ordinato,
con sforzi e sudore
ora è perfetto:
ma stacca le unghie dall’orecchio!
Alberico
(lo lascia libero)
Was zögerst du dann
und zeigst es nicht?
Allora che aspetti,
perché non lo mostri?
Mime
Ich Armer zagte,
daß noch was fehle.
Me poveretto, tremavo
che ancora qualcosa mancasse.
Alberico
Was wär’ noch nicht fertig? E che sarebbe non pronto?
Mime
(indeciso)
Hier... und da... Qua... e là...
Alberico
Was hier und da?
Her das Geschmeid’!
Ma che qua e là?
Il gioiello qua adesso!
(Fa per afferrarlo ancora all’orecchio; nel suo terrore Mime lascia cadere un oggetto di metallo che stringeva convulsamente tra le mani. Alberico lo raccatta in fretta e lo esamina con cura.)
Schau, du Schelm!
Alles geschmiedet
und fertig gefügt,
wie ich’s befahl!
So wollte der Tropf
schlau mich betrügen?
Für sich behalten
das hehre Geschmeid’,
das meine List
ihn zu schmieden gelehrt?
Kenn’ ich dich dummen Dieb?
Vedi, briccone!
Tutto forgiato
e temprato a punto,
secondo gli ordini!
Voleva allora lo scemo
con furbizia ingannarmi?
Trattenersi
l’insigne gioiello,
che la mia astuzia
a lui ha insegnato a forgiare?
So bene che sei ladro e stolto?
(Si mette sul capo la maglia metallica che fa da «elmo magico»)
Dem Haupt fügt sich der Helm:
ob sich der Zauber auch zeigt?
– « Nacht und Nebel,
niemand gleich!» –
L’elmo si adatta al mio capo:
chissà se compare il prodigio?
– «Notte e nebbia,
e più nessuno!» –
(La sua persona scompare; al suo posto scorgiamo una colonna di nebbia)
Siehst du mich, Bruder? Fratello,mi vedi?
Mime
(si guarda intorno meravigliato)
Wo bist du? Ich sehe dich nicht. Dove sei? Non ti vedo.
Voce di Alberico
So fühle mich doch,
du fauler Schuft!
Nimm das für dein Diebesgelüst!
Ma certo mi senti,
sciocco furfante!
Prenditi queste per l’istinto di ladro!
Mime
(grida e si torce ricevendo frustate, di cui si sente il sibilo senza che si veda la frusta)
Voce di Alberico
(ridendo)
Hab’ Dank, du Dummer!
Dein Werk bewährt sich gut. –
Hoho! Hoho!
Niblungen all,
neigt euch nun Alberich!
Überall weilt er nun,
euch zu bewachen;
Ruh’ und Rast
ist euch zerronnen;
ihm müßt ihr schaffen
wo nicht ihr ihn schaut;
wo nicht ihr ihn gewahrt,
seid seiner gewärtig!
Untertan seid ihr ihm immer!
Hoho! Hoho!
Hört ihn: er naht,
der Niblungen-Herr!
Ti ringrazio, stupido!
Il tuo lavoro dà buona prova. –
Olà! Olà!
Nibelunghi voi tutti,
inchinatevi ad Alberico!
Da per tutto si trova,
per sorvegliarvi;
a voi tregua e sosta
sono svanite;
a forza per lui affaticatevi
dove non lo vedete;
dove non lo osservate,
attendete che arrivi!
Suoi servi siete per sempre!
Olà! Olà!
Lo sentite: si appressa,
il Nibelungo sovrano!
(La colonna di nebbia si dissolve verso il fondo: si sentono sempre più lontani i furiosi strilli di Alberico; dalle caverne inferiori gli rispondono urli e grida, che alla fine nella distanza che aumenta si indeboliscono e poi si perdono. Mime per il dolore si è abbandonato al suolo. Dall’alto Wotan e Loge si calano per un crepaccio.)
Loge
Nibelheim hier:
durch bleiche Nebel
was blitzen dort feurige Funken?
Ecco il Nibelheim:
nella caligine smorta
non sprizzano fiammee faville?
Mime
Au! Au! Ohi! Ohi!
Wotan
Hier stöhnt es laut:
was liegt im Gestein?
Alti gemiti qui:
che c’è lì sulla pietra?
Loge
(si china su Mime)
WasWunder wimmerst du hier? Che prodigio tu piangi?
Mime
Ohe! Ohe!
Au! Au!
Ahi! Ahi!
Ohi! Ohi!
Loge
Hei, Mime! Muntrer Zwerg!
Was zwickt und zwackt dich denn so?
Ei, Mime! Abile nano!
Che ti stuzzica e pizzica tanto?
Mime
Laß’ mich in Frieden! Lasciami in pace!
Loge
Das will ich freilich,
und mehr noch, hör’:
helfen will ich dir, Mime!
È quel che voglio,
e anche più, credi:
voglio aiutarti, Mime!
Mime
(sollevandosi un po’)
Wer hälfe mir?
Gehorchen muß ich
dem leiblichen Bruder,
der mich in Bande gelegt.
Chi può aiutarmi?
Devo ubbidire
al fratello carnale,
che mi tiene legato.
Loge
Dich, Mime, zu binden,
was gab ihm die Macht?
O Mime, di legarti
come ha avuto il potere?
Mime
Mit arger List
schuf sich Alberich
aus Rheines Gold
einen gelben Reif:
seinem starken Zauber
zittern wir staunend;
mit ihm zwingt er uns alle,
der Niblungen nächt’ges Heer. –
Sorglose Schmiede,
schufen wir sonst wohl
Schmuck unsern Weibern,
wonnig Geschmeid,
niedlichen Niblungentand;
wir lachten lustig der Müh’.
Nun zwingt uns der Schlimme,
in Klüfte zu schlüpfen,
für ihn allein
uns immer zu müh’n.
Durch des Ringes Gold
errät seine Gier,
wo neuer Schimmer
in Schachten sich birgt:
da müssen wir spähen,
spüren und graben,
die Beute schmelzen
und schmieden den Guß,
ohne Ruh’ und Rast
dem Herrn zu häufen den Hort.
Con perfida astuzia
si fece Alberico
dall’oro del Reno
un giallo cerchietto:
al suo forte incantesimo
atterriti tremiamo;
con quello soggioga noi tutti,
notturna armata di Nibelunghi. –
Pacifici fabbri,
forgiavamo un tempo
gioielli alle nostre donne,
eleganti monili,
graziosi svaghi dei Nibelunghi;
allegri irridevamo alla fatica.
Ora ci forza il malvagio
a infilarci in caverne,
a darci pena sempre
per lui soltanto.
Con l’oro dell’anello
lui avido conosce
dove un nuovo fulgore
nelle grotte si cela:
allora dobbiamo scrutare,
scoprire e scavare,
fondere il bottino
e la colata temprare,
senza tregua né sosta
per ammucchiare al signore il tesoro.
Loge
Dich Trägen soeben
traf wohl sein Zorn?
Te pigro poc’anzi
la sua ira ha colpito?
Mime
Mich Ärmsten, ach,
mich zwang er zum Ärgsten:
ein Helmgeschmeid
hieß er mich schweißen:
genau befahl er,
wie es zu fügen.
Wohl merkt’ ich klug,
welch mächt’ge Kraft
zu eigen demWerk,
das aus Erz ich wob;
für mich drum hüten
wollt’ ich den Helm,
durch seinen Zauber
Alberichs Zwang mich entziehn –
vielleicht, ja vielleicht
den Lästigen selbst überlisten,
in meine Gewalt ihn zu werfen,
den Ring ihm zu entreißen,
daß, wie ich Knecht jetzt dem Kühnen,
mir Freien er selber dann fröhn’!
Disgraziato me, ahi,
me a durissima prova ha costretto:
ordinò che saldassi
metallo in forma di elmo:
esattamente impose
il modo di adattarlo.
Attento ho notato
quale forza potente
possedeva l’oggetto
che dal minerale io forgiavo;
per me trattenere
dunque volevo l’elmo,
e con la sua magia
al dominio d’Alberico sottrarmi –
e forse, sì forse
l’odioso perfino umiliare,
gettarlo in mio potere,
strappargli l’anello,
sì che, come ora mi inchino al superbo,
me libero egli servisse!
Loge
Warum, du Kluger,
glückte dir’s nicht?
Perché, o prudente,
hai perduto?
Mime
Ach, der dasWerk ich wirkte,
den Zauber, der ihm entzuckt,
den Zauber erriet ich nicht recht!
Der dasWerk mir riet,
und mir’s entriß,
der lehrte mich nun,
– doch leider zu spät! –
welche List läg’ in dem Helm:
meinem Blick entschwand er,
doch Schwielen dem Blinden
schlug unschaubar sein Arm.
Das schuf ich mir Dummen
schön zu Dank!
Ahi, io che ho fatto il lavoro,
gli incanti che ne guizzano,
gli incanti non li ho intesi!
Chi mi ordinò il lavoro,
e a me l’ha sottratto,
ora mi ha insegnato
– ma ahimè troppo tardi! –
che inganni nasconda l’elmo:
egli sparì al mio sguardo,
ma piaghe su me cieco
batteva invisibile il suo braccio.
Questo ho fatto a me stolto
per ricompensa!
(si accarezza la schiena. Wotan e Loge ridono)
Loge
(a Wotan)
Gesteh’, nicht leicht
gelingt der Fang.
Convieni, non facile
si presenta la caccia.
Wotan
Doch erliegt der Feind,
hilft deine List!
Ma soccombe il nemico,
se aiuta la tua astuzia!
Mime
(colpito dalla risata degli dèi, li osserva con maggiore attenzione)
Mit eurem Gefrage,
wer seid denn ihr Fremde?
Con le vostre domande,
chi siete voi stranieri?
Loge
Freunde dir;
von ihrer Not
befrei’n wir der Niblungen Volk!
Amici tuoi;
dalle sue angustie
liberiamo la gente nibelunga!
(I minacciosi urli di Alberico si avvicinano di nuovo)
Mime
Nehmt euch in acht!
Alberich naht.
Attenti voi!
Torna Alberico.
Wotan
Sein’ harren wir hier. Qui lo aspettiamo.
(Si siede tranquillo su una pietra; da un lato ci si appoggia Loge. – Alberico, che si è tolto l’elmo magico dal capo e l’ha appeso alla cintura, spinge avanti a sé verso l’alto a colpi di frusta, dalla più profonda grotta sotterranea, una schiera di Nibelunghi: carichi di oggetti d’oro e d’argento, sotto gli incessanti rimproveri e insulti di Alberico, essi li ammassano tutti in un cumulo e così innalzano un tesoro.)
Alberico
Hieher! Dorthin!
Hehe! Hoho!
Träges Heer,
dort zu Hauf
schichtet den Hort!
Du da, hinauf!
Willst du voran?
Schmähliches Volk,
ab das Geschmeide!
Soll ich euch helfen?
Alles hieher!
Qui a me! Laggiù!
Ehi, ehi! Olà!
Schiera infingarda,
là in un mucchio
stipate il tesoro!
Tu là, sali su!
Non vai avanti?
Infame razza,
giù tutti gli ori!
Devo aiutarvi?
Tutto qui a me!
(improvvisamente si accorge diWotan e di Loge)
He!Wer ist dort?
Wer drang hier ein? –
Mime! Zu mir,
schäbiger Schuft!
Schwatztest du gar
mit dem schweifenden Paar?
Fort, du Fauler!
Willst du gleich schmieden und schaffen?
Ehi! Chi c’è là?
Chi si è introdotto? –
Mime! Vieni da me,
sordido ladro!
Hai chiacchierato certo
con i due vagabondi?
Vàttene, pigro!
Non torni alla forgia e al martello?
(a colpi di frusta ricaccia Mime in mezzo alla folla dei Nibelunghi)
He! An die Arbeit!
Alle von hinnen!
Hurtig hinab!
Aus den neuen Schachten
schafft mir das Gold!
Euch grüßt die Geißel,
grabt ihr nicht rasch!
Daß keiner mir müßig,
bürge mir Mime,
sonst birgt er sich schwer
meines Armes Schwunge:
daß ich überall weile,
wo keiner mich wähnt,
das weiß er, dünkt mich, genau! –
Zögert ihr noch?
Zaudert wohl gar?
Ehi! Al lavoro!
Via da qui tutti!
Di corsa giù!
Dai nuovi pozzi
portatemi l’oro!
Vi aspetta la frusta,
se non scavate presto!
Che non ci siano oziosi
mi garantisca Mime,
altrimenti non sfugge
ai colpi del mio braccio:
che io lì sempre attendo
dove nessuno immagina,
lui lo sa bene, credo! –
Perdete tempo ancora?
Indugiate davvero?
(si toglie l’anello dal dito, lo bacia e lo protende in atto di minaccia)
Zittre und zage,
gezähmtes Heer:
rasch gehorcht
des Ringes Herrn!
Sgomenta trema,
schiera asservita:
pronti obbedite
al padrone dell’anello!
(Tra urli e grida i Nibelunghi, e tra di essi Mime, si disperdono di colpo e in tutte le direzioni scivolano giù verso i pozzi)
Alberico
(osserva Wotan e Loge con un lungo sguardo diffidente)
(avanzando truce versoWotan e Loge)
Was wollt ihr hier? Che volete qui voi?
Wotan
Von Nibelheims nächt’gem Land
vernahmen wir neue Mär:
mächt’ge Wunder
wirke hier Alberich;
daran uns zu weiden,
trieb uns Gäste die Gier.
Dalla terra notturna del Nibelheim
udimmo storia nuova:
che potenti magie
qui operi Alberico;
e brama di goderne
noi stranieri ha attirato.
Alberico
Nach Nibelheim
führt euch der Neid:
so kühne Gäste,
glaubt, kenn’ ich gut!
Al Nibelheim
l’invidia vi guida:
stranieri tanto arditi,
credete, ben conosco!
Loge
Kennst du mich gut,
kindischer Alp?
Nun sag’: wer bin ich,
daß du so bellst?
Im kalten Loch,
da kauernd du lagst,
wer gab dir Licht
und wärmende Lohe,
wenn Loge nie dir gelacht?
Was hülf’ dir dein Schmieden,
heizt’ ich die Schmiede dir nicht?
Dir bin ich Vetter,
und war dir Freund:
nicht fein drum dünkt mich dein Dank!
Mi conosci davvero,
bizzoso gnomo?
Dimmi allora: chi sono
io contro cui stai latrando?
Nella gelida tana
dove stavi accucciato,
chi ti dava la luce
e il caldo della fiamma,
se Loge non ti avesse sorriso?
Che ti serve la fucina,
se non ci soffio il fuoco?
Io ti sono cugino
e ti ero amico:
mi disgusta il tuo ringraziamento!
Alberico
Den Lichtalben
lacht jetzt Loge,
der list’ge Schelm:
bist du falscher ihr Freund,
wie mir Freund du einst warst,
haha! Mich freut’s!
Von ihnen fürcht’ ich dann nichts.
Agli dèi luminosi
ora sorride Loge,
il furbo briccone:
se sei falso con loro
come a me eri amico,
ahah! Ne godo assai!
Da loro non temo più nulla.
Loge
So denk’ ich, kannst du mir traun? Mi chiedo, di me puoi fidarti?
Alberico
Deiner Untreu’ trau’ ich,
nicht deiner Treu’!
Doch getrost trotz’ ich euch allen!
Della tua infedeltà mi fido,
non della fede!
E tranquillo vi sfido tutti!
Loge
Hohen Mut
verleiht deine Macht:
grimmig groß
wuchs dir die Kraft!
Fiero coraggio
concede il tuo potere:
terribilmente truce
in te crebbe la forza!
Alberico
Siehst du den Hort,
den mein Heer
dort mir gehäuft?
Vedi il tesoro
che la mia schiera
là mi ha ammassato?
Loge
So neidlichen sah ich noch nie. Tanto superbo mai non ne vidi.
Alberico
Das ist für heu’,
ein kärglich Häufchen:
kühn und mächtig
soll er künftig sich mehren.
Questo è di oggi,
un misero mucchietto:
fiero e possente
crescerà nel futuro.
Wotan
Zu was doch frommt dir der Hort,
da freudlos Nibelheim,
und nichts für Schätze hier feil?
Ma a che ti serve il bottino,
se privo di gioia è il Nibelheim,
e niente qui con tesori si compra?
Alberico
Schätze zu schaffen
und Schätze zu bergen,
nützt mir Nibelheims Nacht;
doch mit dem Hort,
in der Höhle gehäuft,
denk’ ich dannWunder zu wirken:
die ganze Welt
gewinn’ ich mit ihm mir zu eigen!
Tesori a creare
e tesori a occultare,
a questo mi serve l’oscuro Nibelheim;
ma col bottino
nella caverna ammassato,
penso poi di operare prodigi:
il mondo intero
con esso conquisterò come mia preda!
Wotan
Wie beginnst du,Gütiger, das? Come vuoi agire, amico?
Alberico
Die in linder Lüfte Weh’n
da oben ihr lebt,
lacht und liebt:
mit gold’ner Faust
euch Göttliche fang’ ich mir alle!
Wie ich der Liebe abgesagt,
alles, was lebt,
soll ihr entsagen:
mit Golde gekirrt,
nach Gold nur sollt ihr noch gieren.
Auf wonnigen Höh’n,
in seligem Weben
wiegt ihr euch;
den Schwarz-Alben
verachtet ihr ewigen Schwelger! –
Habt Acht!
Habt Acht! –
Denn dient ihr Männer
erst meiner Macht,
eure schmucken Frau’n,
die mein Frei’n verschmäht –
sie zwingt zur Lust sich der Zwerg,
lacht Liebe ihm nicht. –
Hahahaha!
Habt ihr’s gehört?
Habt Acht!
Habt Acht vor dem nächtlichen Heer,
entsteigt des Niblungen Hort
aus stummer Tiefe zu Tag!
Voi che nei soffi di soavi venti
lassù vivete,
ridete e amate:
col pugno d’oro
di voi divini faccio miei servi!
Come io ho negato l’amore,
ogni cosa che ha vita
all’amore deve rinunziare:
con oro domati,
oro soltanto ancora bramerete!
Su vette radiose,
in vita beata
voi vi cullate;
l’elfo nero
eterni gaudenti voi schernite! –
Attenti!
State attenti! –
Quando presto voi uomini
sottomessi sarete al mio potere,
le vostre belle donne
che il mio favore beffarono –
alle sue voglie le costringe il nano,
anche se non gli ride amore. –
Hahahaha!
Avete sentito?
State attenti!
Attenti all’oscura schiera,
se il tesoro del Nibelungo sale
dal muto abisso alla luce!
Wotan
(scattando)
Vergeh’, frevelnder Gauch! Muori, empio idiota!
Alberico
Was sagt der? Che dice?
Loge
(si è posto tra i due)
Sei doch bei Sinnen! Ma resta calmo!
(ad Alberico)
Wen doch faßte nicht Wunder,
erfährt er Alberichs Werk?
Gelingt deiner herrlichen List,
was mit dem Horte du heischest,
den Mächtigsten muß ich dich rühmen;
denn Mond und Stern’
und die strahlende Sonne,
sie auch dürfen nicht anders,
dienen müssen sie dir. –
Doch wichtig acht’ ich vor allem,
daß des Hortes Häufer,
der Niblungen Heer,
neidlos dir geneigt.
Einen Reif rührtest du kühn,
dem zagte zitternd dein Volk:
doch, wenn im Schlaf
ein Dieb dich beschlich’,
den Ring schlau dir entriss’,
wie wahrtest du Weiser dich dann?
Chi non sarebbe preso da stupore,
se conosce l’opera di Alberico?
Se farà la tua astuzia sovrana
quello che col tesoro tu speri,
il più potente io dovrò esaltarti;
perché luna e stelle
ed il raggiante sole,
tutti non possono far altro,
devono servirti. –
Però prima di tutto credo importi
che i tuoi facchini del tesoro,
la schiera dei Nibelunghi,
ti siano sottomessi senza odio.
Truce hai toccato un anello,
per cui la tua gente ha tremato:
ma se nel tuo sonno
un ladro ti sorprendesse
strappandoti svelto l’anello,
troveresti da saggio uno scampo?
Alberico
Der Listigste dünkt sich Loge;
andre denkt
er immer sich dumm:
daß sein’ ich bedürfte
zu Rat und Dienst,
um harten Dank,
das hörte der Dieb jetzt gern! –
Den hehlenden Helm
ersann ich mir selbst;
der sorglichste Schmied,
Mime, mußt’ ihn mir schmieden:
schnell mich zu wandeln,
nach meinem Wunsch
die Gestalt mir zu tauschen,
taugt der Helm;
niemand sieht mich,
wenn er mich sucht;
doch überall bin ich,
geborgen dem Blick.
So ohne Sorge
bin ich selbst sicher vor dir,
du fromm sorgender Freund!
Il più astuto si crede Loge;
e gli altri crede
stupidi sempre:
che io abbia bisogno di lui
per consigli e favori,
duro prezzo pagando,
il ladro udrebbe con gioia! –
L’elmo che nasconde
io per me l’ho inventato;
Mime, espertissimo fabbro,
per forza me l’ha fabbricato:
a trasformarmi rapido,
a mutare il mio aspetto
ogni volta che voglio,
a questo l’elmo mi serve;
nessuno mi vede
quando mi cerca;
ma da per tutto io sono,
nascosto alla vista.
Così senza timore
per fino con te sto tranquillo,
o buon amico solerte!
Loge
Vieles sah ich,
Seltsames fand ich:
doch solches Wunder
gewahrt’ ich nie.
DemWerk ohnegleichen
kann ich nicht glauben;
wäre das eine möglich,
deine Macht währte dann ewig.
Molte cose ho visto,
meraviglie ho incontrato:
eppure un miracolo tale
non l’ho mai osservato.
All’opera senza uguale
non posso credere;
se solo questo fosse possibile,
il tuo dominio durerebbe eterno!
Alberico
Meinst du, ich lüg’
und prahle wie Loge?
Credi che io fingo
e che come Loge mi lodo?
Loge
Bis ich’s geprüft,
bezweifl’ ich, Zwerg, dein Wort.
Prima di averne una prova,
dubito, nano, della tua parola.
Alberico
Vor Klugheit bläht sich
zum Platzen der Blöde:
nun plage dich Neid!
Bestimm’, in welcher Gestalt
soll ich jach vor dir stehn?
Di saggezza si gonfia
fino a scoppiarne lo stolto:
ora invidia ti roda!
Decidi, in quale figura
devo apparirti all’istante?
Loge
In welcher du willst:
nur mach’ vor Staunen mich stumm!
In quella che tu vuoi:
ma muto fammi di stupore!
Alberico
(ha indossato l’elmo)
“Riesen-Wurm
winde sich ringelnd!”
“Drago gigante
si avvolga in spire!”
(Immediatamente scompare: al suo posto si avvolge a terra un mostruoso serpente gigantesco, che si drizza di scatto e con le fauci spalancate si lancia contro Wotan e Loge.)
Loge
(finge di essere preso dallo spavento)
Ohe! Ohe!
Schreckliche Schlange,
verschlinge mich nicht!
Schone Logen das Leben!
Ohe! Ohe!
Orrendo rettile,
non divorarmi!
Lascia a Loge la vita!
Wotan
(ride)
Gut, Alberich!
Gut, du Arger!
Wie wuchs so rasch
zum riesigen Wurme der Zwerg!
Bene, Alberico!
Bene, ribaldo!
E quanto rapido crebbe
il nano in gigantesco drago!
(Scompare il serpente, e al suo posto riappare subito Alberico nel suo aspetto reale.)
Alberico
Hehe! Ihr Klugen,
glaubt ihr mir nun?
Ehi ehi! Voi furbi,
ora credete?
Loge
Mein Zittern mag dir’s bezeugen.
Zur großen Schlange
schufst du dich schnell:
weil ich’s gewahrt,
willig glaub’ ich dem Wunder.
Doch, wie du wuchsest,
kannst du auch winzig
und klein dich schaffen?
Das Klügste schien’ mir das,
Gefahren schlau zu entfliehn:
das aber dünkt mich zu schwer!
Il mio tremito ben te lo prova!
Grande serpente
ti sei fatto alla svelta:
ora che ho visto,
volentieri credo al prodigio.
Ma, come crescesti,
così puoi farti
piccolo e basso?
Mezzo abilissimo mi sembrerebbe,
da scaltro sfuggire al pericolo:
ma questo io credo troppo difficile!
Alberico
Zu schwer dir,
weil du zu dumm!
Wie klein soll ich sein?
Per te troppo difficile,
perché sei troppo stupido!
Quanto piccolo devo essere?
Loge
Daß die feinste Klinze dich fasse,
wo bang die Kröte sich birgt.
Che ti accolga minutissima crepa,
dove ripara spaurito il rospo.
Alberico
Pah! Nichts leichter!
Luge du her!
Bah! Niente è più facile!
Tu guarda qua!
(si mette di nuovo l’elmo magico)
“Krumm und grau
krieche Kröte!”
“Gobbo e grigio
strisci un rospo!”
(scompare: gli dèi vedono sulla pietra un rospo che striscia verso di loro.)
Loge
(a Wotan)
Dort, die Kröte,
greife sie rasch!
Là, il rospo,
prendilo subito!
(Wotan mette il piede sopra il rospo: Loge gli afferra la testa e stringe in mano l’elmo magico)
Alberico
(torna improvvisamente visibile nel suo aspetto reale, mentre si contorce sotto il piede di Wotan)
Ohe! Verflucht!
Ich bin gefangen!
Oh! Maledizione!
Sono preso!
Loge
Halt’ ihn fest,
bis ich ihn band.
Tienilo fermo,
finché io lo leghi.
(ha tirato fuori una corda di rafia e con essa lega ad Alberico mani e piedi; poi entrambi prendono il prigioniero, che furioso tenta di difendersi, e lo trascinano verso la voragine, dalla quale erano discesi.)
Loge
Nun schnell hinauf!
Dort ist er unser!
Ora su in fretta!
Lassù è nostro!
(Scompaiono salendo verso l’alto.)
Quarta scena
La scena si cambia come prima,ma al rovescio: alla fine appare di nuovo l’aperta pianura su una sommità montana, come nella seconda scena; solo che ora essa è avvolta da uno scialbo velo di nebbia, come era per il rapimento di Freia prima del secondo cambiamento di scena.
(Wotan e Loge, trascinando con loro Alberico legato, escono fuori dalla voragine.)
Loge
Da, Vetter,
sitze du fest!
Luge, Liebster,
dort liegt die Welt,
die du Lungrer gewinnen dir willst:
welch Stellchen, sag’,
bestimmst du drin mir zu Stall?
Qua, cugino,
mettiti comodo!
Osserva, caro,
là sta il mondo,
che tu buono a nulla vuoi tuo:
che posticino, dimmi,
a me destini per stalla?
(lo deride ballando)
Alberico
Schändlicher Schächer!
Du Schalk! Du Schelm!
Löse den Bast,
binde mich los,
den Frevel sonst büßest du Frecher!
Furfante perfido!
Bugiardo! Impostore!
Sciogli la fune,
slegami,
se no, paghi infame l’affronto!
Wotan
Gefangen bist du,
fest mir gefesselt,
wie du dieWelt,
was lebt und webt,
in deiner Gewalt schon wähntest.
In Banden liegst du vor mir,
du Banger kannst es nicht leugnen!
Zu ledigen dich
bedarf’s nun der Lösung.
Sei mio prigioniero,
annodato ben stretto,
come tu vaneggiavi
in tuo potere il mondo,
ciò che vi ha vita e moto.
Ma in lacci mi stai davanti,
non puoi spaventato negarlo!
Per la tua libertà
ora occorre il riscatto.
Alberico
O ich Tropf!
Ich träumender Tor!
Wie dumm traut’ ich
dem diebischen Trug!
Furchtbare Rache
räche den Fehl!
Lo stupido che sono!
Stordito sognatore!
Da imbecille ho creduto
a quel trucco da ladri!
Vendetta orrenda
vendichi l’oltraggio!
Loge
Soll Rache dir frommen,
vor allem rate dich frei:
dem gebundnen Manne
büßt kein Freier den Frevel.
Drum sinnst du auf Rache,
rasch ohne Säumen
sorg’ um die Lösung zunächst!
Se ti serve vendetta,
pensa prima a esser libero:
per l’uomo prigioniero
non c’è un libero che sconti la colpa.
Perciò, se mediti vendetta,
subito senza indugi
provvedi anzitutto al riscatto!
(schioccando le dita, gli mostra quale sia il genere di riscatto)
Alberico
(aspro)
So heischt, was ihr begehrt! Dichiarate dunque le vostre pretese!
Wotan
Den Hort und dein helles Gold. Il tesoro e il fulvo tuo oro.
Alberico
Gieriges Gaunergezücht! Avida razza di furfanti!
(tra sé)
Doch behalt’ ich mir nur den Ring,
des Hortes entrat’ ich dann leicht:
denn von neuem gewonnen
und wonnig genährt
ist er bald durch des Ringes Gebot.
EineWitzigung wär’s,
die weise mich macht:
zu teuer nicht zahl’ ich die Zucht,
lass’ für die Lehre ich den Tand. –
Ma sol ch’io mi tenga l’anello,
facilmente rinuncio al tesoro:
poiché esso riconquistato
sarà presto e impinguato
beatamente per virtù dell’anello.
Sarebbe una lezione
che mi rende accorto:
troppo cara non pago l’esperienza,
se l’imparo e lascio quel gingillo. –
Wotan
Erlegst du den Hort? Consegni il tesoro?
Alberico
Löst mir die Hand,
so ruf’ ich ihn her.
Scioglietemi la mano,
ed io lo chiamo qui.
(Loge gli libera la mano destra)
Alberico
(tocca l’anello con le labbra e mormora il comando)
– Wohlan, die Nibelungen
rief ich mir nah:
ihrem Herrn gehorchend,
hör’ ich den Hort
aus der Tiefe sie führen zu Tag.
Nun löst mich vom lästigen Band!
– Orsù, i Nibelunghi
qui a me ho chiamato:
al loro signore obbedienti,
li sento condurre il tesoro
dall’abisso alla luce del giorno.
E liberatemi ora dal laccio penoso!
Wotan
Nicht eh’r, bis alles gezahlt. Non prima che tutto sia pagato.
(I Nibelunghi salgono su dall’abisso carichi degli oggetti del tesoro.)
Alberico
O schändliche Schmach,
daß die scheuen Knechte
geknebelt selbst mich erschaun!
O scorno ignominioso,
che i miei servi paurosi
proprio me vedono legato!
(ai Nibelunghi)
Dorthin geführt,
wie ich’s befehl’!
All zu Hauf
schichtet den Hort!
Helf’ ich euch Lahmen?
Hieher nicht gelugt! –
Rasch da! Rasch!
Dann rührt euch von hinnen:
daß ihr mir schafft!
Fort in die Schachten!
Weh’ euch, find’ ich euch faul!
Auf den Fersen folg’ ich euch nach.
Laggiù si porti,
come io comando!
A catasta tutto
ammucchiate il tesoro!
Devo io aiutare voi storpi?
Nessuna occhiata in qua! –
Presto là! Presto!
Poi movetevi via di qua:
a lavorare per me!
Via nei pozzi!
Guai a voi, se vi trovo inerti!
Dietro vi sto, alle calcagna!
(bacia l’anello e lo mostra con atto imperioso.
I Nibelunghi, dopo che hanno ammassato il tesoro, ridiscendono impauriti giù nel pozzo.)
Gezahlt hab’ ich:
nun laßt mich ziehn!
Und das Helmgeschmeid,
das Loge dort hält,
das gebt mir nun gütlich zurück!
Ho pagato:
ora lasciate che vada!
E quell’oggetto, l’elmo,
quello che Loge tiene,
da amici rendetelo a me!
Loge
(gettando l’elmo magico sul tesoro)
Zur Buße gehört auch die Beute. Anche questa preda sta nel riscatto.
Alberico
Verfluchter Dieb! –
Doch nur Geduld!
Der den alten mir schuf,
schafft einen andern:
noch halt’ ich die Macht,
der Mime gehorcht.
Schlimm zwar ist’s,
dem schlauen Feind
zu lassen die listige Wehr! –
Nun denn! Alberich
ließ euch alles:
jetzt löst, ihr Bösen, das Band.
Odioso ladro! –
Pazienza per ora!
Chi ha fabbricato il vecchio,
me ne fabbrica un altro:
ancora conservo il potere,
al quale Mime si inchina.
Mi duole, è vero,
all’astuto nemico
lasciare quell’arma di inganni! –
Or dunque! Alberico
ha lasciato a voi tutto:
sciogliete, crudeli, la corda!
Loge
(a Wotan)
Bist du befriedigt?
Lass’ ich ihn frei?
Sei soddisfatto?
Lo lascio andare?
Wotan
Ein goldner Ring
ragt dir am Finger:
hörst du, Alp?
Der, acht’ ich, gehört mit zum Hort.
Un anello d’oro
ti si vede al dito:
ascolti, elfo?
Appartiene, io credo, col resto al tesoro.
Alberico
(atterrito)
Der Ring? L’anello?
Wotan
Zu deiner Lösung
mußt du ihn lassen.
Per la tua libertà
devi lasciarlo.
Alberico
(tremando)
Das Leben – doch nicht den Ring! La vita – ma non l’anello!
Wotan
(con ira maggiore)
Den Reif verlang’ ich:
mit dem Leben mach’, was du willst!
Voglio quel cerchio:
della tua vita fa’ quel che vuoi!
Alberico
Lös’ ich mir Leib und Leben,
den Ring auch muß ich mir lösen:
Hand und Haupt,
Aug’ und Ohr,
sind nicht mehr mein Eigen,
als hier dieser rote Ring!
Se mi riscatto il corpo e la vita,
anche l’anello devo riscattarmi:
mano e capo,
occhio ed orecchio,
sono mia proprietà
non più di questo rosso anello!
Wotan
Dein Eigen nennst du den Ring?
Rasest du, schamloser Albe?
Nüchtern sag’,
wem entnahmst du das Gold,
daraus du den schimmernden schufst?
War’s dein Eigen,
was du Arger
der Wassertiefe entwandt?
Bei des Rheines Töchtern
hole dir Rat,
ob ihr Gold
sie zu eigen dir gaben,
das du zum Ring dir geraubt.
Tua proprietà dici l’anello?
Deliri, elfo sfrontato?
Racconta calmo
a chi hai sottratto l’oro,
con cui quello splendore hai fabbricato?
Era tua proprietà
quel che tu tristo
dalle profonde acque hai trafugato?
Dalle figlie del Reno
va’ e domanda
se il loro bene
hanno dato a te in dono,
l’oro che hai predato per l’anello.
Alberico
Schmähliche Tücke!
Schändlicher Trug!
Wirfst du Schächer
die Schuld mir vor,
die dir so wonnig erwünscht?
Wie gern raubtest
du selbst dem Rheine das Gold,
war nur so leicht
die Kunst, es zu schmieden, erlangt?
Wie glückt’ es nun
dir Gleißner zum Heil,
daß der Niblung ich
aus schmählicher Not,
in des Zornes Zwange,
den schrecklichen Zauber gewann,
dess’ Werk nun lustig dir lacht?
Des Unseligen,
Angstversehrten
fluchfertige,
furchtbare Tat,
zu fürstlichem Tand
soll sie fröhlich dir taugen,
zur Freude dir frommen mein Fluch? –
Hüte dich,
herrischer Gott!
Frevelte ich,
so frevelt’ ich frei an mir:
doch an allem, was war,
ist und wird,
frevelst, Ewiger, du,
entreißest du frech mir den Ring!
Perfidia infame!
Scandalosa frode!
Rinfacci tu brigante
a me la colpa,
che era il tuo dolce desiderio?
Con che piacere avresti rubato
tu stesso l’oro al Reno,
solo che tu come me facilmente
ottenessi l’arte di foggiarlo?
Che successo a favore
di un bugiardo tuo pari,
ora che il Nibelungo, io,
dal fondo di turpe miseria,
nell’impulso dell’ira,
ha dominato la tremenda magia,
la cui forza ora benigna ti sorride?
L’opera di me infelice,
consunto dall’affanno,
l’opera spaventosa,
maledetta,
dovrà per svago regale
gaiamente servirti,
ed esserti letizia la mia maledizione? –
Sta’ attento,
dispotico dio!
Se fu colpa la mia,
fu colpa libera a mio danno:
ma contro tutto ciò che fu,
ciò che è e sarà,
porterai colpa tu, o eterno,
se a me strappi spudorato l’anello.
Wotan
Her der Ring!
Kein Recht an ihm
schwörst du schwatzend dir zu.
Qua l’anello!
Nessun diritto su esso
blaterando assicuri.
(con impeto furioso strappa l’anello dal dito di Alberico.)
Alberico
(con un grido orribile)
Ha! Zertrümmert! Zerknickt!
Der Traurigen traurigster Knecht!
Ah! Spezzato! Schiacciato!
Dei miseri il più misero servo!
Wotan
(contemplando l’anello)
Nun halt’ ich, was mich erhebt,
der Mächtigen mächtigsten Herrn!
Ora stringo ciò che mi innalza,
io dei forti il più forte sovrano!
(si infila l’anello)
Loge
Ist er gelöst? È libero?
Wotan
Bind’ ihn los! Lascialo andare!
Loge
(slega i lacci di Alberico)
Schlüpfe denn heim!
Keine Schlinge hält dich:
frei fahre dahin!
Fila via a casa!
Nessun nodo ti tiene:
libero scendi!
Alberico
(alzandosi da terra, con una risata furente)
Bin ich nun frei?
Wirklich frei? –
So grüß’ euch denn
meiner Freiheit erster Gruß! –
Wie durch Fluch er mir geriet,
verflucht sei dieser Ring!
Gab sein Gold
mir Macht ohne Maß,
nun zeug’ sein Zauber
Tod dem, der ihn trägt!
Kein Froher soll
seiner sich freun;
keinem Glücklichen lache
sein lichter Glanz;
wer ihn besitzt,
den sehre die Sorge,
und wer ihn nicht hat,
den nage der Neid!
Jeder giere
nach seinem Gut,
doch keiner genieße
mit Nutzen sein.
Ohne Wucher hüt’ ihn sein Herr,
doch den Würger zieh’ er ihm zu!
Dem Tode verfallen,
feßle den Feigen die Furcht;
so lang er lebt,
sterb’ er lechzend dahin,
des Ringes Herr
als des Ringes Knecht:
bis in meiner Hand
den geraubten wieder ich halte! –
So segnet
in höchster Not
der Nibelung seinen Ring!
Behalt’ ihn nun,
hüte ihn wohl:
meinem Fluch fliehest du nicht!
Sono libero ora?
Libero davvero? –
E voi così saluti
il primo saluto della mia libertà! –
Con la maledizione io lo ebbi,
così sia maledetto quest’anello!
Mi ha donato il suo oro
smisurata potenza,
generi il suo maleficio
morte a colui che lo porta!
In letizia nessuno
di lui possa godere;
non ci sia un beato a cui rida
il suo chiaro fulgore;
chi lo possiede,
lo consumi il timore,
e chi non l’ha,
il livore lo roda!
Sia avido ognuno
del suo potere,
ma nessuno ne goda
e ne abbia frutto!
Profitti non dia al suo signore,
anzi attiri su di lui il carnefice!
Votato alla morte,
il vile sia schiavo del terrore:
l’intera vita egli abbia
come avida agonia,
signore dell’anello
tanto quanto suo servo:
finché nella mia mano
il rapito nuovamente io non stringa! –
Così consacra
nell’estrema miseria
il Nibelungo il suo anello!
Tienilo tu ora,
fa’ buona guardia:
alla mia maledizione non sfuggi!
(scompare rapido nel pozzo.)
Loge
Lauschest du
seinem Liebesgruß?
Hai ascoltato
l’amoroso addio?
Wotan
(immerso nella contemplazione dell’anello)
Gönn’ ihm die geifernde Lust! Lasciagli il gusto di sputare rabbia!
(Il vapore nebbioso sul davanti si rischiara a poco a poco.)
Loge
(guardando verso destra)
Fasolt und Fafner nahen von fern;
Freia führen sie her.
Fasolt e Fafner laggiù stanno arrivando;
e qui guidano Freia.
(Dalla parte opposta si fanno avanti Fricka, Donner e Froh.)
Froh
Sie kehrten zurück! Sono tornati!
Donner
Willkommen, Bruder! Salve, fratello!
Fricka
(correndo ansiosa verso Wotan)
Bringst du gute Kunde? Porti buone notizie?
Loge
(additando il tesoro)
Mit List und Gewalt
gelang dasWerk:
dort liegt, was Freia löst.
Con astuzia e violenza
il lavoro è riuscito:
ecco là quel che libera Freia.
Donner
Aus der Riesen Haft
naht dort die Holde.
Dalla prigionia dei giganti
ecco, si avvicina la diletta.
Froh
Wie liebliche Luft
wieder uns weht,
wonnig Gefühl
die Sinne erfüllt!
Traurig ging’ es uns allen,
getrennt für immer von ihr,
die leidlos ewiger Jugend
jubelnde Lust uns verleiht.
Che aria soave
di nuovo a noi soffia,
dolce emozione
invade l’animo!
Triste sarebbe a noi tutti la sorte
divisi per sempre da lei,
che la serena gioia ci concede
d’una pura giovinezza eterna.
(Il proscenio è ora di nuovo luminoso; l’aspetto degli dèi con la luce riprende l’originale freschezza; tuttavia sul fondo è ancora sospeso un velo di nebbia, sì che resta invisibile la rocca lontana. Entrano Fasolt e Fafner che guidano Freia in mezzo a loro)
Fricka
(corre lieta verso la sorella per abbracciarla)
Lieblichste Schwester,
süßeste Lust!
Bist du mir wieder gewonnen?
Sorella amatissima,
mia dolce gioia!
Tu di nuovo sei mia?
Fasolt
(respingendola)
Halt! Nicht sie berührt!
Noch gehört sie uns. –
Auf Riesenheims
ragender Mark
rasteten wir:
mit treuem Mut
des Vertrages Pfand
pflegten wir.
So sehr mich’s reut,
zurück doch bring’ ich’s,
erlegt uns Brüdern
die Lösung ihr.
Ferma! Lei non si tocca!
Ancora ci appartiene. –
Nell’altera regione
del Riesenheim
noi ci arrestammo:
con zelo fedele
il pegno dell’accordo
da noi ebbe rispetto.
Pur con mio cruccio grande,
questo pegno io vi rendo,
se a noi fratelli
voi pagate il riscatto.
Wotan
Bereit liegt die Lösung:
des Goldes Maß
sei nun gütlich gemessen.
Pronto sta là il riscatto:
la quantità di oro
qui si misuri tra amici.
Fasolt
Das Weib zu missen,
wisse, gemutet mich weh:
soll aus dem Sinn sie mir schwinden,
des Geschmeides Hort
häufet denn so,
daß meinem Blick
die Blühende ganz er verdeck’!
Rinunciare alla donna,
sappi, mi spiace molto:
se deve scomparirmi dalla mente,
tutti i preziosi oggetti
ammucchiate in modo
che al mio sguardo
il tesoro nasconda la fiorente!
Wotan
So stellt das Maß
nach Freias Gestalt.
Fissate voi la misura
sulla persona di Freia.
(Fafner e Fasolt conficcano davanti a Freia i loro pali in terra, in modo da misurare un’altezza e una larghezza eguale alla persona di lei.)
Fafner
Gepflanzt sind die Pfähle
nach Pfandes Maß:
gehäuft nun füll’ es der Hort.
Piantati sono i pali,
secondo la misura del pegno;
che il cumulo del tesoro ora la riempia.
Wotan
Eilt mit demWerk:
widerlich ist mir’s!
Affrettate il lavoro:
ne sento disgusto!
Loge
Hilf mir, Froh! Aiutami, Froh!
Froh
Freias Schmach
eil’ ich zu enden.
L’oltraggio a Freia
concludo in fretta.
(Loge e Froh ammucchiano in fretta gli oggetti preziosi in mezzo ai pali.)
Fafner
Nicht so leicht
und locker gefügt:
fest und dicht
füll’ er das Maß.
Non così fiacco
e leggero l’incastro:
solido e fitto
sia fatto il mucchio!
(comprime insieme gli oggetti preziosi con rude forza; si curva per spiare le lacune)
Hier lug’ ich noch durch:
verstopft mir die Lücken!
Qui vedo ancora uno spazio:
ostruite i vuoti!
Loge
Zurück, du Grober!
Greif’ mir nichts an!
Zotico, indietro!
Non guastar niente!
Fafner
Hierher! Die Klinze verklemmt! Qua voi! Chiudete la breccia!
Wotan
(voltandosi inquieto)
Tief in der Brust
brennt mir die Schmach.
Chiuso nel petto
brucia l’affronto.
Fricka
(lo sguardo fisso su Freia)
Sieh, wie in Scham
schmählich die Edle steht:
um Erlösung fleht
stumm der leidende Blick.
Böser Mann!
Der Minnigen botest du das!
Guarda, di quale vergogna
è vittima mesta la dèa:
salvezza implora
tacendo lo sguardo doloroso.
Crudele!
Per l’amabile questo è il tuo dono!
Fafner
Noch mehr! Noch mehr hierher! Ancora! Qua ancora roba!
Donner
Kaum halt’ ich mich:
schäumende Wut
weckt mir der schamlose Wicht!
Hierher, du Hund!
Willst du messen,
so miß dich selber mit mir!
Non so trattenermi:
schiumante rabbia
desta in me lo sfrontato ribaldo!
Qui, cane!
Se vuoi misurare,
misurati allora con me!
Fafner
Ruhig,Donner!
Rolle, wo’s taugt:
hier nützt dein Rasseln dir nichts!
Sta’ calmo, Donner!
Tuona là dove è utile:
il tuo fracasso qui non ti serve!
Donner
(alza il braccio)
Nicht dich Schmähl’chen zu zerschmettern? Neppure a pestarti, piccolino?
Wotan
Friede doch!
Schon dünkt mich Freia verdeckt.
Pace, infine!
Mi sembra già che Freia sia nascosta.
Loge
Der Hort ging auf. Il tesoro la copre.
Fafner
(misurando con lo sguardo)
Noch schimmert mir Holdas Haar:
dort das Gewirk
wirf auf den Hort!
Della soave brilla ancora la chioma:
là quella maglia
gettala sul tesoro!
Loge
Wie? Auch den Helm? Come? Anche l’elmo?
Fafner
Hurtig, her mit ihm! Dàmmelo, svelto!
Wotan
Laß ihn denn fahren! Lascia che vada!
Loge
(butta l’elmo magico sul tesoro)
So sind wir denn fertig!
Seid ihr zufrieden?
Siamo dunque alla fine!
Siete contenti?
Fasolt
Freia, die schöne,
schau’ ich nicht mehr:
so ist sie gelöst?
Muß ich sie lassen?
Freia, la bella,
più non la vedo:
dunque è affrancata?
Devo lasciarla?
(si avvicina e spia attraverso il tesoro)
Weh! Noch blitzt
ihr Blick zu mir her;
des Auges Stern
strahlt mich noch an:
durch eine Spalte
muß ich’s erspäh’n.
Ahimè! Un lampo ancora
del suo sguardo mi arriva;
la stella del suo occhio
raggia ancora su me:
da una fessura
devo ancora fissarlo.
(fuori di sé)
Seh’ ich dies wonnige Auge,
von dem Weibe lass’ ich nicht ab!
Se vedo l’occhio adorabile,
la donna non abbandono!
Fafner
He! Euch rat’ ich,
verstopft mir die Ritze!
Ehi! Vi consiglio,
il foro ostruite!
Loge
Nimmersatte!
Seht ihr denn nicht,
ganz schwand uns der Hort?
Insaziabili!
Ma non vedete
che tutto il tesoro è sparito?
Fafner
Mitnichten, Freund!
AnWotans Finger
glänzt von Gold noch ein Ring:
den gebt, die Ritze zu füllen!
Niente affatto, amico!
Al dito di Wotan
brilla d’oro anche un anello:
date quello per riempire il foro!
Wotan
Wie? Diesen Ring? Come? Questo anello?
Loge
Laßt euch raten!
Den Rheintöchtern
gehört dies Gold:
ihnen gibt Wotan es wieder.
Datemi ascolto!
Alle figlie del Reno
appartiene quest’oro:
a loro Wotan lo rende.
Wotan
Was schwatztest du da?
Was schwer ich mir erbeutet,
ohne Bangen wahr’ ich’s für mich!
Tu là che racconti?
Ciò che mi è stato ardua preda,
senza timore lo tengo per me!
Loge
Schlimm dann steht’s
um mein Versprechen,
das ich den Klagenden gab.
Dunque finisce male
con la mia promessa,
che ho fatto alle piangenti.
Wotan
Dein Versprechen bindet mich nicht:
als Beute bleibt mir der Reif.
Non lega me la tua promessa:
resta mia preda il cerchietto.
Fafner
Doch hier zur Lösung
mußt du ihn legen.
Ma qui per il riscatto
devi posarlo.
Wotan
Fordert frech, was ihr wollt:
alles gewähr’ ich;
um alle Welt,
doch nicht fahren lass’ ich den Ring!
Da insolenti intimate ciò che volete:
tutto concedo;
ma per il mondo intero
all’anello io non rinuncio!
Fasolt
(fuori di sé trascina fuori Freia da dietro al tesoro)
Aus denn ist’s,
beim Alten bleibt’s;
nun folgt uns Freia für immer!
Bene, è finita,
resta tutto com’era;
ora Freia ci segue per sempre!
Freia
Hilfe! Hilfe! Aiuto! Aiuto!
Fricka
Harter Gott,
gib ihnen nach!
Dio spietato,
fa’ come dicono!
Froh
Spare das Gold nicht! Non trattenere quell’oro!
Donner
Spende den Ring doch! Offri invece l’anello!
Wotan
Laßt mich in Ruh’:
den Reif geb’ ich nicht!
Lasciatemi in pace:
l’anello, io non lo do!
(Fafner trattiene ancora Fasolt che vuole andarsene; tutti restano sgomenti; Wotan si ritrae in disparte da loro incollerito. La scena si è nuovamente oscurata; di lato da uno spacco della roccia si effonde un bagliore azzurro: in esso appare improvvisamente Erda, emersa dall’abisso fino a mezza persona; è una nobile figura, avvolta dalla sua nera chioma fluttuante.)
Erda
(tendendo verso Wotan la mano come avvertimento)
Weiche,Wotan, weiche!
Flieh’ des Ringes Fluch!
Rettungslos
dunklem Verderben
weiht dich sein Gewinn.
Cedi,Wotan, cedi!
Fuggi il maleficio dell’anello!
A oscura perdizione
senza scampo
ti consacra il suo possesso.
Wotan
Wer bist du, mahnendes Weib? Donna dei consigli, chi sei?
Erda
Wie alles war, weiß ich;
wie alles wird,
wie alles sein wird,
seh’ ich auch:
der ew’gen Welt
Ur-Wala,
Erda, mahnt deinen Mut.
Drei der Töchter,
ur-erschaff’ne,
gebar mein Schoß:
was ich sehe,
sagen dir nächtlich die Nornen.
Doch höchste Gefahr
führt mich heut’
selbst zu dir her:
Höre! Höre! Höre!
Alles was ist, endet.
Ein düst’rer Tag
dämmert den Göttern:
dir rat’ ich,meide den Ring!
Come tutto fu, conosco;
come tutto diviene,
come tutto sarà,
io anche vedo:
del mondo eterno
mente prima,
Erda, consiglia la tua coscienza.
Delle figlie tre
al principio create
produsse il mio ventre:
ciò che io vedo,
dicono a te nella notte le Norne.
Ma rischio estremo
oggi a te guida
me stessa:
Ascolta! Ascolta! Ascolta!
Tutto ciò che esiste, ha fine.
Un fosco giorno
agli dèi albeggia:
io ti consiglio, lascia l’anello!
(affonda lentamente fino al petto, mentre il bagliore azzurro comincia ad oscurarsi.)
Wotan
Geheimnis-hehr
hallt mir dein Wort:
weile, daß mehr ich wisse!
Oscuramente santa
mi suona la tua parola:
aspetta, ch’io di più sappia!
Erda
(mentre discende)
Ich warnte dich –
du weißt genug:
sinn’ in Sorg’ und Furcht!
Ti ho avvisato –
sai ora abbastanza:
pensa in ansia e timore!
(scompare del tutto)
Wotan
Soll ich sorgen und fürchten –
dich muß ich fassen,
alles erfahren!
Se ansia e timore mi attendono –
te devo afferrare,
tutto comprendere!
(vuole scendere nella voragine per trattenere Erda. Froh e Fricka gli si lanciano contro e lo fermano)
Fricka
Was willst du, Wütender? Che vuoi fare, furioso?
Froh
Halt’ ein, Wotan!
Scheue die Edle,
achte ihr Wort!
Fermati, Wotan!
La grande dea rispetta,
ascolta la sua parola!
Donner
(volgendosi risoluto ai giganti)
Hört, ihr Riesen!
Zurück, und harret:
das Gold wird euch gegeben.
Voi udite, giganti!
Tornate e aspettate:
l’oro vi sarà dato.
Freia
Darf ich es hoffen?
Dünkt euch Holda
wirklich der Lösung wert?
Posso sperarlo?
La soave vi sembra
davvero degna del riscatto?
(Tutti guardano ansiosi versoWotan.)
Wotan
(era assorto in profonda riflessione ed ora torna in sé con autorità per la sua decisione)
Zu mir, Freia!
Du bist befreit:
wieder gekauft
kehr’ uns die Jugend zurück! –
Ihr Riesen, nehmt euren Ring!
A me, Freia!
Sei liberata:
riacquistata
torni a noi la giovinezza ancora! –
Giganti, prendete il vostro anello!
(getta l’anello sul tesoro. I giganti disciolgono Freia: ella corre lieta verso gli dèi, che per un certo tempo nella massima gioia uno dopo l’altro la accarezzano.)
(Fafner spalanca subito un sacco enorme e si dirige in fretta verso il tesoro per accumularcelo tutto dentro.)
Fasolt
(gettandosi sul fratello)
Halt, du Gieriger!
Gönne mir auch was!
Redliche Teilung
taugt uns beiden.
Fermati, ingordo!
Lascia anche a me qualche cosa!
Una giusta divisione
ci conviene a entrambi.
Fafner
Mehr an der Maid als am Gold
lag dir verliebtem Geck:
mit Müh’ zum Tausch
vermocht’ ich dich Toren.
Ohne zu teilen,
hättest du Freia gefreit:
teil’ ich den Hort,
billig behalt’ ich
die größte Hälfte für mich.
Più la fanciulla che l’oro
stava a cuore al fatuo innamorato:
con fatica allo scambio
ho convinto te stolto.
Senza dividere nulla
Freia l’avresti sposata:
se divido il tesoro,
è equo ch’io mi tenga
la maggior parte per me!
Fasolt
Schändlicher du!
Mir diesen Schimpf?
Infame!
A me un tale insulto?
(agli dèi)
Euch ruf’ ich zu Richtern:
teilet nach Recht
uns redlich den Hort!
Voi chiamo a giudicare:
secondo diritto dividete
a noi giustamente il tesoro!
(Wotan gli dà le spalle con disprezzo)
Loge
Den Hort laß ihn raffen:
halte du nur auf den Ring!
Lascia che arraffi il tesoro:
tu pensa solo all’anello!
Fasolt
(si lancia su Fafner, che nel frattempo ha continuato ad insaccare a tutta forza)
Zurück, du Frecher!
Mein ist der Ring:
mir blieb er für Freias Blick.
Indietro, sfrontato!
Mio è l’anello:
a me spettava per lo sguardo di Freia!
(cerca precipitosamente di afferrare l’anello)
Fafner
Fort mit der Faust!
Der Ring ist mein!
Giù quel pugno!
L’anello è mio!
(lottano avvinghiati; Fasolt strappa a Fafner l’anello)
Fasolt
Ich halt’ ihn,mir gehört er! Lo tengo, mi appartiene!
Fafner
Halt’ ihn fest, daß er nicht fall’! Tienilo forte, che non ti cada!
(solleva furibondo il suo palo su Fasolt e con un solo colpo lo stende a terra, poi in fretta strappa l’anello al morente)
Nun blinzle nach Freias Blick:
an den Reif rührst du nicht mehr!
Contempla ora gli occhi di Freia:
l’anello non lo tocchi mai più!
(caccia l’anello nel sacco poi comodamente ci ammucchia il tesoro al completo. Tutti gli dèi restano fermi inorriditi.)
Wotan
(scosso, dopo un lungo e solenne silenzio)
Furchtbar nun
erfind’ ich des Fluches Kraft!
Terribile ora
scopro la forza della maledizione!
Loge
Was gleicht, Wotan,
wohl deinem Glücke?
Viel erwarb dir
des Ringes Gewinn;
daß er nun dir genommen,
nützt dir noch mehr:
deine Feinde, sieh,
fällen sich selbst
um das Gold, das du vergabst.
Che cosa mai è pari,
Wotan, alla tua sorte?
Ti fu gran guadagno
la conquista dell’anello;
che ti sia stato tolto,
ti giova anche di più:
guarda, i tuoi nemici
si abbattono da soli
per l’oro, che hai ceduto.
Wotan
(profondamente scosso)
Wie doch Bangen mich bindet!
Sorg’ und Furcht
fesseln den Sinn;
wie sie zu enden,
lehre mich Erda:
zu ihr muß ich hinab!
Ma quanto mi stringe il terrore!
Ansia e timore
mi arrestano il pensiero;
come dar loro fine
mi insegni Erda:
a lei giù devo scendere!
Fricka
(cingendolo con carezze)
Wo weilst du, Wotan?
Winkt dir nicht hold
die hehre Burg,
die des Gebieters
gastlich bergend nun harrt?
Dove sei fermo, Wotan?
Non ti invita benigna
la maestosa rocca,
che accogliente ora attende
il suo signore a proteggerlo?
Wotan
(fosco)
Mit bösem Zoll
zahlt’ ich den Bau.
Con malvagio tributo
l’edificio ho pagato!
Donner
(additando lo sfondo, che ancora è avvolto da un velo di nebbia)
Schwüles Gedünst
schwebt in der Luft;
lästig ist mir
der trübe Druck:
das bleiche Gewölk
samml’ ich zu blitzendem Wetter;
das fegt den Himmel mir hell.
Vapore afoso
fluttua nell’aria;
mi è grave
la torbida massa:
i lividi nembi
raduno in bufera di lampi;
questo il cielo mi sgombra e rischiara!
(sale su un’alta roccia nel pendio della valle, e là brandisce il martello; le nebbie si addensano intorno a lui)
Heda! Heda! Hedo!
Zu mir, du Gedüft!
Ihr Dünste, zu mir!
Donner, der Herr,
ruft euch zu Heer!
Heda! Heda! Hedo!
A me, vapori!
Foschie, a me!
Donner, signore,
vi aduna a schiera!
(brandisce il martello)
Auf des Hammers Schwung
schwebet herbei!
Dunstig Gedämpf!
Schwebend Gedüft!
Donner, der Herr,
ruft euch zu Heer!
Heda! Heda! Hedo!
All’urto del mio martello
libratevi qui!
Foschi vapori!
Sospese brume!
Donner, signore,
vi aduna a schiera!
Heda! Heda! Hedo!
(Le nebbie gli si sono addensate intorno; egli scompare del tutto in una nube temporalesca che si ammassa sempre più scura. Poi si ode il suo martello che colpisce pesantemente la roccia: un forte lampo guizza dalla nuvola; segue un tuono violento.)
Bruder, hieher!
Weise der Brücke denWeg!
Fratello, qui a me!
Mostra al ponte la strada!
(Froh è scomparso anche lui nelle nebbie. D’un tratto la nuvola si dirada; Donner e Froh sono di nuovo visibili: dai loro piedi si distende con una luce abbagliante il ponte di un arcobaleno sopra la valle fino alla rocca, che ora, illuminata dal sole al tramonto, splende nel massimo fulgore.)
(Fafner, che accanto al cadavere del fratello alla fine ha ammassato tutto il tesoro, con l’enorme sacco sulle spalle, ha lasciato la scena durante l’incantesimo della bufera di Donner.)
Froh
(che con la mano tesa ha mostrato al ponte la strada sulla valle, rivolto agli dèi)
Zur Burg führt die Brücke,
leicht, doch fest eurem Fuß:
beschreitet kühn
ihren schrecklosen Pfad!
Alla rocca conduce il ponte,
leggero ma saldo al vostro passo:
percorrete intrepidi
il suo sentiero sicuro!
Wotan
(assorto nell’ammirazione della rocca)
Abendlich strahlt
der Sonne Auge;
in prächtiger Glut
prangt glänzend die Burg.
In des Morgens Scheine
mutig erschimmernd,
lag sie herrenlos,
hehr verlockend vor mir.
Von Morgen bis Abend
in Müh’ und Angst,
nicht wonnig ward sie gewonnen!
Es naht die Nacht:
vor ihrem Neid
biete sie Bergung nun.
Al suo tramonto raggia
l’occhio del sole;
in una vampa stupenda
sfolgora di bagliori la rocca.
Nel chiarore del mattino
fiera e splendente,
priva del suo signore
nobilmente me sedusse.
Dal mattino alla sera,
con ansia e fatica,
senza piacere fu conquistata!
La notte avanza:
dal suo odio
sia la rocca riparo.
(come preso da un grande pensiero, con tono fermo e risoluto)
So – grüß’ ich die Burg,
sicher vor Bang’ und Graun.
Ecco – la rocca saluto,
salvo da ansie e terrori!
(si volge solennemente a Fricka)
Folge mir, Frau:
in Walhall wohne mit mir!
Séguimi, sposa,
nel Walhall dimora con me!
(la prende per mano)
Fricka
Was deutet der Name?
Nie, dünkt mich, hört’ ich ihn nennen.
Che significa il nome?
Da nessuno, mi pare, mai l’ho sentito.
Wotan
Was, mächtig der Furcht,
mein Mut mir erfand,
wenn siegend es lebt,
leg’ es den Sinn dir dar!
Ciò che il mio ardimento
ha ideato dominando il timore,
se vivrà vittorioso,
ti spieghi esso il significato!
(Wotan e Fricka si incamminano verso il ponte; dapprima li seguono Froh e Freia, poi Donner)
Loge
(rimane al proscenio e segue con lo sguardo gli dèi)
Ihrem Ende eilen sie zu,
die so stark in Bestehen sich wähnen.
Fast schäm’ ich mich,
mit ihnen zu schaffen;
zur leckenden Lohe
mich wieder zu wandeln,
spür’ ich lockende Lust.
Sie aufzuzehren,
die einst mich gezähmt,
statt mit den Blinden
blöd zu vergehn,
und wären es göttlichste Götter, –
nicht dumm dünkte mich das!
Bedenken will ich’s:
wer weiß, was ich tu’!
Essi corrono verso la fine
tutti così illusi di eternità.
Sento quasi vergogna
di trattare con loro;
e provo piacevole voglia
di cambiarmi di nuovo
in fiamma guizzante.
Distruggere quelli
che un giorno mi assoggettarono,
invece di perdermi
da vile con quei ciechi,
fossero anche gli dèi più divini, –
no, non è un’idea sciocca!
Voglio pensarci:
chissà che farò!
(con atteggiamento svogliato si incammina per raggiungere gli dèi. Dal profondo si ode echeggiare fino in alto il canto delle figlie del Reno)
Le tre figlie del Reno
Rheingold! Rheingold!
Reines Gold!
Wie lauter und hell
leuchtest hold du uns!
Um dich, du klares,
wir nun klagen!
Gebt uns das Gold,
o gebt uns das reine zurück!
Oro del Reno! Oro!
Oro puro!
Con quale incanto ci illuminavi
limpido e chiaro!
Per te, o lucente,
ora piangiamo!
Rendeteci l’oro!
La pura luce restituite!
Wotan
(sul punto di mettere il piede sul ponte si arresta e si volta)
Welch’ Klagen klingt zu mir her? Che pianto arriva qui fino a me?
Loge
(scrutando giù nella valle)
Des Rheines Kinder
beklagen des Goldes Raub!
Le fanciulle del Reno
lamentano il furto dell’anello!
Wotan
Verwünschte Nicker! Odiose ninfe!
(a Loge)
Wehre ihrem Geneck! Ferma le loro insolenze!
Loge
(gridando giù nella valle)
Ihr da im Wasser,
was weint ihr herauf?
Hört, was Wotan euch wünscht.
Glänzt nicht mehr
euch Mädchen das Gold,
in der Götter neuem Glanze
sonnt euch selig fortan!
Ehi voi là nell’acqua,
a che gemete fino su a noi?
Ascoltate l’augurio di Wotan per voi!
Se ormai non più splende
a voi fanciulle l’oro,
al nuovo splendore degli dèi
scaldatevi beate da oggi!
(Gli dèi ridono forte e poi passano sul ponte)
Le tre figlie del Reno
(dal profondo)
Rheingold! Rheingold!
Reines Gold!
O leuchtete noch
in der Tiefe dein lautrer Tand!
Traulich und treu
ist’s nur in der Tiefe:
falsch und feig
ist, was dort oben sich freut!
Oro del Reno! Oro!
Oro puro!
O se raggiasse ancora
nel profondo il tuo intatto gioiello!
Il vero e fedele
solo sta nel profondo:
falso e vile
è ciò che esulta là in alto!
(Mentre tutti gli dèi si avviano sul ponte verso la rocca, cala il sipario.)
(Traduzione italiana di Franco Serpa)

(1) Testo tratto dal programma di sala della Fondazione Teatro alla Scala,
Milano, Teatro alla Scala, 24 giugno 2013

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Ultimo aggiornamento 24 aprile 2024