Tout n'est qu'images fugitives, WWV 58

Melodia in si bemolle maggiore per voce e pianoforte

Musica: Richard Wagner (1813 - 1883)
Testo: Jean Reboul
Organico: voce, pianoforte
Composizione: Parigi, autunno 1839
Guida all'ascolto (nota 1)

Le romanze francesi di Wagner - mezza dozzina in tutto - non spostano di una virgola la nostra conoscenza del grande musicista e sono tutt'al più una curiosità. Ciò non toglie che la loro dignità artigianale mostri più di un motivo di interesse se messa in relazione con un conflitto in esse latente fin dall'origine: quello tra la volontà di compiacere, senza peraltro riuscirci, il gusto di un pubblico particolare (di cui, va aggiunto, Wagner aveva un'idea vagamente preconcetta) e la necessità di non tradire del tutto le proprie ambizioni. Ambizioni che non partivano affatto dal desiderio di seguire le tracce del Lied romantico tedesco — a Parigi, fra l'altro, non proprio disprezzato - ma semmai di uniformarsi allo stile medio della romanza da salotto, ricalcato sui moduli espressivi dell'opera francese.

Tout n'est qu'images fugitives... (soupir), su testo di Jean Reboul (1796-1964), potrebbe essere, non solo nel titolo, un pezzo pianistico di Liszt provvisto di un commento esplicativo. È il pianoforte, infatti, a creare il clima agitato del brano nelle quatto battute introduttive e ad accompagnare con i suoi arpeggi la scettica meditazione del canto, che anela alle altezze del cielo e ricade in una plumbea rassegnazione terrena. Resta semmai da notare, in aggiunta all'incalzante scrittura pianistica, il tratto plastico con cui la linea del canto plasma l'ampollosità sospirosa del testo, stemperandone il turgore in un disegno di levigata compostezza, reso appena più solenne nella chiusa, prima scolpita, poi evanescente.

Sergio Sablich

Testo

Tout n'est qu'images fugitives Solo immagini fuggitive
Tout n'est qu'images fugitives;
coupe d'amertume ou de miel,
chansons joyeuses ou plaintives
abusent des lèvres fictives;
il n'est rien de vrai, que le ciel;
Tout soleil nait, s'élève et tombe
tout trône est artificiel,
la plus haute gloire succombe,
tout s'épanouit pour la tombe,
et rien n'est brillant que le ciel,
Navigateur d'un jour d'orage,
jouet des vagues, le mortel,
repoussé de chaque rivage,
ne voit qu'écueils sur son passage,
et rien n'est calme que le ciel!
Solo immagini fuggitive;
coppa d'amarezza o di miele,
canzoni allegre o lamentose
abusano di labbra fittizie;
non c'è niente di vero se non il cielo!
Ogni sole nasce, si leva e tramonta;
ogni trono è artificiale,
la gloria più alta soccombe,
tutto sboccia per la tomba
e niente brilla se non il cielo.
Nocchiero di un giorno di burrasca,
trastullo delle onde, il mortale,
respinto da ogni riva,
non vede che scogli sul suo passaggio,
e niente è calmo se non il cielo!
Traduzione di Maria Pia Ludovisi Bruzzese

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 12 maggio 2000

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Ultimo aggiornamento 14 ottobre 2026