Götterdämmerung, WWV 86d

Testo del libretto (nota 1)

Prologo
Sulla rupe delle Walkirie
(La scena è la stessa del finale della seconda giornata)
(Notte. Dal buio dello sfondo lampeggia un bagliore di fuoco. – Le tre Norne, alte figure femminili in lunghe vesti, scure e leggere, con ampie pieghe. La prima (la più anziana) si trova sulla destra, sotto i larghi rami dell’abete, al proscenio; la seconda (più giovane) è distesa su una panca di pietra davanti all’antro roccioso; la terza (la più giovane) siede al centro dello sfondo su un tronco di roccia al margine dell’altura. Per un certo tempo domina un cupo silenzio)
Prima Norna
(restando immobile)
Welch Licht leuchtet dort? Che luce lampeggia laggiù?
Seconda Norna
Dämmert der Tag schon auf? Già si leva il giorno?
Terza Norna
Loges Heer
lodert feurig um den Fels.
Noch ist’s Nacht.
Was spinnen und singen wir nicht?
È la schiera di Loge
che arde attorno alla rupe.
Ancora è notte.
Perché non filiamo cantando?
Seconda Norna
(alla prima)
Wollen wir spinnen und singen,
woran spannst du das Seil?
Se vogliamo filare cantando,
a che la fune tu tendi?
Prima Norna
(si alza e durante il suo canto allaccia a un ramo dell’abete uno dei capi di una fune d’oro)
So gut und schlimm es geh’,
schling’ ich das Seil und singe. –
An der Weltesche
wob ich einst,
da groß und stark
dem Stamm entgrünte
weihlicher Äste Wald;
im kühlen Schatten
rauscht’ ein Quell,
Weisheit raunend
rann sein Gewell:
da sang ich heil’gen Sinn.
Ein kühner Gott
trat zumTrunk an den Quell;
seiner Augen eines
zahlt er als ewigen Zoll.
Von der Weltesche
brach da Wotan einen Ast;
eines Speeres Schaft
entschnitt der Starke dem Stamm.
In langer Zeiten Lauf
zehrte die Wunde den Wald;
falb fielen die Blätter,
dürr darbte der Baum:
traurig versiegte
des Quelles Trank;
trüben Sinnes
ward mein Gesang.
Doch web’ ich heut’
an der Weltesche nicht mehr,
muß mir die Tanne
taugen, zu fesseln das Seil:
singe, Schwester,
– dir werf ich’s zu –
weißt du wie das wird?
Bene o male che vada,
la fune avvolgo e canto. –
Accanto al frassino eterno
tessevo un giorno,
quando grande e gagliardo
verdeggiava dal tronco
di sacri rami un bosco;
nell’ombra fresca
mormorava una fonte,
saggezza suggeriva
scorrendo l’acqua:
e il sacro senso io ne cantavo.
Un intrepido iddio
venne alla fonte per bere;
uno degli occhi
donò per eterno tributo.
Dal frassino del mondo
spezzò Wotan un ramo;
l’asta di una lancia
recise quel forte dal tronco.
Nel lungo corso dei tempi
il taglio inaridì la selva;
giallo cadde il fogliame,
disseccato l’albero morì:
triste si esaurì
il getto della fonte;
di senso oscuro
diventò il mio canto.
Ma se oggi non più
presso il frassino io filo,
deve bastarmi l’abete
a fissare la fune:
canta, sorella,
– ecco, la getto –
sai come andrà?
Seconda Norna
(la fune che le è stata lanciata, la avvolge a una pietra sporgente dalla rupe presso l’entrata della caverna)
Treu berat’ner
Verträge Runen
schnitt Wotan
in des Speeres Schaft:
den hielt er als Haft der Welt.
Ein kühner Held
zerhieb im Kampfe den Speer
in Trümmer sprang
der Verträge heiliger Haft.
Da hieß Wotan
Walhalls Helden,
der Weltesche
welkes Geäst
mit dem Stamm in Stücke zu fällen:
die Esche sank;
ewig versiegte der Quell.
Feßle ich heut’
an dem scharfen Fels das Seil:
singe, Schwester,
– dir werf ich’s zu –
weißt du wie das wird?
Rune di patti
fermi e fedeli
Wotan incise
nell’asta della lancia:
che egli strinse a possesso del mondo.
Un intrepido eroe
in duello infranse la lancia;
in frantumi volò
il sacro legame dei patti.
Comandò allora Wotan
agli eroi del Walhall
di abbattere a pezzi col tronco
i disseccati rami
del frassino del mondo:
l’albero cadde;
per sempre s’inaridì la fonte.
Se alla tagliente roccia
oggi io fisso la fune:
canta, sorella,
– ecco, la getto –
sai come andrà?
Terza Norna
(afferra la fune e ne getta un capo dietro di sé)
Es ragt die Burg,
von Riesen gebaut:
mit der Götter und Helden
heiliger Sippe
sitzt dort Wotan im Saal.
Gehau’ner Scheite
hohe Schicht
ragt zuhauf’
rings um die Halle:
die Weltesche war dies einst!
Brennt das Holz
heilig brünstig und hell,
sengt die Glut
sehrend den glänzenden Saal,
der ewigen Götter Ende
dämmert ewig da auf. –
Wisset ihr noch?
So windet von neuem das Seil;
von Norden wieder
werf’ ich’s dir nach:
spinne, Schwester, und singe!
Si innalza la rocca,
fatica dei giganti:
con la sacra schiera
degli dei e degli eroi
siede Wotan là nella sala.
Di infranti ceppi
alta catasta
si ammassa enorme
intorno alla reggia:
quello era il frassino un tempo!
Arde la legna
sacra in un chiaro incendio,
distrugge la vampa
vorace la splendida sala,
ecco, la fine degli eterni
dei eterna albeggia. –
Altro sapete?
Allora avvolgete di nuovo la fune;
da nord ancora
la getto a te:
fila, sorella, e canta!
(Getta la fune alla seconda Norna. Questa la rimanda alla prima, che libera la fune dal ramo e di nuovo la lega ad un altro ramo)
Prima Norna
[mentre è occupata con la fune]
(guardando all’indietro)
Dämmert der Tag?
Oder leuchtet die Lohe?
Getrübt trügt sich mein Blick;
nicht hell eracht’ ich
das heilig Alte,
da Loge einst
brannte in lichter Glut.
Weißt du, was aus ihm ward?
Si fa giorno?
O splende l’incendio?
Turbato si confonde il mio sguardo;
non chiaro osservo
il sacro passato,
quando Loge un giorno
divampò in fulgore di fuoco.
Sai tu che ne avvenne?
Seconda Norna
(legando di nuovo alla roccia la fune lanciata)
Durch des Speeres Zauber
zähmte ihn Wotan;
Räte raunt’ er dem Gott:
an des Schaftes Runen,
frei sich zu raten,
nagte zehrend sein Zahn:
da mit des Speeres
zwingender Spitze
bannte ihn Wotan,
Brünnhildes Fels zu umbrennen. –
Weißt du was aus ihm wird?
Con la magia della lancia
lo sottomise Wotan;
moniti mormorò quello al dio:
e per trovarsi libero
róse le rune dell’asta
il dente suo avido:
allora con la punta
potente della lancia
l’adescò Wotan
a coronare di fiamme la rupe di Brünnhilde. –
Sai che sarà di lui?
(Getta la fune alla terza Norna: questa la rilancia dietro di sé)
Terza Norna
Des zerschlag’nen Speeres
stechende Splitter
taucht einst Wotan
dem Brünstigen tief in die Brust:
zehrender Brand
zündet da auf;
den wirft der Gott
in der Weltesche
zuhauf geschichtete Scheite. –
Wollt ihr wissen
wann das wird?
Schwinget, Schwestern, das Seil! –
Dell’infranta lancia
le taglienti schegge
Wotan le spinge un giorno
nel petto all’infuocato:
avido un rogo
deflagra;
lo spinge il dio
su gli ammucchiati tronchi
del frassino del mondo. –
Volete apprendere
quando sarà?
Tirate, sorelle, la fune! –
(Getta indietro la fune; la seconda Norna la riavvolge e di nuova la getta alla prima)
Prima Norna
(di nuova annodando la fune)
Die Nacht weicht;
nichts mehr gewahr’ ich:
des Seiles Fäden
find’ ich nicht mehr;
verflochten ist das Geflecht.
Ein wüstes Gesicht
wirrt mir wütend den Sinn:
das Rheingold
raubteAlberich einst:
weißt du was aus ihm ward?
La notte cede;
io nulla più scorgo:
i fili della fune
più non ritrovo;
si aggroviglia l’intreccio.
Una confusa immagine
turba assillante i miei sensi:
rubò Alberich un giorno
l’oro del Reno:
sai che ne avvenne?
Seconda Norna
(con fretta affannata avvolge la fune attorno ad una tagliente sporgenza dell’antro)
Des Steines Schärfe
schnitt in das Seil;
nicht fest spannt mehr
der Fäden Gespinst;
verwirrt ist das Geweb’.
Aus Not und Neid
ragt mir des Niblungen Ring:
ein rächender Fluch
nagt meiner Fäden Geflecht.
L’aguzza pietra
penetrò nella fune;
saldi più non si tendono
i nodi dei fili;
sconnessa ne è la trama.
Da afflizione e odio sorge
l’anello del Nibelungo contro me:
una maledizione
rode l’intreccio dei fili.
(Gettando la fune alla terza Norna)
Weißt du, was daraus wird? Sai tu che ne avverrà?
Terza Norna
(afferrando in fretta la fune lanciata)
Zu locker das Seil!
Mir langt es nicht.
Soll ich nach Norden
neigen das Ende,
straffer sei es gestreckt!
Troppo fiacca la fune!
Non mi arriva.
Se verso il nord
devo piegarne il capo,
si distenda decisa!
(Tira a sé con forza la fune, che si spezza)
Es riß! Spezzata!
Seconda Norna
Es riß! Spezzata!
Prima Norna
Es riß! Spezzata!
(Atterrite le Norne balzano in piedi e si riuniscono nel centro della scena)
(Raccolgono i pezzi della fune strappata e con essi legano i loro corpi l’uno all’altro)
Le tre Norne
Zu End’ ewiges Wissen!
Der Welt melden
Weise nichts mehr.
Hinab zur Mutter, hinab!
L’eterno sapere è finito!
Al mondo ormai più nulla
annunciano le sagge.
Giù alla madre, giù!
(Scompaiono)
(La luce del giorno, che aveva cominciato da poco a farsi più chiara, giunge ora al massimo splendore e offusca il bagliore del fuoco nello sfondo)
(Siegfried e Brünnhilde escono dall’antro roccioso. Siegfried è completamente armato, lei tiene il cavallo per la briglia)
Brünnhilde
Zu neuen Taten,
teurer Helde,
wie liebt’ ich dich,
ließ ich dich nicht?
Ein einzig Sorgen
läßt mich säumen,
daß dir zu wenig
mein Wert gewann!
Was Götter mich wiesen,
gab ich dir:
heiliger Runen
reichen Hort;
doch meiner Stärke
magdlichen Stamm
nahm mir der Held,
dem ich nun mich neige.
Des Wissens bar,
doch des Wunsches voll;
an Liebe reich,
doch ledig der Kraft,
mögst du die Arme
nicht verachten,
die dir nur gönnen,
nicht geben mehr kann!
Se a nuove gesta,
diletto eroe,
non ti lasciassi,
potrei amarti?
Solo una pena
mi fa indugiare,
che tu dal mio valore
ben poco ottenga!
Ciò che gli dei m’insegnarono,
io a te l’ho dato:
di sacre rune
ricco tesoro;
ma la virginea fonte
della mia forza
ora all’eroe appartiene
a cui obbedisco.
Priva di sapere,
ma piena di passione;
ricca d’amore,
ma povera di forza,
questa misera
non vorrai spregiare
che solo il suo favore
e nulla altro può darti!
Siegfried
Mehr gabst du Wunderfrau,
als ich zu wahren weiß.
Nicht zürne, wenn dein Lehren
mich unbelehret ließ!
EinWissen doch wahr’ ich wohl:
daß mir Brünnhilde lebt;
eine Lehre lernt ich leicht:
Brünnhildes zu gedenken! –
Più mi hai dato, o sublime,
di quanto io so tenere.
Non adirarti, se la tua dottrina
indòtto mi ha lasciato!
Ma un pensiero trattengo:
vive per me Brünnhilde;
mi è facile un’idea:
ricordare Brünnhilde! –
Brünnhilde
Willst du mir Minne schenken,
gedenke deiner nur,
gedenke deiner Taten:
gedenk’ des wilden Feuers,
das furchtlos du durchschrittest,
da den Fels es rings umbrann!
Se amore vuoi donarmi,
ricorda te soltanto,
ricorda le tue gesta:
ricorda la furia del fuoco,
quando impavido passasti
nell’incendio coronante la rupe!
Siegfried
Brünnhilde zu gewinnen! Per conquistare Brünnhilde!
Brünnhilde
Gedenk’ der beschildeten Frau,
die in tiefem Schlaf du fandest,
der den festen Helm du erbrachst!
Ricorda la donna in armi,
immersa in sonno profondo,
cui il solido elmo infrangesti!
Siegfried
Brünnhilde zu erwecken! Per risvegliare Brünnhilde!
Brünnhilde
Gedenk’ der Eide,
die uns einen;
gedenk’ der Treue,
die wir tragen;
gedenk’ der Liebe,
der wir leben:
Brünnhilde brennt dann ewig
heilig dir in der Brust.
Ricorda i giuramenti
che ci uniscono,
la fedeltà ricorda,
nostra forza,
e l’amore ricorda,
nostra vita:
brucia così Brünnhilde nel tuo petto
a te sacra per sempre.
(Stringe Siegfried in un abbraccio)
Siegfried
Laß’ ich, Liebste, dich hier
in der Lohe heiliger Hut,
zum Tausche deiner Runen
reich’ ich dir diesen Ring.
Se ora, mia amata, ti lascio
nella sacra custodia delle fiamme,
in cambio della tua sapienza
questo anello ti porgo.
(Ha tolto l’anello di Alberich dal suo dito e ora lo consegna a Brünnhilde)
Was der Taten je ich schuf,
dess’ Tugend schließt er ein.
Ich erschlug einen wilden Wurm,
der grimmig lang ihn bewacht.
Nun wahre du seine Kraft
als Weihegruß meiner Treu!
Di quante imprese io feci,
qui il valore è racchiuso.
Uccisi un serpe crudele,
che truce a lungo lo custodì.
Resti in te la sua forza,
santa promessa della mia fede!
Brünnhilde
(colma di emozione si infila l’anello)
Ihn geiz’ ich als einziges Gut!
Für den Ring nimm nun auch mein Roß!
Ging sein Lauf mit mir
einst kühn durch die Lüfte, –
mit mir
verlor es die mächt’ge Art;
über Wolken hin
auf blitzenden Wettern
nicht mehr
schwingt es sich mutig des Wegs.
Doch wohin du ihn führst,
sei es durchs Feuer,
grauenlos folgt dir Grane:
denn dir, o Helde,
soll es gehorchen.
Du hüt’ ihn wohl;
er hört dein Wort:
o bringe Grane
oft Brünnhildes Gruß!
Gelosa lo tengo per mio unico bene!
Per l’anello prendi il mio destriero!
Faceva con me una volta
le sue corse ardito nel vento, –
con me
ha perso il suo istinto potente;
oltre le nubi
in bufere, tra lampi
mai più
vola deciso alla meta.
Ma dove tu lo conduci,
sia pure nel fuoco,
animoso Grane ti segue:
a te solo, o eroe,
egli deve obbedire.
Sii suo custode;
la tua parola comprende:
oh, rechi a te Grane
di Brünnhilde il saluto!
Siegfried
Durch deine Tugend allein
soll so ich Taten noch wirken?
Meine Kämpfe kiesest du,
meine Siege kehren zu dir:
auf deines Rosses Rücken,
in deines Schildes Schirm,
nicht Siegfried acht ich mich mehr,
ich bin nur Brünnhildes Arm.
Col tuo coraggio soltanto
compirò io le mie imprese?
Hai scelto tu le mie lotte,
tornano a te le vittorie:
in sella al tuo cavallo,
difeso dal tuo scudo,
io non mi credo più Siegfried;
non sono che il braccio di Brünnhilde!
Brünnhilde
O wäre Brünnhild’ deine Seele! Oh, il tuo animo fosse Brünnhilde!
Siegfried
Durch sie entbrennt mir der Mut. Per lei arde il valore in me.
Brünnhilde
So wär’st du Siegfried und Brünnhild’? Saresti dunque Siegfried e Brünnhilde?
Siegfried
Wo ich bin, bergen sich beide. Dove son io, sono al sicuro entrambi.
Brünnhilde
So verödet mein Felsensaal? Deserto allora il mio asilo di roccia?
Siegfried
Vereint faßt er uns zwei! Uniti ci circonda tutti e due!
Brünnhilde
(in grande emozione)
O heilige Götter!
Hehre Geschlechter!
Weidet eu’r Aug’
an dem weihvollen Paar!
Getrennt – wer will es scheiden?
Geschieden – trennt es sich nie!
O santi dei!
Nobile stirpe!
Si sazi il vostro occhio
con la coppia eletta!
Disgiunta – chi può dividerla?
Divisa – non si disgiunge mai!
Siegfried
Heil dir, Brünnhilde,
prangender Stern!
Heil, strahlende Liebe!
Saluto te, Bünnhilde,
splendente stella!
Salve, amore raggiante!
Brünnhilde
Heil dir, Siegfried,
siegendes Licht!
Heil, strahlendes Leben!
Saluto te, Siegfried,
luce di trionfo!
Salve, vita raggiante!
Insieme
Heil! Heil! Heil! Heil! Salve! Salve! Salve! Salve!
(Siegfried guida il cavallo giù per la rupe; emozionata Brünnhilde lo segue a lungo con lo sguardo dal margine dell’altura. Dal fondo si ode il suono vivace del corno di Siegfried. Ella continua a guardarlo giù nel fondo e lo saluta con cenni di entusiasmo. Dal suo gioioso sorriso si immagina la visione dell’eroe che allegramente si allontana.)
(Cala il sipario)
Primo atto
(La reggia dei Ghibicunghi lungo il Reno. Essa è interamente aperta verso il fondo. Una spianata libera fino al fiume occupa il fondo stesso; alture rocciose circondano l’acqua. –
Da un lato Gunther e Gutrune sul trono, davanti al quale c’è una tavola con boccali e coppe; di fronte sta seduto Hagen)
Gunther
Nun hör’, Hagen!
Sage mir, Held:
sitz’ ich herrlich am Rhein,
Gunther zu Ghibichs Ruhm?
Hagen, ascolta!
Dimmi tu, eroe:
presso al Reno siedo sovrano
io Gunther a gloria di Ghibich?
Hagen
Dich echt genannten
acht’ ich zu neiden:
die beid’ uns Brüder gebar,
Frau Grimhild’ ließ mich’s begreifen.
Hai il nome legittimo
e ti credo degno d’invidia:
Grimhilde signora che noi partorì
fratelli, volle che ben l’intendessi.
Gunther
Dich neide ich:
nicht neide mich du!
Erbt’ ich Erstlingsart,
Weisheit ward dir allein:
Halbbrüderzwist
bezwang sich nie besser;
deinem Rat nur red ich Lob,
frag’ ich dich nach meinem Ruhm.
Io invidio te:
e nulla tu hai da invidiarmi!
Se sono io primogenito erede,
solo a te toccò la saggezza:
confronto di fratellastri
non si risolse mai meglio;
al tuo senno rendo io lode,
se domando a te del mio onore.
Hagen
So schelt’ ich den Rat,
da schlecht noch dein Ruhm:
denn hohe Güter weiß ich,
die der Ghibichung noch nicht gewann.
Biasimo dunque il mio senno,
perché fiacca è ancora la fama:
insigni tesori conosco
che il Ghibicungo ancora non possiede.
Gunther
Verschwiegst du sie,
so schelt’ auch ich.
Se a me li hai taciuti,
lo biasimo anch’io.
Hagen
In sommerlich reifer Stärke
seh’ ich Ghibichs Stamm,
dich, Gunther, unbeweibt,
dich, Gutrun’, ohne Mann.
Nella matura forza dell’estate
vedo la stirpe di Ghibich,
te, Gunther, non sposato,
te, Gutrune, senza sposo.
(Gunther e Gutrune sono immersi in silenziosi pensieri)
Gunther
Wen rätst du nun zu frein,
daß unsrem Ruhm es fromm’?
Chi tu consigli di scegliere,
sì che alla nostra fama giovi?
Hagen
Ein Weib weiß ich,
das herrlichste der Welt:
auf Felsen hoch ihr Sitz;
ein Feuer umbrennt ihren Saal:
nur wer durch das Feuer bricht,
darf Brünnhildes Freier sein.
Una donna conosco,
la più splendida al mondo:
alta su rupi ha la sede;
un fuoco incorona la sala:
sposo sarà di Brünnhilde,
solo chi passa in quel fuoco.
Gunther
Vermag das mein Mut zu bestehn? Può affrontarlo il mio animo?
Hagen
Einem Stärk’ren noch ist’s nur bestimmt. È destinato solo a un più forte.
Gunther
Wer ist der streitlichste Mann? Chi è l’uomo così valoroso?
Hagen
Siegfried, der Wälsungen Sproß:
der ist der stärkste Held.
Ein Zwillingspaar,
von Liebe bezwungen,
Siegmund und Sieglinde
zeugten den echtesten Sohn:
der im Walde mächtig erwuchs,
den wünsch’ ich Gutrun’ zum Mann.
Siegfried, virgulto dei Wälsìdi:
è lui l’imbattibile eroe.
Da due figli gemelli,
indótti da amore,
Siegmund e Sieglinde,
nacque il figlio più puro:
lui che forte crebbe nei boschi,
assegno a Gutrune per sposo.
Gutrune
(cominciando intimidita)
Welche Tat schuf er so tapfer,
daß als herrlichster Held er genannt?
Che atto ardito ha compiuto
da esser detto il più superbo eroe?
Hagen
Vor Neidhöhle
den Niblungenhort
bewachte ein riesiger Wurm:
Siegfried schloß ihm
den freislichen8 Schlund,
erschlug ihn mit siegendem Schwert.
Solch’ ungeheurer Tat
enttagte des Helden Ruhm.
A Neidhöhle
sull’oro del Nibelungo
vigilava un enorme drago:
Siegfried gli chiuse
la gola terribile,
lo scannò con vittoriosa spada.
L’atto magnifico è questo
da cui è sorta la fama dell’eroe.
Gunther
(riflettendo)
Vom Niblungenhort vernahm ich:
er birgt den neidlichsten Schatz?
Di quell’oro sapevo:
racchiude un tesoro invidiato?
Hagen
Wer wohl ihn zu nützen wüßt’,
dem neigte sich wahrlich die Welt.
Chi lo sappia bene adoprare,
davvero obbedisce a lui il mondo.
Gunther
Und Siegfried hat ihn erkämpft? E lottando Siegfried l’ottenne?
Hagen
Knecht sind die Niblungen ihm. I Nibelunghi sono suoi servi.
Gunther
Und Brünnhild’ gewänne nur er? Egli solo sa conquistare Brünnhilde?
Hagen
Keinem and’ren wiche die Brunst. A nessun altro cederebbe l’incendio.
Gunther
(contrariato si alza dal suo seggio)
Was weckst du Zweifel und Zwist?
Was ich nicht zwingen soll,
darnach zu verlangen
machst du mir Lust?
A che risvegli dubbi e dissensi?
Proprio ciò che non so conseguire,
tu in me ecciti il gusto
di desiderare?
(Cammina agitato su e giù per la sala.
(Hagen senza lasciare il suo seggio trattiene con un cenno nascosto Gunther quando questi si trova di nuovo vicino a lui)
Hagen
Brächte Siegfried
die Braut dir heim,
wär’ dann nicht Brünnhilde dein?
Se ti portasse Siegfried
qui in casa la sposa,
tua così non sarebbe Brünnhilde?
Gunther
(gli volge di nuovo le spalle, incerto e irritato)
Was zwänge den frohen Mann
für mich die Braut zu frein?
Chi può obbligare quel lieto eroe
a conquistare per me la sposa?
Hagen
(come prima)
Ihn zwänge bald deine Bitte,
bänd’ ihn Gutrun’ zuvor.
La tua domanda può obbligarlo,
se Gutrune legato a sé l’avesse.
Gutrune
Du Spötter, böser Hagen!
Wie sollt’ ich Siegfried binden?
Ist er der herrlichste
Held der Welt,
der Erde holdeste Frauen
friedeten längst ihn schon.
Un beffatore sei, Hagen maligno!
Come potrei legare Siegfried?
S’egli è l’eroe
più nobile del mondo,
le donne più elette della terra
l’avranno circuito ormai da tempo.
Hagen
(si china con confidenza verso Gutrune)
Gedenk’ des Trankes im Schrein; Ricorda il filtro nello scrigno;
(più misteriosamente)
vertraue mir, der ihn gewann:
den Helden, des du verlangst,
bindet er liebend an dich.
confida in me, io l’ho trovato:
l’eroe che tu desideri,
lo lega innamorato a te.
(Gunther si è di nuovo avvicinato alla tavola e appoggiandosi ad essa, ascolta con attenzione)
Träte nun Siegfried ein,
genöß’ er des würzigen Tranks –
daß vor dir ein Weib er ersah,
daß je ein Weib ihm genaht,
vergessen müßt er dess’ ganz.
Nun redet: –
wie dünkt euch Hagens Rat?
Entrasse ora Siegfried,
gustasse l’aromatica bevanda –
che prima di te altra donna abbia visto,
che mai l’abbia toccato una donna,
tutto completamente scorderebbe.
Ditemi ora: –
del consiglio di Hagen che pensate?
Gunther
(alzandosi animato)
Gepriesen sei Grimhild’,
die uns den Bruder gab!
Sia lode a Grimhilde,
che ci diede il fratello!
Gutrune
Möcht’ ich Siegfried je ersehn! Siegfried, vorrei vederlo un giorno!
Gunther
Wie fänden [suchten] ihn wir auf? C’è modo di incontrarlo [trovarlo]?
(Dal fondo a sinistra arriva un suono di corno. Hagen ascolta)
Hagen
Jagt er auf Taten
wonnig umher,
zum engen Tann
wird ihm die Welt:
wohl stürmt er in rastloser Jagd
auch zu Ghibichs Strand an den Rhein.
Se sorridente in giro
va a caccia di vittorie,
il mondo gli diventa
solo un misero bosco:
nelle sue cacce sfrenate
piomberà anche alla riva di Ghibich sul Reno.
Gunther
Willkommen hieß ich ihn gern. Felice gli darei il benvenuto.
(Il suono del corno più vicino, ma sempre lontano. I due ascoltano. Hagen si avvicina in fretta alla riva.)
Gunther
Vom Rhein her tönt das Horn. Suoni di corno giungono dal Reno.
Hagen
(scruta il fiume a valle e grida voltandosi)
In einem Nachen Held und Roß:
der bläst so munter das Horn.
In una barca il cavallo e l’eroe:
è lui che allegro soffia nel corno.
(Gunther resta indietro a metà strada ascoltando)
Hagen
Ein gemächlicher Schlag, –
wie von müßiger Hand,
treibt jach den Kahn
wider den Strom;
so rüstiger Kraft
in des Ruders Schwung
rühmt sich nur der,
der denWurm erschlug.
Siegfried ist es, sicher kein andrer!
A comodi colpi, –
come di mano indolente,
avanza lesta la barca
contro corrente;
di tanto vigore
nel moto dei remi
si vanta solo colui
che uccise il drago.
È Siegfried, non è nessun altro!
Gunther
Jagt er vorbei? Passa cacciando?
Hagen
(nel cavo delle mani grida verso il fiume)
Hoiho! Wohin,
du heitrer Held?
Hoiho! Dove vai,
o eroe gioioso?
Voce di Siegfried
(da lontano)
Zu Ghibichs starkem Sohne. Dal forte figlio di Ghibich.
(Appare Siegfried nella barca presso la riva.)
Hagen
Zu seiner Halle entbiet’ ich dich.
Hieher! Hier lege an!
Heil! Heil Siegfried, teurer Held!
Alla sua reggia io ti convoco.
Vieni! Attracca qui!
Salve! Siegfried salve, eroe diletto!
(Siegfried approda con la barca. Hagen incatena salda la barca alla riva. Siegfried salta con il cavallo sulla spiaggia)
Scena seconda
(Gunther è andato alla spiaggia verso Hagen. Dal suo trono Gutrune fissa Siegfried con stupita ammirazione.
Gunther vuole offrire il suo saluto amichevole. Tutti sono immobili in muta contemplazione reciproca)
Siegfried
(Siegfried appoggiato al cavallo resta fermo tranquillamente presso la barca)
Wer ist Ghibichs Sohn? Chi è il figlio di Ghibich?
Gunther
Gunther, ich, den du suchst. Io sono Gunther, quello che cerchi.
Siegfried
Dich hört’ ich rühmen
weit am Rhein:
nun ficht mit mir,
oder sei mein Freund!
Della tua fama ho udito
grande sul Reno:
scóntrati ora con me,
o sii mio amico!
Gunther
Laß den Kampf!
Sei willkommen!
Nessun duello!
Sii il benvenuto!
Siegfried
(tranquillo guarda in giro)
Wo berg’ ich mein Roß? Un riparo per il cavallo?
Hagen
Ich biet’ ihm Rast. Gli do io ristoro.
Siegfried
(girandosi verso Hagen)
Du riefst mich Siegfried:
sahst du mich schon?
Mi hai chiamato Siegfried:
tu mi avevi già visto?
Hagen
Ich kannte dich nur
an deiner Kraft.
Solo per la tua forza
ti ho conosciuto.
Siegfried
(gli consegna il cavallo)
Wohl hüte mir Grane!
Du hieltest nie
von edlerer Zucht
am Zaume ein Roß.
Cura bene il mio Grane!
Tu mai reggesti
alla briglia un cavallo
di più nobile razza.
(Hagen porta via il cavallo. Mentre Siegfried pensieroso lo segue con lo sguardo, anche Gutrune per un cenno di Hagen e senza che Siegfried la noti si allontana per una porta a sinistra verso la propria stanza.
Gunther entra nell’atrio con Siegfried a cui ha fatto il gesto di invito)
Gunther
Begrüße froh, o Held,
die Halle meines Vaters;
wohin du schreitest,
was du ersiehst,
das achte nun dein Eigen;
dein ist mein Erbe,
Land und Leut’:
hilf, mein Leib,meinem Eide!
Mich selbst geb’ ich zum Mann.
Con gioia, eroe, saluta
la reggia di mio padre;
ove tu vada,
quel che tu veda,
sappi che ti appartiene;
tuo è il mio patrimonio,
paese e popolo:
tu, mio corpo, conferma la promessa!
Me stesso ti do quale suddito.
Siegfried
Nicht Land noch Leute biete ich,
noch Vaters Haus und Hof:
einzig erbt’ ich
den eignen Leib;
lebend zehr’ ich den auf.
Nur ein Schwert hab ich,
selbst geschmiedet:
hilf, mein Schwert, meinem Eide!
Das biet’ ich mit mir zum Bund.
Non paese, non popolo ti offro,
né casa e corte di mio padre:
mio patrimonio unico
è il mio corpo,
che consumo vivendo.
Ho una spada soltanto,
che io stesso temprai:
tu, mia spada, conferma la promessa!
Con me te la offro in alleanza.
Hagen
(che è tornato indietro e ora sta alle spalle di Siegfried)
Doch des Niblungenhortes
nennt die Märe dich Herrn?
Ma narra voce che padrone
sei dell’oro dei Nibelunghi?
Siegfried
(girandosi verso Hagen)
Des Schatzes vergaß ich fast:
so schätz’ ich sein müß’ges Gut!
In einer Höhle ließ ich’s liegen,
wo einWurm es einst bewacht.
Del tesoro quasi mi scordavo:
tanto apprezzo il suo vuoto valore!
L’ho lasciato là in una caverna,
dove un tempo un drago lo vegliava.
Hagen
Und nichts entnahmst du ihm? E dal tesoro non hai preso nulla?
Siegfried
(indicando la rete di acciaio che ha appesa alla cintura)
Dies Gewirk, unkund seiner Kraft. Sì, questa maglia, e ne ignoro la forza.
Hagen
Den Tarnhelm kenn’ ich,
der Niblungen künstliches Werk:
er taugt, bedeckt er dein Haupt,
dir zu tauschen jede Gestalt;
verlangt dich’s an fernsten Ort,
er entführt flugs dich dahin. –
Sonst nichts entnahmst du dem Hort?
È il magico elmo, lo conosco,
dei Nibelunghi fatica laboriosa:
serve, se te ne copri il capo,
a mutarti in qualsiasi forma;
desideri un luogo lontanissimo,
lì ti rapisce a volo. –
Non hai preso niente altro dal tesoro?
Siegfried
Einen Ring. Un anello.
Hagen
Den hütest du wohl? Lo custodisci bene?
Siegfried
(con tenerezza)
Den hütet ein hehres Weib. Una donna sublime lo ha in custodia.
Hagen
(tra sé)
Brünnhild’! Brünnhilde!
Gunther
Nicht, Siegfried, sollst du mir tauschen:
Tand gäb’ ich für dein Geschmeid,
nähmst all’ mein Gut du dafür!
Ohn’ Entgelt dien’ ich dir gern.
Non fare, Siegfried, scambi con me:
per il gioiello ti darei un nulla,
se a me tutti i beni tu prendessi!
Senza compensi volentieri ti servo.
(Hagen si è avvicinato alla porta di Gutrune e ora la apre. Gutrune ne esce: porta un ricolmo boccale di corno e con questo si avvicina a Siegfried)
Gutrune
Willkommen, Gast,
in Ghibichs Haus!
Seine Tochter reicht dir den Trank.
Sii il benvenuto, ospite,
nella casa di Ghibich!
Sua figlia ti porge da bere.
Siegfried
(si inchina a lei gentilmente e prende il corno. Pensoso lo tiene davanti a sé. Sottovoce –)
Vergäß’ ich alles,
was du mir gabst,
von einer Lehre
laß’ ich doch nie:
den ersten Trunk
zu treuer Minne,
Brünnhilde, bring’ ich dir!
Se tutto obliassi
quel che m’hai dato,
c’è un precetto
che non abbandono:
il primo sorso
per l’amore vero,
a te, Brünnhilde, dedico!
(Beve con una lunga sorsata e restituisce il corno a Gutrune, la quale, vergognosa e smarrita, abbassa gli occhi davanti a lui)
Siegfried
(con un improvviso ardore di passione fissa lo sguardo su di lei)
Die so mit dem Blitz
den Blick du mir sengst,
was senkst du dein Auge vor mir?
Tu che con il tuo fuoco
lo sguardo mi accendi,
perché davanti a me abbassi gli occhi?
(Arrossendo Gutrune solleva gli occhi su di lui)
Ha, schönstes Weib!
Schließe den Blick!
Das Herz in der Brust
brennt mir sein Strahl:
zu feurigen Strömen fühl ich
ihn zehrend zünden mein Blut! –
Ah, donna stupenda!
Ferma il tuo sguardo!
Ha un raggio che mi brucia
il cuore in petto:
sento che in fiotti infuocati
mi infiamma e strugge il sangue! –
(Con voce tremante)
Gunther, wie heißt deine Schwester? Il nome, Gunther, di tua sorella?
Gunther
Gutrune. Gutrune.
Siegfried
(sottovoce)
Sind’s gute Runen,
die ihrem Aug’ ich entrate? –
Segni buoni saranno
quelli che nel suo occhio leggo? –
(Di slancio afferra Gutrune per la mano)
Deinem Bruder bot ich mich zum Mann:
der Stolze schlug mich aus;
trüg’st12 du wie er mir Übermut,
böt’ ich mich dir zum Bund?
A tuo fratello mi offersi quale suddito:
mi congedò il superbo;
tu, come lui, mi saresti sdegnosa,
se a te mi offrissi compagno?
(Gutrune abbassa umilmente il capo, e con un gesto come se si sentisse indegna di lui, lascia di nuovo la sala con passo vacillante. Siegfried, osservato attentamente da Hagen e Gunther, segue con gli occhi Gutrune come ammaliato; poi senza girarsi domanda)
Siegfried
Hast du, Gunther, ein Weib? Hai tu, Gunther, una donna?
Gunther
Nicht freit ich noch,
und einer Frau
soll ich mich schwerlich freun:
auf eine setzt’ ich den Sinn,
die kein Rat mir je gewinnt.
Sposo non sono ancora,
e da una donna
difficilmente avrò gioia:
la mia mente ho volto ad una sola,
che nessun mezzo a me procurerà.
Siegfried
(volgendosi verso di lui vivacemente)
Was wär’ dir versagt,
steh’ ich zu dir?
Che mai ti sarebbe vietato,
se io sono al tuo fianco?
Gunther
Auf Felsen hoch ihr Sitz, – Alta su rupi ha la sede, –
Siegfried
(stupito, e come per rammentarsi di qualcosa a lungo dimenticata, ripete sottovoce)
– auf Felsen hoch ihr Sitz? – alta su rupi ha la sede?
Gunther
ein Feuer umbrennt den Saal – un fuoco incorona la sala –
Siegfried
– ein Feuer umbrennt den Saal? – un fuoco incorona la sala?
Gunther
Nur wer durch das Feuer bricht, – Solo chi passa in quel fuoco, –
Siegfried
(interrompendolo in fretta e subito smettendo)
– nur wer durch das Feuer bricht? – solo chi passa in quel fuoco?
Gunther
– darf Brünnhildes Freier sein. – sposo sarà di Brünnhilde.
(Da un tacito gesto di Siegfried si comprende che al suono del nome di Brünnhilde la memoria in lui si dilegua del tutto)
Gunther
Nun darf ich den Fels nicht erklimmen,
das Feuer verglimmt mir nie!
Ma io non posso scalare la rupe,
il fuoco per me non si smorza!
Siegfried
(torna in sé da uno stato trasognato e si rivolge a Gunther con spavalda allegria)
Ich – fürchte kein Feuer,
für dich frei’ ich die Frau:
denn dein Mann bin ich,
und mein Mut ist dein, –
gewinn [erwerb] ich mir Gutrun’ zum Weib.
Io – non c’è fuoco ch’io tema,
prendo io per te quella donna:
perché sono tuo suddito,
e il mio coraggio è il tuo, –
se ottengo per sposa Gutrune.
Gunther
Gutrune gönn’ ich dir gerne. Gutrune ti cedo volentieri.
Siegfried
Brünnhilde bring’ ich dir! Brünnhilde io reco a te!
Gunther
Wie willst du sie täuschen? Come potrai ingannarla?
Siegfried
Durch des Tarnhelms Trug
tausch’ ich mir deine Gestalt.
Con la magia dell’elmo
cambio il mio aspetto col tuo.
Gunther
So stelle Eide zum Schwur! Il patto fissa con il giuramento!
Siegfried
Blutbrüderschaft
schwöre ein Eid!
Per fratellanza di sangue
si giuri un patto!
(Con vino fresco Hagen riempie un boccale di corno; Siegfried e Gunther si feriscono con le spade le braccia e le tengono per un momento sopra il boccale. Poi entrambi pongono due delle loro dita sul corno che Hagen continua a reggere in mezzo a loro)
Siegfried
Blühenden Lebens
labendes Blut
träufelt’ ich in den Trank.
Di vita fiorente
fresco sangue
ho stillato nel vino.
Gunther
Bruderbrünstig
mutig gemischt
blüh’ im Trank unser Blut!
Mischiato con forte
fervore fraterno
il sangue fiorisca nel vino!
Insieme
Treue trink’ ich dem Freund:
froh und frei
entblühe dem Bund
Blutbrüderschaft heut’!
Fede io brindo all’amico:
lieta e libera
oggi sbocci dal patto
la fratellanza di sangue!
Gunther
Bricht ein Bruder den Bund, Se un fratello rompe il legame,
Siegfried
Trügt den Treuen der Freund: Se vien meno alla fede l’amico:
Insieme
was in Tropfen heut’
hold wir tranken,
in Strahlen ström’ es dahin, –
fromme Sühne dem Freund!
quello che in gocce oggi
onesti bevemmo,
via a fiotti fluisca, –
pia espiazione all’amico!
Gunther
So – biet’ ich den Bund! Così – offro il patto!
Siegfried
So – trink’ ich dir Treu’! Così – fede a te brindo!
(Bevono uno dopo l’altro, ognuno una metà; poi Hagen, che nel corso del giuramento stava appoggiato in disparte, con la spada spezza il corno. Gunther e Siegfried si stringono la mano)
Siegfried
(a Hagen)
Was nahmst du am Eide nicht teil? Al giuramento non hai preso parte?
Hagen
Mein Blut verdürb’ euch den Trank;
nicht fließt mir’s echt
und edel wie euch:
störrisch und kalt
stockt’s in mir,
nicht will’s die Wange mir röten.
Drum bleib’ ich fern
vom feurigen Bund.
Il mio sangue vi infetterebbe il vino;
in me non scorre puro
e schietto come in voi:
grumoso e freddo
in me ristagna,
né sa dare rosso alle guance.
Dunque resto lontano
dall’ardente patto.
Gunther
(a Siegfried)
Laß den unfrohen Mann! Lascia quell’uomo scontento!
Siegfried
(si ricopre di nuovo con lo scudo)
Frisch auf die Fahrt!
Dort liegt mein Schiff: –
schnell führt es zum Felsen.
Pronti per partenza!
Là è il mio vascello: –
lesto ci reca alla rupe.
(Si avvicina a Gunther e gli spiega)
Eine Nacht am Ufer
harrst du im Nachen;
die Frau fährst du dann heim.
Per una notte a riva
attendi nella barca;
la sposa poi porti a casa.
(Si volge per partire e fa un cenno a Gunther che gli venga dietro)
Gunther
Rastest du nicht zuvor? Non ti riposi prima?
Siegfried
Um die Rückkehr ist’s mir jach. Ho furia di tornare.
(Si avvia alla riva per slegare il vascello)
Gunther
Du, Hagen! Bewache die Halle! Hagen! Fa’ la guardia alla reggia!
(Segue Siegfried alla riva. –
Mentre Siegfried e Gunther innalzano la vela nel vascello dopo averci deposto le armi, e preparano ogni cosa per il viaggio, Hagen prende lancia e scudo. All’uscio della sua stanza appare Gutrune proprio nel momento in cui Siegfried spinge il vascello, che arriva subito al centro della corrente)
Gutrune
Wohin eilen die Schnellen? Dove corrono in fretta?
Hagen
(mentre si siede comodamente con scudo e lancia davanti all’atrio)
Zu Schiff – Brünnhild’ zu frei’n. Al vascello – per prender sposa Brünnhilde.
Gutrune
Siegfried? Siegfried?
Hagen
Sieh’, wie’s ihn treibt,
zum Weib dich zu gewinnen.
Guarda che spinta è in lui
di conquistarti per moglie.
Gutrune
Siegfried – mein! Siegfried – mio!
(Vivamente emozionata torna nella sua stanza. – Siegfried ha afferrato il remo e ora con i colpi spinge la barca contro corrente, sì che questa presto esce del tutto fuor di vista)
Hagen
(siede, con le spalle appoggiate al pilastro dell’atrio, immobile)
Hier sitz’ ich zur Wacht,
wahre den Hof,
wehre die Halle dem Feind: –
Ghibichs Sohne
wehet der Wind,
auf Werben fährt er dahin. –
Ihm führt das Steuer
ein starker Held,
Gefahr ihm will er bestehn:
die eigne Braut
ihm bringt er zum Rhein;
mir aber bringt er den Ring!
Ihr freien Söhne,
frohe Gesellen,
segelt nur lustig dahin:
dünkt er euch niedrig,
ihr dient ihm doch,
des Niblungen Sohn.
Qui a veglia siedo,
vigilo la corte,
tutelo la reggia dai nemici: –
al figlio di Ghibich
spira il vento,
va egli a matrimonio. –
Per lui regge il timone
un forte eroe,
che dai pericoli lo salva:
sul Reno porta a lui
la sposa scelta;
ma a me porta l’anello!
Voi liberi figli,
lieti compagni,
via veleggiate allegri:
vi sembri pure oltraggio,
ma ora voi fate i servi
al figlio del Nibelungo.
(Una tenda, che sul proscenio faceva da cornice alla sala, si ricongiunge e impedisce agli spettatori la vista della scena)
Terza scena
(Il sipario si alza nuovamente. – L’altura rupestre, come nel Prologo)
(Brünnhilde siede sull’entrata del suo antro roccioso, osservando in pensoso silenzio l’anello di Siegfried. Presa da dolci ricordi, copre l’anello di baci. Si ode un tuono in lontananza; ella alza lo sguardo e ascolta.
Di nuovo si volge all’anello. Un lampo infuocato. Brünnhilde torna ad ascoltare e scruta in lontananza, da dove un cupo nembo temporalesco soffia verso il margine della rupe)
Brünnhilde
Altgewohntes Geräusch
raunt meinem Ohr die Ferne.
Ein Luftroß jagt
im Laufe daher;
auf der Wolke fährt es
wetternd zum Fels! –
Wer fand mich Einsame auf?
Suono noto da tempo
mi sussurra all’orecchio da lontano.
Un alato corsiero
a me vola nel vento;
sulla nube viaggia
in turbine verso la rupe! –
Chi mi scoprì qui sola?
Voce di Waltraute
(da lontano)
Brünnhilde! Schwester!
Schläfst oder wachst du?
Brünnhilde! Sorella!
Dormi? Sei sveglia?
Brünnhilde
(balza in piedi)
Waltrautes Ruf,
so wonnig mir kund! –
Il grido di Waltraute
riconosco con gioia! –
(gridando verso la scena)
Kommst du, Schwester?
Schwingst dich kühn zu mir her?
Sei tu, sorella?
Coraggiosa tu corri a me?
(Si affretta verso l’orlo della rupe)
Dort im Tann
– dir noch vertraut –
steige vom Roß
und stell’ den Renner zur Rast!
Là tra gli abeti
– ricordi ancora –
salta tu a terra
e fa’ riposare il cavallo!
(Corre nel bosco, da cui ci arriva un potente frastuono come un colpo di fulmine. In grande agitazione riappare con Waltraute Brünnhilde; ella si arresta emozionata e felice, senza far caso all’angosciato timore di Waltraute)
Kommst du zu mir?
Bist du so kühn,
magst ohne Grauen
Brünnhild’ bieten den Gruß?
Vieni da me?
Tanto sei ardita,
e vuoi senza paura
portare un saluto a Brünnhilde?
Waltraute
Einzig dir nur
galt meine Eil’.
Per te soltanto
io accorsi in fretta.
Brünnhilde
(in una felice esaltazione)
So wagtest du, Brünnhild’ zulieb,
Walvaters Bann zu brechen? –
Oder wie? O sag’!
Wär’ wider mich
Wotans Sinn erweicht?
Als dem Gott entgegen
Siegmund ich schützte,
fehlend – ich weiß es –
erfüllt’ ich doch seinen Wunsch.
Daß sein Zorn sich verzogen,
weiß ich auch;
denn verschloß er mich gleich in Schlaf,
fesselt’ er mich auf dem Fels,
wies er dem Mann mich zur Magd,
der am Weg mich fänd’ und erweckt’, –
meiner bangen Bitte
doch gab er Gunst:
mit zehrendem Feuer
umzog [umgab] er den Fels,
dem Zagen zu wehren den Weg.
So zur Seligsten
schuf mich die Strafe:
der herrlichste Held
gewann mich zum Weib!
In seiner Liebe
leucht’ und lach’ ich heut’ auf! –
Per amor mio dunque ha osato
infrangere il divieto di Walvater? –
O che altro? Parla!
Forse contro di me
l’animo di Wotan ora è più mite?
Quando contraria al dio
Siegmund ho difeso,
pur errando – io lo so –
il suo voto ho compiuto.
Che il suo sdegno cedeva,
so anche questo;
ché se mi avvolse subito in un sonno,
mi incatenò alla rupe,
se serva mi destinò a quell’uomo
che in via me trovando mi svegliasse, –
alla mia supplica ansiosa
diede ascolto:
con divorante fuoco
circondò la rupe,
ai codardi chiudendo la strada.
Così me beatissima
ha fatto questa pena:
il più nobile eroe
mi conquistò sua sposa!
E nel suo amore
oggi risplendo e rido! –
(Tra veementi dimostrazioni di felicità abbraccia Waltraute, ma questa cerca di trattenerle con timorosa impazienza)
Lockte dich Schwester mein Los?
An meiner Wonne
willst du dich weiden,
teilen, was mich betraf?
Sorella, ti tentò la mia sorte?
Della mia beatitudine
ti vuoi saziare,
dividere ciò che mi giunse?
Waltraute
(con impeto)
Teilen den Taumel,
der dich Törin erfaßt?
Ein andres bewog mich in Angst,
zu brechen Wotans Gebot.
Dividere il delirio
di cui pazza sei preda?
Ben altro me ha mosso in angoscia
a infrangere gli ordini di Wotan.
(Solo ora Brünnhilde si accorge con sorpresa della tempestosa agitazione di Waltraute)
Brünnhilde
Angst und Furcht
fesseln dich Arme?
So verzieh der Strenge noch nicht?
Du zagst vor des Strafenden Zorn?
Ansia e spavento
stringono te misera?
Il severo non perdona ancora?
Per l’ira del giudice tu tremi?
Waltraute
(cupa)
Dürft ich ihn fürchten,
meiner Angst fänd’ ich ein End’!
Se paura ne avessi,
alla mia angoscia troverei una fine!
Brünnhilde
Staunend versteh ich dich nicht. Stupisco e non ti intendo.
Waltraute
Wehre der Wallung,
achtsam höre mich an!
Nach Walhall wieder
treibt mich die Angst,
die von Walhall hierher mich trieb.
Frena il tumulto,
attenta dammi ascolto!
Di nuovo al Walhall
mi spinge l’angoscia
che qua giù dal Walhall mi spinse.
Brünnhilde
(atterrita)
Was ist’s mit den ewigen Göttern? Agli eterni che accade?
Waltraute
Höre mit Sinn, was ich dir sage!
Seit er von dir geschieden,
zur Schlacht nicht mehr
schickte uns Wotan:
irr und ratlos
ritten wir ängstlich zu Heer;
Walhalls mutige Helden
mied Walvater.
Einsam zu Roß,
ohne Ruh’ noch Rast,
durchschweift’ als Wandrer die Welt.
Jüngst kehrte er heim;
in der Hand hielt er
seines Speeres Splitter,
die hatte ein Held ihm geschlagen.
Mit stummem Wink
Walhalls Edle
wies er zum Forst,
die Weltesche zu fällen.
Des Stammes Scheite
hieß er sie schichten
zu ragendem Hauf
rings um der Seligen Saal.
Der Götter Rat
ließ er berufen;
den Hochsitz nahm
heilig er ein:
ihm zu Seiten
hieß er die Bangen sich setzen,
in Ring und Reih
die Hall’ erfüllen die Helden. –
So – sitzt er,
sagt kein Wort,
auf hehrem Sitze
stumm und ernst,
des Speeres Splitter
fest in der Faust;
Holdas Äpfel
rührt er nicht an.
Staunen und Bangen
binden starr die Götter.
Seine Raben beide –
sandt’ er auf Reise;
kehrten die einst
mit guter Kunde zurück, –
dann – noch einmal,
– zum letzten Mal! –
lächelte ewig der Gott. –
Seine Knie umwindend
liegen wir Walküren:
blind bleibt er
den flehenden Blicken;
uns alle verzehrt
Zagen und endlose Angst.
An seine Brust
preßt’ ich mich weinend:
Senti col cuore quanto io ti narro!
Da quando da te si separò,
non più alle battaglie
ci mandò Wotan:
vaganti e incerte
in squadre cavalcammo afflitte;
del Walhall gli eroici campioni
evitava Walvater.
Solitario a cavallo
senza riposo o sosta
da Viandante vagava nel mondo.
Tempo fa è tornato tra noi;
nella mano stringeva
i pezzi della lancia,
un eroe gliela aveva spezzata.
Con muto cenno
i prodi del Walhall
avviò alla foresta
ad abbattere il frassino del mondo.
Del fusto i ceppi
comandò di ammassare
in enorme catasta
intorno alla sede dei beati.
Il consiglio degli dei
chiamò a raccolta;
con maestà sul trono
prese egli posto:
accanto a lui
chiese agli atterriti di sedere,
in cerchio e in fila
la sala empiono gli eroi. –
Così – egli sede,
senza una parola,
muto e severo
sull’alto seggio,
i pezzi della lancia
stretti nel pugno;
le mele di Holda
egli non tocca più.
Meraviglia e terrore
irrigidiscono gli dei.
Tutti e due i corvi –
spedì in viaggio;
tornassero mai un giorno
con la buona novella, –
un’altra volta – ancora il dio,
– e per l’ultima volta! –
avrebbe il suo eterno sorriso. –
Noi Walkirie ai suoi piedi
gli abbracciamo i ginocchi:
cieco egli resta
ai supplicanti sguardi;
noi tutti corrode
infinito sconforto.
Al suo petto
io mi strinsi piangendo:
(esitante)
da brach sich sein Blick;
er gedachte, Brünnhilde, dein! –
Tief seufzt’ er auf, –
schloß das Auge,
und wie im Traume
raunt’ er das Wort:
«Des tiefen Rheines Töchtern
gäbe den Ring sie wieder zurück, –
von des Fluches Last –
erlöst wär’ Gott und die Welt!» –
Da sann ich nach:
von seiner Seite,
durch stumme Reihen,
stahl ich mich fort;
in heimlicher Hast
bestieg ich mein Roß,
und ritt im Sturme zu dir.
Dich, o Schwester,
beschwör’ ich nun:
was du vermagst,
vollend’ es dein Mut;
ende der Ewigen Qual!
si mutò il suo sguardo;
pensava a te, Brünnhilde! –
Trasse un sospiro profondo, –
chiuse gli occhi,
e come nel sogno
così disse, piano:
«Se alle figlie del profondo Reno
ella rendesse l’anello, –
dalla maledizione –
sarebbe sollevato dio e il mondo!» –
Ho ragionato allora:
dal suo fianco,
tra le tacite file,
fuggii furtiva;
segretamente in fretta
salii a cavallo,
e volai a te nel turbine.
Te, o sorella,
ora imploro:
quello che tu puoi fare,
la tua forza lo compia;
tronca il tormento degli eterni!
(Waltraute gli si è gettata ai piedi)
Brünnhilde
(tranquilla)
Welch’ banger Träume Mären
meldest du Traurige mir!
Der Götter heiligem
Himmelsnebel
bin ich Törin enttaucht:
nicht fass’ ich, was ich erfahre.
Wirr und wüst
scheint mir dein Sinn;
in deinemAug’,
so übermüde,
glänzt flackernde Glut.
Mit blasserWange,
du bleiche Schwester,
was willst duWilde von mir?
Quali racconti di paurosi sogni
tu misera mi narri!
Alla santa nube
celeste degli dei
io stolta mi sottrassi:
e ciò che ora sento, non intendo.
Strano e confuso
mi sembra il tuo pensiero;
nel tuo occhio,
da stanchezza oppresso,
brilla viva una brace.
Con smorta guancia,
tu pallida sorella,
da me che vuoi smaniosa?
Waltraute
(con impeto)
An deiner Hand, der Ring,
er ist’s; hör’ meinen Rat:
für Wotan wirf ihn von dir!
Alla tua mano, l’anello,
è questo; dammi retta:
per Wotan gettalo via da te!
Brünnhilde
Den Ring? – von mir? L’anello? – via da me?
Waltraute
Den Rheintöchtern gib ihn zurück! Rendilo alle figlie del Reno!
Brünnhilde
Den Rheintöchtern – ich – den Ring?
Siegfrieds Liebespfand?
Bist du von Sinnen?
Alle figlie del Reno – io – l’anello?
Di Siegfried l’amoroso pegno?
Sei fuor di senno?
Waltraute
Hör’ mich, hör’ meine Angst!
Der Welt Unheil
haftet sicher an ihm.
Wirf ihn von dir,
fort in die Welle,
Walhalls Elend zu enden,
den verfluchten wirf in die Flut!
Da’ a me ascolto e alla mia paura!
Il disastro del mondo
è chiuso certo in esso.
Scaglia l’anello,
via nelle onde,
per troncare i mali del Walhall,
scaglia nel fiume il maledetto!
Brünnhilde
Ha! Weißt du, was er mir ist?
Wie kannst du’s fassen,
fühllose Maid! –
Mehr als Walhalls Wonne,
mehr als der Ewigen Ruhm
ist mir der Ring:
ein Blick auf sein helles Gold,
ein Blitz aus dem hehren Glanz
gilt mir werter,
als aller Götter
ewig währendes Glück.
Denn selig aus ihm
leuchtet mir Siegfrieds Liebe,
Siegfrieds Liebe! –
O, ließ’ sich die Wonne dir sagen! –
Sie – wahrt mir der Reif.
Geh hin zu der Götter
heiligem Rat!
Von meinem Ringe
raune ihnen zu:
die Liebe ließe ich nie,
mir nähmen nie sie die Liebe,
stürzt auch in Trümmern
Walhalls strahlende Pracht!
Ah! Sai tu che è per me?
Ma come puoi capirlo,
vergine senza cuore! –
Più che le gioie del Walhall,
più che le glorie degli eterni
è per me questo anello:
uno sguardo al suo lucido oro,
una luce dal suo chiaro fulgore
a me vale di più
che di tutti gli dei
la sempiterna gioia.
Perché sereno da esso
a me si irradia l’amore di Siegfried,
l’amore di Siegfried! –
Oh, se dirti si potesse la letizia! –
È l’anello – che a me l’assicura.
Va’, torna al santo
consesso degli dei!
Del mio anello
mormora a tutti:
che mai all’amore rinuncio,
che mai a me lo strapperanno,
cadesse anche in rovina
il superbo fulgore del Walhall!
Waltraute
Dies deine Treue?
So in Trauer
entlässest du lieblos die Schwester?
È questa la tua fede?
In tanto lutto
lasceresti tu ingrata la sorella?
Brünnhilde
Schwinge dich fort,
fliehe [fliege] zu Roß!
Den Reif entführst du mir nie!
Vattene rapida,
via vola a cavallo!
L’anello da me non prenderai!
Waltraute
Wehe! Wehe!
Weh’ dir, Schwester!
Walhalls Göttern Weh!
Ahimè! Ahimè!
Guai a te, sorella!
Guai agli dei del Walhall!
(Si allontana a precipizio. Subito dal bosco si leva col vento un nembo di bufera)
Brünnhilde
(mentre segue con lo sguardo il nembo di bufera che si allontana illuminato da folgori e che subito dopo si dissolve del tutto in lontananza)
Blitzend Gewölk,
vom Wind getragen,
stürme dahin:
zu mir nie steure mehr her!
Nembo di folgori,
portato dal vento,
infuria via:
qui non volgerti più!
(È scesa la sera. Dallo sfondo splende sempre più vivo il chiarore del fuoco. Brünnhilde osserva tranquillamente il paesaggio)
Abendlich Dämmern
deckt den Himmel;
heller leuchtet
die hütende Lohe herauf.
Serale il tramonto
invade il cielo;
più viva splende
la vampa che mi protegge.
(Dallo sfondo si avvicina il chiarore del fuoco. Via via più ardenti lingue di fiamma lambiscono il margine della rupe)
Was leckt so wütend
die lodernde Welle zum Wall?
Zur Felsenspitze
wälzt sich der feurige Schwall.
Perché il flutto di fuoco
infuriando sfiora il riparo?
Alla cima rocciosa
si volge il fiotto di fiamme.
(Si ode il suono del corno di Siegfried che da lontano si avvicina. Brünnhilde balza su felice)
Siegfried!
Siegfried zurück!
Seinen Ruf sendet er her!
Auf! Auf! Ihm entgegen!
In meines Gottes Arm!
Siegfried!
Siegfried ritorna!
Invia qui a me il suo richiamo!
Su! Su! Incontro a lui!
Nelle braccia del mio dio!
(Al colmo della felicità ella corre verso l’orlo della rupe)
(Si innalzano vampe di fuoco: fuori da esse balza Siegfried sul picco acuto di una roccia, da cui le fiamme retrocedono subito e di nuovo solo dal fondo mandano luce. Siegfried, sul capo l’elmo magico che gli nasconde metà del volto e lascia scoperti soltanto gli occhi, appare in figura di Gunther)
Brünnhilde
Verrat! – Tradita! –
(Invasa dall’orrore Brünnhilde retrocede, fugge verso il proscenio e dirige da lì, in un muto stupore, lo sguardo fisso su Siegfried)
Wer drang zu mir? Chi fino a me si è spinto?
(Nel fondo Siegfried indugiando sullo scoglio, osserva Brünnhilde, appoggiato immobile al suo scudo. Lungo silenzio)
Siegfried
(con la voce contraffatta [più rauca])
Brünnhild’! Ein Freier kam, –
den dein Feuer nicht geschreckt.
Dich werb’ ich nun zum Weib:
du folge willig mir!
Brünnhilde! È venuto uno sposo, –
che non ebbe paura del tuo fuoco.
Io ti prendo in moglie:
séguimi senza opporti!
Brünnhilde
(tremando violentemente)
Wer ist der Mann,
der das vermochte,
was dem Stärksten nur bestimmt?
Chi è l’uomo
che poté fare
ciò che solo era serbato a un forte?
Siegfried
(nell’attitudine precedente)
Ein Held, der dich zähmt, –
bezwingt Gewalt dich nur.
È un eroe che te soggioga, –
se solo la forza ti piega.
Brünnhilde
(presa da orrore)
Ein Unhold schwang sich
auf jenen Stein!
Ein Aal kam geflogen,
mich zu zerfleischen! –
Wer bist du, Schrecklicher?
Stammst du von Menschen?
Kommst du von Hellas
nächtlichem Heer?
Un demonio balzò
su quella pietra!
A volo scese un’aquila
per farmi a brani! –
Chi sei tu, mostro?
Da uomini nascesti?
Arrivi qui dall’oscura
schiera di Hella?
Siegfried
(come prima, cominciando con voce un po’ tremante, ma subito continuando più sicuro)
Ein Ghibichung bin ich, –
und Gunther heißt der Held,
dem, Frau, du folgen sollst!
Un Ghibicungo io sono, –
e Gunther ha nome l’eroe
che, donna, tu devi seguire!
Brünnhilde
(prorompe disperata)
Wotan! Ergrimmter,
grausamer Gott!
Weh’! Nun erseh’ ich
der Strafe Sinn!
Zu Hohn und Jammer
jagst du mich hin!
Wotan! Furioso
iddio crudele!
Ahimè! Ora comprendo
della mia pena il fine!
A oltraggio e strazio
tu mi stai cacciando!
Siegfried
(salta giù dalla pietra e le si avvicina)
Die Nacht bricht an:
in deinem Gemach
mußt du dich mir vermählen!
La notte scende:
nel tuo antro
tu devi unirti a me!
Brünnhilde
(mentre tende minacciosa il dito sul quale porta l’anello di Siegfried)
Bleib’ fern! Fürchte dies Zeichen!
Zur Schande zwingst du mich nicht,
so lang der Ring mich beschützt.
Resta lontano! Rispetta questo segno!
All’infamia tu non mi costringi,
finché mi difende l’anello.
Siegfried
Mannesrecht gebe er Gunther:
durch den Ring sei ihm vermählt!
Dia esso a Gunther diritti di sposo:
sii tu per l’anello sua moglie!
Brünnhilde
Zurück, du Räuber!
Frevelnder Dieb!
Erfreche dich nicht mir zu nah’n!
Stärker als Stahl
macht mich der Ring:
nie raubst du ihn mir!
Bandito, indietro!
Impudente ladro!
Non osare toccarmi!
Più forte dell’acciaio
me rende l’anello:
a me non puoi rubarlo!
Siegfried
Von dir ihn zu lösen,
lehrst du mich nun.
Sei tu che ora mi insegni
a sfilarlo da te.
(Si getta su di lei. I due lottano. Brünnhilde si libera, fugge e si gira come per difendersi. Siegfried la afferra ancora. Lei fugge; lui la raggiunge.
Il loro scontro continua. Siegfried le afferra la mano e dal dito le strappa l’anello. Ella lancia un grido disperato. Quando poi, come annientata, cade nelle braccia di lui, il suo sguardo incontra incosciente gli occhi di Siegfried.
Siegfried lascia che ella, inerte, scivoli giù sul sedile di pietra davanti all’antro nella roccia)
Siegfried
Jetzt bist du mein! –
Brünnhilde, Gunthers Braut, –
gönne mir nun dein Gemach!
Ora sei mia! –
Brünnhilde, sposa di Gunther, –
accoglimi nel tuo antro!
Brünnhilde
(sfinita, lo sguardo fisso, con voce debole)
Was könntest du wehren,
elendes Weib!
Che puoi impedire ormai,
misera donna!
(Con un gesto di comando Siegfried la costringe a muoversi. Tremante e con passo incerto lei penetra nell’antro. Siegfried trae la spada)
Siegfried
(con la sua voce naturale)
Nun, Notung, zeuge du,
daß ich in Züchten warb.
Die Treue wahrend dem Bruder,
trenne mich von seiner Braut!
Notung, sii a me testimone
che fu conquista onesta.
Garantisci fedeltà al fratello
e dividi me dalla sua sposa!
(Segue Brünnhilde)
Cala la tela
Secondo atto
(Area di spiaggia davanti alla reggia dei Ghibicunghi: a destra l’ampio ingresso alla reggia; a sinistra la riva del Reno; da questa, e diagonalmente sulla scena, si eleva un’altura rocciosa, solcata da diversi sentieri, innalzandosi verso destra sul fondo. Là si vede un altare di pietra consacrato a Fricka, più in alto e più grande un altare per Wotan, e da un lato gliene corrisponde uno uguale per Donner. È notte)
Prima scena
(Hagen, in mano la lancia, al fianco lo scudo, siede addormentato appoggiandosi a un pilastro della sala. All’improvviso la luna getta una vivida luce su di lui e intorno a lui: vediamo Alberich accovacciato davanti ad Hagen, le braccia sulle sue ginocchia)
Alberich
(sottovoce)
Schläfst du, Hagen, mein Sohn? –
Du schläfst und hörst mich nicht,
den Ruh’ und Schlaf verriet?
Hagen, figlio mio, dormi? –
Dormi e non ascolti me,
che la pace e il sonno hanno tradito?
Hagen
(sottovoce, senza muoversi, sì che sembra che egli non interrompa il suo sonno, sebbene egli tenga gli occhi aperti e fissi)
Ich höre dich, schlimmer Albe:
was hast du meinem Schlaf zu sagen?
Ti ascolto, elfo maligno:
che hai da dire al mio sonno?
Alberich
Gemahnt sei der [die] Macht,
der du gebietest,
bist du so mutig,
wie die Mutter dich mir gebar!
Ricorda la forza [Sia ricordata la forza]
che è in tuo potere,
se audace sei
quale ti generò a me la madre!
Hagen
(continua come prima)
Gab mir die Mutter Mut,
nicht mag ich ihr [dir] doch danken,
daß deiner List sie erlag:
frühalt, – fahl und bleich,br> haß’ ich die Frohen,
freue mich nie!
Se audacia mi diede la madre,
a lei [a te] grato io non sono
che alla tua astuzia abbia ceduto:
nato vecchio, – smunto e smorto,
odio i felici,
felicità non conosco!
Alberich
(come prima)
Hagen, mein Sohn!
Hasse die Frohen!
Mich Lustfreien,
Leidbelasteten,
liebst du so, wie du sollst.
Bist du kräftig,
kühn und klug,
die wir bekämpfen
mit nächtigem Krieg,
schon gibt ihnen Not unser Neid.
Der einst den Ring mir entriß,
Wotan, der wütende Räuber,
vom eignen Geschlechte
ward er geschlagen:
an den Wälsung verlor er
Macht und Gewalt;
mit der Götter ganzer Sippe
in Angst ersieht er sein Ende.
Nicht ihn fürcht’ ich mehr:
fallen muß er mit allen! –
Schläfst du,Hagen, mein Sohn?
Figlio mio, Hagen!
Odia i felici!
Me privo di piacere,
oppresso da pena,
tu ami come devi.
Se sei robusto,
ardito e astuto,
quelli che contrastiamo
con notturna guerra,
già il nostro odio sospinge alla miseria.
Chi un giorno mi strappò l’anello,
Wotan, rabbioso ladro,
dalla sua stessa stirpe
fu battuto:
nel Wälsìde egli ha perso
potenza e forza;
con tutta la genia degli dei
in terrore guarda la sua fine.
Io non lo temo più:
cadrà con gli altri! –
Hagen, figlio mio, dormi?
Hagen
(senza muoversi, come prima)
Der Ewigen Macht, –
wer erbte sie?
Degli eterni il potere, –
chi ne è erede?
Alberich
Ich – und du!
Wir erben die Welt,
trüg’ ich mich nicht
in deiner Treu’,
teilst du meinen Gram und Grimm.
Wotans Speer
zerspellte der Wälsung,
der Fafner, den Wurm,
im Kampfe gefällt,
und kindisch den Reif sich errang;
jede Gewalt
hat er gewonnen:
Walhall und Nibelheim
Io – e tu!
Noi ereditiamo il mondo,
se non m’inganno
della tua costanza,
se dividi con me rancore e rabbia.
La lancia di Wotan
l’ha spezzata il Wälsìde,
che in duello uccise
Fafner il drago,
e trovò come un bimbo l’anello;
ogni potere
ora è in sua mano:
Walhall e Nibelheim
(sempre misterioso)
neigen sich ihm.
An dem furchtlosen Helden
erlahmt selbst mein Fluch;
denn nicht kennt er
des Ringes Wert,
zu nichts nützt er
die neidliche Macht.
Lachend, in liebender Brunst,
brennt er lebend dahin.
Ihn zu verderben,
taugt uns nun einzig! –
Schläfst du,Hagen, mein Sohn?
si inchinano a lui.
Contro l’impavido eroe
è impedita la mia maledizione;
poiché egli ignora
quel che vale l’anello,
a nulla gli serve
la sua forza tremenda.
Ridendo, in amoroso ardore,
brucia così la vita.
Rovinarlo,
questo solo ci serve! –
Hagen, figlio mio, dormi?
Hagen
(come prima)
Zu seinem Verderben
dient er mir schon.
A perdersi
già me aiuta lui stesso.
Alberich
Den goldnen Ring,
den Reif – gilt’s zu erringen!
Ein weises Weib
lebt dem Wälsung zulieb:
riet es ihm je,
des Rheines Töchtern, –
die in Wassers Tiefen
einst mich betört, –
zurückzugeben den Ring:
verloren ging’ mir das Gold,
keine List erlangte es je.
Drum, ohne Zögern
ziel auf den Reif!
Dich Zaglosen
zeugt’ ich mir ja,
daß wider Helden
hart du mir hieltest.
Zwar – stark nicht genug,
denWurm zu bestehn,
– was allein dem Wälsung bestimmt, –
zu zähem Haß doch
erzog ich Hagen;
der soll mich nun rächen,
den Ring gewinnen,
dem Wälsung und Wotan zum Hohn!
Schwörst du mir’s, Hagen, mein Sohn?
L’anello d’oro,
il cerchio – è la preda che vale!
Una donna che sa
vive nell’amore del Wälsìde:
gli consigliasse mai
di rendere l’anello
alle figlie del Reno, –
che nei profondi gorghi
un tempo mi illusero, –
l’oro sarebbe perduto,
nessuna astuzia l’otterrebbe più.
Dunque senza esitare
mira all’anello!
Te impavido
per me io generai,
a che contro eroi
saldo mi sostenessi.
Certo – non forte abbastanza
per resistere al drago,
– era destino del Wälsìde solo, –
ma ad ostinato odio
Hagen ho allevato;
lui deve ora vendicarmi,
conquistare l’anello,
del Wälsìde a scorno e di Wotan!
A me lo giuri, Hagen, figlio mio?
(Da qui un’ombra che si fa via via più fosca avvolge di nuovo Alberich. Nello stesso tempo cominciano i primi bagliori del giorno)
Hagen
(sempre come prima)
Den Ring soll ich haben; –
harre in Ruh’!
L’anello sarà mio; –
attendi in pace!
Alberich
Schwörst du mir’s,Hagen, mein Held? Mio eroe, a me lo giuri, Hagen?
Hagen
Mir selbst schwör’ ich’s; –
schweige die Sorge!
A me stesso lo giuro; –
taccia ogni ansia!
(Mentre durante il seguito la figura di Alberich sempre di più si sottrae alla vista, anche la sua voce di fa progressivamente indistinta)
Alberich
Sei treu, Hagen, mein Sohn!
Trauter Helde, – sei treu!
Sei treu! – Treu! –
Hagen, figlio mio, sii fedele!
Eroe a me caro, – sii fedele!
Sii fedele! – Fedele! –
(Alberich è del tutto scomparso. Hagen, che è rimasto fermo nella stessa posizione, guarda immobile, con gli occhi fissi verso il Reno, sul quale si espande il chiarore dell’aurora)
Seconda scena
(Il Reno si colora con la luce mattutina di un rosso sempre più acceso.
Hagen fa un movimento convulso. – All’improvviso, proprio sulla riva spunta Siegfried fuori da un cespuglio)
Siegfried
Hoiho! Hagen!
Müder Mann!
Siehst du mich kommen?
Hoiho! Hagen!
Che uomo stanco!
Vedi che arrivo?
(Siegfried ha ora la sua figura di sempre; solo ha ancora sul capo l’elmo magico; ora se lo toglie e, mentre viene fuori, lo appende alla cintura)
Hagen
(si alza con calma)
Hei! Siegfried!
Geschwinder Helde!
Wo brausest du her?
Ehi! Siegfried!
Eroe impetuoso!
Da dove piombi?
Siegfried
Vom Brünnhildenstein:
dort sog ich den Atem ein,
mit dem ich dich rief,
so schnell war meine Fahrt.
Langsamer folgt mir ein Paar;
zu Schiff gelangt das her!
Dal sasso di Brünnhilde:
ho preso là il fiato
con cui te chiamavo ora,
così veloce fu il mio tragitto.
Più lenta mi segue una coppia;
in barca qui si dirige!
Hagen
So zwangst du Brünnhild’? Hai sottomesso Brünnhilde?
Siegfried
Wacht Gutrune? Gutrune è desta?
Hagen
(grida rivolto alla reggia)
Hoiho! Gutrune!
Komm heraus!
Siegfried ist da:
was säumst du drin?
Hoiho! Gutrune!
Esci, vieni!
Siegfried è qui:
a che dentro indugi?
Siegfried
(voltandosi verso la reggia)
Euch beiden meld’ ich,
wie ich Brünnhild’ band.
A voi entrambi annuncio
come ho costretto Brünnhilde.
(Dalla reggia gli viene incontro Gutrune)
Heiß mich willkommen,
Ghibichskind!
Ein guter Bote bin ich dir.
Da’ a me il benvenuto,
figlia di Ghibich!
Ti porto buone notizie.
Gutrune
Freia grüße dich
zu aller Frauen Ehre!
Freia ti sia propizia
con onore di tutte le donne!
Siegfried
Frei und hold
sei nun mir Frohem!
ZumWeib gewann ich dich heut.
Franca sii e benigna
alla mia gioia!
Mia donna oggi ti ottenni.
Gutrune
So folgt Brünnhild’ meinem Bruder? Brünnhilde dunque segue mio fratello?
Siegfried
Leicht ward die Frau ihm gefreit. Fu facile per lui farla sposa.
Gutrune
Sengte das Feuer ihn nicht? Non l’ha scottato il fuoco?
Siegfried
Ihn hätt’ es auch nicht versehrt;
doch ich durchschritt es für ihn, –
da dich ich wollt’ erwerben.
Neanche lui ne avrebbe avuto danno;
ma io l’attraversai per lui, –
perché te volevo meritare.
Gutrune
Doch dich hat es verschont? Ma il fuoco ti ha evitato?
Siegfried
Mich freute die schwellende Brunst. Ridevo nell’agitato incendio.
Gutrune
Hielt Brünnhild’ dich für Gunther? Brünnhilde ti credette Gunther?
Siegfried
Ihm glich ich auf ein Haar:
der Tarnhelm wirkte das,
wie Hagen tüchtig es wies.
A lui ero uguale in tutto:
fu opera dell’elmo,
come Hagen prudente ci avvertiva.
Hagen
Dir gab ich guten Rat. Ti ho dato un buon consiglio.
Gutrune
So zwangst du das kühne Weib? Così la donna intrepida hai fiaccato?
Siegfried
Sie wich – Gunthers Kraft. Cedette – alla forza di Gunther.
Gutrune
Und vermählte sie sich dir? E si è congiunta a te?
Siegfried
Ihrem Mann gehorchte Brünnhild’
eine volle bräutliche Nacht.
Al suo uomo ha obbedito Brünnhilde
da sposa per un’intera notte.
Gutrune
Als ihr Mann doch galtest du? Ma suo uomo tu eri creduto?
Siegfried
Bei Gutrune weilte Siegfried. Presso Gutrune si trovava Siegfried.
Gutrune
Doch zur Seite war ihm Brünnhild’? Però al fianco egli aveva Brünnhilde?
Siegfried
(indicando la sua spada)
Zwischen Ost undWest der Nord:
so nah – war Brünnhild’ ihm fern.
Tra l’est e l’ovest il nord:
così vicina – gli era Brünnhilde a distanza.
Gutrune
Wie empfing Gunther sie nun von dir? Come l’accolse Gunther da te?
Siegfried
Durch des Feuers verlöschende Lohe
im Frühnebel vom Felsen
folgte sie mir zu Tal;
dem Strande nah’,
flugs die Stelle
tauschte Gunther mit mir:
durch des Geschmeides Tugend
wünscht’ ich mich schnell hierher.
Ein starker Wind nun treibt
die Trauten den Rhein herauf.
Drum rüstet jetzt den Empfang!
In mezzo alle fiamme affievolite
nella bruma dell’alba dalla rupe
ella mi seguì a valle;
presso alla riva
in fretta il posto
scambiò Gunther con me:
con la virtù dell’elmo
volli rapido trovarmi qui.
Un gran vento ora spinge
gli amanti a noi lungo il Reno.
Perciò preparate il saluto!
Gutrune
Siegfried! Mächtigster Mann! –
Wie faßt mich Furcht vor dir!
Siegfried! Formidabile uomo! –
La paura mi afferra avanti a te!
Hagen
(gridando dalla riva)
In der Ferne seh’ ich ein Segel! Vedo lontano una vela!
Siegfried
So sagt dem Boten Dank! E si ringrazi il messaggero!
Gutrune
Lasset uns sie hold empfangen,
daß heiter sie gern hier weile! –
Du, Hagen, minnig
rufe die Mannen [Männer]
nach Ghibichs Hof zur Hochzeit!
Frohe Frauen
ruf’ ich zum Fest:
der Freudigen folgen sie gern.
Cerchiamo di accoglierla benevoli,
sì che resti qui serena e quieta! –
Tu, Hagen, con foga
chiama i guerrieri [gli uomini]
nella corte di Ghibich per le nozze!
Gaie donne
chiamo io alla festa:
me felice seguiranno liete.
(Movendo verso la reggia, ella volge di nuovo il capo)
Rastest du, schlimmer Held? Tu non ti fermi, duro eroe?
Siegfried
Dir zu helfen – Nel darti aiuto –
(le porge la mano ed entra con lei nella reggia)
ruh’ ich aus. è il mio riposo.
(Hagen è salito su di un sasso roccioso nell’altura sullo sfondo; lassù ora imbocca il suo corno di toro e ci soffia)
Terza scena
Hagen
Hoiho! Hoihohoho!
Ihr Ghibichsmannen,
machet euch auf!
Wehe! Wehe!
Waffen! Waffen!
Waffen durch’s Land!
Gute Waffen!
Starke Waffen!
Scharf zum Streit!
Not ist da!
Not! Wehe! Wehe!
Hoiho! Hoihohoho!
Hoiho! Hoihohoho!
Guerrieri di Ghibich,
mettetevi in marcia!
Guai! Guai!
Armi! Armi!
Armi nel paese!
Buone armi!
Armi robuste!
Taglienti per la battaglia!
Siamo in pericolo!
Pericolo! Guai! Guai!
Hoiho! Hoihohoho!
(Hagen resta fermo nella sua posizione sull’altura)
(Sui differenti sentieri accorrono sul luogo in gran furia guerrieri armati; prima alcuni, poi altri numerosi tutti insieme, che poi si ammassano sull’area di spiaggia davanti al palazzo)
Guerrieri
Was tost das Horn?
Was ruft es zu Heer?
Wir kommen mit Wehr.
Wir kommen mit Waffen.
Hagen! Hagen!
Hoiho! Hoiho!
Welche Not ist da?
Welcher Feind ist nah’?
Wer gibt uns Streit?
Ist Gunther in Not?
Wir kommen mit Waffen.
Mit scharfer Wehr.
Hoiho! Ho! Hagen!
Perché tuona il corno?
Perché chiama a schiera?
Arriviamo a difesa.
Tutti arriviamo in armi.
Hagen! Hagen!
Hoiho! Hoiho!
Qual è il pericolo?
È qui un nemico?
Chi ci fa guerra?
In pericolo è Gunther?
Tutti arriviamo in armi.
A dura difesa.
Hoiho! Ho! Hagen!
Hagen
(ancora dall’altura verso il basso)
Rüstet euch wohl,
und rastet nicht!
Gunther sollt ihr empfahn:
ein Weib hat der gefreit.
Ben forniti di armi,
non vi fermate!
Gunther dovete accogliere:
una donna ha per sposa.
Guerrieri
Drohet ihm Not?
Drängt ihn der Feind?
C’è una minaccia?
Lo assale il nemico?
Hagen
Ein freisliches Weib
führet er heim.
Una donna temibile
conduce a casa.
Guerrieri
Ihm folgen der Magen
feindliche Mannen?
Dei congiunti di lei
ostili lo seguono sudditi?
Hagen
Einsam fährt er:
keiner folgt.
Solo viaggia:
nessuno lo segue.
Guerrieri
So bestand er die Not?
So bestand er den Kampf?
Sag’ es an!
Superò dunque i pericoli?
Superò lo scontro?
Racconta a noi!
Hagen
Der Wurmtöter
wehrte der Not!
Siegfried, der Held,
der schuf ihm Heil!
L’uccisore del drago
allontanò il pericolo!
Siegfried, l’eroe,
gli dette la salvezza!
Un guerriero
Was soll ihm das Heer nun noch helfen? Che altro aiuto può dargli la schiera?
Hagen
Starke Stiere
sollt ihr schlachten;
am Weihstein fließe
Wotan ihr Blut!
Robusti tori
voi trucidate;
sull’ara scorra
il sangue a Wotan!
Guerrieri
Was, Hagen, was heißest du uns dann? Che altro, Hagen, poi ci comandi?
Hagen
Einen Eber fällen
sollt ihr für Froh,
einen stämmigen Bock
stechen für Donner;
Schafe aber
schlachtet für Fricka,
daß gute Ehe sie gebe!
Dovete un verro
abbattere a Froh,
un capro gagliardo
sgozzare a Donner;
pecore invece
scannate a Fricka,
sì che dia buone nozze!
(I guerrieri con allegria sempre più chiassosa)
Guerrieri
Schlugen wir Tiere,
was schaffen wir dann?
Sgozzate le bestie
poi che facciamo?
Hagen
Das Trinkhorn nehmt,
von trauten Frau’n
mit Met und Wein
wonnig gefüllt!
Prendete il boccale di corno,
che donne a voi care
con grazia colmarono
di sidro e di vino!
Guerrieri
Das Trinkhorn zur Hand,
wie halten wir es dann?
E in mano il boccale,
perché lo teniamo?
Hagen
Rüstig gezecht,
bis der Rausch euch zähmt:
alles den Göttern zu Ehren,
daß gute Ehe sie geben!
Forti trincate,
finché vi abbatte la sbornia:
tutto onorando gli dei
che buone nozze concedano!
Guerrieri
(prorompono in rumorose risate)
Groß Glück und Heil
lacht nun dem Rhein,
da Hagen, der Grimme,
so lustig mag sein!
Der Hagedorn
sticht nun nicht mehr;
zum Hochzeitsrufer
ward er bestellt!
Fortuna grande e favore
sorridono al Reno,
se è così allegro
Hagen, il ruvido!
Del rovo le punte
non pungono più;
lui araldo di nozze
è stato creato!
Hagen
(che è rimasto sempre molto serio, è sceso giù e resta in mezzo ai guerrieri)
Nun laßt das Lachen,
mut’ge Mannen!
Empfangt [Empfah’t] Gunthers Braut:
Brünnhilde naht dort mit ihm.
Non più risate,
fieri guerrieri!
Accogliete la sposa di Gunther:
Brünnhilde si avanza con lui.
(Fa un cenno ai guerrieri in direzione del Reno: una parte di loro corre sull’altura, mentre altri si dispongono sulla spiaggia per guardare coloro che arrivano)
Hagen
(accostandosi ad alcuni guerrieri)
Hold seid der Herrin,
helfet ihr treu:
traf sie ein Leid,
rasch seid zur Rache!
Deferenti siate alla sovrana
e nel servirla fedeli:
se lei colga un danno,
siate svelti a vendetta!
(Si volge lentamente di lato verso il fondo. Nel corso di ciò che segue arriva sul Reno la barca con Gunther e Brünnhilde)
Quarta scena
Guerrieri
Heil! Heil!
Willkommen! Willkommen!
Salve! Salve!
Benvenuti! Benvenuti!
(Alcuni uomini saltano nell’acqua e tirano il battello a terra. Tutti si spingono sempre più folti alla riva)
Willkommen, Gunther!
Heil! Heil!
Benvenuto, Gunther!
Salve! Salve!
(Gunther scende con Brünnhilde dal battello: i guerrieri si allineano riverenti per accoglierli. Durante quel che segue Gunther accompagna solennemente Brünnhilde per mano)
Guerrieri
Heil dir, Gunther!
Heil dir, und deiner Braut!
Salve a te, Gunther!
Salve a te, e alla tua sposa!
Gunther
(presentando ai guerrieri Brünnhilde, che lo segue pallida e con gli occhi bassi)
Brünnhild’, die hehrste Frau,
bring’ ich euch her zum Rhein.
Ein edleres Weib
ward nie gewonnen.
Der Ghibichungen Geschlecht,
gaben die Götter ihm Gunst,
zum höchsten Ruhm
rag’ es nun auf!
Brünnhilde, vergine eletta,
qui sul Reno a voi reco.
Più nobile donna
non fu mai conquistata.
La stirpe di Ghibich
approvano gli dei con favore,
alla massima gloria
essa ora si levi!
Guerrieri
(battono solennemente le armi)
Heil! Heil dir,
glücklicher Ghibichung!
Salve! A te salve,
Ghibicungo beato!
(Gunther accompagna Brünnhilde, senza che mai ella alzi gli occhi, alla reggia, da cui escono Siegfried e Gutrune scortati da donne)
Gunther
(si arresta davanti alla reggia)
Gegrüßt sei, teurer Held;
gegrüßt, holde Schwester!
Dich seh’ ich froh ihm zur Seite,
der dich zum Weib gewann.
Zwei sel’ge Paare
seh ich hier prangen:
Salute a te, fido eroe;
salute, dolce sorella!
Te vedo felice al fianco
di chi sua sposa ti meritò.
Due fortunate coppie
vedo brillare qui:
(avvicinandosi insieme a Brünnhilde)
Brünnhild’ – und Gunther,
Gutrun’ – und Siegfried!
Brünnhilde – e Gunther,
Gutrune – e Siegfried!
(Atterrita Brünnhilde alza gli occhi e vede Siegfried: come paralizzata tiene lo sguardo fisso su di lui. Gunther, che ha lasciato andare la mano di Brünnhilde presa da un tremore convulso, lui come gli altri mostrano una immobile costernazione per il comportamento di Brünnhilde)
Alcuni guerrieri
Was ist ihr? Ist sie entrückt? Che le accade? È stordita?
(Brünnhilde comincia a tremare)
Siegfried
(tranquillo fa qualche passo verso Brünnhilde)
Was müht Brünnhildens Blick? Che cosa offusca l’occhio di Brünnhilde?
Brünnhilde
(dominandosi a stento)
Siegfried – hier? – Gutrune? – Siegfried – qui? – Gutrune? –
Siegfried
Gunthers milde Schwester,
mir vermählt,
wie Gunther du.
La mite sorella di Gunther,
a me congiunta,
come a Gunther tu.
Brünnhilde
(con impeto terribile)
Ich? – Gunther ? – Du lügst! – Io? – a Gunther? – Tu menti! –
(Barcolla minacciando di cadere a terra; Siegfried la sostiene)
Mir schwindet das Licht – A me vacilla la luce –
(senza forza nelle braccia di lui lo guarda)
Siegfried – kennt mich nicht? Siegfried – non mi conosce?
Siegfried
Gunther, deinem Weib ist übel! Gunther, sta male la tua donna!
(Gunther si fa avanti)
Erwache, Frau!
Hier steht dein Gatte.
Torna in te, donna!
C’è qui il tuo sposo.
Brünnhilde
(sul dito teso di Siegfried vede l’anello e rabbrividisce con spaventosa violenza)
Ha! – Der Ring –
an seiner Hand!
Er? – Siegfried?
Ah! – L’anello –
sulla sua mano!
Egli? – Siegfried?
Alcuni guerrieri
Was ist? Che accade?
Hagen
(avanzando dal fondo tra i guerrieri)
Jetzt merket klug,
was die Frau euch klagt!
Ora notate attenti
chi incolpa davanti a voi la donna!
Brünnhilde
(cerca di dominarsi mentre trattiene con forza la più terribile emozione)
Einen Ring sah ich
an deiner Hand: –
nicht dir gehört er,
ihn entriß mir –
Un anello ho visto
nella tua mano: –
esso non ti appartiene,
a me lo tolse –
(additando Gunther)
dieser Mann.
Wie mochtest von ihm
den Ring du empfah’n?
quest’uomo.
Da lui come hai potuto
ricevere l’anello?
Siegfried
(osserva attento l’anello sul suo dito)
Den Ring empfing ich
nicht von ihm.
Non da lui
ebbi io l’anello.
Brünnhilde
(a Gunther)
Nahmst du von mir den Ring,
durch den ich dir vermählt,
so melde ihm dein Recht,
ford’re zurück das Pfand!
Se da me prendesti l’anello
che me fa tua sposa,
fa’ valere i diritti,
chiedi che ti sia reso il pegno!
Gunther
(in grande incertezza)
Den Ring? – Ich gab ihm keinen:
doch – kennst du ihn auch gut?
L’anello? – Non l’ha avuto da me:
però – tu lo conosci bene?
Brünnhilde
Wo bärgest du den Ring,
den du von mir erbeutet?
Dove puoi aver nascosto l’anello
che a me hai sottratto?
(Gunther tace nel massimo stupore)
Brünnhilde
(dà sfogo all’ira)
Ha! – Dieser war es,
der mir den Ring entriß:
Siegfried, der trugvolle Dieb!
Ah! – Era lui
quello che mi strappò l’anello:
Siegfried, il perfido ladro!
(Tutti nella massima attesa guardano Siegfried, il quale fissando l’anello si è smarrito in pensieri lontani)
Siegfried
Von keinem Weib
kam mir der Reif,
noch war’s ein Weib,
dem ich ihn abgewann:
genau erkenn’ ich
des Kampfes Lohn,
den vor Neidhöhl’ einst ich bestand,
als den starken Wurm ich erschlug.
Non da una donna
questo cerchio a me giunse,
né ci fu donna
cui io lo tolsi:
sicuro io riconosco
il premio dello scontro
che un tempo presso Neidhöhle io vinsi,
quando ammazzai il grande drago.
Hagen
(mettendosi tra loro)
Brünnhild’, kühne Frau,
kennst du genau den Ring?
Ist’s der, den du Gunther gabst,
so ist er sein, –
und Siegfried gewann ihn durch Trug, –
den der Treulose büßen sollt!
Brünnhilde, donna audace,
riconosci certa l’anello?
Se è quello che tu hai dato a Gunther,
allora è suo, –
e Siegfried l’ottenne con la frode, –
che lo sleale sconterà!
Brünnhilde
(gridando con un dolore spaventoso)
Betrug! Betrug! Frode! Frode!
(Con i ripetuti tentativi sembra che ella voglia dominare il respiro che le vien meno)
Schändlichster Betrug! –
Verrat! Verrat! –
Wie noch nie er gerächt!
Infamissima frode! –
Inganno! Inganno! –
Tale che non fu mai punito!
Gutrune
Verrat? An wem? Inganno? A chi?
Guerrieri e donne
Verrat? An wem? Inganno? A chi?
Brünnhilde
Heil’ge Götter,
himmlische Lenker!
Rauntet ihr dies
in eurem Rat?
Lehrt ihr mich Leiden,
wie keiner sie litt?
Schuft ihr mir Schmach,
wie nie sie geschmerzt?
Ratet nun Rache,
wie nie sie gerast!
Zündet mir Zorn,
wie noch nie er gezähmt!
Heißet Brünnhild’,
ihr Herz zu zerbrechen,
den zu zertrümmern,
der sie betrog!
Dei santi,
celesti guide!
Questo tramaste in segreto
nel vostro consesso?
Mi insegnate una pena
che nessuno provò?
Preparate un’offesa
che nessuno soffrì?
Decretate dunque vendetta
quale non infuriò mai!
Accendete in me un’ira
quale mai fu frenata!
Comandate a Brünnhilde
di spezzare il suo cuore,
di distruggere l’uomo
che l’ha ingannata!
Gunther
Brünnhild’, Gemahlin!
Mäß’ge dich!
Brünnhilde, sposa!
Ritorna in te!
Brünnhilde
Weich’ fern, Verräter!
Selbstverrat’ner!
Wisset denn alle: –
nicht – ihm,
dem Manne – dort –
bin ich vermählt.
Arretra, traditore!
Tradito da te stesso!
Tutti sappiate dunque: –
non – di lui,
dell’uomo – là –
sono io la sposa.
Guerrieri e donne
Siegfried? Gutruns Gemahl? Di Siegfried? Lo sposo di Gutrune?
Brünnhilde
Er zwang mir Lust
und Liebe ab.
Da me a forza ottenne
piacere e amore.
Siegfried
Achtest du so
der eig’nen Ehre?
Die Zunge, die sie lästert,
muß ich der Lüge sie zeihen?
Hört, – ob ich Treue brach!
Blutbrüderschaft
hab’ ich Gunther geschworen:
Notung, das werte Schwert,
wahrte der Treue Eid:
mich trennte seine Schärfe
von diesem traur’gen Weib.
Tale è la cura
che hai del tuo onore?
La lingua che lo insulta,
tocca a me accusarla di falso?
Udite, – se ruppi la lealtà!
Fratellanza di sangue
a Gunther ho giurato:
Notung, integra spada,
garantiva il patto di lealtà:
mi divise la sua lama
da questa triste donna.
Brünnhilde
Du, listiger Held,
sieh’ wie du lügst!
Wie auf dein Schwert
du schlecht dich berufst!
Wohl kenn’ ich seine Schärfe,
doch kenn’ auch die Scheide,
darin so wonnig
ruht’ an der Wand
Notung, der treue Freund,
als die Traute sein Herr sich gewann.
Tu, astuto eroe,
guarda quanto sei falso!
Quanto a torto fai appello
alla tua spada!
Ben ne conosco il taglio
e il fodero conosco,
in cui serenamente
riposava alla parete
Notung, il fido amico,
quando il signore conquistò l’amata.
(I guerrieri e le donne si radunano con agitata indignazione)
Guerrieri e donne
Wie? Brach er die Treue?
Trübte er Gunthers Ehre?
Come? Ha rotto la lealtà?
Ha macchiato l’onore di Gunther?
Gunther
(a Siegfried)
Geschändet wär ich,
schmählich bewahrt,
gäbst du die Rede
nicht ihr zurück!
Sarei oltraggiato,
tenuto nell’infamia,
se tu quelle parole
non confutassi!
Gutrune
Treulos, Siegfried,
sannest du Trug?
Bezeuge, daß jene
falsch dich zeiht!
Ingrato, Siegfried,
hai tramato un inganno?
Dimostra che colei
falsamente ti accusa!
Guerrieri
Reinige dich,
bist du im Recht!
Schweige die Klage!
Schwöre den Eid!
Devi discolparti,
se sei nel giusto!
Respingi l’accusa!
Ripeti il giuramento!
Siegfried
Schweig’ ich die Klage,
schwör’ ich den Eid: –
wer von euch wagt
seine Waffe daran?
Se respingo l’accusa,
se ripeto il giuramento: –
c’è qualcuno che osa
rischiarci la sua arma?
Hagen
Meines Speeres Spitze
wag’ ich daran:
sie wahr’ in Ehren den Eid!
La punta della mia lancia
metto in gara:
essa tuteli il patto con onore!
(I guerrieri formano un cerchio attorno a Siegfried e a Hagen. Hagen tende la lancia; Siegfried pone due dita della sua mano destra sulla punta della lancia)
Siegfried
Helle Wehr,
heilige Waffe,
hilf meinem ewigen Eide!
Bei des Speeres Spitze
sprech’ ich den Eid: –
Spitze, achte des Spruchs!
Wo Scharfes mich schneidet,
schneide du mich;
wo der Tod mich soll treffen,
treffe du mich:
klagte das Weib dort wahr,
brach ich dem Bruder – den Eid!
Lucida lancia,
consacrata difesa,
aiuta il mio eterno giuramento!
Sulla punta della lancia
così io giuro: –
arma, ascolta le parole!
Ove il tuo filo ferisca,
sii tu a ferirmi;
ove cogliermi debba la morte,
sii tu mia morte:
se verità gridò quella donna,
infranto ho col fratello – il patto!
Brünnhilde
(irrompe furibonda nel cerchio, strappa via la mano di Siegfried dalla lancia e con la sua ne afferra la punta)
Helle Wehr,
heilige Waffe,
hilf meinem ewigen Eide!
Bei des Speeres Spitze
sprech’ ich den Eid: –
Spitze, achte des Spruchs!
Ich weihe deine Wucht,
daß sie ihn werfe!
Deine Schärfe segne ich,
daß sie ihn schneide!
Denn, brach seine Eide er all’,
schwur Meineid – jetzt – dieser Mann.
Lucida lancia,
consacrata difesa,
aiuta il mio eterno giuramento!
Sulla punta della lancia
così io giuro: –
arma, ascolta le parole!
La tua forza consacro,
che lo abbatta!
Benedico la lama,
che lo ferisca!
Ché se i suoi giuramenti già tradì,
ora – quest’uomo – ha spergiurato.
Guerrieri
(nel massimo tumulto)
Hilf, Donner!
Tose dein Wetter,
zu schweigen die wütende Schmach!
Donner, soccorri!
Scaglia il tuo uragano,
a tacitare la furiosa onta!
Siegfried
Gunther! Wehr’ deinem Weibe,
das schamlos Schande dir lügt. –
Gönnt’ ihr Weil’ und Ruh’,
der wilden Felsenfrau,
daß ihre freche Wut sich lege,
die eines Unholds
arge List
wider uns alle erregt! –
Ihr Mannen, kehret euch ab,
laßt das Weibergekeif!
Als Zage weichen wir gern,
gilt es mit Zungen den Streit.
Gunther! Frena la tua donna,
che sfrontata ti svergogna. –
Sosta le si conceda e quiete,
a lei rude figlia di roccia,
sì che si posi l’impudica ira
che l’astuta perfidia
di un demonio
contro noi tutti accende! –
Voi via, guerrieri,
queste urla di femmine lasciate!
Cauti ci ritiriamo volentieri,
se si fanno battaglie di parole.
(Si stringe a Gunther)
Glaub’, mehr zürnt es mich als dich,
daß schlecht ich sie getäuscht;
der Tarnhelm, dünkt mich fast,
hat halb mich nur gehehlt.
Doch Frauengroll
friedet sich bald;
daß ich dir es gewann,
dankt dir gewiß noch das Weib! –
Credimi, spiace più a me che a te
che male l’ho ingannata;
l’elmo, vorrei credere,
solo a metà mi ha nascosto.
Ma rancore di donna
si pacifica presto;
che per te io l’abbia presa,
poi ti sarà grata certo! –
(Si rivolge di nuovo ai guerrieri)
Munter, ihr Mannen!
Folgt mir zum Mahl! –
Animo, voi!
Seguitemi al banchetto! –
(Alle donne)
Froh zur Hochzeit
helfet, ihr Frauen!
Wonnige Lust
lache nun auf!
In Hof und Hain,
heiter vor allen,
sollt ihr heute mich sehn.
Wen die Minne freut,
meinem frohen Mute
tu’ es der Glückliche gleich!
Serene al rito
date una mano, donne!
Letizia amabile
erompa in risa!
In corte e in selva
lieto per tutti
voi mi vedrete.
Chi l’amore asseconda,
alla gaiezza mia
sia pari il fortunato!
(Con libera spavalderia Siegfried cinge col suo braccio Gutrune e la guida via con sé nella reggia: guerrieri e donne, spinti dal suo esempio, gli vanno dietro)
Quinta scena
(La scena rimane vuota. Restano indietro solo Brünnhilde, Gunther e Hagen.
Gunther, oppresso dalla vergogna e dallo sdegno, si è seduto da una parte, col viso coperto. Ferma in piedi al proscenio, per un po’ Brünnhilde segue con lo sguardo addolorato Siegfried e Gutrune, quindi abbassa il capo)
Brünnhilde
(immersa in un pensiero fisso)
Welches Unholds List
liegt hier verhohlen?
Welches Zaubers Rat
regte dies auf?
Wo ist nun mein Wissen
gegen dies Wirrsal?
Wo sind meine Runen
gegen dies Rätsel?
Ach, Jammer! Jammer!
Weh’! Ach Wehe!
All mein Wissen
wies ich ihm zu!
Di quale demonio l’astuzia
qui si nasconde?
Di che incantesimo
questa è la furia?
Dov’è il mio sapere
contro questo delirio?
Non ho più i miei rimedi
contro questo mistero?
Ahi, pena! Pena!
Guai! Ah, guai!
Tutta la mia sapienza
a lui affidai!
(Sempre esaltata)
In seiner Macht
hält er die Magd;
in seinen Banden
hält [faßt] die Beute,
die, jammernd ob ihrer Schmach,
jauchzend der Reiche verschenkt! –
Wer bietet mir nun das Schwert,
mit dem ich die Bande zerschnitt’?
In suo potere
egli tiene la donna;
nei suoi legami
stringe la preda,
che disperata per la vergogna
egli, il signore, dà allegro in dono! –
Chi porge a me una spada
con cui infrangere i miei legami?
Hagen
(stringendosi a Brünnhilde)
Vertraue mir,
betrog’ne Frau!
Wer dich verriet,
das räche ich. –
In me abbi fede,
donna ingannata!
Chi ti ha tradito,
io vendetta ne faccio. –
Brünnhilde
(girando lo sguardo con stanchezza)
An wem? Su chi?
Hagen
An Siegfried, der dich betrog. Su Siegfried, che t’ha ingannata.
Brünnhilde
An Siegfried? . . . Du? Su Siegfried? . . . Tu?
(Ridendo amaramente)
Ein einz’ger Blick
seines blitzenden Auges
– das selbst durch die Lügengestalt
leuchtend strahlte zu mir, –
deinen besten Mut
machte er bangen!
Un solo raggio
del suo occhio radioso
– che anche nel travestimento
mi colpì splendente, –
al tuo slancio più ardito
metterebbe terrore!
Hagen
Doch meinem Speere
spart ihn sein Meineid?
Ma alla mia lancia
lo sottrae lo spergiuro?
Brünnhilde
Eid und Meineid, –
müßige Acht!
Nach Stärk’rem späh,
deinen Speer zu waffnen,
willst du den Stärksten bestehn!
Giuramento, spergiuro, –
pensieri oziosi!
Tu cerca uno più forte
che ti armi la lancia,
se vuoi sfidare il più forte!
Hagen
Wohl kenn’ ich Siegfrieds
siegende Kraft,
wie schwer im Kampf er zu fällen:
drum raune nun du
mir guten [klugen] Rat,
wie doch der Recke mir wich’?
Di lui ben conosco
l’invitto vigore,
quanto duro sia batterlo in campo:
confida a me dunque
un buon segreto,
come a me ceda quel prode?
Brünnhilde
O Undank! Schändlichster Lohn!
Nicht eine Kunst
war mir bekannt,
die zum Heil nicht half seinem Leib.
Unwissend zähmt’ ihn
mein Zauberspiel, –
das ihn vor Wunden nun gewahrt.
Oh, ingrato! Premio infame!
Non ci fu arte
a me nota
che non gli giovò a salvezza del corpo.
Lui ignaro soggiogò
la mia magia, –
che da ferite ora lo difende.
Hagen
So kann keine Wehr ihm schaden? Dunque non c’è arma che gli nuoce?
Brünnhilde
Im Kampfe nicht; doch –
träfst du im Rücken ihn!
Niemals – das wußt’ ich –
wich’ er dem Feind,
nie reicht’ er fliehend ihm den Rücken:
an ihm drum spart’ ich den Segen.
In campo no; eppure –
se lo prendi alla schiena!
Mai – io lo sapevo –
cederebbe al nemico,
né in fuga gli darebbe la schiena:
là dunque sortilegio non feci.
Hagen
Und dort trifft ihn mein Speer! E là la mia lancia lo prende!
(Si gira rapido da Brünnhilde a Gunther)
Auf, Gunther!
Edler Gibichung!
Hier steht dein starkes Weib:
was hängst du dort in Harm?
Su, Gunther!
Nobile Ghibicungo!
C’è qui la donna tua forte:
a che ti avvilisci in affanno?
Gunther
(in un accesso di disperazione)
O Schmach!
O Schande!
Wehe mir,
dem jammervollsten Manne!
O infamia!
O disonore!
Guai a me,
il più disgraziato di tutti!
Hagen
In Schande liegst du, –
leugn’ ich das?
Ti opprime il disonore, –
forse lo nego?
Brünnhilde
(a Gunther)
O feiger Mann!
Falscher Genoß’!
Hinter dem Helden
hehltest du dich,
daß Preise des Ruhmes
er dir erränge!
Tief wohl sank
das teure Geschlecht,
das solche Zagen gezeugt [erzeugt]!
Tu codardo!
Compagno falso!
Dietro l’eroe
ti nascondevi,
ché il premio della gloria
per te prendesse!
Davvero giù affonda
la generosa stirpe
che genera vigliacchi!
Gunther
(fuori di sé)
Betrüger ich – und betrogen!
Verräter ich – und verraten!
Zermalmt mir das Mark!
Zerbrecht mir die Brust!
Hilf, Hagen!
Hilf meiner Ehre!
Hilf deiner Mutter,
die dich [mich] – auch ja gebar!
Ingannatore io – e ingannato!
Traditore io – e tradito!
Schiacciatemi le ossa!
Laceratemi il petto!
Aiuto, Hagen!
Dà un soccorso al mio onore!
La madre tua soccorri,
che partorì – anche te [me]!
Hagen
Dir hilft kein Hirn,
dir hilft keine Hand:
dir hilft nur – Siegfrieds Tod!
Non ti serve un cervello,
né ti serve una mano:
solo ti serve – la morte di Siegfried!
Gunther
(preso da orrore)
Siegfrieds Tod! La morte di Siegfried!
Hagen
Nur der sühnt deine Schmach! Solo così si lava la tua infamia!
Gunther
(con lo sguardo fisso)
Blutbrüderschaft
schwuren wir uns!
Fratellanza di sangue
ci giurammo!
Hagen
Des Bundes Bruch
sühne nun Blut!
La rottura del patto
ora la lavi il sangue!
Gunther
Brach er den Bund? Ruppe lui il patto?
Hagen
Da er dich verriet. Sì, se t’ha tradito.
Gunther
Verriet er mich? E mi ha tradito?
Brünnhilde
(impetuosa)
Dich verriet er,
und mich verrietet ihr alle!
Wär’ ich gerecht,
alles Blut der Welt
büßte mir nicht eure Schuld!
Doch des Einen Tod
taugt mir für alle:
Siegfried falle –
zur Sühne für sich – und euch!
Lui te ha tradito,
e me tradiste tutti!
Giustizia ricevessi,
tutto il sangue del mondo
non mi sconterebbe il vostro debito!
Però la morte di uno solo
a me basta per tutti:
Siegfried cada –
espiando per sé stesso – e per voi!
Hagen
(a Gunther)
Er falle – Sì, cada –
(segreto)
dir zum Heil!
Ungeheure Macht wird dir,
gewinnst von ihm du den Ring,
den der Tod ihm wohl nur entreißt.
per la tua fortuna!
Smisurato potere ti verrà,
se da lui ottieni l’anello
che solo la morte può sottrargli.
Gunther
(sottovoce)
Brünnhildes Ring? L’anello di Brünnhilde?
Hagen
Des Nibelungen Reif! Quello del Nibelungo!
Gunther
(con un profondo sospiro)
So wär’ es Siegfrieds Ende! Sarebbe dunque la fine di Siegfried!
Hagen
Uns allen frommt sein Tod. A noi tutti giova la sua morte.
Gunther
Doch – Gutrune, ach!
der ich ihn gönnte!
Straften den Gatten wir so,
wie bestünden wir vor ihr?
Ma – Gutrune, ahimè!
a lei io l’ho donato!
Se così condanniamo lo sposo,
come difenderci davanti a lei?
Brünnhilde
(in un accesso di furore)
Was riet mir mein Wissen?
Was wiesen mich Runen?
Im hilflosen Elend
achtet mir’s hell:
Gutrune heißt der Zauber,
der den Gatten mir entzückt [entrückt]!
Angst treffe sie!
Che mi indicò la mia scienza?
Le rune che mi ispirarono?
Nel desolato abbandono
tutto mi è chiaro:
Gutrune ha nome il maleficio,
che ha incantato [rapito] il mio sposo!
La colpisca ogni pena!
Hagen
(a Gunther)
Muß sein Tod sie betrüben,
verhehlt sei ihr die Tat.
Auf muntres Jagen
ziehen wir morgen;
der Edle braust uns voran:
ein Eber bracht’ ihn da um.
Se questa morte la affligge,
l’evento le resti nascosto.
Allegri a caccia
moviamo domani;
impetuoso corre avanti il prode:
un cinghiale l’uccise.
Gunther e Brünnhilde
So soll es sein!
Siegfried falle!
Sühn’ er die Schmach,
die er mich schuf!
Des Eides Treue
hat er getrogen:
mit seinem Blut
büß’ er die Schuld!
Allrauner!
Rächender Gott!
Schwurwissender
Eideshort!
Wotan!
Wende dich her!
Weise die schrecklich
heilige Schar,
hieher zu horchen
dem Racheschwur!
E sia così!
Siegfried cada!
Paghi l’offesa
ch’egli m’ha fatta!
La fede al giuramento
ha tradito:
con il suo sangue
sconti la pena!
Onnisciente!
Dio di vendetta!
Garante dei voti,
che vegli sui patti!
Wotan!
Volgiti a noi!
Comanda alla schiera
terribile e augusta,
che venga e ascolti
il patto di vendetta!
Hagen
Sterb’ er dahin,
der strahlende Held!
Mein ist der Hort,
mir muß er gehören.
Drum sei der Reif
ihm entrissen!
Albenvater,
gefallner Fürst!
Nachthüter!
Niblungenherr!
Alberich!
Achte auf mich!
Weise von neuem
der Niblungen Schar,
dir zu gehorchen,
des Reifes Herrn!
Morto scompaia,
l’eroe raggiante!
Quell’oro è mio,
deve spettarmi.
Dunque l’anello
gli sia sottratto!
Sovrano dei démoni,
spodestato signore!
Notturno custode!
Nibelungico sire!
Alberich!
Veglia su me!
Comanda ancora
ai tuoi Nibelunghi
che siano servi
del re dell’anello!
(Come Gunther con Brünnhilde si dirige di furia verso il palazzo, viene loro incontro il corteo nuziale che allora ne scende. Agitando rami fioriti, ragazzi e fanciulle escono in allegria. Dai guerrieri Siegfried è portato su uno scudo, Gutrune su un seggio. Sull’altura nello sfondo per diversi sentieri del declivo paggi e ancelle portano arnesi e animali per il sacrificio sull’ara consacrata e li adornano con fiori.
Siegfried e gli uomini soffiano nei corni l’appello alle nozze. Le donne esortano Brünnhilde ad accompagnarle al fianco di Gutrune. Brünnhilde rigida fissa Gutrune, che le fa cenno con un amichevole sorriso.
Non appena Brünnhilde mostra con furia di volersi ritirare, rapido Hagen si interpone e la spinge verso Gunther, che adesso prende di nuovo la mano di lei, nel momento in cui egli lascia che gli uomini lo sollevino su uno scudo.
Mentre il corteo, interrotto appena, di nuovo si rimette svelto in cammino verso l’altura, cala la tela)
Terzo atto
Preludio e prima scena
(Luogo selvaggio di foresta e rocce presso il Reno, che scorre nello sfondo lungo un declivio scosceso)
(La tre Figlie del Reno, Woglinde, Wellgunde e Flosshilde, emergono dalle onde e nuotano facendo cerchio tra loro come in girotondo)
Le tre Figlie del Reno
(nuotando un po’ più lentamente)
Frau Sonne
sendet lichte Strahlen;
Nacht liegt in der Tiefe:
einst war sie hell,
da heil und hehr
des Vaters Gold noch in ihr glänzte!
Rheingold,
klares Gold,
wie hell du einstens strahltest,
hehrer Stern der Tiefe!
La bella luce
del sole ci irradia;
notte regna nel fondo:
fulgido un tempo,
quando laggiù ancora splendeva
sacro e intatto l’oro del padre!
Oro del Reno,
lucente oro,
con che fulgore allora brillavi,
sacra stella del fondo!
(Riprendono i loro giri nuotando)
Weialala leia,
wallala leialala!
Weialala leia,
wallala leialala!
(Lontano suono di corno. Ascoltano. Esultanti battono l’acqua)
Frau Sonne,
sende uns den Helden,
der das Gold uns wieder gäbe!
Liess’ er es uns,
dein lichtes Auge
neideten dann wir nicht länger!
Rheingold!
Klares Gold,
wie froh du dann strahltest,
freier Stern der Tiefe!
O bella luce,
a noi manda l’eroe
che l’oro ci renda!
Se qui lo lasciasse,
allora non più avremmo invidia
dei chiari tuoi raggi!
Oro del Reno!
Lucente oro,
come allegro brillavi,
libera stella del fondo!
(Si ode dall’alto il corno di Siegfried)
Woglinde
Ich höre sein Horn. Odo il suo corno.
Wellgunde
Der Helde naht. L’eroe si avvicina.
Flosshilde
Laßt uns beraten! Tra noi decidiamo!
(Si immergono rapidamente tutte e tre. Siegfried tutto in armi compare sul pendio)
Siegfried
Ein Albe führte mich irr:
daß ich die Fährte verlor. –
He, Schelm! In welchem Berge
bargst du so schnell mir das Wild?
Uno gnomo mi ha fuorviato:
e ho perso la traccia. –
Ehi, briccone! Su quale cima
così presto la mia preda hai celato?
Le tre Figlie del Reno
(emergono di nuovo)
Siegfried! Siegfried!
Flosshilde
Was schiltst du so in den Grund? Che protesti contro la valle?
Wellgunde
Welchem Alben bist du gram? Quale gnomo rimbrotti?
Woglinde
Hat dich ein Nicker geneckt? Ti ha burlato un nuotante folletto?
Tutte e tre
Sag’ es, Siegfried, sag’ es uns. Dillo a noi, Siegfried, parla.
Siegfried
(guardandole sorridente)
Entzücktet ihr zu euch
den zottigen Gesellen,
der mir verschwand?
Ist’s euer Friedel,
euch lustigen Frauen
lass’ ich ihn gern!
Siete voi che avete attirato
a voi il peloso compagno
che mi è sparito?
Se è il vostro amichetto,
a voi allegre signore
io volentieri lo lascio!
(Le fanciulle scoppiano in una grande risata)
Woglinde
Siegfried, was gibst du uns,
wenn wir das Wild dir gönnen?
Siegfried, tu che ci dai,
se noi ti cediamo la bestia?
Siegfried
Noch bin ich beutelos;
so bittet, was ihr begehrt!
Ancora non ho alcuna preda;
dite dunque le vostre pretese!
Wellgunde
Ein gold’ner Ring
glänzt [ragt] dir am Finger: –
Un aureo anello
brilla [sporge] al tuo dito: –
Le tre fanciulle
Den gib uns! Tu dallo a noi!
Siegfried
Einen Riesenwurm
erschlug ich um den Reif, –
für eines schlechten Bären Tatzen
böt’ ich ihn nun zum Tausch?
Un drago enorme
per questo cerchio ho ucciso, –
e per le zampe di un brutto orso
ora dovrei scambiarlo?
Woglinde
Bist du so karg? Sei così gretto?
Wellgunde
So geizig beim Kauf? Così tirchio in commerci?
Flosshilde
Freigebig
solltest Frauen du sein!
Magnanimo dovresti
essere con le signore!
Siegfried
Verzehrt’ ich an euch mein Gut,
des zürnte mir wohl mein Weib.
Se sprecassi il mio bene con voi,
con me si sdegnerebbe la mia donna.
Flosshilde
Sie ist wohl schlimm? È tanto cattiva?
Wellgunde
Sie schlägt dich wohl? Forse ti picchia?
Woglinde
Ihre Hand fühlt schon der Held! Gli schiaffi già sente l’eroe!
(Ridono senza freno)
Siegfried
Nun lacht nur lustig zu!
In Harm lass’ ich euch doch:
denn giert ihr nach dem Ring,
euch Nickern geb’ ich ihn nie!
Ridete allegre, ridete!
Ma io vi lascio deluse:
infatti bramate l’anello,
ma a voi insolenti non lo darò!
(Le figlie del Reno si dedicano di nuovo ai loro giri di danza)
Flosshilde
So schön! È così bello!
Wellgunde
So stark! È così forte!
Woglinde
So gehrenswert! Così attraente!
In tre
Wie schade, daß er geizig ist! Purtroppo è tirchio!
(Ridono e vanno sott’acqua)
Siegfried
(scende giù fino in basso)
Was [Wie] leid’ ich doch
das karge Lob?
Lass’ ich so mich schmähn?
Kämen sie wieder
zumWasserrand,
den Ring könnten sie haben. –
Ma perché [come] sopporto
l’avara lode?
Lascio che mi si offenda?
Venissero ancora
sulla sponda dell’acqua,
potrebbero avere l’anello. –
(Chiama a gran voce)
He! Hehe! Ihr munt’ren
Wasserminnen!
Kommt rasch! Ich schenk’ euch den Ring!
Ehi! Ehi voi! Gaie
ondine amorose!
Venite presto! Vi regalo l’anello!
(Si è sfilato l’anello dal dito e lo tiene in alto)
Le figlie del Reno
(ricompaiono alla superficie. Ora si mostrano serie e solenni)
Behalt’ ihn, Held,
und wahr’ ihn wohl,
bis du das Unheil errätst,
das in dem Ring du hegst.
Froh fühlst du dich dann,
befrein wir dich von dem Fluch.
Tienilo, eroe,
e sèrbalo bene,
fino a che non comprendi il male
che nell’anello trattieni.
Sereno ti sentirai poi,
se noi dal maleficio ti salviamo.
Siegfried
(tranquillo si infila di nuovo l’anello al dito)
So singet, was ihr wißt! Cantate ciò che vi è noto!
Le figlie del Reno
Siegfried! Siegfried! Siegfried!
Schlimmes wissen wir dir.
Zu deinem Unheil
wahrst du den Ring!
Aus des Rheines Gold
ist der Ring geglüht:
der ihn listig geschmiedet,
und schmählich verlor,
der verfluchte ihn,
in fernster Zeit,
zu zeugen den Tod
dem, der ihn trüg’. –
Wie den Wurm du fälltest,
so fällst auch du,
und heute noch:
– so heißen wir’s dir, –
tauschest den Ring du uns nicht,
im tiefen Rhein ihn zu bergen.
Nur seine Flut
sühnet den Fluch!
Siegfried! Siegfried! Siegfried!
Sventura per te sappiamo.
A tuo malanno
serbi l’anello!
Dall’oro del Reno
il cerchio è stato forgiato:
chi lo temprò con astuzia,
e con vergogna lo perse,
gli lanciò maleficio,
nell’eterno futuro,
per dare la morte
a chi lo portasse. –
Come il drago abbattesti,
sarai abbattuto tu,
e proprio oggi:
– noi ti avvertiamo, –
se con noi non scambi l’anello
per celarlo nel fondo del Reno.
La sua onda soltanto
il maleficio riscatta!
Siegfried
Ihr listigen Frauen,
laßt das sein!
Traut’ ich kaum eurem Schmeicheln,
euer Drohen schreckt mich noch minder!
Voi donne astute,
lasciate andare!
Non mi fidavo delle lusinghe vostre,
e le minacce temo assai meno!
Le figlie del Reno
Siegfried! Siegfried!
Wir weisen dich wahr:
weiche, weiche dem Fluch!
Ihn flochten nächtlich
webende Nornen
in des Urgesetzes [ewiges] Seil!
Siegfried! Siegfried!
Ciò che insegniamo è vero:
fuggi, fuggi il maleficio!
Notturne le Norne tessitrici
l’hanno intrecciato
nella fune [eterna] della prima legge!
Siegfried
Mein Schwert zerschwang einen Speer: –
des Urgesetzes
ewiges Seil,
flochten sie wilde
Flüche hinein,
Notung zerhaut es den Nornen! –
Wohl warnte mich einst
vor dem Fluch ein Wurm,
doch das Fürchten lehrt’ er mich nicht. –
La mia spada frantumò una lancia: –
se nella fune eterna
della prima legge
hanno intrecciato
atroci malefici,
alle Norne Notung spezza la fune! –
Ben mi avvertì una volta
del maleficio un drago,
ma la paura non me l’insegnò.
(Osserva l’anello)
Der Welt Erbe
gewänne mir ein Ring: –
für der Minne Gunst
miss’ ich ihn gern, –
ich geb’ ihn euch, gönnt ihr mir Gunst Lust.
Doch bedroht ihr mir Leben und Leib, –
faßte er nicht
eines Fingers Wert, –
den Reif entringt ihr mir nicht!
Denn Leben und Leib,
– sollt’ ohne Lieb’
in der Furcht Bande
bang ich sie fesseln –
Leben und Leib’–
seht! – so
werf’ ich sie weit von mir!
L’eredità del mondo
mi acquistasse l’anello: –
per favore d’amore
all’anello rinuncio volentieri, –
e a voi lo do, se voi mi date amore.
Ma se a me minacciate corpo e vita, –
non valesse l’anello
neanche un dito, –
da me non lo estorcerete mai!
Ché corpo e vita
– dovessi senza amore
costretto da paura
unirli insieme –
e corpo e vita –
guardate! – così
via li getto da me!
(Ha sollevato dal suolo una zolla di terra e con queste ultime parole, alzandola sul capo, l’ha gettata dietro le sue spalle)
Le figlie del Reno
Kommt, Schwestern!
Schwindet dem Toren!
So weise und stark
verwähnt sich der Held,
als gebunden und blind er doch ist!
Presto, sorelle!
Sfuggite al pazzo!
Tanto sapiente e forte
si crede l’eroe,
quanto è impedito e cieco!
(Vivamente allarmate, nuotano con larghe evoluzioni verso la riva)
Eide schwur er, –
und achtet sie nicht!
Giurò promesse, –
che non mantiene!
(Altri movimenti impetuosi)
Runen weiß er, –
und rät sie nicht!
Ein hehrstes Gut
ward ihm gegönnt:
daß er’s verworfen,
weiß er nicht;
nur den Ring, der zum Tod ihm taugt, –
den Reif nur will er sich wahren!
Leb’ wohl, Siegfried!
Ein stolzes Weib
wird noch heut’ dich Argen beerben:
sie beut uns bessres Gehör.
Zu ihr! Zu ihr! Zu ihr!
Weialala leia,
wallala leialala!
Conosce segreti, –
che non comprende!
Bene supremo
gli fu concesso:
lui l’ha sprecato,
e non lo sa;
solo l’anello, guadagno di morte, –
quel cerchio solo egli trattiene!
Siegfried, addio!
Una superba donna
oggi di te duro sarà erede:
a noi ella dà migliore ascolto.
Da lei! Da lei! Da lei!
Weialala leia,
wallala leialala!
(Rapide riprendono i giri di danza, e danzando a nuoto e con loro comodo si allontanano verso il fondo)
Siegfried
(sorridendo le segue con lo sguardo, pone una gamba su una roccia della riva e attende poggiando il mento sulla mano)
Im Wasser wie am Lande
lernte nun ich Weiber Art:
wer nicht ihrem Schmeicheln traut,
den schrecken sie mit Drohen;
wer dem nun kühnlicht trotzt,
dem kommt dann ihr Keifen dran!
Tra le onde e sulla terra
ora ho imparato i modi delle donne:
se delle loro lusinghe non ti fidi,
vogliono spaventarti con minacce;
e chi ardito sfida le minacce,
ecco che gli arrivano le urla!
Le figlie del Reno
(si odono da una lontananza anche maggiore. Lui le guarda senza voltarsi)
La! La! La! La!
Siegfried
Und doch, –
trüg’ ich nicht Gutrun’ Treu’,
der zieren Frauen eine
hätt’ ich mir frisch gezähmt!
Però, –
se a Gutrune io non fossi fedele,
una di queste belle
lesto l’avrei domata!
(Dall’alto si avvicinano squilli di caccia; lontana arriva la voce di Hagen. Siegfried si scuote da un incantamento sognante e risponde con il suo corno ai richiami)
Seconda scena
(Durante le battute seguenti Gunther, Hagen e guerrieri scendono dall’altura)
La voce di Hagen
(da lontano)
Hoiho! Hoiho!
Guerrieri
(fuori di scena)
Hoiho! Hoiho! Hoiho! Hoiho!
Siegfried
(in risposta)
Hoiho! Hoiho! Hoihe! Hoiho! Hoiho! Hoihe!
(Hagen compare sull’altura, Gunther lo segue)
Hagen
(scorgendo Sigfried)
Finden wir endlich,
wohin du flogest?
Trovato finalmente,
dov’eri scappato?
Siegfried
Kommt herab! Hier ist’s frisch und kühl! Scendete! Qui c’è fresco e ombra!
(I guerrieri arrivano tutti sull’altura e quindi ne discendono con Hagen e Gunther)
Hagen
Hier rasten wir,
und rüsten das Mahl!
Laßt ruhn die Beute,
und bietet die Schläuche!
Qui riposiamo,
e provvediamo al pasto!
Mettete giù le prede,
distribuite gli otri!
(Le prede di caccia sono gettate giù a mucchi. Girano otri e corni per bere. Tutti si stendono)
Hagen
Der uns das Wild verscheuchte,
nun sollt ihr Wunder hören,
was Siegfried sich erjagt.
Da chi ci ha disperso le bestie,
ora udrete portenti,
la caccia e le prede di Siegfried.
Siegfried
(ridendo)
Schlimm steht es um mein Mahl:
von eurer Beute
bitte ich für mich!
Al mio pasto va male:
del vostro bottino
un parte chiedo per me!
Hagen
Du beutelos? Tu a mani vuote?
Siegfried
Auf Waldjagd zog ich aus,
doch Wasserwild zeigte sich nur:
war ich dazu recht beraten,
drei wilde Wasservögel
hätt’ ich euch wohl gefangen,
die dort auf dem Rhein mir sangen,
erschlagen würd’ ich noch heut’.
A caccia nei boschi sono andato,
ma ho visto solo selvaggina d’acqua:
se me lo fossi atteso,
tre uccelli selvatici di fiume
vi avrei felicemente catturati,
che hanno predetto là sul Reno
la mia morte oggi stesso.
(Si sdraia in mezzo a Gunther e Hagen. Gunther rabbrividisce e getta su Hagen un’occhiata torva)
Hagen
Das wäre üble Jagd,
wenn den Beutelosen selbst
ein lauernd Wild erlegte!
Brutta caccia sarebbe
se una belva in agguato assalisse
proprio quello che sta senza preda!
Siegfried
Mich dürstet! Ho sete!
Hagen
(mentre fa riempire un boccale di corno per Siegfried e glielo porge)
Ich hörte sagen, Siegfried,
der Vögel Sangessprache
verstündest du wohl:
so wäre das wahr?
Siegfried, sentii dire
che tu comprendi bene
il canto degli uccelli:
sarà mai vero?
Siegfried
Seit lange acht’ ich
des Lallens nicht mehr.
Da tempo non do ascolto
più al cinguettìo.
(Afferra il boccale di corno e stringendolo si volge verso Gunther. Beve e offre il corno a Gunther)
Trink’, Gunther, trink’:
dein Bruder bringt es dir!
Su, Gunther, bevi:
il fratello ti brinda alla salute!
(Gunther con orrore guarda nel corno)
Gunther
(con voce sorda)
Du mischtest matt und bleich: – Pallido e smorto: –
(con voce più sorda)
dein Blut allein darin! solo il tuo sangue ci hai versato!
Siegfried
(ridendo)
So misch’ es mit dem deinen! Perciò qui unisci il tuo!
(Versa dal corno di Gunther nel suo, sì che questo trabocca)
Nun floß gemischt es über:
der Mutter Erde
laß das ein Labsal sein!
Ora ne uscì mischiato:
e sia alla Terra Madre
questo un ristoro!
Gunther
(con un intenso sospiro)
Du überfroher Held! Tu eroe troppo festoso!
Siegfried
(sottovoce a Hagen)
Ihm macht Brünnhilde Müh’? Lo agita Brünnhilde?
Hagen
(sottovoce a Siegfried)
Verstünd’ er sie so gut,
wie du der Vögel Sang!
Se tanto la capisse
quanto tu il canto degli uccelli!
Siegfried
Seit Frauen ich singen hörte,
vergaß ich der Vöglein ganz.
Da che ho udito i canti delle donne,
degli uccelli non ricordo nulla.
Hagen
Doch einst vernahmst du sie? Ma un tempo l’intendevi?
Siegfried
(volgendosi vivacemente a Gunther)
Hei! Gunther,
grämlicher Mann!
Dankst du es mir,
so sing’ ich dir Mären
aus meinen jungen Tagen.
Ehi! Gunther,
uomo scontento!
Se a te è cosa grata,
ti canto qualche storia
dei miei giorni di un tempo.
Gunther
Die hör’ ich gern. Le ascolto volentieri./td>
(Tutti si accomodano vicino a Siegfried che è il solo a sedersi diritto, mentre gli altri giacciono sdraiati più in basso)
Hagen
So singe, Held! Dunque, eroe, canta!
Siegfried
Mime hieß
ein mürrischer Zwerg;
in des Neides Zwang
zog er mich auf,
daß einst das Kind,
wann kühn es erwuchs,
einenWurm ihm fällt’ im Wald,
der lang schon [faul dort] hütet’ einen Hort.
Er lehrte mich schmieden
und Erze schmelzen;
doch was der Künstler
selber nicht konnt’,
des Lehrlings Mute
mußt’ es gelingen:
eines zerschlagnen Stahles Stücken
neu zu schweißen zum Schwert.
Des Vaters Wehr
fügt’ ich mir neu,
nagelfest
schuf ich mir Notung.
Tüchtig zum Kampf
dünkt er dem Zwerg;
der führte mich nun zum Wald:
dort fällt’ ich Fafner, den Wurm.
Jetzt aber merkt
wohl auf die Mär:
Wunder muß ich euch melden.
Von des Wurmes Blut
mir brannten die Finger;
sie führt’ ich kühlend zum Mund:
kaum netzt’ ein wenig
die Zunge das Naß, –
was da die Vöglein sangen,
das konnt’ ich flugs verstehn.
Auf den Ästen saß es und sang: –
«Hei! Siegfried gehört nun
der Niblungen Hort!
Oh, fänd’ in der Höhle
den Hort er jetzt!
Wollt’ er den Tarnhelm gewinnen,
der taugt’ ihm zu wonniger Tat:
doch wollt er den Ring sich erraten,
der macht’ ihn zum Walter der Welt!»
Mime era il nome
di un nano astioso;
assillato da invidia
allevò me,
sì che il bimbo,
fatto adulto e animoso,
per lui nel bosco un drago uccidesse,
che da tempo [là pigro] vegliava un tesoro.
Mi insegnò a forgiare
e a fonder metalli;
ma ciò di cui non era
capace il maestro,
doveva riuscire
all’estro dell’allievo:
dai resti di un acciaio infranto
temprare una spada tutta nuova.
L’arma di mio padre
ho ricomposto,
salda e dura
Notung mi sono fatto.
Pronta allo scontro
parve essa al nano;
perciò mi condusse nel bosco:
e lì uccisi Fafner, il drago.
Ma ben attenti
ora state al racconto:
ché devo svelarvi un prodigio.
Col sangue del drago
mi scottai le dita;
le accostai per sollievo alla bocca:
bagnata ch’ebbe appena
l’umore la mia lingua, –
i canti degli uccelli
all’istante compresi.
Posato sui rami uno cantava: –
«Evviva! A Siegfried spetta
dei Nibelunghi il tesoro!
Oh, se nella caverna
ora egli lo trovasse!
E se il magico elmo si conquista,
gli è di aiuto ad azioni gloriose:
ma se volesse ritrovare l’anello,
con esso sarebbe il sovrano del mondo!»
Hagen
Ring und Tarnhelm
trugst du nun fort?
L’anello e l’elmo
li hai portati via?
Un guerriero
Das Vöglein hörtest du wieder? Hai udito ancora l’uccellino?
Siegfried
Ring und Tarnhelm
hatt’ ich gerafft:
da lauscht’ ich wieder
dem wonnigen Laller;
der saß im Wipfel und sang: –
«Hei! Siegfried gehört nun
der Helm und der Ring.
Oh, traute er Mime,
dem treulosen, nicht!
Ihm sollt’ er den Hort nur erheben;
nun lauert er listig am Weg;
nach dem Leben trachtet er Siegfried –
oh, traute Siegfried nicht Mime!»
L’anello e l’elmo
me li ero presi:
e poi udii di nuovo
il caro chiacchierone;
sedeva sulla cima cantando: –
«Evviva! Spettano a Siegfried
ora l’elmo e l’anello!
Oh, mai non si fidi
di Mime, il bugiardo!
Dovrebbe trarre il tesoro solo per Mime,
che ora gli tende astuto un’insidia;
e minaccia la vita di Siegfried –
oh, non si fidi Sigfried di Mime!»
Hagen
Er mahnte dich gut? Era buono il consiglio?
Quattro guerrieri
Vergaltest du Mime? E Mime, l’hai ripagato?
Siegfried
Mit tödlichem Tranke
trat er zu mir;
bang und stotternd
gestand er mir Böses:
Notung streckte den Strolch!
Con letale liquore
mi venne vicino;
farfugliante e atterrito
balbettava il suo odio:
Notung ha atterrato l’infame!
Hagen
(con una stridula risata)
Was nicht er geschmiedet,
schmeckte doch Mime!
Quel che non aveva forgiato,
Mime ha assaggiato!
(Fa riempire di nuovo un boccale di corno e ci versa il succo di un’erba)
Due guerrieri
(uno dopo l’altro)
Was wies das Vöglein dich wieder? Che altro ti insegnò l’uccellino?
Hagen
Trink’ erst, Held,
aus meinem Horn:
ich würzte dir holden Trank,
die Erinnerung hell dir zu wecken,
Prima, eroe, bevi
dal mio corno:
t’ho preparato un buon succo,
per destarti ben chiara la memoria,
(porge il corno a Siegfried)
daß Fernes nicht dir entfalle! che nulla remoto ti sfugga!
Siegfried
(assorto guarda nel corno e poi beve lentamente)
In Leid zu dem Wipfel
lauscht’ ich hinauf;
da saß es noch und sang: –
«Hei! Siegfried erschlug nun
den schlimmen Zwerg!
Jetzt wüßt’ ich ihm noch
das herrlichste Weib:
auf hohem Felsen sie schläft,
Feuer umbrennt ihren Saal:
durchschritt’ er die Brunst,
weckt er die Braut, –
Brünnhilde wäre dann sein!»
Rattristato alla cima
porgevo orecchio;
c’era ancora e cantava: –
«Evviva! Siegfried ha ucciso
il perfido nano!
Ora vorrei parlargli
della donna mirabile:
su alta rupe ella dorme,
circondano fiamme la sua reggia:
se egli attraversa la vampa,
se egli desta la sposa, –
Brünnhilde sarà allora sua!»
Hagen
Und folgtest du
des Vögleins Rate?
E al consiglio dell’uccellino
hai dato ascolto?
Siegfried
Rasch ohne Zögern
zog ich nun aus:
Svelto senza esitare
mi misi in cammino:
(Gunther ascolta con stupore sempre crescente)
bis den feurigen Fels ich traf:
die Lohe durchschritt ich,
und fand zum Lohn –
fin che giunsi alla rupe di fuoco:
attraversai le fiamme,
e trovai in premio –
(immerso in un rapimento via via più intenso)
in lichter Waffen Gewand.
Den Helm löst’ ich
der herrlichen Maid;
mein Kuß erweckte sie kühn: –
o, wie mich brünstig da umschlang
der schönen Brünnhilde Arm!
una donna soave nel sonno
chiusa in una fulgida corazza.
L’elmo slacciai
alla fanciulla eccelsa;
ardito la destò un mio bacio: –
o, con quale ardore poi mi avvolse
il braccio di Brünnhilde bella!
Gunther
(balza in piedi al colmo dell’orrore)
Was hör’ ich! Che ascolto!
(Due corvi s’alzano in volo da una macchia, girano attorno a Siegfried, quindi volano via da lì, verso il Reno)
Hagen
Errätst du auch
dieser Raben Geraun’?
Tu intendi anche
lo stridìo dei corvi?
(Siegfried si alza con impeto e segue i corvi con lo sguardo, volgendo le spalle a Hagen)
Rache rieten sie mir! Esortavano me alla vendetta!
(Hagen pianta la sua lancia nella schiena di Siegfried. Gunther e i guerrieri si gettano su Hagen. Con due mani Siegfried solleva lo scudo in alto sul suo capo, per lanciarlo su Hagen: le forze lo abbandonano; lo scudo gli sfugge candendo alle spalle, ed egli si abbatte sullo scudo)
Quattro guerrieri
(che invano hanno tentato di trattenere Hagen)
Hagen, was tust du? Hagen, che fai?
Altri due
Was tatest du? Che hai fatto?
Gunther
Hagen, was tatest du? Hagen, che hai fatto?
Hagen
Meineid rächt’ sich! Vendicai lo spergiuro!
(Tranquillo si gira e si allontana scomparendo poi sull’altura, da dove lo vediamo andarsene lentamente nella luce del crepuscolo che incomincia.
Gunther, vinto dal dolore, si inginocchia presso il fianco di Siegfried. I guerrieri colmi di compassione circondano il morente)
Siegfried
(sostenuto a sedere a due guerrieri, spalanca splendenti gli occhi)
Brünnhilde!
Heilige Braut!
Wach’ auf! Öffne dein Auge!
Wer verschloß dich
wieder in Schlaf?
Wer band dich in Schlummer so bang? –
Der Wecker kam:
er küßt dich wach,
und aber der Braut
bricht er die Bande: –
da lacht ihm Brünnhildes Lust. –
Ach! Dieses Auge
ewig nun offen! –
Ach, dieses Atems
wonniges Wehen!
Süßes Vergehen, –
seliges Grauen! –
Brünnhild’ – bietet mir – Gruß!
Brünnhilde!
Mia sacra sposa!
Déstati! Apri i tuoi occhi!
Chi ti avvolse
di nuovo in un sonno?
Chi ti legò in ansioso sopore? –
Chi può svegliarti è giunto:
con un bacio ti chiama,
e poi alla sposa
spezza i legami: –
ed ecco gli sorride la gioia di Brünnhilde. –
Ah! Quest’occhio
per sempre aperto! –
Ah, di quest’alito
il dolce soffio!
Lieto abbandono, –
beata angoscia! –
Brünnhilde – mi dà – il suo saluto!
(Cade all’indietro e muore. Immobile cordoglio in che gli è intorno)
(È discesa la notte. Ad un muto gesto di Gunther i guerrieri sollevano il cadavere di Siegfried sullo scudo e, durante quello che segue, lo accompagnano lentamente in solenne processione verso la cima della rupe allontanandosi.
Attraverso le nubi appare la luce della luna e illumina sempre più chiara il corteo funebre che raggiunge la sommità del monte. Dal Reno si è levata la nebbia e gradatamente si espande fino sul davanti per tutta la scena in cui il corteo funebre è ormai invisibile: e durante l’interludio la scena è completamente avvolta dalla nebbia. Che poi di nuovo si disperde, fin che appare sempre più riconoscibile la reggia dei Ghibicunghi, come nel primo atto)
Terza scena
(È notte. I raggi della luna si riflettono sul Reno.
Dalla sua stanza esce Gutrune nell’atrio)
Gutrune
War das sein Horn? Era il suo corno?
(Ascolta)
Nein! – Noch
kehrt’ er nicht heim. –
Schlimme Träume
störten mir den Schlaf.
Wild wieherte sein Roß; –
Lachen Brünnhildes
weckte mich auf. –
Wer war das Weib,
das ich zum Ufer schreiten sah? –
Ich fürchte Brünnhild’. –
Ist sie daheim?
No! – Ancora
non è tornato a casa. –
Brutte immagini
mi turbarono il sonno.
Stridulo nitrì il cavallo; –
la risata di Brünnhilde
mi ha svegliato. –
Chi era la donna
che ho visto andare verso la riva? –
Di Brünnilde ho paura. –
È in casa?
(Origlia alla porta a destra e chiama)
Brünnhild’! Brünnhild’!
Bist du wach? –
Brünnhilde! Brünnhilde!
Sei sveglia? –
(Apre timidamente la porta e guarda dentro la stanza)
Leer das Gemach.
So war es sie,
die ich zum Rheine schreiten sah? –
La stanza è vuota.
Dunque era lei
che vidi lungo il Reno? –
(Trasale, attenta a un suono lontano)
War das sein Horn? –
Nein!
Öd’ alles!
Era il corno di Siegfried? –
No!
Tutto è deserto!
(Guarda impaurita verso l’esterno)
Säh’ ich Siegfried nur bald! – Vedessi almeno Siegfried presto! –
(Come ode la voce di Hagen, Gutrune presa dal terrore resta immobile un po’ di tempo)
Voce di Hagen
(da fuori, sempre più vicina)
Hoiho! Hoiho!
Wacht auf! Wacht auf!
Lichte! Lichte!
Helle Brände!
Jagdbeute
bringen wir heim. –
Hoiho! Hoiho! –
Hoiho! Hoiho!
Sveglia! Su, sveglia!
Luci! Luci!
Torce fiammanti!
La preda di caccia
portiamo a casa. –
Hoiho! Hoiho! –
(Dall’esterno cresce il chiarore di fiaccole)
Hagen
(entra nella sala)
Auf, Gutrun’!
Begrüße Siegfried!
Der starke Held,
er kehret heim.
Su, Gutrune!
Saluta Siegfried!
È il forte eroe
che torna a casa.
Gutrune
(in grande ansia)
Was geschah? Hagen!
Nicht hört’ ich sein Horn!
Hagen! Che accadde?
Non ho sentito il corno!
(Uomini e donne con lumi e torce accompagnano in grande smarrimento il corteo di coloro che rientrano con il cadavere di Siegfried)
Hagen
Der bleiche Held,
nicht bläst er es mehr;
nicht stürmt er zur Jagd,
zum Streite nicht mehr,
noch wirbt er um wonnige Frauen!
Per l’esangue eroe
suono di corni non c’è più;
a caccia egli non corre,
né a duelli mai più,
né amabili donne corteggia!
Gutrune
(con crescente spavento)
Was bringen die? Che portano?
(Il corteo ha raggiunto il centro della sala, e i guerrieri posano lì il cadavere, su un banco prestamente allestito)
Hagen
Eines wilden Ebers Beute:
Siegfried, deinen toten Mann.
La preda di un cinghiale feroce:
Siegfried, il tuo sposo morto.
(Gutrune alza un grido e si getta sul cadavere. Turbamento e compassione di tutti. Gunther si affanna intorno alla sorella priva di sensi)
Gunther
Gutrun’, holde Schwester!
Hebe dein Auge, –
schweige mir nicht! –
Gutrune, sorella cara!
Solleva lo sguardo, –
non restar muta! –
Gutrune
(tornando in sé)
Siegfried! – Siegfried erschlagen! Siegfried! – Siegfried ucciso!
(Respinge Gunther con violenza)
Fort, treuloser Bruder,
du Mörder meines Mannes! –
O Hilfe! Hilfe!
Wehe! Wehe!
Sie haben Siegfried erschlagen!
Via, fratello sleale,
assassino tu del mio sposo! –
Aiuto! Aiuto!
Ahimè! Guai!
Siegfried è stato ucciso!
Gunther
Nicht klage wider mich,
dort klage wider Hagen.
Er – ist der verfluchte Eber,
der diesen Edlen zerfleischt’.
Non incolpare me,
là, incolpa Hagen.
Lui – è il cinghiale malefico
che massacrò l’eletto.
Hagen
Bist du mir gram darum? Me ne porti rancore?
Gunther
Angst und Unheil
greife dich immer!
Pena e sventura
ti tengano in eterno!
Hagen
(avanzando con tremenda tracotanza)
Ja denn! Ich hab’ ihn erschlagen.
Ich – Hagen –
schlug ihn zu Tod [zu todt]. –
Meinem Speer war er gespart,
bei dem er Meineid sprach. –
Heiliges Beuterecht
hab’ ich mir nun errungen: –
drum fordr’ ich hier – diesen Ring.
Ebbene sì! L’ho ucciso.
Io – Hagen –
l’ho colpito a morte [l’ho colpito e ucciso]. –
Alla mia lancia egli era serbato,
su cui disse spergiuro. –
Il bottino a me spetta
per diritto sacro: –
e qui ora pretendo – questo anello.
Gunther
Zurück! Was mir verfiel,
sollst nimmer du empfahn!
Indietro! Quello che a me è dovuto,
tu non l’avrai mai!
Hagen
Ihr Mannen, richtet mein Recht! Guerrieri, dite voi il mio diritto!
Gunther
Rührst du an Gutrunes Erbe,
schamloser Albensohn?
L’eredità di Gutrune osi toccare,
svergognato figlio di démone?
Hagen
(trae la spada)
Des Alben Erbe
fordert so sein Sohn!
Così il figlio esige
l’eredità dello gnomo!
(Attacca Gunther che si difende: i due combattono. I guerrieri si lanciano in mezzo a loro. Raggiunto da un colpo di Hagen, Gunther cade morto a terra)
Hagen
Her den Ring! L’anello a me!
(Afferra la mano di Siegfried; questa si solleva minacciosa)
(Vedendo Gunther cadere, Gutrune ha gridato inorridita. Tutti restano immobili oppressi dalla paura. Dal fondo si avanza, sicura e solenne, Brünnhilde)
Brünnhilde
(ancora sul fondo)
Schweigt eures Jammers
jauchzenden Schwall!
Das ihr alle verrietet,
zur Rache schreitet sein Weib. –
Il lacrimoso fiotto
fermate dei lamenti!
La sua donna, che tutti voi
tradiste, viene a vendetta. –
(Viene avanti calma)
Kinder hört’ ich
greinen nach der Mutter,
da süße Milch sie verschüttet:
doch nicht erklang mir
würdige Klage,
des höchsten Helden wert.
Ho udito bimbi
frignare con la madre,
che il buon latte ella versi:
ma non mi giunse
nobile compianto,
degno dell’eroe sommo.
Gutrune
(levandosi con impeto da terra)
Brünnhilde! Neiderboste!
Du brachtest uns diese Not:
die du die Männer ihm verhetztest,
weh, daß du dem Haus genaht!
Brünnhilde! Avvelenata di odio!
Hai portato tu qui tanta miseria:
tu contro gli eccitasti gli uomini,
sventura, che tu sia entrata nella casa!
Brünnhilde
Armsel’ge, schweig’!
Sein Eheweib warst du nie;
als Buhlerin
bandest du ihn.
Sein Mannesgemahl bin ich,
der ewige Eide er schwur,
eh’ Siegfried je dich ersah!
Taci, infelice!
Sua sposa non sei stata mai;
da seduttrice
l’hai legato a te.
La vera sua donna sono io,
a me eterna fede giurò Siegfried,
prima che egli mai ti avesse vista!
Gutrune
(grida con violenta disperazione)
Verfluchter Hagen!
Daß du das Gift mir rietest,
das ihr den Gatten entrückt!
Ach, Jammer!
Wie jäh’ nun weiß ich’s,
Brünnhild’ war die Traute,
die durch den Trank er vergaß! –
Infame Hagen!
Tu mi ha fornito il succo,
che a lei ha rubato lo sposo!
Ah, dolore!
Come a un tratto comprendo,
Brünnhilde era l’amata
che la droga a lui tolse di mente! –
(Piena di vergogna ella si è allontanata da Siegfried e ora si china sfinita sul cadavere di Gunther; e così rimane immobile fino alla fine)
(Hagen sta fermo sul lato opposto, appoggiato con aria tracotante alla lancia e allo scudo e immerso in foschi pensieri)
(Brünnhilde è sola al centro; dopo che a lungo è rimasta a fissare il volto di Siegfried, ella ora con solenne autorità si volge verso gli uomini e le donne)
Brünnhilde
Starke Scheite
schichtet mir dort
am Rande des Rheins zuhauf!
Hoch und hell
lodre die Glut,
die den edlen Leib
des hehresten Helden verzehrt.
Sein Roß führet daher,
daß mit mir dem Recken es folge:
denn des Helden heiligste
Ehre zu teilen,
verlangt mein eigner Leib.
Vollbringt Brünnhildes Wort!
Tronchi robusti
ammassatemi là
a catasta sulla riva del Reno!
Alta e chiara
arda la fiamma
che il bel corpo
consuma del sublime eroe.
Il suo cavallo conducete qui,
ché accompagni con me il suo signore:
a dividere il supremo
onore dell’eroe
anche il mio corpo aspira.
Ubbidite al comando di Brünnhilde!
(Durante ciò che segue gli uomini più giovani innalzano davanti alla reggia, presso alla riva del Reno, un enorme rogo: e quindi le donne lo adornano con coperte sulle quali spargono erbe e fiori)
(Brünnhilde si immerge di nuovo nella contemplazione del corpo di Siegfried. Il suo volto si trasfigura sempre più serenamente)
Wie Sonne lauter
strahlt mir sein Licht:
der Reinste war er,
der mich verriet!
Die Gattin trügend
– treu dem Freunde, –
von der eignen Trauten
– einzig ihm teuer, –
schied er sich durch sein Schwert. –
Echter als er
schwur keiner Eide;
treuer als er
hielt keiner Verträge;
lautrer als er
liebte kein andrer!
Und doch, alle Eide,
alle Verträge,
die treueste Liebe, –
trog keiner wie er!
Wißt ihr, wie das ward?
Limpida come il sole
la sua luce mi rischiara:
era il più puro
colui che mi tradì!
Tradendo la sposa
– fedele all’amico, –
dalla sua amata
– sola a lui cara, –
si separò con la spada. –
Più onesto di lui
nessuno giurò;
di lui più leale
nessuno tenne promesse;
più puro di lui
non amò nessun altro!
Ma giuramenti
patti e promesse,
e l’amore più forte, –
nessuno tradì come lui!
Sapete voi come accadde?
(Guardando verso l’alto)
Oh ihr, der Eide
ewige [heilige] Hüter!
Lenkt euren Blick
auf mein blühendes Leid;
erschaut eure ewige Schuld!
Meine Klage hör’,
du hehrster Gott!
Durch seine tapferste Tat,
dir so tauglich erwünscht, –
weihtest du den,
der sie gewirkt,
dem Fluche, dem du verfielest, –
mich mußte
der Reinste verraten,
daß wissend würde ein Weib! –
Weiß ich nun, was dir frommt?
Alles, alles,
alles weiß ich, –
alles ward mir nun frei.
Auch deine Raben
hör’ ich rauschen;
mit bang ersehnter Botschaft
send’ ich die beiden nun heim.
Ruhe, ruhe, du Gott!
O voi, dei patti
custodi eterni [santi]!
Chinate gli occhi
sul fiore del mio strazio;
guardate la vostra colpa eterna!
Ascolta la mia accusa,
supremo iddio!
Col suo atto più prode,
da te deciso a tuo grande vantaggio, –
tu consacrasti colui
che l’ha compiuto
alla maledizione cui tu eri dannato, –
me dovette
quel puro tradire,
sì che una donna acquistasse sapienza! –
So io ora ciò che a te giova?
Tutto, tutto,
so tutto, –
ormai per me tutto è sgombro.
Anche odo il fremito
del volo dei tuoi corvi;
col messaggio da te atteso e temuto
io ora li rimando a casa.
Pace ora, pace, o dio!
(Col gesto chiede ai guerrieri di sollevare il corpo di Siegfried e di portarlo sul rogo; nello stesso tempo sfila dal dito di Siegfried l’anello e lo contempla pensosa)
Mein Erbe nun
nehm ich zu eigen. –
Verfluchter Reif!
Furchtbarer Ring!
Dein Gold fass’ ich,
und geb’ es nun fort.
Der Wassertiefe
weise Schwestern,
des Rheines schwimmende Töchter,
euch dank’ ich redlichen Rat!
Was ihr begehrt,
ich geb’ es euch:
aus meiner Asche
nehmt es zu eigen!
Das Feuer, das mich verbrennt,
rein’ge vom Fluche den Ring! –
Ihr in der Flut,
löset ihn auf,
und lauter bewahrt
das lichte Gold,
das euch zum Unheil geraubt.
L’eredità che mi spetta
ora mi approprio. –
Funesto cerchio!
Orrendo anello!
Stringo il tuo oro,
che dono ad altri.
Delle acque fonde
sagge sorelle,
nuotanti figlie del Reno,
a voi son grata del leale consiglio!
Ciò che attendete,
io ve lo dono:
dalla mia cenere
fatelo vostro!
Il fuoco che mi consuma,
dal male sciolga l’anello! –
Con voi nel fiume
scompaia il male,
e voi schiette serbate
l’oro lucente,
che con sventure vi fu sottratto.
(Si è infilata al dito l’anello e ora si gira verso la catasta di ceppi, su cui già sta disteso il cadavere di Siegfried. Ella strappa dalla mano di un guerriero un’enorme fiaccola, la agita accennando verso il fondo)
Fliegt heim, ihr Raben!
Raunt es eurem Herren,
was hier am Rhein ihr gehört!
An Brünnhildes Felsen
fahrt vorbei!
Der dort noch lodert,
weiset Loge nach Walhall!
Denn der Götter Ende
dämmert nun auf.
So werf ich den Brand
in Walhalls prangende Burg.
Corvi, via in volo a casa!
Sussurrate al signore
quel che udiste sul Reno!
La rupe di Brünnhilde
sfiorate in corsa!
Spingete al Walhall
Loge che arde lì ancora!
Perché ormai sorge
la fine degli dei.
E scaglio io l’incendio
nella superba rocca.
(Lancia la fiaccola sulla catasta di legna che immediatamente divampa. Due corvi si sono levati in volo dalla riva e scompaiono nello sfondo. Brünnhilde scorge il suo cavallo, che due uomini hanno condotto in quel momento)
Grane, mein Roß!
Sei mir gegrüßt!
Tu, mio corsiero!
Grane, io ti saluto!
(Ella gli è corsa incontro, lo afferra e rapida lo libera dalle briglie; quindi si china verso di lui con confidenza)
Weißt du auch, mein Freund,
wohin ich dich führe?
Im Feuer leuchtend,
liegt dort dein Herr,
Siegfried, mein seliger Held.
Dem Freunde zu folgen,
wieherst du freudig?
Lockt dich zu ihm
die lachende Lohe?
Fühl’ meine Brust auch,
wie sie entbrennt,
helles Feuer
das Herz mir erfaßt,
ihn zu umschlingen,
umschlossen von ihm,
in mächtigster Minne,
vermählt ihm zu sein! –
Heiajaho! Grane!
Grüß deinen Herren!
Siegfried! Siegfried! Sieh!
Sai anche tu, o amico,
dove ti guido?
Raggiante nel fuoco
giace là il tuo signore,
Siegfried, il mio eroe beato.
Per seguire l’amico
nitrisci di gioia?
A lui ti seduce
la fiamma ridente?
Ma senti in me anche
come arde il mio petto,
una vampa lucente
mi avvolge il cuore,
per stringere l’eroe,
cinta da lui,
in suprema passione,
essergli unita! –
Heiajaho! Grane!
Saluta il signore!
Siegfried! Siegfried! Guarda!
(Si è lanciata in groppa al cavallo e ora lo incita al salto)
Selig grüßt dich dein Weib! Ti saluta beata la tua donna!
(Si è lanciata in groppa al cavallo e ora lo incita al salto)
(Con un balzo spinge il cavallo sul rogo ardente.
Subito l’incendio si alza crepitando, sì che il fuoco invade completamente lo spazio di fronte alla reggia, che sembra esserne attaccata essa stessa. In preda del terrore uomini e donne si affollano sul limite estremo della scena. Quando pare che il palcoscenico tutto intero sia avvolto dal fuoco, all’improvviso i bagliori delle fiamme si spengono e ben presto non rimane che una nube di vapore, che si allontana verso il fondo e lì si posa sull’orizzonte come un fosco strato di nubi.
Contemporaneamente su dalla riva si è gonfiato con forza il Reno e riversa i suoi flutti sul rogo fino alla soglia della reggia. Le tre Figlie del Reno sono apparse nuotando sulle onde)
(Hagen, che dall’episodio dell’anello ha seguito con angoscia crescente tutte le azioni di Brünnhilde, alla vista delle Figlie del Reno cade in un terrore estremo; con furia getta lontano da sé lancia, scudo ed elmo e si butta come un pazzo nelle onde)
Hagen
Zurück vom Ring! Via dall’anello!
(Woglinde e Wellgunde gli circondano la nuca con le braccia, si allontanano a nuoto e lo trascinano con sé nel profondo. Floßhilde, nuotando davanti alle altre verso il fondo della scena, leva in alto esultante l’anello riconquistato.
Entro lo strato di nubi che si è accumulato sull’orizzonte, erompe un fulgore rossastro che si fa sempre più splendente. Rischiarate da questa luce, si vedono le tre Figlie del Reno danzare allegre in circolo giocando con l’anello sulle onde ora più calme del Reno, che a poco a poco è rientrato nel suo letto)
(Dalle macerie della reggia rovinata a terra gli uomini e le donne guardano con estrema trepidazione il fiammante fulgore che s’alza verso il cielo. Quando questo alla fine risplende al massimo della sua luce, dentro ci si scorge la sala del Walhall, in cui siedono radunati gli dei e gli eroi, proprio come nella descrizione di Waltraute nel primo atto.
Sembra che nella sala degli dei esplodano fiamme chiarissime. Quando gli dei sono completamente avvolti dalle fiamme, cala la tela)
(Traduzione italiana di Franco Serpa)

(1) Testo tratto dal programma di sala della Fondazione Teatro alla Scala,
Milano, Teatro alla Scala, 23 ottobre 2012

I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 23 giugno 2026