Variazioni in do maggiore

per clarinetto e orchestra

Musica: Gioachino Rossini (1792 - 1868)
Organico: clarinetto solista, flauto, 2 clarinetti, fagotto, 2 corni, archi
Composizione: autunno 1809
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1824
Guida all'ascolto (nota 1)

Accanto alla grande produzione operistica (una quarantina di titoli, tenuto conto anche dei rifacimenti, da La cambiale di matrimonio del 1810 al Guillaume Tell del 1829) e ai titoli cameristici risalenti agli anni del cosiddetto "silenzio", in cui spiccano i 14 album di musica vocale, pianistica e strumentale che vanno sotto il nome di Péchés de vieillesse, il catalogo rossiniano comprende un gruppo di composizioni strumentali giovanili, appartenenti agli anni di formazione del musicista. Tra questi pezzi si ricordano innanzitutto le sei Sonate a quattro per due violini, violoncello e contrabbasso, scritte nel 1804 ad appena dodici anni di età, in una villa presso Ravenna di proprietà dell'amico e protettore Agostino Triossi, la Sinfonia di Bologna, le Variazioni in fa maggiore per strumenti obbligati e orchestra (1809) e le Variazioni per clarinetto e piccola orchestra (1810), composte durante l'ultimo anno di studio al Liceo Musicale di Bologna e con tutta probabilità destinate a un saggio scolastico degli alunni della scuola. In quegli anni Rossini era interessato allo studio del pianoforte e della composizione, oltre che alla conoscenza dei vari strumenti dell'orchestra, che si esercitava spesso a suonare insieme ai suoi compagni di scuola. Evidentemente già allora egli aveva dimestichezza con tutti gli strumenti e dirigeva l'orchestra per i concerti della Pia Unione, istituiti dal marchese Sebastiano Tanari nella chiesa di San Giacomo Maggiore.

L'organico dell'orchestra usata per le Variazioni comprendeva al massimo 15 archi, flauto, due clarinetti, due corni, fagotto ed eventuale cembalo, ma era possibile anche qualche mutamento e spostamento strumentale. Le Variazioni per clarinetto obbligato con accompagnamento d'orchestra - così è indicato nel manoscritto trovato nella Biblioteca Comunale del Conservatorio di Bologna - si aprono con un sereno tema introduttivo su cui si innestano le agili e piacevoli varianti dello strumento solista, sorrette da un abile gioco strumentale in cui si fondono gli accenti ritmici e cantabili, secondo quell'amabilità e cordialità musicale tipicamente rossiniana.

Ennio Melchiorre


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 3 aprile 1993


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Ultimo aggiornamento 21 ottobre 2026