E' questo uno dei ventinove mottetti dei quali si compone il Canticum Canticorum del Palestrina. Anche in questo, oltre all'elaborazione polifonica, è da ammirare la varietà dei concetti espressi a mezzo di piccoli temi musicali, come l'invocazione affannosa alle figlie di Gerusalemme, l'affermazione di nobile tenerezza: non badate ch'io sia bruna, e l'imitazione ardita di una battaglia alle parole: pugnaverunt contra me, e la pace finale nella umile custodia delle vigne.
| Nigra sum sed formosa, filìae Jerusalem, sicut tabernacula Cedar, sicut pelles Salomonis. Notile me considerare quod fusca sim, quia decolorava me sol. Fìlli matris meae pugnaverunt contra me, posuerunt me custodem in vìneis. |
Bruna sono io, o figlie di Gerusalemme, come le tende di Cedar, ma bella come i padiglioni di Salomone. Non badate che io sia bruna, perocché il sole mi fe' cambiare di colore. I figli di mia madre mi fecero guerra. Mi posero custode nelle vigne. |