Šípek (Rosa selvatica), op. 32 n. 10, B. 62 n. 10

Canto popolare moravo

Musica: Antonin Dvoràk (1841 - 1904)
Organico: soprano, contralto, pianoforte
Composizione: Praga, 26 giugno - 13 luglio 1876

Vedi al n. B.107 la versione per canto senza accompagnamento
Testo

Šípek La rosa selvatica
Šlo děvče na travu
na lučku zelenu.
Němohlo ji nažát
pro rosu studenu.
Po lučce chodilo,
žalostně plakalo.
Nadešlo tam šípek,
na tym šipku kvitek.
Kvitku, milý kvitku,
já tebe utrhnu.
Una volta una fanciulla
voleva falciare il prato verde.
Ma la falce tagliava male
nella rugiada mattutina.
La fanciulla camminò su e giù,
si lamentò e pianse molto.
Poi vide rose di campo
sulla strada davanti a sé.
Rosellina, rosellina mia,
ora dovresti essere sbocciata.
Nětrhaj mne v zimě,
moja krasa zhyně.
Nětrhaj mne v letě,
dy slunečko peče.
Nětrhaj mne v zimě,
moja krasa zhyně.
Utrhni mne z jara,
moja krasa stala.
Sbocciami a primavera,
così la mia bellezza durerà.
Non mi sbocciare d'inverno, altrimenti son perduta,
e neanche in estate dovresti appassire nella calura.
Sbocciami a primavera,
così rimarrò giovane come oggi,
Sbocciami a primavera,
così la mia bellezza resterà.
(Traduzione di Carla Bellini)


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Ultimo aggiornamento 3 ottobre 2022