Il Quartetto in Mi bemolle maggiore è composto all'inizio del 1879 su richiesta di Jean Becker, che chiede per il Florentine Quartet un quartetto "slavo"; Dvořák, che si era da poco affermato con le Danze Slave e le Rapsodie Slave, compone un capolavoro della musica cameristica, in cui è intima la connessione tra caratteri musicali slavi e magistero compositivo colto.
Dolce e sereno è il primo tema dell'Allegro ma non troppo, e le sue frasi sono chiuse da un inciso il cui delizioso garbo costituisce un continuo richiamo. Il secondo tema ha una grazia elegante che si unisce a una nuova serie di varianti di quell'inciso prima della riesposizione. La prima parte dello sviluppo espande l'espressività del primo tema, che diviene un corale alternato al richiamo del secondo, prima al violoncello, poi al violino, e per diminuzione eccita infine il ritmo fino alla comparsa del secondo tema con sui si apre, non senza sorpresa, la ripresa, che prosegue con le varianti del solito inciso. Quando finalmente viene ripreso il primo tema, è solo per introdurre la serena coda finale.
Il titolo del secondo movimento (dumka) si riferisce a un canto popolare di origine slava di carattere narrativo ed elegiaco. L'inizio, con il suo andamento rapsodico, ha in effetti il sapore di un racconto accompagnato dagli accordi di un'arpa. Il secondo tema è un tenero canto che arrivato al proprio apice drammatico si interrompe; un breve sospiro, e riprende il primo tema che, d'improvviso, diventa un'allegra danza in cui trova spazio un lirico tema del violoncello. Ritornano il primo tema della dumka, il secondo e nel finale anche il movimento di danza, ma in modo minore, chiudendo il brano con una tinta più umbratile.
La Romance è una sosta di lirica emozione. Il primo tema è intimo e accorato, con il contrapporsi tra la leggerezza dei violini e l'accento più severo delle risposte al grave, fino a quando il violino espande la propria voce espressiva. Il secondo tema è un placido canto, la cui affinità con il primo è resa esplicita nel richiamo della formula di chiusura, poi variamente elaborata; torna il primo tema accompagnato da un leggero pizzicato. Nella parte conclusiva non mancano lievi increspature, che non riescono però a impedire una tranquilla chiusura.
Per il carattere movimentato e danzante del quarto movimento Otakar Sourek (in The Chamber Music of Antonin Dvorak) fa riferimento alla skocna, una vivace danza popolare ceca. Il tema principale ha in effetti un carattere spensierato e allegro, che si trasmette al controcanto dei violini e all'inciso che conduce al secondo motivo suonato con divertita levità sul pizzicato dell'accompagnamento. Di nuovo il primo tema, che prima riprende vigore, poi si calma per un istante, ed ecco apparire, quasi dal nulla, il secondo tema con un velo di malinconia, sollevato il quale appare più sorridente.
L'esposizione di questo nuovo tema ci accompagna dentro lo sviluppo, e gli si affianca il primo tema che alla fine sembra sbiadire, fino alla ripresa che riassume l'esposizione riproponendo primo e secondo tema, anche qui malinconico poi ancor più mosso. La coda si conclude con un'impennata del ritmo.
Emiliano Buggio