Oberon

Testo del libretto (nota 1)
ATTO PRIMO
Sala nel palazzo di Oberon
Le colonne d’ oro sono conteste di gigli d’argento e sormontate da corone e capitelli consimili. Nello sfondo attraverso una grata d’oro si scorge un giardino con fontane ecc. Tutto risplende nelle ricca luce d’un tramonto «orientale». Quando si leva il sipario si vedono numerosi gruppi pittoreschi di fate.
Durante il coro entrano altri elfi e danzano.
[1. Introduzione]
FATE ED ELFI
Leicht, wie Feentritt nur geht,
Durch den Raum, ihr Elfen, weht!
Viel zu laut die Quelle tönt! Zu laut!
Viel zu laut der Zephyr stöhnt! Zu laut!
Jagt die wirre Mücke fort!
Lasst die Bien’ nicht summen dort!
Auf dem Lilienlager liegt
Oberon, im Traum gewiegt!
Schlummer schloss sein Augenlid,
Das so lang der Schlaf vermied.
Lievi come il passo muovon le fate,
per la sala, elfi, spirate!
Troppo risuona la fonte! troppo!
Troppo geme lo zeffiro! troppo!
Cacciate la rumorosa zanzara,
là non ronzi l’ape!
Sul letto di gigli posa
Oberon, cullato dal sogno!
Il sopore gli chiuse la palpebra
che da tanto evitava il sonno.
TRE SOLI
O brächt er Ruh’ und sanfte Lust
In unsers trauernden Königs Brust!
Ruh’! Ruh’!
O brächt’ er Ruh’ u.s.w.
Oh recasse quiete e dolce voluttà
in petto al nostro afflitto sovrano!
Pace! Pace!
Oh recasse ecc.
FATE ED ELFI
Leicht, wie Feentritt nur geht,
Durch den Raum, ihr Elfen, weht!
Viel zu laut die Quelle tönt!
Viel zu laut der Zephyr stöhnt!
Zu laut! Viel zu laut!
Lievi come il passo muovon le fate,
per la sala, elfi, spirate!
Troppo risuona la fonte! troppo!
Troppo geme lo zeffiro! troppo!
troppo! troppo!
(Droll e Puck irrompono in scena.)
[Parlato]
PUCK
Che cosa sta succedendo qui? Voi, fannulloni, che cosa aspettate? Via, via, o, per il suggello di Salomone…! Che cosa sta succedendo qui? Voi, fannulloni, che cosa aspettate? Via, via, o, per il suggello di Salomone…!
(Fate ed Elfi si ritirano)
Dorme ancora! È la prima volta, da quando ha litigato con Titania. Dorme ancora! È la prima volta, da quando ha litigato con Titania.
DROLL
Dimmi: perché litigano? Dimmi: perché litigano?
PUCK
Discutevano su chi fosse più volubile, la donna o l’uomo. Naturalmente la regina difendeva il suo sesso. Si accalorarono. Giurarono, per tutto ciò che di più sacro può giurare una fata, di non amarsi più finché non avessero scovato una coppia, una tenera coppietta, saldissima e fedelissima in ogni circostanza, gioie, tentazioni, pericoli, catastrofi. E adesso il re darebbe la corona, pur di mettere le mani su un paio di tortorelle simili. O per rimangiarsi quel che ha detto. Ma zitti! Si sta svegliando.
Tiriamoci indietro.
Discutevano su chi fosse più volubile, la donna o l’uomo. Naturalmente la regina difendeva il suo sesso. Si accalorarono. Giurarono, per tutto ciò che di più sacro può giurare una fata, di non amarsi più finché non avessero scovato una coppia, una tenera coppietta, saldissima e fedelissima in ogni circostanza, gioie, tentazioni, pericoli, catastrofi. E adesso il re darebbe la corona, pur di mettere le mani su un paio di tortorelle simili. O per rimangiarsi quel che ha detto. Ma zitti! Si sta svegliando.
Tiriamoci indietro.
(Si ritirano)
[2. Aria]
OBERON
Schreckensschwur!— Dein wildes Quälen
Selbst im Schlummer niemals ruht!
Leiden weckst du, nicht zu zählen,
Fachst nur an die inn’re Glut!
Immer Angst und immer Schmerzen,
Doppelt, wenn der Traum verweilet,
Unnennbare Pein im Herzen,
Doch kein Balsam, der sie heilet.
Schreckensschwur! — Dein wildes
Selbst im Schlaf nicht ruht!
Leiden weckst du, nicht zu zählen,
Fachst nur an die inn’re Glut!
Schreckensschwur
Terribil giuramento! La tua straziante tortura
mai, neppure nel sonno, riposa!
Tu dèsti dolori inenarrabili,
e non plachi l’interno ardore.
Sempre angosce, sempre dolori
raddoppiano, fin che il sogno dura,
l’indicibile pena del cuore,
e non v’è balsamo che la sani.
Terribil giuramento! La tua straziante tortura
mai, neppure nel sonno, riposa!
Tu dèsti dolori inenarrabili,
e non plachi l’interno ardore.
Terribil giuramento!
[Parlato]
(Entra Puck)
PUCK
Heil, Meister, dir! Salute a te, maestro!
OBERON
Mein treuer Puck! Mmmmmh… Che hai fatto del primo Hahnenschrei? Mio caro Puck! Mm… Che hai fatto dal primo canto del gallo?
PUCK
Volato, grande re, volato da un polo all’altro e intorno a tutta la grande palla terrestre, per cercare ciò che potrebbe giovarti. Niente! Però ti potrei ripetere un storiella che ho ascoltato. Volato, grande re, volato da un polo all’altro e intorno a tutta la grande palla terrestre, per cercare ciò che potrebbe giovarti. Niente! Però ti potrei ripetere un storiella che ho ascoltato.
OBERON
Ja, ja, mein Puck… Parla pure! Sì, mio Puck… Parla pure!
PUCK
Un paio di ore fa mi ero accoccolato proprio accanto al trono di Carlo il Grande, e intorno c’era grande agitazione. Il cavaliere Hüon di Bordeaux gli aveva appena ucciso il figlio in duello. Colpa del figlio, dicevano tutti, e della sua tracotanza. Re Carlo è un giusto re, ma ha un cuore di padre, e così finì col sentenziare: «Che la tua vita venga risparmiata, cavaliere, ma a una condizione. Andrai a Bagdad, entrerai nella sala del Califfo, e davanti a tutta la corte ucciderai chi siede alla sua sinistra e bacerai sua figlia come se ne fossi diventato lo sposo». Un paio di ore fa mi ero accoccolato proprio accanto al trono di Carlo il Grande, e intorno c’era grande agitazione. Il cavaliere Hüon di Bordeaux gli aveva appena ucciso il figlio in duello. Colpa del figlio, dicevano tutti, e della sua tracotanza. Re Carlo è un giusto re, ma ha un cuore di padre, e così finì col sentenziare: «Che la tua vita venga risparmiata, cavaliere, ma a una condizione. Andrai a Bagdad, entrerai nella sala del Califfo, e davanti a tutta la corte ucciderai chi siede alla sua sinistra e bacerai sua figlia come se ne fossi diventato lo sposo».
OBERON
So!… E Hüon partirà per questa impresa da pazzi, tutto solo… So!… E Hüon partirà per questa impresa da pazzi, tutto solo…
PUCK
Con un unico scudiero, un ragazzone allegro e fedele… Con un unico scudiero, un ragazzone allegro e fedele…
OBERON
Presto, torna laggiù, addormentali e portameli qui prima che si raffreddi il fiato di chi te lo sta ordinando. Presto, torna laggiù, addormentali e portameli qui prima che si raffreddi il fiato di chi te lo sta ordinando.
PUCK
(sparisce)
Sia! Il re delle fate proteggerà Hüon, e per riconoscenza il cavaliere porrà fine alle sofferenze del re! Sia! Il re delle fate proteggerà Hüon, e per riconoscenza il cavaliere porrà fine alle sofferenze del re!
(Visione. La scena si apre, ed emerge un’aiuola, su cui si vedono Hüon e Scerasmin profondamente addormentati. Puck sta accanto a loro)
Eccoli, mio re! Cavaliere e fido scudiero. Eccoli, mio re! Cavaliere e fido scudiero.
OBERON
(durante quel che segue, nubi avvolgono la scena)
Del califfo a meraviglia
fa’ che sogni lui la figlia,
fa che lei nella stess’ora
sogni lui che già l’adora;
di Bagdad, col tuo talento,
mostra a noi quel gran portento.
Del califfo a meraviglia
fa’ che sogni lui la figlia,
fa che lei nella stess’ora
sogni lui che già l’adora;
di Bagdad, col tuo talento,
mostra a noi quel gran portento.
(La scena si apre, e si vede l’interno di un piccolo chiosco persiano. Rezia è seduta su un giaciglio, assorta in profondi pensieri, con un liuto in mano)
[3. Visione]
REZIA
Warum musst du schlafen, o Held voll Mut?
Ein Mädchen sitzt weinend an Babylons Flut!
Auf, rette sie dir, eh als Opfer sie sinkt!
Güienne, zu Hilfe, die Schönheit dir winkt.
Perché devi dormire, coraggioso eroe?
Una fanciulla piange presso l’ onda di Babilonia.
Su, salvala per te, prima che cada vittima!
Guienna, soccorso, la bellezza ti chiama.
[Parlato]
OBERON
Basta così! Fine del sortilegio! Svegliatevi terrestri! Su! Basta così! Fine del sortilegio! Svegliatevi terrestri! Su!
(La visione scompare)
HÜON
(destandosi)
O schönes Bild! Quelle beauté! Himmel! Oh immagine stupenda! Quale beltà! Cielo!
(scorge Oberon)
Wo bin ich nur! Ma dove mi trovo!
OBERON
Ich bin dein Freund, Herr Hüon von Bordeaux Io sono tuo amico, nobile Hüon di Bordeaux.
(rivolto a Scerasmin)
Vi proteggerò. Il suono di questo corno vi porterà aiuto nei pericoli. E adesso partite: amore e gloria vi attendono. Eile, Hüon, sei glücklich! Vi proteggerò. Il suono di questo corno vi porterà aiuto nei pericoli. E adesso partite: amore e gloria vi attendono. Affrettati Hüon, sii felice!
(Scuote il suo magico scettro. Compaiono elfi e geni)
[4. Ensemble]
ELFI E GENI
Ehre und Heil dem, der treu ist und brav!
In Oberon zeigt sich stets ein Freund!
Doch weh für den Feigen, Verräter und Sklav’!
Die Rache der Feen bereit erscheint.
Ehre und Heil dem, der treu ist und brav!
Ehre und Heil!
Onore e gloria a chi è fido e valoroso!
Oberon si mostra sempre amico!
Ma guai a chi è vile, traditore e schiavo!
è già pronta la vendetta della fate!
Onore e gloria a chi è fido e valoroso!
Onore e gloria!
HÜON
(a Oberon)
Sei ein Führer mir, holder Geist!
Zu dme Thron des Ungläubigen leite mich,
Dort sei der Arm, sei das Herz bewährt,
Dort zeig’ die Treu’ deines Hüon sich
Sii mia guida, nobile spirito!
Conducimi al trono dell’infedele!
Là si provi il braccio, il cuore!
Là si mostri la fedeltà del tuo Hüon!
OBERON
Es küsst die Sonne den Purpursaum,
Der um Feenlauben fliesst,
Oft muss sie sinken in jene Flut,
Eh, sterblicher Ritter, vergönnt dir ist
Zu nahen Bagdads Schloss.
Doch sieh! Mein Lilienzepter weht,
Und Bagdad liegt vor dir
Il sole bacia l’aurora purpurea
che cinge le pergole delle fate;
più volte piomberà in quel flutto
prima che, o mortal cavaliere, ti sia concesso
d’avvicinarti al castello di Bagdad!
Ma ecco! Agito il mio scettro di giglio,
e Bagdad sta davanti a te.
(La scena si muta nella sponda del Tigri con la città di Bagdad sullo sfondo.)
SCHERASMIN
Tausend! was ist da zu schau’n! Càspita! che vedo mai!
HÜON
Kann ich meinem Augen trau’n?
Ja, auf gold’ne Zinnen hier
Sich das Abendrot ergiesset,
Und der Strom in reicher Zier
Schnell zu seinem Meere fliesset.
Doch ach, wo find’ ich sie,
Die mir Liebe im Schlummer hat gespendet?
Floh sie denn auf ewig mich?
Hat der Klang denn ganz geendet?
Posso credere ai miei occhi!
Sì, qui su pinnacoli d’ oro
si riversa la luce del crepuscolo,
e il fiume in ricca pompa
scorre rapido al suo mare!
Ma, ahimè, dove trovo lei
che nel sonno mi ha ispirato amore?
Dunque per sempre fuggì via da me?
Dunque l’ eco è del tutto spenta?
OBERON
Getrost, mein Held, getrost!
Nach Ruhme strebe kühn!
Nur fort, die Lieb’ wird dir in Babylon
Sta’ di buon animo, mio eroe!
Audace tendi alla gloria!
Orsù! L’amore fiorirà per te a Babilonia.
ELFI E GENI
Eil, o Held! Liebe und Ruhm,
Sie werden bald dein schönes Eigentum!
Eil, o Held, Liebe und Ruhm,
Lieb’ sei dein Eigentum!
Affrèttati, eroe! Amore e gloria
presto saranno il tuo caro tesoro!
Affrèttati, eroe! Amore e gloria,
amore sia il tuo tesoro!
HÜON
Sein ein Führer mir, holder Geist!
Zum Kalifen leite mich!
Dort sei der Arm, sei das Herz bewährt!
Holder Geist, sei mein Führer,
Leite zu dem Gottverworf’nen mich!
Dort sei der Arm, sei das Herz bewährt,
Dort zeig’ die Treu’ deines Hüon sich!
Sei mein Führer! - Du holder Geist!
Sii la mia guida, nobile spirito,
conducimi dal Califfo!
Là si provi il braccio, il cuore!
Nobile spirito! Sii la mia guida,
conducimi dal maledetto da Dio!
Là si provi il braccio, il cuore,
là si mostri la fedeltà del tuo Hüon!
Sii mia guida! Oh nobile spirito!
(Le fate scompaiono. Oberon scuote lo scettro magico. L’aiuola si muta in un carro trainato da cigni. Oberon vi sale, si solleva e scompare)
[Parlato]
HÜON
(parla dopo una pausa, durante la quale egli e Scerasmin sembrano del tutto rapiti per la meraviglia)
Cette image céleste… pour moi? Questa celeste immagine… per me?
SCERASMIN
Ma certamente, monseigneur, e diventerà votre épouse! L’imperatore ha ordinato di baciarla, e di uccidere l’uomo che sarà alla sinistra del Califfo. Io però direi di scappare con la bella, e lasciar stare uccisioni e combattimenti. Ma certamente, monsignore, e diventerà vostra sposa! L’imperatore ha ordinato di baciarla, e di uccidere l’uomo che sarà alla sinistra del Califfo. Io però direi di scappare con la bella, e lasciar stare uccisioni e combattimenti.
HÜON
Nein! J’ai donné ma parole! Die Ehre sei mein Schild! Nach Bagdad! No! Ho dato la mia parola! L’onore sia mio scudo! A Bagdad!
[5. Aria]
HÜON
Von Jugend auf in dem Kampfgefild’,
Die Lanze hoch und vor den Schild,
Stets da, wo sich der Mann erprobt,
Am wild’sten Schlacht und Kampflust tobt!
Führend des Vaters Schwert,
Stolz, dass sein Name mich ehrt,
Im Herzen noch die Liebe schwieg;
Mein einz’ges Streben: Sieg! Sieg! Sieg!
Fin da gioventù nel campo di battaglia,
in alto la lancia, innanzi lo scudo;
sempre là dove l’uomo si prova,
e più selvaggia infuria la voluttà di strage e lotta!
Sguainando la spada del padre,
e fiero che il suo nome mi onorasse,
ma in cuore taceva l’amore -
mia sola passione: Vittoria! Vittoria! Vittoria!
Jetzt giesst sich aus ein sanft’rer Glanz
Auf meines Lebens Wogentanz,
Der Schönheit Lächeln mildert zart
Des Ruhmes wilde Männerart.
Süss, wie des Abends Weh’n,
Stern in der Nacht so schön,
Nichts reizender’s dir je verblieb,
Um mich zu fesseln! Lieb’! Lieb’! Lieb’!
Ora una luce più soave si getta
sull’ondeggiante turbine della mia vita,
il sorriso di bellezza dolcemente mitiga
la selvaggia virilità della fama.
Dolce come lo spirar della sera,
stella nella notte sì bella,
nulla di più seducente ti restò
per incatenarmi! Amore! Amore! Amore!
Ob aber auch neues Gefühl mich durchbebt,
Doch stets noch die frühere Glut mich belebt!
Anche se un nuovo sentimento mi scuote,
pur sempre la prima fiamma mi ravviva!
Sein ohne Lieb’, welch’ düst’rer Trauerflor!
Doch Sein ohne Ehre: den Tod zög’ ich vor!
Viver senza amore, che cupo, luttuoso velo!
ma viver senza onore: piuttosto la morte!
(se ne vanno)
Stanza nell’harem.
Sullo sfondo attraverso una balaustra si vedono i giardini del palazzo illuminati dalla luce lunare.
[Parlato]
REZIA
(a Fatima)
(arabo) Piuttosto sposare un serpente, che il principe Babekan!
(italiano) Ripeti nelle lingua degli infedeli, Fatima: «Piuttosto sposare un serpente che il principe Babekan».
Piuttosto sposare un serpente, che il principe Babekan!
Ripeti nelle lingua degli infedeli, Fatima: «Piuttosto sposare un serpente che il principe Babekan».
FATIMA
(arabo) Pietoso Allah! Pietoso Allah!
REZIA
(a parte)
(arabo) Salvami, sognato cavaliere!
Rette mich, Hüon!
Salvami, sognato cavaliere!
Salvami Hüon!
[6. Finale primo]
REZIA
(sola)
Eil, edler Held! Befreie dir
Die Braut, die deiner wartet hier!
Eh’ soll die Hand mir Tod verleih’n,
Als eines andern sein denn dein!
Ja, o Herr, mein Heil, mein Leben!
Rezia ist für ewig dein!
Liebe wusste wohl zu prägen
Meiner Brust dein Siegel ein!
Ja, im Herzen ruht dein Bildnis,
Dort bestimmt es ganz mein Los!
Ja, im Herzen ruht dein Bildnis,
Wie der Tropfen in der Tulpe
Taugetränktem Liebesschoss.
Ja, o Herr! Mein Heil, mein Leben!
Rezia ist für ewig dein! —
Affrettati, nobile eroe! libera
la tua sposa che qui t’attende!
Prima la morte mi darà la sua mano,
piuttosto che essere di un altro!
Sì, Signore! mia salvezza, mia vita!
Rezia è tua per sempre!
L’ amore seppe bene imprimere
il tuo sigillo nel mio petto!
Sì, nel cuore sta la tua immagine,
e vi decide tutta la mia sorte!
Sì nel cuore sta la tua immagine,
come la goccia nel calice -
umido di rugiada - del tulipano.
Sì, Signore! mia salvezza, mia vita!
Rezia è tua per sempre!
FATIMA
Glück! Freude! Gerettet sind wir in der Not!
Auf! Er ist da und trotzet kühn dem Tod!
Felicità! Gioia! Siam salve di ogni affanno!
Su! Egli è qui e audace sfida la morte!
REZIA
(con impazienza)
Da? Wo? Süsse Fatime, rede weiter fort! Qui? Dove? Dolce Fatima, parla ancora!
FATIMA
Heut Abend führte zu Namuna ihn der Zufall.
Nein, das Schicksa! Fürwahr, das Schicksal!
Dort, ganz Wort für Wort, hört’ er, was dir im
Traum erschien
Und schwur zu retten aus den Fesseln dich,
Wo nicht, den Tod für sich!
Stasera il caso lo guidò
da Namuna, no, il destino, certo il destino!
Là, parola per parola, intese quel che t’apparve
in sogno
e giurò di salvarti dalle catene,
se no, per lui la morte!
REZIA
(colma di gioia)
Sagt’ ich’s nicht? Sagt’ ich’s nicht? Non lo dicevo? Non lo dicevo?
REZIA E FATIMA
O welches Glück!
Seine Nähe trag’ ich kaum! etc.
Sie erträgt es kaum etc.
O, welches Glück! O, welches Glück!
Hoffnung gab ihn mir/ihr zurück!
Liebe hat erfüllt den Traum! etc.
Oh, qual gioia!
Sostengo appena la sua vicinanza! ecc.
Ella la sostiene appena! ecc.
Oh, qual gioia! Oh, qual gioia!
La speranza a me/a lei lo ridonò!
L’ amore ha realizzato il sogno! ecc.
FATIMA
Horch, Herrin, horch! Auf der Terrasse Bahn
Hört schon man des Harems Wächter nahn,
Und sieh’, die Sklaven kommen sacht,
Weil schon zur Ruhe ruft die Nacht!
Senti, signora, senti! Sulla terrazza
già s’odono avvicinarsi i custodi dell’harem,
ed ecco, gli schiavi incedono adagio,
ché già la notte chiama al riposo!
(Rezia e Fatima fanno un cenno di segreta intesa)
(Una schiera di schiavi neri e bianchi viene dal giardino, guidati da Mesru. Dalle stanze laterali escono le donne del seguito della principessa)
SCHIAVI E CUSTODI DELL’HAREM
Dunkel ist es schon und spät,
Und von jedem Minaret
Stimmen zum Gebet schon riefen;
Die Lüftchen selbst entschliefen.
Länger bleibt nicht hier am Ort!
Fort zur Ruh, fort, fort, fort, fort!
E’ già buio e tardi,
e da ogni minareto
già le voci invitarono alla preghiera;
anche i venticelli si spensero.
Qui più a lungo non restate!
Su al riposo, su, su, su, su!
(Sale la luna, inondando di bianca luce il salone)
REZIA
(a parte)
Seele, froh in Jubelklängen,
Wie soll ich zurück dich drängen?
Nur zu laut tut dich ja kund
Das glüh’nde Aug’; beredter Mund!
Dass dich nicht verrat’ ein Wort,
Fort zur Ruhe, nur fort,
Nur fort, nur fort, nur fort, fort!
Seele, froh u.s.w.
Anima, lieta fra suoni di giubilo,
come posso calmarti?
Troppo chiaro ti rivela
l’occhio ardente, l’eloquente bocca!
Non una parola ti tradisca,
su al riposo, su,
orsù, orsù, orsù, su!
Anima lieta ecc.
SCHIAVI E CUSTODI DELL’HAREM
Länger bleibt nicht hier am Ort,
Fort zur Ruh’, fort zur Ruh’!
Dunkel ist es schon und spät,
Und von jedem Minaret
Stimmen rufen zum Gebet!
Das Lüftchen selber schlafen geht,
Fort, drum fort, fort, nur fort,
Nur fort, nur fort!
Qui più a lungo non restate,
su al riposo, su al riposo!
E’ già buio e tardi,
e da ogni minareto
già le voci invitarono alla preghiera!
Anche il venticello va a dormire,
su, quindi su, orsù, orsù,
orsù, orsù!
(Mesru, dopo i colpi di tamburo fa un cenno alle donne, radunandole a destra e a sinistra con entrambe le mani alzate. La musica dei giannizzeri si allontana verso l’interno. Le guardie si dispongono a due a due per custodire gli ingressi delle stanze femminili. Mesru si affretta a uscire dalla porta centrale, chiude con cura le due grate e s’allontana verso l’interno. La pace della notte si stende sulla sala immersa nella luce lunare)
ATTO SECONDO
Una sfarzosa sala da banchetto nel palazzo di Harun
Su un divano nello sfondo siede il Califfo, alla sua sinistra il principe Babekan. A ciascun lato del divano si scorge una ricca tenda, dietro la quale si trovano le stanze femminili. Davanti al califfo e al principe sono dispiegati panni ricamati e sono disposti recipienti d’oro colmi di frutta, caffè, sorbetti ecc. Da ogni lato sono schierati i grandi funzionari del Califfo, schiavi neri e bianchi ed eunuchi.
[7. Coro]
SEGUITO DEL CALIFFO
Ehre! Ehre!
Ehre sei dem mächt’gen Kalifen und Preis!
Beugt euch, Gläub’ge, tief in den Staub vor seiner Macht!
Fluch treff’ den Ungläub’gen, der es wagt zu trotzen ihm, Wenn er, so wie der Morgen lacht, entfliehen sieht die Nacht!
Ehre, Ehre sei dem grossen Kalifen und Preis!
Beugt euch, Gläub’ge, tief in den Staub vor seiner Macht!
Ehre dem Kalifen, ja, Ehre und Preis!
Onore! Onore!
Onore e gloria al possente Califfo!
Piegatevi, fedeli, nella polvere davanti alla sua potenza!
Maledizione colpisca l’ infedele che osi sfidarlo, mentre, nel sorriso del mattino, vede fuggire la notte!
Onore, onore e gloria al possente Califfo!
Piegatevi, fedeli, nella polvere davanti alla sua potenza!
Onore al califfo, sì, onore e gloria!
[Parlato]
HARUN
(al coro)
(arabo) Silenzio! Silenzio!
(a Babekan)
Mia figlia Rezia, oggi sarà tua! Mia figlia Rezia, oggi sarà tua!
BABEKAN
(arabo) Che inizino le nozze! Che inizino le nozze!
(Vengono sollevate le tende alla destra del Califfo, e una schiera di fanciulle danzanti precede la principessa Rezia, che entra velata e vestita a nozze. Accanto a lei Fatima e, dietro, le schiave dell’harem)
[8. Balletto]
(Si sente all’interno fragore di spade)
[Parlato]
HARUN
(arabo) Spade? Per Allah, che impudenza! Spade? Per Allah, che impudenza!
(Entrano Hüon e Scerasmin)
HÜON
Où est ma bienaimée? Dov’è la mia amata?
REZIA
Er ist’s, er ist’s! O rette mich! È lui, è lui! Oh, salvami!
(corre nelle braccia di Hüon)
BABEKAN
(arabo) Alto là, per Allah! Alto là, per Allah!
SCERASMIN
È lui che sedeva alla sinistra del Califfo! È lui che sedeva alla sinistra del Califfo!
HÜON
So stirb! Allora muori
(lo abbatte)
HARUN
(pestando i piedi con ira)
(arabo) Fateli a pezzi! Fateli a pezzi!
(Gli schiavi, immobilizzati come da un fulmine dall’abilità di Hüon, ora si scagliano contro di lui)
SCERASMIN
(rapidamente, a Hüon)
Il, corno, monsignore, il corno! Il, corno, monsignore, il corno!
HÜON
(soffia delicatamente nel corno d’avorio. Tutti, tranne Hüon e Scerasmin, restano immobili nella posizione appena assunta)
Dank dir, o Helfer Oberon! Ti ringrazio, o salvatore Oberon!
(Hüon rapisce Rezia. Scerasmin rapisce Fatima)
Giardino nel palazzo
[Parlato]
SCERASMIN
Non temere, mia piccola miscredente! Guarda la tua signora e il mio cavaliere. Potrai amarmi anche tu un pochino? Non temere, mia piccola miscredente! Guarda la tua signora e il mio cavaliere. Potrai amarmi anche tu un pochino?
[9. Arietta]
FATIMA
Arabiens einsam Kind,
Der Wüste Mädchen bloss,
Die Künste nicht bekannt mir sind,
Zu ziehn der Liebe Los.
Arabiens einsam Kind,
Der Wüste Mädchen bloss,
Gleich abgepflücktem Blatt bin ich,
Das auf dem Bache schwimmt;
Ein Weilchen, dann verliert es sich
Spurlos, wie’s ihm bestimmt.
Solitaria figlia d’ Arabia,
semplice fanciulla del deserto,
non conosco le arti
di trarre le sorti d’amore.
Solitaria figlia d’Arabia,
semplice fanciulla del deserto,
son come una foglia staccata
che galleggia nel ruscello;
un attimo, poi si perde
senza traccia, com’è suo destino.
Doch wenn mich Freundes Hand
Dem Wellenspiel entriss’,
Und trüg’ mich in ein fernes Land,
Blüht’ ich ihr neu gewiss!
Und Nachtigall wohl trennt’ man eher
Von ihrer Rose ab,
Als ich des Herzens Ruhe stört’,
Wo Lieb’ mir Heimat gab.
Ma se la mano dell’amico
mi strappasse dal gioco dell’onde,
e mi portasse in lontano paese,
di certo rifiorirei!
E si staccherebbe prima
l’usignolo dalla sua rosa,
ch’io turbassi la pace del cuore
là dove amore mi diede dimora.
(Entrano Hüon e Rezia)
[Parlato]
HÜON
Lass uns nach dem Hafen eilen, Scherasmin! Affrettiamoci verso il porto, Scerasmin!
SCERASMIN
Al porto, al porto, andiamo via! Al porto, al porto, andiamo via!
[10. Quartetto]
HÜON E SCERASMIN
Über die blauen Wogen,
Über die Fluten hier,
Stern von Arabiens Töchtern,
Sprich, willst du ziehn mit mir? Sprich!
Di là dalle onde azzurre,
di là da questi flutti,
stella delle figlie d’Arabia,
di’, vuoi venire con me? Di’!
REZIA E FATIMA
Hätten die Wogen nicht Grenzen,
Nicht Küste die Meerflut hier,
Doch zöge Arabiens Tochter
Furchtlos dahin mir dir!
Pur se l’ onde non avessero confini,
non avesse sponde il flutto marino,
la figlia d’Arabia verrebbe
via con te senza timore!
REZIA, FATIMA, HÜON E SCERASMIN
An Bord denn, an Bord denn, an Bord!
Fort, da der Himmel rein
Und günstig weht der Wind!
Die Herzen sind treu wie unser Boot,
Und hell von Hoffnung,
Wie Segel in der Sonne Schein!
An Bord, an Bord, da der Himmel rein!
An Bord, an Bord, da günstig weht der Wind,
An Bord, an Bord, an Bord!
Su a bordo, su a bordo, a bordo!
Via, il cielo è puro
e soffia propizio il vento!
Son fidi i cuori come la nostra nave,
e sereni di speranza
come una vela nella luce del sole!
A bordo, a bordo, il cielo è puro,
A bordo, a bordo, soffia propizio il vento,
a bordo, a bordo, a bordo!
(Se ne vanno.)
Paesaggio roccioso.
[11. Solo, Coro e Tempesta]
PUCK
Geister der Luft und Erd’ und See!
Geister der Glut in heil’ger Höh’!
All, die gebieten Flut und Wind,
Kommt hierher, ihr Geister, geschwind!
Ob ihr gebannt in die Höhlen ein,
Karg nur beleuchtet von Demantschein,
Oder in den Wassern tief,
Wo die Perl’ gefesselt schlief,
Oder dort in Himmeln weit,
Wo kein Auge Beistand leiht,
Oder im Spalt eines Felsens dort,
Wo die Lava kocht noch immer fort;
Geister, wo immer auch eu’r Revier,
Kommt hieher, kommt hierher zu mir!
Es ruft euch, Geister, nah und fern,
Durch mich Gebot eures Oberherrn!
Spiriti dell’aria, della terra e del mare!
Spiriti del fuoco nell’alto dei cieli!
Voi tutti che dominate flutto e vento,
rapidi qui venite, o spiriti!
Siate voi banditi nelle grotte
appena illuminate dalla luce dei diamanti,
nelle acque profonde
dove la perla dormiva prigioniera,
là nei vasti cieli
dove nessun occhio può penetrare,
là nella fenditura d’una roccia
dove ribolle ancora la lava,
spiriti, ovunque sia la vostra dimora,
venite qui, venite qui da me!
Vi chiama, spiriti vicini e lontani,
per mia bocca l’ordine del vostro sovrano!
(Da varie parti della scena compaiono gli spiriti)
CORO DEGLI SPIRITI
Wir sind hier! Wir sind hier!
Sprich, was soll geschehn?
Soll’n wir spalten den Mond?
Soll’n wir verfinstern die Sonn’?
Soll’n wir schaffen den Ozean von Grunde aus leer?
Sprich! Wir thun’s und noch viel mehr!
Siam qui! Siam qui!
Di’, che deve compiersi?
Dobbiamo spaccar la luna?
Dobbiamo oscurare il sole?
Dobbiamo svuotar tutto l’ oceano?
Di’! Noi lo facciamo, e anche di più!
PUCK
Nein! Nein! Ich braucht nur vor der Hand
Ein Boot zu schleudern an den Strand;
Da Feenmacht dies tun nicht kann,
Such’ ich bei euch um Beistand an.
No! No! Dovete solo all’istante
scaraventare una nave sulla spiaggia;
il potere delle fate non può farlo,
e cerco aiuto in voi.
CORO DEGLI SPIRITI
Nichts als das?
Ho, ho! Ho, ho! Ho, ho!
Leicht’re Arbeit nie ich sah.
Wog’ und Wind! Hoch auf und hohl!
Horch! Geschehn! Leb’ wohl! Leb’ wohl!
Solo questo? Ah ah! ah ah!
Oh, oh! Oh, oh, oh!
Mai vidi lavoro più facile.
Onda e vento! Su in alto, poi giù!
Senti! E’ fatto! Addio! Addio!
[Tempesta]
(Tuoni e fulmini)
(Puck e gli spiriti scompaiono)
Caverna sulla riva del mare.
Attraverso la sua apertura si scorge il mare. Altre aperture portano all’interno dell’isola. Tempesta. Oscurità. Resti di navi vengono scaraventate sulla scena.
[Parlato]
HÜON
Schlag’ die Augen auf, mein Leben! – O Gott, sie stirbt! Und ich, ich bin ihr Mörder Apri gli occhi, mia vita! – Oh Dio! Ella muore! E io, io sono il suo assassino!
[12. Preghiera]
HÜON
Vater! Hör’ mich flehn zu dir!
Schon’, o schon’ die Blüte hier!
Und muss es sein, so treff’ dein Donnerschlag allein
Nur mich, der schuld an dieser Pein!
Schon’, o schon’ die Blüte hier!
Vater! Hör’ mich flehn zu dir!
Schon’, o schon’ die Blüte hier!
Padre! Ascolta la mia preghiera!
Risparmia, oh risparmia questo fiore!
Se dev’essere così, colpisca il tuo fulmine
solo me, di tutto colpevole!
Risparmia, oh risparmia questo fiore!
Padre! Ascolta la mia preghiera!
Risparmia, oh risparmia questo fiore! ecc.
[Parlato]
REZIA
(rinvenendo)
Mein Hüon! Mio Hüon!
HÜON
Meine süsse Rezia! Ich geh’, suche menschliche Hilfe, und kehre bald zurück Mia dolce Rezia! Vado, cerco l’aiuto di qualcuno e subito ritorno!
(si allontana verso l’interno dell’isola)
[13. Scena ed Aria dell’oceano]
REZIA
Ozean! Du Ungeheuer! Schlangen gleich
Hältst du umschlungen rund die ganze Welt!
Dem Auge bist ein Anblick von Grösse du,
Wenn friedlich in des Morgens Licht du schläfst!
Doch wenn in Wut du dich erhebst, o Meer!
Und schlingst die Knoten um dein Opfer her,
Zermalmend das mächtige Schiff, als wär’s ein Rohr:
Dann, Ozean, stellst du ein Schreckbild dar.
Oceano! Oh mostro! Come serpente
avvinghi tutto il mondo!
All’occhio sei uno spettacolo sublime
quando dormi amico nella luce del mattino!
Ma quando in furia ti sollevi, o mare!
e inghiotti i miseri come tua offerta,
stritolando la possente nave come fosse un giunco,
allora, oceano, tu sei una spaventosa immagine.
Noch seh’ ich die Wellen toben,
Durch die Nacht ihr Schäumen schleudern,
An der Brandung wild gehoben,
Jede Lebenshoffnung scheitern!
Vedo ancora infuriare le onde,
nella notte riversarsi schiume
selvaggiamente sollevate dalla risacca,
naufragare ogni speranza di vita!
Doch still! Seh’ ich nicht Licht dort schimmern,
Ruhend auf der fernen Nacht,
Wie des Morgens blasses Flimmern,
Wenn vom Schlaf er erwacht?
Heller nun empor es glühet
In dem Sturm, dess’ Nebelzug
Wie zerrissne Wimpel fliehet,
Wie wilder Rosse Mähnenflug
Und nun die Sonn’ geht auf! Die Winde lispeln leis’;
Gestillter Zorn wogt nur im Wellenkreis.
Wolkenlos strahlt jetzt die Sonne
Auf die Purpurwellen nieder,
Wie ein Held nach Schlachtenwonne
Siegreich eilt zur Heimat wieder
Ach! vielleicht erblicket nimmer
Wieder dieses Aug’ ihr Licht!
Lebewohl, du Glanz für immer,
Denn für mich erstehst du nicht!
Ma zitta! Non vedo là scintillare una luce,
che posa nella lontana notte,
come il pallido tremolio del mattino,
quando esso si desta dal sonno?
Ora più chiaro arde lassù
nella tempesta, il cui strascico nebbioso
fugge via come un pennone strappato,
come il volo della criniera d’una rozza selvaggia!
Ed ora il sole sorge! I venti sussurrano piano;
solo l’ira placata ondeggia nel cerchio delle onde.
Senza nubi adesso dardeggia il sole
sulle onde porporine,
come un eroe dopo la gioia della battaglia
s’affretta vincitore verso la patria.
Ahimè! Forse mai più rivedrà
quest’occhio la sua luce!
Addio, splendore, per sempre,
per me ti levi invano!
Doch was glänzt dort schön und weiss,
Hebt sich mit der Wellen Heben?
‘S ist die Möwe, sie schweift im Kreis,
Wo die Fut raubt ein Leben!
Nein, kein Vogel ist’s! Es naht!
Heil! Es ist ein Boot, ein Schiff!
Und ruhig segelt’s seinen Pfad
Ungestört durch das Riff.
Ma che splende là bello e bianco,
si solleva al levarsi delle onde?
E’ il gabbiano che si muove in cerchio,
dove il flutto rapisce una vita!
No, non è un uccello! Si avvicina!
Salve! E’ una barca, una nave!
E placida percorre la sua via
imperturbata lungo la scogliera.
O Wonne! Mein Hüon, zum Ufer herbei!
Schnell, schnell diesen Schleier! Er
[weht! o Gott, sende Rat!
Sie sehn mich! Schon Antwort! Sie rudern mit Macht!
Hüon! Hüon! Hüon!
Mein Hüon, mein Gatte, die Rettung, sie nath!
Rettung nath!
Oh gioia! Il mio Hüon, verso la riva!
Presto, presto questo velo! Soffia! oh Dio,
dammi consiglio!
Mi vedono! Già rispondono! Remano con forza!
Hüon! Hüon, Hüon!
Mio Hüon, mio sposo, la salvezza si avvicina!
La salvezza si avvicina!
(Durante il canto, la tempesta è cessata. Il sole, prima del tramonto, splende ancora di piena luce. Si scorge una barchetta a vela, e all’improvviso una grande nave. Alla fine del canto la barca scompare dietro gli scogli, approdando. Sbarcano i corsari, guidati da Abdellah)
[Parlato]
ABDELLAH
Ah!! Una bella preda, per Maometto! Acchiappatela, forza, e via di nuovo sul mare! Ah!! Una bella preda, per Maometto! Acchiappatela, forza, e via di nuovo sul mare!
(I corsari afferrano Rezia)
REZIA
(gridando)
Hüon! Hüon! Rette mich! Hilfe! Hüon! Hüon! Salvami! Aiuto!
HÜON
(si precipita giù dallo scoglio con un remo in mano)
Bösewichter! Lasst sie los! Malvagi! Lasciatela libera!
(viene abbattuto privo di sensi)
ABDELLAH
(agli altri)
Fatelo fuori! E poi alla barca; in fretta! Fatelo fuori! E poi alla barca; in fretta!
(Due corsari trascinano via Rezia, mentre altri legano le braccia di Hüon, che è ancora svenuto. Appena i corsari si sono allontanati, si sente della musica. Oberon scende dall’alto sul carro trainato dai cigni)
[Arrivo di Oberon]
[Parlato]
OBERON
(scende dal carro)
Povero mortale! Mi duole porre a così dura prova la tua anima timorosa e nata dalla polvere. Ma resta fedele, e per ogni minuto di sofferenza avrai anni di fama e di dolce amore. Povero mortale! Mi duole porre a così dura prova la tua anima timorosa e nata dalla polvere. Ma resta fedele, e per ogni minuto di sofferenza avrai anni di fama e di dolce amore.
(Avanza)
Puck! Puck!
PUCK
Eccomi, grande Oberon! Eccomi, grande Oberon!
OBERON
Veglia su di lei per sette giorni: tanto durerà il suo sonno. E quando i pirati saranno giunti a Tunisi, portalo laggiù e depositalo giardini di Almansor: delicatamente. Veglia su di lei per sette giorni: tanto durerà il suo sonno. E quando i pirati saranno giunti a Tunisi, portalo laggiù e depositalo giardini di Almansor: delicatamente.
PUCK
Accadrà come dici: ecco, già un profumo ci avvolge, già il sole si nasconde, già ci raggiunge dal mare il suono incantato delle sirene. Oberon, ha inizio il tuo regno! Accadrà come dici: ecco, già un profumo ci avvolge, già il sole si nasconde, già ci raggiunge dal mare il suono incantato delle sirene. Oberon, ha inizio il tuo regno!
(Oberon scuote il suo scettro. Sorge una pergola fiorita che avvolge Hüon. Intanto tramonta il sole, e le stelle si rendono visibili)
[14. Finale secondo]
PRIMA ONDINA
(canta dietro la scena)
O wie wogt es sich schön auf der Flut,
Wenn die müde Welle im Schlummer ruht,
Leise verschwand der letzte Sonnenschein,
Und sich die Sterne dort oben reih’n,
Und sich der Nachthauch hebt so sanft und mild,
Düfte entatmend aus fernem Gefild!
O wie wogt und singt sich’s hold,
Trocknend der nassen Locken Gold!
Oh com’è bello cullarsi sul flutto,
quando la stanca onda riposa nel sopore;
piano sparve l’ultima luce del sole,
e là sopra le stelle si mettono in fila,
e il respiro notturno si solleva si tenero e mite,
spirando profumi da lontano paese!
Oh come si culla e soave canta,
asciugando l’oro degli umidi riccioli!
O wie wogt es sich schön auf der Flut,
Wenn die stille Nacht ihr am Busen ruht!
Der Wächter lehnet im Dämm’rungsschein
Über dem Turm, den die Zeit stürzt ein,
Bekreuzt sich, murmelt ein frommes Gebet,
Und horcht auf das Lüftchen, das zaub’risch weht.
O wie wogt und singt sich’s hold,
Trocknend der nassen Locken Gold!
Oh com’è bello cullarsi sul flutto,
quando non altri che noi posa nel suo seno!
Il guardiano nel chiaror del crepuscolo volge
oltre la torre rovinata dal tempo,
si china, mormora una pia preghiera,
e ascolta il venticello che spira incantatore.
Oh come si culla e soave canta,
asciugando l’ oro degli umidi riccioli!
PUCK
(venendo avanti)
Meister, sprich! Es ist gethan!
Soll’n wir tanzen auf dem Plan
Oder in der Mädchen Sang
Mischen froher Lieder Klang?
Padrone, dì’! E’ fatta!
Dobbiamo danzare sulla riva,
o al canto delle fanciulle
unire il suono dei lieti accenti?
OBERON
Basser’n Lohn verdient hast du!
Ich verweil’ und seh’ ihm zu.
Ti meriti lode maggiore!
Io mi fermo e osservo.
OBERON E PUCK
Hierher! Hierher! Ihr Elfen all!
Kommt! Tanzt nach der Nymphen melod’schem Schall!
Eilt und beweiset den Mädchen der Flut,
Dass die Geister der Erde auch froh und gut!
Kommt so flüchtig und seid so schön,
Wie Blüten im Hauche des Sommers wehn.
Hierher! Hierher! Hierher, ihr Elfen all!
Tanzt nach der Nymphen melod’schem Schall!
Qua! Qua! elfi tutti!
Venite! Danzate al melodioso canto delle ninfe!
Affrettatevi e provate alle fanciulle del flutto
che anche gli spiriti della terra sono allegri e buoni!
Venite rapidi e siate belli
come i fiori che spirano all’alito d’estate.
Qua! Qua! elfi tutti!
Danzate al melodioso canto delle ninfe!
(Durante il precedente duetto, la scena si illumina del chiarore lunare. Sul mare compaiono ondine e sirene; elfi e fate danzano durante il coro seguente)
ONDINA ED ELFI, PUCK E NINFE MARINE
Wer blieb’ im korallenen Schacht,
Wenn der Mond auf stillen Wogen lacht
Und die Sterne schmücken das blaue Haus,
Wo nächtlich sie gehn, wandern sie ein und aus?
Wohlgemut, wohlgemut segel fort!
Über der See glühn so mild,
Glühn so blass sie dort!
Chi resterebbe nella grotta corallina,
quando la luna ride sulle placide onde
e le stelle adornano l’azzurra dimora,
dove di notte si muovono e passeggiano?
Di buon animo, di buon animo veleggiate!
Oltre il mare ardono sì tenere,
ardono là si pallide!
OBERON ED ELFI
Wer schlief in der Lilie Schoss,
Wenn der Mond scheint über Wald und Moos
Und die Strerne schmücken das blaue Haus,
Wo nächtlich wandern sie ein und aus?
Wohlgemut, wohlgemut tanzen wir!
Ufer entlang bei der hellen Zier,
Bei der hellen Zier tanzen wir!
Chi dormirebbe nel calice del giglio,
quando la luna splende su boschi e muschi
e le stelle adornano l’ azzurra dimora
dove di notte si muovono e passeggiano?
Di buon animo, di buon animo danziamo!
Lungo la riva nel lucente splendore,
danziamo!
ATTO TERZO
Giardino dell’Emiro Almansor a Tunisi.
Davanti alla casa del giardiniere Ibrahim. Sorge il sole.
[15. Aria]
FATIMA
Arabien, mein Heimatland,
Du Land so teuer mir,
Ist’s doch als flög ich übers Meer,
Wär’ wiederum in dir
Und säh’ dort meines Vaters Zelt,
Dicht unterm Dattelbaum,
Und der Klang der Töne der Fröhlichkeit
Erschallt mir wie im Traum!
Da hört’ ich bei leisem Zitherschlag
Ein Mädchen singen einmal
Von Zenab, die dem Serdar entfloh
Mit dem Jüngling ihrer Wahl.
Arabia, mia patria,
terra a me sì cara,
è come s’io volassi sul mare,
fossi di nuovo in te
e vedessi la tenda di mio padre,
nel folto delle piante di dattero,
e l’ eco dei suoni d’allegrezza
risuona in me come in sogno!
Là udii un giorno al tenue suono
della cetra una ragazza cantare
di Zenab che sfuggì a Serdar
col giovinetto di sua scelta.
Al, al, al...
Sei’s auch finstere Nacht! Al, al, al...
Doch der Morgen für mich und für Jussuf erwacht!
Ob die Blumen des Gartens geschlossen sich auch,
Blüht doch Rose des Herzens im Liebeshauch.
Al, al, al... Bald vorbei die Gefahr!
Hinter uns Anderun und der harte Serdar.
Al, al, al!
Fosse pur cupa notte, al, al, al!
ma il mattino si desta per me e per Jussuf!
Anche se i fiori del giardino si sono chiusi,
fiorisce la rosa del cuore all’alito d’amore.
Al, al, al! E’ finito il pericolo ormai,
alle nostre spalle Anderun e il crudele Serdar!
Al, al, al... Al, al, al...
Al, al, al...
Horcht, es wiehert sein Ross! Al, al, al...
Beweise, mein Berber, dich treu dem Genoss’!
Durch die salzige Wüste geht’s schnell wie ein Blick,
Es bleibet die Angst mit den Türmen zurück.
Al, al, al... Auf der Grenze wir nun,
Un wir lachen des Herrn und des Anderun!
Al, al, al...
Al, al, al!
Udite, nitrisce il suo destriero! Al, al, al!
O mio berbero, mostrati fedele al compagno!
Nel deserto salato corre come un lampo,
con le torri resta indietro l’angoscia.
Al, al, al! Ora al confine,
e ridiam del padrone e di Anderun!
Al, al, al!
[Parlato]
(Entra Scerasmin in veste di giardiniere. Ha in mano una vanga, nell’altra un cestello di fori)
SCERASMIN
Fatima! Amor mio! Non essere così triste, forse ci aspettano tempi migliori. Adesso siamo schiavi e giardinieri, ma allora, ai miei tempi, che bei giorni! Da ragazzo, sulle rive della Garonne, eh, an dem Strande der Garonne… Fatima! Amor mio! Non essere così triste, forse ci aspettano tempi migliori. Adesso siamo schiavi e giardinieri, ma allora, ai miei tempi, che bei giorni! Da ragazzo, sulle rive della Garonna, eh, sulla sponda della Garonna…
[16. Duetto]
SCERASMIN
An dem Strande der Garonne
Mich im Lenz des Lebens freuend,
Als allein ich laufen konnte,
Knuff und Puff und Stoss nicht scheuend,
Arbeit meidend, liebend Spass,
Waffenfeind, kein Weinverächter,
Prügelnd jedes Nachbars Sohn
Und küssend alle Nachbars Töchter!
O, wie floh’n die Tage schön,
Dort an jenes Flusses Höh’n,
O, wie floh’n die Tage schön,
Dort an der Garonne Höh’n,
Dort an jenes Flusses Höh’n!
Sulla sponda della Garonna
godevo appena la primavera della vita,
che imparai da solo a correre,
fare a pugni, spintoni e botte,
evitare il lavoro, divertirmi,
odiare le armi, amare il vino,
bastonare il figlio del vicino
e baciare del vicino le figlie!
Oh come fuggirono i giorni belli
là sulle alture di quel fiume,
Oh come fuggirono i giorni belli
là sulle alture della Garonna,
là sulle alture di quel fiume!
FATIMA
An dem Strom des Bendemir
sah zuerst das Licht ich glänzen;
dort verlebt’ ich Jahr für Jahr
Bei der Wellen leichten Tänzen,
Wanderte mit meinem Stamm,
Wo der Dattelbaum sich neigte
Oder grüner Weideplan
Für der Heerde Schar sich zeigte.
Unbekannt war Kummer mir
An dem Strom des Bendemir.
Alla corrente del Bendemir
vidi splendere la prima luce:
là vissi anno dopo anno
presso le lievi danze delle onde,
erravo con la mia tribù,
dove si piegava il dattero
o si trovava il verde
pascolo per il fitto gregge.
Ignota m’era la tristezza
alla corrente del Bendemir.
SCERASMIN
Sich geändert hat die Zeit! Il tempo è cambiato!
FATIMA
Ausgelöscht der Freude Flammen!
Wir sind Sklaven! Sklaven!
Spenta la fiamma di gioia!
Siamo schiavi! schiavi!
SCERASMIN
Was kümmert das?
Sind wir Sklaven doch zusammen!
Darum fröhlich so wie treu
Lass uns jubeln, singen, lieben;
Graben erst und schnäbeln dann,
Wie’s Adam schon und Eva trieben!
Perché ti affanni?
Ma siamo schiavi insieme!
Perciò lieti e fedeli,
giubiliamo, cantiamo, amiamo!
Vangare prima e sbaciucchiarsi poi,
come già fecero Adamo ed Eva.
FATIMA E SCERASMIN
Also fröhlich so wie treu! u.s.w. Dunque lieti e fedeli ecc.
(Scerasmin e Fatima escono; il primo entra in casa)
[Parlato]
(Compare Puck)
PUCK
Sette giorni sono passati
dall’assalto dei pirati;
oggi vendono qui al porto
Rezia che ti crede morto.
Sveglia, amici! son qui presso!
Torno ad Oberon suo messo.
Sette giorni sono passati
dall’assalto dei pirati;
oggi vendono qui al porto
Rezia che ti crede morto.
Sveglia, amici! son qui presso!
Torno ad Oberon suo messo.
(scompare)
(Scerasmin esce dalla casa)
SCERASMIN
(Scorge Hüon, appena rinvenuto)
Possibile? Signore, mio signore! Possibile? Signore, mio signore!
(Lo aiuta a rialzarsi)
HÜON
Scherasmin! wo bin ich? Scerasmin! Dove mi trovo?
(Lo guarda sconvolto)
SCERASMIN
A Tunisi, dove i corsari mi vendettero con Fatima all’Emiro Almansor. A Tunisi, dove i corsari mi vendettero con Fatima all’Emiro Almansor.
FATIMA
(entrando)
Scherasmin! (arabo) Grandi novità! (italiano) Miracoli! Tu hai ritrovato il cavaliere e in questo stesso istante la mia signora è stata acquistata dall’Emiro! Scerasmin! Grandi novità! Miracoli! Tu hai ritrovato il cavaliere e in questo stesso istante la mia signora è stata acquistata dall’Emiro!
HÜON
Rézia! Quelle joie! Rezia! Che gioia!
SCERASMIN
Presto, bisogna traverstirvi, e fare assumere anche voi come giardiniere. Presto, bisogna travestirvi, e fare assumere anche voi come giardiniere.
[17. Terzettino]
HÜON
So muss ich mich verstellen? Dunque mi devo camuffare!
SCERASMIN
Dies führt zum Ziel allein. Solo questo porta alla meta!
HÜON
Doch zittern mög’ der Freche,
Der Rache will ich ihn weih’n!
Tremi dunque l’ insolente,
lo voterò alla vendetta!
FATIMA
Unsichtbarer, voll Macht und Licht,
Der du die Tugend belohnest durch Glück:
Oh sende dem Bravsten der Ritter nun
Die Schönste der Schönen auch bald zurück!
Invisibile, pieno di forza e luce,
tu che premiasti la virtù con la fortuna,
oh rendi presto al più valoroso dei cavalieri
la più bella delle belle!
FATIMA E SCERASMIN, HÜON
Geist, hoch verehrt, steh uns bei,
Schütze mein/sein Schwert und mein/sein Herz so treu!
Spirito molto venerato, assistici!
Custodisci la sua/mia spada e il suo/mio cuore sì fido!
(Si allontanano tutti)
Stanza nell’harem dell’Emiro
[18. Cavatina]
REZIA
Trauere, mein Herz, um verschwundenes Glück!
Tränen, entströmt für das Hoffen, das floh!
Kummer ist jetzt noch mein einziges Gut,
Wie Peris vom Tau leb’ von Tränen ich so;
Und sei auch für andre wohl trübe ihr Quell,
Mir ist er wie Himmelsgewässer so hell.
Ihr, die ihr sonnt euch im Strahle der Lust,
Segler auf goldener Hoffnungen Flut,
Ein Wölkchen kann euch nahn, die Woge euch droh’n,
Die Zukunft euch bringen voll Dunkel und Grau’n!
Doch die Geissel der Wüste traf mein Herz, ach, so schwer;
Abgestorb’ner Baum scheut den gift’gen
Hauch nicht mehr!
Affliggiti, mio cuore, per la svanita felicità!
Lagrime, sgorgate per la speranza che fuggì!
L’affanno è ora il mio unico bene;
Come le Peri vivon di profumo, io vivo di sospiri;
e fosse pur per altri turbata la sua fonte,
a me è chiara come l’acque del Gelun.
Voi che vi scaldate al raggio di voluttà,
velieri sul flutto di dorate speranze,
una nuvoletta può avvicinarsi, l’onda minacciarvi,
recarvi un futuro pieno di buio e orrore!
Il flagello del deserto ferì sì forte il mio cuore, ahimè!
l’albero morto non ferma più il soffio velenoso!
[Parlato]
ALMANSOR
(avanzando)
Sublime beauté, quelle triste chanson! Épanche ton coeur, laisse couler ton angoisse: Almansor peut beaucoup! Sublime beltà, che triste canzone! Apri il tuo cuore, fa’ uscire la tua angoscia: Almansor può molto!
REZIA
Può risvegliare i morti? Può risvegliare i morti?
ALMANSOR
Il peut donner la joie aux vivants! Et il veut être ton esclave! Può dar gioia ai vivi! E vuol essere tuo schiavo!
(Rezia esce. Mentre Almansor sta per andarsene dalla parte opposta, entra Rossana)
ROSSANA
Vos joues sont en feu, mon ami; que se passe-t-il?
Et vos yeux sont sauvages!
Le vostre guance sono in fuoco, amico mio, che succede?
E son selvaggi i vostri occhi!
ALMANSOR
(a parte)
(arabo) Non ti posso vedere. Non ti posso vedere.
(a Rossana)
Éloigne-toi de mon chemin, esclave! Togliti dalla mia strada, schiava!
ROSSANA
Ta femme, une esclave? Et je vis pour écouter une chose pareille! Tua moglie, una schiava? E io vivo per sentire una cosa simile!
(a parte)
Ah, nous verrons cela! Rira bien qui rira le dernier! Ah, la vedremo! Riderà bene chi riderà l’ultimo!
(Esce)
Stanza di Rossana
Nello sfondo un’alcova con ricchi tappeti. La scena è completamente buia. Nadina introduce Hüon, vestito da giardiniere, con in mano un mazzo di fiori.
[Parlato]
HÜON
Wo ist sie? Où est ma bienaimée? Dov’è lei? Dov’è la mia amata?
NADINA
È lei la bella che ti ha mandato il messaggio nascosto nei fiori. Aspettala qui. È lei la bella che ti ha mandato il messaggio nascosto nei fiori. Aspettala qui.
(S’allontana)
HÜON
Meine teure, geliebte Rezia! Mia cara, amata Rezia!
[19. Rondò]
HÜON
Ich jub’le in Glück und Hoffnung neu!
Ein Glanz ergießt aufdie Ketten sich,
strahlt wie der Leuchthurm durch finst’re Nacht
und führt den Pfad zur Geliebten mich.
Ich bin wie der Bergstrom, der, befreit
von des Frostes Herrschaft kalt und bang’,
rauschet abwärts von steiler Höh’,
hüpfend und schäumend in Lust und Drang.
Ich jub’le in Glück, in Hoffnung neu!
Sie such’ ich, so wie das Meer des Fluß:
eher soll der Woge wehren ein seid’nes Band,
eh’ den Pfad sie mir schließen zum Hochgenuß!
Ich jub’le u.s.w.
Giubilo ancora di felicità e speranza!
Una luce scende sulle catene,
irraggia come il faro nella fosca notte
e mi guida sul cammino verso l’amata.
Son come il torrente montano che, liberato
dalla signoria del gelo, freddo e timoroso,
mormora scendendo dalla scoscesa cima,
saltellando e schiumando di piacere e di foga.
Giubilo ancora di felicità, di speranza!
Cerco lei, come il fiume cerca il mare;
un nastro di seta dominerà l’onda,
prima che mai mi si vieti la via al piacere supremo!
Giubilo ecc.
[Parlato]
(Vengono tirate le tende dell’alcova, e si scorge un luogo tenuamente illuminato, dove Rossana, coperta d’un ricco velo, riposa su un seggio)
HÜON
Rezia! Geliebte! Lass uns flieh’n! Rezia! Amata! Fuggiamo!
(s’affretta verso di lei e la stringe fra le braccia)
ROSSANA
(scostando il velo)
Tu vois l’épouse d’Almansor. (accento francese) Ti ho visto in giardino, e ti ho amato. Je t’aime, tu seras mon maitre (accento francese) sul trono di Tunisi. Stanotte ucciderai Almansor mentre dorme ubriaco. Tu vedi la sposa di Almansor. Ti ho visto in giardino, e ti ho amato. Io ti amo, tu sarai mio padrone sul trono di Tunisi. Stanotte ucciderai Almansor mentre dorme ubriaco.
HÜON
(a parte)
Ich bin betrogen! Son tradito!
(a Rossana)
Princesse, j’aime une autre. Principessa, io amo un’altra.
ROSSANA
(a parte)
Quoi?! Mes arts, mes séductions, Che? Voi, mie arti, mie seduzioni
(ad alta voce)
venez toutes à mon secours! Tu ne pourras m’échapper! Vite, vite, ici! venite tutte in mio soccorso! Non mi potrai sfuggire! Presto, presto, qui!
(All’istante tutta la scena si illumina con lanterne dipinte e ornate di fiori, sorrette da schiave riccamente abbigliate. Entra una schiera di fanciulle danzanti che cingono Hüon con lacci di fiori. Una di loro gli offre un calice di vino)
20. Coro, Solo e Balletto
SCHIAVE
(fanciulle e schiave danzanti)
Für dich hat Schönheit sich geschmücket,
Die Lust den Becher voll ergossen;
O schlürf ihn aus! Die Blume gepflücket,
Eh die Rose welkt, eh der Wein vergossen!
Per te la beltà s’è ornata,
la voluttà ha versato colmo il calice!
Oh, sorseggialo! Cogliete il fiore,
prima che la rosa impallidisca, e il vino si versi!
HÜON
Fort! Fort! Den Blumen, die ihr preist,
Gift in den Kelchen kreist,
Und des Bechers Purpurflut
Scheint gerötet mir von Blut.
Via! Via! I fiori, che voi lodate,
mescono veleno nei calici,
e il purpureo flutto del bicchiere
mi sembra arrossato di sangue!
(Si scioglie dai lacci di fiori. Ma Rossana lo abbraccia e lo trattiene))
SCHIAVE
Wenn Frauenaugen liebend glüh’n,
Kannst du scheu’n dies Zauberlicht?
Hast du noch das Herz zu flieh’n,
Wenn dich ein weisser Arm umflicht?
Kannst du flieh’n, u.s.w.
Mentre occhi di donna ardono amorosi,
puoi sdegnare questa luce meravigliosa?
Hai ancora il coraggio di fuggire
mentre un bianco braccio ti allaccia?
Puoi fuggire, sì, puoi fuggire ecc.
HÜON
Kein Frauenauge besel’gend grüsst,
Das der Sinnlichkeit glüh’nde Flamme schiesst;
Dem Aug’ des Toten gleicht es so,
Wenn die Seel’, die’s belegt, daraus entfloh.
Nie spendet Glück und nie Liebeshuld
Der Versuch’rin Hand, die voll Schmach ist und Schuld.
Über mein Herz hast du nicht Gewalt;
Drum weiche zurück! Deine Hand ist kalt
L’occhio di donna non ride e attrae,
se dentro arde il fuoco punitore:
somiglia all’occhio del morto
quando lo spirito, che lo animava, è fuggito via.
Non vive né l’ incanto né il pregio della gioia
in braccio all’amante, sia pur bianco come neve;
le sue dita si smarrirebbero su di me
se il verme ha già roso la carne!
(Si strappa da Rossana e s’affretta da dove era entrato. Ma le fanciulle danzanti gli si fanno dappresso e si raggruppano in modo che non può fuggire)
SCHIAVE
O wende dich nicht von dem Mahle der Lust!
Verlier nicht Momente, nur Sel’gen bewusst.
Des Weisen gedenk’, der von dem Mahle schrieb:
«Wie froh wär’ das Sein, wenn ein Schatten nur blieb’!»
Drum, Sterblicher, freu dich! Sei glücklich! Verlach den, der sieht,
Dass Leben ein Schatten, und harrt bis es flieht.
Für dich hat Schönheit u.s.w.
Oh, non t’allontanare dal banchetto di voluttà,
non perdere i momenti noti solo al beato!
Pensa al saggio che del banchetto scrisse:
«Come sarebbe lieta la vita se un’ombra potesse durare!»
Perciò, mortale, alliètati! Sii felice! Beffa chi vede
che la vita è un’ ombra, e aspetta che essa voli via.
Per te la beltà ecc.
[Parlato]
HÜON
Lass mich! Lasciatemi!
(Mentre sta per aprirsi la via con la forza, le schiave urlano e si gettano a terra perché compare Almansor con negri armati. Hüon viene subito afferrato)
ALMANSOR
(arabo) Orrore! Vergogna! Un homme ici, madame? Orrore! Vergogna! Un uomo qui, signora?
ROSSANA
(cade ai piedi di Almansor)
Tu arrive au bon moment. Ce chien de chrétien est entré dans ma chambre… Arrivi al momento buono. Questo cane di cristiano è entrato in camera mia…
ALMANSOR
Je ne vous crois pas un mot, madame. Il mourra. Non vi credo una parola, signora. Egli morirà.
(Hüon viene trascinato via)
Et vous… E voi…
ROSSANA
Ah, c’est comme ça?! Je te revarrai en enfer! Je te maudirai pour l’éternité! Assassin! Ah, è così?! Ti rivedrò all’inferno! Ti maledirò per sempre! Assassino!
(Almansor fa un cenno ai negri che trascinano via Rossana)
Giardino dietro la casa di Ibrahim
Si scorge in particolare un cespuglio di rose. Chiaro di luna
[Parlato]
SCERASMIN
(entra)
Ehi! Un serpente, attenzione! Ma no, non è un serpente.
È il corno magico, il corno di Oberon!
Ehi! Un serpente, attenzione! Ma no, non è un serpente.
È il corno magico, il corno di Oberon!
FATIMA
(entra)
Scerasmin! Stanno portando via Hüon al supplizio, lo bruceranno vivo! Scerasmin! Stanno portando via Hüon al supplizio, lo bruceranno vivo!
SCERASMIN
Niente paura! Un soffio qui, un altro là, e vedrai… Niente paura! Un soffio qui, un altro là, e vedrai…
(Escono entrambi)
Cortile nell’harem
Nel mezzo è eretto un rogo. Intorno stanno dei negri con fiaccole accese
[Parlato]
ALMANSOR
(arabo) Portate qui lo schiavo! Portate qui lo schiavo!
(Irrompe Rezia con un forte grido dall’harem e si getta ai piedi di Almansor)
Que voulez-vous, belle étrangère? Che volete, bella straniera?
REZIA
Pietà, signore, è il mio sposo! Pietà, signore, è il mio sposo!
ALMANSOR
(accento francese) Il tuo sposo? Il tuo sposo?
(con ira agli schiavi)
Al palo tutti e due allora! (arabo) Legateli! Al palo tutti e due allora! Legateli!
(Gli schiavi legano Rezia. Alcuni negri portano Hüon)
(Mentre i negri stanno per accendere il rogo, si sentono i suoni del corno. Negri e schiavi ballano durante il seguente coro)
[21. Finale Ultimo]
SCHIAVI
Horch! Welch Wunderklingen!
Horch! Woher kommt der Ton?
Horch! Jeder Fuss muss springen
Im lust’gen Tanz hier schon.
Horch! Horch!
Senti! Che suono meraviglioso?
Senti! Donde viene il suono?
Senti! ogni piede deve saltare
qui in lieta danza.
Senti! Senti!
(Escono a sinistra.)
REZIA, FATIMA, HÜON E SCERASMIN
O Dank! O Dank für des Hornes Macht!
Sie tanzen im Hof und dort im Palast,
Sie tanzen im Garten, sie tanzen im Saal,
Was das Meer begrenzt, was die Stadt umfasst.
Es bringet ein zweiter, stärk’rer Hauch,
Den Elfenkönig nun selbst wohl auch
Oh grazie! Oh grazie! alla potenza del corno!
Danzan nel cortile e là nel palazzo,
danzan nel giardino, danzan nella sala,
ciò che il mare limita, ciò che la città abbraccia.
Un secondo, più forte soffio ci porta
lo stesso Re degli Elfi!
(Scerasmin suona più forte il corno. I lacci di Hüon e di Rezia cadono. Il rogo sprofonda. La scena si riempie di nubi. I negri fuggono atterriti. Le nubi si aprono. Compaiono Oberon e Titania)
OBERON
Heil, treues Paar! Vorbei die Leiden!
Es danket Oberon euch beiden;
Durch euch ward ihm des Siegs Gewinn,
Und neu umarmt er seine Königin.
Schnell wie der Blitz entflieht,
Bring ich dich, Kampfgenoss’, hin in Frankens
beglückt’Gebiet,
In des Kaisers hohes Schloss.
Wirf dich vor ihm hin mit der schwererrung’nen Braut!
Preis tönet dir durch die Welt, voll und laut.
Sieh, der Zauber endet hier!
Lebe wohl! Mein Dank bleibt ewig dir!
Lebe wohl! Lebe wohl!
Salve, coppia fedele! Son passati i dolori!
Il vostro amico vi ringrazia entrambi;
per voi conquistò la vittoria,
ed egli abbraccia ancora la sua regina.
Rapido come fugge il lampo,
ti porto, prode campione,
nel beato paese di Francia,
nel nobile castello dell’Imperatore.
Cadi al suo piede con la sposa conquistata.
Lode per te risuoni chiara e forte nel mondo.
Vedi, l’ incanto oggi finisce!
Addio! a te il mio grazie di sempre!
Addio! Addio!
(Le nubi coprono Oberon e Titania. Quando si riaprono, si scorge il palazzo di Carlomagno)
Il palazzo di Carlomagno
Guardie, nobili e dame, della corte dell’imperatore, avanzano. Alla fine, Carlomagno in persona. Sale sul trono. Fanfara. Hüon, Rezia, Scerasmin e Fatima, che avevano lasciato la scena all’ultimo cambiamento di nubi, avanzano. Hüon è armato come nel primo atto. Guida Rezia ai piedi del trono, dove si inginocchiano entrambi.)
HÜON
O Herr! Seinem geschworenen Eid getreu,
Kniet Hüon vor deinem Thron aufs neu;
Durch Himmels Beistand hat er nun vollbracht
Was du gebot’st: hat sich aus Bagdad gebracht
Die holde Maid, der nicht vorm Tod gegraut,
Die Erbin seines Throns und jetzt Vasallenbraut
Vedi! Fedele al suo promesso giuramento,
Hüon si china davanti al tuo trono!
Con la protezione del cielo egli ha compiuto
quel che ordinasti, ha rapito al Califfo
la nobile fanciulla che non ha temuto la morte -
l’erede del suo trono ed ora sposa del tuo vassallo.
CORO FINALE
Heil sei dem Helden und seinem Schwert,
Das vom Sarazenen ihm hat die schöne Braut gewährt.
Heil sei der Jungfrau, die über's Meer
Gefolgt ist dem Ritter getreu hierher!
In Bardengesängen die Mär soll erblühn,
Von Rezia der Schönen und Hüon kühn.
Salve all’eroe e alla sua spada,
con cui ha strappato al saraceno la bella sposa.
Salve alla fanciulla che oltre il mare
ha seguito fin qui il fedele cavaliere.
Nei canti dei bardi fiorirà la storia
di Rezia la bella e di Hüon il valoroso!
FINE DELL’OPERA
(Traduzione dal tedesco di Olimpio Cescatti)

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 15 Gennaio 2000


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Ultimo aggiornamento 31 marzo 2020