Il brano è una parafrasi umoristica dell'ormai famoso tema della sigla del cartone animato Peppa pig. Se è vero che è molto noto ai più piccini lo è anche a tutti i genitori che hanno imparato ad apprezzare questo fantasioso personaggio. La sigla si basa su una semplice melodia formata dalla rapida successione di due arpeggi, uno di tonica e l'altro di dominante, più volte riproposti ed intervallati da brevissimi incisi melodici.
Nella Peppa's fugue questo materiale diatonico viene accostato ad uno cromatico; il dualismo tematico che si ricava si muove nel contesto di uno dei generi più colti della storia della musica: si tratta della fuga e in particolare nel brano è rintracciabile il modello accademico. Ecco che usare un genere serio e colto per una composizione divertente diventa paradossale ed in questo ambito i due elementi sopra descritti diventano soggetto e controsoggetto e si incontrano e scontrano attraversando - grazie ai divertimenti - diverse sonorità che, oltre ad essere volte ad evocare stati emotivi molto differenti fra di loro, strizzano l'occhio ad alcuni tipici e noti modelli estetici.
In questo gioco contribuisce anche la risposta che, differentemente dalla tradizione, viene proposta in modo reale. Questa scelta - già utilizzata in passato da altri compositori - se da un lato qui vuole simboleggiare quell'ingenuità tipica dell'infanzia, dall'altro pemette di rendere maggiormente riconoscibile il soggetto anche in situazioni molto dissonanti che nel brano coincidono a due momenti salienti della struttura formale utilizzata: esposizione e "ripresa" (gli stretti).
L'accostamento dell'esperienza canonica ad un contesto sonoro che accoglie diverse esperienze della storia della musica ha dato vita ad una fuga a pannelli caratterizzati.