Ave Maria

per coro a cappella

Musica: Francesco Trocchia
Testo: liturgico in latino
Organico: coro misto senza accompagnamento
Composizione: 2013
Edizione: inedito

Elaborato per quartetto d’archi con il titolo Preghiera
Guida all'ascolto 1

La beata Vergine Maria da sempre è stata soggetto di moltissimi componimenti della letteratura italiana; molti autori, anche atei e contestatori della religione cristiana cattolica, hanno cantato la bellezza di Maria. Come scrive il critico Ferdinando Castelli, Maria è stata in ogni epoca ispiratrice di letteratura in quanto “è una figura storica che, per la concentrazione di bellezza e di significato che si realizza nella sua persona, assurge a simbolo, mito e archetipo”.

Gregorio Palamas, un Padre della Chiesa, descrive la bellezza di Maria così: “Volendo creare un’immagine della bellezza assoluta e manifestare chiaramente agli angeli e agli uomini la potenza della sua arte, Dio ha fatto veramente Maria tutta bella. Egli ha riunito in lei le bellezze particolari distribuite alle altre creature e l’ha costituita come comune ornamento di tutti gli esseri visibili e invisibili; o piuttosto ha fatto di lei come una sintesi di tutte le perfezioni divine, angeliche e umane, una bellezza sublime che abbellisce i due mondi, che si eleva dalla terra fino al cielo e che sorpassa anche quest’ultimo”.

Fra le figure di spicco del laicismo e ateismo letterario, affascinati dalla bellezza e purezza di Maria, c’è Pier Paolo Pasolini che attraverso i primi componimenti della significativa raccolta L’usignolo della Chiesa cattolica: L’annunciazione e Litania, ha creato pagine di letteratura mariana volte a far sentire la dolcezza di Maria.

Il poeta è attratto dalla bellezza e dalla purezza di Maria che gli suscita nostalgia; in una sua lettera scrive “Quanto all’Usignolo sento per lui una certa tenerezza perché rappresenta quel me ventunenne e ancora vergine, che ritornato a Casarsa dopo molto tempo, si era lasciato suggestionare da una specie di cristianesimo paesano, non senza trovare però nel suo eros esasperato dolci ed equivoche fonti di eresie. Ma le situazioni non si risolvono, si consumano”.

Un artista come Pasolini, anche in assenza di una visione di fede, incontrando Maria, intuisce un‘immagine di madre inattaccabile, di bellezza superiore, un simbolo alla portata umana.

Indimenticabile il volto di Maria, mamma Susanna, nel suo film Il vangelo secondo Matteo!

Proprio mentre Pasolini stava lavorando all’ideazione di questo film, conobbe Frate Ave Maria (Cesare Pisano), l'eremita cieco. In quel periodo Pasolini era interessato a conoscere come le persone ritenute “mistiche” e “sante” pensassero a Gesù, come si immaginassero le scene del Vangelo, come le avrebbero volute rappresentate.

Mi ha colpito molto il rapporto straordinario che Pasolini costruì con Frate Ave Maria, colui che dopo aver superato una crisi di fede, sentì nascere in sé la vocazione, con una particolare devozione per la Madonna. Quando Pisano ricevette l'abito religioso prese il nome di Frate Ave Maria, scelto così da Don Orione perché aveva visto in lui un antico devoto della Madonna che, dopo aver abbandonato la vita mondana, si era ritirato in un eremo per la sola vita contemplativa.

Che luogo! Che uomo! Che colloquio straordinario!” esclamava Pasolini. Più diffusamente poi commentò con: “Frate Ave Maria aveva tutta l’attenzione per me. Parlava con tale naturalezza, pur nel suo linguaggio religioso, da risultare non solo rispettoso, ma affascinante. Non si è stupito del mio scetticismo e mi ha detto che il “suo Gesù’" ama più i lontani che i vicini, che non si scandalizza di niente e che solo Lui conosce davvero il cuore umano. Di fronte a lui, io artista, non mi sono sentito, come succede spesso nei luoghi seri ed importanti, un po’ fuori contesto... Anche il frate è un originale come me, un creativo... Ha inventato la sua vita, strana per il buon senso comune, ma vera e affascinante. Anche lui è un figlio d’arte, riesce a trasformare in bella e straordinaria una vita che, analizzata razionalmente, è la morte civile e la follia”.

Non può essere un caso l’incontro fra queste due persone! La mia Ave Maria, basata sull’omonimo testo in latino di una delle preghiere più belle e antiche alla Vergine Maria, è un omaggio al rapporto che Pasolini poteva nutrire nei confronti della Vergine, arricchito dal suo incontro con Frate Ave Maria. Per questa mia composizione ho scelto di usare in modo strutturale i suoni della scala nota come Enigmatica (trasposta un semitono sotto) che fra le sue originarie definizioni c’è quella di “Scala di suoni discordanti”.

Questo testo e questi suoni mi sono sembrati la premessa ideale per dipingere il contesto di tutte le alchimie in gioco attorno a questi specifici aspetti della vita di Pasolini.

Francesco Trocchia

Guida all'ascolto 2

"E' nuovamente la Solennità dell' Immacolata Concezione, 5.000 contatti su facebook, sempre più innumerevoli foto di comuni e accecanti alberi di Natale, solo pubblicità per indurci a spendere qui pochi soldi che ci restano, nessun cenno alla festeggiata e al frutto del suo Seno ... che verrà.

In questo bagliore ottenebrante quello che si intravede è solo la fine: Nunc, Hora, Mortis, Amen: "Una preghiera nel terzo millennio"

Ave Maria, gratia plena,
Dominus tecum,
Benedicta tu in mulieribus,
et benedictus fructus ventris tui, Iesus.

Sancta Maria, Mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae.
Amen.

da Le Visions de l’Amen di Messiaen:

Ernest Hello: «Amen, parola della Genesi, che è l’apocalisse dell’esordio. Amen, parola dell’Apocalisse, che è la Genesi della consumazione».

«Amen assume quattro significati diversi: Amen, che esso sia! L’atto creatore. Amen, io mi sottometto, io accetto. Che sia fatta la Tua volontà! Amen, la speranza, il desiderio che esso sia, che Tu doni a me e io a Te! Amen, questo è, deciso per sempre, consumato in Paradiso. Dove raggiungiamo la vita delle creature che dicono “amen” per il solo fatto che esistono [...]»



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Ultimo aggiornamento 27 febbraio 2019