La variazione musicale, dal punto di vista metaforico, evoca in me il concetto di cambiamento, processo a cui ogni essere vivente è soggetto. I cambiamenti sono infatti inevitabili, caratterizzati da una grande molteplicità di sfumature e generalmente indolori. La fatica che molti provano durante la fase di cambiamento non risiede nel cambiamento in sé e per sé ma, nell'opporre resistenza allo stesso mediante l'esercizio di quella forza che ci ancora alla "zona di confort".
È Interessante a questo proposito ricordare le parole della poetessa Maya Angelou:
Commissione dalla pianista e didatta Francesca Rizzo, con la richiesta di integrare il repertorio delle variazioni per pianoforte con un’opera didattica moderna - in continuità con la tradizione classica - dedicata ai giovani studenti.
Omaggio a Franz Schubert: nella composizione sono rintracciabili in modo quasi letterale le prime 4 battute dello Scherzo Op. 142 n. 4 "Allegro scherzando", frammento noto ai pianisti (nota 1) e ai compositori (nota 2).
Secondo queste premesse, mi sono posto l’obiettivo di scrivere una composizione in cui a ogni variazione corrisponde un diverso contenuto tecnico in modo tale da consentire allo studente di essere gratificato anche durante le prime fasi di studio allo strumento.
Little Stages, proposta nella duplice versione per studente e per concertista, è una delle mie opere didattiche per pianoforte come Giocando in galleria - Klavierstücke (Acquerelli), Studio di un Capriccio a Brahmdelli, Emoctions, The Little Gradus, etc.
Ispirata all'idea del processo di cambiamento della farfalla, Little Stages propone un percorso di variazione del materiale sonoro che parte dal TEMA e si concretizza nell'ultima VARIAZIONE X.
A titolo esemplificativo descrivo due esempi di stretta relazione fra contenuti musicali ed extra musicali: la VARIAZIONE VIII, dal punto di vista allegorico, rappresenta la resistenza al cambiamento mentre l’ultima VARIAZIONE incarna la metafora del volo.
Questa metafora ha contribuito, assieme ad altri fattori musicali, a muovere alcune scelte compositive e in particolare macro formali.
Fra gli esempi di variazione offerti dalla storia della musica (nota 3) ho tratto ispirazione da quelle opere ove è stato incluso il carattere improvvisativo in una struttura formale oggi ormai definita come la variazione.
La Fantasia in Sol minore Op. 77 di Beethoven ne è un esempio classico; con molta probabilità si trattava della trascrizione di un'esecuzione improvvisata che appare proprio come una serie di variazioni su un breve tema.
L'improvvisazione jazz che, attraverso variazioni armoniche, elabora temi - standard - popolari ne è uno degli esempi moderni.
Entrambi questi approcci musicali, classico e moderno, mi hanno portato a fare scelte compositive che da un lato premiassero la tradizionale forma di variazione e al contempo restituissero la sensazione di "ricerca armonica estemporanea" rintracciabile ad esempio in alcune ballad d'autore come quelle del jazzista Bill Dobbins.
Ho quindi creato un'opera dalla struttura chiara in cui è definito un materiale musicale che accoglie quelle asimmetrie ritmiche, metriche, formali e quelle irregolarità date dalla "punteggiatura" delle articolazioni tipiche della mia estetica.
Lo stesso materiale tematico schubertiano che ho scelto e sviluppato in Little Stages sotto forma di ostinato, fra i suoi punti di interesse, presenta un modulo pianistico che si articola emiolicamente in due battute creando un effetto polimetrico che nella mia composizione viene radicalizzato.
La composizione è eseguibile in concerto e praticabile dai giovani pianisti: ho scelto un sistema armonico che consentisse a entrambe le versioni di comunicare lo stesso sapore musicale nonostante le semplificazioni tecniche necessarie allo studente.
Ogni variazione è concepita come un breve studio autonomo, pone l'esecutore di fronte a una specifica difficoltà tecnica che viene risolta - con il giusto tempo di sedimentazione - grazie ai benefici intrinsechi del ricorso alla tecnica dell’ostinato. L’opera accoglie specifici elementi di tecnica pianistica che spaziano dal ribattuto allo staccato, dall'imitazione ai contrasti dinamici fra le mani, da arpeggi, accordi, scale, bicordi e all'uso combinato dei pedali.
Francesco Trocchia