Elegia è una riflessione sul tema del Giubileo, ricorrenza di tradizione radicalmente cristiana che è caratterizzata da aspetti che si possono rintracciare, in forme diverse, anche in altre religioni; se interpretiamo il termine “giubileo” in modo estensivo, come "Anno di Rinnovamento" o "Anno di Liberazione" - espressioni che racchiudono l'idea di un periodo speciale di rinnovamento spirituale, perdono e purificazione che non è legato a una singola tradizione religiosa - assume un carattere più "universale". In senso lato quindi, il Giubileo può evocare l'idea di trasformazione spirituale, di purificazione delle colpe e di riconciliazione con sé stessi, con gli altri e con il divino.
Con questa premessa, Elegia propone un viaggio emotivo e meditativo che mette al servizio della profondità spirituale il moderno e caratteristico suono della chitarra elettrica, strumento potente e versatile; la composizione diventa simbolo di una modernità che offre una nuova e originale modalità espressiva, funzionale al contesto mistico.
La combinazione timbrica di suoni distorti e puliti caratteristici della musica rock, accostati all'uso ricercato dell’effettistica e delle articolazioni, tipiche della musica contemporanea, permettono all'ascoltatore di viaggiare attraverso un mondo sonoro, espressivo e ricco di contrapposizioni, ai confini fra sacro e profano, fra l'intimo e l'universale. I diversi pannelli sonori, accostati per giustapposizione, tessono inoltre un percorso di ricerca espressiva che diventa intensità emotiva crescente e che culmina in un finale solenne e grandioso.
Elegia, per tre chitarre elettriche, oltre ad essere un tributo alla musica in quanto linguaggio astratto - capace di attraversare le epoche, di parlare al cuore degli ascoltatori senza l’ausilio di parole - è un invito a fermarsi ad ascoltare, meditare, contemplare e celebrare il sacro in una dimensione che va oltre il tempo e lo spazio.
Giuseppe Dardano e Francesco Trocchia