Concerto in re maggiore per tromba, archi e basso continuo


Musica: Giuseppe Torelli (1658 - 1709)
  1. Adagio
  2. [Senza indicazione agogica]
  3. Grave
Organico: tromba, 2 violini, viola, violoncello, organo
Composizione: 1690
Edizione: inedito
Guida all'ascolto (nota 1)

Nella seconda metà del Seicento la contrapposizione tra soli e tutti si venne ad affermare come uno dei principali elementi di organizzazione formale del discorso musicale delle sinfonie operistiche e dei brani strumentali che si eseguivano prima o durante la celebrazione della Messa. Questa nuova tendenza, della quale Roma e Venezia furono i primi centri propulsori, si arricchì di ulteriori potenzialità creative con l'introduzione della tromba nell'ambito della compagine orchestrale. Il suo uso solistico in contrapposizione agli archi, oltre a consentire una più ampia articolazione del materiale tematico, allargava decisamente la tavolozza espressiva a disposizione del compositore, rendendo possibili nuovi impasti timbrici idonei ad accrescere lo sfarzo sonoro dei momenti più significativi della liturgia o a descrivere - specie nelle arie operistiche - "affetti" guerreschi, eroici, d'ira o di vendetta.

A Bologna, e in particolare a San Petronio, fiorì un vero e proprio repertorio di composizioni per una o più trombe e archi a partire dall'opera di Maurizio Cazzati: maestro di cappella della celebre basilica dal 1657 al 1671, egli ne arricchì la splendida tradizione musicale, incentrata principalmente su pezzi concertati di stampo veneziano (messe, mottetti, salmi, concerti spirituali ecc.), con musiche scritte per quella combinazione strumentale, pubblicando nel 1665 le Sonate à due, tre, quattro e cinque, con alcune per Tromba. Dopo di lui e accanto a figure minori come Domenico Gabrielli, Giuseppe Maria Jacchini e Andrea Grossi, fu soprattutto Giuseppe Torelli che contribuì maggiormente allo sviluppo di quel repertorio, mettendo contemporaneamente a punto nuovi assetti formali e timbrico-dinamici che nascevano da un profondo ripensamento sia dell'invenzione e della condotta tematica, sia della tecnica orchestrale. Tali innovazioni linguistiche, significativamente assenti o appena accennate nelle opere da lui precedentemente composte, improntate ad un modello sonatistico di tipo tradizionale, caratterizzeranno invece le raccolte strumentali più mature (a partire dall'opera V del 1692), che si porranno alle origine stesse della nascita del concerto solistico barocco e nelle quali confluiranno molte delle esperienze compositive maturate dall'artista nell'ambito della musica per tromba. In particolare nei Dodici Concerti Grossi dell'opera VIII, pubblicati postumi nel 1709, "il contrasto tutti-solo", come osserva il Bukofzer, «venne definito anche sul piano musicale per mezzo della figurazione virtuosistica, che prese a caratterizzare il solo, e di una idea significativa che fu posta a base del tutti. Questa differenziazione tematica (...) rappresenta il grande avanzamento rispetto alla precedente organizzazione dei Concerti di Corelli».

La maggior parte delle composizioni per tromba e archi di Torelli furono verosimilmente scritte durante il primo soggiorno bolognese del musicista (1684-96), il quale, dopo alcuni anni trascorsi ad Ansbach e a Vienna in seguito al temporaneo scioglimento della cappella petroniana (dovuto a gravi motivi finanziari), tornò a Bologna nel 1701, rimanendovi fino alla morte avvenuta nel 1708. Non sembra tuttavia che la riorganizzazione delle attività musicali in seno alla basilica abbia portato alla ripresa di quel tipo particolare di repertorio. I brani torelliani, sempre in re maggiore essendo questa la tonalità della tromba naturale, ci sono giunti tutti manoscritti in quanto non furono pensati ai fini di una pubblicazione, bensì come decorazione sonora delle celebrazioni liturgiche che si tenevano in San Petronio e furono per di più concepiti per uno strumentista specifico, l'eccellente trombettista Giovanni Pellegrino Brandi, il cui virtuosismo ha indubbiamente stimolato la fantasia dei diversi compositori bolognesi. La produzione di Torelli comprende almeno 34 pezzi per 1, 2 o 4 trombe e archi, denominati indifferentemente sonate, sinfonie o concerti, con l'occasionale aggiunta di 1 o 2 oboi. Prevalgono nettamente i brani per tromba sola, improntati ad una scrittura concertante basata su una spiccata differenziazione tematica tra solo e tutti, mentre negli altri casi ricorre più frequentemente uno stile antifonale per gruppi strumentali contrapposti.

La Sonata inserita in programma, una delle pochissime di cui si conosce la data di composizione, il 1690, si articola nella successione dei movimenti tipica del modello da chiesa. L'Andante iniziale, un'introduzione lenta di tipo accordale solitamente assente nei brani intitolati sinfonie o concerti, è percorso da un sobrio motivo a crome ripetute che passa dagli archi al solista con incedere nobilmente sostenuto fino alla cadenza finale, ribadita dal brevissimo Adagio conclusivo. L'Allegro seguente, il cui incipit tematico nasconde un ritmo di canzona, presenta una struttura fugata rigorosa piuttosto insolita nei pezzi per tromba, in quanto le limitazioni tecniche imposte allo strumento spingevano i compositori, dopo le eventuali imitazioni iniziali, ad orientarsi verso una scrittura prevalentemente omofonica.

Nel terzo movimento, Grave, la tromba tace, mentre gli espressivi interventi solistici di primo e secondo violino si inseriscono fra i ben cadenzati accordi suonati dagli archi, oscillanti tra le tonalità di la maggiore e fa diesis minore. La composizione termina con un Allegro già chiaramente articolato nello stile di concerto non solo per la serrata giustapposizione tra il solista e il ripieno, ma anche per la precisa differenziazione tematica tra gli episodi di tipo virtuosistico della tromba e il motto orchestrale, che ha l'incisività ritmica e la funzione connettiva di un vero e proprio ritornello concertistico.

Marco Carnevali


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 28 aprile 2000


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Ultimo aggiornamento 14 aprile 2022