Il Concerto D deest in la minore (GT a 6) non compare nel catalogo dei concerti di Tartini del musicologo Dounias (pubblicato nel 1935), per cui viene indicato con la sigla D Deest, seguita dalla nuova numerazione del catalogo di Giuseppe Tartini (GT) e viene qui presentato in prima registrazione. Le fonti che lo contengono fanno parte di un gruppo di manoscritti musicali legati all'attività dei dilettanti veneti vicini a Tartini che si possono datare tra il 1760 e il 1770. Tutti i Soli del violino principale sono accompagnati esclusivamente da violino primo e secondo, fatto che conferma la redazione tarda del concerto. Tartini ritornò spesso sulle sue composizioni, rivedendole e modificandole secondo nuovi criteri stilistici. Nell'ultimo periodo inoltre revisionò alcuni concerti riducendo l'accompagnamento dei Soli al violino I e al violino II obbligati, senza sostegno del basso. Non è escluso che tale pratica sia una applicazione concreta delle sue speculazioni teoriche sul terzo suono, che risulta come suono di combinazione al grave quando si esegue un bicordo intonato sul violino.
Il primo movimento in C - Allegro - presenta tre Soli dalle mobili figurazioni melodiche, mentre il Grave in re minore è organizzato secondo la tradizionale alternanza Solo - Tutti, con una costruzione del discorso per frasi. Nell'Allegro finale in 2/4 fu il violino solista domina la scena con un grande sfoggio di virtuosismo in elaborate fi-gurazioni melodiche all'acuto.
Margherita Canale