Il Concerto in si bemolle maggiore (GT Bb 13) è in prima registrazione. La fonte manoscritta del concerto è collegata al fondo della Pietà a Venezia, anche se la scrittura rimanda a copisti dell'area padovana e può far ipotizzare una sua destinazione per la Basilica del Santo a Padova. Il concerto infatti non è presente tra i libri parte del coro della Pietà e non presenta dedica a una delle suonatrici dell'Ospedale.
L'Allegro assai iniziale si apre con un tema in 3/4 dal piglio energico nel Tutti, che viene ripreso, abbellito e modulato dal violino solista in dialogo con alcuni passaggi del violoncello. La parte di violoncello potrebbe essere stata scritta per Antonio Vandini (1690-1778?), grande violoncellista al servizio della Cappella Antoniana e vicino per profonda amicizia e condivisione di esperienze musicali a Tartini. Nel corso del movimento le elaborazioni del solista divagano e sembrano avvolgersi su se stesse, sfruttando il materiale musicale nelle sue diverse possibilità espressive, soprattutto nel secondo Solo. La linea melodica del solista è tipicamente tartiniana, apre a soluzioni inattese, si allontana e torna sul materiale musicale, quasi il compositore violinista stesse riflettendo dentro di sé in un monologo interiore. L'Adagio in 12/8 è una dolce cantilena ornata, con andamenti puntati in ritmo di Siciliana, accompagnata da violino primo e secondo, mentre violoncello e viola tacciono. Il terzo movimento - Allegro - riprende uno scattante ritmo in 2/4, con perentori trilli su semiminime ribattute.
Margherita Canale