Terza Sinfonia "Pieśń o nocy" (Canto della notte), op. 27


Musica: Karol Szymanowski (1882 - 1937)
Testo: Jalāl ad-Dīn Muhammad Rūmī tradotto da Tadeusz Miciński
  1. Moderato assai (attacca)
  2. Vivace scherzando
  3. Largo
Organico: tenore (o soprano), coro misto, ottavino, 3 flauti, 3 oboi, corno inglese, clarinetto piccolo, 3 clarinetti, clarinetto basso, 3 fagotti, controfagotto, 6 corni, 4 trombe, 4 tromboni, basso tuba, timpani, grancassa, piatti, tam-tam, trianolo, tamburo basco, tamburo piccolo, glockenspiel, 2 arpe, pianoforte, celesta, organo, archi
Composizione: 1914 - 1916
Prima esecuzione: Londra, 24 novembre 1921
Edizione: Universal Edition, Vienna, 1925
Dedica: alla madre, Anna Szymanowska
Guida all'ascolto (nota 1)

La Terza sinfonia consta di tre tempi, collegati l'uno all'altro. Essa è ispirata ai Canti della notte del poeta persiano Merlana Djelaleddin Rumi.

La prima parte vuole essere una invocazione alla notte nella quale - canta il poeta - agli spiriti anelanti e tormentati che vegliano si discopre la verità profonda delle cose e si rivela la dolcezza arcana dell'infinito.

Un tema fondamentale è presentato dai violini in pianissimo e passando attraverso vari episodi arriva ad una affermazione di grande forza nell'unisono dei corni sullo sfondo degli archi e dei legni.

Il secondo episodio, d'un movimento vivo in 3/8, è una specie di scherzo-danza, d'una fisonomia orientale; e vuole evocare musicalmente i rumori della terra. A poco a poco ritorna la pace profonda; e si arriva così all'ultima parte della sinfonia ove una voce umana canta l'estasi della mistica contemplazione:

" Tutto è calmo, tutto è silente, tutto dorme; sono io solo sveglio col Signore. Sorge la felicità? La verità stende le sue ali luminose nella notte. Guarda su nel cielo stellato: il Leone. Orione, Andromeda s'accendono di un rosso chiarore; Saturno sembra presagire qualche disgrazia; ma Venere brilla silenziosa come avvolta in un velo dorato ... La mia bocca è chiusa, ma tuttavia io parlo col Signore".


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Augusteo, 26 febbraio 1928


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Ultimo aggiornamento 4 giugno 2019