Trzy haprysy Paganiniego (Tre Capricci di Paganini), op. 40

Trascrizione per violino e pianoforte

Musica: Karol Szymanowski (1882 - 1937)
  1. Capriccio n. 20 in re maggiore - Andante dolcissimo
    Dedica: Paweł Kochański
  2. Capriccio n. 21 in la maggiore - Adagio, molto espressivo ed affettuoso
    Dedica: Paweł Kochański
  3. Capriccio n. 24 in la maggiore
    • Tema - Vivace - Variazione I - Poco più vivace
    • Variazione II - Allegretto capriccioso
    • Variazione III - Andante mesto
    • Variazione IV - Vivace assai
    • Variazione V - Andante espressivo
    • Variazione VI - Vivace assai, molto deciso
    • Variazione VII - Allegretto scherzando
    • Variazione VIII - Moderato con forza
    • Variazione IX - Andante dolce
    • Variazione X (Finale) - Tempo moderato, vigoroso
    Dedica: Józef Ozimiński
Organico: violino, pianoforte
Composizione: 1918
Prima esecuzione: Elisavetgrad, 25 aprile 1918
Edizione: Universal Edition, Vienna, 1926
Guida all'ascolto (nota 1)

Personalità di forte ingegno e di larga apertura culturale, Szymanowski occupa una posizione importante nella vita musicale del suo paese, per aver promosso una moderna scuola compositiva (nel 1905 fondò con altri colleghi, come Ludomir Rózycki e il direttóre d'orchestra Grzegorz, l'Associazione detta della Giovane Polonia), rompendo i vincoli di una stanca tradizione nazionalistica e partecipando da principio al movimento tardo-romantico dell'Europa centrale e in un secondo tempo alle esperienze dell'impressionismo francese e dell'espressionismo viennese. Alla luce della critica più aggiornata la produzione di questo musicista si può distinguere in due periodi stilisticamente diversi, ma non contrapposti fra di loro. Nel primo il maestro studia e assimila la lezione della musica tedesca compresa tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento, impradronendosi di una tecnica molto smaliziata sia sotto l'aspetto formale che linguistico. I titoli maggiori delle opere di questo periodo sono la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore, composta nel 1909, i tre poemi Mythes per violino e pianoforte (1915), la Sinfonia n. 3 con voce di tenore e coro (Canto della notte), che è del 1916, e i drammi musicali Hagith (1913-'22) e Re Ruggero (1926), tre atti ambientati nella Sicilia del XII secolo, al tempo di Ruggero II, un re combattuto tra crisi religiose e passioni mondane in mezzo al fasto bizantineggiante della corte normanna.

L'altro periodo è contraddistinto da composizioni armonicamente più complesse ed elaborate, come lo Stabat Mater per soli, coro misto e orchestra op. 53 (1929), la Symphonie concertante per pianoforte e orchestra (1932), il Secondo Concerto per violino e orchestra (1933), oltre a varie Mazurke per pianoforte. Qui Szymanowski si rivela musicista pensieroso e chiuso nel suo soggettivismo espressivo anelante alle vistose costruzioni sonore d'impianto politonale, da cui emerge a volte una linea melodica di fervore romantico. La punta più avanzata di modernismo il compositore la raggiunge nella terza e ultima Sonata per pianoforte, carica di tensione drammatica e di cromatismo alla Skriabin; dopo di che la sua arte subì un processo di semplificazione in virtù della riscoperta dei canti popolari e montanari della zona di Zakopane, tra i monti del Tatra, dove l'artista soggiornò più volte per curarsi la tubercolosi ossea.

Il gusto romantico, tra il sentimentale e il virtuosistico, di Szymanowski è presente nella composizione in programma stasera, i tre Capricci estratti dalla raccolta di Paganini ed elaborati per violino e pianoforte. Sono trascrizioni scritte nel 1918 e improntate a quella brillante e piacevole musicalità cameristica "al quadrato", così diffusa nel nostro Novecento.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 13 gennaio 1989


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Ultimo aggiornamento 1 maggio 2019