Łabędź (Il cigno), op. 7

per voce e pianoforte

Musica: Karol Szymanowski (1882 - 1937)
Testo: Waclaw Berent Organico: voce, pianoforte
Composizione: 1904
Edizione: Spółka Nakładowa, Varsavia, 1910
Dedica: Anna Szymanowska
Testo (nota 1)

Labędź Il cigno
Obłoczną górą ciagnie ptak
W bezgwiezdną ciszę przyszłych burz,
Ponurą groza krwawych zórz,
W daleki, chmurny zwątpień szlak.
Buio il cielo nuvolo,
un cigno bianco si immerge
e sembra che cerchi l'aurora rosea.
Uscire vorrebbe dal dubbio regno.
Łabędziu mój, z tęsknoty mórz
polotem twym daj boźy znak,
Ty, białych marzeń błędny ptak,
O dolę, dolę, moją wróż!
Cigno, dammi un segno se troverai la luce piena!
quanti sogni ho cullato
ed ho sperato ed ho creduto
e li distrusse il mio destin!
Łabędziu mój z marzenia wód,
We snach się iści bytu cud
I snuje piękno rojem mar!
Łabędziu mój z nadziei stron,
Ty życia złudy wieścisz skon.
I przedmogilnej pieśni czar.
Cigno, non porti a me un presagio
una scintilla di luce vera?
Allora il cigno si fermò
con canto dolce e tanto strano
e sparì dall'orizzonte.
Morirò nei miei sogni !

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 4 marzo 1938


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Ultimo aggiornamento 27 maggio 2019