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Serenata
in mi
bemolle maggiore per 13 strumenti a fiato, op. 7
Musica: Richard Strauss
Composizione: Monaco, 11 Novembre 1881 Prima esecuzione: Dresda, 27 Novembre 1882 Edizione: J. Aibl, Monaco, 1882 Dedica: Friederich Wilhelm Meyer Guida
all'ascolto (nota
1)
La Serenata in mi bemolle op. 7 di Richard Strauss vide la luce l'11 novembre del 1881, quando il suo autore aveva solo diciassette anni. Opera giovanile dunque, chiaramente ispirata ai modelli classici (Mozart su tutti) ma già matura nel gusto sonoro, nella scelta raffinata degli impasti timbrici, nella capiente strumentazione. L'organico prevede 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni e un controfagotto: a differenza delle opere di Dvorak e Brahms, Strauss non utilizza gli archi ma soprattutto non utilizza materiali motivici di chiara matrice popolare (Dvorak) o di semplice ispirazione popolare (Brahms). La Serenata op. 7. in un solo movimento (Andante), è un piccolo gioiello di stile, equilibrio formale e bellezza sonora che merita senz'altro di essere posta accanto alle opere più famose del musicista tedesco. L'Andante si apre con un tema delicatissimo esposto dai
legni, che ricorda certe sonorità del Flauto magico di
Mozart; una brevissima transizione conduce al secondo tema,
più animato e melodico. L'Esposizione sì chiude
con una frase discendente a pieno organico, che prepara un assolo
dell'oboe, una sorta di ricamo melodico svolto intorno al secondo tema.
Lo Sviluppo è interamente incentrato sul secondo tema, ma
presenta anche lo spunto in ritmo puntato della transizione. Per la
Ripresa,Strauss ci riserva una piccola sorpresa: sono ora corni e
fagotti a esporre il primo tema, conferendogli un alone timbrico
più scuro e intenso. Al ritorno del secondo tema,
canonicamente esposto nella tonalità d'impianto, segue una
delicata Coda che conclude sommessamente questa esemplare pagina. Alessandro De Bei
(1) Testo tratto dal libretto del CD AM 123-2 allegato alla rivista Amadeus |
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