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Duetto-Concertino
per clarinetto,
fagotto, orchestra d'archi e arpa
Musica: Richard Strauss
Composizione: Montreux, 16 dicembre 1947 Edizione: Boosey & Hawkes, Londra 1949 Dedica: Hugo Burghauser Guida
all'ascolto (nota
1)
«Sono soltanto schegge uscite dall'officina di un vecchio, forse con l'unico desiderio di divertire», così disse Strauss a proposito di questo Duetto-Concertino per clarinetto, fagotto, orchestra d'archi e arpa composto in gran parte a Montreux, per il piccolo complesso della Radio Svizzera Italiana, ed eseguito per la prima volta nell'aprile 1948 alla Radio Monte Ceneri (Lugano) sotto la direzione d'orchestra di Otmar Nussip. Il brano si richiama ad una idea poetica e vuole rievocare una fiaba di Hans Christian Andersen riguardante la vicenda tra una principessa e un orso. Lo dice lo stesso autore nella lettera con cui dedica la partitura al vecchio amico fagottista della Filarmonica di Vienna, Hugo Burghauser. La storia è semplice e intrisa di significati simbolici: una bella principessa è corteggiata da un orso assillante e fastidioso che le balla intorno e la spaventa, finché la giovane non ricorre astutamente ad uno stratagemma per toglierselo d'intorno. Si mette a ballare allegramente e senza fermarsi un momento, tanto che il goffo animale viene trasformato alla fine in un principe affascinante. «Così - conclude Strauss nella lettera - anche tu, Burghauser, diventi alla fine un principe e tutto finisce bene». Naturalmente la musica del Duetto-Concertino dalla linea melodica elegante e piacevole può essere gustata anche senza conoscere la storia, perché non ha un carattere strettamente descrittivo e legato ad un testo letterario. Da raffinato strumentatore qual'era, ali'ottantatreenne compositore interessava soprattutto mettere in evidenza le qualità timbriche del clarinetto e del fagotto, inserendoli in un delicato tessuto sonoro di tipo cameristico, creato dagli archi e dall'arpa. Nel primo dei tre movimenti (Allegro moderato) il clarinetto svolge il ruolo principale e dispiega ampiamente le sue possibilità espressive, dopo una breve introduzione degli archi. E' una melodia assorta e contemplativa di sapore mozartiano, su cui si innesta poi il fagotto in un gioco di armonie più vivaci e pungenti. Quest'ultimo strumento assume la veste di protagonista nel secondo tempo (Andante), un monologo lirico accompagnato dolcemente dal violino e dall'arpa. Il finale (Allegro ma non troppo) è un rondò di struttura semplice con un tema cinguettante in semicrome; il clarinetto e il fagotto s'incontrano e si rincorrono con suoni spigliati e carezzevoli e in un clima di serena saggezza, che è in fondo il tono dominante del Duetto-Concertino, della durata di poco più di 18 minuti. (1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia, Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 14 dicembre 1980 |
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Ultimo
aggiornamento 9 dicembre 2011
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