Mio cor ci sei colto, G 1.1-66a
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Stradella (1643 - 1682)
Testo: autore ignoto
- Aria: (fa maggiore) - Mio cor ci sei colto
- Recitativo: Audaci mie pupille e che pensate
- Aria: (si bemolle maggiore) - Soffri e spera tradito mio core
- Recitativo: Su dunque distempratevi
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo
Mio cor ci sei colto
per soprano e basso continuo
Aria - (fa maggiore)
Mio cor ci sei colto
Fuggir non si può
Fra rai d’un bel volto
Già libero e sciolto
Amor m’allettò.
Mio cor ci sei colto
Fuggir non si può.
Recitativo
Audaci mie pupille e che pensate
Di Dedalo ai pensieri
Gir scherzando con l’aure e fatte accorte
Di carcere fatal l’aspre ritorte
Co’ le fughe schernir ah che non vale
Di Dedalo la prole
In su le cere bersagliare il sole.
Aria - (si bemolle maggiore)
Soffri e spera tradito mio core
Che il nume d’amore
Non vuol libertà.
Se de lacci del cieco tonante
Di donna il sembiante
Ministro si fa.
Soffri e spera tradito mio core
Che il nume d’amore
Non vuol libertà
Recitativo
Su dunque distempratevi
Distillatevi in fiumi occhi dolenti
E se fatti ribelli
Alla rocca del sen tradisti il core
Dando il foco alle mura
Di stabilir fia vanto
A congiura d’ardor pena di pianto.
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Ultimo aggiornamento 5 aprile 2024