La prudenza è vanità, G 1.1-61a

Cantata per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Stradella (1643 - 1682)
Testo: autore ignoto
  1. Aria: (re minore) - La prudenza è vanità
  2. Recitativo: Nell'agone de' sensi
  3. Aria: (fa maggiore) - Su la tela del martire
  4. Recitativo: Dalla rocca del petto
  5. Aria: (sol minore) - Nel teatro del disprezzo
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo

La prudenza è vanità
per soprano e basso continuo

Aria - (re minore)
La prudenza è vanità
In un’alma ch’ogni dì
Fra le reti del piacer
Imprigiona il suo voler
Né del sen che la rapì
Sa conoscer l’empietà.
La prudenza è vanità.

Recitativo
Nell’agone de’ sensi
Avida volontà move le schiere,
E con brame guerriere
Rompe della ragion gl’argini immensi,
De’ suoi furori intensi
Vittorioso duce il Vizio esulta

Arioso - (fa maggiore)
E l’oppressa Virtù piange e singulta.

Aria - (fa maggiore)
Su la tela del martire
Crudo Amor forma il pensiero
E colora bianco e nero
Il disegno del gioire.

Aria - (do maggiore)
Dell’incendio di Cupido
Saggio ingegno invan presume
Tra le fiamme alzar le piume
Che l’ardor del Dio di Gnido
Incapace è di pietà.

Intercalare - (re minore)
La prudenza è vanità.

Recitativo
Dalla rocca del petto
Bellicosi sospiri avventa il core
Per piagar d’un bel volto il duro orgoglio,
Ma il suo nemico aspetto
Armato di rigore,
Con vindice martoro,
Ritorce al feritor doppio cordoglio
Onde d’empia beltà nel rio conflitto
Invece di ferir cade trafitto.

Aria - (sol minore)
Nel teatro del disprezzo
Finto vezzo apre le scene
E con tragica potenza
Di barbarica apparenza
Tra catastrofi di pene
Scopre altrui sua crudeltà.

Intercalare - (re minore)
La prudenza è vanità.

Aria - (re minore)
Della sorte inesorabile
Immutabile è lo sdegno
E nel regno degli affanni
Hanno i danni eterni sempre

E chi nasce al penar tormenta sempre.


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Ultimo aggiornamento 11 marzo 2024