In quel sol che in grembo al Tago
(Sole dell’anima; Paragone della bellezza), G 1.1-56

Cantata in mi minore per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Stradella (1643 - 1682)
Testo: Francesco Baldovini
  1. Arioso: (mi minore) - In quel sol ch’in grembo al Tago
  2. Aria: (mi minore) - Ei davanti al cielo
  3. Arioso: (mi minore) - Hor privo d'ardore
  4. Recitativo: Tu pur cinta di lampi
  5. Arioso: (mi minore) - Tu non sorgi mai più se un dì tramonti
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo

In quel sol ch’in grembo al Tago
per soprano e basso continuo

Arioso (mi minore)
In quel sol ch’in grembo al Tago
L’aurea fronte a immerger va
Vieni pur, vieni, o beltà,
A mirar la propria imago.

Aria (mi minore)
Ei davanti al cielo
L’acceso suo telo
Ridente vibrò
E ogni occhio ch’audace
Si volse a sua face
repente abbagliò.

Arioso (mi minore)
Hor privo d’ardore
Nell’onde
S’asconde
E sul trono di lui regna l’orrore.

Recitativo
Tu pur cinta di lampi
Il ciel d’amor passeggi
E ogni ciglio tormenti, ogn’alma avvampi
Breve apparir d’hore fugaci e lievi
Tragge però tua bella luce altera
Ben tosto a fosca sera.
E lo splendor ch’in te mirossi accolto
Langue d’età senil fra l’ombre avvolto.
Ma qual tra voi, deh, quale
Diversità fatale
Con pupille confuse il mondo scorge
Ei nel nuovo mattino
Vago qual pria risorge
Col suo lume a freggiar le valli e i monti.

Arioso (mi minore)
Tu non sorgi mai più se un dì tramonti.


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Ultimo aggiornamento 29 ottobre 2023