Voi siete sventurate amorose mie pene, G 1.1-124

Cantata per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Stradella (1643 - 1682)
Testo: autore ignoto
  1. Aria: (re minore) - Voi sete sventurate
  2. Recitativo: Magia ch’al dolor mioe
  3. Arioso: (re minore) - Desterà la pietà se non l’affetto
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo

Voi siete sventurate amorose mie pene
per soprano e basso continuo

Aria - (re minore)
Voi sete sventurate
Amorose mie pene
Con fierezza crudel mi tormentate
E no’l crede il mio bene
Onde per me son vani
Vostri inumani e dispietati offici
Non si crede al penar degl’infelici.
Del più barbaro dolore
Ch’inventar sappia il rigore
Son per lei misera erede
E l’ingrato non mi crede.
Anelando a mie ruine
Rese Amor col suo bel crine
Prigioniera la mia fede,
E l’ingrato non mi crede.
Sempre intorno alle faville
Di sue lucide pupille
Qual farfalla il piede aggiro,
E l’ingrato non mi crede.
Sul mio ciglio egro e languente
Fa vedersi il cor dolente
Per aver da lui mercede,
E l’ingrato non mi crede.

Recitativo
Magia ch’al dolor mio
Unqua il crudel non creda
Mie pene vilipese
Ritrovate un martir che sia più fiero,
Con impulso feroce
Sul mio labro tremante
Fate correr veloci
L’anima agonizzante
Finché su l’ali de’ sospir funesti
Fugga dal [...] e senza vita io resti.
E se pur l’empio, oh Dio,
Nel vedermi esalar l’ultimo fiato
Incredulo si rende all’amor mio
Almen la morte mia dentro al suo petto

Arioso - (re minore)
Desterà la pietà se non l’affetto.


I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 9 settembre 2023