Vanne foglio amoroso, G 1.1-122a

Cantata per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Stradella (1643 - 1682)
Testo: autore ignoto
  1. Recitativo: Vanne foglio amoroso
  2. Aria: (sol minore) - De' tuoi lumi il caro foco
  3. Recitativo: Ahi bella, ahi cruda, ahi cara
  4. Aria: (si bemolle maggiore) - Vada lungi dal tuo bel sen
  5. Recitativo: Ah non ponno in un corpo aver ricetto
  6. Aria: (re minore) - Ch'io non t'ami, oh questo no
  7. Recitativo: Deh mi dicessi almen per mio conforto
  8. Aria: (fa maggiore) - Ma no, se ben disprezzami
  9. Recitativo: Non teme del rigor l'onte più fiere
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo

Vanne foglio amoroso
per soprano e basso continuo

Recitativo
Vanne foglio amoroso,
Vanne davanti a quei begl’occhi ov’ardo
Ed in teneri sensi
Spiega dell’amor mio gl’ardori immensi.
Forse se stringa il cor dolce pietade
Si racconti fedele il mio languire
Che fin la crudeltà cede al morire,
Senta pria quel dolor che già m’accora
Il bel Idol mio poscia si mora.

Aria - (sol minore)
De’ tuoi lumi al caro foco
Il mio cor di molle cera
Si distrugge a poco a poco
E morendo ancora spera.

Recitativo
Ahi bella, ahi cruda, ahi cara
Che val ch’Amor donasse
A me cor così tenero,
A te sì bello il viso

Arioso - (fa maggiore)
Se mi cangi in Inferno il Paradiso.

Aria - (si bemolle maggiore)
Vada lungi dal tuo bel sen
Del rigore la crudeltà,
Alle pene del tuo Filen
Doni vita la tua beltà.

Recitativo
Ah non ponno in un corpo aver ricetto
D’angelo il volto e d’una fera il petto.

Aria - (re minore)
Ch’io non t’ami oh questo no,
Vagheggiarti, adorarti
Vaga ninfa far lo so,
Rimirarti e non amarti
Questo sol Filen non può.

Recitativo
Deh mi dicessi almen per mio conforto:
«Pastor amami pur che tel comporto».

Aria - (fa maggiore)
Ma no, se ben disprezzami
Tua fiera crudeltà,
Se ben il duol uccidemi
Ti giuro fedeltà.
Sovra base di costanza,
La mia fede innalza il soglio
E trionfa dell’orgoglio
Di schernita tolleranza.

Recitativo
Non teme del rigor l’onte più fiere
Una fè ch’è costante unqua non pere.
T’amò Filen vivendo,
Sì t’amerà morendo
Ninfa d’amor rubella,
Che se ben cruda sei, sei però bella.


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Ultimo aggiornamento 25 giugno 2024