Troppo oppressa dal sonno, G 1.1-116
Cantata per basso e basso continuo
Musica: Alessandro Stradella (1643 - 1682)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: Troppo oppressa dal sonno
- Aria: (fa maggiore) - Oh Dio come ad una ad una
- Aria: (fa maggiore) - Come fia ch’il ciel consente
- Aria: (fa maggiore) - Che speranze ha di sperare
- Arioso: Una cieca deità
- Aria: (sol minore) - Ah non tutto è vanità
- Aria: (sol minore) - Mio cor non pianger più
- Aria: (sol minore) - Credilo a me
- Aria: Sai chi le forze uccide
- Aria: (la maggiore) - La fortuna è un sogno è un nulla
- Recitativo-arioso: (fa maggiore) - Così il saggio Dorillo
Organico: basso, basso continuo
Composizione: 1667
Testo
Troppo oppressa dal sonno
per basso e basso continuo
Recitativo
Troppo oppressa dal sonno
Nel suo letto di fior l’Alba dormiva,
E per le vie dell’ombre
Più che mai pigro Arturo
Involava del di’ l’hore più belle.
A si’ lunghe dimore impaziente
Un [?] animo agitato
Da mille cure e mille decorsi in ciel
S’affisse, e mentre nel mar vedea
Precipitar le stelle
Contemplando il suo fato
Sospirava così lo sventurato:
Aria - (fa maggiore)
“Oh Dio come ad una ad una
Par ch’in mar volin le stelle,
Con vicende così belle
A trovar l’empia fortuna.
Aria - (fa maggiore)
Come fia ch’il ciel consente
Che da cieco e sordo nume
Con si’ barbaro costume
Sia tradito un innocente.
Aria - (fa maggiore)
Che speranze ha di sperare
Un che nasce senza sorte
Sue speranze son assorte
Di fortuna in mezzo al mare.
Arioso
Una cieca deità
Incostante al par dell’onde.
Aria - (sol minore)
Ah non tutto è vanità.
Aria - (sol minore)
Mio cor non pianger più
Ma pensa pure
Che i tuoi tormenti
Che il duol che senti
Sono sventure
Perché vuoi tu.
Mio cor non pianger più.
Aria - (sol minore)
Credilo a me
Se a tutte l’hore
Sei miserabile
Se il tuo dolore
È insoprtabile
Nasce da te.
Credilo a me.
Recitativo
Ma chi sa, se gradite
A duo begl’occhi alteri
Siano le fiamme ambite
E riportin mercè stratij sì fieri?
Sai chi le forze uccide
Di nemico destin chi se ne ride.
Aria - (la maggiore)
La fortuna è un sogno è un nulla
Ma nel mar di questa vita
I deliri di chi dorme
Par che l’habbin travestita.
Nuovo Proteo in mille forme
Chi fra l’ombre si trastulla.
La fortuna è un sogno è un nulla.
Ma chi fugge quel letargo
Ch’ogni senso tiene oppresso
Alla fin diventa un Argo
E s’avvede ch’egli stesso
Presta a le sue sventure e tomba e culla.
La fortuna è un sogno è un nulla.”
Recittivo-arioso - (fa maggiore)
Così il saggio Dorillo
I suoi pensieri e le sue cure acquieta
E mentre il sol dal Cielo
Con flagello di rai discaccia ogn’ombra
Ei dal suo petto ogni dolor disgombra.
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Ultimo aggiornamento 11 marzo 2024