Tante perle non versa l'Aurora (Lagrime), G 1.1-113
Cantata per soprano, liuto e basso continuo
Musica: Alessandro Stradella (1643 - 1682)
Testo: autore ignoto
- Aria: Tante perle non versa l’Aurora
- Recitativo-arioso: Tu piangi amato bene
- Aria cavata: Giunga alla morte e per penar non mora
- Aria: È inseparabile
Organico: soprano, liuto (o violone), basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo
Tante perle non versa l’Aurora
per soprano e basso continuo
Aria
Tante perle non versa l’Aurora
Quante cadon da gl’occhi di Clori
E del volto le rose e i candori
Rugiadose si mirano ognora.
Tante in cielo non splendono stelle
Tante arene non sono nel mare
Quante scorrono lacrime amare
Da due luci del sole più belle.
Recitativo-arioso
Tu piangi amato bene
E io piango e sospiro
E sono le tue pene
La dolente cagion de miei tormenti.
E vuol Astro fatale
Per rendere il mio duol sempre immortale
Che questo cor ch’il tuo bel volto adora
Aria cavata
Giunga alla morte e per penar non mora.
Aria
È inseparabile
Ahimé il dolore
Se regna stabile
Nell’Alme Amor.
Chi provò sdegnoso il fato
Adirato
non pietà
Crudeltà sperar poi lice
Ch’à un infelice
Sorde sono le stelle e cieco amore.
Perché mora al gioir viva al dolore.
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Ultimo aggiornamento 25 agosto 2023