O quanto si dolea, G 10-130

Cantata per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Stradella (1643 - 1682)
Testo: Sebastiano Baldini
  1. Recitativo: Oh, quanto si dolea
  2. Aria: (re minore) - Lascia pur le piaghe intatte
  3. Recitativo: Siano pur tuoi rimedi
  4. Aria: (sol minore) - Il pensier dispiega il volo
  5. Recitativo-arioso: Io so che ben tu puoi
  6. Arioso: (re minore) - Se col tempo insuperabile
  7. Aria: (re minore) - Lo spirto uscir vedrai ma non la fede
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta

Attribuzione incerta, forse musica di Atto Melani
Testo

Oh, quanto si dolea
per soprano e basso continuo

Recitativo
Oh quanto si dolea
Dell’invida fortuna
Chi lungi dal bel Tebro ardea amante
Giurò, che non poteva
Fargli perder giammai distanza alcuna
Il titolo di fido e di costanza
Quindi ver lontananza
Che le piaghe d’amor sanar gli volse
Dispettoso così la lingua sciolse:

Aria - (re minore)
Lascia pur le piaghe intatte
Per cui l’anima vien meno
Chi l’aperse nel mio seno
Insanabili l’ha fatte
È vano il tuo rimedio il tuo conforto
La feritrice mia nel core io porto
Se di Lete il cieco oblio
Vuoi destar contro di me
Se d’amor la pura fe’
Vuoi scacciar dal petto mio
Del mio sen la costanza, ah non intendi
Sin l’acque dell’oblio cangia in incendi.
E sa le forze tue schernire amore
Ché quando parte il piè non parte il core.

Recitativo
Siano pur tuoi rimedi
Scioglier un rio e diramare un fonte
Stender un lago e dilatare un fiume
Provvedi pur, provvedi
Alpestri vie d’inaccessibil monte
Ove arrivar non san d’augel le piume
Spandi l’orride piume,
D’un mar più tempestoso e più severo
Puoi trattenermi il piè non il pensiero.

Aria - (sol minore)
Il pensier dispiega il volo
E trapassa rivi e fonti
Laghi fiumi, mari e monti
Ogni clima ed ogni Polo
Press’a lui tard’il lampo
è tardo il vento
Basta raggiunger Filli un sol momento.

Recitativo-arioso
Io so che tu ben puoi
Con gl’ostacoli tuoi
In lontani ricetti
I corpi separar ma non gli affetti
Non sia che ceda alle tue forze amore,
Che quando parte il piè non parte il core.

Arioso - (re minore)
Se col tempo insuperabile
Pensi renderti invincibile,
Quanto più ti fai terribile,
Tanto men sei formidabile.
Il tempo invan per me cangia vicende
Con l’ali sue le mie faville accende
Non avrà l’istessa morte questa sorte,
Quando il punto sarà giunto
Ch’io dovrò ceder al fato.
Dal mio petto innamorato
Che tal bellezza idolatrar si vede

Aria - (re minore)
Lo spirto uscir vedrai ma non la fede.
E dirai se ver me volgi le piante
È morto è ver, ma benché morto è amante.


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Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2024