Chi avesse visto un core, G 4.1-9

Aria per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Stradella (1643 - 1682)
Testo: Aria per soprano e basso continuo
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo

Chi avesse visto un core
per soprano e basso continuo

Aria (do minore)
Chi avesse visto un core
Tutto lacero e ferito
Che da me s’è n’è fuggito
Per seguir vaga beltà
Me lo torni per pietà.
E che sì che c’indovino
Il mio cor dove ha ricetto
Dirlo vuò che son costretto
Perdonatemi pur luci gioconde
Rendetemelo sì ch’in voi s’asconde.

Sdegnando il proprio seno
Per goder più lieta sorte
Benché stretto fra ritorte
Del mio petto sen fuggì
Né di lui nova s’udì.
Pur mi dice un tal pensiero
Vedi là gli occhi di Fille
Fra sue lucide pupille
Ivi mena il suo cor placidi i giorni
Né creder ch’al tuo sen mai più ritorni.


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Ultimo aggiornamento 11 gennaio 2024