Avete torto occhi miei cari, G 4.1-3
Aria per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Stradella (1643 - 1682)
Testo: Aria per soprano e basso continuo
- Aria: (re minore) - Avete torto occhi miei cari
Organico: soprano, liuto (o violone), basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo
Avete torto occhi miei cari
per soprano e basso continuo
Aria - (re minore)
Avete torto
Occhi miei cari
D’essermi avari
D’un sol conforto.
Dai vezzosi vostri giri
Men severi o più severi,
Se spandete aurei baleni
Darò tregua ai miei martiri,
Ma se ingrati a’ miei desiri
I bei rai di vostre stelle
In girar torbidi aspetti
arderanno i miei diletti
Con le fervide faville
Rimarrò fra mille assorto.
Avete torto.
Se vi move ira o pietade
Vaghi rai pur mi piacete
Ma con l’una m’uccidete
Se con l’altra mi ammirate;
Dunque stelle amiche siate
Di pietà fulgide scole
Chi è prodigio di mia sorte
Il mirar nuncio di morte
Due comete in faccia al sole
Che lo fan pallido e smorto.
Avete torto.
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Ultimo aggiornamento 9 settembre 2023