Care luci, op. 14 n. 2

Romanza per voce e pianoforte

Musica: Giovanni Sgambati (1841 - 1914)
Testo: vecchio canto toscano
Organico: voce, pianoforte
Composizione: Firenze, 29 settembre 1884
Edizione: Schott, Magonza, 1885
Testo

Care luci dal sonno addormentate
fedel v'adorerò così sopite.
Se a lo lamento mio vi risvegliate
l'eco del mio dolor deh! rispettate!
Amor mi spinge, e voi qui mi tirate
come del ferro fan le calamite.
Chiudetevi, begli occhi, e riposate,
che le dolenti voci ho già finite.

Non temete di me, che piano piano
intorno girerò senza svegliarvi.
Non bacerò nemmen la bella mano,
e non starò vicino ma lontano.
Benché mi punga amor, sarò discreto,
e mai non svelerò lo mio segreto.
No, mai dirò che peno e che sospiro:
che contro il mio destino ognor m'adiro.
No, non vi sveglierò, luci gradite,
fedel v'adorerò benché sopite.


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Ultimo aggiornamento 14 febbraio 2025