Serenata andalusa in mi maggiore, WoO 54
per voce e pianoforte
Musica: Giovanni Sgambati (1841 - 1914)
Testo: Ugo Fleres
Organico: voce, pianoforte
Composizione: data sconosciuta
Edizione: apparso in
Vita
Italiana, Litografia L. Laudi, Roma, 1873
Testo
Dalla Cina arrivo or ora,
dall'imperio senza fin,
e del vento reco ancora
tra i capelli, o mia signora,
lo scompiglio oceanin;
ma tornarvi la bonaccia
non vi spiaccia
con le dita di gesmin.
Giungo or ora dalla Cina,
dalla Cina imperial;
la salsedine marina
sente ancora, o mia regina,
questo labbro giovial;
ma coi baci il vostro labro
di cinabro
a lenirlo forse val.
Dalla Cina or ora arrivo,
dall'imperio più lontan,
e calcando il suol nativo
sento, in mezzo al cor giulivo,
il fragor dell'uragan;
ma due braccia alabastrine
trovo alfine
che riposo mi daran.
Il veron dell'oriente
s'apre nella immensità,
vi si affaccia sorridente
l'alba, vergine pallente,
e tra mare e ciel ristà
nel silenzio antelucano
piano piano
viene un sogno, un altro và.
Il mar grida all'alba amante,
grida il luminoso mar,
quasi un organo gigante
che dal grembo ondoleggiante
voglia un salmo sprigionar.
La mandola in ogni fibra
geme, vibra,
ma la bella non appar.
Vieni, scalpita il morello,
pronte l'armi ha il rapitor,
delle regge assai più bello
già t'aspetta il mio castello
dov'è incognito il dolor.
vieni, ancor l'ombra è clemente,
lentamente,
dell'aurora s'apre il fior.
I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti
e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente
agli aventi diritto.
Ultimo aggiornamento 23 febbraio 2025