Prometheus, D. 674

Lied per basso e pianoforte

Musica: Franz Schubert (1797 - 1828)
Testo: Wolfgang von Goethe Organico: basso, pianoforte
Composizione: ottobre 1819
Edizione: Diabelli, Vienna, 1850
Testo

Prometheus Prometeo
Bedecke deinen Himmel, Zeus,
Mit Wolkendunst,
Und übe, dem Knaben gleich,
Der Disteln köpft,
Mit Eichen dich und Bergeshöhn;
Mußt mir meine Erde
Doch lassen stehn,
Und meine Hütte, die du nicht gebaut,
Und meinen Herd,
Um dessen Gluth
Du mich beneidest.
Copri il tuo cielo, Zeus,
di nubi tempestose,
e sfogati, come un fanciullo
che stronca i cardi,
sulle querce e le cime dei monti;
ma la mia terra
non devi toccarla,
né la mia casa, che tu non costruisti,
né il mio focolare,
per la cui fiamma
tu mi invidi.
Ich kenne nichts Aermeres
Unter der Sonn', als euch, Götter!
Ihr nährt kümmerlich
Vom Opfersteuern
Vom Gebetshauch
Eure Majestät,
Ihr darbtet, wären
Nicht Kinder und Bettler
Hoffnungsvolle Thoren.
Io non conosco nulla di più misero,
sotto il sole, di voi, dèi!
Nutrite a stento
di sacrifici estorti
e d'alito di preghiere
la vostra maestà
e sareste poveri, non esistessero
i bambini e i miserabili
stupidi pieni di speranza.
Da ich ein Kind war,
Nicht wußte wo aus noch ein,
Kehrt' ich mein verirrtes Auge
Zur Sonne, als wenn drüber wär'
Ein Ohr, zu hören meine Klage,
Ein Herz, wie mein's,
Sich des Bedrängten zu erbarmen.
Quando ero bambino,
non sapevo da che parte,
volgevo l'occhio smarrito
verso il sole, come se là ci fosse
un orecchio che ascoltasse il mio lamento,
un cuore come il mio
che avesse pietà del mio dolore.
Wer half mir
Wider der Titanen Uebermuth?
Wer rettete vom Tode mich,
Von Sklaverey?
Hast du nicht Alles selbst vollendet,
Heilig glühend Herz?
Und glühtest jung und gut,
Betrogen, Rettungsdank
Dem Schlafenden da droben?
Chi mi aiutò
contro la prepotenza dei Titani?
Chi mi salvò dalla morte,
dalla schiavitù?
Non hai compiuto tutto da solo,
santo cuore ardente?
E non ardevi, giovane e ingenuo,
- illuso - pieno di gratitudine,
per l'addormentato lassù?
Ich dich ehren? Wofür?
Hast du die Schmerzen gelindert
Je des Beladenen?
Hast du die Thränen gestillet
Je des Geängsteten?
Hat nicht mich zum Manne geschmiedet
Die allmächtige Zeit
Und das ewige Schicksal,
Meine Herrn und deine?
Io, onorarti? E perché?
Hai mai lenito i dolori
di chi è sopraffatto?
Hai confortato le lacrime
di chi ha paura?
Non mi ha formato uomo
il Tempo onnipotente,
e il Fato eterno,
di me signori - e di te?
Wähntest du etwa,
Ich sollte das Leben hassen,
In Wüsten fliehen,
Weil nicht alle
Blüthenträume reiften?
Vaneggiavi per caso
che io dovessi odiare la vita,
fuggire nel deserto,
perché non tutti
i sogni giovanili maturarono?
Hier sitz' ich, forme Menschen
Nach meinem Bilde,
Ein Geschlecht, das mir gleich sey,
Zu leiden, zu weinen,
Zu genießen und zu freuen sich,
Und dein nicht zu achten,
Wie ich!
Qui io sto, plasmo uomini
a mia immagine,
una stirpe che mi somigli,
per soffrire, per piangere,
per gioire, per rallegrarsi
e che di te non si curi,
come me!
(Traduzione di Amelia Maria Imbarrato)


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Ultimo aggiornamento 31 luglio 2025