La gloria di Primavera
Serenata per soli, orchestra e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: Nicolò Giovo
Ruoli:
- Primavera (soprano)
- Estate (soprano)
- Autunno (contralto)
- Inverno (tenore)
- Giove (basso)
Organico: flauto, 2 oboi, fagotto, 2 trombe, 2 violini, 2 viole, 2 violoncelli, basso continuo
Composizione: 1716
Prima esecuzione: Napoli, palazzo di Nicola Gaetano d'Aragona e Aurora Sanseverino, 19 maggio 1716
Dedica: per la nascita dell'arciduca Leopoldo, figlio di re Carlo VI
Testo
La gloria di Primavera
per due soprani, contralto, tenore, basso, orchestra e basso continuo
Prima parte
Sinfonia - Allegro (re maggiore)
Aria - (re maggiore)
Primavera, Estate, Autunno, Inverno
Nato è già l’Austriaco Sole
Tutto l’orbe ad illustrar
Né la terra più si duole
Nel vedersi insanguinar.
Primavera
Più di trombe il reo guerriero
Non s’ascolti risuonar.
Estate/Autunno
Pace a noi, pace all’Impero
Piacque a Giove alfin donar.
Inverno
Viva Carlo e la sua prole
Dica ogn’or voce festiva.
Primavera, Estate, Autunno, Inverno
Sempre in questa bassa mole
L’uno e l’altra regni e viva.
Recitativo
Primavera
Noi che a vicenda elesse
L’Almo Fattore a dominar su gl’anni,
E che rapidi vanni
Non permette che sciolga il veglio alato
Fuora del nostro antico e vasto Impero
Noi sì per l’orbe intero
Non più mesto e turbato
Facciamo risuonar gioconde note,
Direm: Più non percuote
Aspro furor di guerra
E campagne e capanne e soglie auguste.
Direm: L’ire vetuste
Son d’irata Bellona e spente e dome
E l’eroe sol d’ulivo orna le chiome.
Aria - Allegro (sol maggiore)
Primavera
Già fermò sull’empia ruota
Resa immota
La fortuna amiche piante,
Se a far schermo a le ruine
Nacque alfine
Il bramato Austriaco Atlante.
Recitativo
Estate
Non più sterili e meste
Vede l’Aquile sue l’Austria regnante,
Ministra di tempeste
Guardò varia incostante
La discordia che regna in cuore infido
Lunga stagion già l’infecondo nido
Pietà, pietà poi vinse
Onde la regal prole
Aprì per nostra pace
La pupilla vivace
Dell’avita sua gloria al chiaro sole.
Aria - Allegro (do maggiore)
Estate
Più l’Aquila non teme
Di serpe crudo, infido
Che il dolce e caro nido
Sparge di rio velen.
Se mentre d’ira freme
Vedendo i suoi perigli
La prole arma d’artigli,
E le difende il sen.
Recitativo
Autunno
Trasse già l’Istro altero
Di sua nuova fortuna il crin dall’onde
E su l’umide sponde
Posando il fianco antico
Chiamò de le sue ninfe il coro amico,
E disse: Or pronte andate,
Scegliendo i più bei fior del prato ameno,
E l’auree chiome, el seno,
E ‘l molle fianco, e ‘l grembo,
E delle spoglie, e il lembo
Con industria gentile a gara ornate
E carole intrecciate,
Fin che le mie bell’acque
Bacino il piede al nuovo eroe che nacque.
Aria - Andante (fa maggiore)
Autunno
Fuor dell’urna le bell’onde
Col soave mormorio
Par che dican: Gelo rio
Più non frena i nostri passi.
E bagnando ogn’or le sponde
Più fastose e più superbe
Van tra fiori e van tra l’erbe
A baciare or piante e sassi.
Recitativo
Inverno
Nacque a noi, nacque al grande
Genio, ai suoi grand’avi il pegno eletto
A rischiarar con nuova luce il mondo;
Nacque e tal già spande
Con suon lieto e giocondo,
Fama del nato eroe che nuovo aspetto
Prende al nuovo piacer l’Italia afflitta,
Desolata e sconfitta
Lunga stagion l’oppresse orrore e pena
Or già si rasserena,
S’avvalora, conforta et assicura
Se delle forti mura
Di cui si cinge il vago seno altero
Già nacque il nume, e ‘l difensor guerriero.
Aria - Allegro (la maggiore)
Inverno
Col piacer già la pace riposa
Sotto l’ombra d’alloro novello,
E la gloria più lieta e fastosa
Custodisce un riposo sì bello.
Recitativo
Primavera
Qui dunque oh mie compagne
Venite a la grand’opra
Si sciolga il labro a lieto riso e al canto.
Estate
Si spieghi omai, si scopra
Con qual fasto sovrano e con qual vanto
Per le nostre campagne
Andar può di sua sorte ogn’alma altera.
Autunno
Poiché di sfera in sfera
Dalla sua chiara stella
Scese l’anima grande e la rubbella
Pena ria, già sen cadde a lieti carmi
Sciolga la voce.
Inverno
Parmi
D’ogni onor, d’ogni laude,
E del comun diletto
Degno l’alto sogetto
Se l’Augusto Campion tra noi già nato
Viene a dar leggi alla fortuna, e al fato.
Aria - Andante (si bemolle maggiore)
Primavera
L’aura sussurrando
Estate
Il fonte mormorando
Autunno
Il bosco senz’orrori
Inverno
Il prato pien di fiori
Primavera, Estate, Autunno, Inverno
Porga segni di piacer.
Primavera, Estate
Rida ogn’alma lieta in calma
Autunno, Inverno
Ogni core arda d’amore
Primavera, Estate, Autunno, Inverno
Né più turbi il bel sereno
Fiero affanno, rio veleno
Che non fa già mai goder.
Recitativo
Primavera
Già con umido ciglio
D’ogni fiorito suolo
Mirai l’amenità sparire a volo,
E le campagne incolte
Sparse con empio orror d’ossa insepolte,
Mirai d’armi e di straggi
Ogni fertil terreno
Rendersi ingombro e pieno,
E il lume de suoi raggi
Negarli ancora inorridito il sole
Or non si lagna e duole
Scevro dir ei timori e d’aspri affanni
Il cor che gode e non paventa inganni.
Aria - Allegro (la minore)
Primavera
Solca il mar, scioglie le vele
Se mai posa il vento e l’onda
E la sponda
Lascia il provido nocchier.
Doppo affanno e duol crudele
Così l’alma non paventa
Ma contenta
Gode in calma di piacer.
Recitativo
Estate
Viddi correr audaci
Di Bellona i seguaci
Dove certo e sicuro era il periglio,
Né frenare i lor passi
Gelosa cura o intenso amor di figlio;
El figlio istesso al padre
Farsi ribelle al vario suon dell’armi
E delle trombe ai carmi
Correr tinti di sangue i fiumi ancora,
E la madre, e la suora
Cercando i suoi più cari
Sovra le nude arene
Forse del sangue lor sparse, e macchiate
Stampare orme d’amor ma sventurate.
Or però tal s’aggira
Gioia improvvisa entro al mio cor che brilla
Che in ogni loco ammira
Oggetti di piacer la mia pupilla.
Aria - Allegro moderato (si minore)
Estate
Doppo l’orrore
Di notte oscura
Si fa più caro
Il sol che chiaro
Ne reca il dì.
Tal già si cura
Di non penare
Sa più brillare
E l’alma el core
Che già languì.
Recitativo
Autunno
Quante volte mirai giacer col servo
Il suo Signore estinto,
El vincitor col vinto,
Quante volte mirai
Le nuove el vecchio padre
Fra le sconfitte squadre
Chiamando il figlio e ‘l dolce sposo a nome
Squarciarsi il petto e lacerar le chiome.
Or degli affanni miei
Sento placato alfin l’aspro rigore
E sol porgano i dei
Per pietà del mio mal contenti al core.
Aria - Lento (mi minore)
Inverno
È più caro il fonte el rio
Quando scioglie il piè d’argento
Doppo il gel che lo trattiene.
Tal già sento nel cor mio
Che più dolce è quel contento
Che a noi vien doppo le pene.
Recitativo
Inverno
Viddi anch’io con orrore
Più d’un Regno dal foco arso e distrutto,
E il vincitor superbo
Mirar con ciglio asciutto
Di popoli già vinti il duolo acerbo,
E su l’afflitte genti
Le ceneri infelici
Spargersi poi di furiosi venti,
E di chi muore e langue
Il mesto suono udii roco e doglioso,
E l’empia stragge, e il sangue
Mirarsi nel passar da Eroe fastoso,
Or spavento, e terrore,
Non mi punge o m’assale
Poiché Marte o Bellona
Non più d’arme risuona
Ma sol Palla, e Minerva han preggio uguale.
Aria - Presto (do maggiore)
Inverno
Arde il Ciel, saette avventa
Ma non tema il sacro alloro,
Come quello non paventa
L’alma mia di rio martoro.
Recitativo
Primavera
Tal virtù seco trasse
Dalla parte più pura ond’a noi scese
L’alma che a degne imprese
Formolla a suo piacer. L’alto motore
È mio però l’onore
S’ella fra noi tanti contenti aduna,
S’io fui del nato eroe
Eletta ad infiorar l’augusta cuna.
Estate
Di tal vanto pretendo
Esserne a parte anch’io.
Autunno
È pur mia questa gloria.
Inverno
Io non mi rendo
Facil trionfo all’altrui voglie ardite.
Primavera
Giudice di mia lite
Dunque Giove facciamo.
Estate
Lieto e contento
Vi applaude il cor
De pregi suoi geloso
Autunno
Io v’acconsento.
Inverno
Io ripugnar non oso.
Aria - Lento (la minore)
Primavera, Estate, Autunno, Inverno
Vieni o Re dell’alte sfere
Vieni e porgi a noi la pace.
Primavera, Estate
Se spuntò già di piacer
Un seren raggio vivace
Autunno, Inverno
Se per far l’alme godere
Speme più non è fallace.
Primavera, Estate, Autunno, Inverno
Sian le gioie più sincere
Se donarle a noi ti piace.
Seconda parte
Sinfonia - Grave (fa maggiore)
Recitativo
Primavera
Già le nostre preghiere
Del supremo Rettore
De la terra e del ciel giunsero al core,
E già dall’alte sfere al nostro udito
Arriva il dolce suono,
E l’armonia soave
Estate
Ogni molesta e grave
Cura che il cuor ne pugna
Ignota forza, o la fuga o l’ammorza.
Autunno
Già di sua pura luce
Chiaro su gl’occhi miei sfavilla un lampo
Inverno
E seco pur conduce
La giustizia e l’amore ond’ardo e avvampo.
Aria - (la minore)
Primavera, Estate, Autunno, Inverno
Vieni o Re dell’alte sfere,
Vieni e porgi a noi la pace.
Recitativo
Primavera
Ecco che a noi sen viene,
Estate
e a noi d’intorno
Già del perpetuo giorno
L’almo splendor s’avanza
Autunno
E di diletto or riempie il seno
Il suo divino aspetto.
Inverno
Già già n’odo la voce
A cui servono i venti e le procelle,
La luna, il sole, il fato e l’auree stelle.
Aria - Lento (re maggiore)
Giove
Voglio in perpetua calma
Che goda, che viva
Ogni fedel.
Voglio che lieta ogn’alma
Fulmini non paventi
E che sol di contenti
Ogn’or dia segni il Ciel.
Recitativo
Giove
Stanca è già la mia destra
Vindice sì ma giusta
Di fulminare e d’atterrar giganti,
E dopo tanti e tanti
Fieri affanni e disastri
Vuò che a prò del mortal ridano gli astri,
Già l’Impero è diviso
Or chi sarà, che possa
Mover guerra s’io son Giove nel Cielo,
E il già nato Regnante è nella Terra.
Aria - Allegro (do maggiore)
Primavera, Estate
Se spuntò già di piacere
Un seren raggio vivace,
Autunno, Inverno
Se per far l’alme godere
Speme più non è fallace,
Primavera, Estate, Autunno, Inverno
Sian le gioie più sincere,
Se donarle a noi ti piace.
Recitativo
Giove
Mal mai vi turba, o preme
Di nostra pace a scorno
Fiero sdegno o dolore in sì bel giorno?
Primavera
Pende o Giove immortale
Dubbia lite fra noi
Che decider tu dei s’unqua ti cale.
Alla bramata prole
Diè l’Està le primiere aure di vita,
E in questa bassa mole
A sconsolata gente
Porse l’Autunno aita
Publicando fecondo il seno Augusto,
E più forte, e robusto.
Rese il parto innocente
Men rigido e men fiero il Verno algente.
Alfin la Primavera
Accolse poi d’Europa il gran soggetto
Quando nacque al gran Padre, al Trono, al Regno;
Ma di noi qual mai sia
Più grande il preggio e l’opra
Non v’è chi lo discopra,
Altri che tu verace
Non fia chi porga o doni
A discordi staggioni amica pace.
Aria - Presto (si bemolle maggiore)
Primavera
La tempesta già si desta,
E ne spinge a naufragar.
Pria che resti il legno assorto
Tu n’addita il legno el porto,
E procella s’arrubella
Solo attendi a serenar.
Recitativo
Giove
Pria di formar le stelle,
E di dar vita a questa bassa mole,
Pria degl’anni e del sole,
Nell’eccelsa mia mente
A cui nulla d’oscuro erra d’intorno
Era chiaro e presente
Ciò ch’avvenir dovea in sì bel giorno.
Sapea, che in questa estate
Immersa in duol profondo
Da pianta illustre, altera,
Nascer dovea rampollo
Che gran parte del mondo
Dovea coprir con l’ombra, e che bramati
Frutti degni d’onore
Ne la stagion più acerba
Coglier l’Istro dovea con man superba.
E ben conobbi alfine
Qual vi dovea recar barbara guerra,
Con piante ancor bambine,
Stampando orme d’onor sopra la terra.
Aria - Andante lento (mi minore)
Giove
So ben che amor di gloria
In voi desta un pensiero,
D’affanno e di dolor,
E che un piacer sincero
Può darvi di vittoria
Il caro e dolce amor.
Recitativo
Estate
Con tal favore e l’opra
Per farmi un dì beata
Nella stagion più adusta
Si fecondò la regal Madre Augusta
Dell’eroe, che già nacque.
La gloria sospirata
Dunque a me non s’involi, e se ti piacque
Di sì famoso e tanto
Piacer donarmi il vanto,
Così permetti oh Giove
Ch’altri mai non mi tolga
Quel che si deve a me per chiare prove,
Né sia ch’altri si tolga
De’ pregi miei poiché, se ben comprende,
Non è ragion che mia ragion contende.
Aria - Allegro (la minore)
Estate
Tornò già nel mio sen
Quel placido seren
Che mi lusinga.
E vò sperare alfin
Che il fato et il destin
Non scherzi o finga.
Recitativo
Autunno
Quante provincie, e regni,
Quanti popoli afflitti a lui divoti
sciolsero al Cielo e ai Dei preghiere e voti,
E quasi in fragil barca
Cui contenda il suo porto, il vento e l’onda
Lungi da la sua sponda
Quante diverse genti a tutte l’ore,
Or la speme agitava, ora il timore.
Io solo fui che alfine
Strinsi alla sorte il crine,
Io feci sicurtà del Regno eletto,
E ne trasse diletto
L’amor de’ suoi, che baldanzoso e grande
Voci d’almo piacer d’intorno spande;
Onde alcun non vi sia,
Che pretenda scemar la gloria mia.
Aria - Allegro (fa maggiore)
Autunno
Corre l’onda vagabonda,
Fugge il lido e sempre riede
Ad accrescer l’acque al mar.
Tal già sento che il contento
A quel sen rivolge il piede
Che pria volle abbandonar.
Recitativo
Inverno
Anch’io potea di tenebrosi orrori
Coprir l’eterei campi;
Potea con tuoni e lampi,
Squarciando all’ombre il sen gravi e funeste,
Suscitar le tempeste,
E all’improvviso orribile spavento
Resa per me infelice
La Regal Genitrice
Pianger potea disperse le speranze
Di prole, e bel contento,
Che ritardaro a noi le stelle avverse.
Dunque è mio tutto il merto,
Che se il talamo augusto
Già fecondo si rese
Imeneo che l’unico sì richiese
E l’annunzio giocondo
S’altri ne diede al mondo
Per compir sì famosi, alti accidenti
Io sol potei frenar procelle e venti.
Aria - Allegro (si minore)
Inverno
Di cieco orrore e d’ombra
Portai la mente ingombra,
Or tutto il suo piacer [splendor] m’apre il diletto.
E mentre mi rischiara
Fugge la pena amara,
E pien di gioia il cor mi brilla in petto.
Recitativo
Primavera
Mezzi del gioir mio
Furo i vostro contenti
Nel concepir, nel publicar sicura
E nel render matura
La gloriosa e sospirata prole,
Ma quando ai rai del sole,
Aprì la gloriosa alma pupilla
Che sì chiara sfavilla,
Furon solo di me gl’eccelsi onori
Di versar con diletto,
Su la cuna reale e lauri e fiori.
Aria - A tempo giusto (sol maggiore)
Primavera
Canta dolce il rosignolo
Sol per me tra valli ombrose,
E per me s’adorna il crine
Di ligustri, di gigli e rose.
Recitativo
Giove
Trassi dal nulla il tutto,
Quando la luce e l’ombra era divisa,
Creando il ciel, la terra e gl’elementi,
E le cose insensate e le vincenti.
Avvivai l’auree stelle,
Le sfere, il sol, la luna,
E dall’oscura e bruna
Notte divisi il giorno,
E di chiaro splendor lo resi adorno.
Ma più stupenda e strana
Allora ei ben comparve,
Di mia mente sovrana
L’opra in cui v’indrizzai tutto me stesso,
Quanto distinto apparve
L’ordine delle cose agli occhi espresso.
Dunque l’esempio basti
A far la Primavera
Più d’ogn’altra stagion superba e altera.
Aria - Allegro (re maggiore)
Giove
Dell’alba e dell’aurora,
Che la sua cuna infiora
È vanto e bel piacer se spunta il sole.
Né de’ suoi vaghi rai,
Che non conobbe mai
La notte può goder ma non sen duole.
Recitativo
Giove
E voi che parte aveste
Nell’opra in cui su gl’alti eterei chiostri
Impiegossi di Giove ancor la destra
Ite superbe pur de’ pregi vostri
Fastosa fama intanto,
Corra le vie del ciel spiegando l’ale,
E l’inclito natale
Spieghi per l’orbe e lieta
Tempri con tal piacer l’andati affanni,
E al rinovar degl’anni
Rinnovi negl’altrui dolci contenti
Di Primavera i gloriosi eventi.
Aria - Allegro (do maggiore)
Primavera, Estate, Autunno, Inverno
Pieno è già d’almo diletto
Primavera
L’alma,
Estate
il seno,
Autunno
il core,
Inverno
il petto
Giove
Né dolor più soffrirà.
Primavera, Estate
Non mi sprona,
Autunno, Inverno
non m’affrena
Primavera
Tema,
Estate
orrore,
Autunno
affanno
Inverno
o pena
Primavera, Estate, Autunno, Inverno
Ma sereno e pien di riso
Primavera, Estate
Mostro il labro,
Autunno, Inverno
scopro il viso
Giove
Né turbarlo il duol potrà.
Recitativo
Primavera
Gran Padre delle stelle
Eo la sentenza, el tuo decreto adoro
Ma per comun ristoro,
Poiché darci volesti eroe sì degno,
Conserva al Padre e al Regno
Vita sì preziosa e così cara.
Inverno
Sì de la parca avara
Non far che al crudo ferro egli soggiaccia,
E che degl’avi suoi siegua la traccia.
Aria - Lento (la minore)
Inverno
Su l’orme de’ grand’avi
Deh faà che i passi stenda
Con fasto e con pietà,
E che da fieri e gravi
Affanni lo difenda
De’ suoi la fedeltà.
Recitativo
Estate
Sì sì poiché a te piacque
Del fanciul che già nacque
Darne alla Primavera il vanto e ‘l preggio,
Sol bramo e sol ti chieggio
Che immortal tu lo renda,
Che siegua i sassi suoi sempre la gloria,
Che tempo non l’offenda
E che dia leggi ancora alla vittoria.
Aria - Allegro (si bemolle maggiore)
Primavera, Estate
Arda sempre, l’alme accenda / Sempre avvampi, l’alme accenda
Sempre dolce lo splendor / Sempre caro lo splendor
Degl’occhi suoi.
Primavera
E immortal tra noi si renda
Primavera, Estate
Sì bel fior di forti eroi,
Estate
E mai colga tempo avaro
Primavera, Estate
Sì bel fior di forti eroi.
Recitativo
Autunno
La gloria de’ grand’avi
Fa che gl’apra il sentiero all’ardue imprese,
E le sue voglie accese
Abbia sol di virtù, così di nume
Imitando il costume il maggior vanto
Avrà de’ sommi dei
Premiando i giusti e debellando i rei.
Aria - Allegro (re maggiore)
Autunno
L’offra sempre in pace e in guerra
Le sue chiome, amica sorte,
Né maggior vegga la terra,
Né più saggio o pur più forte.
Recitativo
Primavera
Chiaro qual nacque al mondo
Fa che per l’opre illustri ei viva e regni,
E che gl’altri disegni
Che romper non può mai cieca fortuna
Rendano con più fasto
Oscuro il corno all’ottomana luna.
Fa che il nemico trace
Mord’ai suoi ceppi, e che sicuro asilo
Non gli conceda mai l’Eufrate e il Nilo.
Fa che d’Asia e di Lidia, il popol fero
Invano s’armi e invano
Del nato eroe sovrano
Tenti turbar l’augusto eccelso Impero.
Fa che depresso e vinto
Sotto il peso fatal di sue catene
Di sangue e di sudor bagni l’arene,
E che in mirarlo estinto
Più lieto al fine il pellegrin divoto
Compisca i suoi viaggi e sciolga il voto.
Aria - Lento (mi maggiore)
Primavera
Il destin, la sorte e il fato
Prenda leggi dal suo core,
E le detti la pietà;
E sia sempre in pace amato,
E pugnando paventato
Per giustizia e per valor,
Per amor e maestà.
Recitativo
Estate
Giove, e tu non rispondi?
Deh ver noi volgi il viso
E con dolce sorriso
Rendi con più sereni ardenti lampi
Chiari dell’etra i spaziosi campi.
Fa che le mie campagne
Sian di Cerere amica il dolce nido,
E che turbine infido
La vaga loro amenità non furi,
E doppo nembi oscuri
Deh permetti che alfine
Mentre la bionda messe il sole indora
Scherzino fra di noi Pomona e Flora.
Aria - Adagio (sol maggiore)
Estate
Fa che zeffiro tra fronde
Cheto e lento sussurrando
Lieto goda al gioir mio.
E col suon de le bell’onde
Che lo sieguan mormorando
Fra l’erbette il fonte e ‘l rio.
Recitativo
Autunno
Deh quel amor che inspira
Segrete intelligenze a fido cuore,
Quello sol ti possieda, e quel ti detti
Sensi per noi di pace, e di diletti.
Primavera
Gira ver noi sereni
Gl’occhi d’almo splendore adorni e pieni,
E di labri divoti
Pietoso accogli e le preghiere ei voti.
Inverno
Alle tue voci omai
S’empian l’alme di gioia e di piacere,
E v’applaudino i cieli e l’auree sfere.
Aria - Allegro (la maggiore)
Primavera, Estate, Autunno, Inverno
Conti coi giorni
Le sue vittorie,
E pien di glorie
Lo vegga il sol.
Viva e s’adorni
D’allori e palme
Ne le sue calme
Mai turbi il duol.
Recitativo
Giove
Scelsi su l’alte sfere
Il più vago, il più puro e nobil spirto,
E da sua stella il trassi
Per darlo al mondo; altera,
Ei l’orme imprimerà dovunque passi
Né mai di rose o mirto
Fia che vinga le chiome,
Elette sol d’allori al sacro incarco
Voi di trionfi carco
Mostrarsi lo vedrete
Degno figlio di Giove
Ne le sue piume in Lete
Bagnar potrà sua chiara fama, e grande,
E mentre tal si spande
Che invidia rechi agli avi suoi famosi
Riguarderà gelosi
Gl’astri la sua virtude, e parca industre
Torcer voi scorgerete
Lungo lo stame alla sua vita illustre.
Aria - (re maggiore)
Tutti
O bella età dell’oro
A noi ritorni alfin,
Se per comun ristoro
Nacque regal bambin.
Autunno
Non v’è più invidia o inganno,
Timore o fiero affanno,
Inverno
Non sfidan trombe all’armi
Ma son di gioia i carmi
Autunno, Inverno
E pur dal cavo speco
Pace risponde l’eco,
Pace ne dà il destin.
Tutti
O bella età dell’oro
A noi ritorni alfin,
Se per comun ristoro
Nacque regal bambin.
Primavera
Per le fiorite sponde
Di latte corron l’onde,
Estate
Il ciel non è più fosco
E stilla miele il bosco
Primavera, Estate
E sol di fronde e fiori,
Da ninfe e da pastori
Si fan ghirlande al crin.
Tutti
O bella età dell’oro
A noi ritorni alfin,
Se per comun ristoro
Nacque regal bambin.
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Ultimo aggiornamento 26 marzo 2026