Concerto in fa maggiore, n. 3

per due violini, violoncello, archi e basso continuo

Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
  1. Allegro
  2. Largo
  3. Allegro
  4. Largo
  5. Allegro
Organico: 2 violini e violoncello solisti, 2 violini, viola, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Edizione: B. Cooke, Londra. 1740 circa
Guida all'ascolto (nota 1)

Alessandro Scarlatti (16601725) è più noto per le sue opere teatrali e per gli oratori che per la sua musica strumentale che pure vanta un discreto numero di lavori e tutti d'una qualità che basta a rivelare il grande maestro.

Nella sua produzione strumentale v'ha un gruppo di Concerti grossi i quali furono stampati in numero di sei, dall'editore Walsh di Londra senza data — ma probabilmente verso i primi anni del sec. XVIII e, probabilmente per l'intervento di Haendel (cosa non strana quando si pensi alla stima reciproca ed all'amicizia che legava i due musicisti). E l'ipotesi è tanto più giustificabile in quanto il Concerto grosso scarlaltiano, per la forma offre più analogie con quello haendeliano che col concerto grosso corelliano. L'opposizione tradizionale fra tutti e concertino è assai ridotta, ed il contrappunto sostiene ancora il discorso sonoro e la costruzione dei vari movimenti. Ma è un contrappunto all'italiana, arioso e melodico, che alla novità logica della fuga, preferisce la libertà dei fugati: un contrappunto all'italiana sopratutto per la mirabile contabilità delle parti — per la splendida pluri-vocalità dei tempi lenti. Appare chiaro da questo come Bach abbia fatto tesoro dell'insegnamento dei vecchi maestri italiani.

Il Concerto grosso che figura in questo programma, è il terzo della raccolta pubblicala dall'editore Walsh, ed inscrive due Larghi fra tre movimenti Allegro.

Domenico De' Paoli


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma, Teatro Argentina, 14 febbraio 1951


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Ultimo aggiornamento 22 aprile 2026