A voi, che l'accendeste, H. 9
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: Francesco Maria Paglia
- Recitativo e arioso: A voi che l'accendeste
- Aria: Andante e vezzoso (re minore) - Begl'occhi io non mi pento
- Recitativo: Che volete occhi belli
- Aria: Allegro con modo francese (sol maggiore) - Più delle stelle luci gradite
- Recitativo e arioso: Che se fuggon le stelle
- Aria: (si minore) - Tanti pregi in voi ravviso
- Recitativo: Più che di Leda i figli
- Aria: Andante e bizzarra (re minore) - Se gli specchi son echi del guardo
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: 1692 circa
Testo
A voi, che l'accendeste
per soprano e basso continuo
Recitativo
A voi che l’accendeste
Raccomando il mio foco, occhi adorati.
In voi coi raggi armati
Gemino sol risplende
Che l’ombra del mio duol dilegua e strugge
Da voi solo dipende
La mia vita e la morte
Con voi solo s’aggira
Il mio fato e la sorte,
Per voi solo sospira
L’anima mia trafitta
Se tempra amore e scocca i dardi suoi
Solo in voi, sol da voi, con voi, per voi.
Aria - Andante vezzoso (re minore)
Begl’occhi io non mi pento
D’averti offerto il sen,
Anzi se le mie pene
Fossero senza spene
L’anima sul cimento
Vorrei portare almen.
Recitativo
Che volete occhi belli,
Io per voi già mi moro,
Vi provo ogni momento
Idoli fulminanti e pur v’adoro.
Del ciel della bellezza
Site in un tempo istesso
Stelle fisse ed erranti, e poli e segni,
Illustrate col guardo
La nostra e forse ancor l’eterea mole
Né l’esser due vi toglie
Quel merto singolar che vanta il sole.
Aria - Allegro assai (sol maggiore)
Più delle stelle
Luci gradite,
Luci mie belle
Vi stima il cor,
E il sole ancora
Quando v’aprite
Di tant’aurora
Teme l’ardor.
Recitativo
Che se fuggon le stelle
All’apparir del giorno
Voi col giorno apparite
Poi ritornano quelle
Mentre l’indo Nettuno
Del fulminante Piro
O consola il morto
E fanno in ciel con numeroso coro
Funerali d’argento a tomba d’oro.
Ma voi sempre splendete,
Voi già mai non fuggite
E solo vi chiudete
Stanchi di saettar quando dormite.
Aria - (mi minore)
Tanti pregi in voi ravviso
Ch’è impossibile
Ch’io vi chieda oh mie pupille
La perduta libertà.
Il lasciar vostre faville
È l’istesso
Che fuggir da un Paradiso
Per ragion della beltà.
Recitativo
Più che di Leda i figli
Ch’a vicenda negl’astri
Proteggono il nocchieso al segno istesso
Voi potete, oh bei lumi,
Con lo splendore acceso
D’un guardo amico e fido
La nave del mio cor condurre al lido,
Fonti del mio languire,
Faci del mio gioire,
Saggittari gemelli,
Luminosi flagelli,
Specchi della mia fede
Con eterno riflesso
Tutta la mia speranza in voi si vede
Ma per pietà sentite,
Occhi belli un momento e poi ferite.
Aria - (re minore)
Se gli specchi son echi del guardo
Bello è quel che di lume sincero
Prende e rende l’istesso tenor.
Non s’aduli col lume il pensiero
La ferita sia l’eco del dardo
Ed il dardo lo specchio del cor.
I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti
e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente
agli aventi diritto.
Ultimo aggiornamento 7 novembre 2024