Spero ch'avrò la pace, H. 684
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: Antonio Ottoboni
- Aria: Andante giusto (la minore) - Spero ch' havrò la pace
- Recitativo: Della guancia rugosa e del canuto crine
- Aria: (do minore) - Amor in fresca età
- Recitativo: Moralità sciapita verità mal gradita
- Aria: (sol maggiore) - Con la falce inesorabile
- Recitativo: (la minore) - Nel commune disastro ogn'un si specchi
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: 1709
Testo
Spero ch'avrò la pace
per soprano e basso continuo
Aria - Andante giusto (la minore)
Spero, ch’havrò la pace
Da miei pensieri un dì;
Se con l’età fugace,
Amor da me fuggì.
Recitativo
Della guancia rugosa
E del canuto crine altri s’affanni.
Mente più rigorosa
In più deboli membra infondon gl’anni,
Né pareggiar si denno
Con robusta follia forza di senno.
Aria - (do minore)
Amor in fresca età
Capriccio dir si dé,
Ch’ama il diletto.
Ma quando più non ha
Face ne dardi, egl’è
Fido e perfetto.
Recitativo
Moralità sciapita,
Verità mal gradita,
So, ch’io vi canto, o belle donne, e pure
Non v’espongo chimere o sfingi oscure.
Aria - (sol maggiore)
Con la falce inesorabile
Non distingue etade o sesso
Cieca e rigida la morte.
Or s’ogn’un del pari è labile,
Tema pur del fato istesso
Il più debole e il più forte.
Recitativo - (la minore)
Nel comune disastro ogn’un si specchi,
Se ogn’un può morir, tutti sian vecchi.
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Ultimo aggiornamento 20 gennaio 2026