Solitudini care, in voi spera, H. 665
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: Adagio (mi minore) - Solitudini care, in voi spera il mio core
- Aria: Lento (la minore) - Da Climene abbandonato
- Recitativo: Ah Climene, idol mio, vieni, deh vieni, oh Dio!
- Aria: (do minore) - Vieni che troverai il nome di Climene
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo
Solitudini care
per soprano e basso continuo
Recitativo - (do maggiore)
Solitudini care
In voi spera il mio core
Trovare qualche sollievo al suo dolore
A voi dell’alma amante
Vengo a narrar le pene ei duri affanni
E allor che ascolto in voi quel dolce canto
Che fa il vago usignol mesto e dolente
Par che n’abbia conforto il cor languente.
Aria - (la minore)
Da Climene abbandonato
Vengo amante sfortunato
A trovar tra queste piante
Qualche tregua al mio dolor.
Qui m’invita l’usignuolo
Col suo flebile lamento
Al sollievo del tormento
Che trafigge questo cor.
Recitativo - (do maggiore)
Ah Climene idol mio
Vieni, deh vieni, oh Dio in queste amene
Solitudini amiche. A, che più tardi?
Qui il mormorio del limpido ruscello
Il tuo nome risuona
E qui t’invita quel canoro Augello
Che col dolce cantar Climene dice
Deh vieni a consolar Tirsi infelice.
Aria - (do minore)
Vieni che troverai
Il nome di Climene
Scolpito in ogni fronda
Di queste armene piante
Dalla mia man fedel
Vieni e leggerai
Amo una pastorella
Che d’ogni grazia abbonda
Ma ingrata quanto bella
E’ cara ed è crudel.
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Ultimo aggiornamento 14 aprile 2025